Google+

Il Papa è su twitter. E noi? Intervista a un sacerdote pioniere sul web. «Siate saldi nella vostra identità cristiana»

dicembre 3, 2012 Daniele Ciacci

Don Gabriele Mangiarotti, curatore del sito culturacattolica.it, commenta l’esordio di Benedetto XVI su Twitter: «Ben venga. Per fare comunicazione è necessario un soggetto autentico».

«Internet permette a miliardi di immagini di apparire su milioni di schermi in tutto il mondo. Da questa galassia di immagini e suoni, emergerà il volto di Cristo? Si udirà la sua voce?». La domanda di Giovanni Paolo II si ripete oggi, data in cui papa Benedetto XVI ha annunciato la sua entrata nel mondo di Twitter e dei social media. La risposta a questo interrogativo si fa necessaria: «Perché solo quando si vedrà il Suo Volto e si udirà la Sua voce – diceva Giovanni Paolo II – il mondo conoscerà la “buona notizia” della nostra redenzione. Questo è il fine dell’evangelizzazione e questo farà di Internet uno spazio umano autentico, perché se non c’è spazio per Cristo, non c’è spazio per l’uomo». Don Gabriele Mangiarotti, curatore del sito culturacattolica.it, ad Internet ci ha fatto il callo. E a tempi.it dà una sua interpretazione della vicenda.

Don Mangiarotti, come giudica l’esordio nei social network di Benedetto XVI?
Io credo che sia un evento interessante. Sono convinto che sia un’occasione di cui non avere paura. Internet è uno strumento di comunicazione interessante e imprescindibile di questi tempi e la comunicazione è un desiderio intrinseco del cuore dell’uomo. Quindi, ben venga, ma bisogna essere anche molto critici e sottolineare che, per fare vera comunicazione, è necessario un soggetto autentico.

Si spieghi meglio.
Twitter dà un’immediatezza di informazioni notevolissima. In tempo reale conosci il mondo. È impressionante, d’altro canto, notare che non tutte le news sono twittate e che anche nel mondo democratico dell’online viga una selezione. Per non rimanere schiacciati, da una parte, dall’ondata di informazioni e, dall’altra, dal credere che ciò che Twitter passa sia la “totalità” degli avvenimenti, è necessario che ci sia, dietro il profilo @pontifex, un soggetto intero, non ridotto, compiuto, che ha una sua consistenza e un’antropologia adeguata. Che sia saldo nella sua identità cristiana, insomma. Altrimenti la comunicazione si riduce a un particolare e diventa sterile. Se non entra il volto di Cristo, è inutile.

Quindi il messaggio cristiano può adeguarsi ai nuovi media?
È vero il contrario. I nuovi media si possono adeguare al messaggio cristiano. Sempre che chi comunichi abbia un’identità chiara, e che lo strumento non diventi il contenuto della comunicazione. Io sono dentro il mondo di internet ormai dal 1995 e ho scoperto che ci si può porre in due modi. O internet è una realtà nella quale devi adeguarti e accettare le sue regole, oppure può essere flessibile alla tua sensibilità, ma soltanto se hai come sostegno una chiara identità e dei rapporti profondi. Altrimenti si perde spessore.

Il problema è personale, riguarda la propria identità. Non i media.
Esatto. Stiamo parlando della consistenza umana di chi fa e riceve comunicazione. Io ho un sito cattolico, ma l’aggettivo “cattolico” non è un’etichetta, ma usando uno strumento flessibile riesco a comunicare nei fatti ciò che rende bella la mia esistenza. Altrimenti, se ci riduciamo a dire le cose che dicono tutti, che bisogno c’è, per un cristiano, di fare comunicazione?

Il Papa, parlando di comunicazione, ha parlato anche del silenzio.
Già, è paradossale. Il Papa dice che non esiste comunicazione senza capacità di ascolto. Il cristiano non è determinato dalla realtà che gli sta intorno, bensì dall’esperienza che fa. Sa usare tutto, non ha paura dei nuovi strumenti, ma sa che l’ascolto, per parlare, è fondamentale: l’ascolto di sé, della realtà, delle persone che incontra e, per un cristiano, dell’insegnamento di Cristo.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

Vi piace pedalare in collina? Se volete farlo in compagnia di migliaia di altri ciclisti, e con la possibilità di mettere alla prova il vostro spirito agonistico, l’occasione giusta è la 5° edizione della Granfondo Scott, in programma il 3 settembre 2017 con partenza e arrivo a Piacenza Expo. La manifestazione propone due percorsi, caratterizzati […]

L'articolo Granfondo Scott, al via il 3 settembre proviene da RED Live.

C’è qualcosa che non torna… Non dovevi cambiare radicalmente? Non dovevi votarti alla collocazione centrale del motore? Ah, manca ancora un anno? Questo, allora, significa che sei l’ultima versione della Corvette “tradizionale”. Il canto del cigno di una delle muscle car più apprezzate al mondo che, per festeggiare i 65 anni di carriera, debutta nella […]

L'articolo Chevrolet Corvette MY18: l’ultima volta proviene da RED Live.

“All for freedom, freedom for all”. È il nuovo motto di Harley-Davidson che intende sedurre anche chi non è (ancora) un motociclista

L'articolo Harley-Davidson, nuovo slogan proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana