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India, il governo vara le adozioni ai single. E le suore di madre Teresa chiudono il servizio

ottobre 14, 2015 Benedetta Frigerio

«È chiaro che la volontà di Dio è che questo lavoro abbia fine», si legge nella loro nota. «I bambini hanno bisogno di mamma e papà. Non è una regola religiosa»

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Su questo punto le suore di madre Teresa non sono disposte a dialogare con il governo indiano, e così hanno deciso di chiudere i 18 servizi di adozione attivi presso i loro numerosi orfanotrofi piuttosto che vedere i bambini assegnati a genitori single o divorziati. La notizia circolata in India in questi giorni ha fatto il giro del mondo. Le Missionarie della Carità, che dedicano la vita al soccorso dei “più poveri fra i poveri”, come li definiva la fondatrice madre Teresa, il 10 ottobre hanno motivato pubblicamente la loro decisione conseguente alle nuove linee guida introdotte dal ministero federale per le donne e la promozione dell’infanzia: «Siamo grate a Dio che ci ha permesso di servirlo in questo modo per tanti anni. È chiaro però che la volontà di Dio è che questo lavoro abbia fine», si legge nel comunicato.

LA REAZIONE DEL MINISTRO. Le missionarie hanno cominciato in agosto a chiudere le agenzie abilitate all’interno delle loro strutture per l’infanzia, subito dopo il varo della riforma del governo volta ad «aumentare l’accessibilità delle adozioni» prevedendone la possibilità anche al di fuori del matrimonio. Appresa la decisione delle religiose, il ministro Maneka Gandhi le ha accusate di seguire «ragioni ideologiche», aggiungendo che il loro rifiuto di seguire le regole avrebbe costretto l’esecutivo «a revocare l’autorizzazione a gestire i centri», perché «non vogliono adeguarsi a un’agenda laica». Siccome, però, le suore da anni suppliscono alle mancanze del governo di New Delhi prendendosi in carico di migliaia di bambini, il ministro in seguito ha ammorbidito i toni: «Stiamo cercando di persuaderle che sono brave persone (i single e i divorziati, ndr)». La risposta delle missionarie è arrivata appunto con la nota di sabato, firmata della portavoce della congregazione, Sunita Kumar: «È stato due mesi fa che abbiamo deciso di sospendere tutto il nostro lavoro di adozione in India. Abbiamo rinunciato volontariamente allo status legale per condurre i centri di adozione. Se avessimo proseguito il lavoro cominciato da Madre Teresa, rispettandone tutte le disposizioni sarebbe stato difficile per noi».

LA «REGOLA UMANA». Anche suor Amala, direttrice del Nirmala Shishu Bhawans, una delle case per bambini gestite dalle Missionarie della Carità, ha spiegato alla stampa indiana le ragioni del gesto clamoroso: «Abbiamo già chiuso i nostri servizi per l’adozione perché pensiamo che così i nostri bambini potrebbero non ricevere amore». Secondo la suora «le nuove linee guida sono in conflitto con la nostra coscienza. Sicuramente non possono essere rivolte a persone credenti come noi, forse sono per le persone non religiose come ha detto il ministro. Ma noi siamo preoccupate per i bambini e per il loro futuro. Che succede se una persona single a cui diamo un nostro bambino risulta essere gay o lesbica? Che sicurezza e che tipo di educazione morale avranno questi bambini? Le nostre regole permettono solo alle coppie sposate di adottare». E non si tratta di una regola religiosa, ha poi precisato suor Amala, «ma è una regola umana. I bambini hanno bisogno di entrambi i genitori, maschio e femmina. Questo è solo un fatto naturale, non è così?».

