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Ma sono Iene, avvoltoi o conigli? Replica sulla vicenda Stamina e il servizio di Giulio Golia

aprile 8, 2013 Leone Grotti

Le Iene accusano tempi.it di dire «bugie» e «inesattezze» sulle cellule staminali e le cure compassionevoli di Stamina. Vediamo un po’ chi racconta balle

Chi dice balle, Le Iene o tempi.it? Venerdì sera la iena Giulio Golia in un servizio della celebre trasmissione ha attaccato un nostro articolo. Qui il servizio andato in onda durante la trasmissione e qui l’articolo “incriminato”. Bene, facciamo un po’ di ordine, per mostrare ai nostri lettori cosa ci sia in ballo in questa storia, come fanno informazione Le Iene e come la fa tempi.it.

PIAZZA DEL PAESE. «Io credo che Le Iene abbiano fatto un pessimo servizio all’informazione, perché inducono il pubblico a pensare una cosa non vera: ossia che ci sia qualcuno pronto a curare tutti i mali e un mondo di cattivi». Il professore Paolo Bianco, direttore Laboratorio staminali del dipartimento di Medicina molecolare alla Sapienza di Roma, ha colto nel segno criticando l’informazione sulle cellule staminali e i trattamenti di Stamina divulgata dalle Iene con un «linguaggio da piazza del paese». E loro se la sono presa sul personale: hanno fatto spallucce, poi ironizzato e infine negato, insistendo con Giulio Golia che «non abbiamo fatto altro che raccontare la storia di Gioele, Celeste, Sofia». Le cose però non stanno proprio così.

IENE CONTRO NATURE. Sofia è attualmente in cura con Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, che sostiene di «avere una cura a base di cellule staminali che porta alla guarigione». Le prime infusioni di staminali, che hanno fatto registrare dei miglioramenti nei pazienti, erano state vietate dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) prima dell’intervento del ministro Balduzzi che con un decreto ha autorizzato il trattamento. Nel servizio di venerdì 5 marzo Giulo Golia racconta che l’Aifa aveva «portato al blocco della cura compassionevole», che «a un certo punto è stata interrotta». Rispondendo alle accuse di Nature (la più importante e autorevole rivista mondiale in campo scientifico) afferma che «le critiche sono sempre ben accette ma chi ci attacca non sempre riporta informazioni esatte. Noi, Celentano e tanti altri non abbiamo mai chiesto di ammorbidire le leggi che regolano l’uso delle cellule staminali in Italia, al contrario abbiamo semplicemente raccontato ciò che chiedevano con forza le famiglie, cioè che si continuassero a rispettare le leggi e le regole esistenti che avevano consentito l’inizi delle cure compassionevoli».

UNA PICCOLA SVISTA. Ma prese dal «semplice racconto» Le Iene si “dimenticano” di dire “perché” l’Aifa ha bloccato i trattamenti, cioè perché «il laboratorio (…) dove il materiale biologico viene preparato e manipolato è assolutamente inadeguato», «non è disponibile alcun protocollo o resoconto di lavorazione», «non è disponibile alcun certificato di analisi», «i medici che iniettano il prodotto nei pazienti non risultano essere a conoscenza della vera natura del materiale biologico somministrato», «non risultano essere disponibili specifici pronunciamenti del Comitato Etico sul rapporto favorevole fra i benefici ipotizzabili e i rischi prevedibili del trattamento», eccetera. Per non rendere più complesso il «semplice racconto» si dimenticano di dire che una cura compassionevole, anche se non del tutto sperimentata, per essere legale deve dare prova di non essere dannosa per i pazienti. Il problema, come ricordava il presidente di AriSLA Alberto Fontana a Tempi, è che «i ricercatori di Stamina non hanno mai rivelato quali scale usano per valutare i miglioramenti nelle persone , né come trattano le cellule staminali, né che risultati hanno avuto in precedenza». Come affermava anche Francesca Pasinelli di Telethon: «Noi non abbiamo niente contro Stamina, perché non ne sappiamo niente. E non lo conosciamo perché Stamina non mette a disposizione della comunità scientifica i dati ottenuti e le tecniche impiegate».

DIFESA INOPPUGNABILE.  Golia si dimentica di affrontare questo problema e per dimostrare che quelle di Bianco sono volgari accuse prive di fondamento e che non è vero che Le Iene «inducono a pensare che ci sia qualcuno pronto a curare tutti i mali e un mondo di cattivi», afferma nel servizio: «Da una parte ci sono le famiglie, tanta gente sul web che addirittura è scesa in piazza a protestare e anche personaggi pubblici come Celentano, Pieraccioni, Fiorello, tutti per il diritto delle famiglie di proseguire una terapia compassionevole già iniziata», sottinteso i buoni, «dall’altra parte un gruppo di rappresentanti della comunità scientifica molto critico verso il metodo Stamina e anche verso il ministro Balduzzi», sottinteso i cattivi.

