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Lopez: «Care Famiglie Arcobaleno, sono stato cresciuto da lesbiche, ma è offensivo dire che i bambini non hanno diritto a mamma e papà»

aprile 22, 2014 Robert Oscar Lopez

La lettera che Robert Oscar Lopez ha scritto alla presidente Famiglie Arcobaleno, ma che non è stata pubblicata dall’Huffington Post Italia. Lo facciamo noi. Eccola

robert-oscar-lopez-gayRobert Oscar Lopez, che è stato recentemente in Italia e ha partecipato a un convegno organizzato, tra gli altri, dalla Fondazione Tempi, ha inviato una lettera al sito Huffington Post Italia, che non è stata pubblicata. Lopez reagiva a una lettera aperta di Giuseppina La Delfa, presidente della Famiglie Arcobaleno, a papa Francesco. Ecco di seguito la missiva di Lopez all’Huffington Post.

Scrivo in risposta alla lettera aperta di Giuseppina La Delfa a Bergoglio pubblicata ieri. In particolare vorrei rispondere all’affermazione secondo cui i bambini “non hanno diritto a crescere in una famiglia con un papà e una mamma”.

La tesi è che un diritto “differente” – il diritto a essere cresciuto in condizioni che sociologi ed esperti considerano ideale – surclassi e di fatto cancelli il diritto di avere un papà e una mamma. Si tratta di un ragionamento profondamente offensivo, soprattutto perché proviene da chi si presenta come difensore dei diritti gay.

L’assunto alla base della richiesta del matrimonio e dell’adozione gay è che gli omosessuali hanno diritti che non hanno bisogno di essere giustificati o motivati. Nonostante innumerevoli statistiche dimostrino come le relazioni omosessuali abbiano un alto tasso di instabilità, violenza domestica e abuso affettivo, si continua ad affermare che essi dovrebbero potersi sposarsi e che questo diritto che non debba essere soggetto al parere di persone, nemmeno degli esperti. Invece quale è l’atteggiamento verso bambini forzati a vivere in case di coppie omosessuali? La parola chiave è proprio “forzati”, perché  nessun bambino finisce in una casa omoparentale se non perché degli adulti ricorrono a misure straordinarie per sottoporlo all’autorità di una o due persone con cui non ha legami biologici o di sangue.

Invece, quando si parla di bambini, gli attivisti gay dicono: “non hai bisogno del riconoscimento legale della tua relazione con la mamma e il papà che ti hanno dato l’identità, che ti hanno fatto come sei ora, perché sai, abbiamo scienziati che hanno dimostrato che è abbastanza per te vivere nel modo in cui vogliamo noi e devi amare le persone che abbiamo deciso che dovresti amare”. Se è questo il modo in cui diamo i diritti alle relazioni perché stiamo a discutere del matrimonio? Potremmo dire: “non hai il diritto di sposarti con persone dello stesso sesso, non puoi di sposare la persona che ami, devi stare in una relazione che i sociologi definiscono buona per te, che potrebbe essere, statisticamente parlando, una relazione con una persona del sesso opposto”. Ovviamente quest’ultima affermazione è offensiva per i sostenitori del matrimonio gay.

Perché affermare che i bambini non hanno il diritto ad avere una mamma e un papà è per me offensivo? Perché sono stato cresciuto da una lesbica e dalla sua partner e mio padre non c’era nel ritratto di famiglia. Giuseppina La Delfa potrebbe guardarmi negli occhi e dirmi che non ho perso nulla? Che non ho sofferto nulla? Non avrei nessun diritto io di amare mio padre in quanto mio padre e solo per il fatto che è mio padre?

Ora, ci sono due posizioni “offese” qui. Abbiamo il gay adulto offeso nel sentire che non può formare una famiglia con chi desidera, e abbiamo il bambino offeso nel sentire che non può stare con almeno una delle persone che gli ha dato vita e identità.

Ebbene, tra queste due posizioni, quella del bambino deve prevalere perché: 1. La perdita del genitore non avviene con il consenso del bambino mentre gli adulti gay sono grandi abbastanza per scegliere 2. La perdita del bambino è qualcosa di universale: non tutte le persone si sposano, ma tutte le persone hanno un papà e una mamma. 3. La perdita del bambino è permanente. Due adulti gay possono divorziare mentre il bambino non può rimuovere metà del suo patrimonio genetico.

Per queste ragioni vi chiedo di scusarvi con tutti i bambini – con l’umanità nei fatti – per aver affermato questa cosa atroce: ovvero che le persone non hanno il diritto ad un papà e ad una mamma.

Robert Oscar Lopez

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145 Commenti

  1. chiara scrive:

    È una tesi ridicola. Nessuno dice che i bambini non abbiano diritto a crescere con i propri genitori, se c’è un padre nessuno lo estromette, se viene estromesso i motivi vanno ricercati nella storia famigliare non certo nel fatto che Giuseppina la Delfa ha fatto o meno delle affermazioni. Quando si riportano informazioni prese da ricerche scientifiche poi è meglio riportare le fonti. NON ESISTONO studi che affermino quanto riportato nell’articolo, chi ha fatto pubblicazioni simili è stato costretto a rettificare ed è stato anche radiato dall’albo al quale apparteneva. Famiglie arcobaleno non sostiene e non sosterrà mai che i bambini non hanno diritto a qualcosa, questa è strumentalizzazione bella e buona di un discorso piuttosto semplice da comprendere: i bambini hanno diritto a crescere con persone che li amino e li rispettino, che li aiutino a crescere valorizzando se stessi e le proprie attitudini, e in tutto questo non c’entra nulla il genere dei genitori, ma le capacità genitoriali, che di certo non hanno sesso.

    • Andrea (uno dei tanti) scrive:

      L’intervista mi è piaciuta, e anche l’impostazione del ragionamento.

      Deve prevalere l’interesse del minore, e la cosa migliore è che ci sia un padre e una madre.

    • luca scrive:

      mi spiace ma come dimostra il racconto il sesso biologico c’entra.
      certo, si può crescere anche con un genitore solo (l’esperienza dei purtroppo tanti orfani ce lo insegna) ma è molto meglio avere due figure diverse, che si comletano a vicenda. mi sembra chiaro ad esempio che all’autore della lettera è mancata la presenza di un padre, con i caratteri tipici del padre e dell’uomo (autorevolezza, forza,…) e che la compagna della madre non è stata per nulla in grado (perché non poteva esserlo) di sostituire tale figura.

    • guido scrive:

      I bambini hanno bisogno di crescere con persone che li amino. Questo basta? Basta che ci sia l’amore? No. Non basta l’amore di due padri per colmare il vuoto della mancanza di una madre. E non basta l’amore di due madri per colmare il vuoto della mancanza di un padre. Chi sostiene il contrario è un ipocrita che pensa che i figli siano un diritto. I figli non sono un diritto. I figli HANNO diritti.

    • guido scrive:

      I bambini hanno bisogno di crescere con persone che li amino. Questo basta? Basta che ci sia l’amore? No. Non basta l’amore di due padri per colmare il vuoto della mancanza di una madre. E non basta l’amore di due madri per colmare il vuoto della mancanza di un padre. I figli non sono un diritto. I figli HANNO diritti.

    • Cisco scrive:

      Strabuzzo gli occhi: “i bambini hanno diritto a crescere con persone che li amino e li rispettino, che li aiutino a crescere valorizzando se stessi e le proprie attitudini, e in tutto questo non c’entra nulla il genere dei genitori, ma le capacità genitoriali, che di certo non hanno sesso.”
      Dunque sarebbe interessante capire quali sono queste “capacità genitoriali”, e quali sono questi fantomatici studi “scientifici” che confermerebbero l’efficacia di mamme-uomo e babbi-donna. Perché poi, se bastassero tali “capacità genitoriali”, sarebbe anche interessante capire per quale motivo i “genitori” debbano essere soltanto due e non dieci. E chi decide quali sono queste “capacità genitoriali”? E resta il fatto grave che l’Huffington Post ha censurato una posizione culturale in disaccordo con la linea del giornale.

  2. elena scrive:

    chiara te hai un babbo e una mamma o sei stata geneticamente creata da due spermatozoi o da due ovuli?
    vi dimenticate l’origine del discorso e vi perdete in chiacchere …

  3. Maria silvia fiengo scrive:

    Oramai e’ abitudine consolidata neocon trovare persone omosessuali o figli di omosessuali che denigrino pubblicamente il matrimonio per tutti o le famiglie omogenitoriali. Come se non fosse altrettanto facile trovare altrettante o forse più persone eterosessuali che denigrino l’istituto del matrimonio e la famiglia tradizionale. Cosa di vuole dimostrare. Puro impressionismo.
    Questo articolo riesce ad offendere insieme le persone adottate, chi ha perso un genitore, chi è’ nato da un genitore single e quanti hanno genitori biologicamente non loro. Non offende le famiglie omogenitoriali perché quell’affermazione pseudoscientifica sulla violenza in queste famiglie e’ talmente falsa da rendere nullo tutto il discorso. Violento e irrazionale.
    Quanto ai diritti dei bambini e’ evidente come abbiamo diritto ad una famiglia, ed al rispetto per quella famiglia.
    Tutti siamo venuti al mondo per l’incontro di due gameti, anche lei Elena. Se bastasse una mamma e un papà non esisterebbe la sterilità di coppia.
    Ognuno poi, dacché esiste il genere umano ha la sua storia.
    Discorso valido anche per voi cristiani, se esiste un disegno di Dio, rbbene suate in grado di guardarlo. Se il disegno volete farlo voi, perché scomodare Dio? Non muove foglia che Dio non voglia, no?

    • Resistere scrive:

      Cara Maria Silvia, direi che l’unica abitudine che va affermandosi con prepotenza è quella di scovare figli cresciuti da omosessuali che si dichiarano tanto contenti di essere venuti su in famiglie gay. Quell’attore, quel cantante, quell’attrice con figli felici, felicissimi, orgogliosi di essere cresciuti in questo nuovo meraviglioso mondo di arcobaleni e di loveislove. Che un figlio abbia il diritto di crescere con suo padre e con sua madre, se circostanze avverse della vita non lo impediscono (che sono ben altra cosa rispetto ad una lucida pianificazione a priori), è di una tale ovvietà da non richiedere che una sola parola venga spesa in proposito.
      Io sono orfana, sono cresciuta con un solo genitore e nel ricordo dell’altro, nutrito attraverso le parole e le memorie di chi mi ha accudita, e li amo entrambi teneramente. Non mi sento affatto offesa dalle parole di questo signore, tutt’altro. Le condivido con tutta la mia anima.

