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«Non è un problema morale, ma razionale». Intervista a Mario Adinolfi (sperando non sia l’ultima)

aprile 9, 2014 Benedetta Frigerio

Intervista a uno dei fondatori del Pd che sabato era in piazza con le Sentinelle e che ha appena scritto “Voglio la mamma”. «La sinistra deve liberarsi dal tic mentale che le fa accettare quello che dicono Grillini e Luxuria all’Isola dei famosi»

Sabato ha partecipato alla veglia delle Sentinelle in piedi al Pantheon a Roma. Che ci faceva Mario Adinolfi, scrittore, giornalista, tra i fondatori dell’Ulivo (partecipò alle primarie) in piazza con gli oppositori del ddl Scalfarotto, la norma che vuole contrastare l’omofobia soffocando, nei fatti, la libertà di espressione? «Sono davvero di sinistra, un partigiano», spiega a tempi.it. Eppure, diciamo la verità, certe sue posizioni non è che vadano proprio per la maggiore in quell’area. Tuttavia Adinolfi le rivendica in nome di una battaglia – da vera sinistra – in difesa dei più deboli e indifesi. Per questo ha anche scritto un bel volume controcorrente: Voglio la mamma (122 pagine, 13 euro). «Se il ddl Scalfarotto fosse in vigore sarei già sotto processo».

Addirittura.
Ragioniamo. Perché si fa questa battaglia sul matrimonio omosessuale? Bisogna rispondere a questa domanda per accorgersi che questa non è una guerra lessicale fine a se stessa, ma il tentativo di un gruppo di chiedere nuovi diritti senza tener conto di quelli altrui. Non ne faccio un problema morale, ma razionale: ad esempio, riconoscere il diritto di adozione a persone che non sono un uomo e una donna sposati va a discapito del diritto umano dei più deboli, in questo caso i bambini, ad avere un padre e una madre. Di più: pensiamo al campo pensionistico. Fondarla su rapporti di qualsiasi tipo equivale a scardinare un welfare già in difficoltà, accettare di minare ulteriormente i conti pubblici e quindi impoverire il Paese.

voglio-la-mammaNel suo libro lei tratta anche di argomenti complessi, con il necessario tatto, ma anche senza infingimenti e sentimentalismi. Penso, ad esempio, alla questione dei transessuali.
È credibile che ci siano migliaia di persone con un disturbo di identità e che noi, anziché aiutarle, parliamo del diritto a cambiare sesso come se fosse la panacea di tutti i mali? Non siamo ingenui: è noto che intorno ai transessuali, come descrivo nel libro, c’è un mercato enorme. Lo dico con dati e interviste alla mano: i trans sono diventati le prostitute più ricercate. Davanti a ciò, molti sostengono che non ci dobbiamo impicciare, che sono fatti loro, che se osiamo discuterne significa diventare intolleranti. Ma una società che si dice solidale si deve preoccupare, cioè si deve occupare delle persone fragili e a rischio prima che si verifichino potenziali conseguenze distruttive.

Si cercano di introdurre nelle scuole opuscoli che, in nome dell’educazione all’affettività, propongono teorie legate all’ideologia gender. Alcuni gruppi (le Sentinelle, la Manif pour tous Italia) protestano e, qualche risultato, lo ottengono. Non la colpisce che, soprattutto nell’ambito dell’associazionismo femminile, manchi una presa di posizione forte? Dove sono finite le donne?
Le donne italiane sono diventate le 105 mila, ripeto 105 mila, che ogni anno abortiscono e che, secondo alcuni, sono ancora poche. Sono la maggioranza che accetta di firmare i moduli con scritto “genitore 1” anziché “madre”. Dire «voglio la mamma», come il titolo del mio libro, significa dire che voglio la donna. Bisogna che la donna ritorni se stessa, ossia una madre che accoglie e vuole proteggere il figlio a costo della sua vita. E invece le mie amiche di sinistra non si indignano nemmeno più per le donne sfruttate dal mercato dell’utero in affitto.

