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Morsi vs Shafiq: pro e contro dei candidati alla presidenza dell’Egitto

maggio 29, 2012 Leone Grotti

L’uomo dei Fratelli Musulmani e il liberale ex membro del regime di Mubarak si sdidano in ballottaggio a metà giugno per la presidenza dell’Egitto. Ecco le proposte, i punti deboli e forti dei due politici.

I risultati ufficiali delle elezioni presidenziali del 23 e 24 maggio in Egitto sono stati diffusi: Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli Musulmani, sfiderà al ballottaggio l’ultimo primo ministro del regime di Mubarak Ahmed Shafiq. I due candidati sono agli antipodi e hanno ricevuto rispettivamente il 24,77 e il 23,66 per cento dei voti. Visto il distacco minimo tra di loro, l’esito del ballottaggio del 16 e 17 giugno resterà incerto fino alla fine. Ad oggi solo gli estremisti islamici salafiti hanno dichiarato pubblicamente che appoggeranno Morsi. Ma non basterà ai Fratelli Musulmani, che alle elezioni per il Parlamento avevano conquistato il 40 per cento dei voti e che hanno registrato una pessima performance in alcune città che si credevano roccaforti islamiche. Secondo Khalil al-Anani, scienziato politico della Durham University, «la Fratellanza non vincerà se non cambierà i toni e i contenuti».

Tempi.it ha preparato un riassunto delle tesi sostenute dai due candidati che si contendono la carica di primo presidente dell’Egitto e un breve profilo personale.

PROFILO PERSONALE
Shafiq:
Ex comandante dell’aviazione egiziana, diplomatico e politico, Ahmed Shafiq, nato nel 1941 al Cairo, ha combattuto nella guerra arabo-israeliana ed è stato per molto tempo ministro durante il regime di Mubarak, nonché ultimo primo ministro del suo governo. Pro: Apprezzato da chi rimpiange il vecchio regime, la sua promessa di porre fine ai disordini e alla mancanza di legalità nei primi 30 giorni del suo mandato fa gola a tanti, è anche ben voluto per il suo carattere di liberale, che vuole favorire le imprese private. Contro: Resta in molti settori della società impopolare per il suo legame con il regime di Mubarak.

Morsi:
Docente di ingegneria, membro dei Fratelli Musulmani da oltre 30 anni, Mohamed Morsi è nato nel 1951 in una famiglia agiata e dopo essersi laureato al Cairo ha ricevuto diverse offerte di lavoro in università americane. Sotto il regime di Mubarak ha passato sette mesi in prigione ed è portavoce ufficiale della Fratellanza dal 2005. Pro: È ben visto dai conservatori ed è l’unico candidato islamico in gara. I Fratelli Musulmani, di cui è espressione, hanno una rete solida che si estende in tutto il paese che saprà raccogliere molti voti per lui. Contro: È un candidato di riserva, lanciato nella mischia dopo che quello di punta dei Fratelli Musulmani, el-Shater, è stato estromesso dalla corsa dai giudici. I Fratelli Musulmani avevano promesso di non candidare nessuno e poi si sono rimangiati tutto. È temuto e non sostenuto da tutti gli egiziani che non vogliono uno Stato islamico.

CONCEZIONE DELLO STATO
Shafiq: Lo Stato deve essere laico; ha promesso ai cristiani copti e alle donne protezione e uguaglianza.

Morsi: il suo motto è «il Corano è la nostra Costituzione»; vuole introdurre la Sharia in Egitto.

POLIZIA E PUBBLICA SICUREZZA
Shafiq: Riorganizzare l’apparato della polizia, stipendi più alti per i dipendenti del ministero degli Interni; addestrare nuovamente tutti i poliziotti facendo un lavoro specifico sui diritti umani; rimuovere la polizia dal suo ruolo politico; pene doppie per chi traffica e contrabbanda armi; pugno duro nei confronti di chi organizza disordini e dei criminali [è questa la sua dichiarazione più temuta da chi ha fatto la rivoluzione, ndr].

Morsi:
Ristrutturare l’apparato di polizia per migliorare la sicurezza e salvaguardare i diritti umani, modificare il codice della polizia per permetterle di proteggere e servire il popolo e non il regime.

ISRAELE
Shafiq: Lavorare per creare uno Stato palestinese con Gerusalemme come sua capitale; porre fine all’occupazione di Israele della terra araba, compresa l’altura del Golan in Siria.

Morsi:
Rivedere i Trattati internazionali dell’Egitto in accordo con gli interessi del popolo. Israele è un nemico dell’Egitto.

LAVORO
Shafiq: Stabilire un’authority nazionale per l’occupazione e una per la riqualificazione dei lavoratori; creare un sistema di benefits per chi è disoccupato; distribuire fertilizzanti a prezzi ragionevoli; incentivare l’industria agricola.

Morsi:
Benefit per i disoccupati; ridurre la disoccupazione del 7 percento entro il 2016.

ECONOMIA
Shafiq: Garantire incentivi speciali per gli investimenti arabi; stabilire un’authority nazionale per le piccole imprese; creare zone economiche speciali in differenti regioni dell’Egitto; incoraggiare gli investimenti che aiutino la creazione di lavoro; ritoccare le leggi antimonopolio e farle rispettare; aumentare le infrastrutture per i trasporti, benefit per le piccole imprese private.

Morsi:
Sviluppare gli strumenti della finanza islamica per nuovi progetti di sviluppo; far rispettare la legge contro il monopolio; raddoppiare il Pil in dieci anni; raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2016/17; ridurre l’inflazione; far entrare l’Egitto tra i primi 30 paesi nel mondo per facilità di intrapresa.

SANITÀ
Shafiq: Assicurazione sanitaria estesa a tutti; aumentare stipendi a dottori, infermiere e personale sanitario; raddoppiare il budget per la sanità; definire standard di qualità per tutti gli ospedali; frenare la crescita della popolazione.

Morsi:
in 4 anni la spesa sanitaria deve essere il 12 percento del totale; premi assicurativi sanitari gratuiti per i poveri; aumentare stipendi ai dottori.

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