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Irlanda. Dopo il matrimonio gay, l’aborto: parte la campagna di Amnesty International

giugno 11, 2015 Leone Grotti

Che cos’hanno da spartire nozze gay e aborto? In apparenza, niente. Ma per la Ong sono due tappe, due conquiste di civiltà, nella lunga strada che porta al progresso

irlanda-amnesty-screenshot

Abbiamo fatto trenta? Facciamo trentuno. Sembra questo il ragionamento di una Ong come Amnesty International, che martedì ha convocato una conferenza stampa in Irlanda per gridare: è tempo di legalizzare l’aborto.

«POCO ORIGINALE». Perché l’aborto e perché proprio adesso? Semplice, perché è appena stato legalizzato il matrimonio gay. Il legame logico può sfuggire ed è importante quindi ascoltare la spiegazione della mente dell’operazione, Colm O’Gorman, direttore di Amnesty in Irlanda: «È molto facile e forse anche poco originale collegare ciò di cui stiamo parlando», cioè la legalizzazione dell’aborto, «al recente referendum, ma penso che dobbiamo imparare una lezione da quel processo».
E quale sarebbe questa lezione da imparare? Durante il referendum sul matrimonio gay «l’Irlanda ha dimostrato una capacità di parlare realmente di un tema che potrebbe essere visto come socialmente molto controverso. Questo è un tema ancora più complesso ma spero che entreremo nel merito della realtà delle nostre leggi».

ABORTO E NOZZE GAY. Non è facile seguire il discorso di Amnesty International. Che cos’hanno da spartire matrimonio gay e aborto? In apparenza, niente. Il primo dà il diritto a due individui dello stesso sesso di sposarsi nel nome del #loveislove, il secondo dà il diritto di sopprimere una vita quando questa non è ancora in grado di esprimersi e difendersi. Due temi molto diversi.
Ma per Amnesty International non sono altro che due tappe, due conquiste di civiltà, nella lunga strada che porta al progresso. Non è un caso che la Ong identifichi implicitamente la «capacità di parlare realmente» del matrimonio gay con l’approvazione del matrimonio gay. Se il referendum non fosse passato, i toni da parte della Ong sarebbero stati molto diversi.
Ma c’è un’altra domanda che sorge spontanea: chi è Amnesty International per dire agli irlandesi che cosa devono fare? L’organizzazione ha lo scopo di battersi perché «tutti possano godere dei diritti umani». Questo è legittimo, ma da quando l’aborto è un diritto umano?

Foto Ansa


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8 Commenti

  1. Livio scrive:

    quando si apre una prima falla nel sistema i virus entrano a frotte

  2. yoyo scrive:

    Come ti sfascio tutto di botto una grande nazione.1

  3. Antonio scrive:

    stanno devastando tutto

  4. Filippo81 scrive:

    Amnesty International ,teoricamente ,dovrebbe tutelare la Vita, di fatto la distrugge,è una dannosa associazione che va solo sciolta-

  5. Ellas scrive:

    E come darsi la zappa sui piedi: più matrimoni gay equivalgono più “famiglie” che vogliono bambini con uteri in affitto, ma più aborti equivalgono meno voglia di avere bambini e comunque un aumento di problemi psichici dati dall’aborto stesso. Meditate, gente. Meditate.

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