ANCORA UNA SVISTA. Per difendersi agli occhi dell’opinione pubblica, Le Iene raccontano anche che gli sono state rivolte delle critiche da tempi.it. E contrattaccano. Ovviamente, si guardano bene dall’entrare nel merito del problema, come ricorda ancora Elena Cattaneo, direttore del centro di ricerca sulle staminali dell’Università di Milano: «Io soffro per queste famiglie a cui stanno dando speranze non giustificate. Potrebbero esserci effetti collaterali anche molto gravi. Noi non lo sappiamo. Io ogni giorno mi sottopongo al giudizio della comunità internazionale, comunicando dati, procedimenti e risultati con trasparenza e rigore. Stamina invece non mette a disposizione niente di tutto ciò». Il problema, insomma, è che «mancano i requisiti richiesti dalla legge» che servono a tutelare i pazienti e a non rischiare che vengano trattati come cavie, «sfruttando la disperazione delle famiglie», come scritto anche fuori dall’Italia da El país.

CONTRATTACCO. Le Iene non parlano di queste quisquilie ma si concentrano su due aspetti molto importanti, parlando del nostro articolo come di «capolavoro dell’informazione» e ricordando evangelicamente che «le bugie non si dicono». Due le cose contestate: le dichiarazioni di Alberto Fontana secondo cui Le Iene «anni fa pubblicizzavano i trattamenti miracolistici in Cina e Thailandia incentivando i viaggi della speranza» e un’altra «inesattezza» contenuta nel nostro articolo, dove si affermava: «Giulio Golia ha anche giocato un brutto scherzo alla fondazione Telethon, costringendoli con un “agguato” a un incontro faccia a faccia con Davide Vannoni. Senza preavviso Le Iene hanno fatto entrare Vannoni nella stanza dove era intervistato Alberto Fontana», che è anche membro di Telethon, «senza preavviso».

IL PREAVVISO C’ERA ECCOME. Che fosse «senza preavviso», contestano Le Iene, «è assolutamente falso». Eh già, proprio così. Durante l’intervista infatti Golia la butta lì all’improvviso: «Se vi proponessimo un incontro con Stamina? Noi stamattina dovremmo incontrare Vannoni, se lo chiamassi e lo facessi venire qua?». Secca la risposta di Fontana: «Io non sono uno scienziato e avrei qualche problema di dialogo specifico». Ma Golia insiste, sempre con la telecamera puntata in faccia a Fontana come una spada di Damocle, chiama Vannoni e poi chiede: «Tra dieci minuti può essere qua». Come dare torto alle Iene? Loro il preavviso l’hanno dato: Fontana, senza possibilità di tirarsi indietro per via della telecamera puntata, ha avuto ben dieci minuti per prepararsi a un incontro con Vannoni nonostante avesse appena dichiarato di non essere uno scienziato. E questo sarebbe un preavviso? Se non volete chiamarlo agguato, chiamiamolo allora “agguato con preavviso”.

CRITICA FEROCE. C’è poi la critica delle cure miracolistiche in Cina e Thailandia, e anche qui bisogna precisare qualcosina sull’informazione by Iene. «Non è affatto vero», ribatte Golia, che le hanno sponsorizzate perché tra il 2009 e il 2010 hanno intervistato tre persone a favore ma ben quattro contro e hanno sempre sottolineato l’alto costo del trattamento. Loro hanno usato il loro solito metodo: a qualcuno è andata bene, a qualcuno male, voi pensatela come volete, noi intanto vi facciamo conoscere questa possibilità, definita in un servizio delle Iene stesse dal professore Gianvito Martino, direttore divisione Neuroscienze IRCCS del San Raffaele, «una speculazione straordinaria sulla sofferenza». E Le Iene, che di speculazione se ne intendono, sono corse subito a dare conto di come questa speculazione a tre persone avesse fatto bene e a quattro male. Una critica spietata, insomma.

AVVOLTOI O CONIGLI? Ma ora Le Iene, sottolinea Golia, si occupano di «cure compassionevoli gratuite in strutture pubbliche italiane previste dalla legge e autorizzate da giudici italiani». Ancora una volta non si parla del perché l’Aifa le aveva bloccate. Non proprio un comportamento da iene, insomma. Più che altro da avvoltoi. O da conigli, se preferite.

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48 Commenti

  1. MICHELA says:

    IO VORREI DIRE A TUTTI QUELLI CONTRO STAMINA UNA COSA SOLA: NESSUNO HA GRIDATO AL MIRACOLO , NE’ CHE QUESTI BIMBI AVRANNO LUNGA VITA.,….. E’ POSSIBILE ANCHE CHE MORIRANNO IN BREVI PERIODI PERCHE’ NON CI DIMENTICHIAMO CHE SONO MALATI TERMINALI CON MALATTIE GRAVISSIME CHE OGNI GIORNO UCCIDONO QUALCOSA DI LORO ……QUI SI PARLA BIMBI A CUI NESSUNA SCIENZA HA DATO UNA CURA (altrimenti oggi non staremo qui a parlarne !!!) SE NON QUELLA DI TORNARE A CASA E ASPETTARE CHE MUOIANO TRA MILLE AGONIE E DOLORI, QUINDI Davide Vannoni PROPONE LORO UNA CURA COMPASSIONEVOLE , UN ULTIMA SPERANZA , UN AIUTO FORSE A BLOCCARE UN Pò LA MALATTIA…….NON HA MAI DETTO DI FARLI TORNARE A CORRERE NEI PRATI (MAGARI FOSSE !!) QUINDI NON CAPISCO PERCHE’ TANTA CATTIVERIA NEL CONTRASTARE QUESTO METODO….E’ MEGLIO SOMMINISTRARE LORO IMMUNOSOPPRESSORI E MORFINA (COME SUGGERISCONO I SAGGI CHE STATE DIFENDENDO ??) E ACCOMPAGNARLI AD UNA DOLCE MORTE ????? COMPLIMENTI !!! FARESTE QUESTO AI VOSTRI FIGLI !!! VI RICORDO CHE TUTTI I BAMBINI APPARENTEMENTE SANI POSSONO DA UN MOMENTO ALL’ALTRO MANIFESTARE QUESTE MALATTIE ,QUINDI GUARDATE I VOSTRI FIGLI E PENSATE COSA SARESTE DISPOSTI A FARE PER LORO IN QUELLE SITUAZIONI !!! SCEGLIETE LA MORFINA O UNA SPERANZA SENZA FARMACI , SENZA CONTROINDICAZIONI , E CHE FINO AD ORA HA DATO DEI PICCOLI RISULTATI POSITIVI ??? ……………..TENENDO SEMPRE BEN IN MENTE CHE SONO MALATTIE TERMINALI !!!!