Per la sinistra i deboli sono solo gli omosessuali?
Se sono discriminati vanno protetti, come tutti, con l’applicazione delle leggi già vigenti. Questo, però, non significa concedere loro ciò che non è un diritto per nessuno, come quello di avere figli. Inoltre, non credo sia lecito che quanti la pensano diversamente da alcuni di loro, come me, oggi siano additati come “omofobi”. Non è giusto che stia per passare una legge, il ddl Scalfarotto, che introdurrà il reato di opinione, facendo passare il mio libro o un’intervista come questa come istigazione alla violenza o all’odio.

Il leitmotiv del suo libro è: ma dov’è finita la sinistra italiana che difende gli oppressi, in questo caso i bambini senza voce? E dove sono le femministe?
Ho scritto questo libro proprio per la sinistra a cui appartengo. Occorre che si liberi da un tic mentale per cui la legge 194 non si tocca, la legge 40 è da scardinare e ora bisogna sostenere per forza la legge sull’omofobia, senza pensare nemmeno a cosa si stia facendo. Che la nostra cultura si sia ridotta ad accettare a scatola chiusa quello che dicono Grillini o Luxuria all’Isola dei famosi è deprimente. Il mio libro vuole liberare da questo tic con l’arma della ragione, seguendo Pasolini, Bobbio e i grandi pensatori di sinistra. Io parto da dati di fatto per avviare una riflessione seria.

Il suo tentativo sta avendo riscontri positivi?
Il libro è uscito da appena una ventina di giorni, ma molti mi hanno già scritto per dirmi che hanno tirato un sospiro di sollievo scoprendo di non essere i soli a ragionare in questi termini. Il 5 maggio presenterò il libro a un insieme trasversale di parlamentari. Sono fiducioso, perché penso che questo tema possa unire, ponendosi su un piano razionale elementare, comprensibile da chiunque sia sinceramente impegnato a riflettere con onestà.

«Non neghiamo la forza di un bambino che soffre». Di che forza parla?
Sono stato a sinistra tutta la vita per difendere il grido dei deboli. Credo che la sinistra si debba fermare e chiedersi chi è il povero che vuole difendere. Io penso che oggi il più debole e indifeso sia il bambino. Io sono un peccatore, sbaglio, ma tra il desiderio dei più forti e il diritto dei più deboli continuo a battermi per il secondo. Tra il desiderio della mamma di abortire un figlio, malato o meno, sto con il figlio. Tra due coniugi che comprano un bambino, sfruttando l’utero di una madre, sto dalla parte di quello del piccolo a non essere strappato dal seno della madre e di quest’ultima a non essere usata. E davanti all’anziano che chiede l’eutanasia sto con lui e con chi lo accetta e lo ama, non con chi lo ammazza.

Si sta riaprendo la discussione sulla legge contro l’omofobia da lei sopra citata. Un’emergenza fondata su 83 denunce in tre anni. Nello stesso tempo, cresce il fenomeno della prostituzione minorile e dei reati di pedofilia, ma nessuno muove un dito. Una schizofrenia?
Le due cose stanno insieme. La legge italiana dice che un sessantenne che fa sesso con una quattordicenne non è perseguibile e che l’abuso di un bambino di dieci anni non è perseguibile d’ufficio ma solo su querela della parte. Il fenomeno delle “baby squillo” è un’urgenza eppure non si corre ai ripari. Intanto si cerca di far passare senza riflessione una legge liberticida come quella sull’omofobia, parlando di allarme nazionale, mentre serve solo a tappare la bocca a chi vuole difendere i bambini. Le cose stanno insieme. Il punto non è tutelare i deboli, ma i ricchi che spendono migliaia di euro per andare con le ragazzine senza che il loro nome si macchi. Ripeto: la sinistra dov’è? Io faccio davvero resistenza, sono un partigiano.

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29 Commenti

  1. Alex scrive:

    Toc toc? Filomena? Shiva…?

  2. Cisco scrive:

    Grandissimo Adinolfi, libro da distribuire gratis nelle scuole di ogni ordine e grado. E magari da presentare con il contraddittorio di Luxuria, giusto per farsi qualche (tragica) risata.

  3. Laura72 scrive:

    “Riconoscere il diritto di adozione a persone che non sono un uomo e una donna sposati va a discapito del diritto umano dei più deboli, in questo caso i bambini, ad avere un padre e una madre”…
    Grande Mario, siamo con te!!!

  4. Bifocale scrive:

    Il solito festival di menzogne a base di spauracchi (“il ddl Scalfarotto introdurrà il reato di opinione”, tanto per dirne uno) per nutrire il ‘gregge’ della loro buona dose quotidiana di allarmismo se si danno pari diritti ai gay. Adinolfi studia da elefantino & dintorni e cerca di ingraziarsi la destra ultrareligiosa conservatrice promuovendo il suo bel librino benedetto dall’acqua santa del pregiudizio.

    • filomena scrive:

      Sono d’accordo le minoranze da tutelare sono quelle vittima di ideologie preconcette basate sulla religione e sul conservatorismo spacciato per realtà naturale, non gli embrioni tutelati dalla legge 40 che mette sullo stesso piano le persone e quelle che saranno eventualmente future persone.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Commento con gli stessi argomenti e stesso tono anodino dell’ineffabile Paolo.
        Sicuramente è una coincidenza.

      • Toni scrive:

        Tranquilla, nessuna minoranza è vittima di ideologie preconcette, siamo di fronte a finte vittime che usano un vile piagnisteo come arma.

      • maboba scrive:

