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L’Italia è un buon boccone. Gli eurobond fermerebbero la speculazione

giugno 20, 2012 Massimo Giardina

Intervista all’economista Marco Fortis. La ricchezza privata italiana è tra le migliori al mondo e fa gola agli speculatori, ma gli eurobond fermerebbero gli attacchi. La Germania faccia outing.

Sono i primi giorni post Imu e gli italiani si stanno medicando le ferite per aver aperto il portafoglio e aver versato nelle casse pubbliche la nuova tassa sugli immobili.
«La ricchezza privata serve a dimostrare se un paese è sostenibile e non deve essere tassata» dice Marco Fortis, economista e vice presidente della Fondazione Edison, a tempi.it. Fortis contesta l’importanza che è stata data ad alcuni parametri che determinano il buono e il cattivo tempo delle nazioni nei mercati finanziari. «Prendiamo come riferimento la ricchezza finanziaria o quella immobiliare e non il Pil. In questo modo vediamo se l’Italia ha un patrimonio adeguato al proprio debito, perché è la ricchezza privata che deve dimostrare se un paese è sostenibile, non il suo prodotto interno lordo (Pil)».

Anziché l’Imu sarebbe stata meglio una patrimoniale?
No assolutamente. Non sono un grande fan delle patrimoniali. L’Imu è già una mini patrimoniale; stare a disquisire se è meglio un prelievo del 5 per mille sui conti correnti o l’Imu è complicato. Il ragionamento che faccio è a monte. Bisogna cambiare i riferimenti per cui un debito è ritenuto pericoloso o meno, ovvero occorre rapportare il debito pubblico al patrimonio della nazione anziché al Pil. Ci si rende subito conto che la situazione italiana non è così negativa, anzi è meno pericolosa di molti altri paesi per una semplice ragione: è sbagliato dire che il proprio debito è alto se il punto di riferimento è solo il Pil, ma occorre prendere a riferimento la somma del patrimonio statale, delle famiglie e delle imprese. Per semplificare, basta considerare la ricchezza finanziaria e immobiliare delle famiglie perché, nella prassi, le imprese bilanciano il proprio patrimonio con le passività e lo Stato non è mai in attivo. È vero che quest’ultimo detiene importanti assset immobiliari, ma sono difficili da mobilitare. In sostanza, il vero patrimonio della nazione è costituito dalle famiglie e quella italiana è tra i più alti al mondo.

Qualche dato?
ll nostro debito pubblico, se paragonato alla ricchezza finanziaria del paese, fa emergere un rapporto del 63 per cento, se poi sommiamo la ricchezza immobiliare arriviamo al 20 per cento. La stessa situazione che si registra in Germania. Gli Stati Uniti sono al 27 per cento, cioè sono messi peggio di noi, e tale rapporto tenderà a crescere oltre al 30 per cento nei prossimi cinque anni. Nel caso italiano, invece, non aumenterà perché non stiamo erodendo ricchezza, mentre quella americana è stata distrutta dalla crisi del 2008 dopo il crollo dei valori immobiliari e non si è più ripresa. 



Se le cose stanno così, perché gli Stati Uniti bacchettano l’Europa?
Il Pil degli Usa sembra stare in piedi, ma la verità è che lo stanno nuovamente gonfiando con debiti pubblici. Dopo la crisi, il Governo americano ha introdotto un sistema di esenzioni fiscali denominato Fiscal cliff che permette alle famiglie americane di continuare a consumare, nonostante non abbiano più reddito e ricchezza adeguata. Il rapporto della Fed uscito settimana scorsa dice che la ricchezza delle famiglie americane è tornata ai volari del 1992-93. Così si ritorna ai problemi che fecero nascere la crisi di cinque anni fa.

Il Fiscal cliff è stato rinnovato per il 2012; cosa accadrebbe se il prossimo presidente, come si prevede, dovesse abolirlo?

Scomparirebbe in un colpo il 5 per cento del Pil americano. Tutto il pavoneggiamento sulla crescita rispetto all’Europa è, in verità, basato ancora sul debito e ci vogliono impartire una lezione che non possiamo accettare.

Torniamo all’Europa. Diceva di valutare il debito di una nazione in base alla propria ricchezza. Grecia, Spagna e Italia, tutti nello stesso calderone? 

L’unica crisi del debito pubblico è quella greca. Ad Atene hanno vissuto a sbaffo, facendo leva sul debito pubblico e, a un certo punto, il sistema è saltato. Un’attenta analisi mostra che è il debito privato dei greci ad essere aumentato, pur rimanendo basso in rapporto al Pil. Ma se il debito dei greci lo rapportiamo ai loro patrimoni, lo scompenso è alto. La ricchezza delle famiglie greche ad oggi è la metà del Pil, mentre in Italia è di gran lunga superiore perché è da moltiplicare per 1,7 anziché lo 0,5 greco.

E la Spagna?
La crisi spagnola è una crisi analoga a quella americana: le famiglie hanno comprato a debito case la cui costruzione era stata finanziata con capitali prestati dalle banche. Per tre anni hanno detto che non era un grosso problema e adesso si stanno accorgendo che non è così. La Spagna, che veniva presa come fiore all’occhiello perché aveva un debito pubblico al 45 per cento sul Pil, si ritroverà nel 2013 con valori differenti e si andrà ad allineare con la Gran Bretagna (Debito/Pil al 95 per cento).

Se per l’Italia la situazione è così diversa, come spiega le tempeste finanziarie?
L’Italia con i suoi 2.700 miliardi di ricchezza finanziaria è un ottimo boccone per gli speculatori (8.800 si si considera anche la ricchezza immobiliare). Si può dire che è un ottimo dessert di un già ricco pranzo che è cominciato con Grecia, Spagna, Irlanda. Se si sa che il dessert è buono, si è  disposti a rinuncia a qualche pietanza. La Germania per salvare l’euro dovrebbe cominciare a fare outing sull’Italia.

Cioè?
Se la Germania non si fida più di Spagna, Grecia e Irlanda è costretta a fare outing sull’Italia, cioè deve affermare che non siamo quel mostro dipinto dallo Spiegel. Devono invece ammettere che siamo un paese con un debito pubblico rapportabile agli Stati Uniti, ma con un debito privato fra i più bassi al mondo. Oltretutto va sommato il fatto che, da anni, il bilancio statale registra un avanzo nel primario cumulato da record: nel triennio 2011-2013 avremo 9 punti di avanzo primario statale.

La soluzione potrebbero essere quegli eurobond tanto osteggiati dalla Germania?
Con gli Eurobond e i firewall già esistenti si potrebbero frenare gli attacchi speculativi. Gli eurobond, devono essere emessi a fronte di garanzie reali (riserve auree, quote di partecipazioni statali, reti elettriche, ecc.). Così facendo, l’Italia dovrebbe scucire qualcosa come 180 miliardi di garanzie reali prima di entrare a far parte del circuito del prestito europeo e si arriverebbe ad una raccolta totale di 3 mila miliardi. La Germania, in questa situazione, potrebbe imporre che, se un paese non rispetta il fiscal compact, incorrerebbe a multe sulle garanzie conferite. 
Se poi con i 2.300 miliardi di firewall fossero acquisite le parte eccedenti al 60 per cento dei debiti pubblici dell’Eurozona, l’Italia scenderebbe all’85-90 per cento del rapporto debito/Pil, mentre Germania e Francia si porrebbero sotto la soglia del 60 per cento, come richiesto dai trattati.

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15 Commenti

  1. francesco taddei scrive:

    il giornale tedesco Spiegel, i suoi lettori e tanti altri tedeschi, francesi, inglesi, americani, belgi e olandesi basano i loro commenti sull’italia su solidi pregiudizzi.

    • PAOLO DELFINI scrive:

      FRANCESCO TADDEI HA RAGIONE, CI SONO TANTI GIORNALISTI NORDEUROPEI ED AMERICANI A CUI NON PARE VERO DI TROVARE QUALSIASI APPIGLIO PUR DI ATTACCARE L’ITALIA, SI TRATTA COMUNQUE DI GIORNALUME, ALDILA’ DELLA DIFFUSIONE E DELLA PRESUNTA “AUTOREVOLEZZA” DELLA STAMPA IN OGGETTO.

  2. PAOLO DELFINI scrive:

    SONO DIVERSI GLI AUTOREVOLI ECONOMISTI CHE AFFERMANO CHE GLI EUROBONDS FERMEREBBERO LA SPECULAZIONE, PURTROPPO TANTE PERSONE CHE OCCUPANO POSTI DI COMANDO NON HANNO UNA GRAN VOGLIA DI OSTACOLARE IL FENOMENO SPECULATIVO.GRAZIE MASSIMO PER L’ARTICOLO, COMUNQUE

