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Francia, petizione della Manif: «Hollande, riconosci l’obiezione di coscienza per i sindaci»

giugno 19, 2013 Leone Grotti

La Manif pour tous chiede che Hollande riconosca ai primi cittadini la possibilità di non celebrare i matrimoni gay

Una petizione per garantire ai sindaci e agli aggiunti francesi libertà di coscienza. È la nuova iniziativa della Manif pour tous, che si è sempre battuta contro l’approvazione del matrimonio e l’adozione gay in Francia.

RIVOLTA DEI SINDACI. Il tema dell’obiezione di coscienza è scoppiato in Francia quando il sindaco di Arcangues Jean-Michel Colo, «per non violare la mia coscienza», si è rifiutato di sposare una coppia omosessuale. Il governo ha minacciato sanzioni ma il primo cittadino è stato difeso dal Collettivo dei sindaci per l’infanzia, che riunisce oltre 20 mila sindaci e aggiunti e che, come dichiarato dal suo portavoce Franck Meyer a tempi.it, vogliono il «rispetto della legge» ma non «essere costretti ad agire contro la nostra coscienza».

LA PETIZIONE. La Manif ha perciò lanciato una petizione (si può firmare qui) perché Francois Hollande riconosca il diritto all’obiezione di coscienza: «Dal prendere in considerazione la realtà della procreazione – solo un uomo e una donna possono procreare e questa è la ragion d’essere del matrimonio – siamo passati al riconoscimento di un individualismo assoluto che nega la realtà umana e al sacrificio del diritto dei bambini a essere riconosciuti come nati da un uomo e una donna, cioè un padre e una madre. (…) Questa legge urta profondamente le coscienze e mette in difficoltà coloro che sono chiamati a celebrare i matrimoni, cioè i sindaci e i loro aggiunti».

APPELLO A HOLLANDE. Continua il testo: «Il signor Hollande si era impegnato affinché “la legge si applichi per tutti, nel rispetto, nondimeno, della libertà di coscienza”. Poi si è tristemente ricreduto dopo le pressioni delle lobby LGBT. Noi chiediamo solennemente al presidente della Repubblica di tornare sui suoi passi: che la legge sulla libertà di coscienza nell’applicazione della legge Taubira sia rispettata per tutti i sindaci, gli aggiunti e gli ufficiali dello Stato civile».

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9 Commenti

  1. Firmalaverita scrive:

    L’omosessualità è stata tolta dai disturbi mentali per una decisione politica. Per ridare agli omosessuali un giusto metro per valutare la loro condizione innaturale, in modo che possano condurre le loro richeste verso giusti indirizzi che non sono il matrimonio e la figliazione. Firmate questa petizione per riportare l’omosessualità tra i disturbi mentali, quale è veramente:
    https://www.change.org/petitions/reclassify-homosexuality-as-a-mental-disorder

    • Paolo scrive:

      L’omosessualità è un disturbo mentale solo nel mondo dei sogni confessionali di alcuni.
      Purtroppo per lei la realtà dei fatti è totalmente l’opposto e l’evidenza oggettiva, dimostrata a tutto campo incontrovertibili studi scientifici, la smentisce completamente.
      Come ripeto sempre se ne faccia una ragione e vedrà che si sentirà meglio

      • H.Hesse scrive:

        @Paolo
        Cosa diavolo sono i “sogni confessionali”? Quelli che fa il prete che si addormenta ascoltando i penitenti?
        E chi li ha fatti gli “studi scientifici incontrovertibili”?
        La “fatina dei denti”?!
        Racconta meno minkiate vedrai che anche tu ti sentirai meglio. P.I.R.L.A.!

        • francesco t scrive:

          un minimo di informazione e si scoprirebbe che :
          1- la votazione dell apa è stata iniziata proprio da una psichiatra che SOSTENEVA che l omosesualità fosse una malattia mentale, che ne aprì il dibattito.
          2- la stessa ricercatrice, fallì nel suo tentativo di dimostrare la sua teoria, con ricerche assolutamente mendaci e prive di fondamento.
          3- al contrario, per i molti anni che precedettero la votazione, e in cui era attivo il dibattito sulla questione (aperto proprio dalla psichiatra anti gay) , vennero condotte e discusse un numero considerevole di ricerche scientifiche che smontarono l ideologia, non scientifica e mai comprovata, che l omosessualità fosse una malattia mentale.