      • guido scrive:

        E perche mai dovrebbero offendersi gli orfani prr questo articolo? Come al solito tirate in mezzo problemi diversi per rigirare la frittata. Mia moglie è orfana. E nessun altra fogura si è potuta sostituire al genitore che ha perso. Ma tra un orfano è un bambino prodotto in laboratorio e deliberatamente privato di
        un genitore la differenza è enorme.

    • luca scrive:

      vedi, se esite il disegno di Dio mi sembra che bisogna centrare di non contrastarlo, ma di seguirlo. e come seguirlo se non seguendo la natura dell’uomo?

    • beppe scrive:

      cara fiengo, non mettere sullo stesso piano degli avvenimenti accidentali o traumatici ( morte di genitore, madre single per eventi traumatici come uno stupro o un abbandono da parte di un padre incosciente) con la scelta DELIBERATA di SEQUESTRARE un bambino e inserirlo arbitrariamente e INNATURALMENTE tra due maschi o tra due femmine che vanno a letto insieme e vogliono avere il lo BEBE’ come riempitivo. questa è la realtà delle famiglie ARLECCHINO che voi nascondete alla vostra coscienza. guardatevi allo specchio, se riuscite a sostenere il vostro sguardo.

  4. Giovanni scrive:

    Cosa significa che i bambini hanno diritto a un papà e una mamma? Che una donna single non può allevare figli e che se ha un bambino deve sposarsi per forza? Che una coppia non può divorziare se ha figli minori? Che se una rimane vedova deve andare in sposa al fratello del marito come nelle tribù di Israele? Nella vita reale ci sono moltissime ragioni per cui un bambino non cresce con un papà e una mamma o per lo meno con i suoi papà e mamma biologici.

    Io sposterei il problema: un bambino ha diritto a due buoni genitori, che lo siano anche in senso biologico biologico o che siano anche due maschi o due femmine è di secondaria importanza. Secondo voi è meglio per un bambino essere allevato da due uomini o due donne colti, di buona posizione sociale , tanto che uno dei due componenti della coppia può smettere di lavorare per seguire il pupo o da una coppia eterosessuale che però gestisce un bar e lo lascia tutto il giorno davanti alla tv o con la baby sitter?

    • Simone scrive:

      Tu preferisci che un bambino venga allevato da una coppia di genitori eterosessuali che lo possa seguire e amare o da due omosessuali che lo violentano psicologicamente tutto il giorno cercando di convincerlo a diventare omosessuale lui stesso?
      Ma mi dici che cavolo di esempio stai facendo? Ma che cosa pretendi di dimostrare?

      Da sempre i bambini sono stati allevati e tirati su in situazioni anomale, pensiamo a quelli cresciuti in orfanotrofi o in situazioni in cui uno dei due genitori mancava (per qualsiasi motivo) ed il genitore rimasto veniva assistito ed aiutato da altri appartenenti alla famiglia (nonna/o, zia/o, sorella maggiore o fratello, e così via)
      Ma in questa situazione i ruoli erano ben definiti e chiari: la nonna non si metteva a fare la mamma, nemmeno la sorella o la zia, ovvero c’era una supplenza che non aveva la pretesa di sostituire il genitore mancante. Ed anche in questa situazione, pur ottimale, la mancanza del genitore assente permaneva proprio perchè sono necessari entrambi i sessi per avere un equilibrio.
      La violenza attuale è quella di voler credere che in fondo i ruoli siano indifferenti e che quindi due madri, tre padri, o sei genitori variamente assortiti, in fondo non facciano differenza e non abbiano alcun influsso sul bambino perché basta semplicemente “che qualcuno gli voglia bene” (magari ricco, con buona posizione sociale e cultura elevata, come dici te). Una violenza in nome di una teoria del tutto astratta e non provata, i cui frutti si vedranno nel tempo, ma che si cominciano a vedere già da adesso.
      Il caso di Robert Oscar Lopez non è l’unico e quando, nel tempo, queste persone troveranno il coraggio di uscire dall’anonimato e mostrarsi a rischio della propria pelle e dell’ostracismo della società (la sua storia è fin troppo emblematica), quanti danni saranno stati fatti?

      • Andrea (uno dei tanti) scrive:

        ” .. da due omosessuali che lo violentano psicologicamente tutto il giorno cercando di convincerlo a diventare omosessuale lui stesso?”

        Non confondiamo gli omosessuali con i psicopatici.

      • Caterina scrive:

        no, simone, la tua prima frase è violenza, e tra l’altro gratuita, la frase dovrebbe essere:

        “preferisci che un bambino venga allevato da una coppia di genitori che lo possa seguire e amare o da dei genitori che lo violentano psicologicamente tutto il giorno”? e la risposta è banale.

        Da laico e non particolarmente in sintonia con la chiesa cattolica, non posso però negare che esiste un fondo di verità belle parole del Papa. In un mondo ideale, io credo che la cosa migliore per un bambino sia quella di crescere con due genitori di cui condivida il DNA E che lo seguano ed amano.

        Poi esistono tante disgrazie nella vita, e si può crescere bene, seguiti ed amati, anche da genitori con cui il bambino non condivide il DNA, o con un solo genitore e, a mio modestissimo avviso, anche con due genitori dello stesso sesso. Ciò non toglie che esista un po’ di egoismo in più nel far nascere un bambino che per scelta, e non per accidente, non possa crescere con entrambi i genitori che hanno contribuito al suo DNA.

        Se ai singoli, o alle coppie omosessuali, fosse possibile adottare (con tutte le cautele che si applicano alle coppie eterosessuali) potrei addirittura dire che una loro decisione di ricorrere a tecniche di procreazione assistita sarebbe sbagliato.

        • Simone scrive:

          Il mio esempio era semplicemente in risposta all’esempio di @Giovanni il quale faceva il confronto tra due cose inconfrontabili: una estremamente positiva e una estremamente negativa.

          • Caterina scrive:

            si hai ragione, non avevo colto. Devo precisare che esistono bambini cresciuti all’interno di coppie omosessuali che mi appaiono “normalissimi” e crescono benissimo

            • Simone scrive:

              “Appaiono”. La chiave di volta è tutta lì. L’esempio di Robert Oscar Lopez è drammatico, noi non conosciamo gli effetti di questa cosa.

              • Caterina scrive:

                vero Simone, ma conosciamo benissimo tantissimi bambini cresciuti in “normalissime” coppie eterosessuali cresciuti malissimo!

            • renzo scrive:

              i figli hanno diritti come tutti anche se cresciuti con 2 mamme o 2 papà,alla maggiore età decideranno loro se rimanere o meno…
              saluti

    • Andrea (uno dei tanti) scrive:

      Gentile Giovanni,

      un conto è una mamma single, genitori che divorziano (che non significa che un genitore abbandona i figli) etc. etc., un conto è scientemente “ordinare” un figlio che non saprà mai quali sono le sue origini o privarlo di una figura di riferimento maschile o femminile.

      Di nuovo, chi è il soggetto più debole?

      Quale “diritto” deve prevalere, il desiderio di crescere un figlio o garantire ai figli le migliori condizioni affettive possibili?

    • guido scrive:

      A parte che certe battute sulla bibbia potresye anche risparmiarvele perche mettono in luce solo la vostra ignoranza in materia… chiunque conosca donne single sa bene quanta fatica costi allevare da sole un figlio e sa bene quanto è diffivile per que figlio accettare il fatto di non avere un papà anche se la madre hli darà tutto l’amore di cui è capace e cercherà di crescerlo in modo responsabile

    • guido scrive:

      A parte che certe battute sulla bibbia potreste anche risparmiarvele perché mettono in luce solo la vostra ignoranza in materia… chiunque conosca donne single sa bene quanta fatica costi allevare da sole un figlio e sa bene
      quanto è difficile per que figlio accettare il fatto di non avere un papà anche se la madre gli darà tutto l’amore di cui è capace e cercherà di crescerlo in modo responsabile

    • renzo scrive:

      e se fosse il contrario? i ricchi gli etero e i poveri i gay o lebiche?
      un ragionamento assurdo

  5. marco scrive:

    Perché nei commenti si afferma che nelle famiglie arcobaleno viene negato il diritto di conoscere le proprie origini? Tutti nascono da un uomo e da una donna, o meglio dai gameti che un uomo e una donna mettono insieme nell’atto sessuale o nell’inseminazione più o meno artificiale. Questo un fatto, l’altro è che ci vuole qualcuno che, da solo o in coppia (preferibilmente) poi abbia abbastanza amore da dare da volere essere genitore di questo bambino. E’ l’assunzione di responsabilità che fa di una persona un genitore e ed è lui/lei che insieme al suo/sua compagno/a darà una storia familiare e le radici al bambino. Se poi vuole il bambino (in questo sono d’accordo che deve essere un diritto) deve poter conoscere anche le radici biologiche e genetiche della sua vita conoscendo il donatore o la donatrice e la loro storia.

    • luca scrive:

      1.purtroppo (o per fortuna) le origini biologiche hanno un peso, e, forse, è meglio non andare a cercare drammi personali del bambino da risolvere, evitando di giocare con le provette
      2. purtroppo spesso non basta il semplice amore di mammà; è necessario impegno dedizione ma anche capacità, e magari due figure, diverse, che si contemperino e completino nell’educazione del bimbo.

    • Alberto scrive:

      Quindi stai dicendo che tu sei figlio di una “assunzione di responsabilità”!!!! Scusami ma sei messo un tantino male.

  6. M.g.altea scrive:

    Mi chiedo quante persone eterosessuali quando fanno un figlio si rispondono che no e’ meglio non farne perché loro non hanno le condizioni affettive migliori per far nascere un figlio.ma per favore….basta

  7. Bifocale scrive:

    Avere due buoni genitori non significa certo avere il bollino dei “legami biologici o di sangue”, le cronache sono piene di storie strazianti di genitori ‘tradizionali’ (benedetti da Tempi Duri per i Gay e dalle Sentinelle dell’Omofobia in piedi e sedute) ma che maltrattano i loro figli, o peggio. Anche uno stupratore puo’ vantare “legami biologici” col feto che si sviluppa dopo la violenza carnale, diventa per questo il padre perfetto? non diciamo sciocchezze.

    • michelangelo scrive:

      Il solito “bifocale” : puo’ un albero di carrube produrre ciliegie?

    • Caterina scrive:

      @Bifocale: secondo me la situazione ideale è che ci siano buoni genitori E ci siano legami biologici o di sangue. Il che non vuol dire che un genitore biologico non possa essere un cattivo genitore o un genitore non biologico un buon, anzi ottimo, genitore.