  3. Giovanna Jacob scrive:

    Gli eurobond sono solo una maniera per derubare i tedeschi, che vergogna. E gli italiani hanno perso la capacità di vergognarsi. Il debito italiano non lo hanno creato i tedeschi, perché devono pagarlo i tedeschi? Il debito italiano lo hanno creato gli italiani che vivono alle spalle degli altri: mi riferisco a quei PARASSITI che fingono di lavorare negli uffici pubblici e a quelli direttamente o indirettamnete sono assistiti dallo stato. I parassiti italiani hanno succhiato il sangue dei lavoratori produttivi italiani per quaranta anni. Adesso di sangue nelle vene dei lavoratori produttivi non ce n’è più, e molti di loro si suicidano. L’unica soluzione razionale sarebbe mandare i parassiti a lavorare ossia tagliare la spesa pubblica e tagliare quella grossa truffa, quella forma di sfruttamento dell’uomo sull’uomo che ha nome di welfare. Ma ai parassiti, naturalmente, non va bene: preferiscono cominciare a dissanguare i tedeschi. E che orrore sentire ventilare l’ipotesi di usare il patrimonio della famiglie italiane per coprire il debito. Perché è di questo che stiamo parlando: dopo avere depredato i cittadini con le tasse, adesso si progetta di spogliarli di tutti i loro risparmi per pagare i debiti creati di parassiti.
    Comunque, dal momento che i parassiti rappresentano ormai una fetta consistente dell’elettorato italiano, nessuna forza politica si sogna di andare contro i loro interessi. Neanche Mario Mauro e Maurizio Lupi, che infatti continuano a chiedere gli eurobond e l’emissione di carta straccia a forma di denaro da parte della Bce. Che vergogna. E d’altra parte, vista la difficoltà di comprendere le più complesse questioni economiche (dai tassi di interesse al sistema monetario dopo Bretton Woods) non mi stupirei se questi arditi difensori del partito dei parassiti in realtà non siano neanche in grado di capire che danno farebbero all’umanità gli eurobond e l’inflazione. Molto più facile prendersela con i crucchi.
    Che dire? Io tifo per i tedeschi. Amici tedeschi, tenete duro, non mollate, mandate a quel paese i parassiti del sud!!! Schoeble, fallo capire tu a Mauro e Lupi che, se i tedeschi cominciano a pagare, l’Italia perderà l’ottima occasione di tagliare finalmente via la cancrena della spesa pubblica improduttiva e diventare finalmente quella superpotenza economica che merita di essere.
    .

    • Massimo Giardina scrive:

      Il suo intervento è una supercazzola formidabile! sdruppelani come se fosse antani

      • Giovanna Jacob scrive:

        Probabilmente le considera supercazzola sdruppelani come se fosse antani il pensiero liberale. Vada sui siti liberali autetici: troverà i miei stessi argomenti. Molto bene, ci siamo chiariti: voi non avete nulla a che fare col liberalismo. L’importante è capirsi. Mi raccomando:continui a cercare e intervistare solo gli economisti di provata fede statalista che chiedono gli eurobond e l’inflazione. E continui a sparare sugli squali speculatori affamati di carne umana e sull’armata degli zombi crucchi comandataìi da una culona putrefatta che toglie il pane di bocca ai bambini poveri negando gli eurobond. D’altra parte, se si vuole fare strada nella vita, bisogna parlare di eurobond. Buoni eurobond a tutti.

        P. S.
        «Supponiamo che Tizio e Caio richiedano un finanziamento alla banca. Tizio è in grado di dare ampie garanzie di solvibilità, Caio, invece, presenta un profilo meno affidabile. Poniamo che la banca sia disponibile ad erogare credito a entrambi, a Tizio a un tasso del 3% e a Caio del 6%, che riflette il maggiore rischio. La banca ad un certo punto dice a entrambi: signori c’è una nuova legge che dice che il merito del credito non conta più e ci impone di applicarvi un tasso uniforme, pertanto possiamo erogarvi i finanziamenti allo stesso tasso del 4.5 calcolato come media dei tassi che riflettevano il vostro grado di affidabilità. Ci dispiace, ma tu caro Tizio devi accollarti 1,5 % in più, per garantire Caio. Accetterebbero i politici italiani condizioni simili?. Pensiamo di no. Perché rappresenterebbe un sopruso ai danni dei propri contribuenti. Oppure, accettereste di essere obbligati ad avere una carta di credito in comune con degli spendaccioni? Certo che no perché si tratterebbe di un altro sopruso».
        (dal Chicago blog di Oscar Giannino:
        http://www.chicago-blog.it/2012/05/26/tripla-c-di-gerardo-coco/)

        • Massimo Giardina scrive:

          credo che il manifesto livore l’abbia portata ad avere le idee un po’ confuse, Dire che Fortis o Quadrio Curzio non siano liberali equivale ad affermare che il Papa è ateo. Le consiglierei di studiare un po’ dui più. Giudizio sospeso, rimandata a settembre.