        Lei adombra essere il matrimonio e la famiglia difese dalle sentinelle frutto di “ideologie preconcette” “spacciate per realtà naturale”.Mi sembra che ci sia un po’ di confusione relativamente alla realtà naturale e mi permetto di ripetere qui un mio commento.
        La vita su questo pianeta, altrove non so, ha dispiegato un’enorme varietà nel tempo e nello spazio grazie allo scambio genetico che si è consolidato fra sessi diversi. L’uomo è sì “qualitativamente” diverso dal resto dei viventi (discussione che esula dal presente argomento), ma la sua essenza organica è figlia del processo evolutivo che è avvenuto nel corso di milioni di anni e che si è avverato grazie allo scambio genetico maschio- femmina, che è alla base della grande biodiversità della vita sulla terra. In altre parole apparteniamo ad un Regno animale insieme a milioni di specie, anche quelle più lontane da noi, caratterizzate sempre dalla presenza di due sessi distinti che noi chiamiamo maschio-femmina. Senza l’esistenza dei due sessi probabilmente la vita animale si sarebbe fermata allo stadio delle meduse. Non solo. Atti omosessuali esistono in molte specie di mammiferi, ma sono circoscritti quasi sempre agli esemplari più giovani all’ inizio dell’età matura e comunque non caratterizzano mai tutta la vita del singolo animale. Inoltre la coppia omosessuale non esiste in alcuna specie, come è ovviamente comprensibile; contrasterebbe il più potente istinto di ogni vita animale, quello della procreazione e della conservazione della specie stessa; qualora si formasse in una società animale, questa sarebbe destinata all’estinzione.
        Il matrimonio uomo-donna non l’ha inventato la Chiesa cattolica come è noto, ma esiste, più o meno codificato giuridicamente, in più forme in tutti gruppi e società umane. A quanto pare esso meglio corrisponde alla necessità “naturale” della procreazione e dell’allevamento e cura della prole, cioè alla conservazione in generale della specie e in particolare di quella particolare società. Non è un diritto, ma un istituzione, o istituto, di origine naturale che ogni società ha codificato per soddisfare quella necessità e riservato quindi alla coppia uomo-donna. Lapalissiano che una società non possa e non debba (pena un aggravamento ulteriore del bilancio pubblico che nel caso italiano è già sin troppo disastrato) concedere gli stessi benefici economici della famiglia ad una coppia omosessuale, cui andranno riconosciuti, se mancano, alcune tutele come quelle dell’eredità.
        Parificare la famiglia ad una coppia omosessuale significa eliminare la figura madre-padre e quindi obbligatoriamente eliminare la distinzione uomo-donna, maschio-femmina, il fondamento cioè della vita animale e anche della nostra. Non si tratta solo di un ‘operazione “giuridica” o tantomeno linguistica, bensì di una cosa assai più profonda e “malefica”. Si tratta questa sì di un’operazione artificiale tesa a negare la realtà naturale, quindi profondamente sbagliata, imporre con la forza dell’artificio e della legge un qualcosa che non esiste: un’uguaglianza falsa e bolsamente buonista che pretende di annullare con la violenza dell’ideologia e della norma differenze “reali” che pure abbiamo di fronte ogni giorno. Parafrasando un vecchio detto, “solo nell’oscurità tutte le mucche sono uguali”.
        Riguardo alla sua affermazione, che ho interpretato come ironia critica, “..della legge 40 che mette sullo stesso piano le persone e quelle che saranno eventualmente future persone” devo ricordarle, come sa, che dal punto di vista scientifico dal momento della fecondazione dell’ovulo non è possibile individuare il momento prima del quale non esiste l’essere umano, la persona, mentre dopo sì. E’ un processo senza soluzione di continuità. Esse “sono” sullo stesso piano perché sono (siamo) la stessa cosa. Fissare arbitrariamente il momento è pericoloso. Lo facciamo per l’embrione alla 1a o alla 13a settimana? al momento del parto? o quando si acquista indipendenza ed autonomia di pensiero e di giudizio? C’era un bel racconto di fantascienza (non ricordo l’autore) di una società che aveva stabilito in dodici anni l’emergere della persona autocosciente e quindi prima di quell’età i bambini potevano essere “aboliti” in maniera legale. Ogni somiglianza con la pratica abortiva “libera”, pretesa come “diritto”, è non voluto e puramente casuale.

        Leggi di Più: Siena, Sentinelle ostacolate e multate: «Anticipo di regime» | Tempi.it
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    • Carlo2 scrive:

      @Bifocale: ferma restando la tua possibilità di pensarla diversamente da Adinolfi su qualunque cosa, il ddl introduce di fatto il reato di opinione.
      Per l’ennesima volta: al momento il testo non fornisce alcuna definizione di “istigazione all’odio o alla violenza”, quindi deciderà il giudice di turno in base alle proprie convinzioni.

      Ora, anche se tu fingi di non saperlo, su questo sito (per non parlare della pagina FB di Adinolfi), in molti si sono detti favorevoli a condannare chiunque anche solo per aver espresso parere contrario a matrimoni ed adozioni gay: si tratta di opinioni cui non si dovrebbe avere diritto in quanto DISCRIMINATORIE, OMOFOBE, CHE ISTIGANO ALL’ODIO, e quindi meritevoli di essere perseguite. Questo è il LORO esplicito desiderio, non uno spauracchio agitato dalla “destra ultrareligiosa conservatrice”.

      Quindi, una volta approvato il ddl, quali garanzie puoi darmi che un giudice non (s)ragionerà allo stesso modo?
      Resto in attesa.