    • franco says:

      Quindi per lei, che ha sottolineato più volte che sono bimbi, quindi PERSONE con una sensibilità maggiore a quella di noi adulti e indifesi più di ogni altro, sarebbe d’accordo se li spariamo in testa…tanto muoiono sentendo un minimo dolore, anzi provi con la ghigliottina lì l’assenza di dolore è assicurata, certamente meno dolorosa della pistola !? Invece lei la parola Speranza non la conosce?

      • Derf says:

        Qui non si parla di “speranza”, si parla di un truffatore che frega decine di migliaia di euro a genitori disperati con una cura che non funziona. Nel frattempo le iene si fanno audience e pubblicità passando per paladini del bene.

        • Fabio says:

          le cure stamina sono gratuite sia per l’utente che per il SSN. Informarsi mai eh

          • Derf says:

            NON E’VERO. Vannoni chiedeva “donazioni” da decine di migliaia di euro che i genitori disperati pagavano, inoltre è già indagato per lo stesso crimine relativo ad un’altra truffa. Informati, eh…

    • Mah says:

      Signora mia.
      1) Se scrive in maiuscolo la sua opinione non sembra più vera, sembra solo che stia urlando e che sia maleducata.
      2) Scommettiamo che la gente come lei, nel momento in cui una di queste cure sperimentali farà del male ad un paziente (e prima o poi succederà, statisticamente), andrà in giro a crocifiggere chi l’ha fatta somministrare senza prima controllare che non ci fossero problemi? Va bene somministrare le cure “caritatevoli” ai bambini, specie se terminali, ma smettiamola di fare disinformazione del cavolo e mettiamo bene in chiaro una cosa: i bimbi a cui vengono dati farmaci sperimentali sono di fatto CAVIE. E come tali sono esposti a rischi.
      PS: è evidente che lei non ha capito il senso dell’articolo.

      • Giulio Dante Guerra says:

        E’ chiaro che tutti questi “pro-Iene e pro-Vescovi” semplicemente non vogliono capire. Ecco che cosa avevo risposto,in un precedente articolo su questo argomento, ad una signora che mi aveva accusato di “collusione” con non ricordo neanche più quali interessi delle multinazionali del farmaco, o qualcosa di simile. Risposi:
        Non mi sono arrampicato sugli specchi. Ho solo detto che non si può paragonare Vannoni a Gesù Cristo, come aveva fatto Babini. Se permette, signora, io non ho nessun interesse a guadagnare proprio su niente. Sono un chimico, Primo Ricercatore del CNR in pensione, che per circa trent’anni ho fatto ricerche sui materiali biocompatibili e/o bioriassorbibili, che sarebbero potuti servire per fabbricare protesi, soprattutto d’osso, apparati per il rilascio controllato di farmaci nell’organismo, e simili. Dico “sarebbero”, perché, purtroppo, tutte le mie ricerche sono rimaste “sulla carta”, grazie anche al disinteresse di quelle industrie, con le quali lei mi accusa d’essere colluso. Sono anche diabetico dal lontano 1954 (8 anni non ancora compiuti), e da allora vivo facendo iniezioni d’insulina (oggi, ben 4 al giorno). Lascio perdere quel che ho dovuto soffrire da medici che anteponevano le loro teorie sul diabete ai dati sperimentali, e passo invece a ricordare quel che mi accadde, quando, nel 1971, un mio amico mi magnificò i “risultati” di un oscuro medico della periferia romana, che aveva, a suo dire, trovato una “cura definitiva” per il diabete, naturalmente “misconosciuta dalla medicina ufficiale”… Per dirla in breve, ci credetti, andai da quel medico, e per poco la sua “cura miracolosa” non mi riduceva in fin di vita! Grazie a Dio, tornai in tempo ad affidarmi alla terapia “ufficiale” dell’insulina, ed oggi compirò, la vigila di Santa Croce di quest’anno, 67 anni senza troppe complicazioni del diabete. Credo di avere sufficienti ragioni personali per diffidare delle “terapie non ufficiali”. Grazie d’aver avuto la pazienza per leggermi.
        Credo proprio che avessi portato anche un esempio concreto, e per di più personale. Chi sa se qualcuno ebbe veramente la pazienza di leggermi. Di sicuro non seppe trovare nessun argomento contrario.

