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La piazza del 20 giugno e il nocciolo della questione: rispettare la realtà, usare la ragione

giugno 21, 2015 Emanuele Boffi

Questo è il punto di forza di questa strana gente, che trova il tempo di chiedere, informarsi, capire al di là delle apparenze e del mainstream che tutto ci propina tranne che la pura, rude, semplice narrazione di ciò che c’è

La manifestazione in piazza San Giovanni a Roma è stata bella, colorata e vivace (e non poteva essere altrimenti, visto il gran  numero di bambini). Altro che “integralisti cattolici”, come ha detto un sottosegretario in vena di battute infelici. Si è visto, o meglio, ri-visto un popolo che solo i media del nostro paese s’ostinano a non voler vedere e raccontare, a meno di ricadere nei soliti stereotipi logori e insensati. Al contrario, in piazza c’era gente che legge, si informa, capisce, ed è disposta a metterci la faccia per difendere ciò in cui crede. Lo faceva prima del Family day del 2007, ha continuato a farlo in questi anni, continuerà dopo il 20 giugno.

Questo è il punto di forza di questa strana gente che trova il tempo di chiedere, informarsi, capire al di là delle apparenze e del mainstream che tutto ci propina tranne che la pura, rude, semplice narrazione di ciò che c’è e ciò che accade. Che un uomo e una donna siano un uomo e una donna è un fatto, non un’opinione. Che le leggi debbano rispettare la realtà e non seguire desideri dettati dall’istinto è una regola della convivenza civile, non un dogma clericale. Che la vita nasca dall’incontro tra diversi è un dato, non un fuggevole pensiero.

E’ stato detto, giustamente, che il 20 giugno è solo la tappa di un percorso. Vero. C’è solo da andare avanti così, continuando a usare gli occhi per vedere e la ragione per capire. E’ stato importante mostrare sul palco che anche rappresentati di altri religioni condividono preoccupazioni e idee di tanti cattolici. E c’è da segnalare anche quel che accade in Francia – la giacobina e libertaria Francia – dove uno sparuto gruppo di intellettuali sta coraggiosamente testimoniando che quel che ci viene oggi presentato come progresso è, in realtà, un ritorno all’età della pietra, dove a farla da padrone è la legge del più forte. Lì, quel che dice la Manif pour tous a proposito dell’abominevole pratica dell’utero in affitto, lo dicono anche l’ateologo Michel Onfray, la femminista Sylviane Agacinski, il no global José Bové. Sono compagni di strada che, a partire da storie molto lontane dal cattolicesimo, arrivano a condividere il punto essenziale di tutta la questione: rispettare la realtà delle cose, usare la ragione per comprenderle.

Foto Ansa


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47 Commenti

  1. Blackstorm says:

    Rispettiamo la realtà e usiamo la ragione: perchè vengono millantate cifre ridicole come 1 milione di partecipanti?

    • massimo says:

      Ma le hai contate per dire che sono ridicole, magari se andavi a vedere eri più sicuro.

    • Sebastiano says:

      Tutto qui? Null’altro? Per essere uno che voleva usare la ragione mi sembra che abbia sprecato tempo e neuroni. E oltretutto non hai spiegato perché secondo te la cifra debba essere ridicola.

    • giovanni says:

      Non è importante il numero, è importante ciò che è stato detto e fatto.

    • angelique says:

      la questura ha dichiarato 400.000 in piazza, poi c’erano le vie laterali…
      ma comunque, che differenza farebbero i numeri? Se fossimo un milione o fossimo la meta, cosa cambierebbe?

      • Giannino Stoppani says:

        Nulla cambierebbe, ma se i tre gatti compreso un sindaco impresentabile del gheipraid per incanto diventano duecentocinquantamila, allora i quattrocentomila contati dalla questura possono diventare pure un milione a star bassi.

        • Angelique says:

          Appunto, se siamo pochi siamo ” 4 gatti omofobi fascisti” , se siamo tanti “gonfiamo i numeri”. E non si scende mai a discutere dei motivi. In un paese come l’Italia in cui non si scende ami in piazza per nulla, nemmeno quando abbiamo scoperto che per anni abbimo votato con un sistema anticostituzionale, vedere in piazza tante persone dovrebbe far tremare più di qualche ginocchio. E invece piovono insulti. Mah!

      • sganarello says:

        nulla. non cambia proprio nulla infatti.

        • To.ni says:

          Sganarello,

          il riflettere non è mai stato il tuo forte….ricordi il “depensa”. Si è capito che ogni schifo per te è “evoluzione” e che sei prono (anche fisicamente … scusa… si nota proprio ) e chi dignitosamente è contro sono “da “estinzione” .

          PS : ho virgolettato le solite tre parole che dici nella speranza che capisci cosa ti si dice.