      • Bifocale scrive:

        Allora, tanto per chiarire, io non sono MAI a favore di punire penalmente chi ha idee diverse dalle mie. D’altro canto, se mi si permette, non sono neanche contento quando persone o gruppi di persone vogliono negare a me diritti (di singoli e coppia) che loro stessi hanno. Dunque quando si ritraggono le coppie dello stesso sesso come un pericolo per la società, gli omosessuali come dei disturbati mentali, le associazioni LGBT come aspiranti e dominare e ‘omosessuale’ il mondo intero è del tutto evidente che seminano pregiudizi, disprezzo e odio per chi non fa parte della maggioranza. Il legittimo diritto d’opinione allora diventa un modo per far sì che ancora esistanto cittadini di serie A e altri, una minoranza, di serie B. E questo è contro il principio di uguaglianza che è uno dei fondamenti della nostra Costituzione.

        • Carlo2 scrive:

          Eh no Bifocale, adesso non puoi girarci attorno così. Ti ho fatto una domanda precisa. Tu hai scritto chiaramente che quello del reato d’opinione è uno spauracchio; io ho cercato di dimostrarti che con l’attuale formulazione del ddl, di fatto, questo reato verrà introdotto e ti ho chiesto espressamente garanzie in senso contrario.
          Mi pare che il sottinteso della tua risposta, correggimi se sbaglio, sia questo: “non posso darti garanzie”. Ovviamente.

          Perché, come al solito, il punto non è quello che pensa Bifocale; il problema, ripeto, è che, nonostante il tuo buon senso, ci sono non poche persone che già ora auspicano esplicitamente l’incarcerazione di chi si esprime contro il matrimonio e le adozioni gay, ed il ddl Scalfarotto lo consentirà.
          Quindi ripeto: o mi dimostri che, per come è formulato il ddl, tale rischio non c’è (e sono dispostissimo ad ascoltarti), o devi ammettere che forse quella del reato d’opinione non è proprio una fesseria come dicevi tu, e che quindi, almeno su questo punto, Adinolfi potrebbe aver ragione.
          Quale delle due?

          • Bifocale scrive:

            Carlo2 hai ragione, il problema non è quello che penso io (per me la libertà di opinione è comunque da rispettare), ma di come stanno davvero le cose. Lo lascio spiegare allo stesso Scalfarotto, che evidentemente sa di cosa sta parlando in quanto è stato relatore alla Camera: “Quanto al fatto che la legge che abbiamo approvato alla Camera contro l’omofobia sia liberticida e meriti manifestazioni di protesta, che dire. Si tratta di una legge che ha incontrato le critiche pesanti delle associazioni gay proprio perché ha voluto tener conto della libertà di opinione di chi crede che il matrimonio egualitario sia sbagliato e che l’adozione da parte di coppie gay e lesbiche sia da evitare. La legge, dunque, tutto è tranne che liberticida. Sia ben chiaro, bisogna poi intendersi su cosa sia la libertà. Se la libertà è quella di esprimere un’opinione, nessuno, e nemmeno Manif pour Tous, deve avere il minimo timore che questa libertà sarà mai conculcata nel nostro Paese.”
            l’articolo integrale (sperando che la moderazione non lo cassi) qui:
            http://www.huffingtonpost.it/ivan-scalfarotto/la-legge-contro-lomofobia-non-e-liberticida-e-i-detrattori-di-renzi-si-ricordino-dei-risultati-ottenuti-dal-segretario-pd_b_4603980.html

            • Gabriele scrive:

              Eh, purtroppo questa risposta di Scalfarotto non mi convince, perchè è ambigua. Da un lato dice di non preoccuparsi perchè la legge non sarà liberticida, però non spiega esattamente perchè non sarà così. C’è sì il riferimento alla costituzione, il guaio è quando dice che bisogna distinguere tra libertà di espressione e divieto di offendere. Perchè qui ha ragione sul piano tecnico, ma sul piano pratico come muoversi tra la libertà e il divieto, come distinguere la legittima espressione dall’insulto quando la legge contro l’omofobia è troppo vaga su cosa è o non è omofobia? Se almeno tale legge specificasse che non è omofobia ritenere autentico solo il matrimonio tra uomo e donna, e il sostenere che i bambini hanno bisogno di una mamma e di un papà, molti problemi non ci sarebbero. Ma visto che Scalfarotto proprio nell’intervista afferma di avere come obbiettivo principale il matrimonio ugualitario per i gay, c’è poco da sperare.

