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L’Isis ha già un piede in Europa? Giornale inglese svela: c’è un campo di addestramento in Bosnia

luglio 23, 2015 Redazione

La «roccaforte» dello Stato islamico si troverebbe a Osve, a 100 km da Sarajevo. Il Mirror ha visitato il villaggio, tra bandiere nere e residenti impauriti

I terroristi dell’Isis non hanno bisogno di attraversare il Mediterraneo dalla Libia a bordo di barconi fatiscenti per raggiungere l’Europa, possono farlo tranquillamente in automobile partendo dalla Bosnia. È proprio al centro del paese balcanico che, secondo un servizio del Mirror, i jihadisti avrebbero messo in piedi il loro primo campo di addestramento europeo.

ISIS IN BOSNIA. A 100 chilometri da Sarajevo, circondato dalla foresta, su una collina invisibile al Gps si trova il villaggio di Osve. Qui, secondo il Mirror, jihadisti dell’Isis avrebbero comprato diversi terreni contigui e aperto il loro campo di addestramento. Negli ultimi mesi, continua il giornale inglese, almeno 12 combattenti sono partiti per la Siria e l’Iraq da Osve. Cinque di questi sono morti in guerra.

TERRENI JIHADISTI. Tra i terroristi che hanno acquistato terreni nel villaggio, c’è Harun Mehicevic, sostenitore dell’Isis che attualmente vive a Melbourne, in Australia. L’uomo avrebbe comprato due ettari. Insieme a lui e ad altri, anche Jasin Rizvic e Osman Kekic, entrambi attualmente in Siria tra le fila dell’Isis, avrebbero acquistato proprietà a Osve.

«È MOLTO PREOCCUPANTE». Un abitante del villaggio, che ha preferito restare anonimo, ha dichiarato ai giornalisti inglesi che hanno visitato Osve: «L’area potrebbe diventare un covo di terroristi. Sentiamo regolarmente colpi di arma da fuoco esplodere tra gli alberi in successione. Succede ogni settimana. Non so cosa stiano facendo, se fanno pratica di tiro o cosa, ma succede regolarmente. Sentir dire che membri dell’Isis stanno comprando terra qui è molto preoccupante». E a giudicare dalle foto scattate dai giornalisti, il pericolo potrebbe essere reale (anche se in uno degli scatti che dovrebbe mostrare una bandiera dello Stato islamico su un trattore, in realtà, si vede una bandiera dell’Arabia Saudita).

IL PRECEDENTE. In ogni caso, non sarebbe una prima volta per il paese balcanico. Cinque mesi fa, i corpi anti-terrorismo bosniaci hanno fatto irruzione nel villaggio di Gornja Maoca, nel nord del paese, dopo che su molti giornali erano uscite le foto di diverse case che esponevano le bandiere dell’Isis. Il villaggio era sospettato di essere legato al terrorismo islamico da almeno una decina d’anni. Tra il 2013 e il 2014, secondo un rapporto del think tank locale Atlantic Initiative, 192 bosniaci, tra uomini e donne, sono partiti per il jihad la Siria, portando con sé 25 bambini.

Foto Ansa


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14 Commenti

  1. dexter says:

    Poi parliamo di genocidio a Srebrenica questi sono nati terroristi

    • yoyo says:

      Siamo su due piani ed in epoche diversi. Un massacro a sangue freddo di civili non è mai giustificato.

  2. Raider says:

    Atrocità ne hanno commesse anche i musulmani bosniaci e albanesi, Yoyo. Ma senza tornare sull’argomento, alcune cose dovrebbero fare riflettere su un clima generale maggioirtariamente favorevole a immigrazione e Islam: come il fatto, non casuale, che si registri un notevole numero di conversioni all’Islam come a nessun’altra religione estranea alla storia europea e italiana. Come mai? A cosa è dovuto?
    Naturalmente, gli islamici diranno che la verità si impone da sé quella dell'”Islam, religione naturale dell’umanità”: che non è una risposta, ovviamente, ma solo solo un modo per ribadire la fede professata da chi si accontenta di questa riposta tautologica – e un po’ “razzista”: chi si converte al Cristianesimo, all’Induismo, ecc… o non professa alcuna fede religiosa si impone di non credere alla “verità che si impone da sé”, all'”Islam, religione naturale dell’umanità”?
    Altri si appelleranno alle “somiglianze” – mistificazioni madrassesche, in effetti – fra Cristianesimo e Islam: ma affinità sussistono anche con l’Ebraismo: e non si capisce perché le “somiglianze” dovrebbero funzionare solo in direzione de La Mecca e non in senso opposto, a parte il fatto che l’apostasia dell'”Islam, religione naturale dell’umanità” è punita dall'”Islam, religione di pace” con la essa a morte degli abiuri: se vi sembra, questo, un metodo apologetico convincente.
    Il favore di cui gode l’Islam presso le élte occidentali e il grande pubblico sottoposto a un incessante lavaggio mediatico del cervello, certo, hanno un ruolo importante: e c’è quello che elane

