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«Mi manca il papà che non conoscerò mai». Incubi, drammi e domande dei figli delle coppie arcobaleno

aprile 26, 2014 Benedetta Frigerio

Raccolte in un blog alcune drammatiche testimonianze di adulti e adolescenti cresciuti da genitori omosessuali

Jean-Dominique Bunel, 66 anni, francese, cresciuto da due donne lesbiche, spiega che «non è stato il tabù dell’omosessualità a farmi soffrire, ma avere genitori dello stesso sesso». E il motivo che lo ha spinto a opporsi pubblicamente alla legge del governo Hollande su matrimonio e adozioni per le coppie omosessuali è proprio l’esperienza che ha vissuto sulla propria pelle: «Questa legge in nome della lotta contro le disuguaglianze e le discriminazioni toglie al bambino uno dei suoi più sacri diritti (…), l’essere cresciuto da una mamma e un papà».
La sua è solo una delle tante testimonianze raccolte o ripubblicate sul blog di Robert Oscar Lopez, il professore americano allevato a sua volta da due donne lesbiche che gira il mondo per raccontare la sofferenza vissuta (qui l’intervista concessa pochi giorni fa a Tempi).

SIAMO UN ESPERIMENTO. Bronagh Cassidy è figlia di due donne che nel 1976 fecero ricorso all’inseminazione artificiale mescolando lo sperma di due amici gay «per assicurarsi che nessuno avrebbe saputo chi fosse il padre». E oggi confessa: «Crescendo ho sempre avuto la sensazione di essere qualcosa di innaturale (…). Onestamente desideravo che Pat (la compagna della madre biologica, ndr) non ci fosse». Guardando alla propria esperienza, la donna osserva che i genitori omosessuali «vogliono avere un figlio e non prendono in considerazione come si sentirà il bambino», e legalizzare matrimonio fra persone dello stesso sesso non servirà a trasformare queste coppie in “famiglie”, perché per i figli «resta irrisolta l’intera questione della propria auto-identità. Ho sempre avuto la sensazione di essere dentro un esperimento di laboratorio».
È una situazione analoga a quella delineata da Charles Mitchell, adottato da due uomini gay insieme ai due fratelli: «L’adozione omosessuale è un esperimento sociale tragico (…) l’omosessualità ha distrutto la possibilità di farci vivere normalmente».

TUTTI AL GAY PRIDE. Dawn Stefanowicz, cresciuta da un padre omosessuale, dice senza mezzi termini che «la mia salute mentale e fisica è stata messa a repentaglio dall’essere esposta allo stile di vita scelto da mio padre e dai suoi compagni, lasciandomi traumatizzata». Per lei è stato difficile perfino ammettere quello che stava subendo, perché «anche se ero molto arrabbiata per il comportamento sessuale di mio padre e dei suoi partner, non riuscivo a dire nulla di negativo su di lui o sulla vita degli omosessuali».
Anche Jeremy Deck è stato cresciuto da un padre gay, che «condivideva un appartamento con un altro uomo che aveva lasciato moglie e figli (…). Era come se tutto dovesse essere “normale”, ma mi sentivo tutt’altro che normale». Jeremy racconta che i fine settimana trascorsi in quella compagnia «sono stati un incubo per me e mia sorella», ma, di nuovo, la cosa più difficile sembrava proprio la ribellione: «Un bambino di 6 anni dipende emotivamente dai genitori e non si sente di avere il diritto di dire al genitore: “Non voglio andare in questo posto particolare o incontrare quella persona”». Posti particolari come le manifestazioni dell’orgoglio Lgbt, che Jeremy ricorda bene: «È strano starsene in un angolo della strada a guardare la sfilata per i diritti gay mentre tuo padre ride istericamente al passaggio delle “Dykes on Bikes” (le “lesbiche in moto”, ndr), una cosa che solo pochi anni prima ti avrebbero punito per averla vista». Questa vita, conclude Jeremy, «mi ha reso diffidente, incapace di dare fiducia a chiunque».

QUEI RAGAZZI DI STRADA. Crudo e inquietante il racconto di Rivka Edelman, allevata da lesbiche: «Mia madre invitava a casa tutti questi ragazzi gay», spiega. «Ce n’era uno, di nome Joe, che era probabilmente un agente di viaggio. Ogni volta che veniva portava un ragazzo diverso. Non erano bambini piccoli. Avranno avuto 14 , 15 o 16 anni. Non so esattamente. Erano sempre molto maleducati. Parlavano a monosillabi. Come ragazzi di strada (…). Ma solo anni dopo capii quello che stava succedendo, avevo undici anni forse (…). Chiesi a mia madre perché aveva lasciato che mio fratello andasse via con lui (Joe, ndr): “Come hai potuto farlo?”. E mia madre disse senza battere ciglio: “Tuo fratello aveva sette anni allora. A lui piacciono solo quelli dai dodici anni in su”».
Suzanne Cook, invece, ha vissuto parte dell’infanzia con il padre, un omosessuale divorziato che abitava con il suo amante. Spiega che i due «non si astenevano dal fare sesso quando eravamo lì (…). Mi sentivo di dover difendere mio fratello (…) sentivo tutto il mondo sulle mie spalle». Passando attraverso questa difficoltà la donna ha capito che «ci vuole più dell’amore per crescere i figli in modo adeguato e sano. Non si dovrebbero fare esperimenti su un’altra generazione».

«MI MANCA MIO PADRE». Fra le testimonianze raccolte nel blog di Lopez ce ne sono anche alcune, drammatiche, di adolescenti che ancora vivono con i genitori omosessuali. Una ragazza, anonima, che vive con due lesbiche, annota: «Trascorro la maggior parte del tempo a casa della mia migliore amica. Sto con il suo papà perché non ne ho mai avuto uno e lui è fantastico». Poi lo sfogo, le domande, i sensi di colpa: «Qualcuno deve dirlo, perché io non lo sento dire, i genitori gay sono egoisti in un certo senso. Non pensano a cosa vuol dire per me vivere nel loro mondo. Sono l’unica che si sente così? Sono una cattiva figlia perché vorrei avere un papà? C’è qualcun altro che ha due mamme o due papà che si chiede come sarebbe stato se fosse nato in una famiglia normale? C’è ancora qualcuno in grado di usare la parola normale senza prendere lezioni su ciò che è normale? Non conosco mio padre e non lo conoscerò mai. È strano ma mi manca. Mi manca quest’uomo che non conoscerò mai».
Un altro giovane anonimo, «figlio di un padre gay e di una madre surrogata», descrive la sua vita «con due papà (…). Mia madre biologica (che ha dato a mio papà il suo ovulo) viene spesso a casa mia. Lei ha 38 anni (…) voglio chiamarla la mia mamma, ma i miei papà diventano matti quando ci provo (…). Cosa ne pensate? Non pensate che sia normale odiare i miei papà? Ma devo essere il loro buon figlio perché hanno deciso di avermi? (…) Io non odio i gay, ma vorrei che i miei genitori fossero eterosessuali. Sono una persona cattiva a sentire così? (…) Tutti vogliono che io accetti ciò che non posso e non voglio».

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75 Commenti

  1. valeria46 scrive:

    E’ un grande dolore leggere queste sofferenze e visto che questo pensiero abominevole e “politicamente corretto” sta ormai dilagando in tutto il pianeta e’ inutile sperare in un ravvedimento; percio’ urge sin d’ora pensare a luoghi dove queste persone possano fare esperienza di una umanita’ ,cosi’ come questa e’ nel progetto di Dio, uomo-donna, maschio e femmina, dove sia possibile curare le ferite fisiche e psicologiche causate a loro da genitori sciagurati. Ce ne sara’ un gran bisogno in futuro!!! E i diritti di queste persone non saranno riconosciuti e tutelati da nessuno stato come non lo sono quelli dei bambini abortiti! Che tristezza! Come puo’ andare bene un mondo cosi……violento?

  2. Cisco scrive:

    Le conseguenze dell’aumento delle cosiddette “famiglie arcobaleno” porterà nel lungo periodo, dopo qualche decennio, all’aumento sia del tassi di discriminzaione dei figli di queste coppie sia del loro spirito di rivalsa nei confronti di genitori egoisti che li hanno privati di uno dei genitori naturali.

  3. filomena scrive:

    Questo articolo è vergognoso perché a fronte questi casi estrappolati dalla realtà, non viene data voce a quei tanti ragazzi che invece non hanno problemi. Ma chi volete prendere in giro? E se questi ragazzi soffrono la colpa casomai è di noi eterosessuali che non insegnano l’accettazione del diverso da noi ai nostri figli. Finché invece li cresciamo con il pregiudizio che per essere felici bisogna crescere dentro lo stereotipo della famiglia tradizionale, da grandi continueranno a far sentire emarginati tutti quelli che hanno un modello diverso di famiglia.

    • Patty scrive:

      Sig.ra Filomena è vergognosa LEI a identificare come “stereotipo” la famiglia tradizionale, quando per natura è la sola cosa al mondo che NON consente e non consentirà mai una interpretazione diversa o personale. Perché una FIGLIO si crea SOLO da un uomo e una donna. E non parlo da cattolica, visto che sono atea. TUTTO quello che è stato concesso dopo è stato creato SOLO grazie alla tecnologia e alla scienza, e ora l’uomo ne approfitta sempre di più, creando altri stereotipi artificiali, solo per il beneficio di vedere soddisfatte le proprie voglie egoistiche. Sig.ra FILOMENA, si rende conto che ora I BAMBINI, quindi gli UOMINI, SONO DEI “PRODOTTI” della scienza??? Esattamente come i prodotti alimentari? E in vendita? Ma lei VEDE solo la bellezza della famiglia omosessuale o vede anche lo SQUALLORE che sta alle spalle? Lei auspica davvero una società piena di PRODOTTI ARTIFICIALI DELLA SCIENZA???

