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Giornalista omosessuale: «Nozze gay spudorato colpo di mano dello Stato. Per sposarsi non basta l’amore»

novembre 19, 2013 Benedetta Frigerio

Sorprendente intervento di Paddy Manning sull’Irish Daily Mirror contro l’intenzione del governo irlandese di aprire al matrimonio tra persone dello stesso sesso

In Irlanda, fissato per il 2015 il referendum sul matrimonio gay, si è scatenata una polemica a cui la settimana scorsa ha preso parte anche il giornalista omosessuale Paddy Manning. Così come in precedenza il suo collega Andrew Pierce era intervenuto nel dibattito inglese contro la legge voluta dal premier David Cameron, anche Manning ha deciso di scrivere all’Irish Daily Mirror per difendere «il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà», per ribadire che i figli «nascono solo dall’unione fra uomo e donna», per spiegare che «uguaglianza non è negare la differenza» e che «bisogna rispettare la realtà». E per chiarire che l’impossibilità di sposarsi non fa di un gay «una vittima».

LO STATO INVADENTE. «Il matrimonio fra persone dello stesso sesso non è una forma di uguaglianza calda e accogliente», ma «uno spudorato colpo di mano dello Stato», ha scritto il cronista. Secondo Manning «lo Stato vuole ridisegnare completamente il matrimonio, non più secondo il modello uomo-donna-bambino, che abbiamo ereditato da diecimila anni di storia e da tutte le culture, ma come come un qualsiasi legame irrilevante tra adulti».

LA REALTÀ IGNORATA. «Sono gay, non sono una vittima e rifiuto questa idea che il matrimonio tradizionale debba essere drasticamente cambiato per via di certe fantasie», chiarisce il giornalista. «Solo un uomo e una donna possono generare un figlio, a dispetto di tutte le fantasie che l’ideologia “gender” distruttiva vuol farci credere». Distruttiva perché «ogni bambino ha il diritto a una vita secondo natura». Se il matrimonio omosessuale verrà legalizzato l’effetto sarà quello di «rendere irrilevante il matrimonio» e, «per la prima volta, bambini e genitorialità non avranno più spazio nel matrimonio». Così le nozze fra persone dello stesso sesso «ci costringono a ignorare la realtà e il diritto dei bambini ad avere una madre e un padre».

NON È UN SENTIMENTO. In risposta al primo ministro irlandese, Enda Kenny, che si è schierato a favore della legalizzazione delle nozze gay, Manning sottolinea che «le persone si sposano per diverse ragioni, ma il matrimonio c’è perché ha un significato e produce un effetto vitale, non solo per l’individuo, ma per la società». Perciò se il governo deciderà di snaturarlo, saranno le future generazioni a rimetterci, prosegue il giornalista. «Possiamo ignorare la realtà quanto vogliamo, ma l’esito per i bambini non è lo stesso a prescindere dai diversi modelli familiari (…). Il matrimonio fra uomo e donna è la migliore possibilità per i bambini». Inoltre chi «pretende che l’uguaglianza significhi che l’uomo e la donna siano interscambiabili, come i pezzi del lego, dimostra che non capisce cosa sia l’uomo, la donna, il matrimonio e molto altro». E qui per Manning sta il vero problema: che non ci si sposa, nemmeno fra uomo e donna, per un generico sentimento di benevolenza, ma per un compito. «Il matrimonio non è solo fra due persone che si amano, ma fra un uomo e una donna che si impegnano a generare e crescere un figlio».

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64 Commenti

  1. Aldo e Fabio says:

    Ringraziamo il giornalista per il coraggio e l’anticonformismo dimostrati. Diciamo NO al genderismo.

  2. Cisco says:

    Sono sempre più dell’idea di abolire il “matrimonio” civile, per togliere il valore simbolico – perché di questo parliamo – alle unioni gay, Jedi e intergalattiche.

    • Tommasodaquino says:

      non so quanto sono d’accordo, e dire che Pio IX (quindi parliamo più di un secolo fa) aveva fatto una strenua battaglia sul matrimonio civile…….un secolo fa si preparava il terreno per il divorzio ed il resto….