  3. Raider says:

    Completo il discorso:

    Atrocità ne hanno commesse anche i musulmani bosniaci e albanesi, Yoyo. Ma senza tornare sull’argomento, alcune cose dovrebbero fare riflettere su un clima generale maggioirtariamente favorevole a immigrazione e Islam: come il fatto, non casuale, che si registri un notevole numero di conversioni all’Islam come a nessun’altra religione estranea alla storia europea e italiana. Come mai? A cosa è dovuto?
    Naturalmente, gli islamici diranno che la verità si impone da sé quella dell'”Islam, religione naturale dell’umanità”: che non è una risposta, ovviamente, ma solo solo un modo per ribadire la fede professata da chi si accontenta di questa riposta tautologica – e un po’ “razzista”: chi si converte al Cristianesimo, all’Induismo, ecc… o non professa alcuna fede religiosa si impone di non credere alla “verità che si impone da sé”, all'”Islam, religione naturale dell’umanità”?
    Altri si appelleranno alle “somiglianze” – mistificazioni madrassesche, in effetti – fra Cristianesimo e Islam: ma affinità sussistono anche con l’Ebraismo: e non si capisce perché le “somiglianze” dovrebbero funzionare solo in direzione de La Mecca e non in senso opposto, a parte il fatto che l’apostasia dell'”Islam, religione naturale dell’umanità” è punita dall'”Islam, religione di pace” con la essa a morte degli abiuri: se vi sembra, questo, un metodo apologetico convincente.
    Il favore di cui gode l’Islam presso le élte occidentali e il grande pubblico sottoposto a un incessante lavaggio mediatico del cervello, certo, ha un ruolo importante: e c’è quella reazione tipicamente infantile che Melanie Klein indicava come “identifcazione con l’aggressore.”
    Ma, in fondo, ha un ruolo più importante la percezione generale dell’Islam come nemico dell’Occidente, come è stato storicamente e come si configura a una riflessione meno superficiale di quanto non permetta il “dialogo” come valore diversivo e opposto al confronto reale. Per cui frustrati, emarginati, esclusi e delusi dalla civiltà occidentale riconoscono nell’Islam e solo nell’Islam, non in altre espressioni religiose, il nemico di ciò che marxisti, anarchici, terzomondisti, cattolici insoddisfatti, nazisti, fascisti, uomini senza possibilità di realizzazione sociale, donne che respingono i modelli di femminilità in auge, ecc…, odiano con tutte le loro forze. L’islamismo li ricicla, li rimette in gioco, dà un senso superiore alle frustrazioni pregresse e persistenti di questi neofiti: perché l’Islam è, essenzialmente, un jihad pemanente, pacifico o armato – w la différence! – contro un ordine del mondo fuori del Corano, attributo increato del loro Allah.
    NO ALL’ISLAM!

    • yoyo says:

      Sul fatto che le colpe siano state anche bosniache con me sfondi una porta aperta. Srebrenica rimane ingiistificabile.

      • Raider says:

        Yoyo, delle atrocità islamiche non si parla, però e non le si processa. E vedi se quello che scrivo su non torna.

  4. Babb_Al_Uciu says:

    La destabilizzazione in Bosnia Erzegovina ad opera degli amici di McCain non può essere distinta da ciò che accade in Ucraina. A Sarajevo come a Kiev sono gli Stati Uniti a manovrare. Ma qui l’obiettivo principale è finirla con la regione autonoma della Republika Srpska.

    • yoyo says:

      Ma basta! Siete ossessionati da quel uomo! Nessuno crede alle vostre foto photoshop ed alle voste citazioni sempre pronte.

