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Jihadisti massacrano islamici sunniti vicino a Baghdad. Storia di Abu Ahmed: «Hanno giustiziato anche un neonato di tre mesi»

novembre 12, 2014 Redazione

Membro della tribù sunnita Al Bu Nimr, Abu Ahmed è scampato alla morte per miracolo. Ha raccontato il suo ritorno a casa: «Ogni cinque minuti vedevo almeno 25 cadaveri. Il governo iracheno ci ha traditi»

 

Abu Ahmed si ritiene fortunato. Come centinaia di altri membri della tribù musulmana sunnita di Al Bu Nimr è stato catturato dagli uomini dello Stato islamico nella provincia di Anbar, a ovest della capitale Baghdad. Poiché ha combattuto contro i terroristi per difendere il suo paese, come gli altri è stato accusato di apostasia, messo in fila nel deserto insieme ad altre 100 persone e giustiziato.

LA VITTORIA DELL’ISIL. Ma Abu Ahmed (nome di fantasia per ragioni di sicurezza) non è morto. Colpito a un braccio e una gamba, si è finto cadavere tra i cadaveri e quando gli islamisti se ne sono andati ha fatto ritorno a casa. «Stavamo difendendo una città dai jihadisti», racconta l’uomo alla Bbc in una delle rarissime testimonianze arrivate dalla provincia ormai conquistata dall’Isil. «Sono arrivati con 40 macchine. Hanno iniziato a spararci gridando: “Venite fuori disertori. Avremmo già conquistato Baghdad, se non ci aveste fermato”. Molti di noi si sono rifugiati nei canneti, altri sono fuggiti ma siamo stati raggiunti. Le pallottole sibilavano dovunque. Ho visto tantissimi cadaveri. Chi è sopravvissuto è stato legato e portato via. Non so che fine abbiano fatto gli altri».

«CADAVERI DOVUNQUE». Probabilmente, come lui, sono stati giustiziati in modo sommario. In tutto, almeno 630 membri della tribù sono stati massacrati in pochi giorni nella città di Hit e nei dintorni. Abu Ahmed descrive così il suo terribile ritorno a casa: «Ogni cinque minuti di cammino, vedevo per terra almeno 25 cadaveri. C’erano donne, anziani e bambini dappertutto. Ho visto perfino il corpo di un neonato morto che avrà avuto al massimo tre mesi di vita. L’ho raccolto da terra con le mie mani e l’ho portato via tra le braccia».

SUNNITI CONTRO SUNNITI. In tutti i territori che hanno conquistato, i miliziani dello Stato islamico hanno fatto piazza pulita degli oppositori. Il caso della tribù Al Bu Nimr, però, è particolare visto che ad essere colpiti questa volta non sono musulmani sciiti ma sunniti come gli uomini del califfo Al Baghdadi.

«TRADITI DAL GOVERNO». Perché la tribù sia stata sopraffatta dai terroristi è presto detto: «Siamo stati traditi dal governo», afferma Abu Ahmed. «Ci hanno detto: “Combattete e vi aiuteremo”. Ma non hanno fatto niente. Non ci hanno rifornito di armi. Non ci hanno inviato niente. Dopo 13 giorni di combattimenti, senza appoggio aereo, abbiamo finito le munizioni».
Uno dei responsabili della tribù, Sheikh Naeem al-Gaoud, aggiunge: «Il governo ci ha abbandonati. Non ci ha inviato le armi promesse. Abbiamo dato loro le coordinate per gli attacchi aerei, ma non hanno mantenuto la parola data».

CONSEGUENZE. La tribù è stata tradita dallo stesso governo su cui gli Stati Uniti confidano per sconfiggere lo Stato islamico. Questo elemento, insieme ai massacri perpetrati dall’Isil, potrebbe spingere altre tribù a lasciare campo libero ai terroristi invece che combatterli: «La brutalità dimostrata può essere più importante delle battaglie stesse», afferma l’analista iracheno Hisham Al Hashemi, esperto di sicurezza. «Altre tribù sunnite potrebbero non voler fare la stessa fine degli Al Bu Nimr. La maggior parte rimarrà neutrale e si tirerà fuori dal conflitto».

