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L’ideologia gender non esiste, ma accidenti a me che ho messo la tutina rosa alla mia bambina

aprile 9, 2015 Redazione

L’incredibile vicenda di Fabio Sabatini, blogger di MicroMega e del Fatto, favorevole alle battaglie per i diritti lgbt, preso di mira da una “collega” per una foto “sessista” scattata alla figlia

bebe-tutina-rosa-shutterstock_248939446Fabio Sabatini, economista e blogger di MicroMega e del Fatto quotidiano, è un uomo assolutamente impegnato per la causa cosiddetta progressista. Ha fatto sue molte delle attuali battaglie per i “nuovi diritti”, «matrimonio gay e omogenitorialità anzitutto», scrive. A maggior ragione, perciò, l’allucinante vicenda in cui si è ritrovato personalmente coinvolto, raccontata in un lunghissimo post da lui firmato per Micromega che vale la pena di leggere, è emblematica dell’estremismo raggiunto da un certo mondo militante. Sabatini stesso ci tiene a precisare che in questa storia «si parla di gender, ma se ne parla solo incidentalmente». I lettori non devono «trarre lezioni generali» dal suo caso, ammonisce. «Tutti noi che abbiamo a cuore l’uguaglianza dei diritti civili ci sgoliamo dalla mattina alla sera per spiegare che la “teoria (o ideologia) del gender” non esiste», e secondo Sabatini occorre continuare a farlo. Tuttavia è difficile che la sua vicenda, «una delle più grottesche cui ho assistito negli ultimi tempi», «così caricaturale che sembra confezionata dalla propaganda contro l’eguaglianza dei diritti civili», non costringa a riflettere un po’ più a fondo sul senso di tante campagne arcobaleno.

IL MISFATTO. Veniamo ai fatti. Succede che Sabatini, oltre che ricercatore universitario, è anche amante della fotografia e dei social network, e un bel giorno pubblica su Facebook una foto di sua figlia, tre mesi, che indossa una tutina rosa. Completamente rosa. Non l’avesse mai fatto. «Il misfatto – racconta – non è passato inosservato, e una rappresentante della famosa categoria “esperti di Facebook” mi ha chiesto conto della scelta del colore». Il bello è che «l’esperta in questione», è una specie di “collega” di Sabatini. Lui non la nomina mai nel suo post, ma dalle informazioni riportate è facile riconoscere Barbara Befani, che, ironia della sorte, «tra le altre cose, scrive su MicroMega un blog su questioni di genere». Ebbene, «fin dalla prima battuta», continua Sabatini, era chiaro che la Befani «avesse già in mente la sua risposta. Questo padre è maschilista e sessista, perciò veste la figlia di rosa».

COSA DEVO DIMOSTRARE? Quando si finisce le mirino dell’esperto di genere, osserva il malcapitato blogger progressista, è inutile stare a spiegare che non avete scelto quella tutina per sessismo, che «il rosa vi piace» e che però «vi piacciono anche altri colori», che «il guardaroba di vostra figlia è vario» e contiene anche abitini azzurri. Inutile perché, qualunque essa sia, «la risposta non va bene». L’esperto ha già capito tutto, «si pianta in salotto e ci sottopone una raffica di osservazioni e di domande». Il punto, intuisce sconsolato Sabatini, «è che dobbiamo dimostrare di non essere sessisti: avreste vestito vostro figlio di rosa anche se fosse stato un maschio? Siamo increduli e infastiditi. Dobbiamo davvero dimostrare alla prima persona che passa di non essere qualcosa?».

LA “GENDER NEUTRALITY”. Ammirevolmente, comunque, Sabatini inghiotte lo sfogo che gli monta dentro e prova a rispondere nuovamente. «Rifiuto però di dire tutte ma proprio tutte le cose che avrei voluto. Perché sono ovvie. Perché la blogger le sa già, dato che mi segue da tempo. Perché non sono tenuto a spiegare alla prima persona che mi piomba in casa affermando che sono qualcosa che invece no, non sono quel qualcosa». Purtroppo però non basta ancora, «l’ospite non è contento, la nostra gender neutrality non è dimostrata, se ne deduce che mia moglie e io non siamo capaci di farci le domande giuste».