        • mery says:

          SGANASSONE, certo che non cambierà mai nulla, finchè i telegiornali non fanno vedere le vie adiacenti piene di gente, CERVELLONI LAICI come BATTISTA e FACCI fanno commenti da far pietà. ma tutto per la RAGIONE E LA LAICITA’. ma fatemi il piacere. buffoni prezzolati.

    • SUSANNA ROLLI says:

      1.300.000, per la precisione.

  2. Cisco says:

    Grande manifestazione, addirittura il TG3 ha parlato di centinaia di migliaia di persone: da salvarsi e rivedersi il video a futura memoria, quello in cui la conduttrice Maria Cuffaro (la cui allegria e’ già di per se’ pari a quella della vedova di Nain prima della resurrezione del figlio) snocciola le cifre e accampa una scusa dietro l’altra per posticipare il servizio alla fine del TG, che ormai i bambini erano andati a letto (guai mostrare loro papà maschi e mamme femmine!). Comunque la manifestazione ha colpito nel segno anche alla luce della reazione nevrotica di Scalfarotto e della patetica risposta di Marrazzo che ha parlato di “every day family gay”: gli “integralisti omofobi” ringraziano. Alla prossima.

  3. Pepito says:

    mamma mia ragazzi! in quanti eravamo ieri, un vero successo! lasciamoli rosicare e godiamoci le reazioni isteriche di Scalfar8 & co.!

  4. Quercia says:

    Un ringraziamento agli organizzatori e all’oltre milione di cittadini italiani che ieri sono venuti in piazza.
    Sotto il diluvio prima, sotto il sole durante e nuovamente sotto il diluvio dopo.

    A tutti quelli che hanno fatto di tutto per evitare di manifestare, sia persone di responsabilità sia semplici privati che hanno accampato qualsiasi scusa pur di non essere in piazza ieri, si potrebbe rispondere: tenetevi le poltrone, a noi basta la piazza 😉
    Però, visto che spesso si è trattato di “fuoco amico”, che è brutto litigare fra fratelli e che le tirate d’orecchie fatte fraternamente, oltre ad essere sacrosante, sono soprattutto doverose, spero che chi ha sbagliato abbia l’umiltà di capirlo e la prossima volta (spero molto presto) scenda in piazza con noi.

    La prossima volta (spero molto presto), secondo me sarebbe da dare un taglio ancora più laico limitando gli interventi religiosi al saluto iniziale. Il che non significa nascondere la fede o la non fede degli aderenti, anzi. Guai fosse così. Ma solo per evidenziare che non si tratta di un incontro di questa o quella religione, o di quel movimento o quell’altro, ma una manifestazione di cittadini (ognuno con la propria idea sull’aldilà) riuniti per difendere qualcosa a cui tutti tengono. Cmq, a parte questo. Bravissimi. Grazie.

    La prossima volta (non so se avete capito, ma spero molto presto), sarebbe bello invitare anche gli intellettuali atei di cui si parla nell’articolo (o simili) e dare spazio anche a loro.

  5. EquesFidus says:

    Guarda, io sono allergico ai movimenti laicali, ma quell’intervento era da incorniciare; finalmente qualcuno che ha detto pubblicamente quello che molti cattolici pensano, cioè che mons. Galantino è inutile se non dannoso, visto il ruolo che ricopre.

    • EquesFidus says:

      Era in risposta ad un commento che è stato eliminato su quanto accaduto ieri l’altro a Roma, non certo all’insopportabile Helvetius a cui il nostro Giannino Stoppani, toscano come me, ha già risposto più che bene.

    • Fabio says:

      Ma il Papa stesso giorni fa ha detto che i laici cattolici non hanno bisogno del vescovo pilota che dica loro cosa fare : e’stato fatto un Concilio Vaticano II ed e’stato cambiato il Codice di Diritto Canonico nel 1983 per dire che i laici hanno la loro responsabilita’ e oltretutto un cattolico , se proprio deve obbedire a un vescovo , deve obbedire al suo vescovo locale e non al segretario della CEI.
      Un cattolico bolognese ad esempio doveva obbedire al card Caffarra e andare a Roma .

      Certi capi di movimenti ecclesiali che hanno pensato di fa obbedire i loro membri al segretario CEI dovrebbero
      ripassarsi il Diritto Canonico.

      Senza contare che da Roma erano arrivati richiami a mons Galantino per la sua posizione tral’altro opposta a quella di mons Bagnasco che mi risulta conti qualcosa nella CEI .

      • Fabio says:

        Qualcuno ha detto che le manifestazioni per la famiglia in Spagna non sono servite a niente dimenticando che sismo in Italia e il Family Day nel 2007 e’ servito eccome a fermare i dico.

        Non solo, ma da decenni ci tritano le palle con ecumenismo e dialogo interreligioso :
        sabato 20 a Roma c’e’ stata la prima manifestazione SPONTANEA di cristiani ebrei e musulmani :
        perche’ a mons Galantino non va bene ?

        La verita’ e’ copo il Concilio abbiamo assistito ad un clericalismo mai esistito nella storia del
        cattolicesimo e i laici erano piu’liberi prima quando non c’erano documenti ufficiali sui laici.