 

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26 Commenti

  1. Raider scrive:

    Il problema è che il tribalismo delle società arabe è smepre stato un fattore di debolezza di queste società e un ostacolo alla loro civilizzazione. Quando inglesi e francesi, sulla base degli accordi segreti Sykes-Picot, in seguito al vuoto lasciato dal crollo dell’Impero ottomano, si spartirono il Medio Oriente, non era ancora stato scoperto il petrolio: non c’erano ricchezze da saccheggiare, non c’erano risorse naturali da sfruttare, non c’erano scuole, se non quelle rette da cristiani e missioni straniere, non c’erano Università.
    L’unico collante era la religione. e comunque, il quadro complessivo era assai meno monoliticamente islamico. I Saud, come custodi de La Mecca, come gli Haschem in Giordania, furono anch’essi imposti dalle armi occidentali: senza l’appoggio degli Occidentali, sarebbero rimasti una tribù in perpetua guerra, ovvero faide tribali, con altri gruppi di semi-nomadi.
    E pensate se gli Occidentali non avessero scoperto il petrolio: che se ne sarebbero fatti, questi capi-tribù, fellah e beduini, del loro deserto e dell’orgoglio con cui rivendicano la loro civiltà, dimenticando la miseria, l’ignoranza e la fame in cui li aveva gettati l’Islam: o ricordandosene per dare la colpa della loro “decadenza” a un imperiliasmo occidentale tanto recente e di così breve durata, dopo i secoli di oppressione turca abbattutasi sui Balcani, ancora la più frammentata e socialmente arretrata fra le aree dell’Europa, tranne laddove i turchi furono cacciati prima?
    Eppure, dopo la liberazione dall’Occidente e le ricchezze petrolifere, sono ancora qua con le loro divisioni tribali, a dimostrare che uso facciano dell’autogoverno.

  2. Leo scrive:

    «È stato un fallimento. Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti Assad credibile. Era formata da islamisti, da secolaristi, da gente nel mezzo. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi in Iraq».. dichiarò Hillary Clinton in una intervista rilasciata in agosto parlando del cosidetto Califfato.
    E’ il fallimento il metodo usato dall’occidente per mantenere destabilizzazione ed assicurarsi in questa maniera il mantenimento dei propri interessi.

    • Raider scrive:

      Cioè, la colpa delle violenze sbuite dai cristiani è dei cristiani, delle vittime e dell’Occidente.
      Tesi a capocchia che è il fallimento di cervelli allo sbaraglio, di kamikaze dei residui cerebrali in pensione al servizio del fanatismo filo-islamico, da cui non si sentirà mai dire chi sono coloro che ammazzano cristiani e non cristiani.

      • Raider scrive:

        A volere e promuovere attivamente le “primavere arabe” contro “i regimi oppressivi amici dell’Occidente” è stata l’amministrazione – fallimentare quando i cervelli che la tirano in ballo – di cui la signora Clinton faceva parte.

    • Andrea UDT scrive:

      Non è stato solo un fallimento dell’occidente.

      E’ stato, E’, un fallimento della cultura medio orientale.

      C’è un solo interlocutore CREDIBILE in medio oriente? Qualcuno che voglia fare giustamente i propri interessi (ci mancherebbe, mica voglio la cultura unica mondiale) senza uccidere, senza pulizie etniche?

      Senza monarchie totalitarie (giordania, emirati), senza dittatori (Saddam, Assad, Gheddafi) sono capaci di evitare il tribalismo animale che li condanna ad una eterna, brutale, guerriglia?

      L’errore di Bush Junior fu credere che la democrazia si potesse iniettare come il botulino.
      Metto in sicurezza le riserve di petrolio per i miei interessi, in cambio ti offro un sistema democratico e ti tolgo Saddam dai piedi. Non ha funzionato: puoi cambiare i connotati ad una persona, ma la sua indole, il suo carattere sono quelli.

      L’errore di Obama fu credere che quella cultura e qualla religione potessero creare DA SOLE democrazia e tolleranza senza tenere conto di quello una storia secolare ha consegnato alle cronache.

      Come se ne viene fuori è la domanda delle domande perchè questa gente CI ODIA.

