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Gender. Il Pd approva emendamento per introdurlo a scuola, le associazioni presentano firme per fermarlo

maggio 5, 2015 Redazione

Introdotto nel ddl un emendamento per educare alla «parità di genere». Presentate al Quirinale le 180 mila firme raccolte da 41 associazioni

Christopher Street Day Pride Parade in MunichMentre nella Commissione cultura alla Camera passa un emendamento per introdurre l’insegnamento della parità di genere a scuola, questa mattina al Quirinale sono state consegnate le firme raccolte dalla petizione “sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole”.
Andiamo con ordine. Il 3 maggio Giovanna Martelli, consigliere di del presidente del Consiglio Matteo Renzi sulle Pari opportunità, ha proposto un emendamento, sottoscritto da tutto il Pd, che è stato approvato dalla VII commissione della Camera. In esso si chiede che nel pianto triennale dell’offerta formativa si assicuri «l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di genere, la prevenzione delle violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle relative tematiche». All’apparenza nulla di grave, se non fosse che tutti sappiamo a cosa si miri con questi escamotage linguistici.

180 MILA FIRME. Intanto, come detto, sono state consegnate al presidente Sergio Mattarella le oltre 180 mila firme che 41 associazioni hanno raccolto per chiedere di fermare l’infiltrazione dell’ideologia genere nelle scuole italiane. Age, Agesc, Giuristi per la vita, Movimento per la vita, Provita Onlus, che hanno promosso la petizione, chiedono al Capo dello Stato di «intervenire, con la sua autorità giuridica e morale, presso gli organi competenti, affinché vengano presi i provvedimenti idonei» affinché sia rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione dei più piccoli. Al tempo stesso, si chiede che sia rispettata la definizione di famiglia così come indicato dalla Costituzione e non si disconosca il valore e la bellezza della differenza sessuale. Dopo Mattarella, le firme saranno presentato a Renzi e al ministro Stefania Giannini.
Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita, si è detto preoccupato per la «penetrazione dell’ideologia del gender» nella scuola. Un’ideologia, ha dichiarato Gigli ricordando le parole di papa Francesco, che è «un’autentica opera di subdola colonizzazione culturale portata avanti anche da organismi pubblici quali l’Unar. Una logica che ritroviamo anche in iniziative legislative come la cosiddetta legge “anti-omofobia” e quella sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso».

Foto Ansa


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72 Commenti

  1. Michele L scrive:

    “All’apparenza nulla di grave, se non fosse che tutti sappiamo a cosa si miri con questi escamotage linguistici.”… Letta in un contesto in cui ci si inventa lo spauracchio della “teoria de gender”, fa quanto meno ridere.

    La subordinazione delle femmine ai maschi nella nostra società è lapalissiano, dai dati impressionanti sulla direzione di aziende ed enti privati, dal reddito medio a parità di impiego, dal trattamento ad oggetto nella pubblicità fino alla chiara discriminazione in tutte le religioni (non solo in quelle cristiane).

    Una scuola che insegni ai maschietti che le femminucce non sono bamboline mute da salvare dal drago, e alle femminucce che è meglio farsi donare dalle fate l’intelligenza, piuttosto che bellezza o il bel canto per incantare il principe invece di sgobbare a pulir patti e argenterie, è quanto meno necessario.

    Poi una scuola che insegni anche il ruolo delle grandi donne dietro i grandi uomini, in cui vi siano momenti dedicati a grandi scienziate, al ruolo delle mogli come quella di Einstein o le rivoluzioni politiche introdotte da grandi donne della politica, come la regina Vittoria, Margaret Tatcher e certamente anche Madre Teresa.

    Di questo si parla, e pensare a chissà cosa è segno di una mente chiusa di fronte ad un tema urgente. Nel emendamento della Commissione cultura alla Camera non vi è alcun accenno ad alcuna educazione sessuale.

    • Aurelio scrive:

      -Poi una scuola che insegni anche il ruolo delle grandi donne dietro i grandi uomini-
      Per questo basta iscriversi a una scuola cattolica.
      O studiare la Divina Commedia:
      “Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
      Umile ed alta più che creatura,
      Termine fisso d’eterno consiglio.
      Tu se’ colei che l’umana natura
      Nobilitasti sì, che il suo Fattore
      Non disdegnò di farsi sua fattura.
      Nel ventre tuo si raccese l’amore
      Per lo cui caldo nell’eterna pace
      Così è germinato questo fiore.
      Qui se’ a noi meridïana face
      Di caritate; e giuso, intra i mortali,
      Se’ di speranza fontana vivace.
      Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
      Che, qual vuol grazia e a te non ricorre,
      Sua disïanza vuol volar senz’ali.
      La tua benignità non pur soccorre
      A chi domanda, ma molte fiate
      Liberamente al domandar precorre.
      In te misericordia, in te pietate,
      In te magnificenza, in te s’aduna
      Quantunque in creatura è di bontate!”

      • Emanuele scrive:

        …oppure leggere il capitolo 31 del libro dei Proverbi, vedere l’elenco delle donne Dottori della Chiesa, gli scritti di San Agostino sulla creazione della donna, le catechesi di Giovanni Paolo II sul matrimonio, etc., etc.

        • Michele L scrive:

          Letture ispirate al ruolo della donna nel periodo medievale? Alla figura mariana? Dunque quella di donne stimatissime e amatissime e molto rispettate, ma sempre discretamente subordinate al maschio (eventualmente divino)?

          • Giannino Stoppani scrive:

            Nel medioevo avevano ben chiara la natura puramente spirituale di Dio, e pertanto gli ottusi coevi di Dante sapevano bene che la figura paterna associata al Creatore è un antropomorfismo.
            Oggi purtroppo il popolo bue viene alimentato con pregiudizi creati ad arte da certa propaganda e disconosce certi concetti da primo anno di catechismo.

            • sganarello scrive:

              nel medioevo la gente non mangiava e l’analfabetismo toccava forse il 90% della popolazione. Io credo che avessero ben chiaro un cazzo di niente. Dante era un fanatico.

          • To_Ni scrive:

            Si, …. come la Pulzella che aveva a disposizione un esercito …. fatto di maschi non travestiti da femmina.

    • To_Ni scrive:

      Sulla lapalissiana disparità che ti impressiona tanto vuoi fare un mega corso rieducativo cosi diventano belli e buoni come te. Le quote rosa dappertutto con la prospettiva delle quote gaio-arcobaleno (magari un domani)?

      Se tu sei un maschio dovresti sapere benissimo che comunque c’è una istintività di base che quella è, e la cultura ne può prendere atto e valorizzarla. Invece vi frulla per la testa di realizzare sempre (grazie alla scienza che ti piace tanto) la solita vivisezione, considerare che ciò che c’è , ed è reale, è malato, e come si deve essere lo devono dire quelli come te.
      E ci mettete pure la scusa del trattamento economico….e tu ci cali pure la religione.
      Tutti con la stessa protesi li vuoi.

      E’ vero che dietro a grandi uomini esistono grandi donne, ma le grandi donne non le creeranno mai questi pupazzi che esistono oggi con la loro pianificazione per mettere a punto degli ibridi.

      • To_Ni scrive:

        Mi accorgo che per abitudine mescolo espressioni del tipo “quelli come te” poi vado al plurale ( “ci mettete”) … faccio confusione ma influisce il fatto che penso convintamente che venite fuori tutti dallo stesso posto.

        • Michele L scrive:

          Cos’ha contro le quote rosa? Forse obbligare una istituzione ad avere una equa rappresentanza femminile le impedirà di impiegare chissà quali menti maschili superiori? Lascio poi perdere la polemica sui gay, gli omosessuali sanno benissimo scalare le gerarchie, forse anche meglio degli etero…
          Valorizzare l’istintività prevaricatrice del maschio è sarebbe come valorizzarne quella violenta, non c’è nulla di buono nel voler comandare quando non se ne hanno le facoltà, che andrebbero valutate a prescindere.
          Vuole negare che le femmine guadagnano meno? Le cose sono due o fanno meno bene il proprio mestiere o sono discriminate. Secondo lei com’è?
          Io no credo molto nelle quote rosa, credo piuttosto nella selezione del personale pubblico sulla base di concorsi scritti in cui il candidato non è noto fino alla fine. Quanto al settore privato, sgravi fiscali per le femmine tanto maggiori quanta è la frazione di femmine disoccupate rispetto a quella dei maschi per una data mansione (poche donne vogliono fare l’ingegnere meccanico, io non nego le specificità di genere).
          Lei come risolverebbe la situazione, perchè non può negare che vi siano disparità ingiustificate. Le mettiamo tutte in clausura e tanti saluti?
          P.S. io le do del lei, se vuole darmi del voi non mi infastidisce, così come non mi interessa se mi da del tu. Si vede che io ho ricevuto una educazione diversa dalla sua.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Ti faccio notare che nel solito commento hai difeso l’utilità delle quote rosa e successivamente ne hai disconosciuto l’equità dal punto di vista meritocratico.
            Scusa se ti do del tu, ma purtroppo la mia ineducazione è frutto della scuola pubblica che, ahimè, ho dovuto frequentare a suo tempo.

            • Michele L scrive:

              I ruoli politici non si assegnano per concorso, servono le quote rosa (educazione civica)… Ma pare che lei alla scuola pubblica cui afferma di essere andato non fosse troppo attento

              • Giannino Stoppani scrive:

                Ah, ah, ah!
                Risposta stizzita (ah, l’educazione civica!) con astruso distinguo strologato lì tanto per mettere una penosa pecetta alla figura da cioccolataio rimediata.
                Una prece.

                • Michele L scrive:

                  Patetico tentativo di buttarla su ridere e sulla critica personale. Le ho spiegato che ha detto una sciocchezza e non ero per nulla stizzito. D’altra parte mi pare chiaro che lei non cerca affatto la discussione me meramente pretesti polemici, poichè non solleva alcun argomento.

                  • Mazinga Z scrive:

                    Che nell’ambito del solito post lei si sia contraddetto sulle quote rosa risulta chiaro a tutti i lettori meno che a lei, naturalmente.
                    Ma di questo io non sono affatto stupito, visti i precedenti.
                    Le faccio presente anche che, al contrario di quello che vorrebbe far passare d’autorità, chi ha rilevato tale sciocca contraddizione, ha effettivamente messo sul piatto un signor argomento in opposizione alle sue assurdità, dal momento che le ha platealmente smascherate come tali.
                    Pure il prevedibile vittimismo artificiosamente motivato da inesistenti attacchi personali rientra nel repertorio.
                    Come vede io le do del lei, ma dubito assai che ciò mi renda meno educato di Stoppani.

                    • Michele L scrive:

                      Polemica inutile. Rilegga il mio messaggio.

                    • Mazinga Z scrive:

                      Sono d’accordo, polemica inutile: non c’è nulla da rileggere.
                      Ha ragione Stoppani e lei ha torto.
                      Basterebbe essere abbastanza uomini da ammetterlo, invece di negare scioccamente l’evidenza.

                    • Michele L scrive:

                      Un vero uomo non presume l’errore dell’interlocutore in un contesto impreciso, chiede chiarimenti. Chi è il vero uomo, chi davvero cerca un franco confronto e chi invece vigliaccamente ogni pretesto per polemizzare?

                    • Mazinga Z scrive:

                      Già, ma purtroppo per lei la contraddizione che ha colto Stoppani rimane un fatto incontrovertibile, e pure indelebilmente affidato alla elefantiaca memoria di internet.
                      Pertanto non le pare che la sua ostinazione nell’avere l’ultima parola senza voler ammettere la validità ragioni altrui la classifichi come uno che non “cerca un franco confronto” e che “invece vigliaccamente ogni pretesto per polemizzare?”.
                      Tanti saluti.

          • To_Ni scrive:

            Le quote rosa sono una vergogna insulsa (mi meraviglio che tu che sei tutto “preoccupato” della funzione pubblica del religioso che sposa …anzi, correggo, …. non mi meraviglia). Trovo che una istituzione non mi deve imporre rabaccia di questo tipo per rispettare una idea becera di uguaglianza a dispetto di ciò che crede una società. Ieri sera sentendo di sfuggita l’ultima creazione elettorale (Italicum) ho colto la storia delle preferenze dove una deve essere di “genere” 8già il ricorso a questa parola è tutto un programma) . Quindi se io voto due deputati maschi che (sbagliando o meno) reputo idonei a rappresentarmi devo rinunciarne ad uno o dare il voto magari ad una che non conosco, che non mi interessa e che magari sarà una perfetta imbecille. Mentre se voto due donne no-problen (e vedi che se fossero due donne che reputo capaci le voto senza “imposizione ” istituzionale) : Questa è l’idea di democrazia che ti piace, incardinata con elementi di ingegneria sociale.
            Se le donne vogliono più rappresentanza in parlamento si fanno la loro bella battaglia, vera e dura, nelle sedi opportune, nei partiti nelle piazze, si coalizzano tra di loro ecc …. ma non PER UNA RIDICOLA GENEROSA ELARGIZIONE.

            Sulla questione della disparità di trattamento economico non credo che sia così, ma se lo fosse (e non ci credo penso che sono studi artefatti) la strada non passa con travestimenti vergognosi e fiabe pervertite con cenerentolo e capucetto barbuto)

            Abbiamo educazione diverse e sono rozzo….. mi dispiace.

            « Cara Geltrud …. Sii sempre una persona buona e gentile»
            «Malgrado tutto il lavoro sto bene e dormo bene»
            «Vado a Auschwitz, baci, tuo Heini»
            «Abbiamo visitato tutto. L’orto, il mulino, le api. Poi abbiamo visto i libri, dal sedicesimo secolo ad oggi e i quadri dipinti dai prigionieri: bellissimi».
            “Come potete provar piacere, mio caro Kersten, a sparare sui poveri animali che stanno pascolando al margine del bosco, così ignari, inermi e innocenti?”
            Vedrete centinaia di cadaveri ammassati, o 500 o 1000. E il sopportare tutto ciò cercando, a parte qualche eccezione, di restare persone per bene, ci ha resi forti.”

            Tanto per dire ….. è Himmler (…un uomo molto educato)

            Voglio dire che … l’educazione non è tutto … la vostra (con i relativi travestimenti) meno che mai .

            • Giannino Stoppani scrive:

              E’ vero che le donne guadagnano di meno, a parità di titolo di studio, ma ciò non significa che ci sia una discriminazione sul piano contrattuale, ovvero che a parità di orario e qualifica, la donna guadagni meno dell’uomo (in Italia è illegale!).
              Il fatto è che la donna, per le sue prerogative, si può dedicare al lavoro e alla carriera un tempo inferiore a quello dell’uomo, visto che l’uomo non figlia e non allatta la prole.
              Per le aziende non è conveniente assumere una donna in procinto di mettere su famiglia.
              Ciò dimostra che la strada di livellare maschio e femmina come se fossero la stessa cosa è sbagliato.
              Bisogna valorizzare il lavoro della donna, nell’ambito delle sue specificità.
              Per valorizzare non intendo attribuirgli un valore fittizio con un coefficiente tipo quota rosa, ma semplicemente riconoscere in termini economici almeno una parte dell’immenso valore che esso effettivamente ha.
              Faccio un esempio:
              quanto costa allo stato ogni bambino che frequenta il nido o l’asilo?
              Si può trovare il modo di compensare con una quota di questa cifra la madre che sceglie di occuparsi personalmente dei suoi figli riconoscendo il lavoro che svolge per la società?

    • Angelo scrive:

      Quindi, signor Michele, ci fornisce gentilmente almeno un contratto di lavoro che palesemente mostri la sua tesi di disparità salariale tra uomini e donne?
      Sulla statistica da lei citate devo presumere che non ha letto l’altra statistica che diceva che il “gap salariale” tra uomini e donne era del 2% (abbastanza insignificante dal punto di vista statistico).
      Signor Michele, mi dispiace ma lei è in errore.
      Crede a questa frase:” la violenza maschile è la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni”?

  2. Giannino Stoppani scrive:

    Codesta è la mielosa retorica con la quale si narrano al popolo bue le pelose buone intenzioni dietro le quali si cela ben altro:
    «sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega» Mario Mieli, “Elementi di critica omosessuale”.

    • Francesco scrive:

      Io credo, anzi sono sicuro, che il 95% delle persone che parla degli studi di genere non sa neanche di cosa sta parlando. Compreso coloro che li chiamano ideologia gender e compreso coloro che li portano in mano per nobilitare la causa omosessuale. E poi c’è ancora qualcuno che definisce l’uomo più intelligente degli animali…..

      • To_Ni scrive:

        Lo pensavo anch’io e non dubito che esistono dei perfetti babbei che ritengono giusto, avendo il senso critico di un ferro da stiro, umiliare i propri figli vestendoli da femmine se maschi o di deformare favole meravigliose per creare siparietti morali alla moda. Ma esistono pure i pervertiti (parola perfetta) che che sono ben consapevoli dell’insulto che partono avanti verso le persone, umiliandoli e trasformandoli nella parodia di se stessi, ed agiscono al buio come i ladri o i topi .

        • Francesco scrive:

          Il problema sta proprio nel modo giusto di educare e far capire a bambini determinati temi, Far sentire una persona nei panni di un’altra può non essere un cattivo modo di educare, anzi di far capire alcune cose, un pò come mettere il medico nei panni del paziente e viceversa. E poi è sempre meglio spiegare le cose che esistono e che sono sotto gli occhi di tutti, mettere la testa sotto la sabbia non serve, anche perchè resta fuori un’altra parte importante e non si ha neppure il tempo di accorgersi di quello che capita.

          • To_Ni scrive:

            Mettersi nei panni dell’altro è un conto: Significa sentire l’altro nel proprio essere. Capacità questa che non si ottiene con carnevalate comportamentistiche, ma educando la propria sensibilità a sapere ascoltare. Profondità che oggi è sconosciuta e ritenuta troppo impegnativa e, sospetto, pericolosa perché implicherebbe (tra l’altro) una capacita di introspezione che se maturata, rispetto ad una società livellatrice e consumistica diventa intralciante. Si cerca la strada più semplice: annullare le differenze, sostenere che non esistono perché sono solo prodotti culturali…. da qui le pagliacciate carnevalesche.

            • Francesco scrive:

              Due adulti hanno proprietà lessicali e conoscenze tematiche diverse dai bambini, pertanto ciò che vale per un adulto non vale per un bambino, di conseguenza giochi educativi (in tutti i campi), aiutano (sempre se fatti da personale qualificato e capace) all’apprendimento della tematica o argomento proposto, stimolando al contempo una riflessione e all’apprendimento di quanto proposto, utilizzando il processo cognitivo del ragionamento tramite l’induzione, l’abduzione e la deduzione. Non si vuole annulare nessuna differenza, e nessuno sostiene che non esistono, ma semplicemente si vuole il rispetto di certi comportamenti che si tende ad attribuire (erroneamente secondo gli studi) esclusivi dell’uomo e della donna (da non confondere uomo con maschio e donna con femmina).

              • To_Ni scrive:

                Io credo che un bambino si educa con l’esempio di adulti-genitori che hanno non solo proprietà lessicali e conoscenze tematiche (anzi questo è il minimo e comunque non è a questa roba intellettuale che mi riferivo sopra ), ma qualcosa da dire “autenticamente” , con responsabilità da assumere, costituendo un processo educativo fatto con esempi veri. Questo porta il bambino ad “essere” ciò che è, maturare e portare rispetto di se e agli altri (il rispetto è “connettivo” tra se gli altri , uomini o donne che siano). Il gioco è il regno dei bambini, sperimentano , sbagliano, aggiustano il tiro ed esprimono la loro sovrabbondanza energetica.
                Mi pare che oggi si è svuotato il padre (a questo lo hanno dal 68 in poi massacrato) e la madre da ciò che devono essere “puntando” a delegare esperti che artificiosamente indirizzano e guidano adattando le loro ingegnerie su come bisogna essere.
                Temo molto meno uno skinez (almeno sono diretti, li conosci, vigili e li eviti o li affronti) che questi subdoli, asettici grigi e sterili individui conformatori alla loro bontà.

                • Francesco scrive:

                  Mi sembra di constatare che nel corso dei secoli l’educazione (sia proposta da genitori consapevoli, che da scuole consapevoli), non sia riuscita a produrre effetti totalmente positivi (Hitler-Stalin-Provenzano-Riina solo per fare alcuni grossi esempi, fino a finire all’ultimo teppistello da strada, passando per persone che riescono a sentirsi disagiati se la moglie guadagna più di lui o se vuole più tempo per se). Pertanto o si resta così e la si smette di fare retorica su quanto quel o quell’altro tipo di comportamento sia inappropriato all’interno di una società, oppure bisogna che famiglie, educatori, scuole, insegnanti etc. trovino il modo di collaborare tra loro per evitare sorprese future tipo “è sempre stato un bravo ragazzo non mai dato problemi” per poi aggiungere “era taciturno”, ” era solo” , “però frequentava brutte compagnie”. Il gioco per i bambini, e non solo, ma per loro è la primaria fonte di apprendimento in quanto se fatto in maniera corretta riesce a stimolare il corretto apprendimento, in quanto la comunicazione, che porta poi alla conoscenza, è fatta in maggioranza da stimoli visivi, poi da stimoli cinestetici e per ultimo da stimoli uditivi, il gioco li racchiude tutti

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Mi duole constatare che anche tu fai parte del famoso 95% che non sa di cosa parla.
                    Leggiti le biografie di Hitler e di Stalin.

                    • Mazinga Z scrive:

                      Epperò se Stalin lo avessero vestito da ucraino e Hitler da piccolo semita, la storia sarebbe cambiata!
                      A me fanno letteralmente paura i deliri dei sedicenti iniziati a certe pseudo-scienze desiderosi fare dei nostri figli delle cavie per sperimentare le loro strampalate teorie.
                      Per insegnare il rispetto conta l’esempio in famiglia, non i peni e le vagine di peluche sfoderati all’asilo.
                      Se io amo e rispetto mia moglie pure mio figlio ama e rispetta sua sorella prima e sua moglie poi. E viceversa.
                      Senza tanto tirare in ballo certa ludica perversione!
                      A zappare la terra!

                    • To_Ni scrive:

                      Si, mettila sul mappatone e sulla retorica.
                      Che la società realizza l’individuo (ed in ogni caso è un rapporto caratterizzato dalla reciprocità ) non ho dubbi. Ma non il tuo ridicolo “laboratorio”, che è tutto tranne che la “società”.

                    • To_Ni scrive:

                      ho sbagliato la collocazione

                    • Francesco scrive:

                      Hitler aveva un padre che era al suo terzo matrimonio e subissava di angherie la moglie, la madre tarpò le ambizioni del figlio circa lo studio delle arti. Come tutti fece le elementari in maniera diligente e il restante periodo della scuola dell’obbligo fu uno studente disastroso. Vissarionovic invece nacque da una povera famiglia georgiana e veniva costantemente picchiato dal padre. Quindi mi sembra abastanza ovvio che l’educazione impartita dalle famiglie dei nostri “eroi” non è stata molto tenera nè volta ad un educazione corretta. Poi tutto il circondario ha completato l’opera, quindi ho proprio il sentore che l’educazione propugnata ai pargoli abbia influito sui loro comportamenti futuri. Per quanto riguarda l’affermazione del 95% credo che invece che lei sia tra questi, se volesse dimostrare il contrario si faccia pure avanti.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Caro Francesco,
                      se è a me che ti riferisci col discorso del 95%, allora sappi che o faccio parte non del 5% che crede di sapere qualcosa e di parlare a ragion veduta, e neanche dell’94% che non sa di cosa parla, ma direttamente dell’ultimo miserabile un per cento che l’unica cosa che sa per certo di non sapere niente di niente.
                      E a tarpare le ali alle velleità artistiche di Hitler non fu la mamma ma furono il babbo (finché visse) e l’accademia delle belle arti, che lo bocciò due volte agli esami d’ammissione.
                      Una prece.

                    • Francesco scrive:

                      Che sia stata la madre (io ricordo così) o il padre ad impedire l’avvicinarsi agli studi artistici, e che poi non fu ammesso all’accademia di belle arti per mancanza non di capacità artistiche, ma del necessario titolo di studio che all’epoca serviva per l’ammissine, non credo cambi il succo del discorso che alla fine era che una cattiva educazione (portata da genitori assenti, conflittuali, a volte malvagi) e l’approccio nella vita sociale con situazioni e persone di varie estrazione sociale e culturale, porti la persona a sviluppare comportamenti che diventano dannosi per il resto della società.

                  • To_Ni scrive:

                    A parte il fatto che (pare) sconosci le biografie dei due criminali storici oltre al retroterra che è stato all’origine del fenomeno mafioso (cose che in vero dimostrano, per un verso e per l’altro, con un unico filo conduttore, che in entrambi i casi quella che è mancata è proprio la “le famiglia”) mi viene da dirti, anche a voler prendere per buono quello che scrivi (cosa impossibile) …. embè? Ne passa sotto i ponti dall’attribuire allo Stato di manipolare nelle persone quale deve essere la loro dimensione morale. Uno Stato che si pone fini politico morali – invece di lasciare quest’ultima all’intima ricerca delle persone- individui come scopo della propria dimensione umana.
                    E’ preferibile una pessima educazione in famiglia (e lo dico senza timore di critica) che una educazione standardizzata per tutti su cosa è bene e male e che sia frutto dl potere del momento. Che le persone si evolvano nella contrapposizioni delle differenze e che lo Stato si limiti ad essere arbitro nel vivere civile e non un produttore di uno stampo di persone in serie.
                    Mi viene da ridere quando mi dicono che non vogliono annullare le differenze mentre hanno messo in piedi un teatrino con cambi d’abito, deformazione di favole, peluche a forma di organi sessuali, accuse (che ogni tanto vengono fuori) di misoginia contro opere letterarie ed artistiche, licenziamenti di persone per le proprie opinioni, carcere (in Germani) per chi si opone alla “loro” “buona” educazione sessuale. La musica si capisce fin troppo bene qual “è” ….altro che collaborazione.

                    • Francesco scrive:

                      Ecco il mappazzone. In Germania fanno eduzione sessuale (cosa e come la propongono non lo so, comunque siamo d’accordo che si parli di sessualità ed affettività), in Italia non hanno mai proposto questo, inoltre le differenze non si possono annullare, ma soprattutto non si possono nascondere, l’intento è quello di far capire il rispetto per ciò che è differente. L’educazione, la crescita e la capacità di apprendimento non la fa solo la famiglia, ma anche la società che circonda l’indivuduo, pertanto tutti dovremmo essere coscienti nel rilevare certi comportamenti. Altrimenti come già detto non facciamo poi la solita retorica sugli altri che quando commettono atti sbagliati, oppure evitiamo di formare una società.

                    • To_Ni scrive:

                      Si, mettila sul mappatone e sulla retorica.
                      Che la società realizza l’individuo (ed in ogni caso è un rapporto caratterizzato dalla reciprocità ) non ho dubbi. Ma non il tuo ridicolo “laboratorio”, che è tutto tranne che la “società”.

                    • Francesco scrive:

                      Non c’è nessun laboratorio con o senza virgolette. Esiste invece una società dove, almeno teoricamente, dovrebbe esistere per l’appunto l’elemento di reciprocità. Che fa si che se lei vede una persona commettere qualcosa di sbagliato sia capace di intervenire nei modi appropriati cercando di far capire lo sbaglio. E’ importante riuscire a far comprendere l’errore commesso, altrimenti l’errore sarà ripetuto. Le forme comunicative e la capacità di usarle servono proprio a questo. A far comprendere.

                    • To_Ni scrive:

                      Esiste “il laboratorio” ed esiste il la deformazione narcisistica di identificarla nella società. Esiste inoltre la subdola propaganda che approfittando delle buona fede in alcuni casi, dell’ignoranza in altri casi, di far passare la cosa come l’ultimo ritrovato scientifico per il nuovo mondo. Ho il sospetto che qualcuno con questi programmi educativi ha trovato un modo per sublimare qualche perversione.

        • Michele L scrive:

          Vestire una femmina da maschio è meno umiliante di vestire un maschio da femmina (umiliantissimo!)… Strano, vero?

          • To_Ni scrive:

            Forse per te dato che ti sfugge che liberamente ognuno può fare quello che vuole. Ma tu prediligi le guide di “esperti” che te lo propongono-impongono. Meglio ancore se a subirlo sono bambini. …. Strano vero?

            • Giannino Stoppani scrive:

              Certo, come no.
              Il giovanotto costretto a vestirsi da donna mica si sente umiliato dal fatto che la sua virilità è messa alla berlina!
              E’ seccato perché gli tocca scendere un gradino nella scala della società!

            • Michele L scrive:

              Per me no, ma può negare che quanto ho scritto sia percepito così dalla vasta maggioranza di persone, lei (che ha scelto il termine “umiliare” e non “confondere” o altro) incluso? O forse ho capito male io la nuance del suo intervento, non dico di no, ma resto convinto della generalizzata idea che un maschietto da femminuccia mai ma una femminuccia da maschietto può essere simpatico. Che ne pensa?

              • sganarello scrive:

                Ma dai basta cazzate. Sono 180.000. Fatto il censimento in Italia dei contrari al progresso.

              • To_Ni scrive:

                Parli con la persona sbagliata. Io amo le donne vestite da donne ed i maschi vestiti da maschi. Sono a struttura rigida. Ma sopporto le differenze di veduta, non le manipolazioni educative.

                • Michele L scrive:

                  D’accordo, anche io amo i maschi vestiti da maschi, pensi un po’. Lei ritiene la nostra società non sia pervasa da pregiudizi contro le donne? Ritiene giusto che vi sia un divario salariale che oscilla tra il 10 e il 30% a parità di impiego? Che le donne siano occupate al 55% e gli uomini al 75%?
                  Come propone di gestire il problema, se lo ritene tale?

                  • To_NI scrive:

                    A parte quello che ha detto Giannino sopra, e che sottoscrivo in pieno, credo che la soluzione per le ingiustizie non passa attraverso le vostre becere terapie educative (che celano altri intenti).
                    La soluzione al problema io la intravedo in recupero della genitorialità come ho cercato di spiegare ad altro interlocutore sopra.
                    Ti è chiaro cosi?

                    • Michele L scrive:

                      Sono abbastanza d’accordo con Stoppani per quanto riguarda le misure per compensare la minore paga delle donne. La maternità andrebbe incentivata e i timori delle aziende nell’assumere una donna che potrebbe restare a casa in maternità compensati con adeguate politiche sociali e fiscali. Resta il fatto che la paga oraria media delle donne per la stessa mansione resta più bassa se si guardano tutte le aziende. Ovvero ci sono aziende che stipulano contratti con donne pagandole meno (non dei colleghi, ma di altre aziende che impiegano maschi piuttosto) perchè esse sono disposte ad accettare ciò, in virtù del pregiudizio che grava sulle donne.
                      Sono anche d’accordo sull’idea che la suddetta misura fiscale/economica/sociale dovrebbe essere molto più importante di quella culturale. Resta però il fatto che la figura femminile è vista in modo subordinato a quella maschile. Basta guardare i numeri della politica (meno del 20%), perchè l’elettore medio crede meno in una donna leader che in un uomo. Inoltre basta guardare un’oretta di spot in tv. La donna è oggetto, ridotta al suo corpo, è contorno, simbolo di potere del maschio cui si accompagna o che cerca di sedurre. Sono veline, ballerine, assistenti più che conduttrici, protagoniste.
                      I media e le scuole propagano la situazione invece di cercare di aggiustarla, le donne sono meno protagoniste nei film e hanno più spesso un ruolo non protagonista.
                      A livello scolastico questo emendamento mira semplicemente a questo. Far notare agli studenti che non è giusto che le donne siano raffigurate come subordinate, secondarie, accessorie, far scoprire che nonostante tutto la storia presenta esempi incoraggianti di donne che hanno saputo fare grandi cose. Magari raccontare le favole classiche aggiungendo un po’ di spessore ai personaggi femminili. Sarebbe un dramma? Io credo davvero di no e penso che ve ne sia piuttosto una urgente necessità.

                    • Toni scrive:

                      Il fatto che sei abbastanza d’accordo con Giannino è per me una buona notizia.
                      Il fatto che sei preoccupato per la poca presenza delle donne in politica io ho tutt”altra veduta perché ritengo che se devono essere per “Quota” è meglio che le cose rimangano come sono, significa che i tempi non sono maturi e non vedo il motivo di creare ambienti artificiali.

                      Del testo per me è incomprensibile che tu da una parte vedi come buone e giuste le quote, dall’altro lo vedi come un ostacolo alla meritocrazia.

                    • Michele L scrive:

                      Il processo democratico non è basato su fattori economici, la meritocrazia non basta, come non si potrebbe certo usare il metodo dell’incentivo fiscale. L’opinione pubblica ha un’idea della donna che si materializza nei media, come ho scritto. L’unico approccio possibile, finchè una semplice politica di educazione alla non discriminazione delle femmine non darà i suoi frutti, è semplicemente quella di introdurre le quote rosa in politica. Considerati i politici che abbiamo non ho alcuna difficoltà a pensare che avremo senza difficoltà donne all’altezza tra cui scegliere.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      “Il processo democratico non è basato su fattori economici, la meritocrazia non basta, come non si potrebbe certo usare il metodo dell’incentivo fiscale.”
                      La tecnica di lasciar cadere le cose dall’alto nel penoso tentativo di conferir loro immeritata autorità in realtà finisce solo per aprire voragini dall’orlo delle quali si può valutare con chiarezza l’entità della supponente insipienza di chi la mette in atto.
                      Un’impresa che assume una donna, quando questa usufruisce della maternità, secondo le norme vigenti, le deve pagare il venti per cento dello stipendio più l’intera tredicesima e le ferie, a tale costo non indifferente, si deve aggiungere lo stipendio o gli straordinari di chi la sostituisce e i costi impliciti e espliciti della riorganizzazione resa necessaria dalla sospensione dell’attività lavorativa.
                      Vogliamo ancora sostenere che non si tratta di una questione economica ma culturale (come no!) e che gli incentivi fiscali non servono a nulla?
                      Continuiamo a farci del male?

                    • To_NI scrive:

                      Dopo aver letto …. “Il processo democratico non è basato su fattori economici, la meritocrazia non basta, come non si potrebbe certo usare il metodo dell’incentivo fiscale” ho l’impressione che mi vuoi fare una supercazzola.
                      Mi vuoi abbindolare dicendomi che tu e quelli che la pensano come te mi devono offrire, in rispetto ad una quota anche un imbecille rosa, e devo turarmi il naso tutto contento perche soddisfo le vostre fisime antidiscriminatorie? E sedomani vi viene la fisima per i gay? E se dopodomani per i nani? pardon , siete p.c., i diversamente alti?
                      Non tirare la corda, non trattarmi da stupido, non fare lo Sganarello elaborato e colto.
                      Chi ha parlato di fattori economici su cui si basa la democrazia?
                      In quale parte del mio discorso?
                      E pensi che è un discorso che puoi venire a fare a me che sono perfettamente convinto che la democrazia che vuoi tu è proprio quella in ostaggio dei potentati economici. Che crea ebeti atti al lavoro e consumo, con l’encefalo formattato e colorato con quattro idiozie politicamente corrette?

                      Onestamente stai esagerando

                    • To_Ni scrive:

                      Michele L

                      (Ripropongo un post che probabilmentenon verrà pubblicato).

                      Posso dirti che la tua affermazione d’apertura (“Il processo democratico non è basato su fattori economici, la meritocrazia non basta, come non si potrebbe certo usare il metodo dell’incentivo fiscale.) mi fa schifo al punto da portarmi a rifiutare di leggere il resto del post?

                      Un pessimo concetto che mi conferma l’idea di misura che hai della democrazia che è solo quella che ti aggrada con i paletti che innesti. Chi sei tu per dire che la meritocrazia non basta? In quale concetto di democrazia viene avulso il libero convincimento che chi ti (o mi) rappresenta deve avere “merito”? E quale limite ha la “sapienza” dei tipi come te nel rimodulare quello che le persone possono o meno scegliere? Intendo, puoi pure dirmi un domani (se ti aggrada) che ci vuole una quota gay in parlamento (il criterio mi sembra agevolmente estendibile)? E se tra questi si sviluppa una marcata consapevolezza “trans” una “quotetta” la diamo pure a loro?
                      Preferisco le “teste rasate”, sono meno pericolose.

                    • Michele L scrive:

                      To_Ni, ancora una volta lei dimostra di capire poco il sistema democratico. Come non è scandaloso che in Senato vi sia un limite di età, se stabiliamo che le donne sono pari agli uomini, constatiamo una grave disparità nel sistema politico (80%), siamo tutti d’accordo che siamo condizionati da un pregiudizio e DEMOCRATICAMENTE decidiamo che è meglio avere il 50% di donne di politica, mi spiega dove sarebbe l’aberrazione? La stortura è nel fatto che ci sono sono il 20% di donne il politica! Soprattutto constatando che la guerra se la fanno e se la combattono i maschi, storicamente e politicamente.
                      Le ripeto le quote rosa non le decido io, sono decise anche da me, forse da lei (capisco di no) e comunque dalla maggioranza. Non mi pare che essere manchino di rispetto per alcuna minoranza. Le quote gay sono una idiozia, i gay -le ripeto- non sono hanno difficoltà a scalare le gerarchie. In parlamento ce ne sono, forse più di quanti ce ne sono nella società, in proporzione.
                      Le teste rasate? Se fosse stato loro vittima non direbbe certe stupidaggini. Capisco il suo furore, lei mi par di capire ne è spesso pervaso, ma si vergogni, almeno un po’.

                    • To_Ni scrive:

                      Michele L

                      Io capisco benissimo il sistema democratico , mentre tu l’inventi.
                      In Italia le maggioranza del corpo elettorale è costituito da donne, hanno mezzi e forza sufficiente di far sentire la loro voce, per una trasformazione “reale” della politica. Io ho votato e voterò donne che reputo , a mio modesto giudizio, capacissime di rappresentarmi. Detesto gli artifici , le aree protette, il far diventare reale ciò che non lo è.
                      Io non mi vergogno del mio furore e per quanto detesti le teste rasate ( o i tizi dell’isis) mi accorgo che certe “anime belle” si differenziano per la tipologia di violenza. Questo fa si che i primi sono riconoscibili e li combatti i secondi sono subdoli, vigliacchi, preferiscono strade burocratiche e devono livellare le differenze “e non sono in grado di vergognarsi) … sono più velenosi ma rischi di non accorgertene.

                    • Michele L scrive:

                      Uomini e donne non sono diversi al punto da avere un’opinione del tutto differente degli altri e di sé stessi; non hanno nemmeno una diversa capacità di contribuire alle decisioni politiche. Perchè dunque dovrebbero essere diversamente soggetti del pregiudizio verso le donne?
                      Il 20% di donne nel sistema politico è chiaramente un segno anomalo, non serve essere una testa rasata perchè questo sfugga, basta essere una testa vuota.
                      Se vuole accusare qualcuno di qualcosa abbia l’onestà e il coraggio di sottolineare di cosa lo si accusa. Paragonare qualcuno in modo infamante, con illazioni o insinuazioni prive di alcun riscontro concreto, renderà al massimo l’accusatore meritevole delle simili accuse di essere subdolo e vigliacco. Subdolo perchè non esterna le ragioni del dubbio che insinua e vigliacco perchè non ha chiaramente il coraggio di discuterle.

                    • To_Ni scrive:

                      Michele L
                      il senso di quello che dico è cosi chiaro che non credo che possa essere fonti di dubbi.
                      Trovo il tuo modo di vedere, le battaglie che sostieni, le interpretazioni che dai (ricorrendo anche ad omissioni e deformazioni), gli scenari che auspichi, falsi, cattivi, innaturali.

                      L’idea che hai della democrazie è comica. Il punto più ridicolo è la “messa a punto” delle quote che DEVONO essere rappresentate per forza perché l’intellettuale vede “l’anomalia” e la deve aggiustare lui.
                      (Quando hai tempo mi dici anche se i gay sono adeguatamente rappresentati in parlamento …. perché una quota, coerentemente, se la meritano … per me)

                      La mia accusa, verso il tuo sistema di pensiero, la ripeto da sempre: siete totalitari, volete appiattire, non rispettate l’altro, lo volete ridurre ad un solo punto di vista che apparentemente ammette tutto, ma dove tutto ne risulta menomato. Parlate di libertà ma della forma più alienata, infantile ed autolesionista e detestate l’autonomia il senso critico se si mette in rotta di collisine con la vostra ideologia. Volete regolare ogni rapporto, deformare la realtà secondo le vostre fantasie (matrimoni gay , adozioni), inventate malattie per limitare l’opinione diversa…. scriverei pagine sui vs insopportabili difetti.

                    • Michele L scrive:

                      To_Ni, sono i suoi di scenari ad essere falsi (studi, storia e fatti sociali lo dimostrano), cattivi (nascono dall’avidità di potere morale di una élite religiosa) e innaturali (si studi la psicologia e la dell’omosessualità, ancora una volta, studi psicologici ed epigenetici solidi).
                      Lei antepone credenze religiose, lei non ha ragioni, lei ha dogmi e là dove sono errati producono aberrazioni, come le sto facendo notare.
                      Di fronte ad un sistema culturalmente evoluto lei si trova oggi all’angolo e reagisce in modo sconnesso e aggressivo. Lei per difendersi confonde dittature con democrazia.
                      Riesce perfino a concepire una assurdità come “possono non esser educato perchè lo era Himmler”; un tonfo logico plateale.
                      Io non ho detto che le quote rosa vanno imposte da fantomatiche “camice rosa”, ma decise democraticamente perchè credo fermamente che come un senato più maturo sia più affidabile, lo sia anche un parlamento con il 50% di donne. Donne scelte tra tutti i cittadini ovviamente, senza obbrobri come liste bloccate.
                      E’ lei che deforma la realtà, che vuole creder a dogmi che dipingono la natura come non è, la società come non è, perfino me come non sono.
                      Lei pensa che io non rispetti delle libertà, mentre da un bel pezzo le ripeto che sono per la libertà di parola come elemento essenziale per la formazione del consenso democratico.
                      Lei è esattamente quello che accusa me di essere il che la rende nel complesso piuttosto ipocrita, anche se non credo se ne renda (ancora) conto.

                    • To_Ni scrive:

                      Non fare lo spocchioso con i fantomatici solidi studi perché sai benissimo che sono castronerie costruite ad arte per razionalizzare ciò che siete. E la loro solidità scientifica è pari allo solidità scientifica di Darwin (padre e figlio dopo) e Galton e manifesta la stessa pericolosità se si tiene conto che un monumento americano come Theodore Roosevelt disse: “Il primo dovere di ogni buon cittadino, uomo o donna, di giusta razza, è quello di lasciare la propria stirpe dopo di sé nel mondo; e non è di alcun vantaggio consentire la perpetuazione di cittadini di razza sbagliata. Spero ardentemente che agli uomini disonesti sia impedita la procreazione”. Pure allora si riteneva che la “vox popoli” non dovrebbe avere voce in capitolo, perché c’erano gli studi con gli “esperti” (alcuni presero il Nobel prima di diventare nazisti) la letteratura esistente non era “definitiva, ma era “compatta” . Tutto si ripete e si usano sempre grosso modo parole come le tue.
                      La Chiesa, allora come ora, accusata di essere retrograda è sempre stata contro queste porcherie. Contro la Scienza, a servizio del potere, che crea a tavolino, partendo dalle loro fantasticherie imbizzarrite, il loro miglior mondo possibile e guai se la realtà non si adegua . (Su Himmler non permetto obbiezioni di sorta. Era Educato e per bene. Mi piace, e ci trovo gusto, lo faccio sempre, accostarvi ai nazisti perché avete forti tratti comuni.)

                      La tua democrazia, quella giocherellona, perfezionata e che ti piace tanto, non è espressione di alcuna maggioranza se si tiene conto per come sono caduti governi e come si sono formati: elementi questi che ometti (e per questo la parola democrazia nella tua bocca mi irrita, perché è falsa). Solo un ebete, o in mala fede, non si accorge che i parlamenti oggi svolgono una funzione notarile, proni a far proprie le decisioni prese in altre sedi. Io amo la democrazia, ma della tua, una degenerazione burocratica, ne faccio volentieri a meno.

                      Io sarò “aggressivo” ma non tocco una virgola sugli altri. E dato che il quadro della mia religione è il risultato delle tue elucubrazioni mentali ti correggo ed aggiungo: La mia religione impone che nessuno può essere buono per forza perché la renderebbe viziata. Per questo si è sempre opposta quando ha intravisto il rischio di derive totalitarie che imponessero a tutti il “modo giusto e scientifico di vivere”. Così anche quando Roosevelt (Franklin Delano) chiamava Stalin “il caro zio Joe” essa denunciava il vero volto del comunismo.
                      La mia religione ha creato la civiltà, il tuo “sistema culturamente evoluto” è solo una degenerazione parassitaria che si distingue per contraccezione, aborti , divorzi, creazione di sottospecie di famiglia, suicidi assistiti (e no), diritti inventati per inventati discriminati con il solo scopo che vuole di base togliere a chi ha, ed ha pure meritato di avere, per darlo a tutti e costruire su questo la propria fortuna (anche democratica). Te lo ribadisco il “tuo sistema culturalmente evoluto” non è la civiltà. Il tuo pensiero non c’entra con la civiltà ma con l’omologazione (non è rossa comunista …, ma arcobaleno). Si riconosce dai frutti che sono sotto gli occhi di tutti in termini di infelicità che si traduce in consumi di psicofarmaci, droghe, alcol e pornografia. Una società stordita la cui infelicità è invisibile solo a chi è pago del proprio ombelico. Quindi se intendi il tuo “sistema culturalmente evoluto” come civiltà fai una appropriazione indebita.
                      Non torno sul discorso della quota rosa perché vedo che insisti a fare il tonto e che è coerente con la tua infelice idea di democrazia che ho detto sopra.

                      La frase che meglio coglie quanto è cialtronesco il tuo pensare è la seguente: “Lei pensa che io non rispetti delle libertà, mentre da un bel pezzo le ripeto che sono per la libertà di parola come elemento essenziale per la formazione del consenso democratico.” Tu non hai l’idea di cosa sia la libertà, e la libertà di parola è nulla se vuoi di partenza vai a minare le condizioni affinché la parola si possa fondare sull’ esperienza. Per questo prediligi uno Stato che in nome dell’equidistanza di tutti i credi religiosi (meglio se cattolico) propugna solo il proprio credo che rende nulla gli altri.

                      Quindi ti rispedisco al mittente l’ipocrisia perché mi si può rimproverare tutto (pure il furore verbale… pure una mancanza di misura nell’infervorarmi) ma non sono un sepolcro imbiancato contrariamente a certe persone bene educate.

                    • Michele L scrive:

                      Ancora una volta dimostra di fare una certa confusione, non solo sulla democrazia, ma anche su di me. Lei salta alla conclusioni, ma così discute con i suoi demoni, non con me. Mena paroloni contro fantocci, pare abbia tanta rabbia da sfogare ma purtroppo la sfoga contro i soggetti sbagliati, il che la rende perfetto prototipo dell’invasato indottrinato che antepone al proprio raziocinio dei dogmi. Dogmi decisi a tavolino da un’élite di potere che in 2000 anni ha perfezionato il metodo per prosperare nella società sfruttando le magagne morali spontanee del genere umano e alcuni capri espiatori, con un’ipocrisia che deve finire.
                      Un obbrobrio che in Italia è lievitato a 2000 miliardi (di euro), tra cui un quarto degli immobili a Roma. Bello l’attico di Bertone. E poi è tanto ipocrita da “difendere le famiglie” a parole, tramite i suoi politici pluridivorziati e giocatori d’azzardo. Quelle stesse famiglie che non si formano perchè il mercato immobiliare è ancora in bolla…Pontificia.
                      Lei continua ad associare, da bravo soldatino, dittature e democrazie, scienze e deformazioni ideologiche e fa di tutto un fascio, con determinazione ideologica.
                      Lei crede che io non conosca le criticità di democrazie soffocanti come quelle degli stati scandinavi, lei pensa che io possa indulgere su misure che permettono una libertà di parola sterilizzata, omogeneizzata. Lei crede che io sia a favore del divorzio breve, crede che io sia per la demoralizzazione della sessualità, crede che io sia un sostenitore dell’eutanasia e dell’aborto. Le hanno insegnato ad attaccare il capro espiatorio e questo lei fa.
                      Ci sono pochi punti, ma “cruciali” (enfasi aggiunta) che la chiesa dovrebbe affrontare: il primo è l’ipocrisia del possesso di una enormità di beni materiali, la seconda è la concezione subordinata della donna, la terza è la concezione errata dell’omosessualità. Io questo attacco.
                      Sul superiore valore della vita umana siamo d’accordo, ma non siamo d’accordo sulla subordinazione della qualità della vita umana, non alla comunità stessa (demos), ma ad una elite di essa, siano essi ricchi, prelati o politici. Io credo che la vita umana, l’umanità, si possano difendere avendo fiducia in tutti, e non solo in quelli che credono di saperla più lunga degli altri (tipicamente i religiosi o i politici). Credo che la via per il miglioramento delle condizioni umane passi per la negazione della subordinazione ad una elite e per una maturazione collettiva fatta di tanta cultura e tanto rispetto del prossimo e della comunità.
                      Sono sicuro che le idee del cristianesimo siano fondamentali. Si sono evolute sotto la pressione della popolazione tramite il riflesso sulla religione delle crisi politiche, perchè dall’impero romano in avanti la religione non ha mai smesso di imparare a fare sue le cose buone che venivano dal popolo.
                      Ma la laicità deve essere il limite per contenere delle derive, perchè la democrazia deve essere reale e la popolazione deve resistere a condizionamenti nell’interesse di pochi su quello di molti, diffidare da ogni concentrazione di potere indefinita nel tempo, incluse ricchezza, politica e religione.
                      La mia non è una utopia più di quanto non lo sia quella del religioso. E penso che i capri espiatori (donne, omosessuali) e l’ipocrisia della ricchezza siano due tra i maggiori ostacoli che oggi si frappongono tra noi ed una ulteriore evoluzione culturale, come quella che -a caro prezzo- abbiamo ottenuto il secolo scorso.
                      Perchè un sistema culturale viziato da taluni preconcetti ne viene rallentato, reso ebbro dalla stupidità, dall’ottusità che certe idee perverse producono. Il ruolo della donna deve essere paritario a quello dell’uomo. La donna è spontaneamente remissiva per varie ragioni, come lo sono i deboli, ma se vogliamo una società misericordiosa abbiamo bisogno di una società che rispetta i deboli e che non se ne approfitta, come oggi il maschio si approfitta delle donne. Se vogliamo una società giusta, che sa giudicare prima di pregiudicare, che non approfondisce il solco che separa i primi dagli altri, ci serve una società che sa comprendere le differenze con intelligenza. Senza essere scioccamente pronta a cedere su qualsiasi punto in base ad una moda, ma nemmeno arroccata su di una ideologia, soprattutto quando diventa evidente che si tratta di una forma di pensiero che a comodo a pochi gerarchi in cerca di un fantoccio su cui esibire gli ultimi scampoli di un potere moralistico poco giustificato (la chiesa contro gli omosessuali).
                      Oggi il problema principale della società è che non vi è un peso morale della ricchezza. Nessuno si stupisce che ci sia gente ricca a miliardi. Questo è il vero problema della società. Una chiesa ricca a miliardi questo problema non sarà mai in grado di risolverlo. Ed ecco perchè la ricchezza della chiesa è un grave problema.
                      Quindi come vede tre sono i punti che sollevo: il rispetto delle donne come emblema del rispetto dei miti, il rispetto per gli omosessuali per una nuova comprensione e fiducia nei sentimenti delle persone (ma non nell’edonismo), il rispetto per l’uguaglianza che passa attraverso la moralizzazione della ricchezza. Io non sono quello che lei pensa che io sia. Può pure smetterla di esagerare con me, come esagera nel non essere educato, perchè io probabilmente sono molto più lontano da Himmler di lei.

                    • To_Ni scrive:

                      Caro Michele L

                      Ed ancora una volta sminuisci ciò che dico, e mi inserisci nella categoria dei confusi in materia di democrazia. Me ne faccio una ragione, l’essere un idiota confuso o, in alternativa, un mascalzone sono le uniche chance per chi non si accoda al vostro meraviglio mondo.
                      Permettimi di tralasciare molte parti del tuo discorso, dettati più da una comprensibile reazione e come tale imponderata (ma che considero una libera associazione freudiana in cui, nell’accozzare tutti i luoghi comuni contro la chiesa mi confermi il tua abbeveraggio ai canali della propaganda e la rigidità della tua visione dogmatica) . Ti capisco.

                      Accenno solo alla tua avversione nei confronti della ricchezza della Chiesa ed ai “tre punti” con cui chiudi.

                      Quella della ricchezza della Chiesa, è un classico. La Chiesa, chi la ama come la ami tu, la si vuole povera, …. Ma solo per il suo bene. In questo modo non si stressa ad essere presente a tutte le latitudini, tra le miglia di missioni, tra i preti e suore sperduti nei più lontani angoli del mondo. Chissà poi, nella miseria affronta meglio le multinazionali, l’Onu con i derivati ONG, guarda caso tutti gli sponsor di tutti i nuovi diritti inventati (per me…all’insegna tanto peggio tanto meglio). Caro Michele L, sarò confuso (per te), ma io voglio la chiesa ricca e che faccia buon uso della ricchezza. Buon uso è opporsi ai mali del mondo. La prima operazione che fece lo stato unitario è stato quello di incamerare i beni ecclesiastici, non solo per impinguare le casse fallimentari dello stato, ma con l’intento neppur tanto celato di impoverirla per fala morire. Non si sono fermati davanti a niente (scuole per disabili incluse).

                      Punto Uno

                      Il “rispetto delle donna” passa innanzitutto per il rispetto di ciò che sono le donne . Figurati se sono contrario alle eguaglianze sul piano e sociale ed economico, ma sono contrario alla decostruzione operata per quello che è il suo ruolo di madre e moglie. Dal 68 in poi la donna realizzata è solo quella in carriera (ed aborto e contraccezione ne sono gli ovvi accessori), una donna che sceglie la casa, il marito, i figli è vittima di un potere soverchiante (il mascalzone maschile) o una fallita (imbecille).
                      Pure io auspico sinceramente una maggiore partecipazione delle donne alla vita politica. Ci mancherebbe se penso il contrario. Ma qualche considerazione bisogna trarla dal fatto che tanto la Tacher che la Merkel, se avessero legato la loro fortuna politica al voto femminile, a quest’ora avrebbero dovuto fare un altro mestiere .
                      Tu mi dirai, ma bisogna aggiustare “civilmente la cosa” e lo dobbiamo fare noi (coè tu, e quelli che la pensano come te) che capiamo “meglio di tutti”.
                      A questo punto le nostre strade si dividono. Un motivo è perché trovo tale manipolazione stupida quanto il voler esportare, appoggiando una primavera araba, la democrazia in Libia (o se preferisci in Iraq). Un altro motivo è perché trovo disturbante l’idea stessa che l’esperto (un tecnico della società) predispone il percorso da fare. Sono obbrobri che l’esperienza dimostra che la cura è peggio della malattia. Non mancano gli esempi: amo ricordare il “percorso” tracciato, negli USA, dalla sentenza Brown prima e Green poi, nelle politiche anti segregazione, culminata della sentenza Swann contro il Board of Education di Charlotte -Mecklemburg… (Corte Suprema) che nel 71 con il busing forzato (studenti bianchi e neri “costretti” a stare insieme in pulman per andare a scuole che neanche loro avevano scelto) . Alla fine, la cattività, peggiorò le cose .

                      Punto 2

                      Sugli omosessuali sono d’accordo con tutto quello che dici, e a riconoscere quello che vuoi (successione, assistenza medica …..) ad eccezione del matrimonio perché virus troiano verso l’adozione. Ed ovviamente sono contrario ad una legge che trasformi questa mia eccezione in malattia omofoba perseguibile con codice penale in mano.

                      Punto 3

                      La “moralizzazione della ricchezza” è una blasfemia. Non perché un uso morale della ricchezza non sia giusta, ma perché la morale è roba dei singoli ed è strumento per la propria realizzazione umana. L’uomo ricco (da solo o in gruppo) deve aiutare il povero, meglio se lo fa nel modo giusto perché non diventi un parassita. Ma non può vedersi l’imposizione dello Stato che lo obblighi.
                      Ma questa blasfemia mi ricollega ad un’altra nota dolente del tuo pensiero, la concezione democratica, per me, alienata, proprio perché inserita in uno Stato politico-morale. Il Machiavelli (nel dialogo su Tito Livio) in maniera indiretta focalizza il rischi di una certa cattiva bontà. Racconta un episodio della Roma imperiale dove un patrizio decide di dare in maniera spropositata i suoi averi alla plebe. Gli altri patrizi, nel timore di vedergli costruire un seguito popolare alle spalle, lo uccisero . Temevano la perdita della loro libertà.
                      Il discorso può trasferirsi oggi. Se lo Stato, assume una posizione morale sulla ricchezza dei singoli, se dall’altro lato, democraticamente aumenta il numero e le categorie dei discriminati , e se a questo aggiungi che usa la ricchezza dei primi per alimentare i secondi il rischio che ne deriva è evidente: Lo Stato si rafforza (chi mette in discussione uno Stato che ti alimenta ), crea sudditi-poppanti-e dipendenti e la stessa democrazia ne risulta menomata (anche se formalmente si vota).

                      Come vedi, persisto ad essere assolutamente contrario a quello che dici. Dirai che i miei argomenti sono dogmatici e che voglio importi la mia religione… sarà, ma non lo penso e non so come tu lo deduci da quello che ho scritto. Credo pure che ciò che tu pensi è nocivo per tutti (te compreso).

                  • Mazinga Z scrive:

                    Le ragioni della disparità salariale e le reali modalità con le quali essa si presenta sono state già spiegate da Stoppani qua sopra con cause e possibili soluzioni.
                    Basta leggere.

                    • sganarello scrive:

                      Se li ha elencati Stoppani è legge naturale. Le donne prendono meno perchè sono deboli rispetto all’uomo (maschio). Meno male che siete un ridicolo 0.1% di ridicoli. Fortunatemente non avete influenza su praticamente nulla. Se vi basta leggere stoppani e mazinga z.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Se non si conta nulla tu che scrivi a fare su questo sito?
                      Come mai lo 0,1% di ridicoli sembra pestarvi i piedi come un branco di elefanti?
                      Non sarete mica voialtri ad avere qualcosa che non va?

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Un'aerodinamica di nuova generazione caratterizza il telaio della nuova top di gamma del marchio veneto. Tecnologia Balanced Design, manubrio integrato e freni direct mount per un prezzo che parte da 4.600 euro

Alla versione orientata all’off road dell’ammiraglia Jeep si accompagna il debutto, per Renegade, del cambio a doppia frizione DCT in abbinamento al 1.6 Mjet da 120 cv. Svelati inediti pacchetti di personalizzazione Mopar e nuove serie limitate.

Debutta a Parigi la nuova gamma elettrica della city car tedesca. Il motore a zero emissioni eroga 82 cv ed è disponibile sia per la biposto fortwo coupé/cabrio sia per la cinque porte forfour. Autonomia di 160 km e ricarica più rapida che in passato.

La berlina sportiva del Tridente può ora contare su dotazioni multimediali e di sicurezza allineate alle rivali tedesche. Il V6 3.0 biturbo della versione d’ingresso a benzina eroga 350 cv anziché i precedenti 330 cv. Debuttano i pacchetti Luxury e Sport.

Il contest musicale King Of The Flow accompagna al debutto la crossover compatta giapponese. Tra chi voterà uno degli artisti protagonisti c'è in palio proprio una Toyota C-HR

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