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Matrimonio omosessuale e figli. Ecco come ne dibatte (seriamente) la laica Francia

luglio 19, 2014 Lucetta Scaraffia

La rivista “Le dèbat” apre il confronto ponendo la questione a livello antropologico e non solo come un mero allargamento dei diritti

Articolo tratto dall’Osservatore Romano – L’ultimo numero della rivista francese «le débat» contiene una sezione totalmente dedicata al matrimonio omosessuale, e in particolare al destino dei figli che tali coppie vorrebbero allevare come propri. Aprendo un confronto su questo tema, l’autorevole testata laica francese si propone soprattutto di considerarlo un problema antropologico di ampio significato per la società, e non semplicemente un allargamento dei diritti, come vorrebbero i difensori del “matrimonio per tutti”.

Secondo Paul Thibaud, filosofo che è stato direttore di «Esprit», questa apertura all’approfondimento costituisce di per sé una novità interessante in un panorama in cui si è cercato in ogni modo di soffocare il dibattito, argomentando che con la nuova legge si trattava solo di riconoscere un cambiamento già avvenuto nella società. Thibaud nega che questo sia vero, perché sostiene che qui non si tratta di “riconoscere” le coppie omosessuali nella loro specificità, ma proprio il contrario: far dimenticare che sono diverse.

E l’assenza di discussione si spiega, sempre secondo l’intellettuale francese, con la totale privatizzazione in cui sono stati confinati sia il matrimonio sia la procreazione; privatizzazione che ha come corollario l’illegittimità di trattarne in un pubblico dibattito. Cancellare il carattere istituzionale della famiglia ha per effetto quello di scegliere una temporalità corta — cioè il contratto, le volontà di oggi, i sentimenti del momento — senza guardare con responsabilità al futuro.

La filosofa Nathalie Heinich sottolinea come, in nome dell’eguaglianza, si sta sottoponendo il regime matrimoniale e lo statuto della filiazione a pesanti trasformazioni, e tutto perché c’è stato uno slittamento del concetto di differenza verso quello di ineguaglianza (e di quello di ineguaglianza verso l’ingiustizia), slittamento che si fonda su una riduzione del concetto di giustizia a quello di eguaglianza. Dimenticando però che i diritti sociali non si fondano sull’eguaglianza, bensì sull’equità. È così che si è arrivati a definire un “diritto al figlio”, diritto inaccettabile perché si basa su una estensione abusiva del valore dell’eguaglianza.

Uno psicanalista, Maurice Berger, prende poi in esame le ricerche che dovrebbero verificare se lo sviluppo dei figli di coppie omosessuali risente della loro condizione, con il risultato di considerare queste coppie poco “attendibili”, quasi tutte molto ideologiche: in sostanza dei bluff. E lo studioso conclude domandandosi come mai, stando così le cose, il principio di precauzione — a cui così spesso si ricorre in tutti gli ambiti — non debba applicarsi anche a questo.

Infine, la psicoterapeuta Catherine Dolto critica severamente ogni forma di gestazione per altri, considerandola una forma di produzione dei bambini che li rende oggetto di una transazione finanziaria: situazione orribile e possibile solo «in un contesto di mercantilizzazione del vivente mai sperimentato fino a oggi». La sua esperienza di studiosa dell’infanzia la porta a bocciare senza appello la possibilità di affittare l’utero, poiché è ormai ben noto che anche la fase intrauterina è decisiva nel formare la psiche del bambino e nel determinarne il processo di umanizzazione.

Anche Dolto vede in queste trasformazioni un pericolo per il futuro, a cui nessuno vuole rivolgere lo sguardo: «C’è un legame stretto e attivo — conclude la grande psicoterapeuta — fra la maniera in cui una società inquadra la gestazione e la prima fase della vita umana e l’evoluzione che i bambini così trattati faranno subire al quadro sociale. Non prendersi cura seriamente dei nuovi arrivati significa preparare una barbarie futura».

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72 Commenti

  1. Aristide says:

    Onestamente sono un po’ annoiato da questa vostra insistenza su questi temi, quando ben altre sono le emergenze nel mondo e in Italia (penso alla guerra in Palestina, al numero di famiglie sotto la soglia della povertà, alla assoluzione del puttaniere e pedofilo Berlusconi)
    E a proposito di pedofilia… invece di fare le crociate contro gente sana e felice che vuole vivere serenamente e vedere riconosciuto il proprio affetto, invece di ficcare il naso in casa di altri, dovremmo guardare e occuparci delle persone malate in casa nostra come questa.

    http://www.dongiorgio.it/17/07/2014/potente-di-cl-e-confessore-di-formigoni-i-guai-sessuali-di-don-inzoli/

    Da cattolico preferirei ci si occupasse dei cattolici che sono la nostra vergogna
    Gli altri lasciateli in pace. Questa ossessione è quasi patologica. E dà da pensare. Molto

    • Grillo Parlante says:

      Mi domando per quale motivo uno deve presentarsi come “cattolico” quando nessuno glielo chiede.
      Forse perché costui ci vuole vendere roba che tanto “cattolica” non è?!
      Come dite?
      E’ il solito troll?!

    • diabolik says:

      Cattolico de quale Pianeta , Ari ‘ ?

  2. Giovanni Cattivo says:

    A m sembra che il significato pubblico della procreazione sia stato risolto in Italia con una serie di leggi che danno ai figli diritti e ai genitori doveri a prescindere dallo stato civile di questi. Stando così le cose quale altro significato può avere un matrimonio se non una libera assunzione di impegni di cura reciproca tra due soggetti? Che senso hanno quindi le preoccupazioni circa la durata di un simile negozio e il sesso dei suoi contraenti? In questo modo la famiglia tradizionale cessa di essere la cellula fondamentale della società? Ce ne faremo una ragione.

    • beppe says:

      giovanni il disinvolto. come fai a passare dall’indifferenza per lo stato civile dei due CONTRAENTI all’indifferenza per il sesso degli stessi contraenti? come fai a non considerare il fatto che i figli non si possono nè fabbricare ne comperare o vendere. hai una ben misera ragione. e fattene una ragione tu.

      • Giovanni Cattivo says:

        Si tratta di due problemi distinti. Uno è il matrimonio e qui non vedo perchè un patto di mutuo assistenza valido fino a revoca (è quello che oggi si chiama matrimonio) non possa essere stipulato tra due contraenti di sesso uguale. Non vi piace questa nozione di matrimonio? A tanti si, voi potete liberamente sposarvi su altre basi, questo è solo il denominatore comune, utilizzato ormai anche da molti cattolici credenti e praticanti.

        Se i figli possano essere concepiti con la fecondazione eterologa (che è cosa ben diversa dalla compravendita di bambini) è una altro discorso che non c’entra molto con il primo. Infati ricorrono a questa tecnica anche coppie etero regilarmente sposate. E’ un discorso complesso con molti attori coinvolti, che sicuramente va regolamentato con attenzione, ma non credo che sia giusto e nemmeno possibile vietarlo e basta.

