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I gemellini contesi del Pertini. Un’eterologa per errore che svela l’errore dell’eterologa

dicembre 29, 2014 Redazione

Prosegue la battaglia giudiziaria per l’attribuzione dei due bambini nati per un incredibile scambio di provette

Ricordate il caso dei gemellini dell’ospedale Pertini di Roma, venuti al mondo nell’utero della donna “sbagliata” dopo un incredibile scambio di embrioni? Ora i due bambini crescono nella famiglia della madre che li ha partoriti e suo marito, ma i genitori genetici non si sono arresi e sono andati per tribunali.
La Stampa oggi torna a raccontare questo incredibile caso che coinvolge il destino di sei persone e che non è di facile risoluzione. Come si ricorderà, anche il Comitato nazionale di bioetica, interpellato dalla Regione Lazio per un parere, aveva mostrato un certo imbarazzo riconoscendo «buone e fondate ragioni a entrambe le coppie. Per questo dichiara “indecidibile”, da un punto di vista bioetico, un’attribuzione netta di maternità e paternità».

CON CHI DEVONO CRESCERE? Da quando le coppie sono state informate dello scambio è iniziata la battaglia legale per l’attribuzione dei figli, che ora hanno quattro mesi. Il primo pronunciamento sul caso è stato espresso dal giudice monocratico Silvio Albano che ha riconosciuto i diritti dei genitori biologici. Infatti, nonostante sul caso vi sia un vuoto legislativo, è indubbio che i due bambini debbano crescere con loro perché «la letteratura scientifica è unanime nell’indicare come sia proprio nell’utero che si crea il legame simbiotico tra il nascituro e la madre. D’altro canto, è solo la madre uterina che può provvedere all’allattamento al seno del bambino. Non può, pertanto, non ritenersi sussistente un interessamento dei minori al mantenimento di tale legame, soprattutto alla luce del fatto che i bambini sono già nati e nei loro primi giorni di vita deve ritenersi abbiano già instaurato un significativo rapporto affettivo con entrambi i genitori e sono già inseriti in una famiglia».

L’ERRORE E’ L’ETEROLOGA. La coppia esclusa, però, non pare arrendersi. Inizialmente aveva richiesto che i due piccoli fossero affidati a una casa famiglia, ora pare che la vicenda andrà avanti per tribunali, non solo italiani, ma coinvolgendo anche i giudici di Strasburgo.
Resta al fondo di questa triste storia un giudizio che su Tempi era stato ben espresso da Alfredo Mantovano. La notizia del caso, infatti, seguì di qualche ora la decisione della Corte costituzionale di permettere l’eterologa, una pratica che consente di procreare bambini che, in tutto o in parte, hanno il patrimonio genetico di altri. Al di là di quel che si tende a far credere, i figli, le famiglie e le persone coinvolte in queste procedure vanno incontro a drammi esistenziali e di identità non indifferenti. Programmare deliberatamente di infilarsi in questi tunnel – che hanno tutto un corollario di affari e conseguenze sulla salute delle donne – è da pazzi. L'”indecidibile” vicenda del Pertini, da questo punto di vista, è il tragico errore che svela un errore ancor più profondo e in cui a pagarne le conseguenze più pesanti sono le parti più indifese.