      Non parlo solo dei barbuti assassini sui pickup, ma della stragrande maggioranza della gente: il popolo. Non è l’odio sfacciato dei guerriglieri e terroristi di turno, ma è un odio sottile e altrettanto pericoloso

      E’ l’odio della gente che se gli dai il diritto di voto (egitto) vota politici che vanno d’amore e d’accordo con i fratelli mussulmani

      L’odio di quelli che non manifestano, non si battono per Asia Bibi e contro le stragi dei cristiani (pakistan)

      L’odio di quelli che non si capisce bene se i talebani li vuole davvero combattere (Afganistan)

      L’odio di quelli che “va bene fronteggiare l’ISIS, ma con una mano dietro la schiena e non troppo (governo iracheno e finanziatori arabi).

      L’odio di quelli che trovano lavoro in un paese straniero che li tutela quanto MAI lo sono stati nel loro stesso paese di origine (asilo politico, occasioni di lavoro, sanità, istruzione, un sistema giudiziaro non fondato sulle paturnie del capo tribù di turno, un tetto di emergenza per dormire e pasti caldi) e poi sputano su quello stesso paese che li accolti trasformandosi in terroristi

      Etc. etc. etc. etc.

      Quindi Leo, per favore, esca da questa logica terzomondista dell’occidente che destabilizza e fotte il resto del pianeta.

      A “destabilizzarsi” ci pensano da soli: il prezzo lo pagano oggi i cristiani e i poveri cristi.

      Domani toccarà a noi.

      • Raider scrive:

        Andrea UDT, chapeau!
        E dire che lei non millanta né titoli accademici in diplomazia né confidenza con Donna Hillary da Mergellina, omonima della Clinton, che basta dire “Hillary” e magicamente, già è detto tutto, tutto risolto o tutto si risolverà, anche se nel giro di “un’altro decennio, in tutta sicurezza.” Quello che lei ha scritto lo sottoscrivo da cima a fondo. Grazie!

      • Leo scrive:

        @Andrea UDT :

        Gli interlocutori li scelgono e mettono a governare i governi occidentali. Poi succede che qualcheduno non va più bene per varie ragioni (sfida il FMI, sceglie alleanze extra-NATO, diviene interlocutore credibile per paesi scomodi (alias canaglia), si rivela essere uno statista e non un imbecille, etc etc …) ed ecco che diventa di colpo non credibile. In M.O., Asia, Africa, Americhe, Europa, Italia compresa, il metodo è lo stesso.

        Le società regolate da rapporti tra differenti tribù non sono società “animali”, sono solamente differenti dalle nostre e, certamente, molto delicate e complesse nei loro equilibri. Non è difficile fare saltare il sistema, anche se i modi possono essere i più diversi.

        Riguardo alle pulizie etniche le ricordo che l’occidente ha una lunga esperienza in merito, magari con un pizzico di logica del profitto in più. Lo schiavismo nel mondo occidentale assumeva (o assume ?) connotazioni industriali e di business, devo dare atto, molto di più che in altre parti del mondo in cui pure lo schiavismo veniva praticato.

        Anche “L’eterna, brutale guerriglia” delle società tribali non aveva mai le dimensioni di una guerra mondiale occidentale. Una battaglietta tra, che ne so, Firenze e Pisa nell’Italia dei comuni (quando l’occidente non esisteva ancora ed esisteva l’Europa) non faceva tantissimi morti e non arricchiva nessun banchiere, almeno non come adesso.

        L’errore (il più grosso) di Bush Junior e di Obama fu ed è di non dire la verità sull’11 settembre 2001 (e su molte altre : le ultime della serie sono il Califfato ed il Boeing Malese abbattuto sicuramente da un caccia ucraino).
        Sulla base di queste menzogne non si fanno scrupoli di ridurre all’età della pietra interi paesi per i loro interessi.

        Lei si domanda su tutte le domande “perchè questa gente ci odia” ?
        Anch’io, sa, me lo domando, ma credo che “la gente” di cui stiamo parlando non sia a questo punto la medesima.

        Concludo dicendo che non sono d’accordo con la sua ultima osservazione : a noi, “poveri cristi”, intrappolati in NATO, UE, FMI, ed ad un passo da uno scontro con la Russia di Putin, nostra vera amica, sta già toccando oggi.

