Google+

«Nessuno ha protestato mentre l’Isis ci uccideva. Con Trump l’America si è accorta di noi»

febbraio 6, 2017 Redazione

L’arcivescovo di Erbil, Bashar Warda sul decreto immigrazione del presidente Usa: «È giusto dare la priorità nei visti alle minoranze perseguitate. È per la nostra fede che abbiamo perso tutto»

«Dov’erano tutti quelli che protestano contro l’ordine esecutivo di Donald Trump sull’immigrazione quando l’Isis uccideva noi cristiani e yazidi? Non ho visto nessuno protestare allora». L’arcivescovo caldeo cattolico di Erbil (Iraq), Bashar Warda, spiega perché la politica americana sui rifugiati non lo sorprende affatto («forse molti dimenticano che anche l’Europa ha provato a fare la stessa cosa») e neanche gli dispiace.

«NESSUNO PROTESTAVA». Una settimana fa tutti i giornali del mondo hanno riportato dichiarazioni opposte di monsignor Warda. Che alla Crux chiarisce: «Mi hanno citato fuori contesto. Certamente nel breve periodo la decisione di Trump può cambiare i piani di qualcuno, ma so che molte nostre famiglie solo questa settimana hanno avuto dei visti approvati». Certo, «tutti sono d’accordo che la misura è stata implementata male, c’è stata confusione. Ma io non ho visto nessuno protestare quando gli Stati Uniti non ci davano un dollaro di aiuti mentre ospitavamo decine di migliaia di cristiani sfollati. E non capisco com’è possibile che tanti americani si arrabbino perché viene data la priorità a chi ha subito un orribile genocidio».

«LA RELIGIONE NON C’ENTRA?». Monsignor Warda non risparmia critiche neanche ai media occidentali: «Chi parla di “messa al bando dei musulmani” farebbe bene a misurare le parole perché ci mette in serio pericolo. La maggior parte degli americani non ha la minima idea di che cosa significhi essere un cristiano o una yazida in Iraq. E nessuno ha protestato mentre l’Isis ci uccideva o ci obbligava ad abiurare. I terroristi ci perseguitano per la nostra religione, noi abbiamo perso tutto per la nostra religione e ora gli americani dicono che la religione non deve c’entrare in tema di visti, anche se la persecuzione religiosa è un criterio per avere lo status di rifugiato secondo l’Onu? Per me è pazzesco sentire certe cose».

«ABBIAMO FESTEGGIATO TRUMP». L’arcivescovo di Erbil non vuole che «i cristiani se ne vadano dall’Iraq» ma, aggiunge, «non posso che apprezzare gli sforzi del governo americano per dare la priorità a chi tra noi sta soffrendo, non solo cristiani, questo sarebbe un messaggio sbagliato, ma tutte le minoranze perseguitate. Noi ci siamo sentiti abbandonati dagli Stati Uniti fino ad oggi. Non posso che essere contento se un presidente americano finalmente si rende conto che i cristiani hanno bisogno di aiuto. La verità è che noi cristiani abbiamo festeggiato quando Trump ha vinto perché speravamo che finalmente l’America si accorgesse di noi».

«CHIESA MADRE DI TUTTI». Monsignor Warda dice anche di capire chi vuole aumentare i controllo sui rifugiati: «Io so solo due cose: primo, è terribile convivere con il terrorismo. Il mio paese lo fa ogni giorno e se gli Stati Uniti vogliono avere un processo di controllo più accurato, posso capirlo e lo apprezzo. È comprensibile che la gente abbia paura di chi entra nel proprio paese». Secondo, «la Chiesa cattolica è dalla parte degli immigrati, sempre, a prescindere da fede o origine. Noi siamo pastori di tutti: chi parte e chi resta. Il punto è che responsabilità ha il mondo nei confronti di questa gente: temo che i media si concentrino solo su chi parte e si dimentichino di chi ancora prova a vivere e sopravvivere nella propria terra legittima».

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

6 Commenti

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download

Tempi Motori – a cura di Red Live

È l'outfit scelto dal campione Fabian Cancellara, composto da maglia e salopette corta+, disponibili a partire da 89,95 euro.

L'articolo Gore C5 Optiline proviene da RED Live.

Costruito in Cina, non è solo mastodontico e pressoché indistruttibile, ma anche costosissimo. La meccanica è quella di un pick-up Ford mentre l'obiettivo è quello di conquistare i facoltosi petrolieri arabi o i magnati russi e cinesi

L'articolo Karlmann King <br> il SUV indistruttibile più caro del mondo proviene da RED Live.

Anlas, azienda di pneumatici turca nata nel 1974, presenta le sue prime gomme dedicate all’enduro estremo. Si chiamano Anlas Capra Extreme e rispettano il regolamento FIM.

L'articolo Anlas Capra Extreme, per correre in enduro proviene da RED Live.

Dopo 18 anni il Museo Piaggio si rinnova e e cresce da 300 a 500 m². Con 5 collezioni e 250 pezzi è la più grande esposizione in Italia dedicata al motociclismo.

L'articolo Nuovo Museo Piaggio; 500 m² di sogni. proviene da RED Live.

Nata nel 1948, la Casa di Stoccarda raggiunge l'importante traguardo dei 70 anni di vita. Più arzilla che mai guarda al futuro senza mai perdere di vista il passato. Dal prodotto al motorsport

L'articolo Porsche, un viaggio lungo 70 anni proviene da RED Live.