Google+

Legge 40. «Così la Consulta espone il concepito in provetta alla soppressione sistematica»

giugno 9, 2015 Benedetta Frigerio

Il genetista don Roberto Colombo, ordinario della Facoltà di medicina presso l’Università Cattolica, commenta a tempi.it le motivazioni dell’ultima sentenza della Consulta sulla fecondazione assistita

fecondazione-shutterstock_129449231

Venerdì scorso la Corte Costituzionale ha depositato le motivazioni della sentenza del 14 maggio, con la quale ha smantellato un altro pezzo della legge 40/2004 sulla fecondazione assistita, autorizzando per la prima volta l’accesso alla procreazione assistita alle coppie sterili, la diagnosi pre-impianto (Dpi) e la selezione degli embrioni sani nel caso di coppie fertili, ma suscettibili di trasmettere al figlio una malattia ereditaria. La Consulta ha ritenuto che vi sia «un insuperabile aspetto di irragionevolezza nell’indiscriminato divieto» posto dalla legge 40 all’accesso alla fecondazione in vitro con Dpi, in quanto le coppie portatrici di un’anomalia genetica possono comunque avvalersi della diagnosi prenatale sull’embrione impiantato e sul feto per interrompere la gravidanza in caso di accertata patologia del nascituro. Secondo la legge 194 nei casi di anomalie o malformazioni fetali – è questo il fulcro dell’argomentazione della Corte – il figlio, indesiderato in quanto malato, «sarebbe comunque esposto all’aborto». Perché dunque far intraprendere alla donna una gravidanza gravata dall’incognita sulla salute del feto, quando è tecnicamente possibile individuare e non trasferire in utero gli embrioni malati? E quali coppie a rischio di trasmettere una malattia ai figli potranno ora avvalersi della fecondazione in vitro con Dpi? Tempi.it lo ha chiesto al genetista don Roberto Colombo, membro ordinario della Facoltà di medicina dell’Università Cattolica e direttore scientifico del Centro per lo studio delle malattie ereditarie rare presso l’Ospedale Niguarda di Milano.

Che differenza c’è fra l’aborto eugenetico contemplato dalla legge 40 e la selezione degli embrioni sani?
Occorre usare la parola “ragionevolezza” – un uso ragionevole della ragione – in modo corretto. Come ha ricordato la costituzionalista Marta Cartabia, «per quanto difficile sia afferrare ogni possibile risvolto del principio di ragionevolezza e per quanto arduo sia offrirne una definizione compiuta, ciò non di meno si può affermare, senza timore d’incorrere in errori, che esso contiene un invito al giudice a spalancare la ragione sulla realtà regolata dal diritto […], liberandosi dalle limitazioni della ragione astratta». Se si “spalanca la ragione sulla realtà” del concepito sottoposto a Dpi in quanto figlio di una coppia portatrice di un’anomalia genetica, ci si accorge che esso non è un “sottratto” al rischio di essere «comunque esposto all’aborto», come scrive la Consulta. Al contrario, mentre l’aborto eugenetico è un’eventualità, non tutte le coppie vi ricorrono, è proprio la selezione degli embrioni, conseguente alla Dpi, che espone il concepito in provetta alla soppressione sistematica e preordinata di circa un embrione su due se la malattia ereditabile è a trasmissione dominante, e di uno su quattro se è recessiva.

Si tratta quindi di una sentenza astratta?
Per il legislatore la “realtà della vita umana individuale” iniziava con il concepimento, sia nel corpo della donna che in laboratorio, e non con l’impianto in utero e la gravidanza. Per la Corte suprema, invece, ciò che conta è il “nascituro” (così si esprime la sentenza, sostituendo questo termine, adeguato nell’ambito di applicazione della legge 194 sull’aborto, a quello di “concepito”, proprio della legge 40 sulla fecondazione in vitro). La preoccupazione della Consulta è di non accordare al concepito un diritto alla protezione maggiore di quello concesso all’embrione impiantato e al feto, trascurando però la considerazione della “realtà propria” dell’embrione in vitro; quella di essere un embrione, un essere umano che deve svilupparsi nell’utero materno, prima ancora di essere, e per poter diventare, un “nascituro”.