«CONTINUEREMO A SERVIRE». Nel comunicato stampa si legge ancora che il lavoro delle Missionarie della Carità «è aiutare i bisognosi e gli afflitti. Da quando è stato avviato 65 anni fa da Madre Teresa, abbiamo servito i più poveri tra i poveri, a titolo gratuito, senza distinzioni di casta, credo e religione. I nostri centri di adozione hanno trovato una casa a migliaia di bambini. Confidiamo che Dio si prenderà cura di tutti i bambini che hanno bisogno di amore da parte dei genitori. Noi continueremo a servire con tutto il cuore e gratuitamente ragazze madri, bambini malnutriti e disabili».

Foto Ansa/Ap


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26 Commenti

  1. Carla scrive:

    Che bella testimonianza da parte delle suore di Madre Teresa!

  2. SUSANNA ROLLI scrive:

    E -rullo di tamburi- dall’Oriente crocefisso ci arrivano notizie di palese eroicità cristiana, coerenza della vita alla coscienza …Io farei un monumento a tutte le missionarie spose di Cristo, dalla direttrice all’addetta allo scarico rifiuti…Tutte statue che non si vedranno e realizzeranno se non nei miei sogni, e in Paradiso! Via abbraccio tutte singolarmente da farvi venire il mozzafiato; può bastare?
    Dio benedica!

  3. andrea r scrive:

    Guardando il giudizio delle suore che nasce dentro la condivisione della vita con chi incontrano, non può non venire in mente il giudizio che ha sempre dato Madre Teresa: in ogni povero vedo il volto di Cristo.
    La testimonianza delle suore di Madre Teresa chiarisce molto bene quale debba essere anche la nostra testimonianza e il nostro atteggiamento concreto di fronte all’attualità italiana.
    Come ci ha sempre detto don Giussani, la testimonianza ha tre dimensioni fondamentali: cultura, carità e missione.
    Grazie alle suore di Madre Teresa!

  4. Cisco scrive:

    Che bello leggere queste notizie, la semplicità della testimonianza cristiana, pacifica e attenta ai più deboli, continua a cambiare il mondo. Maneka prosegua pure a dedicarsi al walfare per gli animali, tanto non la voteranno mai.

  5. Daniele scrive:

    Sono queste testimonianze che mi fanno capire che la lobby LGBT non vincerà mai! Il male non prevarrà.

  6. Andrea scrive:

    Quindi le suore abbandonano i bambini piuttosto che darli ad una persona single che li ama e li cresce. Ha ragione il governo a dire che sono ideologiche! Non mi piace questo cristianesimo che non guarda in faccia le necessità dei bambini. I bambini cresciuti con le suore allora? Hanno avuto un padre e una madre? Ovviamente no, ma le suore giustamente ne hanno cresciuti tanti. Meglio con un gruppo di donne o di uomini (senza padre e madre) che da soli o con dei delinquenti, no?

    • piervise scrive:

      C’è da chiarire subito che il numero di bambini adottabili sono inferiori alle richieste di adozione, se una coppia desidera adottare un bambino viene vagliata e se ritenuta idonea deve comunque attendere tempi lunghissimi .
      Quindi questa apertura ai single non sembra per niente dettata dalla necessità ma sicuramente mossa da motivazioni ideologiche.
      L’attenzione delle suore è sulla realtà e sui bisogni autentici dei bambini ed il loro desiderio di avere finalmente una mamma ed un papà, l’attenzione di queste derive moderniste invece è solo campato su idee astratte e quindi ideologiche.

    • Sardofero scrive:

      Se l’amore per i bambini è ideologia. … ok, ma solo per te.
      La tua ideologia ti impedisce di legger bene, però, le sorelle della carità continueranno ad aiutare i bambini, ma non si occuperanno più delle adozioni.
      Rinunciano a fare un servizio che è stato squilibrato verso posizioni inaccettabili per un Cristiano.
      Tale AMORE È UN VALORE NON NEGOZIABILE!
      Buona giornata.