              • Aldo scrive:

                Lo sai la legge non spiega neanche che cosa sia il razzismo eppure non ci sono mai stati problemi?

                • Gabriele scrive:

                  E’ un discorso diverso. Il razzismo consiste nell’offendere la dignità di una persona negandole diritti che le sono propri e che sono già definiti.
                  In questo caso, invece, nessuno nega che gli omosessuali abbiano gli stessi diritti degli altri. Il fatto è che il matrimonio non è un diritto, è una istituzione pensata per un determinato tipo di coppia (quella formata da uomo e donna intenzionati a vivere sempre insieme e ad avere una prole), i cui requisiti non sono posseduti dalle coppie omo (e neppure da quelle fornate da semplici conviventi, pure etero). Non c’è discriminazione, solo la constatazione di una differente situazione.
                  Inoltre, è vero che esiste una certa cultura del disprezzo verso gli omosessuali e va combattuta, ma le leggi già lo fanno, un omosessuale che viene insultato, discriminato, picchiato, solo perchè tale, può già andare a fare la denuncia.
                  Invece questa legge, per quanto si ammanti di nobile intenzioni, serve solo a zittire con la prepotenza chi non la pensa come i gruppi gay, e lo fa non stabilendo un confine preciso tra libera espressione ed insulto. Lei mi cita il razzismo, però: indicare un africano è dire ‘quella è una persona di colore’ non è certo come dire ‘negro di m***a’, ed è chiaro qual’è una semplice constatazione e qual’è un insulto da punire, non le pare?
                  Invece con le legge Scalfarotto, la constatazione ‘il matrimonio è solo tra uomo e donna’ verrà appaiata all’insulto verso le persone omosessuali, ed è a questo punto che cominceranno i problemi, visto che già su questo sito si sono trovate non poche persone che sbavano all’idea di denunciare chiunque non sia d’accordo con loro come omofobo, e visto che la legge non chiarisce cosa si possa effettivamente definire omofobia, il denunciato sarà in balia delle idee personali del giudice di turno.

            • Carlo2 scrive:

              Bifocale, continuiamo a non capirci. Trattandosi di un ddl, l’UNICA cosa che ha veramente valore è il testo, che lascia (credo volutamente) aperta qualsiasi strada.

              Riguardo le rassicurazioni: perdonami, ma quelle di Scalfarotto valgono ancora meno, anzi sono le più inaffidabili in assoluto, proprio perché qualsiasi relatore sano di mente ha tutto l’interesse a far passare come ben scritta una legge pensata da lui. Non credi?

              Per la terza volta: al momento c’è un ddl che, se approvato, consentirà di mandare in galera persone sulla base di opinioni, e c’è gente che, per sua stessa ammissione, non vede l’ora di farlo.
              La domanda rimane, e spero che stavolta tu mi risponda chiaramente: non in base a ciò che pensi tu, ma in base AL TESTO ATTUALE credi ci siano GARANZIE che questo non potrà accadere oppure la preoccupazione di Adinolfi al riguardo ha un minimo fondamento, e di conseguenza ci sono ragioni per opporsi?
              Grazie.

      • Toni scrive:

        Quando scrivono che non sono mai a favore di punire penalmente chi ha visioni diverse basterebbe ripercorrere tutti post pubblicati da certi commentatori per sollevare un ragionevole dubbio se ci troviamo di fronte a bugiardi spudorati o a persone il cui stato di egotismo è tale per cui la realtà è modificabile a piacimento.