  5. Babb_Al_Luciu& says:

    La rivoluzione colorata” attesa in Bosnia da più di un anno, è finalmente arrivata. Tuttavia, il fatto fondamentale da sottolineare è che, contrariamente a ciò che gli analisti si aspettavano, il “cambio di regime” non è solo destinato alla parte serba, la Republika Srpska. C’è un colpo di Stato in questo momento nel Paese, la Federazione di Bosnia ed Erzegovina e, infine, arriverà nella Republika Srpska.
    Questo è un fatto molto importante perché suggerisce che i servizi d’intelligence occidentali, e naturalmente i loro Stati, vogliono ripulire il terreno politico nel Paese. Il piano è sfruttare il malcontento sociale crescente, più che giustificato, per causare il caos totale. Il caos e l’illusione di una “vita migliore” che media e centri di propaganda occidentali incoraggiano nella coscienza delle masse, saranno poi utilizzati per installare un nuovo governo di burattini, non solo nelle regioni ma anche nel governo centrale.
    Poi naturalmente ci sono gli “ausiliari” dell’ISIS a “dare una mano” nel creare ulteriore destabilizzazione.

  6. U_Babba_Luciu_1 says:

    In una nota di Réseau Voltaire, Thierry Meyssan racconta che fin dal 2012, elementi jihadisti hanno acquistato case e terreni in Boscnia-Erzegovina, a Gornja Maoča, Ošve e Dubnica, per allestire campi d’addestramento dell’ISIS. Il capo dell’impresa risponde al nome di Nusret Imamović. Noto ai servizi siriani prima come affiliato ad Al Qaeda, poi salito a numero 3 della sua filiale siriana – Fronte al-Nusrah -, oggi s’è unito a Daesh, portandosi dietro la sua armata di jihadisti bosniaci.
    Tutto ciò avviene sotto gli occhi, diciamo, dell’Occidente: dal tempo degli accordi di Dayton il “governo” musulmano-croato della Bosnia Erzegovina è meno di un consiglio comunale. Sotto la sorveglianza di un Alto Rappresentante Internazionale (attualmente è un austriaco, Valentin Inzko) che rappresenta gli interessi della UE; ma a sua volta affiancato e consigliato dall’ambasciatore americano David Robinson: un veterano della sovversione interna, che s’è fatto la mano servendo i Contras in Nicaragua, è stato accusato di aver cercato di manipolare le elezioni in Venezuela, nel 2008, ha servito a Kabul, ed ora eccolo qui, in Europa, alle prese con l’ISIS in uno dei suoi covi.

    • Raider says:

      Quindi, stado a quest’ennesima moschetteria di idiozie, gli americani sono i migliori amici degli islamici e fautori dell’islamizzazione: e islamici e filo-islamici fanno finta di avercela con loro o non capiscono, come il multinick paranoico, che nel gioco nel a far fuori i cristiani sono nella stessa squadra.
      Quindi,
      NO ALL’ISLAM!

  7. Babba%%Luciu says:

    Secondo l’analista politico Randy Martin, è possibile che gli americani si preparino a “tenere unita” l’ Unione Europea, minacciata di collasso e sgretolamento dalla recessione senza prospettive, dalla decisione brutale tedesca di espellere la Grecia (e poi Italia, Spagna, Portogallo) dall’eurozona, e dalla salita di partiti che favorevoli al distaccco dal sistema attuale di economia ed alleanze occidentali, con forze centrifughe che guardano verso Mosca. Se necessario, in caso di “Euromeltdown”, avverrebbe un colpo di stato classico, coi cingolati per le strade.

    E’ una tesi che mi pare degna di riportare. Anche se i motivi del riarmo possono assumere, al bisogno, la motivazione di “difendere i nostri alleati europei dal terrorismo islamico”.

    • Raider says:

      E’ degno di nota che ogni spiffero e sputo di presunte analisi clinicamente rilevanti che getti ombre sull’Occidente è devotamente raccolto con la lingua dal solerte multinick che duetta con se stesso moltiplicando l’effetto notte – neppure una buona su una e mille.
      Che il terrorismo islamico sia solo un aspetto, dirompente, certo, ma non l’unico né il più insidioso dell’islamizzazione progressiva dell’Occidente, non passa neanche per l’anticamera del cervello a chi l’Occidente lo odia.
      E Putin può essere alleato di Occidente, Oriente, Eurasia, ecc… Ma non è certo un fautore della dhimmizzazione e dell’immigrazione.
      W L’OCCIDENTE!

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