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Gerusalemme. A casa dei palestinesi che hanno trucidato quattro rabbini si fa festa: «Allah, mandaci altri martiri così»

novembre 19, 2014 Redazione

Nel quartiere di Gerusalemme Est da dove vengono Oday e Ghassan, tutti gridano: «Siamo tanti, abbiamo energia e fede in Allah, armi imbattibili per sfidare chi ci occupa»

«Oday e Ghassan sono tutti nostri figli, speriamo che Allah ce ne dia molti come loro». Oday e Ghassan, 22 e 32 anni, appartengono alla famiglia Abu Jamal e sono i due assassini che hanno massacrato a colpi di arma da fuoco e ascia quattro rabbini e un poliziotto. Hanno fatto irruzione ieri nella sinagoga di Har Nof a Gerusalemme durante la preghiera del mattino e hanno compiuto una strage, rimanendo uccisi nell’attacco.

«SONO MARTIRI». Per tutti (Hamas escluso) sono assassini ma al numero 3 di Salman Al Farisi di Jabel Mukaber, quartiere arabo di Gerusalemme Est, si fa festa. Come racconta un reportage della Stampa, è Aladin Abu Jamal a ringraziare tutti coloro che vengono a portare le loro condoglianze: «Sono il cugino dei due shahid e a differenza di quanto dicono tutti, non credo che siano morti. Sono diventati dei martiri, rendendo onore a chi li ama».

«SIAMO TANTI». Continua Aladin: «Oday e Ghassan amavano questa terra, lo hanno fatto per la moschea Al Aqsa e per far capire al mondo che questa è casa nostra e gli ebrei ce l’hanno usurpata». Attorno a lui applaudono tutti, nessuno ha niente da ridire e nessuno ha intenzione di vedere il massacro come un gesto che deve restare isolato: «Siamo tanti, abbiamo energia e fede in Allah, armi imbattibili per sfidare chi ci occupa».

«HO PENSATO ALLA SHOAH». Una lunga processione fa la fila davanti alla porta della famiglia per lodare il gesto dei due palestinesi. A Gaza Hamas ha festeggiato, distribuendo pubblicamente caramelle in piazza. Ieri, chi ha raccolto i resti delle vittime nella sinagoga, ha dichiarato: «Abbiamo affrontato attentati con più vittime ma davanti a una sinagoga col sangue ovunque, libri di preghiera in terra e talletot strappati ho pensato alla Shoah». Il muso Yad Vashem dista solo tre chilometri dall’entrata di Har Nof.

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26 Commenti

  1. Raider says:

    Chissà se questi che festaggiano seguono le istruzioni ricevute dal Piano Yinon o interpretano, più correttamente di chi le sceglie con cura, le citazioni con cui avvolgere i fatti nudi e crudi nel burqa delle paranoie che ama alla follia.

    • yoyo says:

      Che cos è il Piano Yinon?

      • Leo says:

        @Yoyo :

        In rete si può trovare al riguardo diverso materiale (in italiano poco) :

        nel febbraio 1982 apparve a firma di Oded Yinon, un giornalista israeliano ben collegato al ministero degli Esteri di Israele un articolo “A Strategy for Israel in the Nineteen Eighties” sulla rivista Kivunim, organo della Organizzazione Sionista Mondiale [KIVUNIM, A Journal for Judaism and Zionism; Issue No, 14–Winter, 5742, February 1982].

        La strategia di Yinon era fondata su questa premessa. Per poter sopravvivere Israele deve diventare una potenza imperiale in Medio Oriente e deve anche assicurarsi che tutti i paesi arabi siano frantumati in modo tale che l’intera regione sia suddivisa in deboli e piccole entità statali, non attrezzate per contrastare la potenza militare israeliana.

        Le riporto a titolo di esempio una frase del documento a proposito dell’Iraq :

        “La dissoluzione della Siria e dell’Iraq in aree distinte su base etnica o religiosa, come già avviene in Libano, è l’obiettivo primario di Israele sul fronte orientale. L’Iraq, ricco di petrolio da una parte, e dall’altra lacerato internamente, è certamente candidato ad essere preso di mira da Israele. La sua dissoluzione è per noi addirittura più importante di quella della Siria. L’Iraq è più forte della Siria. A breve termine, è proprio la potenza irachena che rappresenta la più grande minaccia per Israele. Una guerra tra Iran e Iraq frazionerà l’Iraq e causerà la caduta del suo regime interno. Addirittura prima che esso sia in grado di organizzare una lotta su un ampio fronte contro di noi. Ogni tipo di scontro inter-arabo sarà a nostro favore nel breve periodo e accelererà il nostro scopo più importante che è quello di frantumare l’Iraq in vari staterelli come in Siria e in Libano. In Iraq è possibile realizzare una divisione in province su base etnica o religiosa come avveniva in Siria durante l’impero ottomano. Così tre (o più stati) si formeranno intorno alle tre principali città: Bassora, Baghdad e Mosul, e così le regioni sciite del sud si staccheranno dal nord sunnita e curdo.”

        • Raider says:

          Finalmente, anziché falsi per procura, sputate il rospo. Cioè, una scelta strategica del tutto legittima per ogni Stato che sia sotto minaccia di gente non più lucida e serena dei vari mistificatori associati o autonomi, in cui non, sulla base del brano scelto con un intebto così cogente, non c’è ombra degli accordi millantati con questo e quello. Ataturk ebreo e ebrei tutti gli altri, U,R.S.S. filo-sionista in primis, non compaiono. Le divisioni tribali e religiose nel modno arabo e nll’Impero ottomano, che è amesso del tutto autoctone, preesistenti a Ataturk e a Yinon, quindi, non effetto del complotto ordito dopo il bombardamento delle centrali atomiche di Saddam a opers dell’avazionme israeliana, esistevano da prima del piano Yinon: e così la discriminazione e peggio dei dhimmi, di cui, però, né Yinon né i suoi apologeti fanno menzione. Mentre i più concreti documenti firmati da patriarchi e padrini dell’Ue e dai potentati arabi fin dagli anni ’60-70 sono liquidati per la ragione – chiunque comprende quanto convincente – che ne ha scritto un’ebrea, indicando dove tali aztti sono reperibili. E gli effetti sono sotto gli occhi di tutti
          I cristiani non solo iracheni e siriani, ma pachistani, filippini, nigeriani, centrafricani; e i buddisti thailandesi, i cristiani e gli induisti indonesiani, lontano dall’area medioreintale destabilizzata dal Piano Yinon che non ha nulla di segreto, è sui giornali senza che nessuno ne vorrà smentire l’autenticità, sono perseguitati dagli islamici; cacciati dalle terre di più antico insediamento cristiano; mentre gli ebrei, non diciamo dopo l’arrivo di chi, cominciano a lasciare l’Europa, dove sono giunti prima anche degli stessi cristiani; mentre a essere sotto scorta per minacce dagli islamici di casa nostra sono Salman Rushdie, Ayaan Hirsi Ali, Geert Wilders, Magdi Cristiano Allam, Flemming Rose e i suo colleghi vignettisti e giornalisti dello Jylland-Posten, non certo Tariq Ramadan: e si potrebbe continuare, in un lista di fenomeni macroscopici che nulla hanno a che fare con Yinon, ma con il politicamente corretto e col Pensiero Unico, del tutto casualmente in sintonia con i documenti di cui ha scritto Bat Ye’or.

    • ochalan says:

      Io mi sono documentato. Mi spiace, Raider, ma non ti seguo nel antisemitismo antisionista.

      • Raider says:

        Guardi, Ochalan, che io non ho nulla a che fare col Piano Yinon, ho solo voluto canzonare certi signori che sono soliti falsare i discorsi di papi e monsignori proprio per sfrenato amore verso antisionismo e antisemitismo. Per informazioni in proposito alla distorsione e strumentalizzazioni di cristiani usate in pro dell’islam antisionista e antisemita, dovrebbe rivolgersi alla fonte autorizzata e qualificata che infesta questo sito: non le dirò chi sono – tre -, si informi da solo leggendo a proposito di altre notizie. E vedrà se io ne condivido le paranoie.

  2. Mappo says:

    Ogni giorno che passa mi scopro sempre più filosionista, senza se e senza ma.

    • Giannino Stoppani says:

      Io non sono certamente uno che si lascia accattivare da pinco o da pallino, tuttavia a leggere quel che sostengono certi ben informati, il “grande satana” sionista risulterebbe tenere le fila di una miriade di strategie occulte, dall’esagerazione del numero delle vittime di origine ebraica fatte dal nazismo volta ad ottenere l’appoggio incondizionato dell’occidente colpevolizzato per la formazione e il mantenimento in vita di uno stato di Israele, al finanziamento di terroristi e stati canaglia che ne bramino la sanguinosa distruzione, ciò per attuare una specie di “strategia della tensione” che si mantiene con un perenne stato di conflitto.
      Valutando queste cose alla luce dell’esperienza storica degli anni di piombo in Italia ci si imbatte in una insospettabilmente lunga serie di “dejà vu”.
      la tecnologia progredisce a passi da gigante, ma la disinformazione usa sempre le solite efficacissime tattiche, visto che la figura dell’utile idiota sopravvive immutata e imperitura anche nel secolo digitale.

  3. giuliano says:

    questi sono amici della Boldrini

  4. Cisco says:

    Come disse Andreotti intervenendo nel 2006 al Senato sulla questione israelo-palestinese: «Credo che ognuno di noi, se fosse nato in un campo di concentramento e non avesse da 50 anni nessuna prospettiva da dare ai figli, sarebbe un terrorista».
    Certamente nulla giustifica questi assassini, ma bisognerebbe riflettere maggiormente anche sulle ingiustizie, se non altro per non dare a costoro delle “scuse” a cui appigliarsi.
    E i loro parenti non sono diversi da quegli ebrei che festeggiavano a ogni bombaradamento sui civili di Gaza.

    • D.Ph kissinger says:

      Non c’è stato nessun bombardamento dei civili a Gaza. Se alcuni palestinesi sono nati in campi di concentramento è perchè i loro nonni si sono lasciati fregare dalle loro elites mafiose. Hanno Gaza, perchè non producono. Fanno buchi. Le guerre giuste si vincono, la loro è ingiusta. Irragionevole. Ti hanno detto che gli ebrei non andranno via perchè è anche la loro terra. Perchè l’hanno comprata. Allora i soldi erano buoni!

      • Raider says:

        Ehi, D. PH Kiss-ecc…, ecc…! Non la riconosco più! Molto si potrebbe ancora dire sui palestinesi, sul nazionalismo arabo laico e quello religioso, sulle radici endogene delle frustrazioni storiche dell’Islam; e per non farla troppo lunga, anche sul silenzio di femministe e gay, che non solo tacciono sull’aborto delle bambine in India e Cina, ma nulla dicono sul corpo delle donne usate – come amano dire queste urlatrici che si mettono il silenziatore da sole, che burkizzano la loro voce stridula di fronte agli islamici – come “sforna-bebè”, arma demografica per sommergere Israele e non solo Israele… Si offenda pure, se vuole, D. PH. Ma è la prima volta che gliene sento dire una, non solo giusta, ma nel modo giusto: senza sussiego, senza millanterie loffie e smancerie da gagà, senza superiorità anglo-stra-mergellinesi. E che ci creda o no, ne sono felice per lei.

      • Cisco says:

        @Kissinger
        Perdinci, io non ho mi a scritto che l’Intifada e’ una guerra giusta! Ma è sotto gli occhi di tutti che la mancanza di uno stato palestinese – di cui sono certamente responsabili anche gli stessi leader arabi, primo fra tutti Arafat – sia “facilitata” (per usare un eufemismo) dagli insediamenti ebraici (non mi risulta che i coloni paghino l’affitto) e da una politica israeliana ormai basata su un nazionalismo etnocentrico. Poi se per te gli abitanti di Gaza sono tutti degli incivili, allora comprendo bene perché ritieni che i bombardamenti sui civili non ci sono stati!

        • Raider says:

          I leader arabi, Cisco… Sono i primi a speculare sulla situazione del proprio popolo, gli sceicchi si sono venduti le terre – pagate dagli ebrei fino a 40 volte il valore di mercato – e loro, il sangue, che versano insegnando ai bambini delle civili Gaza e Cisgiordania a diventare come questi “martiri”, dopo aver fatto delle loro donne “armi biologiche” per fornire bebè da svezzare così bene.
          C’è una sorta di contrappasso, ogni volta che si parla di Israele (che difendo come realtà statale che non può tollerare attacchi e minacce come quelli che subisce da sempre, laddove Paesi non tacciabili, si può ritenere, di coinvolgomenti in Piani yinonici, come l’Iran, vogliono cancellarlo dalla faccia della terra), che dovrebbe fare riflettere tutti. Gli Stati nazionali, anche quello italiano, sono stati eretti anche comprimendo realtà non sempre assimilabili; gli ebrei erano, in teoria, i senza patria e perciò, in teoria – fatte salve le prerogative complottarde -, fautori dell’abolizione delle frontiere nazionali; e una profezia messianica si è realizzata a opera e per volontà di laici.
          Ora, gli israeliani sono alle prese con i problemi di ogni Stato nazionale; il melting pot in dodici tribù è diventato un criterio per non disperdere l’identità ebraica in una marea di arabi che si trovano all’interno dei suoi confini (come gli islamici all’interno dei nostri); Israele, come Stato su base etnica, è l’alternativa all’identità in liquidazione nel mar morto del multiculturalismo.
          Ma tutto questo diventa secondario: è giusto che lo Stato di Israele esista. E chiunque lo definisca e combatta come il Grande Satana minaccia tutti noi.

          • Cisco says:

            @Raider
            Lo stato di Israele ha tutto l’interesse a che esista uno stato Palestinese autonomo, senza esercito e controllato anche dalla comunità internazionale: questo è l’unico modo, da un lato, per mettere alla prova la reale capacità della leadership di Al-Fatah (che non vede Israele come il Grande Satana) di fare gli interessi del popolo; dall’altro, per offrire una prospettiva diversa agli arabi che abitano entro i suoi confini (che non sono immigrati, dato che gli immigrati in Palestina sono gli ebrei). L’alternativa – alla luce del nazionalismo etnico – e’ la sterilizzazione degli arabi israeliani o la loro deportazione in massa.

  5. lucillo says:

    per una volta

    CON RAIDER & CISCO – 101 %

  6. Hunting Tont says:

    “scelta strategica del tutto legittima per ogni Stato che sia sotto minaccia” un piano diabolico volto a destabilizzare ogni paese a maggioranza o forte componente islamica, vale a dire mezzo pianeta ? Potenza della Hasbar

    • Raider says:

      Inutile braccare i tont come te, cacciatore che ti braccheggi da solo, se il più Tont di tutti lo hai già sotto la pelle, anzi, sotto la maschera: quella del copista che non capisce nemmeno le paranoie che vorrebbe rifilare agli altri non potendosene liberare, tanto è vero che deve mettere una maschera sopra la faccia che gli tocca portare; e a maggior (s)ragione, come distorce se stesso, continua a distorcere le parole di gente migliore di lui.

    • Leo. says:

      @Hunting Tont

      Hasbara qui ? Ma stai scherzando ? Non sanno neanche che cosa sia, Guarda che l’Hasbara (Propaganda) è un arte, non è cosa per qualche astioso pensionato. Deve essere imparata nel tempo con dedizione e sacrificio. A questo proposito se ti interessa puoi andare a trovarti in rete un manuale israeliano d’istruzioni per un’ottima Hasbara di 116 pagine chiamato “2009 Global Language Dictionary”, prodotto da The Israel Project (TIP).

      • Raider says:

        Continua il gioco a nascondino e a rimpallo del mistificatore, innanzi tutto, con se stesso, fra richiami hollywoodiani e certificazioni anagrafiche sballate come tutto il resto, rivelando che lo strano caso di sdoppiamento di identità fra Leo e gli altri ha manifestazioni patologiche, anche se l’eziologia è di natura, pressoché esclusivamente (ma non solo), ideologica.

  7. Leo says:

    @ redazione : You are posting comments too quickly. Slow down.

    Anche dopo 12 ore che ho postato ?

    • Leo. says:

      Uno dei metodi indicati nel manuale citato è sviare il discorso quando si citano documenti scomodi con qualche espediente, tipo vedere doppio. triplo, quadruplo, quintuplo. Altri esempi verranno esaminati eventualmente successivamente.

  8. Leo.. says:

    Solo per fare un altro esempio :
    è stata già segnalata dalla mia supposta seconda, terza, quarta, quinta identità :-)) – troppo forte il vecchietto- la frase “una scelta strategica del tutto legittima per ogni Stato che sia sotto minaccia” riferendosi ad un piano (Yinon) che ha provocato e continua a provocare destabilizzazione di intere nazioni . Non sto certamente insinuando che lo abbia letto, ma solo segnalare come il metodo sia involontariamente simile :

    Nel “2009 Global Language Dictionary” quando , nel corso di un dibattito si è interrogati sulle uccisioni di civili, il manuale suggerisce uno «approccio in cinque passi».
    Step 1: simpatia: «Ogni vita umana è preziosa. So che la perdita di un palestinese innocente è esattamente tragico come la perdita di una vita israeliana».
    Step 2: ammissione. «Ammettiamo che Israele non riesce sempre a scongiurare perdite civili…»
    Step 3: sforzo: «Ci impegniamo continuamente per fare ogni cosa in nostro potere onde prevenire perdite di civili».
    Step 4: Esempi: «Lasciate che vi spieghi come le nostre forze armate sono addestrate, motivate ed operino per assicurare che i civili palestinesi restino sani e salvi»
    Step 5: voltate la frittata (turn tables): «È una grande tragedia che Hamas-sostenuto-dall’ Iran, spari razzi contro i nostri civili mentre si nasconde dietro i propri. Questa è la causa di tragiche morti da ENTRAMBE le parti.
    Cosa fareste voi in questa situazione ?».

    • Raider says:

      Il mistificatore-imbonitore paranoico ci tiene a dimostrare a me, a me personalmente che sbaglia in continuazione, che sbaglia in un modo che ne soddisfa l’arroganza autolesionista, che sbaglia e vuole continuare a sbagliare alla grande, su una scala superiore a quella adoperata nelle strampalate geografie yinoniste in cui trascorre le sue giornate: e lo fa approfittando della cricostanza favorevole alla sua tendenza a dire stupidaggini orecchiate in giro mettendocene di suo qualcuna che scivola sul personale, in modo da dimostrare, a me come a chiunque abbia avuto occasione di leggerne qualche post, quanta scarsa stima il mistificatore abbia di se stesso e della sua condizione anagrafica e sociale attribuendola a me: che non sono pensionato, sono ancora assai lontano dall’età della pensione e non soffro delle fisime che affliggono gente come lui, non ultima, quella di per attribuirle a altri.
      Il gioco di sponda che fa con altri suoi compari è coordinato in modo tale da fare pensare che sia concertato, quantomeno, visto il ping-pong di imbecccate, i riferimenti cinematografici comuni e le smanie citazionistiche condivise da tanti soggetti che manifestano, infine, la stessa sindrome complottista.
      E’ appena il caso di notare che, mentre il mistificatore e i suoi alter ego o compari di bisbocce a base di inebriante odio anti-sionista e anti-semita e di complottismo a dirotto si dedica a esercizi di copiato, scegliendo male i brani della sua antologia di paranoie, al più, interrotte da qualche punto interrogativo che è tutto quanto ne dimostra le capacità di (non) giudizio e perciò, di pre-giudizio, io ho sempre sottoposto, a lui e ai suoi compari o controfigure pessime quanto la sua domande precise, chiare concrete: e alcune di queste domande si possono leggere nel mio post a Giancarlo: che, filo-islamico pure lui, non ha ancora fatto pervenire cenni di riscontro, forse perché cerca il modo di rispondere. Quello che il mistificatore a vita non è in grado di fare ora come nella sua età più verde di bile.

    • Raider says:

      Un manuale non si capisce di che genere diventa la prova di che? Vi sono manuali sull’uso dell’informazione e strategia della disinformazione – che chi manipola come il mistificatore che manipola qui conosce certamente – in ogni esercito, intelligence e gruppi para-militari e teroristici di ogni genere.
      Ho fatto l’esempio di Beirut 2006, rasa al suolo al 50% nelle immagini taroccate da “giormalisti free lance” musulmani, immagini che fecero il giro del mondo, fin quando si scoprì che i missili e l’aviazione israeliana avevano colpito obiettivi per l’1% – uno per cento – della città. E la guerra psicologica o della propaganda, ripeto, si avvale di sistemi di ogni genere, sempre e ovunque, salvo che non sempre è possibile ingannare o eludere e non per troppo tempo la realtà di immagini e dati di fatto, come il mistificatore prova a fare anche qui.
      Ad es., sostenendo che io odierei i musulmani solo perché contesto proprio la propaganda e le mistificazioni di gente come il mistificatore compulsivo: che, per diren solo una, nega anche la verità delle cifre relative ai cristiani uccisi ogni anno nel mondo e per mano di islamici: la Fondazione Vaticana era inattendibile, secondo costui e perciò, il mistificatore non ne avrebbe manipolato dati e cifre, evidentemente: una rappresaglia che prende forma anche nelle paranoie sversate sul blog che ne ospita gli accessi.

      Ho pubblicato un paio di post in cui rispondo punto per punto a questo mistificatore: forse, sarebbe ora di farli passare, se non chiedo troppo. Non vorrei si perdessero come altri, mai piubblicatimi.
      Grazie.

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