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10 Commenti

  1. Valentina scrive:

    Spero che questa volta sia fatta giustizia. La sentenza che aveva negato ai veri genitori i loro figli era stata disumana. Quei bambini, come chiunque altro, come tutti noi, sono figli della coppia da cui proviene il materiale genetico, la coppia da cui furono originati gli embrioni. Come tutti noi assomigliano ai loro veri genitori, oppure ai nonni, o agli zii. Mia madre, per esempio, è il ritratto vivente del nonno paterno e dai genitori ha ereditato altre caratteristiche fisiche. Io, invece, ho le mani di mio zio materno. E così quei gemellini hanno le caratteristiche fisiche dei loro veri genitori, non di quei due estranei ai quali una prima sentenza ingiusta li aveva affidati. Sarebbe orribile se, crescendo, si rendessero conto di non somigliare a questi “genitori” che non sono tali, o ai “parenti” che ugualmente non sono tali. Sarebbe orribile sentirsi dire: “Non somigliate a nessuno dei vostri genitori, da chi avete preso queste mani che in famiglia non ha nessuno?”. La natura non mente e si fa sempre sentire. Spero davvero che questa drammatica vicenda abbia finalmente la soluzione giusta e che per quei due disgraziati genitori abbia termine la sofferenza mostruosa di essere stati privati dei loro figli a causa di una legge ingiusta e dell’egoismo di chi voleva un figlio ad ogni costo. Anche a costo della disumana sofferenza altrui, anche a costo di rubare due bambini ai loro veri genitori.

    • GGG scrive:

      Il problema è che porre la questione di natura non ha senso, perché qui la natura è strattonata. Esiste la natura del patrimonio genetico, e la natura di una gravidanza. Quale natura seguire? Dimostrazione che c’è effettivamente qualcosa di intrinsecamente sbagliato in questa pratica. Anche il fatto che i genitori biologici preferissero una casa famiglia ad un’altra famiglia (per paura che i figli si affezionino a qualcun altro?) la dice lunga sulla mentalità corrente a riguardo…

      • antonio scrive:

        caro GGG di cosa ti meravigli? hanno proposto una CASA FAMIGLIA – vedi come suonano bene queste due parole – mica uno ZOO. ( quando ci si mette su una china pericolosa, poi non ci si ferma più)

      • Valentina scrive:

        Signor GGG, quella gravidanza fu indotta da un errore mostruoso dell’ospedale, ma quei bambini non sono veramente figli della donna che li ha partoriti e tanto meno del marito, che non ci ha messo nulla e che con loro non c’entra nulla. Se, per un errore spaventoso, alla signora fosse stato impiantato l’embrione di un elefante, quell’elefante sarebbe suo figlio? Se lei, da embrione, fosse stato impiantato nell’utero della sua vicina di casa, sarebbe figlio della sua vicina di casa, anziché delle persone che le hanno dato origine? L’errore spaventoso dell’ospedale non cambia la realtà: i gemellini, come tutti noi, sono figli della coppia da cui furono originati gli embrioni e che ora sta vivendo un calvario disumano per non aver mai potuto nemmeno vedere i suoi figli, dar loro i nomi voluti, il cognome. Tutto questo è stato concesso a due estranei egoisti e disumani, che stanno costruendo la loro felicità e la loro voglia di essere genitori a ogni costo sulla sofferenza altrui. Un domani questi due bambini, diventando adulti e consapevoli, potrebbero avere problemi nel vedersi completamente diversi dai “genitori” o dai “parenti”. Come donna, io dico che non potrei mai sentire come mio figlio un figlio altrui, sapendo che alla base c’è stato un errore così macroscopico, e soprattutto non potrei mai rubare un figlio ai suoi veri genitori solo per avere un figlio ad ogni costo. Io non sono per il figlio ad ogni costo. Quei disgraziati genitori stanno soffrendo una tortura psicologica immensa, i loro figli devono crescere con loro, non con due estranei egoisti e disumani. Spero davvero che questa volta sia fatta giustizia. La saluto cordialmente.

    • antonio scrive:

      cara valentina, spero che tu trovi tanta indignazione e tanto coraggio per rivolgerti a tutte le coppie omogenitoriali che ALLEVANO con TANTO AMMMMORE i bambini COMMISSIONATI E STRAPPATI ALLE LORO MADRI BIOLOGICHE.

      • Leo Aletti scrive:

        Fivet omologa o eterologa che sia è sempre sbagliata.