  3. Raider says:

    La “libera cura fra due soggetti” non chiama in causa la società, né lo stato civile né i sentimenti la sessualità (volubili e variabili, questi ultimi), riguarda i due “soggetti liberi” e non altri; “il problema della procreazione risolto” dando per scontato che figli e genitori già esistano e la legge che, regolando diritti e doveri, non regola un bel niente, non significano niente; la “cellula fondamentale della società”, delegando a soggetti diversi dai genitori maschio e femmina la procreazione, ridefinendo l’identità sessuale e personale – già: ognuno è ‘ciò che si sente e vuole e disvuole” definisce una patologia, piuttosto che una persona – implica un mutamento della società di cui, se i Giovanni Cattivi di buona volontà ritengono, possono farsi tutte le ragioni di cui hanno bisogno: in fondo, se ne fa una questione di leggi, che possono cambiare ad libitum e di linguaggio, da depurare deportando le parole proscritte e punendo in un modo o nell’altro chi usa i termini proibiti. e quindi, si tratti di genitori, figli e persone o di qualunque altra questione, si può sempre dire: e allora? E chi se ne frega, facciamocene una ragione o due o tre; chi vivrà, vedrà; e tutto il repertorio del menefreghismo trasformato in lessico politico e giuridico. Ma questo dimostra solo il matrimonio come istituzione che è in “favore” di terzi, cioè, i figli e dunque, come ‘contratto’ fra maschio e femmine, non è questione indiferente, di poco conto, da liquidare come stereotipo. Ne va della vita e del senso della vita, anche – appunto – quella sociale.
    N.B. Mi dispiace non poter intervenire, se non en passant e quindi, dico subito che non potrò contreplicare a Giovanni e altri. In attesa di ‘tempi’ migliori, se Giovanni vuole, può annotare i suoi rilievi e ne riparleremo in seguito. Un saluto a tutti, specie alle Sentinelle In Piedi.

    • Giovanni Cattivo says:

      Non ho nulla da replicare, il matrimonio come lo concepisce lei, giusto o sbagliato, è attualmente patrimonio culturale di una minoranza, Non ha senso che resti l’unico.

      • Cisco says:

        @ Giovanni Cattivo
        Anche il “matrimonio gay”, oltre ad essere sbagliato, e’ attualmente patrimonio culturale di una minoranza, e ciò non impedisce di proporlo come scelta pubblica legittima per la società e non giustifica considerare reato le opinioni su modelli diversi di matrimonio.

        • Giovanni Cattivo says:

          Non direi. La maggioranza dell’opinione pubblica e delle forze politiche presenti in parlamento, se escludiamo l’adozione è favorevole. Poi c’è differeenza tra permettere un comportamento e vietarlo.

          • Cisco says:

            @Giovanni Cattivo
            La maggioranza dell’opinione pubblica non è favorevole al matrimonio gay, ma alle unioni di fatto senza adozione. Ma se ti riferisci a “permettere”, a parte i seguaci Mario Mieli nessuno e’ contrario a permettere alla famiglia eterosessuale basata sul matrimonio di essere riconosciuta.

            • Giovanni Cattivo says:

              Ma siete voi a dire che è un matrimonio con un altro nome. E avete pure ragione…

              • Cisco says:

                @Giovanni Cattivo
                Certamente, ma la maggioranza non lo sa perché non è informata. In ogni caso è il valore simbolico (culturale) che conta. Proprio per questo i gay non si accontentavano delle unioni, che sono appunto come i matrimoni… Io non voglio vietare nulla, semplicemente non dare lo stesso valore (anche simbolico) a tutto ciò che è permesso.

      • Raider says:

        Dare per risolto il problema “a colpi di maggioranza” equivale a fare della maggioranza un criterio di verità, cosa che una maggioranza consapevole non ammetterebbe. Alla base del conteggio delle opinioni o del calcvolo delle probabilità di essere dalla parte giusta ci sarà o un ragionamento o la manipolazione del consenso: credo che sia vera la seconda, in una società sempre più pilotata dai media, network compresi.
        Lei, Giovanni, fa questione di “unicità” della famiglia tradzionale come se si trattasse dell’esclusiva di un marchio o di un prodotto. Il matrimonio, etimologicamente, ha a che fare non con il ‘desiderio di maternità’ (comunque ottenuta e a cui la legge “deve” dare soddisfazione), ma con i doveri della maternità (la legge la presuppone come statuto/l’istituzione famiglia preesiste e va tutelata), che è tale perchè complementare alla paternità. Si può essere d’accordo (io non lo sono) o meno con la fecondazione eterologa: ma, almeno, la donna che ‘fornisce’ l’ovulo lo fa per una donna che non può generare e a fecondarla è il seme di un uomo: quindi, non c’è una contraffazione della coppia, ma soltanto una ‘surrogazione’, per cui la madre è “sostituita” da un’altra donna o il padre, da un maschio che cede il seme.
        Nel caso di “utero in affitto” o “seme in regalo” delle coppie gay, invece, la donna non ‘sostituisce’ un’altra donna, ma è cancellata o messa da parte per essere espropriata della maternità – una finzione ridicola, a dir poco – da un uomo; e nel caso di una coppia di lesbiche, il seme dell’uomo non ‘supplisce’ a quello del marito, ma l’uomo che eroga lo sperma ‘cede’ il suo ruolo, al di là della funzione “meramente” riproduttiva – che non è, certo, un dato accessorio, visto che le due donne sono costrette a ricorrere alla disponibilità del seme maschile -, a una donna. Questa è prevaricazione e sopraffazione delle coppie nei confronti del ‘modello unico di coppia’: la manipolazione consiste nel fare passare questa sopraffazione per un diritto. La principale vittima di questo raggiro è il bambino, considerato non diversamente dell’amorfo “materiale genetico” di cui è il “prodotto”: materiale fornito da un uomo e da una donna, degradati per consentire a due femmine di giocare a mamma e papà e a due maschietti di fare il babbo e la mamma (stavo per scrivere la babba). Che la società debba rendersi complice di questa forma di prevaricazione di genere in danno dei bambini è uno – nonchè il più flagrante e violento – dei segni dell’arroganza della cultura gender. Poi, la pubblicità ci convince a comprare quello di cui non abbiamo bisogno: e il conformismo, ai limiti dell’unanimismo, dei media sul tema è molto più omologante della réclame di uno spazzolino.

        • Raider says:

          Errata Corrige (a parte altre sviste): “Questa è prevaricazione e sopraffazione delle coppie”: è ‘saltato’ il termine “gay”. Quindi, si legga: “Questa è prevaricazione e sopraffazione delle coppie gay nei confronti del ‘modello unico di coppia’. “

        • Giovanni Cattivo says:

          Parole, parole, parole…come dicono gli americani “the proof is in the putting”, se non assaggi il budino non puoi sapere se è buono. Di modelli di famiglia ne sono sempre esistiti diversi, ora la società si è mossa in maniera tale da far si che l’omogenitorialità, che nella storia è stata utilizzata da poche culture, si diffonda nel mondo. Potete non essere d’accordo, su base idologica e religiosa, come non siete d’accordo su divorzio ed aborto, ma non è nè giusto, nè possibile pensare di vietarla. Tanto più che in molti casi funziona bene.

          • Raider says:

            Si vede che lei, Giovanni Cattivo, ha una propensione al fatto compiuto o a dare per scontato ciò che non lo è di gran lunga superiore alla realtà dei fatti e di riflesso, a quella di trasformare in realtà ciò che le pare e piace. L’omogenitorialità nella storia l’ha vista solo lei e qualche altro sostenitore della cultura gender: mi vuole dire dove? E quando? E se era contemplata, in queste “poche culture”, la reclusione o comminata una qualche sanzione a chi noi era d’accordo? E se era prescritto di depurare la lingua e tutte le espressioni culturali non conformi all’omogenitorialità in uso presso siffatte “poche culture”? Grazie.
            Eccezioni in tal senso, comunque, andrebbero studiate attentamente, ammesso dimostrino ciò che pretendono i genderisti. Sulla cui attendibiltà è lecito avere tutte le riserve del caso. Basterebbe l’esempio, su cui torno solo perché se ne è già discusso qui (e perché lei ripete non amleticamente “parole parole parole”), della strombazzata omosessualità di Shakespeare: se si può raccontare questa baggianata come fanno studiosi gay-friendly e tanto ‘autorevoli’ da fare a meno di uno straccio di prova (tanto, si può sempre usare l’espediente dell’omosessualità latente: e chissenefrega di mr. William “il Bardo” Shakespeare), non ci si può aspettare, dallo stesso fronte polemico, maggiore rispetto della realtà storica riguardo società o circostanze marginali e del tutto irrilevanti ai fini di ciò che si vuole imporre al mondo intero. L’omogenitorialità si basa sull’esproprio di ovuli, utero, sperma e – per dirla nel modo asettico di un discorso aridamente tenico quanto astrattamente ideologico quale si conviene a un delirio di onnipotenza che vorrebbe plagiare un pubblico indotto a diffidare delle opinioni non conformi – funzioni connesse; così come sull’esproprio di bambini, a loro volta, espropriati del dirito a avere un padre e una madre. In effetti, non sono parole parole parole: sono fatti, concreti e solidissimi: mistificazione, sopraffazione, manipolazione. E se non bastasse tutto questo, Scalfar8 è lì pronto col colpo di legge in canna.