        • Giulio Dante Guerra says:

          Rettifico: ho scritto “pro-Vescovi”, volevo scrivere “pro-Vannoni”. Per fugare ogni equivoco scrivo qui “pro-Stamina”.

        • tedebus says:

          Professore, con rispetto parlando, dovrebbe provare disprezzo per coloro che criticano a priori qualcosa, che non vogliono documentarsi a dovere e lasciano tutto sulla “carta”, proprio come è accaduto a Lei per primo. Proprio non la capisco.
          E poi, diciamolo, una terapia presso una struttura ospedaliera dove è possibile reperire tutta la documentazione del caso (basta volerlo) confrontata con “l’oscuro medico” della periferia romana consigliata da un amico nel 71… non sembra essere proprio un esempio calzante a dovere, non crede forse?

          • Giulio Dante Guerra says:

            La terapia in questione – per l’esattezza un’autoemoterapia – era praticata, all’epoca, anche nell’ospedale di Tirano (SO). Probabilmente, se invece di farmi andare a Roma a casa sua, l’oscuro medico mi avesse consigliato di farmi ricoverare a Tirano, le cose sarebbero andate diversamente. Probabilmente il Prof. Straneo, primario nell’ospedale medesimo, ascoltata l’anamnesi del mio diabete, ne avrebbe dedotto che la sua terapia – basata sulla rimozione degli anticorpi provocati dalle insuline animali allora in uso, e ideata inizialmente per il diabete “secondario”, o “iatrogeno”, causato negli schizofrenici curati con l’insulinoshock – non poteva risolvere il mio diabete, originato dai danni provocati alle isole di Langerhans dal morbillo. E mi avrebbe rispedito a farmi curare con l’insulina dai diabetologi di Pisa. Ma se anche lui, invece, avesse insistito con l’autoemoterapia, allora, mi dispiace per l’ospedale di Tirano, sarebbe stato un Vannoni ante litteram.

            • Tedebus says:

              Quindi non era un problema di terapia (parlo di allora), quanto di patologia trattabile o meno con la medesima. Non può essere che, in una situazione come questa, si stia commettendo lo stesso errore? Non è pensabile che forse, e sottolineo “forse”, il metodo di cui si fa promotore Vannoni in alcuni casi possa effettivamente portare a qualche miglioramento o, per lo meno, non sia pericoloso per un individuo destinato a morte certa?

              • Giulio Dante Guerra says:

                Quella per cui la c.d. “terapia” poteva – e ripeto “poteva”, perché la sua efficacia non mi sembra che sia mai stata dimostrata – funzionare, non era una “patologia”, ma solo la conseguenza negativa d’un modo sbagliato di “curare” la schizofrenia. In ogni caso, ormai senza senso, perché la possibilità d’ottenere un’insulina chimicamente e biochimicamente identica a quella umana, mediante l’inserimento delle opportune sequenze nucleotidiche nel DNA di batteri o di lieviti, esiste ed è in uso ormai da anni. Ed oggi la schizofrenia è curata mediante psicofarmaci – su cui no so nulla, è roba da psichiatri, non da chimici o da biochimici, – non più mediante l’insulinoshock o l’elettroshock. In ogni caso, mi sembra che usare i malati, e per di più bambini,per verificare l’efficacia o meno delle proprie teorie terapeutiche mi sembra semplicemente immorale.

                • Tedebus says:

                  Al di là dei discorsi sull’insulina e del discorso patologia (io mi riferivo alla “sua”, quando disse che in anamnesi avrebbero dedotto che il suo caso non era trattabile), credo che l’immoralità di un’azione non sia intrinseca nell’azione stessa, ma nelle motivazioni che spingono a farla. Se chi sperimenta un nuovo metodo lo fa nella convinzione più profonda e devota che ciò che si stia facendo sia a fin di bene e con la vera speranza che possa essere veramente d’aiuto, e non per un tornaconto prettamente economico, è colpevole di un’immoralità è (a mio avviso) molto meno evidente. Se mi trovassi in una condizione analoga a quella di quei bambini, io credo che proverei sulla mia pelle. Soprattutto se l’alternativa è una lenta agonia che porta alla morte. Il fatto che i bambini non siano in grado di decidere non deve poterli escludere da una simile opportunità, seppur di poche speranze. Opportunità che, per ovvi motivi, deve essere decisa dai genitori una volta informati di tutto.
                  E’ un po’ il discorso della “critica costruttiva”, se la medicina convenzionale (e l’Aifa in particolare, che s’è tanto interessata!) non dà alternative oltre il decesso, continuo a non capire perché condannare ed impedire la scelta di questi genitori, soprattutto dopo che in una prima istanza si siano autorizzati i trattamenti. Prima partecipano all’illusione e danno il via alle danze, e poi…
                  Immorale direi di no, forse è troppo, ma anche questo non è che sia tanto bello.

