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Langone: «Farina condannato per “eccesso di cattolicesimo”»

luglio 13, 2012 Daniele Ciacci

Intervista a Camillo Langone. «Quella di Farina è una condanna politica verso un perseguitato politico. Lo colpiscono perché lui è un bersaglio, anzi un “bersaglione”».

Renato Farina è stato condannato dal Tribunale di Milano per  «falso in atto pubblico». Due anni e otto mesi di reclusione per aver visitato nel carcere di Opera Lele Mora, accompagnato da un ventenne non figurante tra i suoi collaboratori – ma neppure implicato nell’inchiesta riguardante il detenuto. Una «condanna assurda» secondo Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, e «lunare» secondo Rita Bernardini e Marco Perduca, dei Radicali. Tempi.it ne parla con Camillo Langone, che oggi nella sua rubrica “Preghiera” sul Foglio ha parlato proprio di Farina.

Langone, ci dia la sua opinione sulla condanna a due anni e otto mesi di reclusione a Renato Farina.
È una condanna politica verso un perseguitato politico. Non è una cosa nuova. Lo è dal tempo in cui è stato radiato dall’Ordine dei giornalisti. Mentre invece sarebbe da eliminare l’Ordine stesso, che sforna redattori supini che sono i primi a giustificare questa assurda condanna. Per un certo verso, quella verso Renato Farina è quasi una lesione della libertà di espressione. Perché Farina è cattolico, e questo non piace.

Farina è un cattolico. La sua fede crea scandalo?
Certamente. Prima come giornalista, e adesso come politico. Ha toccato quei due mondi dove essere cattolici dichiarati e praticanti è sconveniente. Anche Mario Monti è cattolico, tuttavia nessuno, sentendo parlare del Premier, lo connette immediatamente alla sua professione religiosa. Francesco Specchia su Libero ha parlato, per Farina, di «eccesso di cattolicesimo». Ma il cattolicesimo non può che essere eccessivo, e Renato è “chestertonianamente” cattolico. Il resto è “casinismo”, è moderazione. Ma la moderazione non è cristiana.

Ma, tra i cattolici, non c’è soltanto Renato Farina…
È vero, ma lui è il perfetto capro espiatorio. Secondo René Girard, il capro espiatorio archetipico era sempre uno straniero, magari zoppo, gobbo, in ogni caso segnato. Attirava l’attenzione per qualche difetto. E Farina ha molti difetti: è grasso e goffo. E soprattutto è cattolico. Renato Farina è il predatore naturale dei politici, dei giornalisti, dei magistrati. È un bersaglio. Anzi, un “bersaglione”.

E i capri espiatori sono facili da scaricare.
Già. C’è un vecchio detto che sentenzia: «In Italia le leggi si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici». È un nemico, Farina. Ed è percepito come un debole. Se nota, c’è stato uno scaricabarile generale non appena si è saputo della sua condanna – politica –. Inutile dirlo, i cattolici danno fastidio ovunque. Prima da giornalisti, poi da politici. E vorrei ricordare, infine, che Farina in Parlamento è uno spreco. Il Parlamento non serve a nulla, e Farina da giornalista dava tantissimo. L’ho sempre invidiato.

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11 Commenti

  1. mario scrive:

    Probabilmente, quello di Farina non è eccesso di cattolicesimo. Probabilmente è coerente con il secolarismo cattolico. L’ importante è il potere, quella cosa che ti fa sentire al di sopra della legge, così come da troppo tempo tanti “cattolici” pensano di poter essere. La legge vale per gli altri, vi hanno insegnato che quando si può si modifica secondo convenienza, quando non si è abbastanza potenti si cerca di ignorarla. Salvo professare vittimismo se un Magistrato cerca di ricordarti che: “La Legge è uguale per tutti”.
    Per favore, abbiate il buon gusto di non mescolare queste cosette con la Fede ed il Cristianesimo.

    • Antonio scrive:

      l’impostazione ideologica, quale mi sembra la sua, caro Mario, deve sempre falsificare la realtà per far tornare il ragionamento. Farina non se ne è infischiato delle leggi pensandosi sopra la legge ma ha agito convinto di essere nella piena legalità, secondo la sua interpretazione della legge, confermata dalle testimonianze di molti parlamentari che visitano anche loro le carceri.
      Le domando:
      1) perchè nessun altro è stato denunciato?
      2) lei legge le notizie su come viene amministrata la giustizia in Italia e ha mai fatto una casistica delle condanne dei tribunali italiani per i vari reati? Se lei crede che “La Legge è uguale per tutti” vuol dire che invece che alla realtà lei crede alle favole. Ideologiche ovviamente.

  2. Franco scrive:

    Caro Mario, penso che a te una cosa così non capiterà mai, perchè non andrai mai a “visitare i carcerati” (una delle opere di misericordia corporali) , come ci insegna Santa Romana Chiesa (che a te certo non interesserà). Quindi non è un “mescolare queste cosette con la Fede e il Cristianesimo”, come inopportunamente fai notare. Ma è proprio materia di Fede e Cristianesimo, oltre che autenticamente umana. Liberati dei paraocchi ideologici e forse vedrai la realtà con piu lealtà. E forse un giorno andrai a far visita a qualche fratello sfortunato (colpevole o innocente non importa) caduto tra le grinfie della nostra… giustizia?!?
    Resta il fatto assurdo e barbaro di una tortura preventiva per un innocente (che potrebbe essere un nostro amico o parente, o noi stessi) che fa rabbrividire tutte le coscienze oneste e leali.
    Coraggio Renato.
    Ti siamo vicini. Un popolo prega per te.
    Franco

    • mario scrive:

      Caro Franco, credo che in un povero Paese da troppi anni mortificato come l’ Italia, una delle poche cose che possa mantenere civile il nostro vivere, sia il rispetto della Legge comune. Quella Civile, del nostro Paese, non quella Divina.
      Perché ognuno di noi ha il diritto di credere alla Sua legge Divina, ma il dovere di rispettare quella Civile che invece ci riguarda tutti.
      Di fronte a quella dovremmo essere TUTTI uguali.
      Purtroppo ciò sfugge ad ogni integralista, qualunque religione dica di professare.
      Così il Cittadino Farina, ancora più degli altri perché personaggio pubblico, aveva il dovere di rispettare la Legge.

      Poteva visitare chi voleva, poteva farsi accompagnare, ma il tutto nel rispetto della Legge.
      Ti è sembrato che la richiesta di pena fosse esagerata? Puoi dire che un pregiudicato (la parola è brutta, ma il Signore in questione lo è) non dovesse essere trattato come qualunque Cittadino colto a reiterare un reato?

      Ti chiederei di associare alle tue preghiere anche quei Cittadini che hanno sbagliato, ma spinti da vera povertà materiale.
      Se un giorno mi dovessi recare in una prigione per confortare qualcuno cercherei uno di loro, Italiano o straniero che sia.
      I vecchi miliardari viziosi e viziati hanno evidentemente già chi li va a trovare.

      • Su Connottu scrive:

        Caro Mario,
        forse lei ha ragione. Se penso agli ebrei che si sono sottratti, con diversi escamotage, ai campi di sterminio previsti dalle leggi dello stato tedesco negli anni 30 e 40, non posso non considerare come quei furbastri si siano potuti sottrarre alla leggi dello Stato. Certo che avevano il dovere di rispettarle quelle norme, anche perchè gli ebrei davanti alle leggi della Germania nazista erano TUTTI uguali.
        Le do quindi atto di una notevole coerenza formale.
        Ciò nonostante, non so perchè ma leggendo i suoi interventi provo una sensazione olfattiva da camera mortuaria…

    • c scrive:

      siete ridicoli .

  3. alessandra piccinini scrive:

    Che grande esempio di giornalismo, signor Ciacci. Dove ha imparato ad incalzare l’intervistato con domande così provocatorie? “La fede crea scandalo?” “I capri espiatori sono facili da scaricare?”. Complimenti!!

    • Su Connottu scrive:

      Visto che lei è un’esperta, mi permetta alcune domande.
      Dove è scritto che esiste un solo tipo di intervista?
      Dove è scritto che l’intervistato in quanto tale deve essere incalzato?
      Dove è scritto che le domande in quanto tali devono essere provocatorie?
      Ma soprattutto: come mai abbiamo siamo così sfigati da non avere lei al posto di Ciacci?

      • alessandra piccinini scrive:

        Perchè mi risponde così male sig. Su Connottu? Cosa le fa pensare che i miei complimenti fossero ironici? Non trova anche lei che sia un’intervista coraggiosa e provocatoria?

  4. Antonio scrive:

    che «In Italia le leggi si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici» non è solo un vecchio detto ma la pratica giornaliera della nostra (in)giustizia. Basta guardare certe sentenze “al massimo della pena” (come per Farina) e altre con mille attenuanti (vedi G8, notav e altri gruppuscoli). Per non parlare poi dell’uso della carcerazione preventiva: a “vita” per alcuni e inesistente per altri (sempre con lo stesso criterio).
    Altro che “la legge è uguale per tutti”! Ma dove vive Mario? Che “film” vede? Non certamente quello italiano dove i primi a non rispettare la legge (vedi pubblicazione di intercettazioni e atti giudiziari “secretati”) sono coloro che dovrebbero amministrarla. A dirlo non sono solo io ma, solo per fare alcuni esempi, Napolitano, Mancino, Violante, la Corte di Strasburgo che periodicamente condanna l’Italia per il livello di (IN)giustizia in cui è.

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