      • Ale scrive:

        @ Filomena con questi e’ una battaglia persa non capiranno mai niente. Continuano a portare “volutamente” testimonianze di chi ha avuto problemi ignorando volutamente che anche i figli di coppie tradizionali e “normali” per i loro canoni possono avere problemi. I problemi di un figlio nascono quando un genitore o entrambi, sono troppo concentrati su se stessi e non danno le dovute attenzioni al/ai figli. Indipendentemente dalle tendenze sessuali. Ci sono anche persone eterosessuali, che sono malate di sesso ed espongono i figli a traumi per non parlare di chi li violenta. Queste sono deviazioni ma da li’ a dire che tutti gli omosessuali vivono la propria sessualità in modo sguaiato ne corre e penso sia offensivo per chi non lo fa. Inoltre porto l’esempio di tribù africane o di altre parti del mondo dove gli uomini vivono in una capanna e le donne in un’altra ed il concetto di famiglia “tradizionale” non esiste semplicemente perché i bambini sono allevati da tutta la tribù . Per cui cosa andiamo a dire a questi: “peccatori, incivili come vivete?” Infine voglio citare nuovamente, fino alla nausea, i figli delle coppie “tradizionali” che negli anni ’90 si sono distrutti cervello e talvolta perso la vita con cocktail di alcol,cocaina ed ecstasy..erano figli del “benessere” ..vi ricordate le “Stragi del Sabato Sera”?? Dov’erano i genitori di questi disgraziati per non accorgersi che stavano “letteralmente” perdendo il figlio/figlia.? A piangerli ai funerali, in chiesa, c’erano mamma e papà biologici. E chi è sopravvissuto ha il cervello assottigliato come quello di una persona con 30-40 anni di più addosso..visibile bene all’RM.

        • fiorenza balbi scrive:

          concordo che anche nei genitori etero ci possono essere dei cattivi esempi …ma voi accettate che le famiglie omo non siano il massimo per una bambino ? riuscite a capire la frase : ” il bambino ha bisogno per crescere bene di un riferimento maschile ed uno femminile “….riuscite a concentrarvi sul significato di questa piccola frase che beneniteso è una regola generale …poi dentro possono esserci anche genitori etero non esemplari , ma 2 papà sono a prescindere dannosi per il bambino. …ma non lo dico io che sono laica , non lo dicono i cattolici perchè sono bigotti , lo dicono centinaia di studi , di esperti , di educatori , lo dice infine la NATURA UMANA , che in millenni di evoluzione si è organizzata per creare una nuova vita con un uomo e una donna ….Vogliamo rispettare la Natura o la rispettiamo solo quando si parla di disboscamento in Amazzonia o per riempirci la bocca con le azioni di Green Peace ?

          • Ale scrive:

            @ Florenza Balbi: lo dico da donna eterosessuale, siete razzisti e presuntuosi nel sapere solo Voi cosa e’ giusto per gli altri, ovvero il modello della “Famiglia Mulino Bianco” e se sono qui a “sforzarmi” di rispondere e’ perché vorrei un mondo dove le persone sono giudicate per quello che fanno di buono e di bello per se’ , per la società e per i propri affetti non per quello che fanno nelle loro camere da letto. I bambini non giudicano se non sono IMBOCCATI dai GENITORI e quindi insegnate ai VS figli a non farlo. E quindi se nessuno farà notare loro che la loro famiglia “non rientra nei vs canoni” vivranno sereni. Inoltre le dico che questo modo di pensare e’ pericoloso perché ci sono già stati TROPPI RAGAZZI MINORENNI che si sono SUICIDATI perché tacciati di essere diversi. Chi ha le mani sporche del loro sangue???

          • Albo scrive:

            Non sempre il riferimento maschile e quello femminile non sono già presenti nelle famiglie esistenti da tempo. Un figlio di una coppia gay o lesbica non vive in un mondo isolato, ma fatto di nonni e nonne, zie e zii, cugini e cugine, maestre e maestri, vicini e vicine di casa, programmi televisivi, ecc. lo capisci? La natura che tu invochi ci insegna che viviamo in una società plurale dove sono presenti tutti i tipi di relazioni e di famiglia e solo gli adulti bigotti si scandalizzano di coppie omosessuali e famiglie omogenitoriali.

    • tulio lantanide scrive:

      Cara Filomena,
      Quest’elenco di casi limite forse non meritava un tuo commento. Pero’ è piuttosto buffo che si voglia spacciare come normalita’ per le coppie gay questa carrellata di mostri (ammesso che esistano davvero).

      • giovanna scrive:

        Dire che i casi citati nell’articolo siano tutti casi limite mi sembra una dimostrazione di totale malafede.
        La cosa che li accomuna è la mancanza di un genitore, di cui sono stati privati apposta, quindi non caso limite, ma caso imprescindibile in una coppia di omosessuali che cresca un bambino.
        E diciamolo, dai, i ritratti di questi omosessuali che privano i figli della mamma,visti dagli stessi figli, assomigliano tantissimo ai gay militanti che intervengono su tempi.it: nella noncuranza della sofferenza altrui, nel furore ideologico, nel mettere in pratica l’arte della menzogna sulle origini dei figli, nel voler costringere il mondo a considerare “normali” tali obbrobri. Tali e quali alle filomene, ai bifocale, ai paoli…
        Tra l’altro, il vezzo di esibire questi bambini nei gay-pride, non precisamente sfilate adatte ai bambini, è ammesso con orgoglio da tutti i militanti gay che intervengono pubblicamente, anche qui, per cui queste testimonianze dolorose sono anche per questo molto attendibili.
        Per non parlare della promiscuità sessuale: su questo sito nel tempo se ne sono sentite di cotte e di crude, dai racconti stessi dei gay, storico quel povero ragazzo di vent’anni che candidamente confidava che non era vero che i gay erano promiscui, lui aveva avuto solo dieci prtner sessuali e stava da ben tre mesi con lo stesso compagno !
        E una volta mi hanno dato un link ad un sito dell’associazionismo gay ,per ammissione del commentatore dei più casti… roba da vomitare, una vera schifezza !
        Ma tu, Tullio Lantanide, veramente , veramente, veramente, pensi che un essere umano possa tranquillamente ridersela di crescere senza la mamma o il papà? Non pensi che un bambino sia dilaniato tra la lealtà richiesta dal genitore-compratore e la mancanza totale e coperta da tabù del genitore-venditore ?

      • sebastiano scrive:

        Il solito discorso filomena…l’omofobia sociale… leggi questo articolo, e capirai che “gli altri” non c’entrano niente con le sofferenze e le ferite degli omosessuali. http://edicolamia.blogspot.it/2014/10/padri-abbracciate-i-vostri-figli-oppure_16.html

    • fiorenza balbi scrive:

      Filomena ………….Ma chi ti ha insegnato che la famiglia etero è uno stereotipo ? La natura in millenni di evoluzione ha deciso che la forma corretta per far crescere una vita è quella da cui è stata generata ossia mamma e papà .
      Sono laica, lo preciso , e penso che il bambino deve assolutamente crescere con l’immagine di un maschio e di una femmina perchè questa è la vita ,è la formula per procreare …per fare un atomo di acqua ci vuole idrigeno e ossigeno …se mischi ossigeno con ossigeno non esce acqua ……queste sono leggi della natura e bisogna rispettarla …o vogliamo rispettare la Natura solo quando si parla del disboscamento dell’Amazzonia o di Green peace , per il resto a morte la natura , noi siamo relazionisti e ce ne fottiamo !

    • valerio scrive:

      Ma che caxxo dici e vergognati, pure a negare l’evidenza ora state, vedete solo il vostro perbenismo e non ve ne frega niente di tutti quei bambini che soffrono questa situazione, come se non avessero neanche diritto a dire dove e quando stanno male.

  4. mike scrive:

    mi devo togliere un sassolino dalle scarpe. leggo del diritto dei figli ad avere un padre ed una madre, altre volte ho letto del diritto dei genitori ad educare i figli senza l’ingerenza dello stato. i gay vogliono riconosciuti i loro diritti. beh a pensarci chi parla del diritto dei single (che non lo sono per scelta) ad avere/trovare l’anima gemella eccetera eccetera. ora non mi rivolgo agli omosessuali col solito discorso che sono un ostacolo per gli etero, discorso che magari c’entra, ma mi rivolgo ai cattolici sposati o fidanzati che parlano di famiglia ma sembrano scordarsi che ci sono 7 milioni di single. e mica tutti per scelta. anche la chiesa idem. prega per chi non ha lavoro, per i poveri, per i cristiani perseguitati, per chi arriva a lampedusa, per i bambini abortiti pure se ricordo bene, ma non prega mai per i single. i quali se si vuole valorizzare la famiglia sono una parte della società che a riguardo non è considerata. solo dire che sono schiavi del proprio egoismo. mica è vero. l’atteggiamento della chiesa sul tema me li fa davvero girare. poi magari ti possono dire se hai mai pensato di farti prete. come se ti passano un po’ gli anni, non sei sposato, ed allora è come se hai una vocazione non capita. poi la chiesa si lamenta se le si dice che è di poco ampie vedute! poi si lamenta se la gente si allontana sempre più!

    • Ale scrive:

      @Mike infatti hai ragione..concordo su tutto. Ci sono coppie fertili a cui non importa di fare figli e non li fanno, ci sono single che sarebbero in grado di essere dei genitori e viene loro negato questo, ci sono persone che loro malgrado si ritrovano vedovi/e o abbandonati e riescono a crescere figli con ugual amore e dedizione, certo con più fatica, ma se fossi figlia di una persona così avrei un grandissimo amore, rispetto e gratitudine per un genitore che si è dato così tanto per me.
      @Filomena secondo me i disagi vengono volutamente creati da chi si considera “meglio” perché rientra nei “canoni di normalità della nostra società occidentale di origine cattolica” e se permetti e’ razzista. Comunque ci sono anche tante storie di persone felici e realizzate che oggi portano la propria testimonianza a favore e non contro la donazione di gameti, proprio perché nati grazie a questa.

    • domenico b. scrive:

      Mike, poco tempo fa, su Radio Maria, é stata trasmessa una serie di catechesis che riguardavano proprio I single. Penso che se vai sul sito tu le possa rintracciare.

  5. Ale scrive:

    @ per Tutti Non sono omosessuale e dobbiamo finire di essere Razzisti verso chi è diverso dai canoni classici. Come vi permettete di dire che tutti gli omosessuali hanno deviazioni sessuali ovvero necessitano di esibirsi davanti ai figli facendo sesso, e’ un qualcosa di offensivo. Ci sono anche eterosessuali che lo fanno e anche in questo caso e’ una deviazione sessuale. Vergognatevi. Conosco persone stupende omosessuali che sono persone fantastiche e dobbiamo smettere di “classificare una persona in base ai gusti sessuali” .

  6. Marcolissimo scrive:

    Serenella, si vergogni. Lei dev’essere una persona spregevole e cattiva, marcia dentro e fuori che non ha mai conosciuto e mai conoscerà l’amore. In lei c’è solo odio e invidia. E’ lei un mostro, non chi alleva amorevolmente dei bambini, etero e gay che sia.

  7. Alberto scrive:

    @Filomena ma se la stessa del post delle ore 11.29 o un’altra? Prima dici “noi eterosessuli” poi “da lesbica mi sono battuta…” Comunque rimane un fatto: ma qualcuno si pone il problema dei diritti che hanno i bambini? Nel caso continui a sfuggire vorrei ricordre a tutti gli scientificamente evoluti che le legge della natura permette la nascita di un figlio attraverso l’unione di un maschio ed una femmina. Tutto il resto è una forzatura le cui conseguenze le vedranno le prossime generazioni (…purtroppo per loro).

  8. filomena scrive:

    il post qui sopra non è mio. io non sono omosessuale e lo preciso solo per coerenza con i post pubblicati da me in precedenza.

  9. beppino scrive:

    Il bambino capisce, ha in genere una grande capacità di adattamento. Soffre se i genitori si dividono (specialmente se trattato come un pacco) ma in qualche modo se ne fa una ragione in quanto anche con genitori più egoisti può intuire un rapporto biologico ineludibile. Allo stesso modo soffre se i genitori non gli danno un fratellino/sorellina perché la mancanza può essere in qualche modo edulcorata anche dai genitori più sprovveduti. Anche l’orfano (figlio di N.N. come una volta spregiativamente si usava dire) in qualche modo può venirne fuori se inserito e accettato in una famiglia dove oltre che ad una mamma ed un papa può anche trovare nuovi “fratellini”/”sorelline”. Mi sembra un tantino “tirato” essere/trovarsi inserito in una relazione di coppia fra due uomini o due donne: se concepito a 1/2 rischia di ritrovarsi oggettivamente nella situazione prima accennata; se concepito prima che il papa o la mamma scoprono di essere omosessuali si viene a trovare in una nuova situazione in cui, pur con tutto l’amore possibile, noterà sempre una fortissima discrasia fra “dentro” e “fuori” casa. Insomma un bel pasticcio. Penso sia giusto che un bambino/a non debba trovarsi mai in queste situazioni.

    • Ale scrive:

      @ Beppino Complimenti perché sono ancora qui che rido di quello che che hai scritto.. Il Divorzio non traumatizza i figli e su questo posso essere in accordo con te se i genitori sono equilibrati e così i figli altrimenti e’ comunque un trauma se i genitori “Trattano i figli come pacchi” o li Usano per ritorsioni verso l’ex coniuge. Purtroppo spesso questo avviene sia con genitori etero che gay e non dipende dal fatto di essere “genitori biologici” rendere la pillola meno amara per il figlio ma far capire al figlio che niente cambierà per l’affetto e amore provato e non Usare il Figlio per far del male all’ex. Ma che ti inventi.. Io proverò con l’eterologa e non nasconderò niente al figlio/ figlia che potrei avere grazie alla donazione di ovuli di un’altra donna e con mio marito cercherò di spiegarle che al mondo c’è tanta gente che giudica gli altri senza conoscere la persona per cui le dirò di “non sbandierare come e’ venuta al mondo perché ci sono tanti che si fermano alle apparenze”. Certamente mi piacerebbe che il mondo fosse più civile per accogliere senza giudicare ma leggendo i vostri commenti non mi sembra pronto. Se mi odierà avrò fallito come genitore perché non le avrò fatto capire quali sono le cose importanti per giudicare una persona, certamente non le tendenze sessuali, certamente non se è biologico o crio (mi piace) ma quello che la persona e’ per quello che fa nel mondo dice e pensa.. Dobbiamo evolverci non il contrario. I nobili ed i cani di razza hanno il pedigree cui dar lustro..

      • beppino scrive:

        Spero che nella sua giornata quotidiana trovi da ridere su evidenze un po’ più effimere… del resto uno/una che considera il venire al mondo come lo considera lei evidentemente non può che difettare sul tener conto delle proporzioni fra le cose della vita. Lei provi pure con l’eterologa; non é permesso attualmente ma non ho dubbi che non si farà problemi a non rispettare la legge e ‘risolvere’ il problema. Dopodichè non nasconda niente ai figli nati circa il contributo del signor/della signora X (sconosciuto/a ma sicuramente ben caratterizzato/a in “ingresso”, su questo non ho dubbi, probabilmente di tipo biondo, alto/a, robusto/a, presuntivamente intelligente, ecc… come si usa fare nella artificiale).
        Cosa c’entra poi il giudizio degli altri? Vuole forse trovare una soluzione al suo ineludibile impaccio girando l’attenzione verso altri? Se il figlio/figlia da eteorologa la odierà (da non augurare a nessuno per inciso…) sarà il momento dell’illuminazione circa il fatto che il problema non é aver fallito come genitore ma semplicemente il fatto di averlo voluto fare partendo da 1/2. Anche i cavalli nelle gare ippiche “contano”… indovini un po’ da dove sono venuti fuori.

        • Ale scrive:

          @ Beppino Probabilmente in tanti diventeremo genitori Arcobaleno, non necessariamente gay e quando la “mentalità chiusa sarà aperta allora ci sarà l’arcobaleno anche per Voi” . La ringrazio per preoccuparsi così per gli altri, secondo l’insegnamento di Gesù..che ripeto non caccio’ la prostituta ne’ le scagliò addosso pietre ma fermo’ la mano di chi voleva farlo. Lei in quale di queste due parti si identifica? Buona giornata Sig. Beppino

          • beppino scrive:

            C’é un solo tipo di genitore, lasci stare ‘strane’ sigle… E se permette la invito a lasciar stare anche gli insegnamenti di Gesù di cui mi pare di intravvedere dalle sue esternazioni molta, ma molta, confusione. Io non mi preoccupo degli altri (almeno nel senso da lei paventato) ne tantomeno voglio ‘imporre’ alcunchè. Per questo c’é il patto sociale che ci tiene uniti e che prevede la democratica ‘maggioranza’ quando ci sono da fare le scelte (vedi aborto, eutanasia, ecc…). Quindi quel che prevede la maggioranza (anche nel male purtroppo…) può anche essere ok … e chiuso il discorso. Il vero problema é quando queste scelte (cosiddette dei “diritti civili”) in realtà sono solo implicite ed ineludibili prevaricazioni del più forte verso il più debole (più debole perché impossibilitato a difendersi perché non ancora in essere ovvero più debole perché non si sa difendere perché in provvisoria o definitiva condizione di inferiorità). Insomma c’é chi si comporta consciamente o inconsciamente da ignavo e chi vorrebbe invece affrontare nel miglior modo possibile le mille difficoltà che la vita pone davanti presupponendo un minimo di prospettiva etica definita da poche, chiare e inamovibili priorità. A proposito, lei da che parte sta? Ma forse la risposta é nota: “si vive una sola volta e dopo di me c’é solo il nulla… vero?”. Cordiali saluti signor/signora Ale.

  10. giovanni scrive:

    Credo che aprirò un negozio per vendere tutto ciò che serve per fabbricare un bambino, con tutti questi gay** e lesbiche, che hanno come unico desiderio di amare i bambini, qualche soldo me lo faccio! Se poi qualcuno non ha la pazienza di aspettare nove mesi, farò un reparto con bambini già fatti! Magari con le promozioni, prendi tre paghi due. Come idea mi sembra geniale!!! **Non era mario mieli che ha detto che, loro sanno capire e amare i bambini più d’ogni altro?

  11. piero scrive:

    Gentile Signora Benedetta Frigerio, Spett.le redazione,

    ho letto con interesse il suo articolo e trovo spunto di profonda riflessione le testimonianze da lei portate. Provo rispetto per il disagio e le sofferenze descritte, perfettamente legittime e comprensibili, trovo molto meno corretto invece la strumentalizzazione che ne viene fatta.

    L’esistenza di coppie omogenitoriali, nonché di figli di genitori omosessuali nati da relazioni eterosessuali è oggi una realtà che non può essere ignorata. Esistono abbondanti studi nel campo della sociologia e della psicologia odierna che mostrano la non influenza dell’orientamento sessuale sulle capacità genitoriali, e immagino che in quanto persona che scrive sull’argomento ne sia documentata.

    A prescindere dalla voluta omissione di esempi e riferimenti ad esperienze positive, nel suo articolo vengono riportate situazioni sufficientemente accostabili a realtà di coppie eterosessuali che mal gestiscono la propria genitorialità. Non è necessario essere omosessuale (né tanto meno ne è prerogativa) per essere un “cattivo” genitore ed originare col proprio comportamento disagio nei figli. Un genitore che “lascia andare” il figlio con un “appassionato” di quindicenni è semplicemente un incosciente, così come è un disgraziato il protagonista di un abuso su un minore in una famiglia eterosessuale. Non mancano gli esempi di pessima gestione della genitorialità in qualunque tipo di famiglia.

    Credo che forse sarebbe stato più obiettivo ed onesto spostare un pochino di più il focus anche sul fattore sociale come causa di malessere e disagio. Ma so anche bene che tra giornalismo e informazione passa una gran differenza purtroppo.

    Mi chiamo Piero Schneider, ho 52 anni, sono padre, sono omosessuale, e come vede ho anche un nome ed un cognome. Sono stato figlio e bambino e sono pienamente cosciente del disagio che deriva, in tenera età, dal sentirsi diversi dagli altri. Come bimbo posso sentirmi a disagio perché mia mamma è obesa, o perché è visibilmente più vecchia rispetto a quelle dei compagni, perché mio padre è disabile, o perché mi viene a prendere a scuola in bicicletta invece che col SUV, perché i miei genitori son separati, ecc…… Personalmente ho subito un disagio a scuola anche semplicemente per il fatto di essere mancino.

    Come genitore è mio compito quello di offrire delle sicurezze e dei riferimenti affettivi forti a mio figlio, di dargli un sostegno che lui/lei possa toccare e sentire e che vada oltre i comuni stereotipi ed il cosiddetto ben pensare. E’ solo questo che può sgonfiare e compensare l’effetto “diverso” che da origine a sofferenza e disagi . il peso di queste differenze soffoca ed opprime se non c’è un qualcosa, un messaggio vero e concreto, che ci aiuta ad andarne al di la.

    Come Società invece, intendo una società che ha come obiettivo il benessere delle persone che la compongono, penso che sarebbe doveroso e auspicabile favorire la non discriminazione in ogni sua forma, di qualunque genere e di qualunque origine, proprio per prevenire il più possibile l’insorgere di disagi.

    Il bambino protestante o di colore oggi soffre molto meno di “stress da minoranza” di quanto non fosse trenta anni fa. Dietro a questo altro non c’è che un lavoro e un impegno dell’istituzione scuola, e soprattutto dei singoli insegnanti, volto a mostrare come parte integrante delle nostre comunità anche chi appartiene o proviene da culture differenti, altrettanto degne di essere conosciute, rispettate ed accolte.

    Non crede, come erogatrice di informazione, che sarebbe di maggior aiuto e supporto all’intervistato adolescente che si chiede se esistono altri che vivono la sua condizione, presentare una realtà inclusiva ed offrire dei riferimenti positivi (che ci sono e non pochi!), anche al di fuori dallo standard? Non pensa che rafforzare lo stigma e la condanna non agisce minimamente nella direzione giusta nei confronti di chi questo disagio e questa sofferenza la manifesta?

    In Italia sono stimati in più 100.000 i figli di genitori omosessuali, e questo numero rappresenta sicuramente una valutazione in difetto. Lo stigma sociale e il desiderio di proteggere i propri figli rende estremamente difficile esternare e rendere pubblica la propria condizione di genitore omosessuale. Tra questi 100.000 figli, esistono una marea di situazioni serene, o in cui il disagio non va oltre la legittima sofferenza di un figlio che coglie la disarmonia, il disaccordo e la separazione dei propri genitori, e mi sento di sottolineare che questa sofferenza non è alleggerita dall’intervento della Sacra Rota. Ci sono tantissimi genitori che hanno lavorato e lavorano quotidianamente sui e coi propri figli per non farli sentire sbagliati (così come si sono sentiti loro stessi in quanto omosessuali per una vita intera….). Tutto questo senza nessun supporto sociale, cercandosi da soli i riferimenti e gli aiuti, le realtà simili alla propria da proporre ai figli come esempi di “diversità possibile”.

    Se smettessimo di parlare di “lobby LGBT”, se ci astenessimo dal continuare ad alimentare il giudizio, se considerassimo sul serio il disagio e le difficoltà cui deve far fronte chi non è tutelato da riconoscimenti e diritti, se smettessimo di affrontare la questione con un atteggiamento di “pietosa tolleranza” verso chi è diverso da noi, e infine mi permetto, data la testata su cui scrive, se seguissimo un po’ più alla lettera quanto qualcuno ha cercato di insegnare al mondo 2000 anni fa in tema di inclusione, rispetto ed amore verso il prossimo, forse riusciremo ad arrivare a una società dove il figlio di un omosessuale potrà semplicemente sentirsi dignitosamente ed orgogliosamente “diverso”, alla stessa maniera del figlio di una coppia mista, di quello nero, o di quello protestante.

    Diverso e sbagliato non sono sinonimi, se con l’educazione si facesse passare questo concetto vivremmo in un mondo più semplice ed accogliente per tutti. Sicuramente un mondo più bello.

    PS.: Pienamente cosciente che non vi interessano, se occorrono riferimenti ad Associazione o gruppi che operano in questa direzione o dati e fonti relative a ricerche sul tema sono disponibilissimo a darglieli.”

    • giovanna scrive:

      Caro Piero, leggendo le sue parole, si capisce ancora meglio il carico di sofferenza, di menzogna, di non poter esprimere la mancanza della mamma, che deve subire un bambino costretto a crescere senza mamma. Lei parla tanto , tanto, a lungo , di genitori omosessuali, di quali siano i loro diritti, ma non nomina mai la mamma di suo figlio, come altri suoi pari prima di lei hanno scritto, semplicemente suo figlio è figlio di due uomini, una menzogna pesante e assurda, non ha diritto a nominare la mamma, nemmeno altri possono farlo, semplicemente è stata cancellata. Ci vuole tanto pelo sullo stomaco per ritenere che le testimonianze riportate nell’articolo, sfuggite al ferreo controllo gay, non siano tristemente vere, che un figlio non soffra nell’essere privato apposta di un genitore e nel non poterlo manco nominare.
      A Pasqua sono stata da dei parenti di mio marito, nemmeno troppo vicini o frequentati e mi stupivo nel vedere con quanto impegno i miei figli volessero sapere le storie di zii e cugini, quanto li amassero, quanto per loro fossero importanti, avessero la percezione netta che facessero parte della loro identità. Figuriamoci una madre ! Ma quanto devono soffrire questi bambini che avete commissionato e prelevato come oggetti ? Lei avrà soddisfatto un suo ( presunto ) diritto, ma il figlio, il bambino, è il grande assente in tutti i suoi discorsi, se non, forse, come titolare di diritti in quanto “figlio di omosessuale “, non in quanto bambino, essere umano, figlio di un uomo e una donna, non “figlio di omosessuale”.Mille lavaggi del cervello a scuola non cancelleranno quella mancanza, un dolore che non è dovuto a stigma sociale, ma dolore tanto più profondo perché indicibile.
      Una cosa che non capirò mai, è come una persona omosessuale , che sicuramente ha subito dei traumi nella crescita, come anche lei conferma, come tutti ammettono, possa far subire, moltiplicati, dei traumi peggiori ad altri esseri umani, negando a questi figli persino l’espressione del dolore.
      Veramente, non riesco ad immaginare nulla di peggio, per un bambino, che essere privato della mamma, venire a sapere che sua madre lo ha ceduto in cambio di soldi o che comunque lo ha abbondonato.
      Ma lei questo lo sa e nonostante tutto ha inflitto questo orrore a suo figlio e viene qui a fare la predica su tolleranza e rispetto, a dire che l’orientamento sessuale non conta per crescere un bambino , evitando accuratamente di nominare la madre di quel bambino, ridotta a mucca !
      Guardi, si vergogni, altro non riesco ad aggiungere.Anzi, aggiungo una preghiera per quel bambino che è stato così profondamente umiliato da lei, che da grande possa perdonarla e superare questa cosa bruttissima che lei gli ha imposto.Mi scuso per il pathos forse eccessivo, non sono una esperta comunicatrice di propaganda gay, che riesce a trovare le parole giuste per coprire la realtà, con frasi fredde e distaccate, ammantate di termini falso-socio-psico- scientifici, sono una mamma, non sono uno stereotipo,sono anche una figlia e a leggere tanta falsità melliflua e strisciante, mi si gela il sangue.

      • piero scrive:

        Carissima Giovanna, non penso sia importante in questo discorso analizzare una storia personale di cui non si conosce nulla. Sicuramente il suo è un atteggiamento a dir poco arrogante e presuntuoso. Per la cronaca mia figlia ha una mamma, e con questa mamma ha vissuto insieme a me per parecchi anni, ma di fondo questo a lei non la riguarda minimamente. Freni la fantasia, lasci stare le mucche nei verdi pascoli e abbia l’accortezza, il rispetto e l’educazione di non sputare giudizi e sentenze su persone di cui non sa nulla e su situazioni che non conosce. Credo che sia esattamente questo il tipo di atteggiamento ed attitudine che alimenta la discriminazione e l’intolleranza.
        Il mio commento all’articolo riporta semplicemente l’attenzione sulle responsabilità della società e della collettività nel far sentire diverso qualcuno, giudicandolo e discriminandolo per l’orientamento sessuale, neanche suo, ma di uno o di entrambi i suoi genitori. Giudicare, demonizzare, emarginare sono esattamente gli atteggiamenti che maggiormente originano nel prossimo dolore, sofferenza e disagio.
        Cortesemente la invito a riservare termini quali falso, mellifluo e strisciante a qualcun’altro se pensa di avere il diritto di usarli per qualcuno. Il suo non mi pare pathos eccessivo ma solo una gran presunzione e una completa mancanza di educazione.
        In tutto questo spero che le sue preghiere possano contribuire a far raggiungere a quest’umanità quel minimo di umiltà ed amore per il prossimo che ancora sembrano tanto lontani.
        Buona serata!