Ora toccherà al Parlamento decidere per quali malattie ereditarie si potrà ricorrere alla diagnosi pre-impianto. Secondo alcuni, la Consulta così ridimensiona le conseguenze negative della sentenza. Che cosa ne pensa?
Non mi convince proprio. Come genetista che si occupa di malattie ereditarie, so che esse sono moltissime: oltre 6000 quelle causate da una mutazione in un singolo gene. Mi metto nei panni della commissione di esperti (genetisti e specialisti di diverse branche della clinica) che dovrà suggerire al legislatore quali coppie portatrici di quale difetto genetico trasmissibile al figlio saranno ammesse alla fecondazione in vitro con Dpi e selezione embrionale, e quali invece no. In base a quale criteri sceglieranno? Il primo è ovvio: quelle per cui è disponibile un test genetico affidabile e applicabile alla Dpi. Ma, proprio perché ovvio, non inciderà sulla pratica: se un test, idoneo per distinguere un embrione affetto dalla malattia di cui i genitori sono portatori da un embrione “sano”, è indisponibile, non si può neppure effettuare una Dpi. Attualmente i test disponibili sono oltre un migliaio, centinaia dei quali anche commercialmente, e il loro numero è in continua crescita. Per quali malattie ereditarie concederlo e per quali no? Supponiamo che il criterio sia epidemiologico: la frequenza della malattia nel nostro Paese o in Europa. Le prevalenti sì e le rare no. La maggior parte delle malattie ereditarie sono però rare o rarissime, ma non per questo mancano, complessivamente prese, dei portatori anche nelle nostre popolazioni. Come non pensare che queste “rare coppie portatrici” alla ricerca di un figlio sano – e le associazioni di malati che le rappresentano – rinunceranno a fare ricorso contro una norma che discrimina i genitori su basi puramente biologiche (il tipo di difetto genetico)? E su quali argomenti di pari opportunità di accesso alle risorse sanitarie potranno i giudici dar loro torto? Infine, se il criterio fosse in base alla mancanza di una efficace terapia per i nati con questi difetti ereditari, occorre ricordare che la “realtà” di una terapia risolutiva per una malattia genetica non è al momento disponibile che per pochissime di esse e non sempre, attualmente, con buone probabilità di successo. Quasi tutte, dunque, le patologie genetiche dovrebbero dare accesso alla Dpi, rendendo così vano il compito disciplinatorio del legislatore. Il problema, insomma. è a monte.

È la stessa legge 40?
Certo. Una volta che la vita umana è “dis-locata”, chiamata all’esistenza fuori dal luogo originario della suo venire al mondo, purtroppo tutto diventa possibile. Con questa sentenza, poi, è stata aperta un’altra falla nella legge 40 che assai difficilmente sarà contenibile nella impetuosa corsa verso il “figlio sano” ad ogni costo e l’eugenetica che ha reso possibile. Anche a quello di togliere la vita ad altri figli concepiti, pur sempre figli e non “scarti” di vita.

Foto inseminazione artificiale da Shutterstock


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

22 Commenti

  1. leo aletti scrive:

    La vita va accolta non scartata come dimostra il genetista don Roberto Colombo, i giudici senza buon senso diventano azzeccagarbugli.

  2. Cisco scrive:

    Ciò conferma che, anche in tema di vita, a leggi sbagliate corrispondono sentenze inquietanti. La legge 40 va riscritta completamente.

  3. Nino scrive:

    “Al contrario, mentre l’aborto eugenetico è un’eventualità, non tutte le coppie vi ricorrono, è proprio la selezione degli embrioni, conseguente alla Dpi, che espone il concepito in provetta alla soppressione sistematica e preordinata di circa un embrione su due se la malattia ereditabile è a trasmissione dominante, e di uno su quattro se è recessiva”

    Se capisco bene il ragionamento che si fa è il seguente: se si fa la diagnosi preimpianto gli ovuli fecondati con malattie genetiche vengono sicuramente non impiantati, se non si fa gli ovuli vengono impiantati e non è dette che, una volta scoperta la malattia, si ricorra all’aborto.

    Ma … poiché per limitare i rischi della donna normalmente vengono prelevati e fecondati diversi ovuli (e quelli non impiantati vengono congelati per un successivo eventuale uso), molto spesso accade che, diagnosi preimpianto o no, ci siano degli ovuli fecondati che non verranno impiantati. Ma allora proibiamo la fecondazione artificiale!

    • EquesFidus scrive:

      E’ esattamente quello che sosteniamo noi cattolici, cioè che la fecondazione criminale è soltanto l’ennesimo abuso legalizzato.

    • To.ni scrive:

      Solo una piccola puntualizzazione: tu capisci il ragionamento in maniera atrofica. Tu infatti ti senti una meraviglia rispetto ad un “ovulo fecondato” omettendo che vale quanto te. E che la tua posizione di “forza” rispetto al fatto che quell’essere umano è inerme, e che questo ti consente di definirlo, negarlo come vita e vivisezionarlo (la vivisezione a favore degli esseri umani non crea dubbi) e la tipica arroganza vile ed abbietta.. Buon trullala.

      ah…dimenticavo qualsiasi legge che lo consente è una cacca al pari di quelli che la difendono.

