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“Il segreto di Italia”, il film sull’eccidio di Codevigo boicottato dall’Anpi

gennaio 21, 2015 Chiara Rizzo

Per la prima volta una pellicola racconta la vicenda delle esecuzioni sommarie dei partigiani in un piccolo paese veneto. Intervista al regista Antonello Belluco

Codevigo maestra

Codevigo è un piccolissimo paese in provincia di Padova, al confine tra Veneto e Romagna, ai margini del fiume Brenta. Nel 2000 Italia Martin, ormai anziana, torna dopo 55 anni nel paese natale, dopo aver trascorso gran parte della sua vita altrove. Qui incontra il vecchio Mauro, ex partigiano di Macerata. È lui che la spinge a ricordare i fatti di cui furono testimoni oltre mezzo secolo prima.
Le immagini ci riportano a Codevigo, il 3 aprile 1945, quando il paese si appresta a vivere gli ultimi giorni di guerra e si cerca di diluire l’ansia scherzando su tutto, persino sul regime. A pochi giorni dalla fine degli scontri tra le brigate partigiane, gli alleati e i tedeschi lungo la linea gotica, per esempio, la maestra elementare Corinna Doardo segue fedelmente le abitudini del ventennio e ai suoi giovani alunni fa celebrare il natale di Roma istituito da Mussolini. In quegli stessi giorni, Italia festeggia il suo compleanno, ride, balla e amoreggia con Farinacci Fontana, il 18enne figlio del podestà del paese, chiamato così in onore di un gerarca, ed egli stesso ingenuo fascista per passione. Quella tra Italia e Farinacci è una storia d’amore adolescenziale, ma delicata, eterea, che riporta un senso di realtà quotidiana all’inferno che di lì a poco seguirà, e che viene raccontata nel film “Il segreto di Italia” di Antonello Belluco, uscito a novembre nei cinema, ma introvabile in sala. Il perché è semplice. La storia d’amore d’Italia Martin è frutto della fantasia del regista, Farinacci Fontana invece è realmente esistito: ed è davvero una delle vittime dell’eccidio di Codevigo. L’eccidio dimenticato per oltre mezzo secolo, in cui i partigiani, nei giorni successivi alla fine della guerra, uccisero barbaramente centinaia di persone.

IL MASSACRO CANCELLATO. Si tratta di uno dei fatti più gravi e cruenti del dopoguerra, sepolto sotto il tappeto della memoria italiana così bene che è stato difficile ricostruirlo con chiarezza. Non c’è certezza sul numero esatto delle vittime, che varia tra 118 e 365. Non c’è sicurezza nemmeno sulla durata, se qualche giorno o addirittura tre mesi, dal 29 aprile a metà giugno ’45. Ci sono però varie fonti storiche che attestano quello che avvenne in quest’angolo di pianura padana. Una è la voce di Gianfranco Stella, che ha raccolto minuziose testimonianze dirette: a Codevigo la situazione è precipitata all’improvviso domenica 29 aprile. Poche ore dopo, cioè, che il parroco annunciò a tutti il termine del conflitto.
Il paese fu occupato dai partigiani della ventottesima brigata Garibaldi, guidata dal comandante Arrigo Boldrini, detto “Bulow” per la sua straordinaria abilità strategica nei combattimenti contro i tedeschi. Secondo Stella, i partigiani portarono in paese varie camicie nere e fascisti del Ravennate. Poi, approfittando del buio, eseguirono esecuzioni sommarie di ex militanti neri e di tanti civili inermi, la cui unica colpa spesso era di aver aderito al fascismo durante il ventennio (come, per altro, lo stesso Bulow).

Codevigo_prete«SEPPELLITI COME ZUCCHE». Il numero delle vittime è difficile da stabilire perché molti corpi furono gettati nel fiume Brenta o nei suoi affluenti. Ma Stella è “saggista della destra cattolica” come si definisce lui stesso sul suo blog. Le sue parole potrebbero essere ritenute di parte, dai critici: va allora ricordato che quando è uscito il suo libro, Bulow, accusato da Stella di essere responsabile dell’eccidio, gli fece subito causa per diffamazione. E Stella è stato assolto con l’esimente che la sua è, secondo i giudici, opera scientifica. Inoltre, le sue parole risultano confermate dai documenti scritti lasciati dal prevosto di Codevigo, don Umberto Zavattiero, sul chronicon parrocchiale: «30 aprile. Previo giudizio sommario fu uccisa la maestra Corinna Doardo. Nella prima quindicina di maggio vi fu nelle ore notturne una strage di fascisti importati da fuori, particolarmente da Ravenna. Vi furono circa 130 morti. Venivano seppelliti dagli stessi partigiani di qua e di là per i campi, come le zucche. Altri cadaveri provenienti da altri paesi furono visti passare per il fiume e andare al mare».
Esistono testimonianze raccolte nel corso di 24 processi penali, celebrati tra il ’45 e il ’50 e poi nel ’60-’61. C’è il ritrovamento infine in una fossa comune di 136 vittime, oggi sepolte in un ossario del cimitero di Codevigo. Lo stesso Arrigo Boldrini “Bulow” nei suoi diari (pubblicati nel dopoguerra) ha confermato le esecuzioni, sebbene ne abbia attribuito la responsabilità alla divisione Cremona, un reparto partigiano di stanza anch’esso nella zona di Codevigo, o al caos delle notti. Il 6 maggio ’45 Bulow ha scritto: «Ci giunge notizia che “Cremonini” (della divisione Cremona) e altri partigiani, sollecitati dai rispettivi comandi, danno caccia a fascisti e presunti tali. È molto difficile intervenire a causa dell’asprezza criminale della condotta nazifascista durante il conflitto», e il 10 maggio ha descritto «gruppi autonomi ed incontrollati che agiscono di notte senza rendere conto dell’operato. Occorre ricordare che gli animi sono esasperati; molti partigiani hanno avuto le famiglie massacrate dalle forze nazifasciste». Va specificato che le esecuzioni di Codevigo furono sommarie e ai danni di persone che non erano stati responsabili dei massacri nazifascisti.

GLI INNOCENTI. Il film Il segreto di Italia ha il pregio di unire per la prima volta tutte queste testimonianze del massacro, senza indugiare troppo sull’orrore. Alla guida dei partigiani che nottetempo scatenarono il caos nel film c’è un comandante chiamato “Ramon”, che ha trent’anni proprio come Bulow (anche se il comandante della 28ma brigata è stato assolto dai vari processi da ogni accusa di coinvolgimento). “Ramon” si diverte a decidere la vita e la morte di ognuno con un pollice verso o alzato, alla maniera degli imperatori romani. Un gesto uguale a quello che, secondo i testimoni, nella realtà era solito fare il partigiano che ordinò l’uccisione di Farinacci Fontana, l’ingenuo e ostinato fascista che rimase in paese, convinto di non rischiare alcunché. Invece Farinacci fu letteralmente fatto a pezzi dai partigiani. La sua vicenda è stata resa nota da un pronipote, Gerardo Fontana, anche lui di Codevigo e autore della sceneggiatura del film.
Il segreto di Italia lascia intuire anche la fine della maestra elementare Corinna Doardo, di cui ha scritto ne Il sangue dei vinti anche Giampaolo Pansa: «Andarono a prenderla a casa, la portarono dentro il municipio e la raparono a zero. Il peggio doveva ancora arrivare. Le misero dei fiori in mano e una coroncina di fiori sulla testa ormai pelata e la costrinsero a camminare per la via centrale di Codevigo, fra un mare di gente che la scherniva e la insultava. Alla fine di questo tormento, la spinsero in un viottolo fra i campi. La uccisero, qualcuno dice con una raffica di mitra». Stella nel suo libro ha aggiunto: «La maestra fu sottoposta a sevizie. Il medico accertò successivamente che solo un orecchio era rimasto sano». Perché questa violenza? La maestra aveva forse commesso delitti durante l’era fascista? Assolutamente no: scrive Pansa che «era una brava maestra e aveva insegnato a tanti bambini del paese. Era anche una fascista, ma non una fanatica, piuttosto un’ingenua. Quando ci fu la liberazione gliela fecero pagare».

BOICOTTAGGIO. Il regista Antonello Belluco spiega a tempi.it di aver subìto un boicottaggio: «Il film che sta girando in Italia solo grazie al passaparola, perché malgrado il lavoro della casa di distribuzione, molte sale non lo hanno voluto per paura. Dopo Padova, Roma e Ancona il film si è diffuso grazie ai privati cittadini che man mano lo hanno chiesto nelle loro città e ora è a Palermo, Trieste, Bari, Bologna, a Vittorio Veneto. A Milano dovrebbe arrivare a febbraio, se tutto va bene, ma fino all’ultimo secondo non mi esprimo. L’Anpi ci ha duramente attaccato, dicendo che in sala a Padova c’erano solo quelli di Forza Nuova. Non è vero, io non ho niente a che vedere con loro, anzi ho preso esplicitamente le distanze chiedendo che non proiettassero nei circuiti forzanuovisti la mia pellicola. Sin dall’inizio della lavorazione abbiamo avuto parecchi ostacoli: il produttore inizialmente entusiasta, dopo un po’ se n’è andato e ci ha messo in serie difficoltà. Il film l’ho prodotto con 230 mila euro: e voglio sottolineare che si tratta di imprenditori non legati ad alcun partito e tanto meno a Forza Nuova. Ma nel frattempo mi hanno risposto picche coloro che noleggiavano abiti e armi d’epoca, per non immischiarsi con noi. L’avvocato Emilio Ricci, avvocato del figlio del partigiano Boldrini-Bulow, mi ha chiesto a tutti i costi di leggere la sceneggiatura prima che uscisse a nome della famiglia e dell’Anpi. Ma perché bisogna passare per le forze caudine per fare un film?».
Belluco racconta che «la storia del Segreto mi è arrivata da un professionista della sceneggiatura, Gerardo Fontana, che è stato anche per due legislature sindaco di sinistra, lo sottolineo, di Codevigo, e che era parente di Fontana. Mia madre e mia nonna erano profughe istriane, e per esperienza familiare conoscevo il dolore che si prova davanti al dramma di una comunità tenuto nascosto in pubblico, che sia la tragedia istriana e quella delle foibe, o quella di Codevigo, per questo ho accettato il progetto su questa vicenda. Fontana è morto nel 2013, ma la moglie, anch’ella di sinistra, ha apprezzato molto questo film e ciò che esprimeva. Alla fine ho scelto che fosse il personaggi di un partigiano, Mauro, a consegnare ad Italia la croce al collo di una delle vittime, come simbolo proprio della pacificazione. Era questa pacificazione che volevo raccontare. In molti lo hanno compreso, ma quelli dell’Anpi no, e continuano a farmi la guerra. Per fortuna c’è anche chi mi incoraggia esprimendomi la propria solidarietà, come ha appena fatto il cantautore Simone Cristicchi, autore di un musical sulle foibe anch’esso molto osteggiato».

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49 Commenti

  1. Zamax says:

    La “giustificazione” di Boldrini, circa gli animi esasperati, fa ridere. Non si vede perché i partigiani provenienti dall’ex fascistissima Romagna (tra i quali una parte robustissima di voltagabbana) andassero a sfogarsi in un paesino del Veneto e non in casa loro.

  2. Filomena says:

    Non si capisce poi perché in un contesto di violenza generalizzata derivante non solo dalla guerra appena conclusa ma di 20 anni di dittatura, non si evidenzi in premessa che certe azioni dei partigiani erano il male minore (sia pur assolutamente condannabile di per sé) rispetto alla cultura prevaricatrice che il popolo italiano aveva dovuto subire e con il fascismo.
    Troppo comodo vedere, tanto per parafrasare alcune tipiche espressioni vostre, la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non vedere….nel proprio.

    • Orazio Pecci says:

      Filomena, dovrei riuscire a cercare di perdonarla perché non sa quello che dice. Onestamente non ce la faccio, perché io invece ne so diverse.

    • Sebastiano says:

      Quello che veramente non si capisce, carissima, è perché l’ANPI e i suoi accoliti siano notoriamente allergici a riconoscere quello che tu liquidi in due righe: quel “sia pure assolutamente condannabile di per sé”. Mi pare che invece siano impegnati a etichettare come revisionista chiunque osi anche solo ricordare che queste porcherie sono realmente avvenute (e senza peraltro voler scordare quelle dell’altra parte).
      Certe parti della storia del dopoguerra, soprattutto dell’agiografia ufficiale, sono intoccabili. Ci hanno messo quarant’anni a riconoscere le foibe, non basteranno i prossimi quaranta a levare la mortadella dagli occhi di chi non vuole guardare.

    • Franz says:

      pagliuzza negli occhi?? In italia hanno fatto probabilmente più morti delle SS!

    • Zamax says:

      E’ divertente che parli del proprio occhio e dell’occhio dell’altro. Le faccio presente che le roccaforti del fascismo in Italia diventarono in un amen le roccaforti dei rossi. Quindi questi due occhi stavano molto spesso nella stessa testa. Questo non lo ha capito? O siamo ancora ai trinariciuti?

    • Carlo2 says:

      Sempre in premessa, si potrebbe evidenziare che “certe azioni dei partigiani”, visto che non vogliamo chiamarle con il loro nome, sono state commesse solo da partigiani comunisti.
      A proposito di pagliuzze e travi.

  3. Orazio Pecci says:

    Sapendo di che lacrime gronda e di che sangue il mito di fondazione dell’Italia repubblicana non può far meraviglia che sia andata a finire come è andata…

    • Filomena... says:

      Non dirmi che sei un nostalgico monarchico? O peggio, un nostalgico del ventennio mussoliniano?

      • recarlos79 says:

        Filomena quello che non si capisce è come ancora possiate credere alla storia dei partigiani per la libertà. i rosse erano tagliagole e Togliatti a mandato a morte gli alpini prigionieri in russia. altro che male minore.

  4. Filomena... says:

    Si va v’è adesso non allargati!!! I partigiani erano partigiani. È chiaro che dopo un regime di destra non potevano essere di destra ma non tutti erano “comunisti”. C’erano anche tanti cattolici “bianchi” per cosí dire che poi hanno composto insieme alle forze di sinistra il gruppo della costituente quando si è scritto il testo della Costituzione e non a caso sono stati inseriti molti articoli da loro voluti. Vedi il numero 7, oppure la stessa formulazione dell’articolo 29. Sono articoli frutto di compromessi tra diverse visioni della società. Gli unici ad essere rimasti fuori GIUSTAMENTE sono stati i fascisti..e ci mancherebbe!!!

    • yoyo says:

      Mi fa piacere che ricordi i partigiani banchi. Un solo nome: Osoppo.

    • tiglat says:

      Uno dei motiv per cui l Italia non va avanti è che siamo incollati a quei famigerati 25 anni, a fascisti e partigiani. Quando vedo ancora qualcuno che si accapiglia per queste cose mi viene voglia di buttare giù pure il monumento ai caduti al cimitero.

      • Vanni says:

        Infatti, perché ci si deve accapigliare per un film che racconta la verità? Ma vallo a dire a chi lo vuole ostacolare.

    • Vanni says:

      Dice Filomena che i partigiani non potevano essere di destra. Questa è buona. Prima del capovolgimento, salvo apprezzabili eccezioni, erano tutti fascisti!

      • Filomena... says:

        Probabilmente hai ragione, se così non fosse non si spiegherebbero movimenti politici odierni come forza nuova e giù di la. Devi ammettere che però almeno al governo per parecchi anni non ci sono andati!!! Poi purtroppo è arrivato Berlusconi, ma questa è un’altra storia su cui caliamo un velo pietoso!!!

        • tiglat says:

          Sempre Berlusconi voi, è? Mai a rispondere dei fatti storici nella loro irripetibile concretezza.

    • Fran'cesco says:

      Filomena, un bel libro da leggere: “I tre inverni della paura” di Giampaolo Pansa.
      Cosi’, dopo anni di indottrinamento sui partigiani alle scuole elementari, impariamo che c’erano i partigiani rossi e quelli bianchi.
      E per fortuna.
      Ma l’ANPI non lo sa ancora?

  5. Gerry says:

    E il bello è che l’ANPI si fa bella affermando di aver combattuto per la libertà del paese. In realtà hanno combattuto per creare un paese stalinista, che per fortuna non si è avverato (del tutto, almeno…).
    L’informazione in Italia è da tempo per il 90% in mano alla sinistra, altro che Berlusca…

    • tiglat says:

      Si chiama strategia gramsciana.

      • Filomena.... says:

        Personalmente non ho mai difeso la dittatura comunista in Russia, vedo che però voi non fate altrettanto con il fascismo in Italia. Forse perché una strizzatina d’occhio a Forza nuova sui temi della famiglia la fareste no?!?

        • Sebastiano says:

          Filomena Filomena, pessima tattica:

          1) prima la butti sul personale, ma non si stava discutendo di te. Anche un analfabeta è perfettamente informato sul FATTO che la sinistra italiana, dall’immediato dopoguerra e fino al 1968 (il che fa un ventennio abbondante), HA DIFESO la dittatura comunista in Russia, ricevendo fra l’altro utili emolumenti. E qualcuno, ancora oggi (sempre meno per fortuna), ne magnifica le “meravigliose sorti e progressive”. I partigiani “comunisti” hanno compiuto, oltre ad atti di eroismo, anche atti di vero e proprio massacro (vedi la fine della Brigata Osoppo) di altri partigiani “bianchi”, al solo fine di eliminare un futuro avversario politico. Mi sai dire perché l’ANPI è riottosetto ad ammettere queste pagine dolorose e altre di uguale porcheria (come quella descritta dall’articolo)? Teme forse di perdere l’immagine di immacolato (e unico) difensore delle libertà. Eppure la soluzione c’è: ammettere la verità, e la verità li farà più liberi (la citazione non è mia…eh eh)

          2) dopo tenti di sviare il discorso su ciò che è stato il fascismo e sulle sue nefandezze (che qui nessuno contesta, visto che si stava parlando d’altro). Che c’entrano poi quelli ammamalucchiti di Forza Nuova e la loro vicenda politica sempre in cerca di visibilità, collegata ai “temi della famiglia”, non si capisce. A meno tu non stia tentando la terza strategia: far credere che chi parla
          dei fatti accaduti (come l’articolo), per una strana proprietà transitiva, debba essere considerato “omofobo” (il vostro grido di guerra preferito, di questi tempi). E così mandare tutto in caciara per parlare d’altro.
          Sii onesta, t’è andata male.

          • ochalan says:

            È comprovato che gli emolumenti moscoviti continuarono fino al 1989. Con buoma pace della “svolta” (tattica) di Berlinguer.

  6. Barbara says:

    Libertà di espressione/opinione

  7. davide says:

    Filomena
    se Voi credenti del dogma comunista (altro che atei, è autentica religiosità la Vostra, si vede) non transigete sulle pecche e violenze altrui, abbiate (ma l’avete? boh) l’onestà intellettuale di guardare le vostre e ammettere che il fine non giustifica i mezzi. anche i comunisti sbagliano. Sembrate i cattoliconi di una volta che si sentivano moralmente superiori perché cristiani.

  8. sganarello says:

    Dopo 20 anni di violenta dittatura e 6 di guerra senza quartiere e senza via di scampo… credo semplicemente che sia banale è puerile non immaginare uno scenario dove si dovevano consumare vendette. Adesso tutti vogliono verità…l’unica verità è che la violenza e la guerra e in special modo se civile fa schifo e fa tornare l’uomo “bestia”.

    • Fran'cesco says:

      Sganarello, finalmente un tuo intervento sensato.
      Dai, ragione ancora un po’ e ci arrivi al passo successivo…
      (suggerimento: rileggi l’articolo)

      • sganarello says:

        Non c’è il passo successivo. “Guai ai vinti” fu il passo, perchè c’era chi aveva torto e chi aveva ragione. La nostra società si basa e si sviluppa sulle idee di chi vinse. Il resto è polvere.

        • Fran'cesco says:

          Risposta sbagliata.
          Il passo successivo e’ ammettere le proprie colpe, o chiedere almeno scusa, ma si sa che la sinistra non lo fa mai, lo chiede solo agli altri.
          Mi hai deluso, speravo….

    • davide says:

      in ogni latitudine la “rivoluzione” o la liberazione è avvenuta con grande violenza. è un fatto. e anche oggi quando si esprimono attivamente i compagni sono sempre sopra le righe (se va bene). il ventennio non fu la sola causa di quel modo di procedere. è l’atteggiamento di chi si impone senza se e senza ma.

    • davide says:

      in ogni latitudine la “rivoluzione” o la liberazione è avvenuta con grande violenza. è un fatto. e anche oggi quando si esprimono attivamente i compagni sono sempre sopra le righe (se va bene). il ventennio non fu la sola causa di quel modo di procedere: è l’atteggiamento di chi si impone senza se e senza ma.

  9. leo aletti says:

    Sono sempre stati partigiani e tuttora lo sono, non si rendono conto che è la verità che li rende liberi.

  10. oikos says:

    a proposito di ANPI…. quanti partigiani pensate che siano ancora vivi settanta anni dopo ? Da chi è costituita dunque questa associazione…e che senso ha la sua esistenza dopo tutto questo tempo dopo ? Non mi risulta esistano associazioni di ex garibaldini o di ex combattenti della grande guerra.

    • yoyo says:

      Si sono inventati la categoria dei nuovi partigiani, intendendo con ciò qualsiasi neomarxista in circolaziono sotto i 70 anni.

      • sganarello says:

        ma allora devono essere comunque molti..visto che il film non esce. Diciamocelo essere e dirsi fascista fa fare brutta figura. Mentre come amico dell’ANPI puoi fare un film sul prestinaio di Nilde Iotti, e vai a Cannes. Come si dice… è la vita

  11. Giovanni says:

    Dalle mie parti, nelle valli bergamasche, il 25 Aprile è ricordato solo istituzionalmente.
    Qui ringraziamo Dio per averci liberato da : fascisti, nazisti e partigiani.
    A qualcuno la cosa scandalizzerà … ma chi ha vissuto il periodo … non ricorda particolari differenze.

    • tiglat says:

      Siamo gli unici in Europa ad avere una festività legata alla seconda guerra mondiale, a parte la Grecia. Gli altri preferiscono il 4 o 11 novembre, fine della prima, meno fonte di divisioni a livello nazionale.

      • Giovanni says:

        Concordo con Lei circa la festività poco appropriata. Riterrei più opportuna una festa più neutrale ancora, tipo il 2 giugno, o altra data non collegata a eventi bellici. Le guerre portano sempre morte e divisioni. È’ difficile pensare che possa diventare fulcro di coesione nazionale una festività che ricorda una guerra. Nelle guerre ci sono vinti e vincitori, magari entrambi perdenti, ma chi a sofferto difficilmente ricorda in festa

    • Samuele says:

      Dalle mie parti…..nelle valli bergamasche….ho conosciuto donne torturate da SS e fascistelli orobici!! Continui pure a non festeggiare il 25 aprile. Io continuo a ringraziare i Partigiani per averci liberato dai fascisti. Lei continui a pregare Dio….

      • Francesco says:

        Ah beh certo,non mi risulta che i partigiani avessero fatto lo sbarco su Gela e ste grandi operazioni contro le Waffen SS e le camice nere(casomai compivano azioni di disturbo e sabotaggio).Se provi a ricordarmi gli scontri contro le camice nere ti faccio presente che erano così mal armati che non potevano rispondere efficacemente al fuoco (a quel tempo il nostro carro armato veniva chiamato scatola di sardine,fa un po’ te)oltre al fatto che ormai le avevano prese dagli americani.Poi dimmi quando la Russia li ha riforniti di armi.Ti ricordo che utilizzavano armi inglesi come il bren e lo sten (quest’ultimo perchè poteva usare anche i caricatori del mp40 tedesco),non mi risulta che utilizzassero la ppsh russa.I partigiani hanno AIUTATO,il grosso lo hanno fatto le forze alleate,se devi ringraziare qualcuno per la liberazione,quelli sono proprio gli americani e gli inglesi

  12. Bellissimo racconto, ne ho anch’io tante da raccontare.Se possibile desidero sapere quando posso vedere il film a Novara.Un saluto e complimenti

  13. Stefano says:

    Come posso averlo in DVD?

  14. Libero Di Dirlo says:

    Le malefatte dei porci rossi sono note, almeno presso coloro che hanno il cervello acceso. Il punto è che sono ancora impunite. I partigiani rossi e i loro discendenti devono ancora pagare per i loro crimini. Non dobbiamo permettere che i nostri figli festeggino il 25 aprile celebrando come eroi (la stampa di regime ha fatto un ottimo lavoro) coloro che furono solo plebaglia assassina nemica dell’Italia e degli italiani tutti.

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