    • cosimo scrive:

      eccone un altro con l’ideologia che gli blocca il lucido ragionare. Una cosa è far fronte ad una situazione (bambino che non si riesce a far adottare da parte di una coppia di sposi) un’altra è lasciarlo deliberatamente in una situazione incompleta (single) non perchè manchino le coppie di adottanti ma perche’ è “democratico” che anche i single abbiano questo “diritto”. Poi una cosa pratica pratica.. tu che critichi chi da 65 anni da’ questo aiuto.. fai almeno un pò di volontariato .. che ne sò.. con i barboni?

    • Stefano scrive:

      Andrea…per le suore quello che conta e’ la salvezza dell’anima. In una coppia gay i bambini magari non morirebbero di fame ma rischierebbero di perdere la loro anima a causa dell’educazione ricevuta da una coppia gay o lesbica. Questo e’ il punto. Cosa conta di piu’…la vita terrena o la vita eterna? Per i credenti la vita eterna. Per i non credenti la vita terrena.

      • xyzwk scrive:

        Il problema è che per le suore quello che conta é la salvezza dell’anima, per i bambini conta invece avere le migliori condizioni di crescita e sviluppo “terreno”. La salvezza dell’anima viene dopo!

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      Vedrai che li aiuteranno lo stesso in qualche modo, ma non li daranno in affido.

    • EquesFidus scrive:

      Ma non rompere le scatole: basta con questi discorsi! Le suore hanno fatto bene, benissimo perché piuttosto che inginocchiarsi dinanzi ad un governo che, peraltro, nulla fa contro le persecuzioni dei cristiani e ha deciso con queste norme di rendere più semplice la pratica dell’utero in affitto ai ricchi occidentali, hanno preferito chiudere tutto e dedicarsi ad altro. E’ coraggio, altro che discorsi, coraggio e vera povertà; capisco che vi scandalizzi e che dobbiate infilare questo maledetto “amore” (ma l’amore dei bambini e le loro esigenze fregano qualcosa a qualcuno, o bisogno solo pensare agli adulti egoisti?) che tale non è, ma non ha alcuna rilevanza. Siete sempre lì a puntare il dito sul fatto che i cattolici, quando vanno in rotta di collisione con questi Stati dichiaratamente anticristici, debbano stare zitti ed andare altrove, queste lo hanno fatto e non vi sta bene; ma tacere qualche volta no?

  7. xyzwk scrive:

    Vergognatevi, l’orfanotrofio è sempre e comunque l’ultima soluzione possibile quando un minore è orfano. In ogni caso un solo genitore adottivo o entrambi che siano disposti a prendersi cura di un minore orfano, sono infinitamente meglio di qualsiasi orfanotrofio! Tanto più la dove come in questo caso viene a mancare anche quel principio “non negoziabile” di cui ci si riempie tanto la bocca e cioè che il minore debba necessariamente confrontarsi con due figure di sesso opposto, dal momento che le suore sono tutte donne!!!!
    Questa è la chiara dimostrazione che una certa morale ideologica sta al di sopra dell’effettivo bene del minore!

    • Menelik scrive:

      Se c’è qualcuno che si dovrebbe vergognare è la ministra, non le suore, che anzi hanno dimostrato al mondo di avere spina dorsale ed un carattere fiero, non come alcuni cardinaloni e vescovoni qua.
      Il numero delle richieste di adozione da parte di coppie NORMALI uomo-donna biologici è molto superiore alla disponibilità di bambini adottabili.
      I single che richiedono adozione dunque sarebbero tagliati fuori, la ministra ha varato la legge apposta per favorirli.
      E chi sarebbero costoro? Ricconi occidentali che si rivolgono al supermercato indiano dei bambini.
      Gente che può pagare profumatamente.
      Le suore hanno dimostrato che in quanto a fierezza e senso del bene di quegli orfani, ne hanno da vendere.
      In loro vedono un po’ il comportamento che hanno tenuto i Gesuiti in Paraguay nel 700 come illustrato bene nel film Mission, con Robert de Niro, quando i film erano davvero cultura e non spazzatura come tanti altri.
      Mi riferisco in particolare all’episodio in cui padre Ecc…Ecc (Robert de Niro) si è rivoltato come una bestia(una bellissima bestia sacrosanta) al messo del re del Portogallo che imponeva di “restituire” gli Indios Guaranì alla schiavitù abbandonando la missione, pena la guerra. Ed il console portoghese riconobbe lo “slancio di fierezza gesuitica” (parole sue).
      Guerra che i Gesuiti accettarono, e combatterono.
      (Si può dire…guerra benedetta?).