    • To.ni scrive:

      Solo una piccola puntualizzazione : tu capisci il “ragionamento” in maniera atrofica. Trascuri che l’ovulo fecondato” vale quanto te. Si, lo so che non ci credi, e che ti senti una meraviglia in confronto all'”ovulo”. Ma è solo la tua posizione di forza rispetto ad un essere debole, indifeso che ti consente di definirlo, negarlo come esistenza e vivisezionarlo (è una vivisezione che non crea problemi) .
      Ah,…. se pensi che sono andato fuori tema rispetto alla discussione ti dico subito di …. no! Il vostro abominio inizia dalle vostre provette il resto, unito al tuo trullalà , è solo un successione disgraziata.

      • Nino scrive:

        Solo una puntualizzazione: io quando rispondo a te, come a chiunque altro, rispondo a te e credo di non aver mai generalizzato. Quindi se usi nei miei confronti il Voi come segno di rispetto, ti ricordo che è un retaggio del ventennio che sarebbe bene non ravvivare. Se invece consideri le mie parole come espressione di un qualche movimento polito o sociale, ti preciso che non ho in tasca nessuna tessera di nessun tipo (fatta eccezione delle tessere fedeltà dei supermercati).

        Detto questo, prendo atto che secondo te la attuale legge 40 è una cacca e tutti i giudici che se ne sono occupati e le persone che hanno fatto ricorso (vincendo) contro quelle che consideravano delle posizioni anticostituzionali pure. E quindi anche la costituzione, che avalla certe vittorie, lo è. Tuo parere …

        • giovanna scrive:

          Ma guarda a che livelli giunge l’untuosità dell’untuoso Nino !
          Come se occorresse avere delle tessere ( ce l’hai, non ce l’hai, chissene, saranno come i tuoi figli che lavorano col pannolino addosso ! ) per adeguarsi alla corrente di pensiero gender !
          Che poi, se c’è un rappresentante tipico della falsità, dell’untuosità, della strumentalizzazione, della malafede dell’ideologia gender, in questo sito, quello è l’untuoso Nino !

          Mellifluo, strisciante, viscido, falso…chi meglio di lui può rappresentare quel “voi ” ?

          Ma no, lui rappresenta solo se stesso e sta tutto il giorno in internet a documentarsi e fare sfoggio di ogni sfumatura di omosessualità, lesbismo, sado-masochismo, transgender, ideologia gay, compravendita di bambini a signori attempati ….. per essere un padre di famiglia migliore !

        • To.ni scrive:

          Tralascio le quisquilie del voi e della tessera. Mi preme di più farti un considerazione sulla “costituzione” (che dato che richiami reputi, immagino, importante) .
          La costituzione di Weimar non fu mai abrogata da Hitler. Anzi, pensa che ironia, Hitler basava la “legalità” del governo che guidava sulla proprio sulla costituzione repubblicana.
          La costituzione può contenere la parola “uomo ” è se sei Hitler puoi leggere “ariano” un Nino invece “prodotto con data di produzione e scadenza”.

          Caro Nino
          la nostra costituzione può essere la più bella del mondo” ma le stesse parole sono in mano a canaglie che le interpretano diventa una ….. non te lo dico, vediamo se capisci.
          E se la costituzione così interpretata da canaglie io mi pulisco……. non te lo dico, vediamo se capisci .

  4. Corrado scrive:

    Mi pare giusto che embrioni provenienti da coppie omofobe, vadano soppressi perchè non sono in linea con le linee di selezione pubblicate dai gruppi LGBT. La razza deve essere priva di deviazioni filo familiari, l’embrione e gli spermaceti sono di proprietà dello stato e quindi devono essere selezionati perchè la deviazione costa .

  5. Alfredo Cigarra scrive:

    Ha ragione il professor Colombo. La legge 40 (che era una buona legge, anche se in essa non si rifletteva lo sguardo cattolico sulla vita umana, ma almeno ha salfato migliaia di embrioni in Italia dalla selezione genetica, dalla distruzione, dalla sperimentazione nei laboratori) è stata completamente stravolta dall’irragionevolezza della Corte Costituzionale.
    Ma che Paese è mai l’Italia dove la suprema Corte ammette un referendum e poi non ne accetta l’esito? Dove Campesta le prerogative democratiche del Parlamento e la volontà popolare.
    Lavoriamo per ricostruire quanto con la legge 40 si era riuscito a fermare.

    • Nino scrive:

      @Alfredo: tanto per la precisione, non c’è stato un esito del referendum. Diverso sarebbe stato se, attraverso il referendum, la maggioranza degli italiani avesse esplicitamente respinto la domanda referendaria.