      Ma se ci mettiamo dalla parte del bambino, l’ideale è quello. E decidere fin da prima che nasca che lui venga privato di “qualcosa” è egoistico e leva qualcosa al bambino cui “avrebbe diritto” anche se molto spesso, nel mondo reale, non ha. Lo stupro, tanto per riprendere l’esempio citato da te, è un accidente, non è certo un atto prestabilito da ENTRAMBE le parti, come non lo è un incidente in cui muoiono entrambi i genitori di un bambino appena nato

    • Toni scrive:

      I legami biologici c’entrano anche se non esauriscono tutto, non trovo corretto per negarlo tirare fuori casi patologici come stupri e cronache strazianti.

  8. Paolo scrive:

    Solito caso singolo ed ideologico utilizzato, generalizzato, per creare false argomentazioni contro i diritti delle persone omosessuali e le loro famiglie. Altro non c’è…ahhh sì che il sig. In questione è un fervente devoto ma guarda un pò

    • Toni scrive:

      “ma guarda un po’” … forse è diventato un “fervente devoto”, reattivamente, dopo lo schifo che ha subito.

      • Ale scrive:

        @Toni scusa ma purtroppo le cronache in questi anni ci hanno inondato con storie di genitori biologici che hanno ammazzato i figli, li hanno privati della presenza dell’altro/altra figura genitoriale e se vengono citati questi esempi e’ perché purtroppo non sono mosche bianche ma sono il segno “dello scadere dei rapporti umani” e questo non ha tendenza sessuale etero o gay ne’ deriva dal fatto che siano figli di Eterologa. I ragazzini che si sono suicidati perché tacciati di essere gay e’ un fatto altrettanto grave.. Chi ha le mani sporche del loro sangue?

    • Giannino Stoppani scrive:

      Giusto, la strumentalizzazione è lecita solo quando le associazioni lgbt.

  9. questo signor Lopez non è nato dall’amore di due donne. è nato da un matrimonio fallimentare ed è stato abbandonato dal padre. ci credo che ha tanta rabbia e frustrazioni dentro. ma il suo fallimento personale non deve servire a tempi per buttare veleno e bugie sulle nostre famiglie. ripeto io e tutta la scienza che un bimbo ha diritto sopra ogni cosa a crescere con chi lo ama e lo rispetta. ed evidentemente e mi dispiace per lui non è stato amato ne dal padre, ne dalla madre. se la dovrebbe prendere con la sua bella coppia di genitori (papà e mammà) irresponsabili !

    • Toni scrive:

      giuseppina la delfa
      Lopes sarà pure un tipo arrabbiato, ma liquidare la sua lettera solo per questo motivo mi sembra scorretto.
      Io trovo comprensibilissimo imbufalirsi con una affermazione secondo la quale i bambini “non hanno diritto a crescere in una famiglia con un papà e una mamma”.

      • guido scrive:

        E poi rigiriamo ancora ls frittata. Lopez se ls deve prendere con i suoi papà e mamma irresponsabili? Certo! Perché le famiglie arcobaleno invece sono tutte famiglie del mulino bianco vero? Tutte composte da individui perfettamente equilibrati vero? E gli eterosessuali hanno tanto da imparare da voi non è vero? Già perchè le coppie omosesuali
        non divorziano, non ci sono tradimenti ne litigi ne abbandoni… ma per favore.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Mentre invece i bambini che le famiglie arcobaleno pretenderebbero di poter adottare non le avrebbero certe problematiche alle spalle!
          La verità è che si vuole sdoganare il vizio sulla pelle degli innocenti!

          • Giovanni scrive:

            “Sdoganare il vizio”…. ecco di nuovo lo spirito del vecchio Jim Tubin!
            Quindi il mio amico Davide che ha smesso con le sigarette due mesi fa ha perso il vizio del fumo, ma mantiene quello di amare Luca. con cui divide la vita da una ventina di anni .
            Stoppanski anche involuto e intristito sei sempre impagabile.

      • Toni scrive:

        Giuseppina La Delfa

        Poi, per dirla tutta, trovo surreale che lei possa scrivere una lettera all’Huffington Post nella quale dice quello che le pare (sicuramente oro colato), Lopez si sente di replicarle presso lo stesso all’Huffington Post e si vede rifiutata la pubblicazione. Lo fa Tempi ( ha fatto bene!!!) e lei muove quasi un rimprovero alla testata (scrive “non deve servire a tempi per buttare veleno e bugie sulle nostre famiglie”) perchè non bisogna dare spazio a Lopez perché ( a suo modo di vedere) è un disturbato mentale. In altri termini …. bisogna sentire solo la vostra musica.
        P.S. – Voglio sottolinearlo: è sbagliato indipendentemente da come la si pensi sull’argomento perché significa essere privi del minimo senso della democrazia.

        • giuseppina la delfa scrive:

          la democrazia non è pubblicare bugie dimostrate. Lopez è un bugiardo smascherato. è figlio non di due donne ma di un padre e di una madre che non hanno saputo gestire le proprie vite e il figlio. che c’entra con noi ? NULLA !

          • Toni scrive:

            giuseppina la delfa
            La democrazia non è certo censura. Le vicissitudini di Lopes non possono costituire motivo per impedirgli di esprimere un punto di vista. Credo che sia giusto, per chi lo vuole , sentire le “bugie” per valutare e farsi una opinione. Cosa che non è possibile sentendo solo le sue di “verità”.

    • guido scrive:

      Lopez non è l’unico cara signora.

    • guido scrive:

      Ed ancora, lopez non è nato dall’amore di due donne. Ma l’amore di due donne non ha certo migliorsto la sua condizione…

    • Caterina scrive:

      @Giuseppina La Delfa

      secondo me l’errore nella sua lettera, come dice anche Toni, è stato contestare quella che è una verità incontestabile, e cioè che in un mondo ideale (in un mondo ideale cattolico ancor di più) un bambino ha diritto ad un padre ed una madre biologico che lo amino e che lo facciano crescere bene.

      Questo non vuole negare nè che crescere con il padre e la madre biologici sia garanzia di una gioventù serena e positiva nè che sia possibilissimo per un bambino avere una gioventù sere e positiva crescendo con dei genitori non biologici, con un solo genitore (biologico o meno) o con due genitori dello stesso sesso (cosa quest’ultima che ovviamente la religione cattolica nega, e secondo me è anche giusto che neghi perchè contraria alle sue stesse regole, ma qui entriamo nel campo della fede, ed alzo le mani)

      • giuseppina la delfa scrive:

        caterina. lei dimentica un particolare. nessuno dei nostri figli sarebbe nato in una famiglia “tradizionale”. loro sono nati perché due donne o due uomini hanno avuto ricorso alle PMA come le coppie etro sterili. e sono nati. e sono felici. punto. perciò un bimbo non ha diritto a essere cresciuto da mamma e papa, ha diritto per il suo interesse, a essere cresciuto da chi l’ha voluto e messo al mondo e lo rispetta e lo ama. nessuno sceglie da chi nascere, ma tutti abbaimo il diritto a essere amati e accuditi da chi una responsabilità si è presa nel dare al vita.

        • guido scrive:

          Quindi lei sostiene che i suoi figli potranno crescere benissimo senza una figura maschile di riferimento?

        • Canapone scrive:

          Ma se una coppia etero di settantenni innamoratissimi decide di avere un figlio con la eterologa e MPA per te e’ tutto ok? E’ un loro diritto e il bimbo avra’ due genitori che lo amano alla follia? Tutto regolare? E se fossero ottantenni? Quando ci fermiamo? A 90?

        • Toni scrive:

          “nessuno sceglie da chi nascere” e quindi si stabilisce un arbitrio grazie ad un artifizio.
          Una figura (materna o paterna) avete stabilito che è un di più (scommetto che avete scienziati che ne certificano l’inutilità). Ed i bimbi dite che sono “felici” , ma sicuramente ignorano quello che VOI avete stabilito per conto LORO a cosa devono rinunciare.

          PS Lopes mi è simpatico!

      • Ale scrive:

        @ Caterina : dovrei dire Amen dopo questa preghiera di mondo ideale?

    • Toni scrive:

      Giuseppina La Delfa
      Poi, per dirla tutta, trovo surreale che lei possa scrivere una lettera all’Huffington Post nella quale dice quello che le pare (sicuramente oro colato), Lopez si sente di replicarle presso lo stesso all’Huffington Post e si vede rifiutata la pubblicazione. Lo fa Tempi ( ha fatto bene!!!) e lei muove quasi un rimprovero alla testata (scrive “non deve servire a tempi per buttare veleno e bugie sulle nostre famiglie”) perchè non bisogna dare spazio a Lopez perché ( a suo modo di vedere) è un disturbato mentale. In altri termini …. bisogna sentire solo la vostra musica.
      P.S. – Voglio sottolinearlo: è sbagliato indipendentemente da come la si pensi sull’argomento perché significa essere privi del minimo senso della democrazia.

    • beppino scrive:

      ***questo signor Lopez non è nato dall’amore di due donne. è nato da un matrimonio fallimentare ed è stato abbandonato dal padre***

      E l’amore della mamma e della sua compagna lesbica? Non dite sempre che quando c’é amore c’é tutto?

      ***ripeto io e tutta la scienza che un bimbo ha diritto sopra ogni cosa a crescere con chi lo ama e lo rispetta. ed evidentemente e mi dispiace per lui non è stato amato ne dal padre, ne dalla madre. se la dovrebbe prendere con la sua bella coppia di genitori (papà e mammà) irresponsabili !***

      Quale scienza? Le ‘note’/'articoli’ dei psicologi che dicono che per avere figli basta avere la ‘capacità genitoriale’? Capacità genitoriale che poi é sempre riassumibile nella contestuale presenza di: 1) saper ‘accudire’, 2) saper ‘custodire’, 3) saper ‘educare’, 4) saper ‘amare’? Ma le pare che queste 4 capacità costituiscano condizione necessaria e sufficiente (non mi riferisco all’adozione ovviamente…) per far nascere un bambino? E l’altra metà del cielo nella coppia lesbica sarà nelle condizioni di dare da 1 a 4? O piuttosto cercherà di fare la sua parte ‘soprattutto” per affetto indotto del rapporto di amore con la sua compagna? Ad un figlio che vuol sapere delle proprie origini biologiche cosa si risponde? Sei uscito dal cappello a cilindro?

  10. guido scrive:

    Lopez non è l’unico cara signora.