        • Raider scrive:

          Ci sarebbero molte cose da dire su ciò che scrive Leo, ora che non si mette a stabilire l’età degli interlocutori, cosa per cui non ha alcun talento. Non voglio neppure contraddire né lui né altri. A titolo di esempio, faccio notare solo che lo schiavismo ha una trdazione, tutt’altro che esaurita, proprio nell’Islam: che il prelievo di manodopera schiavile in Africa è stato costante, da parte dei negrieri arabi;
          che la tratta degli schiavi gestita dagli arabi è continuata, senza sollevare da quelle parti dubbi, dibattiti, esitazioni, opposizioni, ripensamenti, anche perché la conversione all’Islam, in teoria, vieta ai musulmani di tenere altri musulmani in stato di schiavitù;
          che la forza-lavoro garantita attraverso la predazione di milioni di africani non era posta al servizio di nessuna attività produttiva tale da permettere un’accumulazione di capitali che potesse consentire uno sviluppo economico quale che fosse, meno che meno industriale, per cui, nell’Islam, mancavano tutti – tutti – i presupposti;
          che gli africani asseviti dagli arabi sono molti milioni in più più di quelli prelevati dagli Occidentali, questo non lo ha negato neppure Basil Davidson, che, pure, ha sparato la cifra stratosferica di 100 milioni di africani trasportati nelle Americhe, quando si sa che, probabilmente, l’Africa sub-sahariana non ha avuto 100 milioni di abitanti dall’apparizione dell’Homo Sapiens ai primi dell’Ottocento, quando i bianchi iniziarono a colonizzare l’Africa al di sotto del Sahara.
          Mi limito a questo perché sarebbe più lungo replicare punto per punto a altro. E fatta qualche puntualizzazione a latere, non mi va di discutere con chi non ha fatto altro che attaccarmi sul piano personale con un livore che, insieme alle doti divinatorie fasulle, qualificava da solo chi se ne compiaceva.

        • Andrea UDT scrive:

          Nessuna cultura è immune dall’odio.
          Nessuna.

          Non faccio la conta di tutte le schifezze fatte dall’occidente nel passato: per par conditio dovrei fare lo stesso conto per le altre e non la finiamo più.

          Quello che a mio avviso manca nella cultura e religione medio orientale sono dei sani anticorpi che risollevano dalla bruttura, rompono le catene dell’odio, del rancore e portano ad un riscatto.

          L’occidente si è risollevato dal nazismo e dal comunismo perché questi anticorpi li aveva.
          Perfino i balcani sembrano lasciarsi oggi alle spalle una guerra civile e religiosa devastante.

          Il medio oriente, la cultura islamica NO.

          Sono come inchiodati, accartocciati su se stessi. E lo sono da 1400 anni.

          Il problema non è che sono “diversi”: il problema è che ammazzano.

          Il problema è che non riescono a concepire confini pacifici senza desiderare la distruzione di Israele.

          Il problema è che il loro “dialogo religioso” è confinato alla parola “Islam”, cioè sottomissione.

          Il problema è, come coraggiosamente disse Benedetto XVI, che all’interno dei loro valori non negoziabili e nei convincimenti più radicati della loro cultura non riescono a trovare stimoli e motivi per rompere le catene dell’odio e del rancore.

          Con queste premesse, fatta la tara abbondante a tutti i nostri errori da “occidentali” rimane un netto grande e grosso che pur di far finta di ignorare cerchiamo sempre di giustificare addossandocene la colpa.

          Cosa che fa anche lei: in tutto il suo commento non c’è nemmeno una sillaba spesa su quello che la cultura medio orientale avrebbe potuto fare per se stessa in termini di pace, benessere, tolleranza ed ha accuratamente, scientemente, evitato di fare.

  3. Orazio Pecci scrive:

    Per favore, smettiamola di usare il verbo “giustiziare” per i macelli compiuti da terroristi, mafiosi e criminali d’ogni risma.

  4. D.Ph kissinger scrive:

    Hillary avra tutto il tempo di occuparsene.

  5. D.Ph kissinger scrive:

    E meno male che ci sono raider il leghista forza-nuovista siculo e udt a spiegarci la storia e la geografia politica. Grazie ragazzi. Il mio autorevole parere è che chi ha fame odia tutti. Che ne dite? Ci vuol poco per odiare noi occidentali.

