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Libia. Università pubblica cede agli islamisti: ora un muro separa il campus maschile da quello femminile

maggio 1, 2014 Leone Grotti

L’ateneo Omar Mukhtar chiede protezione a una brigata ribelle, che in cambio ottiene l’applicazione di un rigido codice islamico. Siamo a Derna, città che sta per diventare un califfato

libia-muro-derna-universita1Un’università di Derna, città della Libia orientale (Cirenaica), ha costruito un muro per separare il campus femminile da quello maschile e segregare così gli studenti in base al sesso. Inoltre, ha approvato un nuovo rigidissimo codice di vestiario per le iscritte: in pubblico dovranno vestire obbligatoriamente l’abaya, lungo abito che copre il corpo interamente, e l’hijab sul capo.

MURO IN CAMBIO DI PROTEZIONE. Il campus Al Fatiah dell’università Omar Mukhtar ha apportato queste novità su ordine della brigata islamista Abu Saleem. L’amministrazione dell’università ha infatti chiesto ai ribelli che hanno combattuto contro Gheddafi durante la cosiddetta “Primavera araba” di difendere l’istituto dopo che a inizio mese «vandali sconosciuti» hanno quasi distrutto tre laboratori di medicina.
La brigata ha accettato di difendere l’università in cambio dell’applicazione da parte di questa di un rigido codice islamico al suo interno. Le stesse richieste sono state accolte per il campus Shaih nel centro della città.

libia-muro-derna-universita2CALIFFATO ISLAMICO. Le richieste dell’università non fanno che evidenziare come l’autorità statale in Libia semplicemente non esista. Dopo l’uccisione di Gheddafi le istituzioni sono scomparse, esercito e polizia sono troppo deboli e quasi tutte le città sono governate de facto da milizie di ribelli.
A Derna, in particolare, comanda il gruppo terroristico Ansar Al Sharia, che ha annunciato di voler trasformare la città in un califfato islamico. Tripoli ha più volte annunciato l’invio di soldati a Derna ma non ha mai potuto mantenere le promesse.

STATO IMPOTENTE. Il governo, infatti, è debolissimo e non può garantire la sicurezza neanche nella capitale Tripoli, come dimostrato dai fatti avvenuti l’altroieri, martedì 29 aprile: proprio mentre il Parlamento stava votando la nomina del nuovo primo ministro, un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione sparando all’impazzata e ferendo diverse persone. La votazione è stata rinviata, mentre gli islamisti armati hanno confermato il loro strapotere sul campo.

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4 Commenti

  1. augusto says:

    Gran cosa la Libia “liberata”, grazie a sarkozy,cameron,obama,merkel ed affini !

  2. beppe says:

    togliamo il nobel per la pace a obama. per rimediare a tutti i suoi errori chissà quanti anni e quante vittime.

  3. Luca_P says:

    In Libia sotto Gheddafi il 60% degli studenti universitari erano donne, ora le cose come stanno?
    La percentuale degli studenti Universitari rispetto alla popolazione sempre sotto Gheddafi era simile a quella italiana e forse anche un pò maggiore, ora quanti giovani frequentano l’Università?
    I libici erano la nazione più democratica e più avanzata di tutto il nord Africa, avevano un offerta di servizi e assistenza statale forse migliore di quella gli USA offrono ai propri cittadini.
    Provo vergogna, per il fatto che la nostra nazione ha mandato gli aerei a bombardare i nostri fratelli libici.

    • augusto says:

      Hai ragione, Luca P, pensiamo anche all’equivalente di 50000 dollari che lo Stato donava alle coppie che si sposavano e tante altre cose.Adesso grazie all'”intervento umanitario” per “ripristinare la democrazia”,effettuato dagli occidentali (Italia inclusa) e alleati arabi, la Libia è diventata una caotica colonia islamista ,un’inferno per i comuni cittadini libici e fonte di grossi problemi per l’Europa (basti pensare all’afflusso quotidiano di clandestini in Italia ).

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