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“Il caso Spotlight” dice che la Chiesa è una mafia (applausi?)

marzo 1, 2016 Emanuele Boffi

Premiato agli Oscar come miglior pellicola un film manicheo e profondamente anticattolico. Va bene la denuncia, ma da qui alla sponsorizzazione ce ne passa

Spotlight

Anticipiamo un articolo tratto dal numero di Tempi in edicola da giovedì 3 marzo (vai alla pagina degli abbonamenti) – Su Il caso Spotlight, premiato agli Oscar come miglior pellicola, hanno già detto tutto Giulio Meotti e Giuliano Ferrara sul Foglio: «Un film ben fatto di violenta propaganda anticattolica e anticlericale».

A indispettire è il giudizio di Charles Scicluna, monsignore della Congregazione per la Dottrina delle Fede negli anni degli scandali, che l’ha consigliato ai vescovi per imparare che «è la denuncia che salverà la Chiesa, non l’omertà». Ma Il caso Spotlight non dice questo, e stupisce che Scicluna non lo colga. La tesi esposta nel film è che la Chiesa è una mafia e che le colpe dei sacerdoti legittimino a dubitare di tutti i rappresentanti di Dio.

Il caso Spotlight non si limita a “raccontare una storia”; Il caso Spotlight mette sul banco degli imputati la Chiesa tout court, senza farci vedere «l’altra faccia del vero» come la chiama Ferrara, e cioè che esistono anche preti estranei alla pedofilia e che sulle stesse pagine del Boston Globe, come ha raccontato Meotti, si pubblicavano articoli in cui si «celebrava il “sesso non violento” nei casi di pedofilia».

Che ci siano stati preti-orchi è indubbio e che ci siano stati casi in cui siano stati coperti è una verità ammessa dalla Chiesa stessa. Da qui, però, a sponsorizzare un film manicheo per emendarsi agli occhi del mondo, ce ne passa.

La denuncia è necessaria, ma non sufficiente: o la Chiesa ricomincia a educare all’amore in una prospettiva in cui l’altro è amato e trattato per il suo destino (vale anche nel matrimonio!), o domani avrà solo un ugual numero di don pedofili, e una moltitudine di don frigidi.


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7 Commenti

  1. Giannino Stoppani says:

    Che la cricca luteran-giudaico-massonica che impera a Holliwood fosse anticattolica non è una novità.
    E così ho battuto sul tempo il troll nazi-isla-lefebriano. Tiè!

    • Rolli Susanna says:

      Facessero vedere al mondo una sola volta i veri uomini di Chiesa, che han fatto la storia della Chiesa: macchè!!

  2. Sgarrubba says:

    ricordiamoci sempre: se sono riusciti a condannare Dio che è innocente, infamandolo, come non riusciranno con noi?
    preghiamo per loro. amandoli. e chiediamo al Signore di servirlo in santità e giustizia senza ricompensa né riconoscimenti

  3. jb Mirabile-caruso says:

    Emanuele Boffi: “…o la Chiesa ricomincia ad educare all’amore in una prospettiva
    ……………………in cui l’altro è amato…”……………………………………………….

    Senza alcuna intenzione di voler fare vuota polemica contro la Chiesa di Roma, desidero qui presentare delle osservazioni in uno spirito interamente ed esclusivamente costruttivo.

    Non c’è dubbio alcuno, dr. Boffi, che l’Amore è la SOLA soluzione della labirintica condizione Umana. Ma non sarà certamente l’ “educazione” a riportarlo nella vita di ognuno di noi in maniera risolutiva, in quanto l’educazione è, per sua stessa natura, miseramente limitata a trasmetterlo solo nella sua concettualità ed assolutamente incapace di trasmetterlo, invece, nella sua vivificante emotività.

    Intellettualmente in possesso del concetto Amore, grazie all’educazione, il massimo che io posso fare è mimarlo – che è, lo riconosco, un gran bel passo avanti rispetto a non averne alcuna comprensione – ma tragicamente inadeguato a trasformare la mia vita come spontaneamente avverrebbe “vivendolo” nella sua essenza emotiva.

    Il problema, quindi, è andare oltre l’educazione e conseguire quella conoscenza psico-fisica che ci riveli la causa per cui l’Uomo non riesce più a “vivere” l’Amore, e rimuovere questa causa. Una specifica osservazione che vorrei avanzare nel contesto di questa cruciale ricerca è che la maturità psichica dell’individuo è una sorta di porta d’ingresso all’Amore, essendo questo incompatibile con l’assenza di questa maturità. Ed è solo una coincidenza che l’Amore latiti presso una Umanità che – nella sua stragrande maggioranza – incontestabili osservazioni empiriche ne dimostrino il mancato conseguimento della maturità in questione?

    Metaforicamente parlando – ma forse anche letteralmente – noi abbiamo bisogno di ripercorrere a ritroso tutti i nostri passi che ci hanno separato dall’Eden dei nostri originari Progenitori, e lì mangiare dell’albero della Vita da cui sgorga la fontana dell’Amore. Dobbiamo, cioè, riconquistare quell’originaria Armonia psico-fisica che possedevamo alla nostra creazione e che abbiamo perduta con la nostra ben meritata fuoriuscita dal Giardino originario.

    Solo così noi potremo “rivivere” l’Amore. Non certamente comprendendone il concetto.

    Cordialmente.

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