    • Raider scrive:

      Almeno, nell’ultimo post che si legge qui, perla prima volta su questo schermi, Leo argomenta. Invece, D. PH., autoelettosi maestro di diplomazia, se la cava con una causa buona per tutti, la fame, per spiegare quello che solo alcuni, gli islamici, fanno, la guerra all’Occidente e all’universo mondo; e allora, da quell’arca di scienza che non ha e con tutta l’eleganza che gli manca, l’autodiagnosta si mette a insultare. Poi, chiama le sue a lungo studiate castronerie “autorevole parere.” Eh, sì: parere, pare proprio quello che è, mentre lui si illude di credersi un altro.

  6. Focauld scrive:

    @Leo : Riguardo alla questione tribale mi permetto solo di puntualizzare che se, certamente occidente e sionisti hanno avuto gioco facile nel fomentare conflitti laddove esistono società tribali non credo si possa fare di ogni erba (società tribale) un fascio, nel senso che le problematiche sono differenti. L’Africa ad esempio non dimentichiamo essere un continente con una miriade di gruppi etnici anche estremamente differenti tra loro e le eventuali conflittualità possono essere più o meno profonde. Credo che l’esempio più tragico sia il Congo che peraltro è il paese che ha tristemente più di tutti contribuito ad appesantire del 70% il famoso dato statistico dei 100000 cristiani uccisi all’anno del demografo Todd Johnson. Qui l’occidente ha colpito duro probabilmente considerando una situazione etnica più problematica di altre parti, come del resto è successo col Rwanda. L’ideale per gli avvoltoi occidentali è di avere una situazione di moderata instabilità permanente che serva a tenere lontana la Cina.
    Uno degli effetti delle situazioni instabili (in Iraq questo succede già dal lontano 2003, anno dell’invasione USA) create dagli occidentali è la creazione di frontiere colabrodo. I tagliagole che compiono queste stragi provengono in maggioranza da mezzo mondo e parlare di “questioni tribali” o financo religiose è assolutamente fuori luogo per non dire ideologico e fazioso.

  7. Raider scrive:

    Certo che è ristretta come il mirino di un cecchino, l’ottica da bird-watching che si accorge degli “avvoltoi occidentali” e solo di essi; mentre dare del fazioso a chi noti che a scannare sono gli islamici, provengano o no da “mezzo mondo”, è una forma di sciacallaggio perfetta per un gioco al massacro, del tutto consono a un sordo che lo sussurra in un orecchio della cui acustica è più che sicuro. Rivalità e conflitti tribali ci sono, ci viene fatto sapere, in Africa, non sono un invenzione dei rapaci occdientali nè dei passerotti venuti dalla Cina, che sta colonizzando o ci prova mezza Africa, dall’Angola li vogliono cacciare via, qualche anno fa i cinesi erano un milione su circa 18 milioni di autoctoni, non è chiaro chi profitti dele risporse energetiche degli uni o degli innvestimenti degli altri. Ma la colpa è degli occidentali e solo loro. E il Piano Yinon ci resta male, visto che è stato lasciasto sotto la linea di galleggiamento nel mare di osservazioni generiche e peregrine buttate lì e assurdità tali e quali quelle che raccontano i jihadisti, mai nominati come tali.
    E se la realtà africana è una cosa che le “frontiere colabrodo” servono al brodo di coltura o cottura di tutte queste amenità, mentre le frontiere europee e in particolare, italiane sono a disposizione di chiunque lo desideri o si trovi a passare come da accordi di un’Eurabia per cui esistono documenti ufficiali, non paranoie ynoniche, nulla da dire sul fronte orientale della guerra santa musulmana agli infedeli, dall’Indonesia alla Malaysia, alla Thailandia alle Filipppine: in cui, che il Piano Ynon se ne sia dimenticato o che gli islamici e i lor supporter occidentali sciacalleggianti si siano scordati di Ynon, non ci sono rivalità etniche che tengono, né tagliagole di tutto il mondo uniti nel nome dell’Islam, perchè i tagliagole sono tutti a chilometro zero e tutti islamici: questo, a Focauld, non gli fa caldo e non gli fa freddo.

  8. Leo scrive:

    @Andrea UDT

    “Nessuna cultura è immune dall’odio”

    Toh ! Non me ne ero mai accorto ! Deve essere a causa di quella cosa…come si chiama….ah sì ! Peccato Originale !