    • Matteo says:

      Il “matrimonio” e’ nato civile, abolirlo sarebbe difficile in uno stato laico senza una religione di stato [a meno che tu non voglia tornare ai bei vecchi tempi 🙂 ]. Differenziare il contratto matrimoniale dal sacramento ha gia’ un senso maggiore, ma di fatto gia’ e’ così’ visto che sono istituti molto diversi [pensa al divorzio in Italia ed ai matrimoni gay dove legali]. Secondo me quello che deve cambiare e’ la mentalita’ di dare per scontato il matrimonio religioso solo perche’ “e’ romantico” e questo dovrebbe partire dai preti che sposano chiunque si presenti con una busta.
      Se il matrimonio cattolico e’ veramente un sacramento dovrebbe essere preso seriamente.

      • Marco says:

        Eh, no, caro Matteo, il matrimonio non è nato civile, no no no. Il matrimonio è nato NATURALE, poi è stato regolato dai popoli ed è stato elevato a dignità sacramentale da Gesù Cristo. Ma la base è sempre quella, NA-TU-RA-LE.

        • Matteo says:

          Matrimonio naturale? I popoli hanno regolamentato dei “fatti” inventandosi il matrimonio ma dire che e’ esistito un matrimonio naturale… dovrei sentire uno storico per maggior sicurezza ma credo che prima ci fosse solo l’accoppiamento [molto spesso poligamo] e la convivenza per motivi “sentimentali”. Ed e’ per questo che credo che sia compito dello stato “pensare” anche ai gay: esistono le loro unioni, vanno regolamentate.

          Riguardo alla “elevatura a dignita’ sacramentale” e’ solo per chi ci crede [cattolici ed ortodossi], agli altri non dovrebbe importare…

          • Valeria says:

            Dubito molto che alle origini del matrimonio ci sia mai stata una convivenza ‘sentimentale’: semplicemente si volevano dei figli legittimi e per averli si doveva instaurare un legame fisso con una donna. È stato il cristianesimo a dare dignità al matrimonio e alla donna, che prima era quasi sempre vista come un modo per avere figli e piacere ma molto poco rispettata e amata.

            • Matteo says:

              Ho parlato di fatti che successivamente sono stati normati, e’ impensabile che nessuno amasse prima del cristianesimo quindi ho inserito anche un po’ di romanticismo.
              Giustissimo il dire che il matrimonio e’ un sistema per legittimare i figli al pari del preconcetto che la moglie deve sposarsi vergine.

              Riguardo alla dignita’ del matrimonio, per me era dignitoso anche prima, quelli sono gusti…

              Riguardo alla dignita’ della donna quella e’ arrivata molto, molto dopo… non si puo’ certo dire che i primi cristiani fossero dei femministi 🙂
              Il matrimonio forzato e’ una triste realta’ di molte culture ma gli ultimi pezzi di questo “crimine” sono stati cancellati dal diritto italiano nel 1981.

          • Marco says:

            …nnnnn….nessun accoppiamento poligamo all’origine, visto che all’origine vi erano un uomo e una donna. Casomai nelle generazioni successive vi saranno stati accoppiamenti tra parenti stretti (persino fratelli) vista la scarsa possibilità di scelta, casi che poi il diritto ha pensato bene di vietare per ragioni più che valide, ma che presto qualche associazione che si batte contro la parentofobia e la fratrofobia penserà genialmente di legalizzare.

            Stia pure tranquillo che il matrimonio è un istituto naturale. Per chi non ha rinunciato a utilizzare una parte della conoscenza (quella che deriva dalla fede) questo equivale a dire che viene da Dio che l’ha pensato in un certo modo, ma anche chi purtroppo ha rinunciato a una delle fonti di conoscenza (la fede) anche la semplice ragione qualcosa di chiaro la dice.

            Si dice “elevazione” non “elevatura” e io l’ho citata per segnare i vari passaggi storici. Il sacramento (come il contratto civile) esiste solo a partire da Cristo, ma l’istituto naturale esiste sin dall’origine.

        • Mario says:

          Ora, siccome i termini matrimonio e naturale, non vanno molto d’accordo, in quanto io intendo naturale come una cosa presente in natura, mentre per matrimonio intendo un negozio giuridico che sancisce un unione tra uomo e donna, così chiamato dal latino matrimonio che significa compito della madre, e da cui si evince che è stato regolamentato dall’uomo e quindi non presente in natura a livello autonomo; posso sapere cosa intendi esattamente per matrimonio naturale? Per caso intendi il naturale come sinonimo di ovvio?

          • Marco says:

            Per naturale intendo un fenomeno che preesiste alla regolamentazione giuridica e che quest’ultima dovrebbe limitarsi a fotocopiare nelle norme, se vuole essere fedele alla realtà. Il matrimonio c’era dal momento della creazione del primo uomo e della prima donna, non c’erano giuristi prima di loro. Per noi che non abbiamo rinunciato alla fonte di conoscenza derivante dalla fede è chiaro che la natura è stata posta da Dio, ma anche per chi ha rinunciato a questa fonte di scienza la ragione dice qualcosa di chiaro.