  8. AlessandroT scrive:

    Posso abozzare una spiegazione per un simile provvedimento in materia di adozioni: a causa delle misure adottate per contenere la crescita della popolazione e della preferenza per figli maschi al posto di femmine(aborti selettivi e infanticidi) l’India deve affrontare uno dei più gravi squilibri di genere al mondo. Se infatti il numero di donne in una popolazione normalmente supera quello degli uomini come è il caso dell’Italia, in India ci sono più uomini e donne con un eccesso dei primi che raggiunge quasi i 40/50 milioni in più rispetto alle donne. Di conseguenza molti uomini indiani non riusciranno a trovare moglie e a garantirsi una discendenza. Molte famiglie indiane scompariranno. Permettendo ai single di adottare invece questi potrebbero continuare comunque il nome della propria famiglia attraverso un discendente non biologico ma adottato.

    • Carla scrive:

      Quindi, ancora una volta, pieghiamo i sacrosanti diritti dei bambini (avere un padre e una madre), a presunte logiche sociali. Ma così va bene anche darli a delle coppie omosessuali, a degli anziani soli (gli faranno da badanti) e chi più se ne inventa più ne metta!

  9. Aldo scrive:

    Ringrazio Dio per Madre Teresa e per la testimonianza silenziosa e ferma di queste Sorelle, che hanno dimostrato con il loro gesto coerenza ed amore verso i più piccoli e deboli.

    Purtroppo, questi seguaci dell’iniquo sono ovunque infiltrati e portano con le loro irragionevoli decisioni, morte e distruzione ovunque.

    Dio non ci abbandonerà, ne sono certo.

    • xyzwk scrive:

      Siete fuori da ogni logica. Qualsiasi essere umano se potesse scegliere di essere cresciuto in povertà dalle suore a pane e preghiere oppure da un solo genitore in condizioni, non dico da ricchi ma almeno da persone in grado di mantenere un bambino, amarlo e prendersi cura di lui, sceglierebbe la seconda opzione! Gli orfanotrofi in India poi, sono il peggio del peggio è a meno che non si tratti di uno psicopatico o un violento, qualsiasi genitore è preferibile alle suore!

      • Filippo d scrive:

        “..qualsiasi genitore è preferibile alle suore!”

        Lascia stare, non sai quel che dici.. non hai nemmeno idea di chi sia veramente una suora, non scriveresti così

  10. Marco Pellegrini scrive:

    Visto che le suore di Madre Teresa hanno gli attributi potremmo chiedere a loro di liberare i maro’!

  11. Francesco M. scrive:

    Ma che stai farneticando povera miserabile xyzwk. Invece di statene ore a scrivere commenti ovunque nel web vai a Calcutta a vedere gli orfanotrofi delle suore di madre Teresa, e ti accorgerai che lì i bambini orfani sono strappati da una vita nella strada a fare i delinquenti o a morire di fame , sono nutriti sono e amati, vengono fatti studiare e viene dato loro un futuro e almeno una possibilità. Io ci sono stato e ho visto solo bambini sorridenti e allegri che giocavano e andavano a scuola ed erano ben educati. Inoltre le suore non pretendono di essere i genitori ma servono Cristo in questi orfani, è la loro vocazione. Darli a una coppia omosessuale sarebbe la peggiore ingiustizia li renderebbe orfani un’altra volta di uno dei due genitori e questa volta volontariamente. 100 anzi 1000 volte meglio le suore di una coppia gay.

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