    “Non faccio la conta di tutte le schifezze fatte dall’occidente nel passato”

    Neanch’io ! Sono solo interessato ad avere uno sguardo leale sulla realtà : futura, presente e passata, visto che è attraverso la realtà che il Mistero si comunica a noi.

    “Quello che a mio avviso manca nella cultura e religione medio orientale sono dei sani anticorpi che risollevano dalla bruttura, rompono le catene dell’odio, del rancore e portano ad un riscatto”

    Sprizziamo salute da tutti i pori insomma ! Ah scusi, stavo facendo di nuovo la conta dei difettucci. Non lo faccio più !

    “L’occidente si è risollevato dal nazismo e dal comunismo”

    Ma lei li legge gli articoli di Tempi ? (Le consiglio anche di leggere un’intervista di qualche anno fa a Vladimir Bukowski)

    “perché questi anticorpi li aveva”

    Li aveva giusto ! Dove sono andati a finire ? Qualcuno li tiri fuori !

    “Perfino i balcani sembrano lasciarsi oggi alle spalle una guerra civile e religiosa devastante.”

    Beh, lasci prima un po’ di tempo per il business del Piano Marshall di turno, che diamine !

    “Il medio oriente, la cultura islamica NO.
    Sono come inchiodati, accartocciati su se stessi. E lo sono da 1400 anni
    Il problema non è che sono “diversi”: il problema è che ammazzano”

    A parte l’ignoranza (nel senso di ignorare) abissale in fatto di storia e culturE del vicino oriente (le dò una dritta : il prof. Franco Cardini) , cerco di immaginarmi la noia di un popolo che per 1400 non sa fare altro che ammazzare. L’unica cosa che non sa ammazzare è il tempo evidentemente.

    “Il problema è che non riescono a concepire confini pacifici senza desiderare la distruzione di Israele”

    Distruzione dell’entità sionista ho sentito dire.

    A proposito : quali sono i confini esatti dell’ Stato di Israele ? Non sono mai precisi su questo punto e vorrei saperlo, per curiosità.


    Il problema è che il loro “dialogo religioso” è confinato alla parola “Islam”, cioè sottomissione”

    Ma allora sono come l’occidente che non desidera altro !

    “Il problema è, come coraggiosamente disse Benedetto XVI, che all’interno dei loro valori non negoziabili e nei convincimenti più radicati della loro cultura non riescono a trovare stimoli e motivi per rompere le catene dell’odio e del rancore”

    Mi può dare il riferimento di questo discorso ?

    “Con queste premesse, fatta la tara abbondante a tutti i nostri errori da “occidentali” rimane un netto grande e grosso che pur di far finta di ignorare cerchiamo sempre di giustificare addossandocene la colpa”

    Le faccio notare che alla fine chi fa la conta degli errori è lei.

    “Cosa che fa anche lei: in tutto il suo commento non c’è nemmeno una sillaba spesa su quello che la cultura medio orientale avrebbe potuto fare per se stessa in termini di pace, benessere, tolleranza ed ha accuratamente, scientemente, evitato di fare”

    Simpatico quel “scientemente” : ai difetti che lei attribuisce a questa fetta del pianeta aggiungiamoci anche “masochismo”.

    Se rado al suolo centinaia di villaggi arabi come in Palestina, se riduco all’età della pietra Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, Libano, se mi alleo con il fondamentalismo wahabita e colpisco con esso accuratamente tutti i regimi laici, se ho (come disse il card. Martino) un campo di concentramento all’aperto come Gaza ed altre schifezze del genere mi dica lei cosa rimane di popolazione, cultura, economia, politica e quant’altro in un determinato paese.

    Comunque le dò al riguardo una buona notizia, e sono le numerose iniziative politiche del gruppo BRICS che stanno sempre più allacciando rapporti con Egitto, Siria, Iran, Pakistan, etc. Se son rose fioriranno…Inshallah !!

  9. Leo scrive:

    @Andrea UDT

    Il mio commento di risposta è in moderazione. Se non le arriva mi dispiace.

    • Andrea UDT scrive:

      Okkei, i nostri punti di vista li abbiamo esposti.

      Così, al volo, solo alcune aggiunte:

      Per Benedetto XVI mi riferisco al discorso di Ratisbona.

      Sui confini di Israele conosco la questione e so che è controversa. Ma le sfugge un “particolare”: per gli arabi nessun confine è accettabile, per loro israele NON DEVE ESISTERE.

      Su chi abbia “più anticorpi” si faccia una domanda e si dia una risposta:

      tolte le preferenze di clima, cibo, panorama e pensando solo a cosucce tipo libertà di pensiero e democrazia,dove preferirebbe vivere?
      In un paese a forte maggioranza mussulmana o in un paese occidentale?

      Saluti, Andrea.

      • Raider scrive:

        Caro Andrea UDT, mi permetta di darle qualche dritta sul prof. Franco Cardini. qualche anno fa, intervistato su La7 in qualità di medievista filo-islamico, fu chiesto a Cardini come mai, pur conoscendo l sue idee sull’Islam e sugli U.S.A., le Università americane lo invitassero a tenere corsi e lui accettasse di andare in una nazione che accusa di tante nefandezze.
        Una prima osservazione, prima di riferirle l’esemplare risposta di Cardini: si rende conto che razza di domande? Il giornalista de La/ ignorava che nel’America con ancora la polvere delle Twin Tower nell’aria c’erano docenti delle maggiori università statunitensi che insegnavano le stesse cose dei fondamentalisti islamici che, subito dopo l’attacco di Bush all’Iraq, a parte la raccolta fondi online, professori arabi e islamici o non arabi né islamici, ma dalle idee sugli U.S.A. non dissimili da quelli di Cardini, raccoglievano fondi per sostenere i “resistenti.” E secondo il fior di giornalista de LA7, Cardini era da ritenere un elemento pericoloso solo perché non è chairo se più filo-IUslam o anti-americano.
        In ogni modo, Cardini rispose che gli ameicani sapevano quello che pensa lui degli U.S.A.: e siccome lui si ritiene una persona libera, nelle università americane avrebbe detto le stese cose che lui avrebbe detto e insegnato nelle università arabe: dove, poi, è stato invitato. Lui.
        Quindi, la prova della libertà di cui chiunque, anche uno straniero ostile agli US.A., gode nella università americane, grazie alle leggi americane e al popolo americano, diventava un aprova della libertà di giudizio di Cardini! Capito, che capriola per rivltare con un doppio salto mortale la frittata?
        A Cardini si sarebbe dovuto chiedere se lui sarebbe stato capace di andare all’Università aòl Azhar del Cairo o altrove, da Jedda a Algeri, da Islamabad a Karthoum, a sostenere o a difenddere le tesi che a lui non piacciono; se mai sarebbe stato invitato a parlare dell’Islam come lui parla dell’Occidente. O avrebbe potuto, forse dovuto, se la sua libertà vale anche per garantire la libertà di chi ha opinioni diverse dalle sue, se sarebbe stato capace di difendere, non qui o a Parigi o a Londra, ma la Cairo o a Lahore il diritto di un suo collega universitario di pronunciarsi contro l’Islam con la stessa libertà che la democrazia americana gli garantisce perché lui possa vantarsene contro gli U.S.A. e l’Occidente.
        E sull’Inshallaah, perchè sia chiaro a nome di chi parla chi la saluta così dopo aver messo in dubbio dati irrefutabili sulle vittime cristiane messe in conto a un Piano meno concreto dei documenti in archivio su Eurabia, non c’è niente da salutare, perché quello che chi si saluta così sta facendo nelle nostre città, in società sempre più sommerse da un Islam che procede come da protocolli sottoscritti dall’eurocrazia, lo vediamo benissimo ogni giorno.

        • Raider scrive:

          Sorvolo sugli altri punti che le sono arrivati con l’Inshallah in calce, Andrea: credo che se lei è in grado di capire da un così illuminante episodio di che pasta sono Cardini e quanti lo portano a esempio di libertà di giudizio, lei saprà farsi un’idea della poltiglia di chi mette insieme casse e casseruole per concludere degnamente tutta la fricassea che le è stata ammannita.

      • Leo scrive:

        @Andrea UDT

        “Per Benedetto XVI mi riferisco al discorso di Ratisbona”

        “Sono vivamente rammaricato per le reazioni suscitate da un breve passo del mio discorso nell’Università di Ratisbona, ritenuto offensivo per la sensibilità dei credenti musulmani, mentre si trattava di una citazione di un testo medioevale che non esprime in nessun modo il mio pensiero personale”

        ebbe a puntualizzare successivamente il Santo Padre.