          • Opaldust says:

            Gentile Tedebus,
            tutta la retorica di Vannoni, Andolina e seguaci, si basa sull’assunto la terapia è svolta in un ospedale pubblico quindi i dati disponibili. Ma io voglio chiederle, secondo lei che dati sono disponibili presso gli spadi di brescia? in quale forma e quale messaggio forniscono. Proprio a rispondere a queste domande servono rigore scientifico, metodologie standardizzate, ad evitare il ritorno di stregoni e fattucchiere. Ps: per offrire gratuitamente un metodo innovativo gratuitamente (come dice Vannoni) è sufficiente pubblicarlo su rivista, non certo facendo richiesta di brevetto… che poi viene anche riggettato in via preliminare…

    • Walter Stucco says:

      “UI SI PARLA BIMBI A CUI NESSUNA SCIENZA HA DATO UNA CURA”

      esatto, quindi la speculazione è doppia.
      da una parte la falsa speranza, dall’altra perché sono bambini.
      bella roba, davvero.
      a questo punto dobbiamo rivalutare wanna marchi

      “SCEGLIETE LA MORFINA O UNA SPERANZA SENZA FARMACI , SENZA CONTROINDICAZIONI , E CHE FINO AD ORA HA DATO DEI PICCOLI RISULTATI POSITIVI ??? ”

      non si tratta di scegliere
      è questo l’inganno che quelli come te portano avanti!!
      questo è ricatto!
      con una pistola puntata alla tempia, sceglieresti chi ti dice “ti farò vivere se ammazzi per me” o quello che ti dice “ti ammazzo”?
      o sei stupido, o sei uno di loro.

      Se il trattamento è stato ritirato è perché non aveva i requisiti di legge.
      Spero che non ti capiti mai, ma se tuo figlio dovesse stare così male da essere incurabile, lo faresti operare da me che non sono medico solo perché ti prometto una guarigione miracolosa?
      perché di questo si tratta, di NIENTE spacciato per cura.
      Ma quello è, vale la pena ribadirlo, NIENTE, altrimenti direbbero al mondo intero cosa fanno, come lo fanno e si farebbero giudicare dai loro pari.
      Vannoni è laureato in economia… nessun camanello?
      te lo dico io: è un venditore, non sa fare scienza.e a quanto pare è uno di quelli senza scrupoli che per far soldi e parlare di se, sfrutta la povera gente disperata.
      se fosse onesto, pubblicherebbe le sue scoperte così che TUTTI possano beneficiarne e valutarne gli effetti.invece non lo è e voi gli affidate la vita dei vostri figli?

    • Alessandro says:

      Io non metto di certo in dubbio la sua competenza, signora, d’altronde ha scritto tutto in maiuscolo, ma sinceramente, se avessi dei figli malati terminali preferirei somministrare loro cure palliative ed accompagnarli verso la morte senza sofferenza che illuderli con cure sperimentali dal dubbio rigore scientifico i cui eventuali effetti positivi sono assolutamente tutti da dimostrare, sempre ammesso che non abbiano effetti secondari che potrebbero accorciare la loro già breve vita e procurare ulteriori sofferenze.

  2. lulu says:

    Ma cosa pretendete da una trasmissione i cui inviati lavorano con il solo intento di portarsi il servizio a casa, cioè possono tirar fuori le meglio bufale, l’importante che il servizio attiri l’attenzione.
    Poi la gente dal canto loro pensano “se una cosa la dice la tv vuol dire che è vera”, Se poi lo dicono le Iene è cento volte più vera… Loro sono visti come i palladini della giustizia, così fanno diventare il migliore scienziato ed esperto come il peggior buffone ruba soldi… Da ridere!

  3. raffina says:

    Ma come fate a difendere il prof Bianco?? ma avete sentito cosa ha detto??? farneticava!!!! non è riuscito a controbattere nulla!!! parlava a vanvera!!

    • Derf says:

      Non parlava a vanvera, le Iene hanno tagliato tutte le parti in cui rispondeva e hanno lasciato quelle in cui balbettava. Hanno anche tagliato tutte le parti in cui Golia lo insultava e lo prendeva per il culo, alla fine lui si è lasciato andare. Vabbè, che parlo a fare, per l’italiota medio tutto quello che esce dalla TV è giusto e santo

      • tedebus says:

        Scusa, ma tu eri li?

        • Derf says:

          Se hai lavorato nel campo ci vuole davvero poco a capirlo. Non li vedi gli stacchi continui nell’intervista? Questo è il motivo per cui si tolgono sempre gli orologi dalla sala prima di un’intervista, perchè altrimenti si capirebbe che il video è stato tagliato e ricomposto ad arte.

          • Tedebus says:

            Se l’intervista la fai a casa tua hai perfettamente ragione. Se la fai in pubblico, davanti ad altri giornalisti, davanti ad un pubblico le cose sono leggermente diverse. I tagli ci sono, è ovvio, ed è una condizione necessaria (soprattutto quando il tuo interlocutore parla e si allontana di continuo, dicendo che se intervisti qualcuno non hai diritto di replica e le repliche te le fai a casa tua davanti alle tue telecamere) ma alterare le cose in modo da mascherare eventuali insulti,prese per il culo, solo per farlo incazzare… sono cose abbastanza smascherabili.
            Per come la vedo io, quando mi si pone una domanda o si espone un’opinione, anche se diversa dalla mia, è buona educazione rispondere senza urlare e offendere. Poi, se avesse avuto un po’ più di senno piuttosto che impeto, avrebbe avuto l’opportunità di intavolare un dialogo civile ed evitare ulteriori polemiche come quelle che emergono qui.
            In un panorama come questo, completamente manchevole di qualsiasi forma di “dialogo” (che in quel caso era tranquillamente possibile) non riesco ad immaginare con quanta oggettività vengano messi al vaglio certi argomenti.

            • Derf says:

              Appunto, questo dovrebbe farti capire come l’intervista sia stata montata ad arte per fare apparire Bianco come un pazzo criminale. Provaci te a stare venti minuti con uno che ti fa le faccine e ti prende per il culo, alla fine sbrocca chiunque. Le Iene poi hanno fatto il taglio e cucito per fare la figura dei paladini della libertà e per fare apparire Bianco come un cattivone da film. Purtroppo Bianco è un ricercatore che non conosce la televisione, ambiente che invece Golia conosce perfettamente.

              • tedebus says:

                Secondo me stai demonizzando l’intervista e Golia e osannando troppo Bianco. Stai addirittura dicendo che è stato a parlare 20 minuti con quello che fa le faccine. Ma questi dati da dove li prendi? Ma non avevano tolto gli orologi?
                Inoltre, a parte questo signore e particolari individui (tipo truffatori, pedofili e simili) in genere chi ha avuto a che fare con Golia ha sempre avuto diritto di replica, e anche lui ce l’ha avuto, ma lo ha buttato nel cesso facendo una pessima figura. Ti ricordo che quando è accaduto non è stato tra quattro mura e faccia a faccia, ma in una sala congressi con spettatori, interlocutori e stampa. Non mi pare di aver letto in giro (eccetto che nei tuoi post) che Bianco sia stato offeso o messo ai ferri corti. Ed ho cercato, eh! Se poi ti permetti di urlare come un matto e pretendi che chi ti sia di fronte rimanga impassibile… forse pretendi troppo.
                Per quanto riguarda i “tagli ad arte” sappi che i servizi delle Iene sono appositamente tagliati in maniera evidente in modo da rendere visibili i punti dove è stato fatto il taglio. Generalmente questo viene fatto solo per un motivo: evitare che la trasmissione duri ore ed ore. I tagli ad arte lasciali al Tg4 e al Tg1, quelli sono gli esperti!
                Se Bianco vuol dimostrare che ha avuto un’aggressione verbale non ha che da chiedere l’intervista completa alla redazione, te la danno.

    • Lulu says:

      Parlava a vanvere perchè voi avete orecchie solo per ciò che dice Golia, tutto il resto non vi interessa. Prova a riguardarti il servizio e concentrati bene sulle parole del Professore, senza far caso alle faccine prendiperilculo di Golia. Vedrai che il Prof. non ha parlato a vanvera, ma ha centrato bene il punto.
      Senti ma poi, quello che voglio capire io, ma se vi viene il raffreddore da chi andreste a curarvi? Dalle iene o da un Dottore laureato e con una vita di studi e di lavoro nel campo della medicina.
      Che capre!

      • Fabio says:

        quando la medicina ti invita solo a fartene una ragione ed aspettare la morte cosa fai ti rassegni e basta?

        • Derf says:

          Di certo quella è una reazione più intelligente di quello che si fa spennare decine di migliaia di euro da un laureato in lettere che si rifiuta di pubblicare i risultati delle sue richieste e che ha già ammazzato diverse persone con la sua “terapia”.

  4. Cristina says:

    Il problema grosso di questi scienziati e’ che non si sono nemmeno presi la briga di andare a vedere le cartelle cliniche dei pazienti curati con il metodo Stamina. Dall’alto del loro piedistallo hanno semplicemente sentenziato senza sapere! Il metodo Vannoni e’ stato bloccato dall’Aifa in base ad un’ispezione. A tale ispezione però erano presenti anche tecnici della Regione Lombardia che oltre ad essersi rifiutati di firmare il report di tale “visita”, hanno segnalato una serie di irregolarità che sono riassunte in un documento ufficiale della Regione stessa e che definisce in sintesi, tale ispezione irregolare e volutamente pilotata per dimostrare quanto presupposto, tanto dall’aver omesso di raccogliere parte della documentazione che era stata fornita! Non pensate che la gente e’ stupida e che se le Iene dicono una cosa tutti la prendano come “oro colato”! C’è gente che cerca di capire, che si documenta e che anche se non è un medico può decidere da che parte stare! SI A STAMINA!!!’

  5. Debora says:

    Credo nella libertà nel senso più ampio del termine, credo che ogni genitore sia il miglior dottore, credo che dove non esista altro una persona abbia il DIRITTO di decidere per i propri figli. Tutte le chiacchiere e polemiche non hanno senso, anche perché NESSUNO si è preoccupato di verificare i risultati, anche minimi, hanno sparato a zero a prescindere. Questo non è fare ricerca e trovare cure!!!! Comunque non ci arrenderemo MAI!!!!!! La mia famiglia, sta con Vannoni e Andolina fino alla morte !!!!!

  6. Debora says:

    Credo nella libertà, nel senso più ampio del termine. Credo che la libertà di scelta sia un DIRITTO. Credo che per mio figlio io sia il miglior dottore. Nessuno si è preoccupato di VERIFICARE. Hanno sparato a zero e basta. Come state sparando a zero voi perché siete stati tirati in causa da Giulio Golia, che io dico ce ne fossero di giornalisti come lui, non dovremmo nemmeno spendere tempo a commentare questi articoli fuorvianti. Io sto con il metodo STAMINA. Devono spararmi per zittirmi. Grazie GIULIO GOLIA!!!!!!!! Grazie anche al Prof. Vannoni e al Prof. Andolina da parte di mio figlio.

    • Francesca says:

      Guarda cara Debora,io mi dichiaro ignorante in materia. Ma posso dire questo,che è un mio parere personale ovviamente:io credo che nessuno al mondo abbia alcun diritto di decidere della vita di un altro,neanche un genitore del proprio figlio,con tutto il dolore e la fatica che questo puó comportare. Io personalmente guardo con più fiducia ad un medico stimato che dice “no” piuttosto che ad una persona che mi dice che io per non so quale diritto posso fare quel che mi pare e piace,compreso usare un figlio come cavia,solo perchè è un desiderio,anche buono per carità. Credo infine che il momento in cui appunto un desiderio buono diventa una pretesa presentara come diritto,diventa triste e povero l’umano.

    • Francesca says:

      Guarda cara Debora,io mi dichiaro ignorante in materia. Ma posso dire questo,che è un mio parere personale ovviamente:io credo che nessuno al mondo abbia alcun diritto di decidere della vita di un altro,neanche un genitore del proprio figlio,con tutto il dolore e la fatica che questo puó comportare. Io personalmente guardo con più fiducia ad un medico stimato che dice “no” piuttosto che ad una persona che mi dice che io per non so quale diritto posso fare quel che mi pare e piace,compreso usare un figlio come cavia,solo perchè è un desiderio,anche buono per carità. Credo infine che il momento in cui appunto un desiderio buono diventa una pretesa presentara come diritto,diventa triste e povero l’umano. Che poi Golia sia un giornalista serio ed educato..mah..

      • tedebus says:

        Ma, Francesca, ma tu hai dei figli? Ed inoltre credi che chi si sia rivolto al metodo Stamina l’abbia fatto di spontanea volontà, senza consultare qualcuno di competenza prima? Credi che non abbiano vagliato anche altre strade?
        Io non dico che Stamina sia la soluzione, sia chiaro, ma possibile che nessuno si faccia la domanda: “e se chi critica sbagliasse? Ma vogliamo accertarci della cosa? Andare a fondo…. Perchè criticare a priori?”
        Nella storia è accaduto spesso che qualcosa di (attualmente) “banale” a livello scientifico fosse bollata come un’eresia, anche che la Terra (rotonda!) giri in torno al Sole e non il contrario.
        Si spendono un mare di tempo e di soldi in cazzate inutili e non si può tentare di comprendersi?

        • lulu says:

          Ma gli studi sulle staminali vengono fatte tutti i giorni e da tanti paesi, non c’è nessuna critica a priori, è questo Vannoni che viene contestato perché evidentemente non fa le cose a norma, non è limpido. Non è l’unico in Italia a occuparsi di cure compassionevoli eh.

          • Tedebus says:

            Non ho parlato di studi sulle staminali in modo generico, ho esplicitamente detto “Stamina”.
            Il fatto che Vannoni venga contestato perchè “evidentemente” non faccia le cose a norma forse e meno “evidente” di quanto pensi.
            Le cose sono molto più complicate.
            Si è parlato di igiene dei laboratori degli Spedali di Brescia, gli stessi che, però, sono idonei e autorizzati a trattare i trapianti di midollo.
            Le procedure erano state autorizzate, prese in considerazione dai pazienti (o chi per essi, come dice la legge) e quindi messe in opera. Dateo che la sanità ha abbandonato completamente chi si trova in quella situazione, possiamo almeno evitare di mettere i bastoni tra le ruote e far seguire una scelta con tranquillità?
            Interessante come la salute di pazienti considerati spacciati (ai cui familiari è stato consigliato di accompagnarli alla morte) venga tutelata con tanto fervore, soprattutto da chi cerca di prevenire il cancro apponendo una scritta “nuoce gravemente alla salute” sui pacchetti di sigarette che sono un preziosissimo monopolio di Stato.

  7. Michele says:

    La vergogna delle vergogne in questa triste storia di manipolazione della sofferenza e’ stata la mancanza di acume di alcuni magistrati che magari mossi da nobili considerazioni hanno sprofondato famiglie disperate nel buco nero della millanteria piu’ turpe, “autorizzando” iniezioni di terapie alla moda solo perche’ lo chiedevano i raggirati medesimi. Non esiste alcuna compassione nelle pratiche propagandate come possibili soluzioni senza aver prima provato gli effetti.

    • Tedebus says:

      Michele, immagina:
      hai una figlia che sta per morire (e se hai figli per davvero capisci meglio l’esempio). Non c’è cura. Ti viene proposta una terapia in via di sperimentazione, tu non hai nessuna garanzia e se te ne danno non ne sono certi, e lo sanno tutti.
      Le cose da fare sono due:

      1 – lasci perdere perché “non ti fidi”. La bimba muore di li a poco.
      2 – provi la terapia sperimentale

      Nel secondo caso le cose possono andare in due modi:

      – caso più probabile: la bimba dà inizialmente qualche cenno di miglioramento (è accaduto) ma poi peggiora e muore (ovviamente spero di no per Sofia e gli altri, faccio solo un esempio)
      – caso più improbabile: la bimba guarisce (magari!).