          Ps: tra liberismo e liberalesimo c’è una differenza abissale.

          • PAOLO DELFINI scrive:

            MASSIMO GIARDINA HA RAGIONE , UN TONO PIU’ AMICHEVOLE NEI COMMENTI E’ AUSPICABILE, PERCHE’ APPUNTO SIAMO TRA AMICI E CERTI TONI DA GUERRA CIVILE SONO FUORI LUOGO., CONFRONTIAMOCI TRA LETTORI DI TEMPI ANCHE A MUSO DURO SENZA TROPPE INVETTIVE E VELENO!GRAZIE ANCORA A MASSIMO PER I SUOI OTTIMI ARTICOLI!

          • Giovanna jacob scrive:

            Rimandata a settembre insieme a:
            1) Oscar Giannino, il quale afferma che la Merkel ha ragione
            http://www.chicago-blog.it/2012/06/22/berlusconi-e-le-palle-viva-la-germania/
            2)Sergio Ichino, il quale invita a darci un taglio alla superstizione del complotto degli speculatori contro l’euro:
            http://www.pietroichino.it/?p=21949
            3) Giorgio Arfaras, che ribadisce lo stesso concetto:
            http://www.linkiesta.it/teoria-complotto-euro-boiata
            4) Edward Luttwak, il quale trova “avvilente” che i politici sbraitino contro la speculazione facendo finta di non sapere che la speculazione è solo un misuratore del debito pubblico, ergo il problema non è la speculazione ma il debito pubblico:
            http://www.youtube.com/watch?v=RtHJujLfZ_I&feature=youtu.be
            5) Carlo Lottieri, il quale ha usato l’immagine della “lotta di classe” fra produttori di ricchezza e parassiti del denaro pubblico:
            http://www.chicago-blog.it/2012/06/19/produttori-di-ricchezza-di-tutto-il-paese-unitevi/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter
            6) Mario Draghi, i quale sostiene che il modello sociale europeo è FINITO

            Questi sei dicono esattamente quello che dico io nella mia supercazzola. Meglio così, in sei si studia meglio.

            Io personalmente non credo che bisogna curare il termometro (la speculazione) ma la febbre(il debito pubblico). Soprattutto, credo che impoverire il popolo con l’inflazione, come vorrebbe Berlusconi, sia un crimine. Perché diciamocelo in faccia: eurobond significa inflazione (per pagare gli interessi sui titoli, si stamperanno soldi giocattolo, come si usa in Giappone). Quindi, oggi l’unico vero difensore dei diritti dei poveri, che mettono i sudati risparmi di una vita in banca, è Frau Merkel.
            Anzi, il problema no è neppure il debito pubblico. Il problema è la spesa pubblica, il debito ne è soltanto una conseguenza secondaria. La spesa pubblica eccessiva sarebbe inutile nel migliore dei casi e dannosa nella maggioranza dei casi anche se non generasse deficit.
            P. S. Senza liberismo economico, non c’è liberalismo. Lo diceva Hayek, mi pare. Casomai, bisogna distinguere fra liberalismo e libertarismo alla Rothbard. Ebbene, io non sono libertaria, sono liberale-liberista. Se lei dice ancora che bisogna distinguere fra liberalimo e liberismo, confermerà il mio triste sospetto, e cioè che quello che voi chiamate liberalismo sia in realtà una socialdemocrazia moderata.
            P. P. S. Livorosa io? E perché dovrei? In fondo devo solo passare il resto della mia vita a consegnare ai parassiti di stato la maggior parte di quello che produco.
            Antani!

  4. PAOLO DELFINI scrive:

    CARA GIOVANNA, PURTROPPO LA SPECULAZIONE NON E’ IL TERMOMETRO, MA E’ UN VIRUS PERICOLOSO CHE AGGREDISCE IL MALATO DEBILITATO, E SENZA UN’EFFICACE TERAPIA TESA A DISTRUGGERE TALE VIRUS AL PIU’ PRESTO, IL MALATO RISCHIA DI RAGGIUNGERE L’ALDILA’ PRIMA DEL TEMPO.PER QUANTO RIGUARDA I VARI ICHINO,LUTTWAK. DRAGHI ECC,LIBERI DI PENSARE E DIRE QUELLO CHE VOGLIONO. MA LE LORO SONO PURE OPINIONI PERSONALI. IN TANTI IN OCCIDENTE LA PENSIAMO IN MODO DIVERSO

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