        A ben vedere la seconda ipotesi è preferibile alla prima stante che l’attitudine a voler modificare la realtà è palpabile anche quando si inoltrano in concetti come discriminazione ed eguaglianza . Infatti una coppia dello stesso sesso non è discriminata difronte ad una coppia etero quando viene negato il matrimonio ad una e non a l’altra. Questo perché costituiscono due realtà diverse. E’ una verità elementare (come dire l’acqua bagna, il fuoco scalda)ed il negarlo si può fare a condizione di essere portatore di una atrofia emotiva.

        Da creatori fantasiosi di una storia che le vede vittime riescono inspiegabilmente, e fuori da ogni logica, in un battibaleno a far rimuovere sottosegretari, ad operare rappresaglia feroce ed immediata ad un imprenditore, a far licenziare scrittori e (pure) maghi del web, a modificare palinsesti televisivi, a far passare grazie ad una stampa servile una lite di condominio come attacco omofobo.
        Poi dicono che sono debolucci e vogliono una legge a proteggerli. Facce di bronzo!!!!!
        Adinolfi si è creato fedeli nemici e deve partecipare (tutto colorato) a tutti i gay pride a venire se vuole farsi perdonare.

        Tra questi commentatori poi c’è chi sciorina antropologhi, psicologhi, filosofi, sociologi…. tutti amici di famiglia e tutti impegnati a costruire un castello di carta che regolarmente al vaglio della logica elementare si riduce tristemente a mucchietto.

      • Aldo scrive:

        Non fornisce neppure la definizione nei rispetti del razzismo eppure la legge c’è da anni.

    • Piero scrive:

      mi pare non ci sia nulla di menzognero in quello che dice Adinolfi: sta semplicemente usando la ragione e osservando la realtà. Due attività che sembra siano andate completamente in disuso, completamente coperte dalle personali ideologie.

    • Cisco scrive:

      Bifocale le tue “rassicurazioni” sono smentite dai fatti di cronaca, non da una ideologia. I figli non sono un diritto per nessuna persona, LGBTQI etc o etero che sia.

  5. Giannino Stoppani scrive:

    Agli attivisti lgbt che stanno preparando la forca nella piazza mediatica suggerisco di usare un capestro resistente, vista la mole dell’occasionale nemico da giustiziare.

  6. mike scrive:

    adinolfi è un grande. fossero tutti come lui a sinistra. articolo molto bello, e chiaro (non come quello su renzi).

    • Aldo scrive:

      Ma è proprio per quelli come lui che la sinistra italiana non è una sinistra ma un crogiolo di catto-comunisti! Andasse tutti con SIlvio invece d’usurpare posizioni non loro.

  7. fabrizio viola scrive:

    Condivido tutto,eppure mi fa pensare questa ossessione del materno:”voglio la mamma”,quando oggi il problema vero è la scomparsa reale e simbolica del padre.Residui dell Edipo?Non saprei ma sospetto che questo inaspettato risveglio(e altri ce ne saranno)dipenda dal fatto che il biopotere comincia già ad intaccare la “dignità” delle donne.Vedi utero in affitto.Praticamente non se ne esce:le donne innanzitutto,sempre e comunque.E gli uomini?Tutti zerbini.

  8. giovanni scrive:

    Mariano e Silvia, Adinolfi non dormiva affatto! Stava solo studiando come svolgere al meglio, il compito che gli era assegnato. Da sempre la sinistra, cerca di inglobare al suo interno, bisogni e rivendicazioni che provengono dal sociale, anche se sono in contrasto tra loro, (per esempio siTav e noTav) Adinolfi è l’uomo adatto per questo ruolo . Se così non è, come è possibile dirsi ancora di sinistra, quando su un argomento di vitale importanza come quello trattato, la totalità della sinistra è netto contrasto!

  9. Anna scrive:

    Adinolfi ha molte ragioni qui, in primis il volersi riappropriare della libertà d’espressione come valore della sinistra. Certo, quando inizia a parlare donne, cade: decisamente non sono, e dubito sarò mai, una madre che accoglie e vuole proteggere il figlio a costo della sua vita, ma resto una donna a tutti gli effetti.

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