            Quindi società naturale.

            • Matteo says:

              Non capisco se stai facendo dei riferimenti al creazionismo… all’origine non c’era un uomo e una donna ma un uomo che gestiva un certo potere e prendeva quello che voleva, donne comprese… quindi poligamia…

              Tra l’altro la poligamia e’ descritta anche nell’antico testamento, quasi tutti i patriarchi di Israele erano poligami.

              • Marco says:

                E cosa c’entra? Nell’Antico Testamento ci sono varie cose che poi il Nuovo Testamento ha dichiarato superate per ripristinare il progetto originario.

                Mi riferisco alla verità sulla creazione, certo. All’origine c’erano un maschio e una femmina, quindi monogamia. Parlo della situazione come voluta dal Creatore, prima del peccato originale.

                • Matteo says:

                  Verita’ sulla creazione… In origine c’erano un maschio e una femmina…

                  Non condivido cio’ che dici ma morirei perche’ tu possa dirlo.

                  Per me e’ nato prima l’uovo della gallina comunque…

                  • Marco says:

                    Io morirei per testimoniare questa verità. Comunque le cose stanno proprio così: creazione, maschio e femmina…

                    Per me invece è stata creata prima la gallina e poi di seguito con le varie fecondazioni.

            • Mario says:

              grazie per la spiegazione. Detto tra noi penso che tu ti riferisca al famoso anche se lo dico semplicisticamente “crescete e moltiplicatevi”, giusto?

        • Francesca says:

          Guarda che quello che è naturale è la coppia maschio-femmina. Da questa “legge di natura” poi sorge ovviamente il riconoscimento di tale coppia e del fatto che la loro unione spesso genera i figli. D’accordo sul fatto che il tutto si basa su una condizione di natura, connaturata alla specie umana, ma non puoi negare le successive elaborazioni e ri-elaborazioni antrolpologiche, culturali ecc, che ancora ineriscono la sfera umana, non tanto quella spirituale che invece, per sua natura soprannaturale, non è soggetta alle leggi di natura e infatti non prevede connubio né matrimonio.

      • Giorgio says:

        Il matrimonio non è un “contratto”.

        • Matteo says:

          Hai ragione, stavo pensando all’origine del matrimonio ed ho scritto contratto [diritto romano] nel nostro e’ un istituto.

          • Tommasodaquino says:

            credo vi riferiate alla definizione di matrimonio civile, bhè non so cosa intendiate per “contratto” comunque in Italia è un atto negoziale, ma qui si entra nel campo della giurisprudenza sottile. Alcuni libri lo definiscono molto approsimativamente come contratto (vedi torrente), però ragazzi famo a capisse.

          • Marco says:

            Sì, ma sbagli lo stesso, Matteo, perché in origine non c’era un contratto ma un istituto, precisamente un istituto di diritto naturale.

      • Tommasodaquino says:

        Purtroppo sono i primi link che ho trovato, non ho molto tempo. Sicuramente parte di quanto dice è vero,tuttavia il matrimonio occidentale deriva dal rito giudaico-cristiano, lo stato se n’è appropriato privandolo del significato originario rendendolo un contratto asettico. Infatti dal mio punto di vista in quanto cattolico e sposato l’eliminazione del matrimonio civile non elimina la promessa matrimoniale, quindi il sacramento, che dà sostanza al contratto che per me eticamente resta valido, in quanto promessa di fronte a testimoni ed unità formata da Dio stesso

        http://it.wikipedia.org/wiki/Sillabo

        http://books.google.it/books?id=Dfru5FAL4Z8C&pg=PA127&lpg=PA127&dq=pio+ix+matrimonio+civile&source=bl&ots=mMakpnyccH&sig=MV0dYffA0vznEcRAFmRD6f3DnV0&hl=it&sa=X&ei=wmaLUt2kJcTR7AajkoGIDQ&redir_esc=y#v=onepage&q=pio%20ix%20matrimonio%20civile&f=false