L’ARTICOLO IN HOME PAGE. «È finita? No. Qualche giorno dopo – continua Sabatini – compare sull’home page di MicroMega un pezzo in cui si parla proprio di quel genitore sessista che fa indossare alla figlia anche delle tutine rosa». È firmato dalla “collega” Befani e presenta la piccola disputa «in modo diverso dalla realtà dei fatti». L’articolo secondo Sabatini contiene «un giudizio. Dopo aver osservato una foto di nostra figlia e studiato le nostre reazioni, la blogger ha stabilito che mia moglie e io siamo maschilisti. Che le sue domande intelligenti non ce le eravamo poste mai, e che la sua irruzione in salotto ci ha disorientati a tal punto da lasciarci senza parole (che per certi versi è vero)». L’uomo non può credere ai suoi occhi, e lo spaesamento ben presto «lascia spazio all’arrabbiatura, una gran brutta arrabbiatura», perché «sulla home page di una testata del gruppo l’Espresso-La Repubblica si parla della tutina rosa di mia figlia di tre mesi e del nostro essere genitori, con delle basi semplicemente ridicole».

UN PROBLEMA SISTEMICO. Sabatini e sua moglie si sentono «invasi». «Qualcuno è piombato a casa mia a dirmi: dimostrami che non sei quello che ho estemporaneamente teorizzato che tu sia». Una sensazione opprimente amplificata dai commenti dei lettori all’articolo della Befani. Scrive Sabatini: «Non riesco a credere che degli estranei stiano pontificando sul sito di una testata nazionale del presente e futuro della bambina che, proprio mentre sto leggendo, mi dorme in braccio. Dei maltrattamenti e delle frustrazioni che subirà. Del fatto che io le metterò le mani addosso. Sono davvero sconvolto. Come è potuto accadere tutto questo? La tutina rosa, già». Ormai «la tutina rosa – conclude ironicamente lo sventurato padre – non è la tutina rosa. È un problema sistemico». Non se ne esce. «La verità è costruita ormai, e con essa il nemico, la realtà non conta più un fico secco».
Sabatini di certo non si ricrederà sulle campagne “di genere”, ma una cosa l’ha capita: il suo «non è un caso particolare», l’ostinata ramanzina di cui è stato fatto oggetto è un piccolo ma perfetto emblema dell’«integralismo, la sensazione di avere in tasca le verità del mondo. Una roba che succede a tutti i fanatici, sempre uguale. Sarebbe soltanto noioso, se non riguardasse la tutina di mia figlia».

Foto tutina rosa da Shutterstock

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90 Commenti

  1. Mappo says:

    Il bello è che questo signore nonostante quello che gli è capitato continua pervicacemente a sostenere l’ideologia gender. Come un tacchino che si facesse alfiere del Giorno del Ringraziamento.
    Ora che ci penso il colore preferito da mia figlia è proprio il rosa, devo temere un’irruzione della Digos a casa nostra? Io e mia moglie dobbiamo fare una seduta di autocritica modello Guardie Rosse maoiste assieme a questa signora Befani?

  2. Emanuele says:

    Ci sarebbe da gridare LOL! !!!

    Il problema è che questi due personaggi si ergono a censori dei diritti e del rispetto e vorrebbero insegnare ad altri la morale…

    Farei io una domanda a Sabatini. Lui dice: “È benaltrismo pensare che non sia il caso di insistere su questioni tanto soggettive come la preferenza per un colore e concentrarsi invece su aspetti dell’educazione più oggettivi e influenti, come la scelta dei giochi e la rappresentazione dei ruoli domestici, per esempio? Ribadisco: chi regalerà a mia figlia un forno giocattolo dovrà vedersela con noi

    quindi Sabatini, come giudicherai le foto di Facebook di mia figlia che gioca con la cucina giocattolo? …Ecco, scanso equivoci ti informo che a casa mia cucino di solito IO.

    Il tuo è in effetti maschilismo perché hai stabilito che cucinare è roba da femmine (senza neppure considerare che gli chef più blasonati e pagati sono maschi)…

    Mi permetto di dare un consiglio a Sabatini e alla sua amica… lasciate giocare i vostri figli come vogliono… Osservateli ed imperarete molto. Imparerete che differenze e parità non sono inconciliabili… I figli, neppure i vostri, non sono esperimenti sociali né scimmie ammaestrate per fare vedere come li avete educati bene.

  3. Cisco says:

    «La verità è costruita ormai, e con essa il nemico, la realtà non conta più un fico secco».

