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Francia. Lettera di una maestra: «Ecco gli effetti dell’insegnamento gender sui bambini di una scuola elementare»

luglio 9, 2014 Redazione

Un’insegnante scrive al primo cittadino del suo paese: «Caro signor sindaco, i bambini mi hanno detto che hanno sentito cose “disgustose”» su cambio di sesso, masturbazione e prostituzione

Riportiamo stralci della lettera inviata da un’insegnante di religione in Francia al sindaco del suo Comune, dopo aver visto gli effetti dell’insegnamento gender impartito nella sua scuola da una militante Lgbt a bambini di 10 anni. La traduzione della lettera pubblicata in origine da VigiGender è nostra.

Caro signor Sindaco, occupandomi della religione cattolica in molte scuole elementari pubbliche di XXX, mi sembra importante informarla delle mie inquietudini a riguardo di un incidente avvenuto martedì mattina 3 giugno in una classe CM2 (ultimo anno delle elementari, ndr) della scuola XXX.

Mentre tenevo la mia lezione sulla Pentecoste al pomeriggio, ho sorpreso due bambini della classe dare a un altro “dell’omosessuale”. Avendoli sentiti, ho cercato di individuare i motivi di quella tensione. Un bambino mi ha quindi spiegato che quella mattina stessa un’infermiera (che poi si è scoperto essere una militante Lgbt, ndr), esterna al corpo docenti, era venuta a parlare loro di sessualità.

Immediatamente (…) hanno cominciato a dirmi che avevano ascoltato cose “disgustose” da parte di questa donna. Lei avrebbe parlato della figlia che da piccola si vestiva come un maschio e che adesso vive con un’altra donna; della possibilità di cambiare sesso; della masturbazione; della prostituzione e di altre cose che li hanno visibilmente e profondamente scioccati.

Alcuni bambini hanno cercato di non ascoltare ma la donna li ha ripresi duramente. Alcuni l’hanno definita “malsana”, altri una “lesbica”. Come primo approccio all’amore umano non mi sembra riuscito! Li ho lasciati parlare perché non potevo proseguire la mia lezione a causa del loro stato di shock e del loro bisogno di esprimere il loro disappunto. L’insegnante (signora XXX) non era presente perché si occupava di un altro gruppo [di studenti], era invece presente la giovane infermiera della scuola. Secondo gli studenti, lei avrebbe riso (per l’imbarazzo?) ma non sarebbe intervenuta.

Alla fine della mia lezione sono andata dalla maestra per farle conoscere lo stato di malessere dei bambini. Lei mi ha detto che aveva già informato il direttore perché gli alunni le sembravano molto turbati. Oggi, una settimana dopo i fatti, quella stessa maestra mi ha detto che la giovane infermiera era anche lei rimasta scioccata dalle parole della donna intervenuta ma non aveva osato interromperla. (…)

Gli alunni mi hanno detto che tre genitori si sono lamentati per iscritto con la scuola. (…) Non essendo riuscita a parlare direttamente con il preside, ne ho parlato con la segretaria. La donna intervenuta avrebbe fondato L’Hêtre Alsace (associazione Lgbt che combatte l’omofobia). Un mio collega pastore che si occupa della religione protestante mi ha poi detto che un’associazione di lotta contro l’omofobia si è recata in ogni classe di quarta del college XXX poco prima delle vacanze di Pasqua.

Sembra che i corsi sulla sessualità che fino a questo momento erano soltanto proposti nel programma delle classi CM2 siano stati scritti nero su bianco quest’anno in programma (con la possibilità di far intervenire persone esterne). Avendo anch’io un figlio nella classe CM2 della scuola XXX posso confermare che negli ultimi giorni hanno assistito a due lezioni su “come si fanno i bambini”. Il corso è stato tenuto dalla maestra (e questo non ha impedito ad alcuni bambini di provare un certo malessere durante la lezione).

Venerdì prossimo, 13 giugno, alla scuola XXX, degli alunni di CM2 riceveranno la visita di una persona esterna che parlerà di sessualità, anche se l’insegnante aveva fatto sapere a metà anno che non ci sarebbe stato nessun intervento esterno. Ho consigliato al maestro di rimanere con gli allievi, non conoscendo le intenzioni di questa persona esterna.

Tutti questi esempi, signor Sindaco, dimostrano che alcuni bambini di XXX hanno subito e rischiano di subire a scuola dei discorsi che li lasciano profondamente a disagio e questo senza l’approvazione dei genitori e degli stessi insegnanti. La fiducia delle persone è tradita. Sapendo che lei è coraggioso e attento a tutto ciò che può danneggiare le coscienze e l’ordine pubblico, spero che trovi i mezzi necessari per mantenere o restaurare la fiducia dei genitori, la credibilità dell’insegnamento e dei servizi pubblici per i bambini.

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85 Commenti

  1. Cisco scrive:

    Le lobby LGBTQIx58 sottovalutano l’intelligenza dei bambini cui tentano vanamente di fare il lavaggio del cervello. In realtà la purezza di cuore di un bambino, il fatto di rimanere turbato dalle “lezioni” di questi personaggi, dice molto del naturale senso di verità insito nel profondo del cuore umano, che nessuna “cultura” – tantomeno se altamente ideologica – sarà mai in grado di sradicare.