  11. Canapone scrive:

    La fecondazione eterologa e’ un’aberrazione, sia x coppie etero che x coppie gay. Per una coppia etero, che senso ha? Vuoi a tutti i costi un figlio tuo che pero in ogni caso non e’ della coppia perche’ hai bisogno del seme, dell’ovocita, di un utero di un soggetto estraneo alla coppia. Per una coppia gay vale lo stesso discorso: sapere che Elton Jhon e il suo compagno hanno mischiato il loro seme x non sapere chi e’ il padre biologico, hanno trovato una povera ragazza che x soldi si e’ fatta fecondare, la hanno fatta partorire per poi toglierle subito il neonato e coccolarselo in qualcuna delle loro ville. A me sembra solo una serie di comportamenti disumani. E’ chiaro che gli unici innocenti in tutta questa storia sono i piccoli, che in qualunque modo siano venuti al mondo, sono comunque esseri umani e come tali esseri unici e irripetibili.

    • marco scrive:

      I figli dell’eterologa e della fecondazione assistita sono figli dell’amore di due persone che desiderano un figlio e con la forza dell’amore superano ostacoli e barriere. Sono appunto esseri umani unici e irripetibili per i quali tutto il mondo dovrebbe gioire, sopratutto i cristiani che amano la vita e la difendono sempre e ovunque come fanno contro l’aborto.
      Sono figli che senza l’amore di quelle due persone, omo o etero, non sarebbero mai nati e senza di loro il mondo sarebbe un po’ più triste. E non sarebbero mai nati se non esistesse la scienza umana – che se esiste è per volontà di Dio – e non ci fosse comunque la solidarietà tra i sessi e tra persone diverse che si aiutano per portare avanti la vita nel mondo. Geneticamente siamo tutti figli di un uomo e una donna e se pure vogliamo dire che la condizione ideale è quella di essere cresciuti e amati dai nostri genitori genetici, dobbiamo accettare che in milioni di casi questa situazione ideale per mille motivi non si produce. Questo non vuol dire che i milioni di persone che crescono con dei genitori che non sono i genitori genetici siano degli infelici. Molti di loro conoscono o possono conoscere i loro genitori genetici (nell’eterologa spesso ne conoscono almeno uno) ma sanno che i loro veri genitori sono quelli che li crescono e li amano tutti i giorni. Mio figlio a tre anni ha detto “Papà, io sono il tuo amore, tutti i giorni.” perché per lui è importante esserci, non aver dato il seme e poi scomparire dalla vita di tutti i giorni – come hanno fatto i tanti padri genetici (etero) dei bimbi che vanno a scuola con i miei figli.

      • guido scrive:

        I figli delle fecondazioni di laboratorio sono figli dell’egoismo di chi pretende a tutti i costi di essere genitore anche se questo comporta spesso lo sfruttamento di donne incubatrici e lo sterminio di embrioni che sono esseri umani atutti gli effetti. Può un cristiano accettare questo? Credo di no.

  12. mauro scrive:

    Siamo un paese in cui il figlio per essere felice deve nascere da 2 genitori sposati…. si pensa che essere genitore single o omosessuale o adottivo sia comunque sinonimo di infelicità, in Italia purtroppo devi seguire delle strade ben definite, al di fuori l’infelicità

    • guido scrive:

      Un figlio, in qualsiasi cultura e paese della terra, per trovarsi nella migliore condizione possibile deve nascere con un padre ed una madre che lo accompagnino nella sua crescita. Che siano sposati o meno questo e un altro discorso. Ma come al solito si cerca di fare confusione per rigirare la frittatata e mettere in croce i cattolici omfobi e cattivi.

  13. Giovanni scrive:

    Cerchiamo di capirci: la situazione ideale per un bambino che viene al mondo è essere allevato dai genitori biologici, che sono brave persone, in buona salute, psicologicamente equilibrate, innamorate, divertenti, giocose, di buona posizione sociale, con una ricca rete di relazioni, capaci di mettersi nei panni di un bambino, sensibili, aperti di mente, con molto tempo libero, con tutti e quattro i nonni, che vivono in una zona dove c’è un welfare che funziona, buoni pediatri, buone scuole e magari anche un Mulino Bianco.

    Ora vediamo che succede nel mondo reale: due persone che devono lavorare tutto il giorno possono avere figli? Certamente si, chi può impedirlo, ma sarete certo d’accordo che per un bambino non è l’ideale passare tutto il giorno tra tv e baby sitter. Due persone molto povere possono avere figli? Certamente, i serviizi sociali per soli problemi economici non toilgono mai un bambino ad una coppia, ma di sicuro per un bambino l’ideale è una famiglia che abbia i mezzi per garantirgli una vita dignitosa anche dal punto di vista materiale. Due persone con problemi fisici o mentali possono avere figli. Certamente, questo diritto è anche riconosciuto in tutte le convenzioni internazionali a tutela dei disabili, ma alzi la mano che considera questa situazione “ideale” per un bambino

    Possibile che fra tutte queste situazioni “non ideali” (ho scelto apposta esempi dove aver figli in una situazione difficile è una libera scelta consapevole) solo quella di essere allevato da due genitori dello stesso sesso “viola i diritti fondamentali del bambino” ?

    • Caterina scrive:

      Ma infatti io ritengo che TUTTE queste situazioni violino un diritto fondamentale del bambino. Poi ognuno può valutare che questa violazione sia più o meno importante, ma secondo me è indubbio che ci sia una violazione consapevole /su quelle inconsapevoli c’è poco da fare)

      • Govanni scrive:

        Quindi dobbiamo vietare per legge a disabili, poveri e a persona che lavorano molto di avere figli?

        Lo so che non ti passa neppure per la testa, che il tuo è un sentimento di responsabilità nei confronti di chi non ha chiesto di venire al mondo e lo apprezzo. Ma la realtà è complessa e spesso non si può avere il meglio. Oltretutto non è escluso che situazioni del genere si rivelino felici e al contrario situazioni in apparenza ideali presentino problemi enormi. Mio fratello psicologo potrebbe farti tutta una casistica.

        Comunque la mia polemica riguardava il fatto che per Lopez “crescere on papà e mamma” sarebbe un diritto inalienabile, mentre crescere con persone che ti seguono o in una condizione materiale dignitosa no. Queste ultime condizioni sarebbero “meglio”, mentre papà e mamma sarebbero indispensabili. Non è vero, lo dimostra tutta la scienza e l’esperienza che abbiamo. Ogni cosa che ci avvicina all’ideale descritto nel mio post è meglio, ma nessuna di esse è singolarmente indispensabile e insostituibile. Neppure papà e mamma

        • Caterina scrive:

          non mi fare dire cose che non ho detto. ho parlato di situazione ideale, poi c’è la vita reale.

        • Caterina scrive:

          quello che volevo dire è che esistono tante situazioni “non ideali”, che comunque possono essere gestite. Non concordo su chi dice che la biologia non è importante. Secondo me è importante, e a parità di tutte le altre condizioni è meglio se non si priva un bambino del legame con i suoi genitori biologici. Questo non toglie che esistono moltissimi bambini adottati felici, molti bambini cresciuti con un solo genitore (o a volte con un parente) ugualmente felici, e alcuni (perchè il fenomeno, almeno in italia, è relativamente circoscritto) cresciuti con coppie omogenitoriali ugualmente felici. Così come esistono bambini infelici cresciuti con i loro (inadeguati) genitori biologici

    • Toni scrive:

      Giovanni
      Quindi … dato che manca la situazione ideale, perché è difficile per tanti motivi, facciamo diventare famiglia quello che “vi pare”. Non conta se i motivi sono stati i prodotti di scellerate politiche – culturali a senso unico che per decenni hanno demolito la figura tradizionale di padre e della madre (tant’è che è un mestiere da tanti dimenticato) e non conta neanche se una altrettanta politica scellerata, con le sue scelte economiche, ha letteralmente rovinato famiglie. Dobbiamo rassegnarci a vederci consegnata questa “realtà” e sentirci dire che alla fine, scienziati ( me li immagino solenni con il loro camicione bianco!), hanno stabilito che i bambini possono crescere bene dappertutto (pure tre papà con e senza una mamma, tre mamme con e senza un papà…… e più ne ha più ne metta). E dobbiamo pure stare muti!

    • Ale scrive:

      @Giovanni hai ragione infatti l’unica cosa che mi limita dal fare subito l’eterologa e’ che non lo farò nascere in una casa piena di soldi ma in una dove entrambi i genitori devono lavorare e di questo riconosco mi sentirei un poco in colpa perché mi piacerebbe tanto “donare tutta la mia giornata” a dei figli. Ma non sono nata ricca, neanche povera ma come tanti devo lavorare ed il tempo risicare.. Dopo se mi riesce l’esperimento di “laboratorio” e vedo che con i bimbi mi trovo bene faccio anche l’adozione.. Tanto la mia sarà una famiglia “strana” per tutta questa “bella gente da mondo ideale”. Buonasera a tutti.

  14. guido scrive:

    Un figlio, in qualsiasi cultura e paese della terra, per trovarsi nella migliore condizione possibile deve nascere con un padre ed una madre che lo accompagnino nella sua crescita. Che siano sposati o meno questo e un altro discorso. Ma come al solito si cerca di fare confusione per rigirare la frittatata e mettere in croce i cattolici omfobi e cattivi.

    • Giovanni scrive:

      In qualsiasi cultura e paese della terra? Ma stai scherzando? E le culture poligamiche dove uno nasce con un padre e parecchie madri? E quelle poliandriche dove al contrario hai una made e diversi padri?

      Al mondo ci sono popolazioni per cui puoi essere allevato da due donne (di cui una diventa uomo e parla pure all’assemblea) da due uomini (di cui uno diventa donna veste e si comporta come tale) , dagli zii e le zie della mamma, mentre il papà non è ammesso a casa, come i padri dei cuginetti e gli zii vanno a fare figli in altre case. Puoi anche essere legalmente e socialmente figlio di uno morto sei mesi prima che tu fossi concepito (la mamma ha usato un fratello minore del de cuius per la fecondazione eterologa).

      Quella nucleare è solo uno dei tanti tipi di famiglia che l’umanità ha conosciuto.

      • Resistere scrive:

        Dove le hai trovate queste popolazioni? In un libro di fantascienza?
        Comunque abbiamo capito: dobbiamo prepararci a successive varianti, con più donne e più uomini, di età assolutamente varia (dato che 18 anni sono una pura convenzione) e magari anche qualche animale. Buono a sapersi!

        • Giovanni scrive:

          Qualunque buon testo di etnografia può fornirti esempi in quantità

          La diffussione della poligina la conosciamo tutti, credo, la poliandria è diffusa in Tibet e in altre areee dell’Asia Centrale. Sempre lì esistono popoli dove la famiglia è formata solo da fratelli e sorelle, che allevano i bambini avuti dalle donne con maschi di altre case. Tra gli Inuit (esquimesi) anche se un uomo od una donna cambiano partner è normale e socialmente accettato che continuino ad avere saltuariamente rapporti con gli ex e anche a fare dei figli con loro.

          In tutte le culture matrilineari dell’ Africa e dell’Oceania il vero genitore , il responsabile dell’educazione, di un bambino è lo zio maternoe il padre biologico è una specie di amico grande.

          Donne che svolgono ruoli da uomo, sposando altre donne e ricorrendo per avere figli ad un servo di casa come donatore di gameti sono documentate nelle popolazioni nilotiche del Sudan e del Kenya (Nuer, Luo) Sempre tra i Nuer si trova l’usanza del figlio del morto.

          Uomini che assumono il ruolo sociale di donna e di moglie li troviamo tra le culture native americane (Navajos, ma non solo) in Siberia e tra i Dayaki del Borneo.

          • Toni scrive:

            Lo sapevo che ti sparavi sta cosa.
            Ed infatti perché non ve ne andate a vivere lì tra quelle belle famiglie ..in Tibet, in Sudan, Borneo …ti raccomando gli Inuit (questi se non sbaglio per ospitalità si scambiano le mogli), gli aborigeni in Oceania… .Sono tutte civiltà avanzate, tecnologiche democratiche , con sviluppatissime concezioni filosofiche ecc.

            Conoscevamo anche qua queste famiglie e lasciarle alle spalle ha significato creare la civiltà che conosciamo. Per questo quello che si vive oggi altro non è che un regresso antropologico ben vestito da insulsi intellettuali, ben propagandato e che, per avallarlo meglio, si cercano leggi liberticide. Ma restano idee da primitivi!

            • Giovanni scrive:

              Guarda che io mica pretendo che tu sia d’accordo con questi modelli di famiglia.

              Se la tua cultura prevede al massimo un solo partner in tutta la vita, dopo il matrimonio e te lo tieni anche se ormai ti fa schifo e vi tirate i piatti, ma ha come ideale la verginità e il celibato va benissimo. Non sei nè meglio nè peggio di un Inuit o di un Dayako transessuale.

              Solo non puoi dire che il tuo modello è “naturale” e quello degli altri no.

              PS la morale delle società tecnologiche, democratiche, pluraliste e con cultura diffusa (avanzate) è quella che combattete tutti i giorni qui.

              • Toni scrive:

                @ Giovanni
                Non andare oltre a quello che ho scritto.
                Ti ho fatto notare che quei modelli di famiglia si innescano in contesti socio culturali deprimenti (perché lo sono…. ti piaccia o no ). Se ne vuoi parlare bene, liberissimo di farlo, ma non puoi decontestualizzare, e devi prendere tutto il pacchetto.
                In occidente abbiamo evoluto un tipo di famiglia, una cellula sociale, che è la base della creazione della nostra civiltà fatta di tantissime belle cose (dalla musica, arte, architettura, filosofia medicina …). Te lo rimarco ….. la famiglia in ciò è stata incontestabilmente determinante!
                Il fatto che attribuisci alla mia cultura “al massimo un solo partner in tutta la vita, dopo il matrimonio e te lo tieni anche se ormai ti fa schifo e vi tirate i piatti” provi soltanto la decadenza che viviamo (perché è evidente che scrivi di quel poco che riesci a concepire).
                PS – Puoi dedurre che quello che scrivi nel PS è una tua illusione … se il tuo pensiero fosse stato vincente agli arbori dell’umanità ( altro che …società tecnologiche, democratiche, pluraliste e con cultura) ci saremmo estinti.

                • Toni scrive:

                  Giovanni

                  Grazie a Guido ho colto una tua perla …. (Solo non puoi dire che il tuo modello è “naturale” e quello degli altri no.) che mi era sfuggita.
                  Nell’uomo fa parte del suo “naturale” il creare “cultura” . La cultura può essere più o meno arretrata, quella delle famiglie che dici tu saranno al “naturale” ma culturalmente “arretrate”. Se dovessimo seguire invece il tuo ragionamento … “naturale” è il cannibalismo (sempre nel Borneo, vicino alla famiglia che ti piace) e dovrei dirti che “Non sei nè meglio nè peggio di
                  di un….” cannibale .

                • Giovanni scrive:

                  Ti sbagli la famiglia nucleare non è legata alla nostra civiltà, tanto è vero che nasce nell’Ottocento e la nostra cultura è un pò più vecchia.

                  E’ figlia dell’industrializzazione e del lavoro salariato, infatti se guardi bene, tutti i tipi di famiglia che ti ho illustrato hanno un aspetto in comune, sono sistemi per garantire la conservazione e la trasmissione tra generazioni della ricchezza immobiliare e fondiaria, al massimo del bestiame. I salariati non hanno nulla da difendere (o almeno nulla di vitale, una cosa è tramadare tra generazioni la casa al mare, un’altra i campi che sono la base del sostentamento del grupopo) e quindi costruiscono un legame basato principalmente sul legame affettivo/erotico. Legame ovviamente molto più instabile, come dimostra la storia sociale degli ultimi due secoli.

                  Come vedi la famiglia come la conosciamo ora è un effetto e non una causa della nostra organizzazione sociale.

                  • guido scrive:

                    Anche se la struttura familiare è stata influenzata da fattori socioeconomici non è possibile negare l’esistenza di un nucleo fondamenrale costituito da padre madre e figli. Se poi questo nucleo era inserito in un contesto più ampio o no che differenza fa rispetto alla questione che è all’origine della discussione, e cioè del fatto che un bambino ha bisogno di una madre e un padre?

                    • Giovanni scrive:

                      E’ qui che ti sbagli. Il nucleo fondamentale di cui parli è formato semmai da una donna con i suoi figli. In moltissimi casi non c’è una figura di padre come la concepiamo noi.

                      A parte il caso estremo della donna che sposa un gruppo di fratelli per cui non è proprio possibile sapere chi è il padre biologico abbiamo molti casi in cui si sa ma non ha nessuna importanza. Il padre biologico del figlio del morto o della vedova senza figli che diventa uomo e sposa una donna non ha alcun diritto e non sente alcuna resposabilità nei confronti dei suoi discendenti. Come probabilente succede ad un donatore moderno.

                      Ancora più comune il caso in cui le figure di pater (progenitore biologico) e genitor (resposabile dell’educazione) sono due figure diverse, di solito la seconda è lo zio materno. Mi pare che anche questo caso sia una fattispecie radicalmente diversa da quella che noi diamo per scontata e universale.

                  • Toni scrive:

                    Ma dove ti arrampichi?
                    Stai attento che cadi!

                    PS: quando uno vuole negare l’evidenza diventa ingegnoso!

              • guido scrive:

                “Solo non puoi dire che il tuo modello è “naturale” e quello degli altri no.”

                dai. adesso tira fuori anche la storiella degli animali che in natura hanno rapporti omosessuali cosi le abbiamo dette tutte le solite cretinate che tirate fuori quando arrampicarsi sugli specchi diventa troppo difficile.

                mi sono bastati gli infiniti monologhi del mio prof. di filosofia omosessuale sul fatto che la normalità non esiste a farmi le ossa su queste scempiaggini.

          • guido scrive:

            addirittura! i dayaki del borneo. ma fammi il piacere. questi esempi strampalati che riguarderanno si e no lo 0,00001% della popolazione mondiale e diffusi in tribu che spesso vivono ancora in condizioni preistoriche non li commento nemmeno perchè si commentano da soli …
            per quanto riguarda la poligamia siamo al solito gioco del rigira la frittata, anche se un uomo ha più mogli, un bambino nasce comunque da un uomo e da una donna, saprà chi sono suo padre e sua madre che sarà unica, saprà ben distinguere la propria madre dalle altre mogli, quindi, alla fin fine non cambia molto rispetto a quella che dovrebbe essere la situazione ideale padre-madre-figli.

            • Giovanni scrive:

              Risposta collettiva, scusate il ritardo, ma non riuscivo a smettere di ridere.

              Non so se ve ne siete accorti, ma nelle vostre risposte ammettete chiaramente che la famiglia come la concepiamo noi non è un dato naturale, qualcosa di iscritto nel cuore degli uomini, ma un fatto culturale, qualcosa che gli uomini costruiscono in base alle loro esigenze. Esigenze diverse = famiglie diverse. Che poi voi consideriate arretrate, deprimenti, barbare o preistoriche le culture che esprimono queste famiglie poco conta. Point,set, game come si dice nel tennis.

              Però lasciatemi dire che questo illuminismo fuori tempo massimo è davvero spassosissimo. Però anche fasullo, devo dirlo, gran parte di quelle culture non hanno nulla da invidiare alle nostre. Il livello di vita in molti di quei posti era più o meno pari al nostro quando all’inizio dell’Ottocento la famiglia nucleare si è affermata da noi. E oggi negli stessi luoghi si vive all’incirca come in una cristianissima favela brasiliana.

              Quindi se diversi tipi di famiglia sono stati inventati in passato possiamo inventarne di nuovi in futuro, no?

              • Toni scrive:

                Giovanni,
                non spacciar lucciole per lanterne.
                Desisti a fare il sofista giocando con “naturale” e “culturale” (nell’uomo le cose si incontrano). Ed il culturale aiuta a capire il naturale, per questo la nostra famiglia è migliore di altre.
                Ridi se ti fa star meglio, ma hai detto cose sconclusionate .
                Quando parli dei “livelli di vita” pari al nostro … ne hai di fegato!
                Il finale è tragico… si! in un epoca di pazzi furiosi puoi creare tutte le famiglie che vuoi… contento?.
                Infatti in quest’epoca di cacca vedo cosa state riuscendo a creare.

          • Canapone scrive:

            caro Giovanni, l uomo e’ un essere meraviglioso, ma se non si mettono dei punti fermi non si sa dove si va a finire. E’ vero, nel mondo ci sono molti esempi di strutture sociali diverse dalla famiglia “marito, moglie, figli”, questo vuol dire che sono tutti sullo stesso piano? Ci sono popoli dove i gay sono condannati a morte, ci dobbiamo ispirare a questi? Ci sono popoli dove gli adulti vivono alle spalle dei bambini: ci dobbiamo ispirare a questi? Ci sono popoli dove i maschi non si curano della famiglia e dei figli, ci dobbiamo ispirare a questi? A me sembra che le cose siano abbastanza chiare: perche’ per adottare un figlio la coppia deve avere certi requisiti di stabilita’ e di eta’? Perche’ siamo tutti pazzi o forse perche’ si cerca di offrire al bambino Una sitazione positiva per la sua crescita? Se basta solo l’amore, perche’ una copia di sessantacinquenni non puo’ adottare un bimbo di due anni?

            • Giovanni scrive:

              Continua a sfuggirvi la cosa importante: secondo la posizione ufficiale della Chiesa la famiglia come la concepiamo noi è una dato di natura, fa parte di quella “legge naturale” che Dio ha iscritto nel cuore degli uomini (cit Catechismo). E’ qualcosa di pre politico e pre culturale.

              Dalle vostre risposte si capisce che anche per voi non è così, che anche per voi è un prodotto culturale, il migliore a vostro giudizio, ma sempe una costruzione umana. Quindi disponibile, discutibile, su cui la società può lavorare.

              Non cambia le cose che non siate d’accordo sulla direzione che la cultura umana contemporanea ha preso in questo campo e neppure che tutti i modelli diversi da quello della famiglia nucleare vi facciano letteralmente schifo. E’ un cambiamento epocale di mentalità e sono davvero contento che, consciamente o inconsciamente, si faccia strada anche fra i cattolici duri e puri.

              Tanto contento che vi risparmio tutti i discorsi sulla sostanziale equipollenza delle culture e sulla fallacia della categoria di primitivo, concetti ormai acquisiti in antropologia, sociologia e filosofia.
              Avremo altre occasioni

              • Toni scrive:

                Giovanni
                Tu te la canti e tu te la suoni (e ti fai pure l’applauso).
                Dove hai letto che la famiglia è una creazione culturale?
                Quando dici “dalle vostre risposte si capisce…” … lascia perdere la spavalderia e cerca di accettare l’idea semplice che … capisci male.
                Bravo… trovo generoso che ci privi di tutti “i discorsi sulla sostanziale equipollenza delle culture e sulla fallacia della categoria di primitivo, concetti ormai acquisiti in antropologia, sociologia e filosofia” perché ci risparmi una marea di sciocchezze.

                • Giovannni scrive:

                  Ti ho fatto notare che quei modelli di famiglia si innescano in contesti socio culturali deprimenti (perché lo sono…. ti piaccia o no ). Se ne vuoi parlare bene, liberissimo di farlo, ma non puoi decontestualizzare, e devi prendere tutto il pacchetto.In occidente abbiamo evoluto un tipo di famiglia, una cellula sociale, che è la base della creazione della nostra civiltà fatta di tantissime belle cose (dalla musica, arte, architettura, filosofia medicina …)
                  Lo hai scritto tu no?

                  • Toni scrive:

                    E ti ripeto … che non hai capito.
                    Non ti confondere sulla parola “evoluto” significa prendere una cosa che c’è, comprenderla culturalmente e definirla. Tutto “naturale” e “culturale” non inventato !
                    Se non hai capito… dillo che dopo la partita ti faccio altri esempi.

                    • Giovanni scrive:

                      No una cosa che evolve è qualcosa che si trasforma a seconda delle circostanze. Se vuoi partendo da qualcosa di naturale, che in questo caso è il fatto che i bambini hanno bisogno di cure. Che a occuparsene sia solo la madre o che questa sia aiutata dal padre biologico, dal fratello, da tutti i fratelli e le sorelle, da cinque mariti o da un marito donna dipende dalla cultura di riferimento. Ci sentiamo dopo la partita.

                    • Toni scrive:

                      E ti ripeto, non hai capito … non parlo di evoluzionismo.
                      Ma di una realtà che esiste e che meglio si capisce quanto più l’uomo cresce razionalmente ed affettivamente ( e per questo oggi si capisce meno… perché ci sono tizi peggiori dei primitivi) .
                      Mi sto riferendo proprio a quello che hai accennato (per sminuirlo?) al bisogno innato – quasi istintivo – che porta i genitori a rimanere assieme per accudire i propri figli ed assicurare loro sostentamento e protezione contro le minacce del mondo .
                      Che me ne frega del tuo discorso se questo bisogno originale ha poi assunto molteplici traduzioni nelle varie culture, o se è stata istituzionalizzata diversamente con strutture più o meno corrispondenti a quell’esigenza (perché lo so che ci sono quelli che l’hanno fatto peggio … ed è una sera che te lo dico!) ma essa resta la peculiarità originale dell’esperienza umana, in sé e per sé considerata.
                      Ed ho aggiunto … che chi lo ha capito meglio come è una famiglia , è riuscito a fare la migliore civiltà, questo perché è partita … con le migliori premesse.
                      Ed è altrettanto chiaro che quando dici che altre civiltà sono pari alla nostra … mi faccio una risata.

                    • Giovanni scrive:

                      Neppure adesso: Il “bisogno innato, quasi istintivo” di cui parli è semplicemente il fatto che la nostra prole ha bisogno di cure.

                      Come curarli è un fatto sociale e mi pare che sin qui siamo d’accordo.

                      Allora: le cose naturali non si imparano e non si declinano socialmente, ridamo tutti e piangiamo tutti allo stesso modo, la diversità sta nei motivi per cui lo facciamo, una cosa che fa ridere noi lascia indifferente un giapponese e viceversa (ricordi “Mai dire Banzai?”) Quindi la risata è naturale l’umorismo è culturale.

                      Per la stessa ragione le cure parentali sono naturali, la famiglia è culturale. Per quello le prime sono molto simili in tutto il mondo, la seconda tanto diversa a seconda dei luoghi.

                      Carina la teoria secondo cui chi ha capito meglio la famiglia più è avanzato nella civiltà. Quindi assegnamo questa palma prima agli Egizi che prevedevano per i Faraoni anche il matrimonio fra fratello e sorella, poi ai Romani che usavano aborto e infanticidio, infine agli Americani ed Inglesi protestanti che prevedono il divorzio. Ora forse tutto passa ai Cinesi. Cavolo! I cattolici non ci sono mai….

                      .

                    • Toni scrive:

                      @ Giovanni,
                      io la risposta te l’ho data, ma hai fatto di testa tua e mi confermi l’inutilità dei discorsi, quando tenti l’ arzigogoli, per far finta di non capire e negarmi la sostanza del discorso. E pretendi in alcuni casi di spiegarmi il mio stesso pensiero… un grande!
                      Cosa peggio, nel sentirti scaltro fai lo spiritoso diventando ma miope e noncurante se poi cadi in un buco.
                      L’Egitto la palma te la rimette in mano: il matrimonio tra fratello e sorella poteva essere contratto nella famiglia reale aveva il SOLO SCOPO di conservare il trono all’interno della dinastia (capisci la MOTIVAZIONE, al allora che cosa c’entra?). Ma se vai sulle pareti della sua tomba a Saqqara trovi i comandamenti di Ptahhotep , 2.500 anni prima di Cristo (quindi … parola mia, i cristiani non c’entrano), e ci trovi “Per raggiungere la saggezza devi crearti una famiglia appena possibile” “Ama tua moglie con passione.” “Meraviglioso il figlio che obbedisce a suo padre!”
                      (capito fai pure gli esempi sbagliati!)
                      Pure i romani prendono la loro bella palma e te la rimettono in mano, infatti surrettiziamente sposti l’attenzione sull’aborto e l’infanticidio, cose che esistevano e su cui decideva il futuro padre (per poi finite, come diritto, con gli incivili cristiani), ma glissi su una “evoluzione” (riuso il temine ma non c’entra Darwin) della codificazione del diritto di famiglia fino a Giustiniano, che passa da un significato prevalentemente patrimoniale ad uno diciamo“classico”.
                      Nei protestanti (che è una nebulosa di fazioni) il divorzio non contraddice il senso ed il ruolo della famiglia. Hai tre palme in mano.
                      La quarta palma te la danno i … cinesi..(quelli a cui la volevi passare) , e ti curano la miopia con l’accademia delle scienze cinesi secondo la quale: “Una delle cose che ci è stato chiesto di indagare era che cosa spiegasse il successo, anzi, la superiorità dell’Occidente su tutto il mondo (nota è la cosa che da due giorni ti dico) . Abbiamo studiato tutto ciò che è stato possibile dal punto di vista storico, politico, economico e culturale.
                      Inizialmente abbiamo pensato che la causa fosse che avevate cannoni più potenti dei nostri. Poi abbiamo pensato che fosse perché avevate il sistema politico migliore. Poi ci siamo concentrati sul vostro sistema economico. Ma negli ultimi vent’anni abbiamo compreso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione: il cristianesimo. Questa è la ragione per cui l’Occidente è stato così potente. Il FONDAMENTO MORALE CRISTIANO DELLA VITA SOCIALE e culturale è ciò che ha reso possibile la comparsa del capitalismo e poi la riuscita transizione alla politica democratica. Su questo non abbiamo alcun dubbio”. (Te l’ho detto dall’inizio che quella occidentale è la migliore delle civiltà apparse al mondo e non sono solo a pensarlo)
                      “I cattolici non ci sono mai….” Per te! Che sei arguto e mi dimostrerai che università, ospedali , le prime scuole pubbliche, l’anagrafe , i primi libri su carta , il giusto processo, il calendario, progressi nelle arti(es il pentagramma , che serve per la musica, sai che palla era prima?), la pari dignità per donne e bambini, uguaglianza degli uomini è frutto dei tuoi…. centri sociali !

                    • Toni scrive:

                      @ Giovanni
                      Ti avevo risposto, ma il mio post è, al momento, scomparso.

                    • Giovanni scrive:

                      Toni anche se ormai ci saremo solo io e te qui ti rispondo uguale.
                      Prima di tutto vedo che hai glissatoi sulla parte fondamentale della mia risposta e ti sei dedicato a quella che voleva essere scherzosa e leggera, vabbè, passiamo pure su questo piano.

                      Quello che intendevo era che nessuna delle civiltà che hanno avuto il primato nelle varie epoche storiche ha usato la concezione di matrimonio, famiglia e sessualità del Cattolicesimo. Anche quando questo era dominante in Europa i più avanzati della zona erano gli Arabi poligami. Poi tutte queste ne avranno avuto qualche aspetto, ma l’intera concezione mai. Quindi la tua affermazione che il cattolicesimo avrebbe fondato la migliore civiltà (e non è vero) comprendendo meglio degli altri “come è una famiglia” è evidentemente falso.

                      Sono curioso di sapere la fonte del documento cinese, visto che malgrado il fatto che uomini straordinari come Matteo Ricci vi abbiano dedicato la vita il cristianesimo non ha mai sfondato in Oriente. Anzi la storia dei rapporti tra oriente e cristianesimo mi sembrano la storia di reciproche incomprensioni dovute all’estrema difficoltà di tradurre i propri concetti fondamentali (ad esempio Dio trascendente ma personale per noi e senso del rito per loro) nella prospettiva culturale dell’altro. Questa è una dimostrazione in più che non esiste una “natura umana” a cui tutti possiamo riferirci spontaneamente.

      • Toni scrive:

        Cosa dimostra il fatto delle culture? Perché non le chiami per nome e cognome queste culture?
        Vuoi vedere che stai sostenendo una grossa banalità?