      • Tommasodaquino says:

        mi spiace sono spariti i link che le avevo postato (la rimando al carteggio tra Pio IX e Vittorio Emanuele II, al sillabo). In parte quanto dice è vero ma il matrimonio non è naturale nè civile, almeno il matrimonio come concepito e vissuto oggi nel mondo occidentale. Mi fermerei a questo ambito perchè altrimenti diventa molto più complesso. Il matrimonio nel mondo occidentale deriva dalla tradizione giudaico-cristiana. L’unità matrimoniale è fonte del diritto dei coniugi, ma l’unità dei coniugi è data da Dio. Non è nemmeno immaginabile pensare un contratto matrimoniale scisso da questa considerazione. Il regno sabaudo ha iniziato il processo (in Italia) rendendo il matrimonio un contratto asettico, eliminando quindi la parte teologica. Peccato fosse proprio la parte teologica la fonte del diritto tra coniugi e del contratto. In quanto cattolico se si dovesse eliminare il matrimonio civile, i miei impegni non vengono eliminati nè teologici (la promessa) in quanto non ho alcun potere per eliminarli nè tantomeno giuridici, ma proprio perchè le conseguenze giuridiche derivano dalla parte teologica. Ben venga l’eliminazione del matrimonio civile, in quanto non ha proprio senso, oggi con la probabile istituzione dei matrimoni omosessuali avrebbe ancora meno senso.

      • Cisco says:

        Il matrimonio non è nato civile, perché la famiglia è nata prima dello stato e prima del diritto.
        Lo stato – la società civile – non ha fatto altro che riconoscerlo e tutelarlo in quanto unione che garantiva alla donna e ai figli la protezione patrimoniale necessaria allo sviluppo della società. Le convivenze omosessuali e la poligamia, pur esistendo, non sono mai stati riconosciuti storicamente (la poligamia è una nicchia molto piccola legata a rare culture nomadi), perché non garantivano adeguatamente questa tutela. Emblematico è il caso della cultura greca, dove a fronte del prosperare di varie forme di sessualità, l’unica riconosciuta era la coppia eterosessuale monogamica. Quindi il matrimonio “civile” ha senso nella misura in cui rappresenta adeguatamente questa tutela, non se diventa – come è oggi in occidente – una sorta di cerimonia romantica per sancire solennemente che due hanno voglia di trastullarsi vicendevlmente finché divorzio non li separi: insomma, precari dell’amore.

        • Giovanni says:

          Ma dove l’hai studiata tu storia, sull’Almanacco di Frate Indovino? Se intendi come famiglia un qualsiasi modo con cui due (o più) segnalano al mondo che hanno rapporti sessuali e prendono una serie molto variabile di impegni reciproci effettivamente stai parlandoi di una cosa antica e diffusa, ma la famiglia come la intendiamo oggi nasce in Europa con la rivoluzione industriale. Prima c’erano clan patriarcali in cui i singoli nuclei non avevano nessuna autonomia, ricordi i Dalcò del film Novecento di Bertolucci?

          La poligamia legata a rare culture nomadi? Stai scherzando? E’stata la norma in tutta l’Africa e i paesi islamici che si estendono dal Marocco all’Indonesia, oltre a molte culture asiatiche, americane e oceaniche. Nomadi e sedentarie, “primitive” o sviluppate.

          I matrimoni omosessuali sono più rari, ma per nulla assenti nella storia del mondo. La cultura greca prevedeva obblighi civili e religiosi del patrono sul ragazzino che aveva come amante. Alcune culture prevedono anche matrimoni con un morto, con fecondazione eterologa della moglie da parte di un fratello minore.
          .

          Comunque il matrimonio è nato non come mezzo per la trasmissione della vita (che non ha bisogno di alcun incentivo , ma come mezzo di traferimento della ricchezza tra generazioni.
          Infatti i figli nati fuori del matrimonio (che ci son sempre stati) non avevano diritto al’eredità.
          Patrimonio (ossia ricchezza) e matrimonio sono termini legati morfologicamente e semanticamente. I nullatenenti sia oggi che nei tempi antichi tendono a sposarsi molto meno degli abbienti, in tutto il mondo.

          In Europa la rvoluzione industriale ha svuotato il matrimonio tradizionale, rendendo insignificanti i suoi aspetti economici (terre e alleanze di villaggio) il quale però invece di ridursi al lumicino , come nelle zone urbanizzate del Sud del mondo è sopravvissuto come sanzione pubblica di un rapporto affettivo/sessuale, la voglia di due persone di trastullarsi in maniera esclusiva e duratura. In fatti il consenso, che non aveva molta importanza nel matrimonio tradizionale ora diventa essenziale, un matrimonio forzato non è considerato un vero matrimonio nè dalla legge nè dal senso comune.

          Di questo matrimonio parliamo quando discutiamo se aprirlo ai gay, e davvero non si vede ragione di non farlo, in fondo mi pare siate d’accordo anche voi, semplicemente non considerate un vero matrimonio quello che la maggior parte delle persone celebrano oggi.

          Allora niente paura, istituite il Sacro Connubio Indissolubile con dignità sacramentale e tutte le rigidità e i significati che volete e celebrate quello.

          • Francesco says:

            Quindi secondo te chi ci governa deve andare dietro alle manie del momento storico?
            O deve pensare al bene delle persone, della civilta’, dell’umanita’???

            Sara’ anche vero che i nullatenenti tendono a sposarsi meno; ieri per mancanza di mezzi/cultura, oggi perche’ c’e’ l’idea che non ti sposi se non fai una cerimonia suntuosa.

            Ma e’ anche vero che i ricchi fanno pochi figli e i poveri tanti, e mica sempre (solo) per ignoranza ma in passato perche’ il figlio erano 2 braccia in piu’, oggi perche’ i ricchi si fanno solo i c…i loro

            • Matteo says:

              Non e’ forse andando dietro a situazioni considerate accettabili a partire da un momento storico che si tutela il bene delle persone, della civilta’ e dell’umanita’?

              Non avremmo la liberta di culto se chi ci governasse non avesse pensato di “andare dietro alle manie del momento storico”, per non parlare della costituzione scritta, l’abolizione dello schiavismo, 8 ore di lavoro al giorno e 2 di pausa la settimana, la pensione e tutte le altre idee che sono venute ai governanti che magari volevano solo cavalcare l’onda del consenso popolare.

              • Francesco says:

                Fai alcuni esempi che vanno proprio nella direzione del bene dell’uomo, dell’umanita’, della natura (un figlio nasce da XX + XY).

                Altri esempi vanno nella direzione piu’ “pratica”, decisioni che cambieranno sicuramente in futuro (orario di lavoro, pensione…). Gia’ oggi in Germania l’orario di lavoro e’ stato ridotto in alcuni casi.

                Sei d’accordo con me che anche in futuro sarebbe bene che non venisse accettato il cannibalismo per esempio (stavo scrivendo pedofilia ma sarebbe stato un esempio prono a insulti)?

                • Giovanni says:

                  Il mondo ha visto di peggio del cannibalismo. Roghi di eretici, popolazioni sterminate in nome della fede, riduzione in schiavitù degli infedeli.

                  In ogni caso sarei perchè l’unico limite alla libertà sia la libertà degli altri, compresa la libertà di non essere servito come pietanza e di sposare chi ci pare come ci pare.

                  A proposito se la Madonna apparisse e dicesse che il cannibalismo non solo è lecito, ma doveroso per il credente e il Papa certificasse tu cominceresti a praticarlo?

                  • Francesco says:

                    Certo che nel mondo ci sono stati peccati e peccatori, ci mancherebbe. Ce ne sono ancora.

                    E per quale motivo Dio dovrebbe cambiare idea sull’uomo che ha voluto?

                • Matteo says:

                  Sono d’accordo con te che un figlio nasca da XX + XY, credo che sia biologicamente impossibile altrimenti…

                  Sono d’accordo che nella sua formazione un bambino abbia bisogno di una figura maschile e di una femminile. Ma sono anche dell’idea che in mancanza di nulla meglio avere poco [adozione agli omo si, ma se partono da una certa eta’ e se si prediligono le coppie etero].

                  Gli esempi che hai valutato “pratici” si rifanno al diritto del riposo e del non essere sfruttati, quindi li considero “importanti” [in origine si lavorava 14 ore al giorno con una riduzione domenicale].

                  Riguardo all’esempio del cannibalismo dipende: se il cannibalismo a cui pensi considera anche l’omicidio e’ sbagliato perche’ va contro il diritto della persona uccisa alla vita, altrimenti riguarda il reato di vilipendio a cadavere ed alla sensibilita’ individuale e collettiva al tema. E’ esattamente come per gli altri alimenti: perche’ posso mangiare un coniglio ma non un gatto? Perche’ la maggioranza e’ sensibile ai gatti… se non lo fosse troverei bistecche di gatto al supermercato e non sarebbe un problema perche’ la maggioranza delle persone lo reputerebbe normale.

                  • Francesco says:

                    Eh l’omicidio e’ sbagliato ma non se avviene nella pancia della mamma, o appena e’ uscito vivo in alcuni casi di aborto provocato?
                    Se non abbiamo a cuore il bene dell’uomo, dell’umanita’, del creato, e vogliamo imporre delle regole saremo sempre pronti a correre dietro alla moda del momento, dimenticandoci del perche’.

                    Cosa vuoi che sia concedere oggi il “matrimonio” a due persone dello stesso sesso. E domani l’adozione. E dopodomani l’inseminazione. E poi, visto che la vita la “diamo” noi, l’eutanasia e’ possibile “in certi casi”, che differenza c’e’ tra un feto e un bambino di 1 giorno?. E tra 1 giorno e 1 settimana? E…

                    • Matteo says:

                      Non sono favorevole all’aborto, anche se l’aborto non era nel tema… sono favorevole solo se e’ a scopo terapeutico. Riguardo alle vittime di stupro non giudico perche’ capisco lo stress emotivo che avrebbero nel portarlo in grembo per 9 mesi.

                      Riguardo l’eutanasia dipende da cosa intendi, si e’ parlato di eutanasia di persone non a rischio di morte, in quel caso e’ suicidio, ma se la persona sta morendo e sta soffrendo la cosa cambia. La differenza e’ abissale al tuo discorso catastrofico di uccidere a destra e a manca perche’ sarebbe un velocizzare un procedimento gia’ innescato al fine di ridurre il dolore.
                      Trovo che il dire no senza se e senza ma all’eutanasia sia culto della morte e del dolore.

          • Cisco says:

            Giovanni, temo che la storia tu non sappia cosa sia, mentre in compenso sei molto abile a raccontare storie. La famiglia esisteva per gli egiziani e per i greci, per gli assiri e i romani, ed era formata da un uomo e una donna. Solo a livello tribale esisteva la poligamia, per quanto molte tribù la praticassero o e ancora la pratichino. L’omosessualità e il matrimonio sono due cose che insieme non hanno senso, o meglio lo hanno solo a livello simbolico, pertanto chi quel simbolo (culturale) lo combatte non puo’ essere favorevole a questo tipo di “matrimoni”. Eppoi anche il tribunale dei minori di Bologna ha sancito che dopo tre anni di convivenza con persone di un unico sesso c’è bisogno di compensare affidandole a qualcuno di sesso opposto. Omofobi.

            • Giovanni says:

              Tra gli egiziani del periodo faraonico e mi pare anche gli assiri la poligamia era diffusa. Considerare queste civiltà, come quella cinese Han, quella dei califfi Abbassidi, dei regni africani del Dahomey o Ashanti come dei “gruppi tribali che praticano la poligamia” è una cavolata sesquipedale. Neanche il Corriere dei Piccoli.

              Il tuo ragionamento sul fatto che omosessualità e matrimonio siano un nonsenso dipende unicamente dal fatto che per te un matrimonio senza figli non ha senso. Da duecento anni almeno milioni di persone non la pensano così. Fattene una ragione.

              Nessuna omoobia del tribunale di Bologna, una cosa è dire che un bambino ha necessità di rapporti con adulti di entrambi i sessi, una cosa è dire che può crescere solo in una famiglia come quella prevista dalle tue credenze, che è solo una delle tante soluzioni che l’uomo nella sua storia ha inventato in tema di allevamento della prole.

              • Francesco says:

                Milioni di persone pensano che non dovrebbero pagare le tasse, eppure per il bene della comunita’ si continua a farlo.
                Da centinaia di migliaia di anni la prole nasce da XX+XY. Se l’uomo oggi vuole sostituirsi diciamo alla natura e (pensare di) creare lui stesso il bambino per poi affidarlo a chi vuole lui… non e’ il mondo che voglio per i miei figli, grazie

                • Giovanni says:

                  Il fatto che i bambini nascano da riproduzione sessuata è un fatto biologico, come la nutrizione. Il matrimonio è un fatto culturale, come la cucina. Una cosa è in rapporto con l’altra, ma non puoi ridurre il matrimonio alla mera riproduzione come non puoi ridurre la cucina alla nutrizione, nei fenomeni culturali c’è molto di più che il dato biologico.

                  • Francesco says:

                    Ottimo, allora nutriamoci con la flebo

                  • Francesca says:

                    Certamente, però le elaborazioni culturali sono comunque fondate sui dati biologici concreti, non certo su fantasie. Il problema è che ci si sta spingendo oltre nel senso che stiamo perdendo di vista i dati biologici, la natura delle cose e dell’uomo, i cicli naturali, le leggi naturali. Ci stiamo staccando troppo da quanto ci è connaturato e le conseguenze saranno spaesanti. Vale per il concetto di matrimonio e le dinamiche psico affettive, come pure per i modelli alimentari, lo stile di vita insomma. Possiamo “elaborare culturalmente” molto, molto, ma se non rimaniamo con i piedi ben saldi nella nostra natura, normali processi fisiologici ecc, allora le conseguenze non potranno che portare a disturbo, sofferenza e a volte persino patologia. L’esempio dei modelli di alimentazione, sonno e riposo per contro al ritmo frenetico moderno ne sono già un esempio…

          • Cisco says:

            Caro Giovanni, purtroppo temo che l’Almanacco di Frate Indovino farebbe di te un luminare rispetto al livello da cui parti. Cito la Treccani: “Se inteso nella sua definizione minima, come unione fra un uomo e una donna, tale che i figli nati da questa unione siano riconosciuti come progenie legittima di entrambi i coniugi (o anche di uno solo degli stessi), il m. può essere considerato un’istituzione universale, comune a tutti i popoli conosciuti di ogni continente e di ogni epoca. False dunque le teorie evoluzionistiche secondo le quali il m. sarebbe sorto per gradi, passando per forme via via più perfezionate, a partire da un primordiale stato di agamia e di promiscuità sessuale generale, sino a raggiungere, con la forma monogamica, la sua espressione più alta, aprioristicamente considerata tale in quanto propria della cultura occidentale. Mentre risulta vano il tentativo di risalire alle forme originarie dell’istituzione, rimane tuttavia il fatto assodato che tutte le popolazioni attuali note conoscono il m. come vincolo socialmente riconosciuto fra individui singoli, lo sottopongono a leggi restrittive o ingiuntive spesso molto precise e severe e, nella maggior parte dei casi, gli attribuiscono carattere di lunga durata e stabilità.”
            Ecco, questo per dire che tutte le culture in ogni spazio-tempo hanno riconosciuto nella differenza sessuale il requisito minimo per riconoscere una unione come matrimonio, il resto o è ideologia pura (come per esempio strumentalizzare la pederastia greca per farla passare per una sorta di matrimono gay, quando invece aveva scopo educativo ed era tassativamente vietata tra adulti); oppure una buffonata come il “matrimonio” con un morto, anche se a pensarci bene è l’unico che potrebbe essere paragonabile a quello tra due persone dello stesso sesso, data la comune sterilità del risultato finale.

            • Giovanni says:

              Non hai letto attentamente o non ci hai capito un’acca. La Treccani dice che la forma monogamica del matrimonio che per te è l’unica valida viene aprioristicamente ritenuta la più alta solo perchè propria della cultura occidentale. Quindi anche l’etrema sintesi di un articolo di enciclopedia riconosce che esiste un enorme varietà di forme di questa istituzione. Riprova con l’edizione a fumetti.

              Se fra un pò sarai in grado di leggere qualcosa di più articolato sul tema, tipo un libro (ad esempio Contro Natura? di F Remotti) scoprirai che il denominatore comune di tutte le regole che le civiltà ha associato al matrimonio è che servono a garantire il passaggio della ricchezza, dei beni, fra generazioni. Il matrimonio con un morto serve a rispondere alla domanda: “a chi vanno le vacche e il nome di un Dinka defunto senza prole?” Possono andare solo ad un figlio e se non ne ha gliene facciamo fare uno da morto. Ma il punto di interesse sono le vacche, non il bambino.

              La differenza sessuale non è affatto il requisito minimo, visto che una vedova Luo senza figli può trovare un ruolo sociale diventando marito di un’altra vedova e padre legale dei suoi figli. Uomo a tutti gli effetti, con diritto di parola in assemblea. O che un siberiano, un Navajo, un Dayako che decide di vestire e comportarsi da donna non per questo perde il diritto di sposarsi e diventa una moglie onorata e rispettata, perchè la sua condizione lo mette in comunicazione con gli spiriti.

              Spesso il requisito minimo è stata appunto la ricchezza, se non hai la dote non ti sposi e i figli li fai lo stesso con un altro poverello/a.

              Non ho mai detto che la pederestia greca fosse assimilabile al matrimonio, ma che è falso che non avesse riconoscimento sociale, che fosse un vizio privato.

              Ma il punto è che il matrimonio come lo concepiamo noi oggi è ancora un’altra cosa, ha perso i suoi contenuti patrimoniali ed è semplicemente l’assunzione reciproca e pubblica di obblighi tra due persone che fanno coppia.

              Ti pare troppo poco? A me pare pure troppo, infatti convivo con la madre di mia figlia ( e una figlia sua), ma il mondo è bello perchè è vario.

          • Francesca says:

            Meglio che lei vada a rivedersi l’etimologia della parola stessa “matrimonio” allora… oltretutto, se menzioniamo il “senso comune”, allora è fuori dal comune “buon senso” tutto ciò che automaticamente devia dalle leggi di natura, di qualunque cosa si tratti, ma è piuttosto fondato su altre istanze o volto ad altri scopi, politici per esempio, economici per esempio…come di fatto lei accenna, allora tanto vale dire le cose con schiettezza e parlare di altri interessi, che non c’entrano niente né con i sentimenti, né con l’attività sessuale, né con quello che avevano codificato altri popoli, in altre terre, in altri tempi.

        • Tommasodaquino says:

          Lo Stato non ha affatto voluto “riconoscere” il matrimonio, se n’è voluto impossessare. Le cose poteva lasciarle benissimo così com’erano, ovvero di competenza della Chiesa. Tanto se non volevi sposarti in chiesa, potevi tranquillamente convivere e fare un contratto di natura economico-patrimoniale per tutti i problemi legati ad eredità e compagnia bella.

          • Giovanni says:

            E dove sta scritto che il matrimonio è di competenza della Chiesa? Il matrimonio civile è appunto un negozio giuridico con obblighi morali ed economici liberamente stipulati tra due persone. Se non vole te confondere il vostro sacramento con questo negozio cambiate voi nome.

            • Tommasodaquino says:

              ah bhe certo, oggi non è più di competenza della Chiesa, lo era. Infatti la parola matrimonio vuol dire protezione della madre, lei è proprio una persona colta….. mi sa che tocca a voi cambiare il nome ……glielo dico come suggerimento non vorrei possiate passare per omofobi….

              • Francesca says:

                E’ proprio la parola “matrimonio” che non andrebbe usata, proprio per il suo significato etimologico. Già dirla che è una unione di fatto, coppia di fatto, due persone che di fatto, appunto, condividono la vita… ma dire tutto questo “matrimonio” sa tanto di imitazione, come se il “matrimonio gay” fosse una imitazione di quello eterosessuale con i presupposti e la condivisione dei valori e degli scopi che avete citato.
                Io trovo tutto ciò avvilente per gli stessi omosessuali, ma solo chi è scevro da ideologia se ne accorge. Allora mi chiedo dove stia la vera omofobia… nella meschinità di interessi lobbistici volti a strumentalizzare le problematiche delle persone e delle coppie omosessuali per confondere ed imitare ciò che non ha niente a che vedere con le dinamiche della coppia gay… stanno solo usando le persone omosessuali per perseguire ben altri scopi.

              • Giovanni says:

                Matrimonio significa ricchezza (munus) e non protezione della madre . Al massimo onere, incarico, dono votivo. Ed è iun relazione con patrimonio che nel significato moderno significa ricchezza della persona in generale. Parole come munifico, (munificus, generoso, ricco, ) munificenza rendono bene l’idea del significato economico sotteso al concetto di matrimonio per i Romani.

      • Francesca says:

        Ma quello è un “comando” nel senso che è la proclamazione di una legge biologica date alle specie che popolano la Terra, non tanto ai singoli individui, infatti è possibile che (parlo della specie umana) il singolo individuo disponga del suo arbitrio per scegliere di non prendere coniuge, di non procreare e non per questo incorre in violazione della legge di natura e del “comando” che la sottende… scrivo questo perché noto a volte la tendenza a voler pensare il matrimonio solo in vista della prole, non è solo così…oppure di pensare la prole solo in relazione al matrimonio, ma di fatto lo vediamo che ci sono matrimoni senza figli (per vari motivi anche di salute, di impedimenti di vario tipo) che tuttavia rimangono validi per via della bontà deli sentimento tra i coniugi come pure ci sono figli concepiti e nati fuori dal matrimonio che godono di pari dignità e diritto. Quello che sto cercando di dire è che è bene discernere quando concerne gli aspetti veramente naturali, quanto invece riguarda l’elaborazione culturale, quanto riguarda poi quello che è ritenuto “sacro, o ispirato”.

  3. mike says:

    paddy Manning dimostra che non tutti gli omosessuali hanno la furia ideologica, ma anche senso critico anche detto lungimiranza (=”saranno le future generazioni a rimetterci”).

  4. Luca says:

    In questi casi sarebbe bello che ci fosse anche il link all’articolo originale!
    Grazie!

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