      Poi niente impedisce al parlamento di votare una nuova legge, purchè priva di elementi di incostituzionalità. O di votare una modifica della costituzione che elimini i suddetti elementi di inostituzionalità

  6. Luciana scrive:

    Sono d’accordo con don Colombo.
    La Consulta ha contraddetto i suoi stessi principi, fondati su ragionevolezza e realismo nel giudicare le leggi, e quindi ha perso credibilità. I giudici hanno davvero esagerato e non solo questa volta. Per fortuna (o meglio per Grazia) resta il Giudizio di Dio.

  7. Veronica scrive:

    Sono d’accordo con quello che scrive don Roberto Colombo. La Corte ha contraddetto se stessa, andando contro i propri principi, che devo essere di ragionevolezza e realismo. Ha perso credibilità e gettato discredito su tutta la magistratura italiana. Per fortuna (meglio, per Grazia) ci resta il Giudizio di Dio!

  8. Luisa scrive:

    Sono d’accordo con don Roberto Colombo.
    La Consulta ha contraddetto i suoi stessi principi, fondati su ragionevolezza e realismo nel giudicare le leggi, e quindi ha perso credibilità. I giudici hanno davvero esagerato e non solo questa volta. Per fortuna (o meglio per Grazia) resta il Giudizio di Dio.

  9. Rudy63 scrive:

    Tutto vero quello che scrivete. Ma la questione che sta a monte è culturale, antropologica. Se viene meno la passione per educare all’umano “tutto intero” ecco quello che accade. La fecondazione artificiale può essere contenuta da leggi giuste (come lo è a mio avviso la 40), ma la mentalità delle coppie sterili, dei medici, degli scienziati e dei giudici non la cambiamo a colpi di leggi. E adesso ne vedremo delle (belle, no, sbagliato, delle brutte) sul gender e la famiglia

  10. Lele scrive:

    Meno male che c’è tra i medici e gli scienziati qualcuno come Roberto Colombo che si fa sentire e mette a nudo le contraddizioni di chi sta radendo al suolo una leggfe che avrà pure tutti i difetti dellew leggi, ma almeno impoediva abimini come quello di creare embrioni umani per poi distruggerli. Purtroppo molti sui colleghi, forse quasi tutti, tacciono e siu allineano all’omologazione impoerante negli ospedali e nei laboratori. E la tanto blasonata libertà degli scienziati???

  11. Giuliana scrive:

    Che ipocrisia in questa sentenza!
    Si mantiene il primo articolo della legge, che chiedete tutela per il concepito così come per le coppie, e poi si lasciano distruggere migliaia di vite umane appena create!
    La corte Costutuzionale abbia almeno il coraggio di abolire l’articolo 1 (o tutta la legge) e così smaschererà le proprie intenzioni contro la vita. Coraggio, provate a farlo? Perché no?

  12. Gerardo scrive:

    Vabbé, ma sta legge 40 la vogliamo salvare oppure no? Dopo che abbiamo fatto per farla approvare (mandando giù, come cattolici, bocconi amari) e l’abbiamo difesa facendo fallire il referendum, adesso che facciamo? Ci arrendiamo di fronte ai giudici che straparlano perché non vedono la realtà (quella vera, del massacro di embrioni con la selezione genetica), come ha mostrato chiaramente il professor Colombo?

  13. Giuly scrive:

    Studio giurisprudenza e ho seguito il corso di diritto costituzionale.
    Come ha scritto il professore su Tempi, il principio di ragionevolezza e di proporzionalità è tra quelli che il nostro docente ci ha insegnato e che vengono usati dalla Consulta.
    Perché allora non sono stati applicati anche alla legge 40? Ce li fanno studiare e poi non li mettono in pratica.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

L'articolo Harley-Davidson, nuovo slogan proviene da RED Live.

Nel bel mezzo di Agosto, la Casa di Iwata lancia un criptico video teaser che anticipa quanto verrà svelato il 6 settembre alle 17:00: la Yamaha T7

L'articolo Yamaha T7, il video teaser proviene da RED Live.

Si chiama Nolan N90-2 ed è l’apribile entry level di Nolan. Adatto sia all’utilizzo in città sia per un lungo viaggio, costa 269,99 euro

L'articolo Nolan N90-2, apribile entry level proviene da RED Live.

I fiori mai sbocciati dell’automobilismo mondiale No, loro non ce l’hanno fatta. Non sono riuscite ad arrivare in produzione, perse nei meandri delle logiche commerciali, del marketing, degli eventi globali o, semplicemente, dell’indecisione dei costruttori. Sono quelle centinaia di concept car – o prototipi che dir si voglia – realizzati in piccolissimi numeri, quando non […]

L'articolo Le auto che non sono mai nate proviene da RED Live.

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana