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Francia. Per rendere l’aborto «un diritto vero e proprio delle donne, si cancelli l’obiezione di coscienza per i medici»

novembre 8, 2013 Leone Grotti

È uno dei consigli che l’Alto consiglio per l’uguaglianza tra uomini e donne ha dato al ministro Vallaud-Belkacem del governo Hollande

«Sopprimere nell’articolo 2212-8 del Codice della sanità pubblica la menzione esplicita dell’obiezione di coscienza formulata così: “Un medico non è mai tenuto a praticare un’interruzione volontaria di gravidanza”». È una delle iniziative che l’Alto consiglio per l’uguaglianza tra uomini e donne (Hcefh) ha indicato al ministro francese Najat Vallaud-Belkacem per rendere «quello all’aborto un diritto un po’ più come tutti gli altri».

220 MILA ABORTI. Il rapporto che ieri Hcefh ha presentato al ministro dei Diritti delle donne in Francia ha carattere consultivo ma contiene indicazioni che membri stessi del governo socialista di Francois Hollande hanno ritenuto eccessivi.
In Francia l’aborto viene rimborsato al 100 per cento, vengono praticati 220 mila aborti all’anno e secondo un’indagine di Drees il 35 per cento delle donne francesi sono ricorse all’interruzione di gravidanza almeno una volta nella loro vita. Il governo Hollande ha anche creato un sito per «sponsorizzare l’aborto» ma vuole fare ancora di più.

«DIRITTO VERO E PROPRIO». Per questo, secondo Hcefh, poiché le donne «si sentono ancora colpevoli» e «non ritengono l’aborto come qualcosa di legittimo» bisogna cancellare il termine «sofferenza» nel punto in cui la legge dice che l’aborto è permesso «a tutte le donne incinte che si trovano a causa del loro stato in una situazione di sofferenza». Pur comprendendo che questa clausola è stata inserita per impedire che «l’aborto diventasse un modo per regolare le nascite», il Hcefh afferma che se rimane così la legge «l’aborto non sarà mai un vero e proprio diritto della donna, ma solo una concessione dello Stato».
Inoltre, secondo la legge, è obbligatorio aspettare una settimana tra la consultazione di un medico e un altro. La nuova indicazione è che la settimana venga ridotta al massimo a due giorni perché «non è necessaria visto che molte donne hanno già deciso da tempo di ricorrere all’interruzione di gravidanza».

ELIMINARE OBIEZIONE DI COSCIENZA. Infine, bisogna anche abolire il diritto all’obiezione di coscienza per medici, ostetriche o infermieri dal momento che «la clausola di coscienza è già riconosciuta in maniera generale a tutti coloro che lavorano in ambito medico». Molte associazioni si sono spaventate leggendo quest’ultimo “consiglio”, ritenendolo il primo passo per l’abolizione dell’obiezione di coscienza nel campo dell’aborto dopo che è stata abolita per i sindaci in materia di celebrazione di matrimoni gay.

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7 Commenti

  1. Bifocale says:

    Tutta la mia solidarietà ai medici obiettori. E’ una vergogna questo attacco alla libertà individuale. l’ideologia di morte, unita all’ideologia del gender, produce danni incalcolabili all’uomo.

  2. Picchus says:

    Et voilà, un altro pezzo di libertà che se ne sta per andare. Ma che importa, tanto la libertà di coscienza è solo una “boutade”…

    • Antony says:

      Scusate la pesantezza, ma sarebbe meno grave l’eutanasia alle madri, dopo aver partorio ovviamente!!!

  3. catinu says:

    Un’altra grande conquista del femminismo, uccidere i propri figli: un grande passo per la donna, un passo indietro per l’umanità.

  4. mike says:

    ancora ne vanno fieri: libertè egalitè fraternitè. tutti siamo uguali. oggi però non in casi come un medico contrario ad una richiesta d’aborto. tutti sono uguali tranne chi pensa certe cose (=dittatura; io perlomeno non so come altro chiamarla). se si considera che in francia ci sono 220.000 aborti l’anno, e che ci sono molti musulmani, tra un po’ tutti saranno uguali eccetto i francesi. infatti domineranno i musulmani, se poi i francesi non si saranno estinti. beh qui ho esagerato.
    di certo pare vogliano scristianizzare e musulmanizzare la francia. poi ancora egalite? si se farai parte della umma e rispetti i dettami dell’islam.

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