          • Filippo81 says:

            The proof is in the pudding., caso mai….non “putting”. Ah Giova’ stai a perde’ colpi.Ciao !

    • bardo says:

      Molte parole per non definire nulla. He detto solo che “ognuno è ciò che si sente e vuole e disvuole definisce una patologia”. Mi para abbastanza per definire lei. Poi, se ne va della vita e del senso della vita…che dire. Coprono spazi ottusi gli idoli, clonano miliziani dai ritmi cadenzati in sincrono, ronde di violenti che hanno paura e basta nella vità, e sentinelle nella loro sfortunate autistiche simmetrie a deturpare le nostre magnifiche piazze.

      • giovanna says:

        A’ Bardot, hai magnato pesante ?

      • Raider says:

        Non poteva dimostrare meglio la sua inclinazione costante alla falsificazione a titolo personale e in conto terzi che usurpando il titolo a un genio denigrato arruolandolo secondo quello che più fa comodo. Io ho scritto ben altro, ma lei ha letto quello che le permette di qualificarsi come sistematico falsificatore delle cose che legge, per essere preso sul serio quando si mette a scrivere e a darsi del Bardo. A clonarsi fin dal nickname da ricovero, come accusa gli altri di non clonare teste come la sua, è lei: e se non le piace questa pratica riproduttiva, falsa come e quanto quella che lei si è intestato, dovrebbe difendere ciò contro cui, invece, sproloquia e così vanamente. Siccome dà questa lampante prova di viltà, oltre che di presunzione, come la falsificazione pseudonomastica non le bastasse, si dà torto da solo e nemmeno lo sa. Le Sentinelle In Piedi sono un presidio medico-sanitario per gente come lei. E se le riesce, sia gentile con le persone che lei non è degno di nominare (prima ancora che di clonarne un titolo che lei disonora), lasci stare il Bardo.

  4. Bifocale says:

    Scaraffia presenta la propria versione del Dibattito Serio: 4 opinioni sul tema, TUTTE contrarie. Complimenti per il concetto scaraffiano di dibattito: esiste solo una Sola Opinione valida (la mia e quella di coloro che sono d’accordo con me), le altre semplicemente le ignoriamo del tutto. Decisamente una Grande Intellettuale, in tal senso meritatamente pubblica i suoi articoli sul giornale della ‘Santa’ Sede.

    E, per la serie “si predica bene ma si razzola male”, Lady Galli della Loggia pontifica nei suoi articoli di come il matrimonio sia il luogo ideale per la procreazione. Peccato che sua figlia l’abbia avuta tra il suo primo e il suo secondo matrimonio, con un partner col quale non è mai stata sposata.
    La coerenza innanzitutto.

    • domenico b. says:

      Bifocale, e se a Lady Galli della Loggia dovesse prendergli un raptus e andasse in giro a rubare nei supermercati che facciamo? legalizziamo il furto nei negozi?
      Il vostro mondo esiste solo nelle vostre teste, la vostra ideologia è davvero il frutto di menti contorte e malate… cercate solo una giustificazione legale ad un comportamento che voi per primi sapete essere immorale e dannoso prima di tutto per voi stessi, e poi per I vostri “partner” e altre persone conviventi, che non si potranno mai chiamare vostri coniugi e/o figli…
      potrete formare tanti bei gruppi gaiosi e vivaci vivendo anche allegramente, ma sarete sempre e solo gruppi di persone…NON SARETE MAI FAMIGLIA

      • Q.B. says:

        … e se un alcolizzato affermasse che bere troppo fa male sarebbe giusto non credegli; la coerenza innanzitutto.

        Per il resto + 1

    • Cisco says:

      @Bifocale
      In effetti anche la Scaraffia sembra essere stata colpita dai primi sintomi dalla Sindrome di Scalfarotto che, oltre a provocare una particolare fregola, impedisce di considerare le opinioni altrui come qualcosa di diverso da un reato.

    • Cisco says:

      @Bifocale
      Mi piacerebbe che citassi qualche esempio di Dibattito Serio pubblicato sui media gay-friendly (il 99%), non dovrebbe essere difficile…

  5. Ciro marino says:

    Se un ladro mi dicesse che rubare non e’ una cosa buona… E continuasse a rubare, penserei che ha ragione perché rubare non è una cosa buona a prescindere da chi lo dica. Faccio fatica a cogliere che si parli di coerenza su temi così particolari.

    • Bifocale says:

      Eh eh eh, questo tipo di commenti (Domenico, Q B, Ciro &C) me li aspettavo, difatti è proprio la gerarchia cattolica che sin da piccoli vi ‘insegna’ questo tipo di doppiezza: dite le cose giuste ma poi fate quello che vi pare, anche l’esatto contrario, basta che la (vuota) apparenza di facciata sia salva. Ipocrisia allo stato puro.

      • Piero says:

        Eh,eh,eh, il solito autogol di Bifocale, il suo lapsus “..dite le cose giuste…”, fa capire che sa benissimo cosa è giusto e cosa no.
        Ma è più moralista e bigotto di quelli che attacca, se uno gli dice che sta andando a sbattere contro un muro non sta a considerare se è vero o no, ma sta a vedere se quello che glielo dice è credibile/coerente o no…..
        E poi si va a curare il bernoccolo ………

        • Bifocale says:

          Oh, Piero è insoddisfatto della mia formulazione e allora la completo, visto che il contesto è importante.

          Dite le cose giuste per il pubblico al quale vi state rivolgendo (es. i simpatizzanti ad un raduno politico, i parrocchiani accorsi a sentire la predica domenicale, ecc.) ma poi fate quello che vi pare, anche l’esatto contrario.

          Il risultato è lo stesso, si chiama IPOCRISIA.

          • domenico b. says:

            Bifocale, adesso che hai scoperto che l’ipocrisia esiste in tutte le buone famiglie, cerca di fare un altro piccolo sforzo per non cadere nel pregiudizio: non estendere il difetto di una persona a tutte le persone che questa frequenta…ma so che è chiederti troppo…. sei troppo indaffarato in acrobazie e salti mortali per giustificare I cosiddetti vostri diritti

            • Bifocale says:

              Domenico, “che l’ipocrisia esiste in tutte le buone famiglie” evidentemente dimostra che io e te abbiamo un concetto diverso di “buona famiglia”. Per me una famiglia, o un gruppo o qualunuq eformazione sociale, nel quale i componenti fanno – nei fatti – le cose opposte di quelle che dicono (evidentemente solo ed esclusivamente per comodo, per facciata) non mi pare proprio sia una cosa meritevole, da difendere. Le acrobazie e i salti mortali li stanno facendo coloro che cercano di condonare e giustificare comportamenti del genere. Se a voi sta bene che questo sia un andazzo accettabile nel vostro ambiente, accomodatevi pure. Io no.

            • Shiva101 says:

              Quindi signor Domenica B. lei è d’accordo per una riduzione fiscale verso gli omosessuali, visto che pagano le tasse ma, per copa della vostra setta religiosa,
              non possno accedere ai diritti che spetterebbero loro in quanto CITTADINI.

              Giusto?

              • Giovanna says:

                Ragazzi, a leggere tutto di fila si vede come alcuni fanno di tutto per far sprofondare il dibattito.
                Perché non rimaniamo al contenuto dell’articolo?
                Possibile che non si riesca ad uscire dalla logica del pettegolezzo, dell’offesa, del menare il can per l’aia?
                Voglio dire, dobbiamo per forza lasciare che vada ogni volta tutto in c…a?
                Proviamo a smontare questo giochetto infantile ?

                L’articolo è interessantissimo, partiamo da quello, rimaniamo su quello, non abbocchiamo ogni volta ai solito discorsi fuori tema su religione ecc ecc.
                A mio parere, la discussione è possibile solo con chi tratta il matrimonio omosessuale come ” un problema antropologico di ampio significato per la società, e non semplicemente un allargamento dei diritti “.
                “C’è un legame stretto e attivo — conclude la grande psicoterapeuta — fra la maniera in cui una società inquadra la gestazione e la prima fase della vita umana e l’evoluzione che i bambini così trattati faranno subire al quadro sociale. Non prendersi cura seriamente dei nuovi arrivati significa preparare una barbarie futura”
                Ecco, trattare i bambini come cagnolini, che chi li accudisce, li accudisce, basta che abbiano una ciotola di cibo, una di acqua, e qualche carezza, è una vera barbarie.
                Mi fa piacere che una psicologa di nome Dolto , probabilmente figlia della famosissima Francoise, un pilastro della psicologia in Francia , sul tema figli e genitori, non si sia adeguata alla facile opinione corrente, come in Italia tanti scribacchini di grido.
                Anche se è vero, che , cercando, le posizioni a difesa dei bambini sono numerose anche in Italia, ma ben occultate.

                • Andrea Pinato says:

                  “Possibile che non si riesca ad uscire dalla logica del pettegolezzo, dell’offesa, del menare il can per l’aia?”

                  Impossibile finchè si accettano commenti firmati da nickname. Se scrivi ad un giornale (tipo angolo posta Sergio Romano sul Corriere) c’è sempre la firma dello scrivente, spesso anche con e-mail.

                  Le lettere “delicate” vengono indicate con “lettera firmata”.

                  In ogni caso i commentatori sono quasi sempre gli stessi (una decina a farla grossa), basta leggere il nick e sai già cosa segue.

                  Saluti.

                  • Giovanna says:

                    Nel tuo caso, Andrea Pinato, spesso il vuoto e il pretestuoso : lo vedi che il firmarti non ti salva dalla banalità e dal fuori tema ? 🙂
                    mannaggia, ho abboccato al menare il can per l’aia per l’ennesima volta ! 🙂

                    “Uno psicanalista, Maurice Berger, prende poi in esame le ricerche che dovrebbero verificare se lo sviluppo dei figli di coppie omosessuali risente della loro condizione, con il risultato di considerare queste coppie poco “attendibili”, quasi tutte molto ideologiche: in sostanza dei bluff. E lo studioso conclude domandandosi come mai, stando così le cose, il principio di precauzione — a cui così spesso si ricorre in tutti gli ambiti — non debba applicarsi anche a questo”.
                    Ecco, mi chiedo come giornali considerati seri possano dar peso a questi bluff, ultima la ricerca più farlocca di tutte, quella di Melbourne, in cui si è chiesto ai padroni se la merce si trovasse bene con loro.
                    Ma al Corriere o a Repubblica, non hanno figli? Non sono stati figli ?
                    Anche se è vero che non si tratta di figli loro , però il principio di precauzione a queste creature glielo vogliamo concedere ?
                    O prima di ogni valutazione possibile viene il desiderio degli adulti, soprattutto se danarosi ?

                • Giovanni Cattivo says:

                  Raccolgo immediatamente la sollecitazione: mi pare che tutto il ragionamento si basi su un assunto: i bambini non possono crescere bene senza un papà e una mamma che siano anche i genotori biologici. La cura e l’amore non bastano. Questo assunto è contraddetto da molti (ormai più di cento) studi ed osservazioni, ne abbiamo già parlato e non ci ritorno.

                  L’unanimità di consensi non c’è in ambito scientifico su nessun tema importante, più che le dichiarazioni della Dolto mi sembrano importanti quelle di Berger perchè non usare il principio di precauzione? Perchè questo principio in questo caso non è applicabile. Infatti esso prevede una sospensione di una pratica controversa fino a quando non si sarà sicuri del fatto che i benefici sono superiori ai rischi. Per gli ogm ad esempio si chiede un ulteriore periodo di sperimentazione in vitro.

                  Sperimentazione che nel caso di esseri umani non è possibile quindi delle due l’una:o vietiamo per sempre ogni innovazione sociale anche un minimo controversa e congeliamo la nostra cultura al livello attuale di pregi e difetti o aspettiamo che la sperimentazione si faccia da quanche altra parte, in questo caso in India e Moldavia.

                  Volendo mantenere un tasso bassissimo di polemica su questo intervento faccio notare solo en passant che su questo giornale il principio di precauzione è costantemente criticato quando si tratta di difendere la salute delle persone contro i profitti delle aziende.

                  • Cisco says:

                    @Gio Cattivo
                    Hai sbagliato assunto: quello vero è che i bambini non possono nascere senza un papà e una mamma…quanto agli studi sull’omogenitorialita’ sponsorizzati e condotti dalla comunità gay mediante interviste telefoniche ci sono tutti gli estremi per evitare di riconoscere questo tipo di “famiglia”, che infatti nel corso della storia non è mai esistita.

                    • Giovanni Cattivo says:

                      Ok se dobbiamo ripetere sempre le stesse cose non vale la pena discutere. Per l’ultima volta: le famiglie omogenitoriali sono esistite eccome nella storia e gli studi sull’omogenitorialità non saranno conclusivi (non lo sono neppure qulli su perchè l’aspirina fa scendere la febbre, ma la usiamo) ma sono seri e portano almeno ad escludere che avere due papà e due mamme provochi danni gravi ed evidenti. C’è differenza tra come i bambini nascono e come vengono allevati, che ad accudire un pupo debba essere necessariamente la stessa persona che lo ha portato in grembo è clamorosamente smentito se non anltro dall’antica e diffusissima istituzione del baliatico. Ora per cortesia segui anchge tu il suggerimento di Giovanna, discutiamo seriamente.

                    • Giovanni Cattivo says:

                      Cisco per l’ultima volta: famiglie omogenitoriali esistono da sempre, non sono diffusissime, ma ci sono., Gli studi fatti non saranno conclusivi, non lo sono neppure quelli su aspirina e cellulari, ma sono seri e per lo meno dimopstrano che crescere con due papà o due mamme non è un danno immediato ed evidente. C’è differenza tra come si nasce e come si cresce, se fosse obbligatorio che ad accudire un bambino debba essere la stessa persona che lo ha partorito che dire dell’usanza un tempo molto diffusa del baliatico? Ai nostri nonni allevati così non mi sembra sia accaduto nulla di grave.