        Non riesco tra l’altro ad individuare la frase da lei citata nel testo originale di cui le riporto invece questa frase che rispecchia appieno il dramma della ferita luterana :

        “L’occidente, da molto tempo, è minacciato da questa avversione contro gli interrogativi fondamentali della sua ragione, e così potrebbe subire solo un grande danno. Il coraggio di aprirsi all’ampiezza della ragione, non il rifiuto della sua grandezza – è questo il programma con cui una teologia impegnata nella riflessione sulla fede biblica, entra nella disputa del tempo presente.”

        “per gli arabi nessun confine è accettabile, per loro israele NON DEVE ESISTERE”

        Tralasciando i fatti storici ed il progetto sionista alla base della nascita dello “Stato di Israele” (il discorso sarebbe lungo, anche se semplice : il furto e devastazione di un territorio) quello che generalmente gli arabi (a proposito : gli arabi sono tanti lo sa ? Ciascuno con un proprio cervello ed una propria storia e cultura . Non sono una massa uniforme) contestano è lo Stato sionista. Contesterebbe ad un tedesco o ad un russo degli anni trenta del secolo scorso la scomparsa dello stato nazista o dello stato comunista ? Si parla della fine di un regime politico. Punto.

        “dove preferirebbe vivere? In un paese a forte maggioranza mussulmana o in un paese occidentale?”

        Diciamo che fra Stati Uniti e Iran non avrei dubbi scegliendo il secondo. Fra Austria ed Arabia Saudita non avrei dubbi scegliendo il primo.

        In ogni caso l’Italia sotto occupazione NATO mi piace sempre meno e ahimè non posso spostarmi.

        • Leo scrive:

          Un’aggiunta alla mia risposta (in moderazione al momento) : riguardo al paese in cui andare a vivere dipende anche se è sotto il mirino degli interessi occidentali e destinato ad essere obiettivo della NATO e della conseguente azione destabilizzante. In Libia si stava bene, ma dopo il trattamento NATO è diventata un inferno.

  10. Sara scrive:

    e si ke DIO ci protegga xkè potrbbe toccare anke a noi!!

  11. Raider scrive:

    Ha letto il psot di giudiziose banalità che Leo le indirzza tutto per lei, Andrea UDT? Le cita il discorso di Ratisbona, non le reazioni suscitate dall’Islam, con quello che succede ogni volta che si sentono offesi e scatenano l’inferno, dovunque si trovino, in Europa o da dove vengono tutti quelli che insrogono anche qui. E ha letto come in “Libia si stava bene”, tanto epr dare addosso all’Occidente che trattava con ghedsffi e allora, era un dittatore, ora, una vittima del’Occidente. e tutto quello che succede, nella collezzione di atrocità “promavera/estate” e “autunno/inverno”, minacce, attacchi, sgozzamenti, decapitazioni e dialoghi, purché “l’Islam, religione di pace” e chi dice di no sapete come gliela fanno finire, fosse anche il papa, reo, per un attimo, di sospetto revisionismo della linea di resa incondzionata a quelli che, invitati a pregare nei giardini del Vaticano (si faccia spiegare da un imam cosa vuol dire, per gli islamici, pregare a casa di qualcuno): e l’islamico delegato a rappresentare tutti, non se stesso o chi ce lo ha mandato, tutti gli islamici, chiede al suo dio di consentirgli di sconfiggere i nemici della Vera Fede…
    E quella deliziosa chiosa, espressa con quanto garbo dal così compito, forbito e soprattutto, furbo Leo! “Gloi arabi sono tanti lo, sa?”, cioascuno con un loro cervello, storia, cultura e che cultura!, lo sanno tutti! E siccome sono tanti, come non avessero dirigenze, rappresentanti, governi, ma solo tribù e clan, bisogna prenderli tutti così come vengono e quanti vengono!
    Ha capito, Andrea UDT, l’abc della dhimmitudine, fosse solo dal sussiego con cui Leo, lui e l’altro, le si rivolgono? E provi a dirgli a muso duro che non è d’accordo! Vedrà quanto amabili sanno essere gli insha(ca)llati!

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