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Houellebecq, il Fratello musulmano “padrone del mondo” e noi che neanche sappiamo se sia un bene o un male

gennaio 19, 2015 Rachele Schirle

Tra Sottomissione (“il” romanzo del 2015) e il capolavoro apocalittico di Robert Benson c’è una differenza che lascia senza fiato. La nostra recensione

Houellebecq-sotomissioneUn capolavoro si misura dal tempismo o dalla durata? Per la seconda serve qualche lustro, sul primo fattore Michel Houellebecq è già “lo” scrittore del 2015. Prima ancora che sia disponibile l’edizione italiana (Sottomissione, Bompiani, in libreria dal 15 gennaio), della trama si è già scritto a sufficienza perché ci si possa sostenere una conversazione senza aver letto il libro. Tempi lo ha fatto per voi in francese, e dunque: professorino malaticcio e svogliato votato a Huysmans, François (altro non si sa) si disinteressa di politica nella Francia futuribile spennellata da Houellebecq. Scopicchia qua e là senza impegni, fin quando non è la politica a interessarsi di lui, portando all’Eliseo Mohamed Ben Abbes, leader della Fratellanza musulmana sostenuto al ballottaggio del 2022 da tutto l’arco costituzionale (Ump, socialisti e liberali del redivivo François Bayrou, che diventa premier) pur di far fuori il “pericolo nero”, Marine Le Pen.

Lo volesse o meno l’autore, Ben Abbes è il “padrone del mondo” di Robert Hugh Benson. Affascinante, cosmopolita, democratico, europeista, anche se il suo rinnovato vecchio continente guarda a sud, al Mediterraneo, al Medio Oriente, alla Mecca. È un politico raffinato e colto, nuovo ma rassicurante, che «ipnotizza e rammollisce» anche i giornalisti più rompiscatole. È in ottimi rapporti con tutte le religioni, persino con quel manipolo di cattolici rimasti cui concede scampoli di autorità morale da dispensare alla bisogna.

Ma qui non importa raccontare la Sorbona, la Francia e il continente intero morbidamente islamizzati del libro; l’addio alle gonne e alla croce, col partito musulmano che si prende “solo” il ministero dell’educazione, e gli altri se li spartiscono quelli delle larghe intese; né come tutto questo avvenga senza clamori, rivolte, guerre, in una società così spappolata che si consegna con arrendevole curiosità all’élan vital islamico. Quel che interessa è lo sguardo di cui degnare questo futuro possibile: un Occidente che abbia concluso la traiettoria del suo etimo, cioè quello di cui davvero tratta il romanzo, ficcandoci sesso, cultura, storia, costume, politica: la vita.

Michel_Houellebecq_Foto_Mariusz_Kubik_wikimediaBenson guardava Giuliano Felsemburgh, padrone di un mondo non troppo diverso da quello di Houellebecq, con spes contra spem. Col giudizio di un Bene destinato a vedersi nel buio più tetro, e col gusto della battaglia apocalittica perché quotidiana, carnale, qui e ora. La grandezza del francese è invece la corrosiva compostezza con cui inscena la disfatta. Un collasso silenzioso, accettato, del quale non dice mai se sia cattivo o commendevole, e per questo lascia senza fiato: tocca chiederselo da sé.

Il dibattito sul libro è partito prima dell’uscita in Francia, e dunque prima della mattanza di Parigi che ne ha cambiato per sempre il senso: il volume è andato in libreria il 7, nelle ore in cui gli Ak47 sparavano alla redazione di Charlie Hebdo. Sul Corriere della Sera del giorno prima, Emmanuel Carrére aggiungeva molto di suo al feroce e distaccato affresco del collega recensito: «Non è impossibile», ha scritto, «che l’islam più o meno a lungo termine non rappresenti il disastro ma l’avvenire dell’Europa, come il giudeo-cristianesimo fu l’avvenire dell’Antichità». Nel Pantheon d’Occidente, quindi, entri pure l’islam: farà bene a loro, che smusseranno certe asperità, e pure a noi, infiacchiti postmoderni cui lassù non è rimasto manco Dio.

Uno potrebbe dire che i morti di Parigi mettono una pietra tipo Everest sull’ipotesi: ma siamo sicuri? Quanto peseranno quei cadaveri nelle scelte dei governi su immigrazione, società, educazione? C’è qualcosa da difendere o tanto vale venire ragionevolmente a patti con coloro che sono «risoluti a restare estranei alla nostra umanità, individuale e associata, in ciò che ha di più essenziale, di più prezioso, di più laicamente irrinunciabile» (così il cardinal Biffi nel 2000: duemila)? In fondo, è di questo che parla Houellebecq, e di questo parla Charlie Hebdo. Ed è di questo che ci conviene parlare.

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14 Commenti

  1. Avandero says:

    Lo scenario disegnato da Houellebecq è verosimile. Ciascuno di noi, laico o cristiano che sia, deve agire affinchè non diventi uno scenario reale. Ciò che ha posto le basi per il realizzarsi di una futura islamizzazione dell’occidente è l’odio secolare contro la Chiesa cattolica (qualunque salvatore va bene purchè non sia Gesù Cristo ) ; un odio che spinge forze diverse (compreso il cosiddetto catto-comunismo) a combattere fianco a fianco in questa “lotta di liberazione”. Ma l’unica salvezza viene da Cristo ; prima o poi ci si renderà conto che negare questa verità è autodistruttivo innanzitutto per chi la nega.

    • Raider says:

      Mi associo in toto a Avandero. Senza Cristo, nessuna libertà, nessuna verità, nessun umanesimo. E’ inutile che si cerchi il ‘dialogo’, finto per forza di cose, per ridurre a chiacchiera il Verbo, a pettegolezzo di teologi che dovrebbero ‘confrontarsi’ su una verità più alta di Gesù, in una dissertazione da talk-show fra antropologi che vorrebbero distillare un Umanesimo senza l’uomo – Cristo, Vero Dio e Vero Uomo. Il rispetto, autentico, intransigente, a tutti: ma altrettanto intransigenti nel rivendicare e difendere – con orgoglio, quando occorre – la nostra identità e la nostra libertà di dire in faccia a tutti, imam, islamici moderati e jihadisti, eurocrati e tecnocrati, che Cristo è e in Cristo sono tutte le cose che amiamo e per cui viviamo.

      • Andrea UDT says:

        E’ questa la tragedia.

        Il mussulmano è convito, con la stessa passione, con la stessa “ragione allargata”, con la stessa intima convinzione che:

        “Senza Allah, nessuna libertà, nessuna verità, nessun umanesimo.”

        L’illuminismo, quello vero non la parodia giacobina che avete sempre in mente, dice:

        senza ragione (quella verificabile, ponderabile, veramente ragionevole), nessuna libertà, nessuna verità, nessun umanesimo e nessun progresso scientifico aggiungo.

        E’ uno scontro di civiltà, c’è un attacco non al cristianesimo in se (l’islam vuole la sottomissione di TUTTI gli infedeli, la persecuzione di TUTTI gli infedeli, distruggere tutti i simboli leTUTTE altre religioni) quello che sommamente ODIANO è la libertà, ed in particolare la libertà che ti permette perfino di dubitare o mettere in discussione i dogmi religiosi.

        Quella per loro è la massima blasfemia, l’opposto dell’essenza stessa dell’islam (islam=sottomissione): l’uomo che non si sottomette al sacro, ma lo mette in discussione con la ragione fino a sfidarne i dogmi quando questi sono in contrasto con la ragione. Questa E’ LA VERA ESSENZA dell’occidente, questo è il grande lascito della cultura classica, è la vera evoluzione della scolastica medioevale che quando ha smesso di usare la parola “dio” per giustificare tutto quello che non riusciva a spiegare ha fatto il balzo in avanti.

        Chi è ateo, agnostico, laico dovrebbe svegliarsi e combattere l’islam come e più del nazismo: perchè l’islam odia l’essenza stessa del concetto di libertà, di libertà di pensiero…
        Altro che buonismo

        Riprendere l’uso della ragione: cosa dice il Corano?

        Analizzarlo parola per parola, prenderlo veramete sul serio (come gli islamici, altro che “esegesi”, lo applicano alla lettera)

        Analizzare la storia dell’islam, cosa ha prodotto, che società ha creato, come ha ridotto la donna.

        E dirlo, e insegnarlo, e spiegarlo.