                  • Giovanna says:

                    Berger stesso che dice che questi studi non reggono , che sono un bluff.
                    Conclusione cui può arrivare una qualsiasi mamma, anche con terza media !
                    E anche un qualsiasi papà, persino se laureato !
                    E’ vero, ripetiamo le stesse cose, la religione , l’ideologia religiosa e bla bla.. anche davanti alla realtà di bambini trattati come oggetti, strappati ai genitori APPOSTA, e addirittura senza porci il dubbio che anche un minimo dubbio porterebbe ad escludere questi esperimenti disumani sulla pelle dei bambini.
                    Un adulto se ne farà una ragione, se non facendo parte di una coppia uomo-donna dovrà rinunciare al bambolotto o al cagnolino umano !
                    Anche perché se questo desiderio di dare amore fosse autentico, e non egoistico, ci sono mille modi di dare amore al prossimo, di realizzarsi come persone, non a scapito di altri.
                    E invece no, i propri desideri vengono prima dei diritti del bambino a crescere con i propri genitori, un uomo e una donna, da quando esiste l’umanità ad oggi, per tutti i miliardi di bambini concepiti nei millenni.

                    • Giovanni Cattivo says:

                      Giovanna, ma non volevi discutere seriamente? In questo caso deviu almeno considerare l’ipotesi che la tesi contraria lla tua non sia evidentemente e palesemente errata.

                      A favore derll’omogenitorialità ci sono quasi cento studi, fatti da alcune delle migliori università del mondo, questo non ci assicura che siano corretti, che ci indichino il vero senza poissibilità di errore, ma non è serio dire che sono pèarte di un gomblotto.

                      Va bene criticarli, trovare i bias, farne altri, è il dibattito scientifico, ma almeno entriamo nel merito dando a questi studi lo stesso credito che si da a quelli su shale gas, medicinali e cellulari , per dire tre argomenti su cui le opinioni scintifiche sono tutt’altro che unanimi.

                      Io ne ho letti diversi, ho anche conosciuto una coppia di lesbiche con una bambina e credo che l’omogenitorialità possa funzionare, ma sono disposto a sentire discorsi contrari come quelli della Doilto.

                      Che però non porta studi e fatti, dice che si è sempre fatto così, che la psicologia è così, l’educazione così. Non mi pare un atteggiamento da scienziato, noi crediamo che esista un solo modo di fare le cose fino a quando qualcuno non ci dimostra che ne esistono altri.

                    • giovanna says:

                      Mi dispiace, non riesco nemmeno a prendere lontanamente in considerazione che un bambino possa crescere meglio privato del suo papà e/o della sua mamma, rinunciando per di più , APPOSTA, alla figura materna o paterna, di sicuro in interazione tra loro.
                      Abbiamo già detto mille volte che gli studi gay li consideriamo farlocchi, carta straccia, patacche.
                      E questo non perché siamo arretrati, ma perché siamo figli e siamo genitori.
                      La novità è che alcuni intellettuali in Francia riprendono queste cose banali, ovvie, per chiunque sia in buona fede:
                      “Uno psicanalista, Maurice Berger, prende poi in esame le ricerche che dovrebbero verificare se lo sviluppo dei figli di coppie omosessuali risente della loro condizione, con il risultato di considerare queste coppie poco “attendibili”, quasi tutte molto ideologiche: in sostanza dei bluff. E lo studioso conclude domandandosi come mai, stando così le cose, il principio di precauzione — a cui così spesso si ricorre in tutti gli ambiti — non debba applicarsi anche a questo “.

                      E ho postato l’articolo sulle conseguenze del divorzio sul corriere della sera per dare un esempio di quali articoli verranno giocoforza in futuro ( già le avvisaglie ci sono, nonostante le minacce gay ): alla domanda di come possa crescere bene un bambino con due gay si risponderà che con due gay è impossibile.
                      Come i bambini , oggi adulti, del divorzio dicono che non soffrire è impossibile e l’unico modo per evitare ai figli questa sofferenza è non divorziare, come chiunque sia vicino a qualunque bambino sa.

                      Poi, i tuoi ragionamenti sono pura propaganda, tu non hai in mente un bambino concreto, ma solo la tua battaglia, prezzolata o meno che sia.
                      A me fai lo stesso effetto che se volessi convincermi che la schiavitù è bella perché gli schiavi e i padroni stanno bene : non mi convincerai mai che un bambino comprato possa vivere come un bambino che cresce coi genitori, con una mamma e un papà.
                      Anche con milioni di studi, con milioni di testimonianze di padroni e schiavi felici : la schiavitù è una brutta cosa.
                      La novità è che in Francia qualcuno ha il coraggio di dirlo :

                      “Infine, la psicoterapeuta Catherine Dolto critica severamente ogni forma di gestazione per altri, considerandola una forma di produzione dei bambini che li rende oggetto di una transazione finanziaria: situazione orribile e possibile solo «in un contesto di mercantilizzazione del vivente mai sperimentato fino a oggi». La sua esperienza di studiosa dell’infanzia la porta a bocciare senza appello la possibilità di affittare l’utero, poiché è ormai ben noto che anche la fase intrauterina è decisiva nel formare la psiche del bambino e nel determinarne il processo di umanizzazione.

                      Anche Dolto vede in queste trasformazioni un pericolo per il futuro, a cui nessuno vuole rivolgere lo sguardo: «C’è un legame stretto e attivo — conclude la grande psicoterapeuta — fra la maniera in cui una società inquadra la gestazione e la prima fase della vita umana e l’evoluzione che i bambini così trattati faranno subire al quadro sociale. Non prendersi cura seriamente dei nuovi arrivati significa preparare una barbarie futura».

                    • Giovanna says:

                      Bè, se Giovanni cattivo ha anche conosciuto una coppia di lesbiche con una bambina ( e meno male che non hai scritto con una figlia, come di usa oggi, dato che il papà la bambina non lo può nemmeno nominare, non esiste e basta ) , allora siamo tutti più tranquilli !
                      Anche io ho conosciuto dei bambini, che ho avuto in affido, con situazioni familiari che disastrose è dir poco, e tutto sommato erano bambini all’apparenza tranquilli.., ma nella convivenza e nella confidenza reciproca veniva fuori di tutto e di più.
                      Di certo, potendo scegliere avrebbero preferito una famiglia normale, ma almeno non si sono trovati in famiglie disastrate per il diletto degli adulti, ma per destino !
                      Che poi sono gli stessi figli sfortunati che i gay vorrebbero poter adottare, manco nella vita non siano stati abbastanza sfortunati !

                      Poi, riguardo alla sperimentazione , non si fa e basta : ce l’ha comandato il medico di fare sperimentazioni sulla pelle dei bambini ?
                      Gli adulti si rassegneranno, come tutti ci dobbiamo rassegnare a non avere tutto e subito quello che ci salta in testa la mattina.
                      O no ?
                      ( che, forse, la schiavitù è stata abolita perché ci sono stati centinaia di studi che hanno dimostrato che gli schiavi stavano male ? per favore ! gli esseri umani non si comprano, gli esseri umani nascono da un uomo e una donna, gli esseri umani non si trattano come oggetti del desiderio, non occorrono studi , occorre un po’, proprio poco, di umanità )

              • Giannino Stoppani says:

                No.

          • Piero says:

            Eh,eh,eh, Bifocale insiste, quindi conferma che non sta a vedere se uno dice una cosa vera, ma solo se è coerente o credibile, per non ripetere l’esempio dello sbattere contro il muro, riprendo l’esempio di Q.B. Se a Bifocale un alcolizzato dice che bere fa male, lui non ci crede perchè (l’alcolizzato) si comporta in modo non coerente con quanto afferma…….Veramente moralista e bigotto…………

            • Giannino Stoppani says:

              E anche un tantino bischero.

            • Bifocale says:

              Ma bravi, ecco l’italietta che si merita il degrado (politico, sociale, economico) che stiamo vivendo. Conta quello che dici, non quello che fai davvero. Dunque seguendo questo bel concetto fanno benissimo i politici che dicono che rubare è sbagliato, ma poi lo fanno continuamente. L’elogio della doppiezza e della disonestà. E chi lo fa notare come comportamento inaccettabile viene bollato come moralista, bigotto e bischero. Complimenti.