        • giovanna scrive:

          Mi spiace, suo figlio è già fortunato a non essere stato comprato da una donna-schiava, a crescere con una mamma, ma a lei evidentemente non importa nulla di altri bambini che hanno avuto e avranno questo destino disumano. Io non giudico, demonizzo, emargino, mi metto semplicemente dalla prte del bambino, che non è un oggetto. Naturalemnte a lei non interessa nulla di entrare nel merito di questo problema, continua a blaterare dei SUOI diritti, di quelli dei suoi compagni lgbt, del bambino non c’è traccia, della madre di altri bambini ancora più sfortunati del suo non c’è traccia.Mi spiace, la sua propaganda ammuffita fa proprio l’effetto di essere strisciante e melliflua, cercando di deviare il discorso sui propri comodi o desideri, fregandosene altamente del bambino , dell’adolescente, del futuro adulto sofferente, che rano il tema dell’articolo soprastante.
          Per quanto rigurada l’anonimato, caro Piero, non vedo cosa cappero c’entri in uqesto lugo, forse si vuole accodare alle minacce dei suoi amici che intervengono a frotte qui, uno dei pochi spazzi che non si ferma all’immagine della bella famigliola con banbini biondi comprati su catalogo e/o privati della mamma e del papà, uno dei pochi spazi contro lo schiavismo dei bambini rimasto sul web. Pertanto, avendo una famiglia, non intendo sottopormi a minacce e aggressioni non solo metaforiche.Io non l’ho insultata, ho solo notato la grande assenza della madre e del bambino in tutto il suo chicchierare forbito, ma vuoto e superficiale, ultimamente disumano.

    • Ale scrive:

      @Piero non so se la Signora Giovanna sia la Stessa che a me a risposto il 23 aprile su tempi.it riguardo all’articolo ” Noi figli di Eterologa. Storie e tormenti di una nuova -razza-” . Da allora da quella “nuova razza” ho iniziato a leggere tempi.it e la Signora Giovanna di allora, che non so se è la Stessa , mi ha risposto “..ma cosa dici dovevano essere abortiti. Speriamo che se ne vadano presto da questo mondo” . Forse non è la Stessa visto che questa dice di Pregare per i Poveretti Diversi. Io vorrei un figlio e ricorrerò forse all’Eterologa e certamente dirò la verità se arrivo a farlo..ma ciò che mi trattiene e’ l’idea di ” far nascere un bimbo in un mondo di gente tanto spara sentenze” creerei un’infelice ma non per colpa mia ma loro. Quindi forse non ne farò di nulla e lascerò che tante Giovanne facciano figli, anche per me, perché loro capiscono la sofferenza dei bimbi. Soprattutto perché alcune sono insegnanti, letto in altri interventi, e forse l’ipotetico bimbo non le potrebbe proprio evitare.

      • massimo facchini scrive:

        ale la gente come la signora(?) di cui parli è sempre esistita e sempre esisterà. quello che temono più di tutto è che le persone ragionino con la propria testa e che ne traggano la forza di fare scelte in piena autonomia. si nascondono e si ergono a giudici del bene e del male. stai serena e sorridi alla vita, metti al mondo tutti i figli che vuoi e insegna loro prima di tutto a sorridere e poi ad essere forti. pretendi rispetto per le tue scelte e non farti intimidire da nessuno. ci sono associazioni, avvocati e tante persone a cui fare riferimento in caso di discriminazioni. un abbraccio.

      • giovanna scrive:

        Certo Ale, che maturità rivolgersi ad una terza persona , parlando di me ! roba che ormai anche alle elementari non fanno più !
        Comunque, no, non sono la stessa giovanna: quella giovanna è un povero troll sofferente che scrive queste robe per poi far scrivere a gente distratta come te che qui scrivono persone orribili, dato che in nessun articolo di tempi e nel 99,99 dei commenti compare alcuna mancanza di rispetto nei confronti degli omosessuali.Questo troll , con le sue frasi ingiuriose, dà una misura di come si possa sentire un gay, ma non è certo colpa di chi queste frasi non le dice: sono frasi che sente addosso, che vengono da dentro e devo dire, sebbene meno becere, ce n’è traccia in tanti interventi , come anche nel tuo.
        Per quanto riguarda il tuo discorso che “vorresti un figlio”, nulla di nuovo sotto il solo, ma qui si tentava di parlare dei diritti di quel figlio, non dei tuoi.
        Il diritto di vivere con la sua mamma e di non essere comprato dalla sua mamma o dalle sue mamme: ho letto che usa comprare l’ovulo da una donna e impiantarlo in una seconda donna, affinché della mamma resti una traccia talmente flebile che nella speranza di questi gay il bambino su commissione possa scordarsene e le donne-schiave possano evitare di affezionarsi anche per un solo istante alla “cosa” che vendono.
        Sono di un omofobo che fa paura!

        • giovanna scrive:

          Cara Ale, non avevo capito che eri una donna, quindi chiaramente il mio discorso sul bambino che desideri e che pensi di avere con l’inseminazione artificiale, verte chiaramente sul papà che vende il seme, vende suo figlio, o se preferisci lo regala, come un oggetto, un peluche, un gattino.
          Mi raccomando, scegli su catalogo un bell’esemplare maschio prestante e muscoloso, con tutti dieci a scuola, magari in sconto !
          E il problema sarebbero le cattivone come me, che invece di compatire quel bambino sommamente sfortunato, dovrebbero partecipare alla farsa di dirgli che se il padre l’ha ceduto non è un problema, che il padre non è importante, che una figura maschile, soprattutto se maschio, è in fondo superflua per la sua crescita e il suo benessere psichico e mai e poi mai il bambino si dovrebbe permettere di esternare una qualsiasi curiosità o sofferenza per la mancanza della metà dei nonni, degli zii, dei cugini.
          E il problema sarebbe la maestra, che lo tratterebbe male ( perchè, poi, nessuno lo sa), invece di rallegrarsi con lui della mancanza del padre e di impedire di festeggiare la festa del papà a tutta la classe !
          Vabbè, dirò una preghiera anche per te, perché rinsavisca da questo insano proposito, perché incontri un uomo vero e non un venditore di spermatozoi, che ti faccia felice e ti doni un figlio da crescere insieme e anche perché tu la smetta di frequentare certe cattive compagnie, interessatissime solo agli affaracci propri e magari incontri della gente che ti voglia veramente bene, non tanto nel web, ma nella vita reale.

          • giovanna scrive:

            Scusa Ale, mi era sfuggito anche il tuo intervento in cui parlavi di comprare il figlio da un’altra donna…comunque il concetto è sempre quello…i figli non si comprano.
            Puoi dire quello che vuoi, parlare a vanvera di non giudicare gli altri, ma tu per prima sai che faresti una cosa bruttissima e che tuo figlio ne soffrirà, anche se vivesse rinchiuso in una comunità protetta, in cui tutti credono sia normale comprare figli : prima o poi la faccenda per lui verrà fuori.
            Tu venderesti o regaleresti mai tuo figlio ?
            Che penseresti se tua madre ti dicesse che la tua mamma biologica ti ha ceduto?
            Prova a pensare a quel bambino, non essere egoista.
            E comunque, l’augurio di incontrare gente che ti voglia bene veramente, che ti accompagni nel tuo desiderio ,svelandone la natura, senza sfruttarlo per squallidi fini, è sempre valido.

  12. beppino scrive:

    Vedo sopra che più di qualche lettore considera l’articolo una ‘strumentalizzazione’ di disagi e sofferenze. Non mi sembra corretta la valutazione atteso che l’articolo stesso é soprattutto una banale quanto lucida raccolta di testimonianze.
    C’é chi evidenza come la letteratura di settore attesti la non influenza dell’orientamento sessuale sulle capacità genitoriali. Il che, forse, potrebbe anche corrisponde a verità se non fosse per il fatto che si dovrebbe ben intendere fin dall’origine cosa poi siano queste ‘capacità genitoriali’ e se spesso venga fatta una gran confusione fra esito e applicazione delle stesse.
    In realtà il problema e’ molto semplice: in prima battuta si tratta di definire se sia importante o meno che la nascita sia ‘abbinata’ alle origini biologiche; in seconda battuta si tratta di capire, nel caso di figlio “cercato” in modalità eterologa, l’influenza e/o il peso della mancanza di legami genetici con l’altra metà del partner. Se anche solo ci fosse un minimo “dubbio” non si potrebbe ammettere un concorrente che fin dalla partenza non può essere allineato con gli altri corridori.
    Trovo anche scorretto evidenziare che, in riferimento a genitorialità da eterologa (evidentemente ‘necessaria’ per la minoranza della popolazione ad orientamento omosessuale), i problemi per i bambini starebbero nei comuni stereotipi o sul cosidetto “benpensare” o su presunte discriminazioni; e’ un tipico atteggiamento da “coda di paglia”… quando mancano le idee si cerca ‘altro’ che poi é solo un tentativo di allontanare la discussione dai veri punti che fanno la differenza. Non capisco poi il nesso fra potenziali/possibili disagi a bambini nati da eterologa e razzismo.
    E’ vero che in Italia ci sono molti figli di genitori omosessuali; in realtà ci sono molti figli di genitori eterosessuali che poi hanno scoperto o maturato la loro omosessualità. Il numero di bambini dati da fecondazione eterologa non é di questa entità.

    • Ale scrive:

      @Beppino : mi scusi se continuo a sforzarmi di dialogare e le porti esempi concreti della “pericolosità” di voler etichettare in “normale e diverso chicchessia” per tendenze sessuali, origini biologiche o eterologhe.. ma ci sono stati TROPPI ragazzini e ragazzine che si sono suicidati perché tacciati di “diversi” ad esempio il ragazzino dai pantaloni rosa. La mamma non riesce a farsene una ragione. E non è bello. Perché è accaduto?! Forse perché altri ragazzini lo hanno trattato da “diverso”??