          • H.Hesse scrive:

            Ciononostante la decisione fu politica, in quanto si svolse una votazione (per corrispondenza).
            Quanto all’attributo della “scientificità” che tu concedi alle presunte prove da cui si dovrebbe dedurre che non sia neanche un tantino deviato il comportamento di chi desidera copulare con qualcuno del proprio stesso sesso, sarebbe meglio lasciar perdere, e di brutto.
            Anche perché tu stesso, inisieme con l’intera umanità, costituisci la prova vivente che ci si accoppia tra maschi e femmine e non tra maschi e maschi o femmine e femmine.
            E hai anche il coraggio di cianciare di “ideologia”.

            • francesco t scrive:

              purtroppo per lei, il fatto che fosse stata a votazione, non dimostra affatto che sia una scelta politica. infatti a sostegno delle tesi, ci sono di farro ricerche scientifiche (le cui opposizioni non hanno potuto confutare).

              l orientamento sessuale , spiace per lei, è molto più di un attrazione per l incastro.
              ironico che lei punti tutta la sua difesa del definire l omosessualità come “malattia mentale”, solo perchè lei reputa deviato il provare sentimenti o desideri per lo stesso sesso.

              purtroppo per lei, io, gay da quando ho memoria , sono identico , psicologicamente , a qualsiasi etero mio coetaneo. il fatto che io abbia le medesime caratteristiche fisiche, psicologiche, affettive, sentimentali, sociali e via discorrendo, di una persona etero, mi rende una persona assai normale quanto lei.
              chiaramente, la dissuado dal fare i medesimi paragoni cercando di rigirare malamente la frittata, citando a caso la pedofilia o la zoofilia, che sono ben caratterizzate da profili psicologici assai diversi da una persona non pedofila o non zoofila (senza entrare nel merito dell attrazione di un soggetto non consenziente, attrazione che si permuta SEMPRE in un abuso conscio e voluto,con nessuna possibilità di reciprocità) . aggiungendo tra l altro che zoofilia e pedofilia non sono orientamenti sessuali poichè ,in quanto perversioni sessuali(parafilie), colpiscono indistintamente sia persone etero che omosessuali.

              certo che parlo di ideologia. perchè lei non espone nessun fatto scientifico al di là dell ideologia stessa, mentre nel quasi mezzo secolo passato fino ad oggi, le prove scientifiche sono state veramente troppe perchè la sua mera ideologia venga accolta.

              ps: la petizione viola il regolamento di change.org. giusto per dire.

              • francesco t scrive:

                ps: la votazione si è espressa dopo anni di dibattito , come ben spiegato. ma forse lei preferirà gridare alla “lobby gay” cattivona che ha mandato minacce (di cui non se ne è mai vista traccia) , in una società americana degli anni 70 in cui i gay venivano uccisi, non potevano mostrarsi in coppia pubblicamente senza venir arrestati(e venivano arrestati per molto meno), e in cui non esistevano ancora gruppi ampi di coalizione glbt ma solo gruppetti isolati.
                wow, davvero un epoca d oro per le “lobby gay”. chissà quanta paura che dovevano avere di fronte alle minacce di gruppettini che non avevano nessun potere, che erano perseguitati dalle forze dell ordine e dalla politica non poco anti gay del periodo.

              • H.Hesse scrive:

                1) La votazione fu politica nel metodo (da quanto in qua la scienza è democratica?) e nel merito perché furono esercitate pressioni DOCUMENTATE sui votanti, e, anche se tu dici con malriposta sicumera il contrario: la Scienza è tutta un’altra cosa, baby.
                2) Il comportamento omosessuale sarà normale quando dalla copula di due maschi o due femmine nasceranno bambini, fino ad allora sarà perfettamente lecito considerare tale abitudine una perversione come ce ne sono tante altre.
                Ti ripeto, di scienza ti conviene non cianciare, da quel che vedo te ne mancano gli strumenti.

          • Sirio scrive:

            L’Apa non ha più alcuna credibilità scientifica dopo che Nicholas Cummings, primo presidente APA e professore emerito di Psicologia presso l’Università del Nevada, si dimise proprio in polemica con l’associazione da lui presieduta nel passato, e disse: l’APA «ha permesso che la correttezza politica trionfasse sulla scienza, sulla conoscenza clinica e sull’integrità professionale. Le persone non possono più fidarsi della psicologia ufficiale per parlare di prove, piuttosto ci si deve riferire al politicamente corretto. Al momento la governance dell’APA è investita da un gruppo elitario di 200 psicologi che si scambiano le varie sedi, commissioni, comitati, e il Consiglio dei Rappresentanti».

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