              • Giannino Stoppani says:

                Ma caro Bifocale, non sei forse tu quello che citava l’evangelico “bruscolo in un occhio” che noialtri cristiani malefici guardiamo negli altri ignorando la trave nel nostro?
                Sei tanto in confidenza con le Sacre Scritture eppure ignori che nessuno è senza peccato (salvo naturalmente chi il concetto di peccato se lo manipola a suo uso e consumo) e a noi cristiani malefici è vietato giudicare?
                Meglio cento volte chi predica bene ma razzola male che chi predica il male e razzola peggio.

                • filomena says:

                  Questo lo dici tu, io per me stessa posso prendere qualsiasi decisione ma non decidere per gli altri cosa è giusto o sbagliato. I politici poi hanno una doppia responsabilità e cioè quella di essere da esempio, quindi non dovrebbero permettersi di essere incoerenti con le politiche che portano avanti (come pure la Chiesa che si arroga detentrice della morale), pena la decadenza da rappresentante dello Stato.

                  • giovanna says:

                    Ecco un altro esempio di discussione seria :
                    http://www.corriere.it/cultura/14_luglio_19/mi-ricordo-quel-giorno-divorzio-visto-bimbi-8bb93d2e-0ece-11e4-8e00-77601a7cdd75.shtml

                    Quanti anni dovremo aspettare, e intanto costringere a soffrire tanti bambini, per accettare le conseguenze dolorose sui figli dei genitori : nel caso dei bambini-schivi, del fatto di essere stati venduti dalla mamma e/o dal papà e cresciuti dai loro compratori, per di più dello stesso sesso ?

                  • Giannino Stoppani says:

                    Non ho capito bene cos’è che direi io:
                    che è meglio uno che predica bene ma razzola male di uno che predica male e razzola peggio?
                    Mi diverte un sacco sapere che siete capaci di darmi contro anche quando scrivo ovvietà lapalissiane!

                    • Piero says:

                      Non si può pretendere molto, certi interventi hanno sempre e soltanto come “fil rouge” il dare addosso alla Chiesa, ignorando le posizioni di un sacco di gente non credente che però ha opinioni simili (alla Chiesa).
                      Anche qui, nell’articolo non si menziona mai la religione e la Chiesa, sono laici non credenti quelli che parlano ma i nostri ineffabili amici ci devono sempre e comunque infilare i preti e la Chiesa. Che ci vuoi fare, d’altra parte era tutto previsto (da 2000 anni), lo sappiamo bene…….

              • Piero says:

                Eh caro Bifocale, inutile che metti in bocca agli altri cose mai dette, ognuno può verificare cosa c’è scritto nei post, dove mai è stato detto che “…fanno benissimo i politici a dire che rubare è sbagliato ma poi lo fanno continuamente…” ? Capisco che sei in difficoltà, ma l’invito è di provare a guardare se una cosa è vera o no indipendentemente da chi la dice, non sto a ripetere gli esempi, tutti li hanno capiti…. o quasi………………..

  6. Giovanni Cattivo says:

    @ Giovanna

    Oltre alla figlia (lo è anche biologicamente di una delle due) delle mie amiche ho conosciuto anche irampolli di famiglie tradizionali, eterosessuali e cattoliche che, prendendoci confidenza, tiravano fuori le peggio cose. Forse loro avrebbero preferito una famiglia fatta anche da due uomini, ma che gli desse più amore di quello che avevano ricevuto.

    Il punto è che NON C’E’ un parametro con il quale o senza il quale le cose per un figlio vanno necessarimente bene o male. E ti inviterei a smetterla di battere sul tasto dell’egoismo. A parte il fatto che se ti sentisse la figlia delle mie amiche chiamare i bimbi come lei “cagnolini” e “bambolotti” ti tirerebbe in testa tutte le sue bambole, chi stigmatizzerebbe come “atto di egoismo” fare un figlio a Gaza oggi? Eppure crescerà in una situazione non certo ideale, no?

    Fare un figlio è sempre un atto di egoismo e di altruismo insieme. Si investe sulla propria vita e si propaga la specie.

    • Giovanna says:

      Senti Giovanni Cattivo, io dico bambolotti o gattini riferendomi al fatto che quella figlia è stata comprata !
      Non mi importa niente anche se mi tirano addosso la casa, un fatto è un fatto: è stata comprata come una bambola, come un gattino, privata del padre , comprata dal padre ! E anche se fosse stata regalata dal padre, non cambierebbe niente: si regalano le bambole, si regalano i gattini !
      Poi, per favore, dire che al mondo ci siano figli sofferenti è di una banalità incredibile e dire che quei figli sofferenti sarebbero stati meglio con due uomini o due donne…bè, non si può scendere così in basso nella discussione !
      Ti ho appena detto che ho conosciuto da vicino, negli anni, la situazione dei bambini dati in affido dal tribunale dei minorenni : di tutto avevano bisogno tranne che di vivere don due gay, dato che il loro principale bisogno, che purtroppo la vita aveva loro negato , era di crescere con un papà e una mamma.
      Tanto che mi colpiva sempre il loro attaccamento non a me o a mio marito, ma proprio a tutti e due come genitori : ci volevano sempre insieme, come , d’altronde tutti i bambini del mondo.

      Poi, toglimi una curiosità .
      Le tue amiche lesbiche hanno detto alla bambina chi sia la madre ? No, perché più di una volta ho letto che non lo comunicano, anzi se le figlie sono due, una per una, non dicono di chi sia figlia chi: una vera crudeltà. Queste sfortunate creature DEVONO essere figlie di due madri.
      Infine , dato che un bambino nasce necessariamente da un uomo e una donna (scommetto che è successo anche a te, benché suppongo che se tua madre ti avesse venduto a due uomini , per te sarebbe stata una passeggiata di salute) , dire che non ci sia un parametro su cosa sia meglio per lui è di una assurdità pazzesca.

      “Infine, la psicoterapeuta Catherine Dolto critica severamente ogni forma di gestazione per altri, considerandola una forma di produzione dei bambini che li rende oggetto di una transazione finanziaria: situazione orribile e possibile solo «in un contesto di mercantilizzazione del vivente mai sperimentato fino a oggi». La sua esperienza di studiosa dell’infanzia la porta a bocciare senza appello la possibilità di affittare l’utero, poiché è ormai ben noto che anche la fase intrauterina è decisiva nel formare la psiche del bambino e nel determinarne il processo di umanizzazione.”

      Certo che ti devono pagare bene ( non hai mai smentito di essere stipendiato ), perché ti vedo molto in difficoltà, sei costretto a ripetere la solita solfa contraddetta dalla faccia di tua figlia e dalla figlia del marito scaduto della tua compagna attuale , ma non ci credi nemmeno tu.
      O vorresti mettere nero su bianco che lasceresti tranquillamente che le bambine siano cresciute dalle tue amiche lesbiche, senza figura paterna, anzi col consenso del padre , dato che tu, come figura paterna, sei assolutamente insignificante e ininfluente ?

      • Giovanna says:

        Scusa, un piccola aggiunta, perché proprio non riesco a passare sopra a quello che hai scritto !
        Dunque, se è vero ciò che racconti, tu ti ritrovi vicino a dei ragazzi con gravi problemi in famiglia, che si confidano con te , e tu , invece di immedesimarti nei loro problemi, magari cercare di aiutarli, pensi tra te e te, che invece che col loro papà e con la loro mamma, con tutti i loro limiti, sarebbe stato meglio per loro crescere con due gay o due lesbiche !
        Meglio ancora, se il padre o la madre li avessero venduti !
        Certo, una ciotola d’acqua, una ciotola di cibo, qualche carezza, tanti soldi e ci liberiamo di mamma e papà in modo indolore !
        Eddai, ma come fai a scrivere una roba simile ?