        Niente moschee: chi oggi accetterebbe la sede di un partito nazista sotto casa?

        Niente indulgenze.

        NIENTE ISLAM.

  2. recarlos79 says:

    non sono d’accordo. in europa i cristiani potranno accordarsi con gli islamici (abbiamo fatto accordi con tutti, ma proprio tutti, perché non con loro?). peggior sorte toccherà agli atei (o come si definiscono loro, laici). dovranno convertirsi o essere censurati.

    • Raider says:

      Speravo che lei rispondesse a un mio post, Recarlos79, riguardo i moderati islamici che lei vede per le strade, ma senza trascurare anche solo a lume di naso le cifre di un’espansione che ci condanna, in una prospettiva neppure così lontana, a essere minoranza nella nostra vecchia, decrepita Europa; e se fa caso a questo gioco delle parti con quello che succede non appena si tratta di vignette; ripeto, vignette, non scordiamolo, che i moderati islamici si sono attaccate al petto come medaglie, vittimisticamente, anzi, con doppio (…) vittimismo quale prova delle loro tolleranza e “lealtà repubblicana”: e fin tanto che l’incendio continua e non colpisce anche loro islamici moderati in trasferta per conto della dhimmizzazione di queste terre ex cristiane e Le Canard Enchainé aspetta di fare le spese del Maometto piangente per l’offesa arrecatagli. Mi sarò perso il suo post, ma se sullo stesso tema volesse rispondere ora, grazie!
      Credo che lei non si renda pienamente conto, Recarlos79, che solo con gli islamici si dialoga, sempre e comunque e solo con loro e a oltranza e non si capisce a che pro: siccome possono venire qua, stabilirsi qua, guerra o non guerra, quanti vogliono e tutti quelli che dicono loro, per incavolarsi quanto e con chi gli pare, per esigere diritti di cittadinanza cioè, politici, come fossero diritti umani; e sbarcano e atterrano e si riproducono e vanno avanti così secondo la strategia enunciata autorevolemente da Erdogan – la ricorda o vuole che le rinfreschi la memoria? -: e con tutte le altisonanti cretinate sparacchiate e mai dimostrate su “religioni del Libro”, “fratelli in Abramo”, “Dio di Abramo” e altre pastorellerie, non si capisce che ci sia ancora da discutere. Ci siamo messi d’accordo, noi sporchi occidentali infedeli, con chi? Buddisti, induisti, confuciani che ci minacciano, che si risentono, che si dividono in jihadisti e moderati? A me, non sembnra. O vuole offrirgli qualche altro motivo di lamentele per odiarci a cuor leggero?
      Ah, sì, certo, sarebbe bello potere discutere, per es., della sovranità nazionale di questo Paese alla portata di chiunque sbarchi o atterri o giunga come può; dell’identità di questo Paese, non negoziabile a via di discussioni: che, infatti, nessuno si sogna di fare per non darci la confidenza di sentirsi dire che ne pensiamo noi, piuttosto la Boldrini, la Kyenge o Khalid Chouaqi o in Francia, il francese tipico M’bala M’bala. Invece, quello che fa lei, mi scusi, sembra esaurirsi in un pensiero di sollievo a quello che capiterà agli atei, sicuro com’è che saranno loro a doversi convertire e censurare: mentre noi, ai più alti livelli, l’autocensura ce lo siamo già data da soli. O pensa di poter dire apertamente e pubblicamente, in Italia né più né meno che nell’Islamistan, che Maometto può essere stato tutto, ma non un profeta? Io non mi censuro né mi faccio censurare, come vede: non so lei.

  3. Fok_Hauld says:

    Caro Houellebecq, beccati questa recensione del prof. Franco Cardini ! :

    DI FRANCO CARDINI

    francocardini.net

    Si può dire a pochi giorni dalla sua edizione nell’originale francese l’ultimo libro di Michel Houellebecq (nella foto), il romanzo Soumission (pubblicato da Flammarion) – un caratteristico esempio di “successo annunziato” -, ha già una versione italiana (“Sottomissione”, pubblicato da Bompiani). E’ un caso di “triste fortuna”: dal momento che esso parla di una Francia futuribile nella quale trionfa in libere elezioni un candidato musulmano “moderato” che in modo soft, con le armi di una corruzione strisciante e sorniona, riesce ad assoggettare il paese a un regime che poco a poco ne assopisce la vitalità e le capacità immergendole nel bagno tiepido di una società nella quale prevalgono l’agricoltura, l’artigianato, le piccole imprese, la moralità comunitaria e familiare eccetera;

    insomma, una Francia egemonizzata da un’ideologia religiosa che la riduce all’antimodernità e che per questo piace anche a molti cattolici, magari tradizionalisti. Insomma, alla fine la Francia cade vittima di una sorta di congiura islamo-cattolica scopo della quale è la restaurazione di un regime di vita patriarcale.

    Michel Houellebecq è una strana figura di uomo e d’intellettuale votato alla marginalità, incurante del suo aspetto (è noto che per incuria si lasci cadere i denti), i libri del quale – e i loro personaggi – sono perennemente sospesi fra erotismo e frustrazione. Negli ultimi anni, era riuscito tuttavia a farsi una fama cavalcando l’islamofobia su corse simili a quelle della signora Bat Ye’or, una britanno-egiziana nota per aver immaginato una futura Europa divenuta “Eurabia”, che abbia abdicato alle sue radici cristiane (come se non lo avesse già fatto da tempo…) e che è caduta preda del missionarismo musulmano.

    Su “Le Monde”, e quindi sul “Corriere” (qui), Emmanuel Carrère pone Soumission sulla stessa linea di 1984 di Orwell e di Il migliore dei mondi di Huxley: una linea “profetica” stando alla quale, nel 2022, la Francia diverrebbe uno stato musulmano.

    La “triste fortuna” consiste nel fatto che questa “visione-profezia” è contenuta in un libro uscito si può dire contemporaneamente alle stragi parigine del 7-9 scorso: e si può prevedere che ciò lo condurrà a un picco inaspettabile e inatteso di vendite, come il nuovo “Charlie Hebdo” che non arrivava alla ventina di migliaia di copie e che, nel giorno della sua resurrezione dopo l’attentato, ne ha vendute tre milioni e quindi altri due in tutto il mondo. Vero è, e va detto, che Houellebecq ha rinunziato a qualunque forma di pubblicità diretta: ma la forza delle cose procede per conto proprio, e il libro diventerà, al pari di quel che accadde dopo l’11 settembre per La rabbia e l’orgoglio di Oriana Fallaci, se non una lettura quanto meno un oggetto d’acquisto e di ostentazione per tutti gli islamofobi che temono la futura “Eurabia”.

    • Raider says:

      Non sorprende né che Cardini stronchi un romanzo, come capita a tutti i romanzi di non riscuotere il plauso genereale, né che il complottista paranoico più fanatico dei suoi compari venga a copincollarne la recensione che si è riciucciato e che, a tutti gli effetti, non ha nulla che somigli a una critica spassionata del libro o delle tesi che ne costituiscono l’occassione, ma è solo un attacco – di una meschinità che squalifica il Cardini più di quanto non gli riesca di squalificare Houellebecq – all’autore sulla scia delle fatwa emesse contro chiunque sia sgradito agli islamici e ai muezzin della dhimmitudine.
      Quello che sorprende perfino chi conosce la nota faziosità di Cardini, che non è limitata solo alle occasioni in cui si impanca a recensore di romanzi, è che non abbia esitato a pronosticare un successo annunciato attribuendolo alla strage nella sede di Charlie Hebdo: come se i timori dell’islamizzazione in un’Europa sempre più Eurabia da trentanni a questa parte – anch’essa annunciata perché concordata, come doumentato da Bat Ye”Or – non li avesse visti, previsti e scontati nessuno. Altrettanto spregevole l’aver ricordato una rivista che, per quanto poco vendesse, ha dato e dà un tale fastidio ai pii musulmani tutti, che tornano a bruciare chiese e a ardere mai sopiti spiriti bellicosi nell’Islamistan e dove gli islamici si sono insediati. Su cui Cradini non ha nulla da recensire, tenuto conto della copertina
      all’insegna del “tutto è perdonato” e dalla lacrimuccia del profeta del misericordioso: tanto per dire con chi abbiamo a che fare, visto che lo storico se ne è scordato.
      Che Cardini non abbia nulla da temere dai divieti che colpiscono a morte la vita e la libertà di chi non la pensa come Cardini e i suoi supporter islamici e filo-islamici, è ovvio, leggendo le cose che Cardini scrive e ascoltandolo alla radio e alla Tv: che lui irrida quanti rifiutano le verdi prospettive di un’Europa sempre più eurabica, che è qualcosa cui assistiamo di giorno in giorno, è solo il segno di un’arroganza che dà l’esatta misura della sua mancanza di argomenti e di rispetto dei fatti, prima che dei romanzi che – chissà – non gli piacciono.

    • Yusuf says:

      “abdicato alle sue radici cristiane (come se non lo avesse già fatto da tempo…)”

      @Fok_Hauld : come commento a questa simpatica ed interessante “recensione” del professor Cardini, mi limito a notare come in realtà il famoso “conflitto di civiltà” del defunto Huntington non esiste.

      Esiste però un conflitto all’interno delle varie civiltà. Tra la visione fondamentalista che parte da una visione della realtà incapace di leggerla e che non ammette che ci sia una modalità diversa dalla propria (wahabismo, talmudismo, cristianismo evangelical, laicismo, liberalismo, socialismo reale) e di cui l’occidente (ed i suoi alleati Israele e GCC della penisola arabica) bene esprime il pensiero ed invece una visione autenticamente religiosa della realtà stessa che ha conservato il senso del sacro e direi conservato la capacità di stupirsi ed ascoltare.

      • Raider says:

        Certo che è interessante sentire solfeggiare frasi fatte in alternativa a quelle copincollate senza che mai venga fuori un’ideuzza che sappia andare oltre di esse per ritrvare un minimo di ragione di quello che si sostiene con parole, diceva qualcuno che non intendeva fare un complimento, che pensano al posto di chi non ci riesce da solo.
        Quindi, tutto quello che succede è colpa della “perdita del sacro”… Se un sacco di gente, ho anche specificato in che misura, si vuole spostare dalla sola Africa che sembra avere scoperto solo da oggi la fame che ha e i telefonini che vuole, è per fare opera di apostolato pro-sacro… Ecco perché Charlie Hebdo è stata castigata – e venite a dire se non hanno fatto bene… Chi, come fanno qui sopra in due e tre, è sordo a ogni richiamo della realtà, a ogni argomento che scaturisca dai fatti, dalle cifre e non dalle citazioni ad hoc, parla di ascolto: dicessero almeno di che! O ascoltassero almeno se stessi, quando tappezzano il display di “religioni abramitiche”, di cui una e una sola, però, sarebbe “la religione naturale dell’umanità”, così che chi non è “tornato” all’Islam, cui lo hanno strappato il senso cristiano del sacro e quello dell’Occidente per il non sacro, è fuori dal genere umano…
        Ora, quando uno si rende conto di avere a che fare con mistificatori e paranoici, i complottisti una sola cosa non possono fare: dimostrare che non è così. Per es., il Discorso di Ratisbona sarebbe stato, secondo questi propalatori di tutte le balle cospirazioniste rigorosamente islamiste, tenuto da Benedetto XV per criticare il protestantesimo, bensì prendendo spunto dalle critiche che Manuele Paleologo rivolgeva alla religione islamica… Il fatto che esso abbia suscitato reazioni violente nelle piazze islamiche e nelle Università islamiche e da parte di dotti e dottori islamici ai più alti livelli, universitari e diplomatici: ecco, secondo questi mistificatori, si dovrebbe credere che abbiano reagito così per difendere Lutero e Calvino! E’ una follia e una bugia insieme: una mistificazioone paranoica, in termini schiettamente tecnici, clinici, scambiare e tentare di scambiare per realtà le proprie ossessioni ideologiche.
        Oppure, per fare un altro esempio, piccolo, banale, ma signifocaivo: il mistificatore-in-capo fra quelli che hanno fissato ricovero qui, ha raccontato che un suo amico, che conosceva Charb(onneau), gli ha detto che le vignette anti-islamiche – così blande, va ripetuto, rispetto a quelle anti-cristiane – Charb le ha pubblicate per fare un dispetto ai cristiani… Con tutto quello che era successo nel mondo islamico dopo la pubblicazione delle vignette, uscite sullo Jyllands-Posten, se uno voleva attaccare il Cristianesimo sfotteva l’Islam!
        E a parte l’ideona paranoide del “qualcuno mi ha detto che…”, il cui valore probante è pari a qualunque altro “e a me hanno detto che…”, il mistificatore non si rende conto – o lo sa perfettamente: e quindi, bara e mente per la gola una volta di più – di voler indurre a credere che i terroristi hanno attaccato CH, a conti fatti e morti sepolti, per difendere il senso del sacro dei cattolici! E quando CH pubblica una copertina con Maometto che piange e perdona e/o a cui si perdona, scoppia l’inferno che già avevamo visto nell’Islamistan: e che succede? Che la colpa è della nostra incapacità di ascoltare e cioè, di tacere e censurarci? I mistificatori paranoici, con l’altra esemplare trovata paranoica sballatissima del “cui prodest?” che prodest a loro: e quindi, li accusa – non chiedono, a riprova dell’uso distorto che fanno delle parole e dei silenzi – perfino di questi – di Papi e Santi, che gli islamici e i Paesi islamici la smettano di considerare l’Islam la “religione naturale dell’umanità” e di punire e considerare reato la blasfemia – vale a dire, il non considerare profeta Maometto – e l’apostasia dall’Islam. Di chiederlo ai papi, agli arcivescovi e monsignori che loro saccheggiano e che d’altronde, vista la sintonia ideale e sacrale, di rivolgere questa accorata difesa di chi ha un senso del sacro e del non sacro e della libertà che lOccidente non deve a La Mecca e che, anzi, ha sempre dovuto difendere nei secoli dai musulmani.
        NO ALL’ISLAM! NO ALL’ISLAMIZZAZIONE DELL’OCCIDENTE!

  4. EL_Leo says:

    @Yusuf :

    “Esiste però un conflitto all’interno delle varie civiltà”

    Esattamente !

    L’occidente post-cristiano ha dichiarato ormai da secoli guerra alla civiltà europea distruggendola attraverso un processo di progressiva relativizzazione di Cristo con la riforma protestante.

    • Raider says:

      Già, già, minestre riscaldate, accuse contro l’Occidente per non riconoscere quelo che gli stessi mistificatori ammettono e anzi, proclamano: la ‘paura’ tremenda, la fifa verde che gli islamici e i mentecatto–islamisti hanno del nichilismo occidentale, per cui gli islamici, col consenso e il concorso dei nichilisti occidentali d’accordo con i totalitaristi potentati islamici che hanno dalla loro il ricatto petrolifero, immigrano in massa in Occidente per ‘liberarlo’ dal nichilismo e sottometterlo.
      A queste marchiane baggianate che riconoscono ciò che tutti vediamo, ma su cui i complottisti mentono in continuazione nell’interesse dell’Islam, cui concorrrono sia gli silamici moderati che jihadisti e le loro quinte colonne infami catto-islamiste, si può replicare in un solo modo:
      NO ALL’ISLAM! NO ALL’ISLAMIZZAZIONE DELL’OCCIDENTE!

    • Focault_1 says:

      @EL_Leo

      Cardini mette il dito sulla piaga : la popolarità di personaggi di quart’ordine come la Fallaci e Houellebecq è furbescamente costruita da quelle forze che controllano l’occidente sul sangue provocato dalle loro guerre per costruirvi sopra un mito. Un po’ come il serial-chris-kyller di Eastwood, insomma.

      • Raider says:

        Il complottista qui sopra è il più demente della quaterna paranoica, come dimostra il fatto che spara grosso e va sempre fuori bersaglio – anche per questo gli rode Chris Kyle – a forza di citazioni e affermazioni gratutite.
        Da paranoico conclamato qual è, non può che ritenere che il successo di tutti quelli che attacca e forse, non ha letto – altrimenti spiegherebbe ciò che dice: cosa impossibile, del resto, a un copincollista con le meningi dislocate nei siti e blog cospirazionisti -, sia dovuto a “forze che controllano l’Occidente”, lui che non controlla neppure se stesso e le panzane che si ciuccia e riciuccia senza starci tanto a pensar su. E ha pensato bene di affidarsi a Cardini per sentirsi un po’ come Cardini, insomma: a non pensare in due, gli viene meglio.

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