    Uno che, pur riconoscendo la realtà sembra rinsavire, ancora sostiene che la teoria del gender non esiste: che devono fare ancora, accusarlo di avere dato un nome femminile a sua figlia? La signora (si potrà dire?) Befani dovrebbe pensare a girare con una slitta trainata da renne verso il 25 dicembre di ogni anno, per smentire lo stereotipo maschilista che vede in un vecchio uomo barbuto il solo essere umano capace di fare regali. Ma eviti di regalare tutine rosa ai maschietti, potrebbe fare la fine del pupazzo di neve o – molto peggio – finire in groppa a una scopa a girare per camini verso il 6 gennaio…

  4. whynot says:

    il problema di quest’uomo, (ricercatore universitario…)(si capisce dove è la ricerca scientifica nel nostro paese) è di essersi rincitrullito sui social. Se tu acceti quelle regole e quella struttura ti lasci esaminare. A me tutta questa storia sembra una cazzata e la comunità LGTB non centra nulla.

  5. yoyo says:

    Caro Sabatini, chi la fa la aspetti. Hai assaggiato il veleno che il tuo giornale ci propina.

  6. maurizio says:

    A me,invece,quest’uomo mi risulta molto simpatico e,addirittura,commovente perché,pur restanto pervicacemente legato alla propria formazione culturale(ideologica)vive un dramma interiore-e familiare-che solo lui comprende,tanto é intimamente petsonale,é che è assolutamente scorretto giudicare dall’esterno ,liquidandolo cin giudizi sommari o,peggio,insulti o invettive.Come sottolineato da altri”la verità é costruita ormai e con essa il nemico,la realtà non conta un fico secco”. Detto da un negazionista della teoria gender che sperimenta quanto la teoria sia lontana dalla realtà-e lo sperimenta sulla sua pelle-configura un dramma interiore assolutamente rispettabile,una onesta intellettuale difficilmente riscontrabile nella generalità dei commenti ed un pugno nello stomaco da Ko!per quanti su ostinano a bollare come omofibi e oscurantisti quanti,ancora,difendono la famiglia tradizionale(meglio,fondata sul diritto naturale che parla dell’unione di uomo e donna che generano figli)..meditate,gente,meditate..
    prima di emettere sentenze o vomitare insulti.É solo questione di essere liberi e ragionevoli,responsabilmente liberi e ragionevoli!!

    • whynot says:

      Se uno mi chiede perchè ho vestito mio figlio blu, posso anche rispondergli, perchè mi va e fatti i c… tuoi. Forse non ho capito esattamente ciò che è successo. Se tu ci tieni al giudizio di chi ti giudica, cosa vuoi da noi e quale sarebbe il dramma, ma più di tutto perchè questo dramma dovrebbe interessarci, ma ancora perchè del tuo dramma è responsabile la comunità omosessuale?

      • giovanna says:

        Bravo, Whinot, hai capito tutto !
        (l’ombelico, il problema è sempre lo sguardo fisso sul proprio ombelico ! )

        • whynot says:

          Giovanna nessuno ti può far sentire inferiore senza la tua collaborazione. Se ti senti inadeguato, se senti il giudizio di qualcuno ingiusto lo legittimi. Se non ti viene il dubbio che è una cazzata, ma hai il dubbio di essere frainteso, ok può essere, ma che colpa ne ha la cumunità gay?

          • giovanna says:

            Va bene, Whynot, mi sembri sinceramente ottuso, perciò provo a risponderti !
            Non mi sembra che da nessuna parte si parli delle colpe della comunità gay ( ! ), ma solo dell’ideologia gender , che si vuole imporre a sprezzo del ridicolo, come ben testimoniato da questa vicenda !
            O , secondo te , la “comunità omosessuale “, sarebbe corretto dire gay in effetti, coincide con la propaganda gender ?
            In un certo senso potrebbe essere, dato che spesso si appoggia e propugna da parte di lgbtyxy l’indifferenziazione sessuale, come se fosse una pezza d’appoggio al proprio disagio, ma di solito si nega che esista una sovrapposizione tra gender e gay !

            Se sei Luka-carlo masi ( l’ingegnere attore porno-gay, per capirci ), invece, come non detto : ritengo totalmente inutile parlare con te, anche perché non è piacevole ricevere volgarità e parolacce ad ogni pié sospinto, quindi, per favore, evita.