  15. Laura72 scrive:

    Non conoscevo, lo ammetto, la “signora” La Delfa. Quando ho letto l’articolo di Tempi che citava la sua lettera (spudorata, provocatoria e priva di rispetto per la persona del Santo Padre, a cominciare da quel “Gentile sig. Bergoglio” atto a sminuirne il ruolo e l’autorevolezza) mi sono incuriosita e ho cercato in rete notizie e immagini relative al soggetto in questione. Una profonda amarezza (una vera e propria stretta al cuore) si è impadronita di me vedendo le stucchevoli foto che ritraggono sia il giorno del suo matrimonio con la compagna, sia i quadretti di “famiglia” dove le due sciagurate posano con la loro prole. Dentro di me echeggiava una sola parola: menzogna, menzogna, menzogna… Dietro una facciata di edulcoratezza e di sorrisi esibiti nel tentativo di far apparire tutto “nella norma” ho percepito un ineffabile miscuglio di falsità, superbia e cattiveria (dal latino “captivus”, schiavo). Ma, sopra a tutte le considerazioni e le domande che si sono affollate nella mia mente osservando questo scempio, una ha avuto il sopravvento, ed è questa: “ma dov’è la FAMIGLIA”? Già, dov’è la famiglia!!! Nelle foto del mio matrimonio, e penso della maggior parte di noi bigotti-eterosessuali-cattotalebani, non compariamo solo mio marito e io ma anche i nostri genitori, in alcuni casi i nonni ancora viventi, i nostri fratelli e le nostre sorelle, gli zii, i cugini, gli amici più intimi… tutti convenuti a compartecipare alla nostra gioia, alla nascita di una nuova famiglia in Cristo (già, perché per noi il matrimonio non è l’arida stipula di un contratto, è un SACRAMENTO!), perché una famiglia non può essere autoreferenziale, slegata dal contesto sociale, da quel tessuto di relazioni che ne determinano la forza e la completezza, finanche la riuscita. Nelle foto della signora La Delfa tutto questo non l’ho visto (la miopia incipiente mi ha giocato un brutto tiro?); i bambini che lei e la sua compagna hanno avuto e stanno crescendo non conosceranno mai la gioia di una famiglia VERA (una di quelle famiglie poco fotogeniche, spesso ritratte col broncio e coi bambini che piangono, dove ci si tira dietro i piatti e ci si sbattono le porte sul grugno, avete presente?) ma soprattutto viene negato loro il DIRITTO di avere uno sviluppo psichico-fisico-relazionale e di personalità/identità sano ed armonico che solo si può raggiungere in seno ad una famiglia naturale, dove un bambino possa rapportarsi con un PADRE ed una MADRE. In veste di insegnante di scuola primaria (quindi di persona concretamente SUL CAMPO, che non si avvale di astratte e sterili teorie pseudo-scientifiche, che spesso vengono citate da chi vuole ratificare le proprie perversioni) posso dirvi che oggi più di ieri i bambini hanno bisogno di certezze, di punti fermi, di esempi e modelli forti e positivi. Sono creature fragili e smarrite, che spesso manifestano il loro disagio con comportamenti aggressivi (anche verso sé stessi) o con assoluta apatia verso ciò che li circonda, traducendosi tutto questo in uno scarso rendimento scolastico che li penalizza fortemente sul piano personale e sociale rendendo ancora più dolorosa la loro situazione. Non ho la soluzione miracolosa a questo dramma (si lavora con umiltà e pazienza tutti i giorni, non sto a dirvi con quale carico di frustrazioni e di insuccessi), ma con gli anni e con l’esperienza, con l’osservazione e il confronto, con l’aiuto e la sussidiarietà dei colleghi ho potuto farmi un quadro abbastanza completo delle cause di tutto ciò. E qui potrei elencarne molte, potrei evocare la crisi dei valori (in primis la mercificazione della vita e lo svilimento dell’essere umano), la mancanza di tempo dei genitori nel seguire i figli, il dramma dei genitori separati, l’abisso di solitudine che i bambini si portano dentro silenziosamente ma che all’esterno diventa “somatizzato”, e molto molto altro… ora, ditemi voi, a questa già grande sofferenza di molti bambini vogliamo aggiungere altra sofferenza? alle menzogne vogliamo aggiungere altre menzogne? No, io non ci sto!!! E concludo ricordando quello che ci insegnavano i nostri vecchi (saggi vecchi di una volta): il tempo è un galantuomo, dicevano… infatti la storia sbugiarderà da sé questa grande impostura satanica (tanto baccano ma dietro c’è il NULLA) e come ci ha insegnato il nostro Maestro “portes inferi non praevalebunt”.

    • Resistere scrive:

      Cara Laura, quanto hai ragione.
      Il tempo è galantuomo…lo è sempre stato, nel bene e nel male.
      E con il tempo si capirà che abisso di disperazione e di fragilità, nonché di inestricabili e dolorosi grovigli giuridici stiamo costruendo seguendo ciecamente le possibilità offerte dalla scienza e travestendole di “morale” e di “diritto”.
      Per fortuna comunque queste realtà continuano ad essere marginali, nonostante la tanta pubblicità di cui beneficiano.

    • Giovanni scrive:

      Marco 3 anni figlio di Grazia che ha il fratello gay, a colazione: “Mamma perchè lo zio dorme nello stesso letto di Luca?” Lei, trepidante, “Perchè lo zio e Luca si amano come papà e mamma” “Ah! posso avere un altro biscotto?”

      Ci sono tanti bambini con problemi, per carità, ma sei sicura di essere tu, Laura . a specchiarti nella loro tristezza?

      • Giovanni scrive:

        Errata corrige: Marco è un paffuto biondone di 6 anni , schiacciato il tasto sotto.

        Resistere: Appunto! ilproblema interessa una percentuale minima della popolazione, i gay sono circa il 6 % della popolazione e mica tutti desiderano sposarsi o avere figli.

        Perchè ne fate una questione di stato? Permettetegli di fare come meglio credono e passiamo ad occuparci di cose veramente urgenti, come la disoccupazione e la crisi.

        • Toni scrive:

          “Permettetegli di fare come meglio credono ” già, confondiamo bambini e biscotti .
          No, per quello che si può… si dice di no….perché una volta che accetti il principio tutto diventa possibile. Tu, questo, credo che lo sai.

        • beppino scrive:

          A 6 anni il nostro Marco potrebbe anche chiedere se fra lo zio e Luca é possibile che nasca un cuginetto… Del resto, essendo quasi sicuramente figlio unico, avrebbe bisogno di un ‘fratellino’ o di una ‘sorellina’, o no? Ma forse é il caso che si limiti a passare al biscotto… la scenetta é più ‘famigliare’. E affinché sia più credibile leverei anche la ‘trepidazione” a Grazia… appare nota stonata, o no?
          Quanto alla statistica… sono sicuro che gay e lesbiche che ‘vogliono’ mettere in pratica la loro grande capacità genitoriale probabilmente sono ancora molti meno di quanti lei stimi. Da questo punto di vista la necessità di occuparsi delle cose veramente urgenti é molto più impellente; ma sa com’é rimane sempre tempo e spazio per parlare degli affari degli altri (ovviamente a sproposito, ma che ci vuol fare… porti pazienza).

      • guido scrive:

        un bimbo di 6 anni che cavolo ne deve capire del fatto che lo zio dorma con luca?

        • Giovannni scrive:

          La cosa importante è che Marco non si è turbato per nulla. Se un giorno lo zio e Luca avranno un bambino adottato o con la maternità surrogata sono pronto a scommettere che sarà contentissimo.

          • Toni scrive:

            Primo o dopo si accorgeranno che gli è stato negato, artificialmente, l’altra metà del mondo.

          • Guido scrive:

            Certo che sarà contento, tanto mica e lui ad avere due papà, sarà solo ino spettatore inconsapevole ed innocente di una commedia che potrebbe rivelarsi una tragedia.

    • guido scrive:

      grazie laura! bellissimo commento!

    • mau scrive:

      Da Cristiano mi chiedo come fa una persona a giudicare una persona che neanche conosce!

    • giuseppina la delfa scrive:

      cara signora laura, lei è talmente patetica da fare ridere :)

      e difatti mi diverto non poco a leggere le sue fantasie assurde. abbiamo per noi la storia, la scienza, il diritto e tutte le sue elucubrazioni non potranno farci niente.
      buona continuazione :)
      venga alla festa delle famiglie il 4 maggio a Firenze, venga a salutarci : noi non mordiamo …

      • beppino scrive:

        Lei può raccontare tutto quello che vuole… avrà anche la storia (?) dalla sua parte, avrà anche la scienza (sic!), avrà pure il diritto (quale?), ha inoltre la fortuna di non essere mai patetica come i ‘bigotti’ che ama tanto chiosare. Insomma tanti bei discorsi, ma alla fine della fiera lei ha soprattutto una figlia che é priva di papà e che mai potrà recuperare la seconda metà delle proprie origini; e non perché il mondo, a volte purtroppo, può andare così ma per ‘meditata’, ‘ponderata’ e ‘ricercata’ sua scelta. Auguro ogni bene per lei, sua figlia e la sua compagna lesbica; mi permetta però di dire, a proposito di diritti, come nell’immediato e sullo specifico non si può non intravvedere una prima piccolissima (almeno per adesso) privazione di un diritto, non di un suo diritto però.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Cara Giuseppina,
        dato che io sono di Firenze, vengo io, e avvalendomi dei modi civili e urbani di cui tu evidentemente sei priva, magari riesco a farti capire che scrivere sistematicamente e ostentatamente i nomi dei tuoi interlocutori con l’iniziale minuscola è solo un patetico espediente per tentare di sminuirne l’autorevolezza, e, per di più, è pure controproducente alla tua causa, visto che così facendo manchi nei loro confronti di quel “rispetto” che voialtri pretendete frignando per i vostri abominevoli soprusi perpetrati nei confronti di creature innocenti.

        • Giovanni scrive:

          Stoppanski anche il cattoliccismo Guido ha scritto Laura con la minuscola,. Dai riprenditi, puoi fare meglio!

          • Guido scrive:

            è vero, chiedo scusa a Laura, non volevo certo offendere nessuno, con la tastiera del cellulare dimentico sempre di mettere le maiuscole.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Giovanni caro,
            tu la conosci la definizione del termine “sistematicamente”?
            No, vero? Sei troppo piccino!
            Ah, a proposito, se è puerile il tentativo di sminuire l’autorevolezza dell’interlocutore scrivendone il nome minuscolo, storpiare il nickname altrui è da bambocci dell’asilo.
            D’altra parte chi se non un bamboccio dell’asilo farebbe la spia come hai fatto tu con Guido?
            Ma ragioniamo di cose serie: a che ora te la danno la merendina?

            • Giovanni scrive:

              Stoppanski, dai che ce l’abbiamo quasi fatta, ancora un piccolo sforzo e ti torna la verve di quando eri Jim Tubin .
              Otra manca solo Giovanna e i suoi piagnistei sui poveri poveri poveri bambini, Mariani (lo sciamannato che citava quaranta commi del codice a post, tutti a sproposito) e abbiamo ricostruito l’allegra compagnia di qualche tempo fa.
              Però siete stati cattivi a lasciare qui solo Mike a far lui tutte le peggio figure per così tanto tempo.

      • Guido scrive:

        ma di che cosa sta parlando? quale storia? quale scienza? quale diritto?

      • Franceschiello scrive:

        “abbiamo per noi la storia, la scienza, il diritto”

        la stessa identica cosa che 40 anni fa dicevano i comunisti. Erano straconvinti che il comunismo avesse ormai definitivamente trionfato. Poi, improvvisamente, cadde un certo Muro, e con esso caddero sistemi ideologici e politici che sembravano perfetti e infallibili.
        Quel che è successo con l’ideologia comunista, succederà con l’ideologia genderista. Infatti, non è un caso che molti di quelli che oggi sostengono il gender sono gli stessi che decenni fa sostenevano il comunismo.

    • Toni scrive:

      Brava Laura …..e speriamo con l’aiuto del buon Dio in tempi migliori!

  16. Matteo scrive:

    Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.

  17. Giovanna scrive:

    Gli lgbt facciano quello che gli pare, questo è un mondo libero, ma nn si permettano di mettere le mani sui bambini.

    • Caterina scrive:

      @Giovanna: difficile impedire ad una donna omosessuale di avere, e crescere, dei figli … o a dei maschi omosessuali di avere figli anche in maniera “tradizionale” con una donna. Perchè, ricordiamolo, non ci sono solo i figli di coppie omosessuali (che necessariamente hanno fatto ricorso alla eterologa e, nel caso degli uomini, ad una donna consenziente), ma ci sono anche i figli di coppie in cui uno dei due genitori ha accettato tardi di vivere la propria omosessualità!

      • guido scrive:

        che bel quadretto, figli che ad un certo punto si trovano in casa il compagno di papà, e devono subire questa cosa anche se non gli sta bene, che bello, veramente bello.
        donne e uomini che pur di avere figli si scambiano semi o ovetti, tanto al bambino basterà l’amore, che guazzabuglio colorato e felice! che scenari idilliaci che prospettate per questi bambini. complimenti.

  18. Giovannni scrive:

    Cate guarda che ai bigotti della realtà non frega una mazza. Quando le donne abortivano con i ferri da calza non facevano una piega, appena approvata le legge 194 hanno fondato i centri di aiuto allavita. Hanno gestito orfanatrofi lager per secoli e adesso ce la menanocon il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma.
    Cosa ti aspetti da gente che fa voto di povertà e poi si fa un attico da 700 mq?
    L’ipocrisia è il loro mestiere

    • guido scrive:

      meno male che ci siete voi, puri e integerrimi a salvare questo sporco mondo dall’ipocrisia dei cattolici omofobi e bigotti, voi cavalieri senza macchia, araldi della libertà, paladini della della giustizia.
      che fai di mestiere? forse gestisci una cava di pietre da gettare addosso agli altri uomo senza peccato?

      • Giovannni scrive:

        Io mi guardo bene dallo scagliare prime pietre. Ma tra i miei tanti peccati e difetti non c’è l’ipocrisia. Invece il Card Bertone con questa vicenda dimostra di esserlo. Tu che ne pensi?

        • guido scrive:

          A cosa ti riferisci in particolare riguardo al cardinale Bertone?

          • Giovanni scrive:

            Non li leggi i giornali? Si è fatto fare un appartamento di 700 mq per starci lui solo con 3 (tre!) suore come personale di servizio. L’appartamento del Papa è 10 volte più piccolo e a Roma in 700 mq ci stanno dieci famiglie.

            • guido scrive:

              Di cose storte all’interno della chiesa c’è ne stanno. Ms non si può utilizzare la cattiva condotta di alcuni per screditare tutti gli altri. Mi rattrista molto venire a conoscenza di questa notizia che mi era sfuggita. Ma i cattolici non sono certo tutti cosi.

  19. beppino scrive:

    ****I bambini “non hanno diritto a crescere in una famiglia con un papà e una mamma”****

    Ma come si può fare una affermazione così fessacchiotta quando parliamo di esseri viventi assolutamente incolpevoli/inconsapevoli di comparire sulla faccia della terra ed ineluttabilmente impossibilitati ad esprimere i propri diritti?
    Col senno di poi (se per assurdo un vivente potesse prendere posizione a livello di uovo fecondato) quale potrebbe essere l’opinione su questa frase? Siamo alla pazzia pura.
    Chiaro che ogni singolo potenziale genitore (per il solo fatto di essere in grado di fornire un ovetto o un semino) può vantare qualsiasi diritto in materia; é però altrettanto chiaro che se il diritto acquisito deriva da scelte unilaterali non é più un diritto ma una pura e semplice prevaricazione!
    Dopo millenni di storia umana stiamo ancora qui a filosofare su quale sia la condizione migliore (e quella più giusta) che deve trovare una persona che viene al mondo e stiamo ancora qui ad argomentare sui mille SE e sui mille MA per arrivare a ridicole autoaffermazioni unilaterali destinate solo a giustificare povertà e limitatezza della natura umana.
    L’egoismo c’é e ci sarà sempre, l’egoismo a lungo andare é quello che probabilmente fa sempre la differenza, ma contro l’egoismo umano (in merito ad argomenti così delicati) si deve soprattutto lottare a priori più che trovarsi sistematicamente a sguazzare nel mare contingente ed infinito della ricerca di regole condivise.
    Sui perché e sui come (normalmente) si viene al mondo bisogna inoltre stare molto attenti perché cambiare l’acquisito é ovviamente possibile ma solo perché alla fine qualcuno ci rimette più degli altri e guarda caso é sempre quello che non é in grado di difendersi o di prendere posizione.
    Ci sono voluti millenni perché si affermasse il concetto che il diritto del singolo deve partire inevitabilmente dalla constatazione che é diritto prevalente quello della comunità e soprattutto é diritto prevalente quello dei più deboli (altrimenti non avrebbe senso la stessa comunità umana ma saremmo semplicemente ua comunità di animali…). Basta una frase stupidetta per buttare nella spazzatura millenni di storia umana su quello che avrebbe dovuto essere un granitico ed inamovibile punto di vista etico acquisito.

  20. Guido scrive:

    per la signora La Delfa,

    visto che secondo lei la storia di Lopez con voi non c’entra nulla, riporto qui un altra testimonianza di un altro ragazzo privato deliberatamente dal padre gay della possibilità di avere una madre.
    neanche questo c’entra?

    “Quando mi chiedono perchè sostengo che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre e come faccio a sapere se con una madre sarei cresciuto più sano, in genere mi limito a pensare all’infinita imbecillità alla quale un essere umano possa arrivare, senza perdere tempo a dare alcuna risposta. Potrei raccontargli del senso di colpa che ha accompagnato tutta la mia infanzia che mi obbligava a dire a mio padre che ero felice, che non mi mancava nulla. Potrei raccontargli delle mie difficoltà: a trovare un equilibrio, a riconoscere l’autorità, a relazionarmi con le donne, a rapportarmi con gli uomini, a superare i momenti di autolesionismo, a sentirmi una persona formata. Potrei parlargli dell’improvviso sangue freddo che sento dentro quando vedo una mamma con un bimbo o anche semplicemente sento pronunciare da qualcuno “mia madre”. Potrei schiacciargli il muso su tutta la ricerca clinica, che ogni giorno conferma l’importanza delle due figure rappresentative e riassuntive dell’intero universo del bambino, la mamma e il papà, e non dei generici “genitori”. Ma a loro tutto questo non interessa, loro, che un papà e una mamma ce li hanno e dei quali non farebbero mai a meno. A loro interessa solo sentirsi “uguali”, crescendo i loro figli in un mondo falso e bugiardo, sottoponendo i loro piccoli all’indottrinamento omosessualista per poi violentarli sul web pubblicando il video della loro obbligata felicità. Ma l’apice del loro delirio lo toccano quando si paragonano alle famiglie “difficili”, a quei genitori etero che violentano i figli… si paragonano al peggio. A nulla serve fargli notare che la stragrande maggioranza dei bambini crescono in famiglie sane e che così succede da millenni. A nulla serve fargli notare che, invece, anche un solo maltrattamento di un bambino da parte di un genitore omosessuale è troppo sproporzionato rispetto al loro infinitamente piccolo numero di individui. Loro hanno i loro numeri, le loro ricerche che usano per giustificare la loro mancanza di senso della realtà, l’incapacità di superare i loro nevrotici infantilismi invece di favorire l’unico soggetto debole e bisognoso che è il bambino. Chi ha fatto dell’Amore il motivo dei propri presunti diritti è assolutamente incapace di Amare, se non se stesso. E’ incapace di capire il mio bisogno di avere una madre.”

    FONTE: https://www.facebook.com/manuel.half/posts/1439345912969566

  21. filomena scrive:

    Ho letto oggi tutti i commenti da quando è uscito l’articolo e per la gioia di alcuni non ho risposto a nessuno. Mi limito ora a dire una sola cosa che riguarda l’insieme dei commenti. Per la prima volta ho notato che sono comparse persone di cui non avevo mai letto nulla prima. Inoltre finalmente anche qui si comincia ad intravedere un dibattito serio in cui si contrappongono posizioni molto variegate tra loro e non solo un paio di persone che disperatamente cercano di far emergere opinioni in contrasto con quelle cattoliche estremiste.
    Che sia il segno dei “Tempi che cambiano” rispetto al monocolore dottrinale?
    Renderebbe la discussione molto più stimolante….forza fatevi avanti

    • Aurelio scrive:

      Purtroppo per te, che sei parte in causa, è il segno che il solito troll demente si è inventato altri nick.
      Contento te, troll, se ti piace ‘sto teatrino.
      A me fa schifo.
      E mi fa pena chi lo tiene in piedi.

      • filomena scrive:

        I trolls non argomentano come puoi constatare sopra, di solito sono capaci solo di offendere e dite contraddittorie rispetto ai propri commenti precedenti. E per quanto mi riguarda io sono sempre la stessa persona anche se non ti piace quello che sostengo.

        • Aurelio scrive:

          “Sopra” io non constato alcuna argomentazione, ma solo stupide frasette preconfezionate imparate a pappagallo.
          Di quello che mi piace tu non ne sai niente, caro il mio troll.

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