      • beppino scrive:

        Lei continua a ‘girare’ le cose a suo piacimento, e ciò porta a molta confusione. Adesso ci sono i ragazzini suicidati… Ma scusi… ci sono ragazzini che si suicidano perché non riescono ad affrontare il bullismo (moltissimi…), si suicidano per problemi in famiglia (moltissimi…), per problemi a scuola (moltissimi…), un tempo si suicidavano anche giovani durante il servizio militare (moltissimi.,..), si suicidano anche perché la famiglia e/o la società non ha compreso il loro disagio di genere (di meno… ma sempre troppi e ciò é parimenti inaccettabile). Mi pare che lei sia molto sensibile al ‘diverso’ perché omosessuale; ora lei sicuramente mi insegna che c’é l’omosessuale che riesce ad accettare la sua ‘diversità’ e sa affrontare la vita ad esempio lottando per i suoi diritti (cosa buona e giusta) e c’è l’omosessuale che non riesce ad accettare la sua ‘diversità’ (egodistonia). Ci vuole quindi ‘maturazione’ nelle famiglie, nella società e (anche) nei diretti interessati perche’ ci sia reciproco aiuto affinchè ognuno trovi la sua giusta strada. Non vedo però il nesso con ‘etichette’ di orginalità biologica o procedure eterologhe; quando c’é un ‘terzo’ che viene invitato al banchetto in modo non ortodosso diventa ineludibile la possibilità che il banchetto non sia gradito e la cosa grave non é solo il mancato gradimento ma soprattutto il fatto che si poteva già intuire che questo sarebbe potuto essere, con alta probabilità, il risultato finale.

  13. Anna scrive:

    è un blog e raccoglie opinioni. Tuttavia, si potrebbe fare benissimo un blog analogo in cui si raccolgono i traumi dei figli di coppie eterosessuali e ce ne sarebbero!!!Da racconti traumatici, per quanto tristi, non si può dedurre arbitrariamente che allora l’omogenitorialità è sbagliata o più dannosa, perché numericamente possiamo dedurre la stessa cosa dall’eterogenitorialità!

    • giovanna scrive:

      Faccio copia e incolla di un intervento in cui una militante arcobaleno bacchetta la giornalista perché ha osato definire “madre” la madre del bambino comprato da un signore gay di cui si parla nell’articolo.
      “Gentile Elisabetta, mi scusi se posso sembrare pedante, ma lei continua a riferirsi al bambino come “figlio” della gestante.
      Non lo e` e nessuno lo percepisce come tale.
      Ci sono due grosse inesattezze nell`articolo: quando si parla di “non separare una mamma dal suo neonato” perche` e` fuori luogo, quella donna non si considera una madre perche` dobbiamo considerarla noi.
      Elisabetta Ambrosi, 30 marzo 2012 11:17
      cara delfina per me parlare di gravidanza senza bambino non ha molto senso, la gravidanza è il bambino. e sostenere che non esiste “legame genetico, ne` legale, ne` emotivo ne` familiare” mi sembra inaccettabile. Praticamente le madri surrogate sono dei robot, la gravidanza surrogata è un esperimento di laboratorio e le emozioni cominciano (e spettano) solo ai genitori che accoglieranno il bimbo? Io non ho detto che sono contraria a questa pratica, ho sostenuto che è complessa e delicata, non mi pare facile come la fai tu ”

      Voglio dire, non si può nominare il padre, non si può nominare la madre, tabù su tabù per questi disgraziatissimi bambini, come possono crescere ? Troveranno mai qualcuno che accolga il loro desiderio di conoscere i genitori ? Di sapere la propria storia familiare? Di poter urlare e piangere per quello che gli è capitato in sorte? Io credo che un ragazzo potrebbe impazzire se chiedendo del padre gli si dicesse che non ha un padre , che ha avuto solo un donatore di semino che non si poteva chiamare padre, proprio nemmeno nominarlo padre, e che la cosa era una pinzillacchera !
      E la tizia che brillantemente espone questa teoria, ha un figlio con inseminazione artificiale e sua “moglie” un’altra figlia sempre con inseminazione artificiale, non so se con stesso padre o meno, tanto è una figura insignificante totalmente.
      Ci rendiamo conto di che gente orribile ci sia ? Che mostruosi esperimenti sulle spalle dei bambini e chi li subisce non può nemmeno fiatare !
      E chi voglia proteggere un bambino da simili obbrobri, sarebbe omofobo? Ma per favore !

    • giovanna scrive:

      Scusa Anna, ma tu magari non hai figli, ma sarai stata una figlia ! Come figlia, non riesci a vedere che essere privati del papà o della mamma, non a causa di disgrazie, ma solo per l’egoismo di un adulto che vuole un bambolotto a qualsiasi costo, non può che provocare enormi sofferenze in un bambino ?
      Ma che gente siete, che non riuscite a capire questa cosa? Ma che famiglie avete avuto?
      Tutto parte dalla disgregazione della famiglie, se non riesci ad immedesimarti in un bambino umiliato dalla compravendita, privato della carezza di una mamma o dell’ autorevolezza di un papà, provato della possibilità di veder interagire un uomo e una donna, di mostrare cosa è una autentica affettività, cui possa guardare per crescere.
      Una persona che ha avuto dei genitori affettuosi, presenti e uniti, non può pensare che con orrore che un bambino ne venga privato.
      E comunque, anche se avete avuto genitori orrendi, perché far subire altrettanto, se non peggio, ad un innocente ?

      • Anna scrive:

        Giovanna, ma che livello relazionale hai? Sei pessima sia nelle argomentazioni, sia nel modo di rivolgerti. Tu pensi di sapere tutto su chi scrive, di poter dire come è o non è la mia famiglia, presupporre che io abbia avuto dei genitori orrendi o meno. Senti un po’ maleducata, cafona e ignorante che non sei altro, ma chi ti credi, Dio? Mi auguro, se hai figli che crescano sapendo cosa vogliono loro, e non cosa vuole la loro madre per loro, che sappiano distinguere il bene dal male in base a una coscienza piena d’amore e non ha una serie di norme religiose piene di odio. Sappi, che le tue parole sprezzanti e sicure di essere dalla parte del giusto e di detenere la Verità, manifestano solo una radicata incapacità di ascoltare e condividere, che purtroppo è un male sociale diffuso.

      • Anna scrive:

        *un paio di correzioni agli errori di battitura del post precedente.

        Giovanna, ma che livello relazionale hai? Sei pessima sia nelle argomentazioni, sia nel modo di rivolgerti. Tu pensi di sapere tutto su chi scrive, di poter dire come è o non è la mia famiglia, presupporre che io abbia avuto dei genitori orrendi o meno. Senti un po’ maleducata, cafona e ignorante che non sei altro, ma chi ti credi, Dio? Mi auguro, se hai figli, che crescano sapendo cosa vogliono loro e non cosa vuole la loro madre per loro, che sappiano distinguere il bene dal male in base a una coscienza piena d’amore e non a una serie di norme religiose piene di odio. Sappi che le tue parole, sprezzanti e sicure di essere dalla parte del giusto e di detenere la Verità, manifestano solo una radicata incapacità di ascoltare e condividere, che purtroppo è un male sociale diffuso.

  14. massimo facchini scrive:

    questo è un esempio di pessimo giornalismo. si fa della disinformazione e della faziosità su argomenti che toccano le vite di tantissime persone omosessuali e eterosessuali, genitori e figli, mariti e mogli, compagni e compagne. se in italia esistesse una vera legge contro la discriminazione questa giornalista(?) meriterebbe di essere denunciata. ci sono centinaia di pubblicazioni scientifiche italiane e internazionali, articoli seri, associazioni, professionisti, ecc.. dai quali un giornalista serio avrebbe potuto/dovuto trarre informazioni circostanziate, statistiche, ricerche e materiale sull’argomento. esprimo tutta la mia solidarietà ai vostri poveri figli con la speranza che crescano migliori di voi e nonostante voi.

    • giovanna scrive:

      Caro Massimo Facchini, anche lei conferma la sofferenza di questi figli che non possono nemmeno esprimere il loro dolore per l’assenza, voluta da chi li ha cresciuti, della mamma e/o del papà, cui è stato proibito di confrontarsi col maschile e/o col femminile, assolutamente mai in interazione tra loro.
      E sì, è vero, probabilmente con la legge sull’omofobia finirà che saranno puniti gli stessi figli che cercheranno disperatamente qualcuno che accolga il loro dolore e verrano invece azzittiti a colpi di propaganda.
      E, mi raccomando, mai una parola di affetto per queste creature sofferenti , che non vi scappi per sbaglio !
      Ma certo, come può provare un moto di compassione per un bambino-schiavo chi è disposto a comprare un figlio, ad affittare una mamma ?

      • massimo facchini scrive:

        giovanna: io mi limito a esprimere solidarietà ai figli delle persone omofobe, sessiste e cattive come lei. ma il dubbio che lei non ne abbia di figli è forte perché se ne avesse sarebbe una persona meno triste e più capace dell’accoglienza a cui fa riferimento. se avesse figli saprebbe che la diversità è un valore, che le categorizzazioni servono solo a discriminare e a togliersi dall’imbarazzo di dover fare i conti con la realtà. una raccomandazione a lei: si firmi e ci metta la faccia quando scrive. io la mia firma e la faccia ce la ho messa e ce la metto tutti i giorni quando parlo con le persone, con mio figlio (pensi…sono 2 volte nonno!), con la mia ex moglie (sono gay). esca e si faccia una passeggiata, si guardi intorno e consideri che circa il 10% delle persone che incontra sono omosessuali. la realtà giovanna… ricorda? buona giornata.

        • giovanna scrive:

          Caro Massimo, basta con queste etichette, sono di una violenza inaudita: difendere i bambini dallo sfruttamento, dall’essere privati della mamma e del papà, di venire al mondo con l’ovulo di una donna povera, impiantato in un’altra donna povera, che così la figura dela mamma sia completamente sminuita, azzerata, col seme mischiato di due uomini , con le combinazioni più assurde di padri e madri, di cui alcuni schiavisti e altri schiavi, non vuol dire essere omofobi.
          E’ mille volte più omofobo non preoccuparsi di figli più sfortunati di suo figlio, che bene o male una mamma ce l’ha avuta.
          Si rende minimente conto che tutto questo schifo ricade sul figlio ? Si rende minimamente conto della disumanità di mettere avanti a tutto il proprio desiderio? Amo un milione di volte più io questi poverissimi bambini , i più poveri al mondo, che gente come voi, che li tratta peggio di animali da comprare ed esibire.
          Offendere me come madre non le gioverà a nulla, è solo un ennesimo esempio della bassezza umana che la sua posizione ideologica comporta. Per quanto riguarda l’anonimato , ho risposto, facendo un pò di confusione, ma la piattezza delle vostre sterilissime argomentazioni dà adito, e anche la fretta di una mamma mooolto impegnata, al suo amico sopra.
          ( lo capisce che del fatto che lei sia omosessuale non mi importa affatto? che non è questo il tema ? e nemmeno mi interessa dell’omosessualità di questo 10% , boom !, che incontrerei per strada ? mi importa solo dei bambini ! lei e i suoi desideri non siete al centro del mondo, basta guardare solo il prorprio ombelico !)

          • giovanna scrive:

            voglio aggiungere una cosa a proposito dell’anonimato.
            Solo a me questa richiesta di nome e cognome, effettuata già tante volte, risulta piuttosto minacciosa ?
            Voglio dire, si parla in generale, si risponde magari a persone specifiche commentando le esperienze che loro stessi portano , cosa aggiungerebbe una firma da parte mia ?
            Non è che racconto calunnie o aggiungo particolari su situazioni che non conosco, meno che mai nella mia risposta a questo tizio che si permette di venire in casa d’altri ad insultare a vanvera chi non la pensa come lui su quanto sia bello crescere con due omaccioni o due donnone, rinunciare alla mamma e/o al papà, e nemmeno poter fiatare, nell’omertà più assoluta.
            Niente da fare, riesco solo a vedere la minaccia in questa richiesta di nome e cognome.

          • massimo facchini scrive:

            Giovanna tanto per cominciare basta lo dice a chi vuole ma non a me. Io sono intervenuto in questo blog per denunciare la faziosità e la completa mancanza di fondamenti razionali dell’articolo in questione. Io non la offendo quando le dico che è omofoba perché salta agli occhi di chiunque che il mondo è pieno di bambini concepiti all’interno di coppie eterosessuali che ogni giorno vengono abusati all’interno delle loro famiglie, abbandonati, ammazzati . lei non si occupa di loro perché loro sono fortunati ad avere un papà e una mamma. A lei basta che siano figli di omosessuali per sentirsi paladina dei bambini. Per questo lei è omofoba. Quanto alle offese che lei invece non mi risparmia non mi abbasso a raccoglierle e le porgo serenamente l’altra guancia nella certezza che le persone come lei sono e resteranno sole. Buona vita.

            • giovanna scrive:

              Caro Massimo, credevo di parlare con un adulto, non piagnucoli !
              Il suo ragionamento sarebbe anche accettabile se esistesse in tutto il mondo conosciuto un solo figlio di omosessuali ! ma tanti si è capito che per lei conta milioni di volte di più il suo desiderio e la sua accettazione che la triste sorte di bambini privati del papà e/0 della mamma.
              Per quanto riguarda le ennesime offese personali che vomita, lei si abbassa eccome, in risposta poi a considerazioni di ordine generale: io non la conosco , mi riferisco solo al suo pensiero disumano, dove non fa che dimostrare la disumanità della sua ideologia.
              Ma certo, si capisce che non coglie la differenza.

              • giovanna scrive:

                E’ anche molto interessante la definizione di omofobia che si ricava dai giudizi espressi da tale Massimo Facchini ( anche dal Piero sopra, ma in modo molto più soft ) : sarebbe omofobo contrastare apertamente le pratiche di commissione dei figli su catalogo, con acquisto di ovuli e affitto di uteri e anche evidenziare le chiarissime sofferenze, che emergono da testimonianze di coraggiosi che stanno venendo allo scoperto e sempre di più verranno, secondo logica umana , di bambini, adolescenti, adulti, che si ritrovano senza una mamma e un papà per il totale e accecato egoismo di persone che vogliono soddisfare il loro desiderio a qualunque costo.
                Dunque, abbiamo una ulteriore e millesima evidenza di dove colpirà la legge sull’omofobia: non sosterrà i milioni inesistenti di gay picchiati perchè vanno per strada mano nella mano ( Cornacchia, batti un colpo, tu saresti un omofobo tra gli omofobi, secondo questa gente ! ) ma colpirà chi , come me, pensa che il matrimonio sia affare di coppie uomo-donna, anche e soprattutto per tutelare i bambini , che non subiscano tali obbrobri.
                L’avete detto voi, eh !

    • luca scrive:

      1. la denucnia per chi la pensava diversamente è tipica dei regimi totalitari, fascisti nazisti e comunisti.
      2. tirar in ballo i figli della signora è da infame.
      3. lei intima di dire nome e cognome (supponendo che i suoi siano veri). forse è proprio per tutelare i propri figli e la propria famiglia che qualcuno preferisce usare l’anonimato o nomi di fantasia (e comunque mi sembra che 4/5 di chi interviene in questo blog lo faccia in forma anonima)

      • giovanna scrive:

        Ma caro Luca: grazie !
        Però, non chiamarmi “signora”, che mi invecchi ! :-)
        ( e comunque non ti preoccupare, ci sono abituata, di solito prima c’è l’esordio mellifluo, poi la scarica di insulti personali e gratuiti, il problema principale di questa gente non è certo l’omosessualità, ma la mancanza di umanità !)

  15. Paolo scrive:

    Come mai non mi stupisce che un buon numero di queste “testimonianze” siano da parte di utenti anonimi….
    Solito usoi strumentale di casi non verificati o di casi portati da personaggi ideologizzati (ferventi credenti) per dar contro alle fam iglie omoparentali.
    Peccato però per l’autrice dell’articolo e per i suoi sostenitori che tutti gli studi seri e scinetifici in merito sia una lampante (quanto cocente immagino) smentita rispetto a quanto si vorrebbe sostenere.

    • giovanna scrive:

      Caro programma automatico lgbt detto “paolo” le testimonianze sopra sono con tanto di nome e cognome ! E non mi stupisce che siano di persone adulte, che si espongono al pubblico ludibrio della feroce comunità gay, per compassione verso i piccoli che non hanno voce.Giusto gli adolescenti non possono esporsi e il motivo lo si capisce benissimo dai tanti interventi qui su tempi.it da parte delle “famiglie omoparentali”, che paragonano l’essere figlio di un genitore omosessuale , il non crescere e nemmeno poter nominare il padre o la madre, che devono essere per lui figure sbiadite ed insignificanti, con l’essere nero o con l’essere mancino ! “famiglie” che impogono ai flgli , oltre che diessere biondi e belli, anche di essere felici di essere stati comprati “per amore”.Può un ragazzino sottoposto all’obbrobrio di crescere con due maschi o due femmine, parlare liberamente? Evidentemente no !
      E come al solito, un commento del programma automatico lgbt , privo di sentimenti e di minimo di umanità, oggi quello firmato “paolo “, in cui è assente qualsiasi pietà per questi figli trattati come oggetti.

    • Eleonora scrive:

      Caro Paolo,
      capisco la tua riluttanza ad accettare

      • Eleonora, ovvero una diretta interessata scrive:

        Caro Paolo,
        capisco la sua riluttanza ad accettare ciò che viene scritto in questo articolo; io stessa qualche mese fa avrei spalato letame sul giornale, sul giornalista e il sistema intero, ma è successo dell’altro, dopo.
        Vorrei presentarmi, protetta dall’anonimato: ho diciotto anni e ancora per poco vivrò a casa con mia madre, che da molti anni frequenta una donna più giovane di lei. Io sono sempre stata dalla parte degli “arcobaleno”, ma poi ho capito che l’avere una famiglia non è un talento che tutti hanno, indipendentemente dall’orientamento sessuale. L’ho capito perchè la mia vita ha cominciato ad andare in rotta. Non credo affatto che le coppie omosessuali non dovrebbero avere figli, anzi, e le mie vedute non si sono ristrette. Mia madre è una persona per bene.
        Ma casa mia è sempre impregnata di odori che detesto, ho il frigorifero pieno di vermi per pescare, e mia madre odiava pescare, la sua compagna maltratta mio fratello perchè odia tutti gli uomini, ho la casa invasa dagli animali che porta la compagna di mia madre, e se rispondo alle vostre stupide polemiche tra il razzismo e l’esaltato, che vi aiutano a trascorrere piacevolmente l’estate, è perchè ho bisogno di sfogarmi. Mi sento in colpa a dire a mia madre che provo il desiderio di scappare, che non voglio la vita che vuole offrirmi, che sono confusa e arrabbiata con lei perchè alla sua età vuole una relazione clandestina con una persona giovane, invece di convivere stabilmente o sposarci. Lei continuava a dire che l’avrebbe lasciata se questo fosse stato un problema per me o mio fratello, ma quando l’ho affrontata disse che lei si riferiva al sesso della persona, non alla persona in sè. Io non sono razzista, nè omofoba, e quello che mi ha detto mi ha offesa. “Avresti accontentato dei figlio omofobi, ma non dei figli che ti dicono che non vivono più bene in casa loro?”

        Non parlo di mio padre, perchè è in Svezia, con la sua nuova famiglia e una crisi di mezza età – basti dire che attualmente sono priva di genitori. Ho pensato che a tutte le meravigliose persone che stanno discutendo qui potesse interessare il punto di vista di una giovane persona realista, modestamente intelligente, che vi invitasse a non commentare articoli di questo genere accontentando i siti internet famelici di polemica solo per dimostrare la vostra saggezza, apertura-chiusura mentale, a seconda dei casi. Cordialmente, non sono fatti vostri.
        Ma giusto per essere chiarissimi, vorrei dire che mi piacerebbe tanto avere una coppia, etero, di papà o di mamme che si prendesse cura di me, adesso. Mi piacerebbe tanto.

  16. un due scrive:

    Nel mondo muore un bambino ogni 5 secondi e ve ne sbattete i coglioni alla grande, mangiate tutti i giorni come scrofe gravide a discapito di bambini rachitici che non si reggono sulle loro gambe. Se però due uomini o due donne decidono di voler dare il loro amore a un bambino, senza compiere alcun atto egoistico ( non capisco perché una coppia gay che adotta è egoista e una etero no?, allora diventate improvvisamente madri terese di calcutta e vi strappate i capelli: poooooveri bambini, nelle mani dei gay brutti e cattivi… Ma non sarà un pretesto per sfogarti nei confronti degli omosessuali che proprio non tollerate? Beh, fatevene una ragione. Il futuro volge in un’altra direzione e voi siete già morti. Tra 20 anni rideranno di quelli come voi. Notte.

  17. Giovanni scrive:

    Sig.ra Benedetta Frigerio,
    la cosa più triste dei nostri tempi d’immediata informazione mediatica, è la coesistenza dl’immediate BUFALE mediatiche.
    Non ci vuole un master in giornalismo per capire che queste testimonianze sono chiaramente FASULLE, prese qua e la da blog inattendibili e gestiti da fanatici conservatori.
    Vergogna a chi sfrutta la sacra stampa per informare, anzi DISINFORMARE, il pubblico creando false verità.
    Il mondo lo creiamo noi… e stiamo creando un mondo fittizio, fatto di paure fanciullesche e d’idiozie infinite. Einstein in fine, continua a battere sulla cattedra.
    Con la speranza che possa farsi un esame di coscienza o quanto meno informarsi più correttamente, le auguro una splendida giornata nel suo mondo ideale.

  18. Flavio scrive:

    Nella mia classe c’è un ragazzo (bielorusso) adottato da una coppia Gay…credo di non aver mai conosciuto qualcuno con così tanti problemi psichici/esistenziali.

    Ho il sospetto che le adozioni delle coppie LGBT spesso siano un “capriccio”…che ricade sui più deboli!

    Lasciamo ai bimbi il diritto di avere una papà ed una mamma ed impediamo ai LGBT di creare “le diversità” nella nostra società!

    Flavio Errani

  19. angel scrive:

    io sono lesbica ho 37 anni, questa e’ una raccolta di casi di ragazzi
    cresciuti in famiglie disfunsionale. per equita’ ed et morale
    questi vanno confrontati con le giuste proprzioni e percentuali.
    estrapolare dei casi limiti solo dalle famiglie omogenitoriali, senza un confronto
    con la percetuale e le giuste proporzioni dei casi limiti delle famiglie eterogenitoriale,
    significa utilizzare delle informazioni in modo immorale
    eticamente scorretto. creare disinformazione, bullismo mediatico
    creare disinformazione, un atto di bullismo mediatico

  20. angel scrive:

    io sono lesbica ho 37 anni, questa e’ una raccolta di casi di ragazzi
    cresciuti in famiglie disfunsionale. per equita’ ed et morale
    questi vanno confrontati con le giuste proprzioni e percentuali.
    estrapolare dei casi limiti solo dalle famiglie omogenitoriali, senza un confronto
    con la percetuale e le giuste proporzioni dei casi limiti delle famiglie eterogenitoriale,
    significa utilizzare delle informazioni in modo immorale
    eticamente scorretto
    creare disinformazione, un atto di bullismo mediatico

  21. angel scrive:

    questa e’ una raccolta di casi di ragazzi
    cresciuti in famiglie disfunsionale. per equita’ ed et morale
    questi vanno confrontati con le giuste proprzioni e percentuali.
    estrapolare dei casi limiti solo dalle famiglie omogenitoriali, senza un confronto
    con la percetuale e le giuste proporzioni dei casi limiti delle famiglie eterogenitoriale,
    significa utilizzare delle informazioni in modo immorale
    eticamente scorretto
    creare disinformazione, un atto di bullismo mediatico

  22. angel scrive:

    questa e’ una raccolta di casi di ragazzi
    cresciuti in famiglie disfunsionale. per equita’ ed etica morale
    questi dati vanno confrontati con le giuste proprzioni e percentuali.
    estrapolare dei casi limiti solo dalle famiglie omogenitoriali, senza un confronto equo
    con la percentuale e le proporzioni dei casi limiti delle famiglie eterogenitoriali,
    significa utilizzare delle informazioni in modo simmorale
    eticamente scorretto.
    creare disinformazione, un atto di bullismo mediatico

  23. angel scrive:

    questa e’ una raccolta di casi di ragazzi
    cresciuti in famiglie disfunsionale. per equita’ ed etica morale
    questi dati vanno confrontati con le giuste proprzioni e percentuali.
    estrapolare dei casi limiti solo dalle famiglie omogenitoriali, senza un confronto equo
    con la percentuale e le proporzioni dei casi limiti delle famiglie eterogenitoriali,
    significa utilizzare delle informazioni in modo simmorale
    eticamente scorretto.

    creare disinformazione, un atto di bullismo mediatico

  24. Vilian scrive:

    Concordo pienamente con diversi messaggi postati (in particolare quelli di Piero, quello di Un Due, e quell’altro di Angel).
    Credo anche di comprendere bene le perplessità ed opposizioni di altri come Giovanna.
    Sono qui per dire la mia, non voglio essere fucilato vivo per quello che dico né ho intenzione di offendere nessuno.
    Pertanto comincio rienunciando il dato di fatto che come esistono famiglie omogenitoriali pessime, così né esistono ugualmente orribili di etero; e già solo questo è indicativo del fatto che il problema più grosso non sta tanto fra ciò che i coniugi hanno in mezzo alle gambe, ma riguarda bensì come i genitori utilizzano le loro menti ed anime, che devono essere in armonia fra loro per il bene anzitutto dei bambini.
    E questo lo dico senza minimamente voler togliere nessuno ruolo istituzionalizzato di famiglia alle coppie etero! Non sto dicendo assolutamente che un bambino non debba poter conoscere i propri genitori biologici ed averci un rapporto affettivo… Il bambino deve avere il diritto di sapere le cose su di sé e di scegliere ciò che vuole!
    Ciò detto voglio aggiungere del mio, una sorta di domanda generale da porre: ho sentito moltissimo dire “quei poveri disgraziati che non hanno un papà o una mamma, che sono privati di un genitore” … Cioé?
    Mi spiego. Tanto quanto ipotetico genitore gay, od anche tanto quanto ipotetico figlio di una coppia gay, io mi sentirei a dir poco offeso nel sentirmi dire come genitore che il mio compagno non ha un valore come genitore per mio figlio [cit. la frase “privati di un genitore”], o che il compagno di mio papà non ha un valore come mio genitore!
    Perché dico questo? Perché forse sfugge il fatto che in una coppia gay omogenitoriale non è perché non ci sono “mamma + papà” che allora c’è solo un genitore ed il figlio quindi dovrà crescere nella disgrazia di avere solo un genitore! Capite che non ha senso come ragionamento (perché due persone vive effettivamente ci sono), e che inoltre non è neppure minimamente giusto perché non prende in considerazione che due uomini o due donne, esattamente tanto quanto un uomo ed una donna, possano amare a farsi amare da un bambino allo stesso modo, con la stessa validità? Cioé non prende in considerazione i sentimenti di queste persone, sia gli adulti che i bambini!
    Io vi esorto a cercare su internet e vedervi i video/blog/storie/ecc… di coppie gay o lesbiche coi loro figli, e vedrete che tanto questi genitori quanto i loro bambini vivono tutte le normali vicissitudini che comporta l’essere genitore e l’essere figlio! Vedrete bambini: a volte annoiati, a volte arrabbiati, a volte allegri, a volte in cerca di coccole… esattamente come i figli delle coppie etero!
    Vedrete genitori: a volte in pensiero se i loro figli stanno male, a volte con gli occhi traboccanti d’amore per loro, a volte arrabbiati con questi per via dei capricci… esattamente come due genitori di una coppia etero!
    Nel bene e nel male, nella ricchezza e nella povertà, nella salute come nella malattia.
    E per quanto uno potrebbe non volerci credere a queste cose, pensare che siano robe montate ad hoc, siano forzature da parte dei genitori gay verso i bambini… voi guardateveli! Io sono dell’idea incrollabile che l’amore vero non può essere messo in recita, non dai bambini perlomeno. Quindi saprete da soli, e lo saprete meglio di ora, decidere cosa è giusto e cosa è vero da cosa non è né l’uno né l’altro.
    Facciamo uno sforzo per comprendere di più, ve ne prego!
    Con affetto, verso tutte le persona di buona volontà.

  25. christian scrive:

    Questo è uno degli articoli più ottusi e pieni di ignoranza che io abbia mai letto…colmo di esperienze che parlano di figli che avevano genitori nn gay.. ma senza un cervello…poichésono rriusciti a dimostrare ai loro figli solo il peggio altrimenti questi ragazzi e ragazze nn sentirebbero la mancanza di una presenza che neanche conosco….e un articolo pieno di ragazzi cresciuti a mio parere in ambienti pieni di bigottismo e omofobia…ancor piu vergognoso sono i commenti omofobi e xenofobbi sviluppatosi sotto l articolo…ricordo il mondo sta cambiando…e voi state solo rimanendo indietro…vergogna!!!

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