      • Valentina scrive:

        Signor Antonio, la mostruosità che lei prospetta e alla quale io sono contraria è tutto un altro discorso che non ha nulla a che fare col caso di questi gemellini. Le due coppie in questione, eterosessuali, si erano rivolte all’ospedale per avere un figlio tramite fecondazione omologa. Non avevano alcuna intenzione di procedere a una fecondazione eterologa né di “commissionare” figli ad altre donne per poi “strapparglieli” (con il consenso di queste donne, tra l’altro, come succede solitamente in quei casi ripugnanti). Si sono, invece, trovate vittime di una “eterologa da errore”, come è stata definita. Ma non era nelle loro intenzioni e non è stata colpa loro. Le vittime non devono pagare le colpe di chi ha sbagliato. I gemellini sono figli della coppia che ha dato origine agli embrioni, non della coppia che per un errore mostruoso ha ricevuti gli embrioni altrui. Spero davvero che sia fatta giustizia e che i veri genitori dei gemellini possano riavere i loro figli. E con questo chiudo perché non voglio infastidire o annoiare gli altri lettori ripetendo un pensiero che ormai ho già abbondantemente espresso. Cordiali saluti.

  2. silvia scrive:

    Sono compresibili le posizioni di entrambe le parti, il problema è il vuoto legislativo che fa perdurare questa situazione malsana soprattutto per i bambini che, ancora non si rendono conto, ma sono contesi tre due famiglie. Terribile…. però una casa famiglia… proprio no!

    • Ale scrive:

      Non c’è alcun vuoto legislativo. L’utero in affitto in Italia è vietato dalla Legge. L’Eterologa invece è legale. Egoista mi sembra chi voleva far affidare i gemelli ad una “casa famiglia” piuttosto che alla coppia che li ha messi al mondo, pur senza comunione di geni. Inoltre non è affatto detto che gli embrioni si sarebbero sviluppati nell’utero della madre biologica. Ci sono donne che producono ovuli e poi embrioni bellissimi che tuttavia non si traducono in gravidanza perché non riescono ad impiantarsi o a svilupparsi. Quindi se i gemellini “venissero dati ai genitori biologici” si aprirebbe la Strada anzi l’Autostrada dell’Utero in Affitto dal punto di vista Legislativo.

    • Valentina scrive:

      Gentile Signora Silvia, lei avrà certamente capito che la proposta della “casa famiglia” era stata avanzata in un momento di disperazione dai genitori dei bambini, come anche la loro proposta che nessuno fosse escluso (e hanno finito per essere esclusi proprio loro, i veri genitori dei gemellini). Si trattava di proposte temporanee in attesa che questa situazione drammatica si sbloccasse, si trattava di tentativi disperati di due genitori che non volevano perdere i loro figli. Capisce bene che in una casa famiglia un figlio lo fanno sempre incontrare con i genitori, ma una volta che un bambino è affidato ad altre persone, quelle se lo portano via e i genitori non lo vedono più. Come puntualmente è stato dimostrato da questi due egoisti, che non hanno nemmeno permesso ai genitori dei gemellini di vederli dopo la loro nascita, nonostante quei due poveretti li avessero pregati di farglieli vedere. La proposta della “casa famiglia”, lo ripeto, era nata dalla disperazione, dal tentativo di non perdere quei bambini ed era intesa come soluzione temporanea. Ora io spero veramente che questa situazione si risolva definitivamente con la ricongiunzione tra i gemellini e i loro veri genitori perché questa è giustizia. E mi auguro che sia anche colmato il vuoto normativo riguardo a casi del genere perché non è più vero ciò che dicevano gli antichi, “La madre è sempre certa”, non è più così certo ciò che dice la legge attuale, “La madre è colei che partorisce”. Purtroppo, in epoca di fecondazione assistita, di embrioni “fabbricati” in laboratorio e di tragici errori, come questo, tutto questo è veramente da rivedere. Cordiali saluti.

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