        • Fabio says:

          Per creare le confraternite medievali , le societa’ di mutuo soccorso , l’Opera dei Congressi i laici cattolici non hanno mai avuto bisogno ne’di documenti sui laici ne’di un Concilio apposta perche’la Chiesa era libera.
          L’ angustia in cui si trovavano i laici negli anni del dopoguerra dipendeva dallo stato liberale massonico e poi dal fascismo che aveva soffocato le associazioni cattoliche. E lo stato post unitario aveva soffocato anche la gerarchia.

          Come al solito e’ stata fatto pagare alla Chiesa la colpa di altri e adesso abbiamo il clero che controlla i laici che erano piu’ liberi nei secoli in cui non c’era la pastorale per i laici.

          • Fabio says:

            Ai cattolici schizzinosi che non amano la modalita’della piazza faccio presente che il destino di
            NSGC e quindi nostro e’stato deciso in una piazza e se il popolo avesse scelto Cristo e non Barabba
            sulla piazza la storia sarebbe cambiata anche la nostra.
            Ma anche allora qualcuno ha preferito disertare la piazza credo mi pare almeno undici, erano uomini.
            Uno si e’impiccato e gli altri 10 sono poi morti martiri.
            Solo S.Giovanni l’unico che e’andato in piazza e sul Calvariotra gli apostoli non ha subito il martirio.
            Auguri a quelli che non amano la modalita’della piazza.
            Io preferisco fare come S.Giovanni.

            • Fabio says:

              In piazza S.Giovanni

              • SUSANNA ROLLI says:

                Anno 2035.”Dimmi, nonna, e questa che foto è, siete tantissimi, me lo dici?”
                “Si, cara, eravamo 1.300.000, tutti uniti , solidali, un cuor solo contro il nemico che voleva privarci della nostra sacrosanta libertà..Vedi, il popolo è sovrano, ma ora non capiresti, ti spiegherò piu’ avanti..”
                “Ma che bravi che siete stati, nonna! Se non foste andati tutti avrebbero pensato che allora andava bene così, perchè se tutti stan zitti e nessuno si lamenta mai!”
                “Brava, cara, pensa….io c’ero….”
                La seconda parte del racconto verrà pubblicata piu’ avanti. ‘Notte.

                • Fabio says:

                  La discussione del decreto Cirinna’e’stata rimandata.
                  Meno male che scendere in piazza non serviva a niente…

                  • Fabio says:

                    Kiko Arguello ha fatto bene acdire la sua.
                    Nessuno e’sceso in piazza contro nessuno questa e’ mitologia galantiniama
                    Purtroppo adottata da molti cattolici.
                    Siamo scesi in piazza contro una proposta di legge non contro qualcuno !!!!
                    Chi era contro era la legge proposta, contro i nostri figli.

                    • Fabio says:

                      Un’altra mitologia e’ quella di chi dice prima vivere radicalmente la famiglia anziche ‘scendere in piazza : sbagliato e’proprio perche’ uno vive gia’ a fondo la famiglia che poi scende in piazza in caso di emergenza !
                      Ma questo lo capisce solo chi vive queste cose a volte il clero abbia il buon gusto di tacere c’e’stato un Concilio che ha dato fiducia ai laici !!!!!

                    • SUSANNA ROLLI says:

                      Per questo è importante che clero e laici restino sempre in contatto tra loro..Però vorrei tanto togliermi un dentino che mi fa male…Si parla tanto di clero che deve avere l’odore delle pecore -e ce ne sono; non siano privi dell’odore di Cristo, se no si va poco lontano!!

                    • SUSANNA ROLLI says:

                      Quanti errori faccio, scusatemi!

                    • angelo says:

                      susy, se sbagli ti corrigeremo.

                    • SUSANNA ROLLI says:

                      Però non metterci la “s”, per favore!

                  • SUSANNA ROLLI says:

                    DAVVERO!!!!! Tutti a casa mia, vo’ a comprare lo spumante!! (lo champagne manco so come si scrive!). Grazie, Signore Gesù!

        • Giancastello says:

          Chi è il “qualcuno”? Me lo dici il nome e cognome?

  6. Quercia says:

    Mi riferivo agli intellettuali non cristiani, +o- atei, citati nell’articolo che stiamo commentando: Michel Onfray, Sylviane Agacinski, Eliette Abécassis, José Bové
    Cmq Ferrara..Anche. Si, perchè no?
    Oggi leggevo un interessante articolo sul fatto quotidiano. Mi ha sorpreso. Altro intellettuale non cristano/cattolico che solleva alcune perplessità riguardo il pensiero unico.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/21/di-family-day-e-distruzione-della-famiglia/1799898/

  7. Pepito says:

    Scalfarotto:”È stata una manifestazione inaccettabile”.
    Qualcuno spieghi a questo bizzarro individuo cos’è una democrazia.

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