            • whynot says:

              Questa vicenda non dice nulla. Quel tipo come te è psicolabile per cui non ha punti saldi psicologici, e come te neanche culturali. La teoria del gender è nella vostra testolina che ha bisogno per vivere, di crearsi totem, amuleti, idoli, amici immaginari, nemici immaginari, pensieri unici come quello che hai tu verso l’ombelico. Giovannina tu per vivere hai bisogno gender. Li devi ringraziare i gay anche se non fanno nulla per accontentarti.

              • giovanna says:

                Come no, Whynot, ma quello che commenta gay persino sotto un articolo sulle carceri, bè, dà l’impressione di essere un pochino, ma pochino pochino, fissato sul suo ombelico !
                Non so se tu sei un ennesimo nick dei soliti appollaiati qui in seduta permanente, nel dubbio ti ripeto che lo spettacolo di un gay che ha a cuore nella sua vita solo la tematica gay, i bisogni gay, i diritti gay, le pretese gay, il mondo gay, è decisamente penoso.
                E anche i doppi sensi sono di un livello gay , molto gay-style !
                Rinnovo l’appello ad un gay che abbia un minimo sindacale di cuore e cervello, un minimo sindacale di umanità e profondità, se esiste, perché da queste parti non ne è mai comparso mezzo !
                ( e non mi riferisco ad alcuni omosessuali veri, non macchiette, lontani anni luce dalla propaganda gay, che però, giustamente, preferiscono differenziarsi da questi monotoni gay gay-style )

  7. Orazio Pecci says:

    Come diceva il Grande Bardo «’ tis the sport to have the engineer Hoist with his own petard» (è un bello spasso veder saltare in aria il cannoniere per lo scoppio del suo stesso petardo)

    Metaforicamente, s’intende…

  8. maurizio says:

    Bravo Orazio..e brava Giovanna!
    Whay not..tu continui a rimescolare le carte senza entrare nel merito,senza neppure fare la fatica di confrontarti seriamente e liberamente con esso,per crearti-tu-un nemico da avversare a qualunque costo.Nessuno-come detto da Giovanna,mi pare-ha parlato di comunità gay…altro é la teoria gender(a cui comunque la comunità gay si rifà,quantomeno nei suoi ideologi)che,se perseguita coerentemente può portare fino agli estremi denunciati nell’articolo.É la realtà,caro Whay not,che dice questo..non dei cattivoni che ce l’hanno con i gay.Un po’di onestà non guasterebbe!

    • whynot says:

      Miei adorabili chiacchieroni. Diceva un poeta “le chiacchiere non fanno la cena”. Io dico che la teoria del gender non esiste. E non può nulla su di me, se esistesse. Vuoi postare su fb? Sei un fanatico del giudizio degli altri? Vivi male le situazioni conflittuali? Ti puoi far aiutare da un dottore. Non dire che è venuto a interrogarti l’ispettore generale che controlla che siamo tutti arcobaleni. Forse è il regolamento del tuo club. Forse o accetti o smetti di essere un democratico di buona volontà modello.

      • Giannino Stoppani says:

        La triste realtà è che tu dici che la teoria del gender non esiste perché i tuoi capocci ti hanno detto di dire così.
        Basta prendere un antiemetico e andare su un sito di uno dei tanti media progressisti per constatare come la negazione del gender sia l’equivalente di una parola d’ordine ripetuta dai vari “esperti” come un mantra per inculcare bene il concetto nelle menti acritiche dei frequentatori di certi spazi.
        E’ una tecnica propagandistica vecchia come il cucco: negare la realtà, semplificare il messaggio e ripeterlo all’infinito affinché possa insediarsi nella scatola cranica.
        L’articolo di cui sopra, frutto dell’esperienza personale di persone insospettabili,invece dimostra chiaramente che il gender, ovvero la pretesa di considerare il sesso un prodotto culturale invece che un dato biologico ha fatto presa come un’ancora da scoglio nella società, specie in quella parte che si auto-proclama “antropologicamente superiore”.

        • whynot says:

          Ma dite sempre le stesse cose. Io non ho capi, sono free lance. Una cosa sei nel giusto. Che considerare la sessualità un prodotto culturale è un concetto ormai accettato da tutti. Il nostro paese ha combattuto duramente l’alfabetismo e ora che la gente ha studiato le cazzate non vuole più sentirle. Ci è arrivata da sola senza i consulenti globali del gender ahahahah che cazzata. Più tosto tu Stoppani di quanti nemici hai bisogno per sentirti vero cattolico romano ma maschio vero???

          • Giannino Stoppani says:

            Dunque tu neghi l’esistenza del “gender” ma riconosci che, pure secondo il sentire comune della plebaglia, il sesso di un individuo è un prodotto culturale e non un dato biologico… Pensa te!
            Come dire che quello che hai nel piatto non è zuppa ma pane bagnato.
            Mi sa tanto che con l’analfabetismo mica l’abbiamo sfangata sai?

          • To_Ni says:

            Ma giusto per capire: come hai maturato la convinzione che la teoria gender non esiste? Non hai trovato relativi studi di psicologia? Convegni di psicologia che ne hanno preso atto? Improvvisi e strani inserimenti nel linguaggio politico-diplomatico? Non hai visto relazioni – studi ecc con programmi educativi? ….”
            O piuttosto è una parola d’ordine che dice che una cosa è “così”. Dire: “non esiste perché lo diciamo noi!

            • Paolo says:

              Ma sig. Toni (o sig.ra giovanna o sig. Stoppani) ci dica lei dove ha maturato la convinzione che la teoria gender esista…ci citi gli studi, i convegni o le relazioni che dimostrano l’esistenza di questa ideologia.
              Le ricordo però che non vale apportare fonti ideologicamente condizionate da concezioni fantastico-religiose. Così come non vale apportare il fatto che la parolina “ideologia gender” sembri essere diventato il nuovo mantra aprioristicamente assunto e passato per buono da chi vuole negare (assurdamente) la naturalità dell’orientamento omosessuale (un po di tempo fa era lobby gay, lobby gay)

          • giovanna says:

            Bravo, Whynot, finalmente lo ammetti : che la sessualità sia un prodotto culturale è esattamente la teoria gender !
            Lo ha capito questo giornalista, puoi capirlo anche tu !
            Ma non fare il modesto, l’avevi capito già da un pezzetto !
            Solo che il sottobanco ti si addice di più !

            Quando vi stuferete di mistificare e imbrogliare le carte, facendo largo uso di violenza e aggressività, il tutto perfettamente gay-style ?
            Pare che senza non possiate andare avanti, a partire da una cosa semplice come l’uso massiccio di identità multiple e così da quattro gatti cercate di sembrare un plotone, plotone sì, ma della morte. Della morte dell’umano, di certo.
            Ciao, stammi bene e attento al fegato, è verde !

  9. Roberto Tenti says:

    Rosa,fucsia,lilla. Nostra figlia ne ha l’armadio pieno di vestiti così colorati. E non per nostra scelta, perché avremmo volentieri riciclato gli abitini dei due fratelli maschi, ma per sua esplicita scelta sin dalla più tenera età. È proprio vero: «La verità è costruita ormai, e con essa il nemico, la realtà non conta più un fico secco».

  10. Stefano says:

    Diatriba imbarazzante, ma mai quanto un ricercatore, docente e addirittura blogger che pensa che i social network siano il salotto di casa propria. Consiglierei la disdetta del contratto adsl

  11. Cisco says:

    Da Wikipedia (che non è il Verbo, e tantomeno clericale):

    “Soprattutto ai loro inizi, ma in parte anche oggigiorno, gli studi di genere sono caratterizzati da una impronta politica ed emancipativa. Sono infatti strettamente connessi alla condizione femminile e a quella di soggetti minoritari. Non si limitano quindi a proporre teorie e applicarle all’analisi della cultura, ma mirano anche a realizzare cambiamenti in ambito della mentalità e della società. Sono strettamente legati ai movimenti di emancipazione femminile, omosessuale e delle minoranze etniche e linguistiche e spesso si occupano di problematiche connesse a oppressione razziale ed etnica, sviluppo delle società postcoloniali e globalizzazione.”

    Et voilà la teoria del genere, cioè la teoria multidisciplinare – ma in ultima analisi filosofico-antropologica – secondo cui l’identità di genere prescinde totalmente dal sesso biologico di appartenenza. Per questo è nata in ambito femminista ed ha il sostegno delle lobby LGBTetc (soprattutto “etc”).

  12. Cisco says:

    Una confermad ell’esistenza della Gender Theory ci arriva anche da chi meno te lo aspetti, cioè dal celeberrimo (?) prof. di letteratura Franco Buffoni, che – forse in onore al congnome – ci somministra dal sito della UAAR le seguenti perle:

    “Ma ci rendiamo conto che – quando l’università italiana si deciderà ad aprire ai Gender Studies – dovremo riscrivere interi capitoli di storia della letteratura: da Pascoli a Palazzeschi a Montale, da Rebora a Gadda a Pavese…?
    In sintesi: conta non il sesso biologico ma l’orientamento sessuale. Da qui la necessità di codificare nuovi diritti umani, sessuali e riproduttivi.
    Judith Butler è la studiosa statunitense che maggiormente ha contribuito alla codificazione di una Gender Theory. In base alla quale, nel mondo moderno, la differenza tra uomo e donna finisce inevitabilmente con l’essere più un fatto sociale che biologico e l’omossessualità diviene un destino culturalmente accettabile.
    Da qui il conflitto con il Vaticano.”

    Da qui il conflitto con lo psicanalista, sarebbe meglio dire…

    • To_Ni says:

      La Butler è stata ancora più radicale, oltre il gender, perché va altre alla differenziazione di sesso M e F (naturale) e genere maschile e femminile (condizionato e/o costruito socialmente) per arrivare a concepire tanto il sesso che il genere entrambi costruiti socialmente. La Sedgwick , sulla stessa scia giunge a scrivere di un ” attraversamento di confini”…. “ma non si riferisce a niente di particolare”. Quindi il corpo è per tutto, aperto ad affermare e negare la qualsiasi cosa.

  13. To_Ni says:

    Una testimonianza straordinaria quella di Sabbatini, peccato che non ne trarrà le dovute conseguenze sul rischio, più che potenziale in cui si incorre. Per un verso la cosa è comica e la Befani ricorda lo psichiatra del Mostro di Benigni che scovata il mostro dalla scelta del colore delle palline che aveva in mano. Più serio se si pensa ad una povera donna contadina, in visita a Parigi durante il Terrore rivoluzionario, che non riusciva a spiegare ai “giudici” che i colori blu e giallo della sottoveste non erano per simpatia monarchica, ed è stata ghigliottinata. Non ghigliottinano, ma la stoffa è quella.

  14. Emanuele says:

    @whynot

    considerare la sessualità un prodotto culturale è un concetto ormai accettato da tutti…

    quindi, fammi capire, se io educo mio figlio come femmina, ad un certo punto il pipino regredirà e si formeranno utero ed ovaie? Cambierà il suo patrimonio genetico da XY a XX?

    E se invece educo mia figlia da maschietto, prima o poi diventerà maschio?

    Chi sarebbero questi tutti che sostengono questa teoria? …ah, per favore, da domani ti prego di dire tutti, meno un invasato che commenta su Tempi (…io), grazie.

  15. helvetius says:

    Emanuele, tu menti sapendo di mentire, sei bravo in questo. Nessuno può decidere l’orientamento sessuale dei figli. Tu riduci la sessualità alla procreazione. Ognuno ha l’orientamento che ha ed è giusto che abbia gli stessi diritti degli altri. Ma per i cattolici ciò che non risponde ai loro canoni e’ inferiore.

  16. Emanuele says:

    @helvetius

    . . . mi pare piuttosto che tu riduca la sessualità alle pulsioni…

    P.S. …prima di sparare cavolate su cosa ritengano i cattolici, leggiti il catechismo… è on-line.

    • Paolo says:

      Ehhhh nonono non pensi di poter denigrare l’affettività e la sessualità di altre persone definendole “pulsioni” solo perché non corrispondenti ai diktat imposti dalla sua ideologia confessionale…e la prego non faccia perder tempo al sig. Helvetius con una lettura inutile…lo sappiamo già com’è la faccenda

  17. Q.B. says:

    Carissima giovanna e cari tutti, prendo atto che helvetius, filomen*, excelsior, danilucarlomasi con tutte le estemporanee varianti, forse lo stesso shiva binario demens sono le plurime epifanie della stessa mente devastata.

    A questo punto però non me la prendo nemmeno più con lui/lei/it (purtroppo in italiano non esiste il neutro altrimenti andrebbe usato perchè nemmanco loro sanno più chi sono) ma è alla redazione che guardo, perchè sta indulgendo nel non fermare questa caciara di infimo livello; e farlo non sarebbe censura, ma carità. Anche lasciare imprimere la direzione della discussione alla voce di questo unico somaro che raglia nel deserto alla fine stanca, chi scrive e chi legge.

    E’ vero che sopportare le persone moleste è una delle opere di misericordia spirituale ma c’è un limite; se non sbaglio, dopo un po’ siamo autorizzati a scuotere la polvere dai piedi e lasciare gli ostinati al proprio destino.

    E allora il gender non esiste, ingropparsi tra maschi è un diritto umano, gli asini volano e il platano contro il quale stai per schiantarti è di gommapiuma. Enjoy.

    Che compiano la loro devastazione fino in fondo e arrivino a rubar le carrube ai porci per non morir di fame.
    Una volta ha funzionato.

  18. To_Ni says:

    Ai partecipanti alla discussione

    Nella discussione relativo all’articolo dell’Annunziata, AlBunduqy mi ha accusato di correspondsabilità nell’aver compromesso la discussione al punto da farla chiudere ( mi riferisco a “In Francia i cattolici diventeranno una specie protetta?”). Per chi non ha letto la mia risposta ad AlBunduqy, ma è comunque rimasto disturbato dalla mia pessima performance con l’elvetico desidero esprimere il mio rammarico. Certamente la lettura di certe parole hanno sortito un pugno nel mio stomaco, ma non ci sono attenuanti, ho perso semplicemente le staffe, e quando si entra in un vortice di quel tipo si dice quello che si pensa e non . Per questo chiedo scusa. Credo che tutti, almeno una volta, ne hanno fatto esperienza. La mia regola è di accalorarmi nella passione della discussione, sforo nell’essere persistente, ma distinguendo persone ed idee (con l’eccezione di Shiva, ma dopo oggi dovrò ridimensionarmi anche con lui). Penso anche che osservando questa regola è comunque giusto replicare alle accuse che ci riverrsano addosso. Questa volta la cosa non mi è andata per il verso giusto ed ho esagerato di brutto.

    • giovanna says:

      Carissimo Toni, non ti angustiare più di tanto !
      Non ho letto la discussione cui ti riferisci, ma posso immaginare.
      Se sei partito per la tangente , vuol dire che ti servirà per il futuro.
      Se posso permettermi, a volte, come capita anche a me, prendi troppo sul serio questi squilibrati, gli dai troppa importanza e loro alzano il tiro fino a farti scoppiare.
      E se sfugge qualcosa di troppo alla censura automatica, meglio segnalarlo direttamente alla redazione, che incaponirsi e sbattere il muso contro una bestia, come si definiscono da soli.
      Ti consiglio la mail redazione@tempi.it : veloce ed efficace.

      • To_Ni says:

        Grazie Giovanna,

        PS: ottima l’analisi sotto, anche se credo hai dimenticato la tipologia Nino, il nostro amato “papà Nino” 🙂

        • giovanna says:

          No,Toni, non l’ho dimenticato : parlavo dei multi-nick e Nino, nella sua viscida untuosità, mi sembra unico ! Perlomeno, non ho mai individuato altri viscidi come lui !
          Se usa altri nick, ma non credo, cambia indubbiamente stile.
          Mentre le Filomene e gli Shiva e i Luka-Carlomasi si riconoscono a colpo d’occhio !

  19. Helvetius says:

    Anche io mi sto affezionando a voi, come ci si può affezionare al serpente velenoso visto allo zoo. A to Ni vorrei dire che è proprio la mia familiarità con Platone e Aristotele che mi impedisce di prendere seriamente le vostre superstizioni. Poi al laureato yo-yo vorrei chiedere di grazia quale università gli abbia mai conferito 3 lauree, l’università cattolica?

  20. ispanico says:

    Anche io mi sto affezionando a voi, come ci si può affezionare al serpente velenoso visto allo zoo. A to Ni vorrei dire che è proprio la mia familiarità con Platone e Aristotele che mi impedisce di prendere seriamente le vostre superstizioni. Poi al laureato yo-yo vorrei chiedere di grazia quale università gli abbia mai conferito 3 lauree, l’università cattolica?

    • yoyo says:

      Anche se fosse? È l ateneo di luminari del italiano come Billanovich, Marta Sordi, Claudio Scarpati, Giuseppe Frasso.

  21. Ateo says:

    Vogliamo finirla con queste fantasie sulla pretesa ideologia gender? Ogni volta che si parla di insegnare la tolleranza e il rispetto i cattolici urlano allo scandalo

  22. Emanuele says:

    Cari amici,

    è chiaro che ci sia un gruppo di persone (invasati, disturbati, influencer?) che viene qui solo per aizzare senza contribuire alla discussione.

    Anche io ho avuto un battibecco con un certo Ducati, mai visto né prima né dopo, sull’articolo “La neutralità ideologica dello Stato e la “pretesa” cristiana”… probabilmente è un fake di qualche personaggio già noto.

    Temo però che si tratti di un gruppetto organizzato (dato che rispondono a tutte le ore) e che il fine sia farci sbroccare. Magari per poi raccogliere i nostri commenti ed uscire con qualche pamphlet o articolo di Repubblica. Questo per gettare scredito su Tempi, Amicone e la stampa cattolica…. Ricordo che da poco alcuni giornalisti si sono finti penitenti ed hanno intervistato a loro insaputa preti durante le confessioni, cercando di capire argomenti su aborto, divorzio, etc.

    Infatti, questi personaggi, indipendentemente dal tema dell’articolo, cercano sempre di spostare la discussione su sessualità, aborto, matrimonio omo, divorzio, etc… Mi pare strano siano solo invasati, perché trascurano articoli più squisitamente religiosi o di cronaca estera.

    Dovremmo cercare di stare tutti attenti, rispondendo agli argomenti e non alle offese…. so che non è facile. Il loro obbiettivo (spesso dichiarato tra le righe) è farci cadere in contraddizione, accusarci di ipocrisia, mostrare che le nostre scelte di vita sono prive di fondamento, che siamo attaccati a schemi retrogrado ed addirittura conniventi con razzisti, violenti ed intolleranti.

    Sarebbe tutto ottimo materiale per sostenere l’omofobia, la necessità di tutelare le unioni gay, uteri in affitto e gettare scredito sui cattolici delegittimandoli dal discutere su questi temi.

    Quindi, cerchiamo di mantenere la calma ed evitare di offendere. Cerchiamo anche di motivare seriamente le nostre scelte ed idee, senza cedere alle generalizzazioni o al qualunquismo… non è facile tenere la calma, ma ripeto, noi siamo dalla parte del giusto… non serve gridare né alzare i toni, la Verità trionfa da sola.

  23. Helvetius says:

    Prova pubblicazione: sono d’accordo con voi. Il complotto laicista ebraico massone delle lobby gay sta imponendo l’ideologia gender in tutte le scuole statali in cui la legge prescrive di esporre il crocifisso come simbolo di libertà religiosa

  24. pupo says:

    Cancella cancella …non so che facciate la domenica cmq ho come l’impressione che andiate in quei posti da coprofagi che chiamano, mi pare, chiese. Buona mangiata anche a voi!

  25. helvetius says:

    Vedi amico caro, gli esseri come te, falsi mentitori e con chissà quali altri problemi psicologici, sono i figli prediletti della chiesa, perché è dalla loro ineffabile stup…ta che papi cardinali e pretaglia varia trovano il loro miglior soldato. Non a caso coltivamo l’ignoranza e i peggiori vizi, a cui possono dare un paternalistico perdono, per annullare le coscienze ed il pensiero critico. Questa nullità e’ quello che sei, per la gioia di quegli esseri che ti hanno concepito in quale strano connubio e di quei poveretti che temo tu abbia c’è figli . Mi auguro che appena un tribunale te li tolga possano trovare miglior sorte in qualche famiglia normale. Anche omosessuale. Espettorare la tua pochezza non fa che confermare questa palese verità .

  26. Helvetius says:

    È palese a tutti che l’ideologia gender non esista, tranne che ai cattolici. Quello che dico le persone dotate di raziocinio si sente nelle piazze, si legge sui giornali (certo che se voi alte leggete l’avvenire…) e solo negli opuscolo omofobi si parla di ideologia gender. Vedete poi voi altri chi è il pazzo. Gli sputi attirereste
    Voi se solo provaste a sostenere le vostre idee grondanti di odio e intolleranza in pubblico. Andate a raccontarvele in chiesa. (Poi c’è questa Giovanna che anziché seguire il filo parla in continuazione di una certa Filomena , segno evidente della sua deviazione autistica)

  27. barba says:

    Non capisco come si possa credere a fandonie come l’esistenza della teoria gender

  28. Giovanna says:

    Sai che ti dico caro Toni, che mi sono stufata di Filomena e di tutti i suoi multinick e me ne vado al mare dalle mie parti a Rimini con mia figlia Eli e gli altri.
    A 50 e oltre suonati ho deciso di non dare più ascolto a questi troll maleducati.
    A sentire come ci trattano mi viene da piangere, meglio che stia un po’ con la mia famiglia che almeno mi vuole bene.
    Se vuoi ancora sentirmi ti posso fornire la mia mail cosí ci scriviamo privatamente.
    Ciao Toni
    Maria

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