        (l’hai letto l’articolo sul Corriere su come i figli piccoli vivono il divorzio dei genitori ? le assonanze con lo scenario superficiale che prefiguri tu sono lampanti )

        • Giovanni Cattivo says:

          Io non ho parlato di ragazzi, ma di figli, magari sono miei coetanei, amici o ex fidanzate.

          Comunque ribadisco il concetto: se una coppia di uomini avesse dato loro più amore della famiglia tutta casa e chiesa da cui provengono loro sarebbero stati più contenti. Sono pronto a scommetterci,

          Se il caso che conosco meglio avesse avuto come genitori due uomini appena normali sarebbe stata molto meglio e molto più felice che con quello psicopatico del padre (autorevole membro del consiglio parrocchiale) e quella depressa della madre ( dama di carità vincenziana) . Per lei una famiglia gay, ma composta da persone equilibrate e serie sarebbe stata un ENORME VANTAGGIO.

          • Giovanni Cattivo says:

            PS Giovanna ma tu ai tuoi figli gli dai da bere e da mangiare nelle ciotole?

            • giovanna says:

              Mamma mia, non riesco proprio a credere a quello che hai scritto : prova a chiedere ai tuoi amici o alle tue fidanzate scartate ( nel modo che hai così brillantemente descritto , dopo averle “provate ” !)
              se sarebbe stato meglio per loro essere venduti dai genitori e crescere con due uomini o due donne ?
              Magari, in caso di abusi, sarebbe stato meglio per loro crescere in un ‘altra famiglia, come ce ne sono a migliaia disponibili , ma essere venduti e crescere con due uomini o due donne gay…
              non si può scrivere una roba simile !
              Sono tue congetture veramente ideologiche e gratuite, tanto per aprire la bocca !
              D’altronde, se i genitori sono semplici allevatori, chi sono sono, basta un po’ di cibo e di affetto e tanti soldi, allora si mettono i figli sullo stesso piano di gattini e i nostri gatti mangiano nelle ciotole !

              Poi, di nuovo con la storia della parocchia ecc ecc : non mi sono mai addentrata in simili discorsi, il diritto di un bambino è di crescere col suo papà e la sua mamma, è la condizione migliore per lui, che siano cattolici o musulmani o comunisti o i genitori più poveri del mondo.
              E non ci credo, nemmeno se lo dici mille volte, che potresti essere così disumano da credere VERAMENTE che tua figlia potrebbe crescere tranquillamente con due lesbiche, rinunciando tranquillamente a te, anche se non ti avesse mai conosciuto, anche se tu l’avessi venduta loro !

              Comunque , direi che abbiamo appurato che ti pagano bene, lavoro di scrivania, possibilità di cazzeggiare, qualche ricerca sui siti gay , lettura di ricerche farlocche e dati campati per aria, coinvolgimento zero…certo, io non lo farei manco per dieci milioni di euro.
              Al futuro dei miei figli ci tengo , più che ai soldi.

              “C’è un legame stretto e attivo — conclude la grande psicoterapeuta — fra la maniera in cui una società inquadra la gestazione e la prima fase della vita umana e l’evoluzione che i bambini così trattati faranno subire al quadro sociale. Non prendersi cura seriamente dei nuovi arrivati significa preparare una barbarie futura”

              Si è capito che questo articolo mi è piaciuto tantissimo ?
              Dice con linguaggio più alto quello che ogni mamma e ogni papà e ogni bambino sanno da sempre e dà speranza a chi ha figli, a chi tiene al futuro di tutti i figli, che non ci si debba necessariamente arrendere alla barbarie.

              • Giovanni Cattivo says:

                Lo farò la prima volta che la rivedo, ma so già la risposta: avrebbe preferito essere allevata da una coppia di ornitorinchi che da un funzionario pubblico alcoolizzato e corrotto a cui interessava solo al moralità pubblica mentre coltivava vizi privati tipo menare la moglie.

                Inoltre un bambino che nasce con la fecondazione assitita non viene affatto venduto, nel caso della donazione di gameti è figlio biologico di uno dei componenti della coppia e nasce normamente. Nel caso di maternità surrogata la cosa va valutata con molta più attenzione, ma non è diversa dalla pratica di adozione alla nascita che le suore delle Magdalene facevano (anche loro dietro compenso) con i figli delle “peccatrici”. Di casi di abbandono alla nascina ce ne sono stati diverse centianaia l’anno scorso solo in Nord Italia. Gli studi longitudinali dimostrano che questo tipo di adozione è quello che riesce meglio, Ed è anche ovvio.

                Sul fatto se un mio figlio potrà crescere con due lesbiche ti dico di più, appena sarà pronto il regolamento mi offrirò volontario come donatore di sperma a titolo gratuito, quindi forse succederà davvero.

                PS è l’utima volta che ignoro le provocazioni.

                • Giovanna says:

                  Per sostenere le tue tesi sei costretto a giocare con le parole : nella donazione di gameti…e che sono i gameti…non è il proprio patrimonio genetico che con la fecondazione dà alla vita un figlio? Di chi è figlio il bambino nato biologicamente dalla lesbica ? Ha un padre ( ha un padre, tu stesso dici che TUO FIGLIO crescerà forse con due lesbiche, non dici che i tuoi gameti cresceranno con due lesbiche, ammetti di voler REGALARE un figlio !!!) che lo ha donato, lo ha venduto, se ne è fregato del suo destino !
                  Lo ha abbandonato ! Come dichiari di voler fare tu !
                  E allora, se non c’è una base comune, umana su cui ragionare, se veramente per te essere donatore di sperma è una cosa all’altezza della tua umanità, di quella dei tuoi figli presenti e futuri , almeno siamo giunti ad una conclusione: non è questione di studi farlocchi, ma di una visione dell’uomo, che poi è il contenuto dell’articolo.
                  Io spero per te che scrivi ‘ste robe per mangiare e non lo dico per offenderti ( benché in precedenza tu sia stato una delle persone più offensive, colpendo proprio la persona, a titolo completamente gratuito, quante volte mi hai dileggiato dandomi dell’alcolizzata e malata di mente, sempre a proposito di umanità ? ), ma per trovare una spiegazione plausibile, sebbene a mio pare comunque meschina, a tanta faciloneria sulla pelle altrui.
                  E anche quell’esempio dei figli delle peccatrici : che, le suore le facevano mettere incinte apposta ?
                  Ma che cavolo di esempi a vanvera tiri fuori ??? Sono dei veri boomerang !
                  E ora, messo all’angolo, vai con le offese pesanti e personali, come hai minacciato e come sei solito fare !
                  Ti anticipo che le medicine le ho prese e il bicchierino me lo sono fatto, contento ?
                  Alla faccia degli alcolizzati e dei malati di mente che soffrono su questa terra, mentre tu ti diverti come un avvoltoio alle loro spalle.
                  ( e intanto, non dici niente dell’articolo del Corriere, vero? tra qualche decina d’anni parleranno della loro sofferenza i tuoi figli e quella ricca ciotola che le padrone daranno loro si rivelerà una ciotola amara )

                  • giovanna says:

                    Questa è l’ultima, lo prometto !
                    Mi è piaciuto ( si fa per dire ) il riferimento alla coppia di ornitorinchi : Conferma in pieno il paragone dei bambini con dei cuccioli di animali, che se sono allevati dal loro papà e dalla loro mamma, o da due uomini o due donne, o da due ornitorinchi, è lo stesso .
                    Come animali, appunto, cui basta una ciotola di cibo, una d’acqua e qualche carezza e anche una coppia di ornitorinchi può tirarli su.

                  • Giovanni Cattivo says:

                    Appena sarai riemersa dalla valle di lacrime in cui ti sei infilata vorrei dirti una cosa: i figli avuti dalla fecondazione assistita sono abbandonati solo nella tua testa.

                    Hanno due genitori a volte due mamme, a volte due papà più spesso un papà e una mamma. Non sono stati concepiti per caso. sono stati fortemente voluti, con ogni probabilità saranno molto amati e seguiti. Non è scontato per tutti i bambini. Però è importante, più importante del sesso dei genitori. Lo dicono tutti quelli che hanno a che fare con il problema, se non lo vuoi sentire ce ne faremo una ragione.

                    I figli concepiti copn i miei gameti non sono e non saranno mai figli miei. Un figlio è di chi lo ama e lo alleva Non sarò io a metterli a letto con la canzoncina e la favola come faccio con le mie bimbe, una figlia mia e l’altra solo della mia compagna e che io considero entrambe come carne della mia carne. Se da grandi vorranno conoscermi (forse la legge lo permetterà) che cavolo volete che cambi nella mia e nella loro vita? Che cavolo avremmo da dirci? “Ciao bello, sono metà del tuo patrimonio genetico! Dammi uno sguardo, forse sarai così da vecchio: tenderai ad ingrassare, ma non perderai i capelli, quindi fai sport e mangia verdure!”

                    Sui figli di divroziati l’articolo non dice niente di nuovo, il divorzio è un lutto, uno dei tanti a cui la vita ti mette di fronte. Che sia peggio di avere i genitori separati in casa o che si tirano i piatti non lo credo proprio. E non lo credo la gran parte del mondo.

                    • giovanna says:

                      Peccato che ti sia scappato dalla tastiera:
                      “Sul fatto se un MIO FIGLIO potrà crescere con due lesbiche ti dico di più, appena sarà pronto il regolamento mi offrirò volontario come donatore di sperma a titolo gratuito, quindi forse succederà davvero “.
                      Succederà davvero che un tuo figlio sarà cresciuto da due lesbiche , non che donerai il tuo sperma, come si dona il sangue.
                      A volte la realtà è testarda, non guarda alla pagnotta o all’ideologia che ti fanno rettificare: carta canta.
                      Certo che nella rettifica dai una immagine della paternità, e di te stesso quindi, se è vero che sei padre, così svilita da far venire i brividi.
                      ( riguardo al fatto che questi disgraziati figli siano stati commissionati e dunque fortemente voluti sono d’accordo con te , come si vuole fortemente un cane, una certa auto, basta aprire il portafoglio o magari qualcuno il cane te lo regala pure ).

                      L’articolo sul divorzio dimostra che tutte le centinaia di studi che dimostravano che per i figli è meglio il divorzio, piuttosto che tirarsi i piatti ( e comunque, dato che si parla di adulti, non credo sia obbligatorio tirarsi i piatti e questa è una precisa responsabilità dell’adulto ) vanno a cozzare con l’immenso dolore dei figli, molto più reale degli studio farlocchi.
                      Dolore che non tira in ballo la religione o i costumi del mondo attuale, ma semplicemente , alla domanda dei coniugi su come non far soffrire i figli col divorzio, si risponde : non divorziando.

                      E così i tuoi studi farlocchi si scioglieranno come neve al sole davanti ai futuri adulti che un giorno saranno liberi di gridare il loro dolore, di essere nati da padri che li hanno regalati e cresciuti senza una figura paterna. E già qualche avvisaglia si vede, ma occorre un minimo sindacale di umanità per vederla. A dire il vero un uomo vero sarebbe in grado già da subito di capirne la barbarie.

                      “Uno psicanalista, Maurice Berger, prende poi in esame le ricerche che dovrebbero verificare se lo sviluppo dei figli di coppie omosessuali risente della loro condizione, con il risultato di considerare queste coppie poco “attendibili”, quasi tutte molto ideologiche: in sostanza dei bluff. E lo studioso conclude domandandosi come mai, stando così le cose, il principio di precauzione — a cui così spesso si ricorre in tutti gli ambiti — non debba applicarsi anche a questo”.

  7. Giovanni Cattivo says:

    Giovanna ho scritto mio figlio per rispondere ad una tua affermazione che usava quel termine , comunque io sui figli solo biologici la penso così, se la vuoi capire bene, sennò ti attacchi:
    un figlio nato dai miei gameti donati potrebbe prendere da me alcune caratterstiche positive : gli occhi azzurri, un cuore bradicardico e il carattere calvizie recessivo. Compensate da altre negative come la miopia congenita e la tendenza ad incanutire relativamente presto. Quante caratteritiche positive o negative erediterà dipenderà dalla lotteria dei cromosomi.

    Ma se sarà felice o infelice, se farà cose buone o cattive nella vita dipenderà da altre persone. Non vedrò i suoi compleanni e non verrà nel mio letto se ha paura, non strillerà con me per uscire la sera. Come potrei considerarmi suo padre? Viceversa mi considero del tutto genitore di una bimba che non è geneticamente mia, ma di cui mi occupo da quando lei aveva tre anni e che da quando ne aveva nove vede me tutti i giorni e il padre biologico tre volte l’anno in media.

    Sui divorzi scopri l’acqua calda, la famiglia migliore per crescere un bambino è quella dove c’è amore e serenità. Grazie. Ma non succede sempre e quindi la domanda giusta è: è meglio per i bambini un divorzio o una situazione di tensione o da separati in casa? Che la happy family dei film americanio sia meglio di entrambe le situazioni è ovvio. Solo gli interessati possono dare una risposta secondo me.

    Ora rispondi tu ad una domanda: far nascere un figlio oggi a Gaza o in Iraq, con la certezza che vivrà in una situazione tremenda è un atto di egoismo?

  8. Giovanni Kativo says:

    Giovanna ho scritto mio figlio per rispondere ad una tua affermazione che usava quel termine , comunque io sui figli solo biologici la penso così, se la vuoi capire bene, sennò ti attacchi:
    un figlio nato dai miei gameti donati potrebbe prendere da me alcune caratterstiche positive : gli occhi azzurri, un cuore bradicardico e il carattere calvizie recessivo. Compensate da altre negative come la miopia congenita e la tendenza ad incanutire relativamente presto. Quante caratteritiche positive o negative erediterà dipenderà dalla lotteria dei cromosomi.

    Ma se sarà felice o infelice, se farà cose buone o cattive nella vita dipenderà da altre persone. Non vedrò i suoi compleanni e non verrà nel mio letto se ha paura, non strillerà con me per uscire la sera. Come potrei considerarmi suo padre? Viceversa mi considero del tutto genitore di una bimba che non è geneticamente mia, ma di cui mi occupo da quando lei aveva tre anni e che da quando ne aveva nove vede me tutti i giorni e il padre biologico tre volte l’anno in media.

    Sui divorzi scopri l’acqua calda, la famiglia migliore per crescere un bambino è quella dove c’è amore e serenità. Grazie. Ma non succede sempre e quindi la domanda giusta è: è meglio per i bambini un divorzio o una situazione di tensione o da separati in casa? Che la happy family dei film americanio sia meglio di entrambe le situazioni è ovvio. Solo gli interessati possono dare una risposta secondo me.

    Ora rispondi tu ad una domanda: far nascere un figlio oggi a Gaza o in Iraq, con la certezza che vivrà in una situazione tremenda è un atto di egoismo?

    • Giovanna says:

      I figli sono sempre nati, in guerra e in pace, ma venduti è un’altra cosa, si chiama schiavitù.

      • Giovanni Cattivo says:

        No si chiama amore, ce ne è tanto in una maternità surrogata, solo i bigotrti ne sono totalmente privi.
        PS prova a dire alla figlia delle mie amiche che è un bambolotto, un cagnolino, una schiava. Ringrazierai che è una femmina, le Barbie sono molto meno dure dei Gormiti, fan meno male quando te le tirano in testa

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