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«Niente sigarette né alcol in gravidanza, solo canne»

febbraio 3, 2017 Redazione

Negli Stati Uniti sono triplicate le giovani madri che fumano marijuana durante la gravidanza: «È sempre più diffusa la percezione che faccia bene»

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«Niente sigarette né alcol in gravidanza, solo canne». Così si è comportata Stacey, 24 anni, madre di un bambino di un anno in Florida. Ha cominciato ad assumere la marijuana, con il benestare del compagno, nel primo trimestre della gravidanza, per provare a calmare le nausee. Non si sa se le nausee siano passate, ma lei ha continuato a drogarsi ogni giorno. «Non direi in assoluto: “Tranquillo, fatti una canna quando sei incinta”. Ma un uso moderato per me è ok», dichiara al New York Times.

NON È OK. Stacey, che non vuole rivelare il suo cognome perché la marijuana è illegale in Florida, non è l’unica a pensare che sigarette e vino facciano male al bambino nel pancione, mentre la marijuana no. Molte future madri, soprattutto giovani, la pensano allo stesso modo secondo una ricerca federale. Sono sempre di più le donne in dolce attesa che fumano marijuana, approfittando della legalizzazione che è ormai realtà in molti stati americani.
Nonostante Stacey e tante altre donne pensino che «sia ok», la scienza dice un’altra cosa: il Thc, il principale ingrediente psicoattivo della cannabis, può attraversare la placenta e raggiungere il feto, danneggiando lo sviluppo del cervello del bambino. Non solo, c’è un’altra probabilità che il Thc passi al neonato anche attraverso il latte materno. La sostanza, infatti, una volta assunta rimane nel corpo della madre per mesi prima di essere smaltita.

PERCEZIONE DISTORTA. «È sempre più alta la percezione che il consumo di marijuana sia sicuro e salubre, anche in gravidanza, nonostante i dati dicono l’esatto contrario», spiega al New York Times il dottor Torri Metz, specializzato in gravidanze ad alto rischio al Denver Health Medical Center. In Colorado il consumo di marijuana è legale e il 10 per cento delle sue pazienti con gravidanze ad alto rischio fanno uso di cannabis.

LA RICERCA. Secondo la ricerca federale pubblicata pochi gironi fa, il 4 per cento delle donne incinte intervistate nel 2014 ha fatto uso di marijuana nell’ultimo mese, rispetto al 2,4 per cento nel 2002. E all’epoca la cannabis non era ancora legale. La percentuale è più alta tra le future madri di età compresa fra i 18 e i 25 anni: in questo caso passa al 7,5 per cento. Secondo gli studi più importanti sul tema, i bambini le cui madri hanno fumato marijuana in gravidanza, hanno difficoltà in campi quali comprensione dei concetti, lettura e spelling. Anche il cervello dei neonati risulta danneggiato di conseguenza.

MARIJUANA PIÙ PESANTE. Inoltre, secondo Therese Grant, direttore del fetal alcohol and drug unit presso la University of Washington, «tutti gli studi che sono stati fatti in precedenza consideravano un tipo di marijuana che aveva solo il 4 per cento di Thc. Ora invece la cannabis ha il 12 per cento di Thc». È molto più pericolosa oggi e «abbiamo bisogno di fare ulteriori ricerche».
L’American College of Obstetricians and Gynecologists chiede ai suoi medici di avvisare le madri del pericolo della marijuana, ma ha scoperto che in oltre la metà dei casi i medici non lo fanno. E le donne affermano di fumare marijuana in gravidanza ritenendola una medicina. Invece è una droga.

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