      Già messa così io penserei seriamente alla seconda scelta. Ma poniamo che TU decida di seguire la prima strada…
      Ora che accade?

      Ipotesi probabile: dopo anni si scopre che il metodo non funziona, non è cambiata una virgola dalla situazione iniziale, hai forse solo anticipato i tempi della morte di tua figlia.
      Ipotesi improbabile: dopo anni si scopre che il metodo funziona, avresti potuto salvare la bambina se solo avessi “rischiato” (per modo di dire, dato che c’è poco da rischiare).

      Messa così, sei sicuro che la strada che proponi sia quella giusta?
      E poi, dici che non si possono fare terapie senza aver prima provato gli effetti… Su chi? Sugli animali? E se voglio provarli su di me o su mio figlio (ridotto allo stato vegetativo) perché devi impedirmelo? Ti rendo pure un servizio dato che la sperimentazione umana è comunque un processo importante per lo sviluppo delle cure.

  8. Johoro says:

    Sono medico ricercatore e ho lavorato 2 anni in una delle poche strutture accreditate alla manipolazione delle cellule staminali presenti in Italia. Vorrei chiarire dal punto di vista pratico alcuni punti. Per produrre cellule staminali adatte ad uso clinico e’ necessaria una struttura particolare che lavora secondo lo standard GMP. Questo significa che ogni atto che viene fatto dal ricercatore deve essere rendicontato, che le cellule vengono coltivate con una certa purezza dell’aria (tre zone filtro, zone a pressione positiva, tutoni integrali tipo RIS, temperatura controllata, numero di micro particelle nel aria inferiori a un tot), ogni piastra deve essere sottoposta a controlli microbiologici e di clonalita etc) perché? È ben diverso fare un trapianto di midollo (cellule prelevate e impiantate cosi come sono) e produrre delle cellule in vitro perché ad ogni passaggio c’è la possibilità che manipolandole si infettino con virus/batteri, che mutino sotto l azione di fattori di crescita un po’ come fa un tumore. Insomma, migliaia di ricercatori nel mondo rispettano queste norme per tutelare i pazienti, perché a brescia no? Perché non accettano di rendere pubblico il loro “metodo miracoloso “così che i poveri bambini di tutto il mondo possano tentare le cure in sicurezza? Perché visto che ci tengono così tanto ai bambini non mettono a punto un metodo con chi la struttura accreditata c’è l’ha e gia produce cellule dello stesso tipo ma secondo la legge?(cosa che hanno rifiutato di fare). Cosa dovrebbero dire tutti quei ricercatori che rispettano le leggi e spendono soldi e lavoro per mantenere quelle strutture GMP per il bene dei pazienti? Non conosco a fondo il protocollo, ma se quello che è scritto nel articolo sopra è vero la cosa più preoccupante e che ci siano bambini sottoposti a sperimentazioni senza un protocollo etico e senza criteri di valutazione standardizzati perché questo vuole dire che il rischio che si stanno prendendo questi bambini nemmeno produrrà dei dati utili per curare altri e questo è inaccettabile! Ricordo a tutti che il dato scientifico migliore e’ quello riproducibile, quindi quello che può essere ripetuto da molti e dare lo stesso risultato, allora perché non pubblicano e non permettono agli altri di riprodurre il miracoloso metodo?

    • Tedebus says:

      Quello che dice, dottore, è sacrosanto. Tuttavia mi sono posto queste domande, le cui risposte sarebbero il substrato di tutto il discorso:
      – ma siamo sicuri che questi laboratori fossero veramente inadeguati e fuori standard GMP?
      – quello che dice l’articolo (e i vari giornalisti in giro) è vero?
      – è vero che è così difficile accedere alla documentazione della fondazione? A quanto affermano non è che siano stati in molti a chiederla.
      – è vero che si rifiutano di collaborare? Non è emerso che la fondazione Telethon (per dirne una, tra l’altro abbastanza legata a Bianco) sia stata la prima a evitare il confronto? Come si sono comportati gli altri enti di ricerca?

      Come linea di principio io non sono ne’ favorevole ne’ contro il metodo Stamina, dico solo che ci sarebbero da approfondire tutte queste cose.

      • Johoro says:

        Se uno avesse idea pratica di cosa significa lavorare in GMP e che tipo di strutture sono necessarie per questo, non si porrebbe neanche la domanda se il laboratorio di brescia si attenga a tali standard. È necessario non solo un laboratorio e metodi di lavoro, ma proprio un edificio progettato appositamente e certificato AIFA, quindi di quello si può essere certi…

  9. lucia says:

    Pro o contro vannoni? Assolutamente pro! Perchè? Perchè ho visto i miglioramenti dei bambini del resto non mi importa! Scommetto che neghereste pure i miracoli di
    lourdes perchè ne guarisce 1 su un milione…quindi vietiamo i pellegrinaggi no?

  10. Stefano Zona says:

    Per amore della scienza, ho postato le mie opinioni in merito qui:
    http://stezona.wordpress.com/2013/04/12/una-questione-di-metodo/
    Siamo in un paese libero, ognuno può fare le scelte che crede più opportune. Ma non può chiedere il rimborso a SSN per “terapie” che non sono sperimentate.

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