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Nel 2013 sono state uccise in Pakistan 56 donne la cui unica colpa è stata aver partorito figlie femmine

novembre 27, 2013 Benedetta Frigerio

I.A. Rehman, segretario generale della Commissione per i diritti umani denuncia la cultura che divide uomo e donna: «Tutti si scandalizzano, ma nessuno agisce»

Uccise per aver partorito una figlia femmina. Sono 56 pakistane, punite con la morte nel 2013. I.A. Rehman, segretario generale della Commissione per i diritti umani del Pakistan, in occasione della Giornata internazionale per eliminare la violenza contro le donne, ha denunciato la strage durante un simposio intitolato “La gioventù come forza per un cambiamento positivo”.

835 VIOLENZE. «Un Paese dove le donne vengono uccise per aver messo al mondo delle bambine non può essere considerato una società etica», ha detto Rehman. Il fenomeno degli aborti selettivi si sta espandendo sempre di più in tutta l’Asia. Nella vicina India, nel 2011, si è verificata la più alta disparità numerica fra bambini e bambine dagli zero ai sei anni, con 914 femmine ogni mille maschi.
Sempre in Pakistan, dal gennaio 2012 al settembre 2013, sono state sfregiate con l’acido 90 donne, 72 sono state ustionate con altri metodi, 344 sono state stuprate in gruppo, 491 hanno subìto violenze domestiche, 835 hanno subìto violenze di altro tipo. Secondo il segretario generale, il problema è che quando si parla delle «bambine violentate in Pakistan, tutto quello che si fa è urlare allo scandalo, ma poi nessuno agisce praticamente».

CAUSE. In un’analisi prodotta nel 2011 dal Centro per la salute e lo sviluppo internazionale sulle cause dell’aborto selettivo in Cina, India e Corea del Sud si parla di crescenti squilibri che fanno aumentare la violenza. Emerge che la stragrande maggioranza dei crimini è «perpetrata da uomini giovani non sposati e della fascia povera». Persone che non riescono ad «avere accesso all’ordine sociale esistente» e che «adottano comportamenti antisociali, rivolgendosi alla criminalità organizzata». Rehman ha dato la colpa alla diseducazione e al sistema scolastico esclusivo delle fasce povere.

EFFETTI. Gli effetti della discriminazione femminile erano stati descritti nel 2005 dal Centro di Ginevra per il controllo democratico delle forze armate (Dcaf), che aveva pubblicato un documento in cui si legge: «Il numero delle donne “mancanti”, uccise per ragioni legate al sesso, è dello stesso ordine di grandezza dei 191 milioni di esseri umani che hanno perso la vita, direttamente o indirettamente, a causa di tutti i conflitti e delle guerre del XX secolo».

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2 Commenti

  1. Laura scrive:

    Qui sì che si deve parlare di femminicidio

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