    • luca scrive:

      questo documenta il fallimento delle lezioni antiomofobia: se prima i bambini erano indifferenti al concetto di omosessuale ora ne sono avversi. continuate così mi raccomando!

    • filomena scrive:

      Mi spiace ma se dei bambini delle elementari sono in grado di dare una connotazione negativa a parole come omosessuale o lesbica significa che ne hanno già sentito parlare in famiglia e che i genitori lo hanno fatto in tono dispregiativo e questa è omofobia

      • Martino scrive:

        Concetti come la fraternità e l’amicizia le sfuggono come un grave in orbita geostazionaria sfugge alla forza di gravità.

        Per i bambini (che non hanno subito molestie) gli organi sessuali servono a fare la pipì!

        E a cos’altro servirebbero se non sono “sessualmente maturi”?

      • Toni scrive:

        @Filomena
        Cosa esclude che abbiano un rigetto naturale? Del resto se si può desiderare di essere omosessuale, perché non vale il contrario?

        Ps – tanto per chiedere

        • filomena scrive:

          @Toni
          Il problema non é desiderare di essere gay o viceversa etero, ognuno é quello che é. Almeno io la penso cosi, etero o gay si nasce non si diventa e non é neppure contagioso. Nel caso di bambini che hanno già una idea cosi negativa di un termine (sarebbe stato uguale se il termine fosse stato un altro non legato al l’omosessualità), non può essere che la si siano fatta all’istante nel momento in cui la hanno sentita per la prima volta a scuola durante quella lezione. E’ abbastanza logico pensare che a casa ne abbiano sentito parlare e senza capire fino in fondo il significato riportino le reazioni che hanno visto negli adulti. Purtroppo viviamo in una cultura che giudica fortemente chi é diverso da noi e spesso i bambini ascoltano anche senza che noi ce ne accorgiamo. Questo perché non voglio credere che nessun genitore deliberatamente insegni ai propri figli la discriminazione verso chi ha una sessualità diversa. Questo sarebbe molto grave.

          • Toni scrive:

            @Filomena
            In vero ipotizzavo che ci possa essere una indisposizione naturale verso certi comportamenti e che non siano frutti di condizionamenti. Il fatto che attecchiscano così facilmente è la prova che rispondano ad una esigenza che vuole dischiudersi. Io credo nella natura umana e conseguentemente escludo che l’uomo sia un foglio bianco dove la società riesce a scrivere quello che vuole. Può tentare di farlo, ma non può impedirgli di reagire. Lo schiavizza’? … reazione, non sarà creativo! Vuol mettergli in mente, con corsi specialistici, il giusto modo di pensare? ed egli guarderà altrove.
            Per questo credo che certi corsi saranno un fallimento, trovo indisponente la prepotenza di chi vuole imporli, ma resto convinto che sono un fallimento.
            E’ chiaro che in tutto questo discorso in nessun caso è giustificata la violenza (fisica e psicologica). Ma è altrettanto vero che non si può etichettare violenza ciò che non lo è …. ed è quello che tentano di fare i tuoi amici con “l’omofobia”.

            PS Cosa credi che sia per un “cattolico” il “peccato” ? Te lo chiedo per vedere se ci conosci.

            • filomena scrive:

              @Toni
              Vedo che non hai commentato la reazione dei bambini di fronte all’uso di alcuni termini, devo pensare che condividi la mia tesi? (Non sia mai….)
              Cos’è il peccato? E’un comportamento diverso da quanto indicato dalla dottrina. Poi se vuoi definizioni precise caschi male perché non frequento il catechismo. Ma questo credo ….che già lo supponevi

              • Toni scrive:

                No Filonena, non sono d’accordo con quello che sostieni. Credo che i genitori devono insegnare a portare rispetto verso tutti, ma hanno anche il dovere di donare ai propri figli quello ritengono buono e giusto. Tra queste cose buone per me rientra la convinzione che la famiglia è una e le altre sono creazioni dell’immaginazione (è quali sono i limiti dell’immaginazione?). Ritengo che le persone hanno convinzioni, e che possono legittimamente ritenere che la loro verità è più giusta di quella di altri . Sostengo pure che nessuno può improvvisare “corsi specialistici” per estirpare e convincere che esiste un giusto modo di pensare che valga per tutti. Poi le idee possono essere brutte o belle , ma si devono incontrare o scontrare più o meno pacificamente … questa è la sola cosa che può cambiare le cose … non occulti sapienti che muovono fili. Ma nessuno deve essere vivisezionato nelle coscienza.
                E credo che il gioco che si tenta di portare avanti è di etichettare violento omofobo fascista nazista ogni dissenso legittimo …. per questo sono radicalmente contro quello che sostieni.
                Il catechismo serve ……. se devi criticare. Io non sarei cattolico se il peccare fosse un generico “disobbedire”:
                “Il peccato è una mancanza contro LA RAGIONE, LA VERITÀ, LA RETTA COSCIENZA; è una trasgressione in ordine all’amore vero, verso Dio e verso il PROSSIMO, a causa di un PERVERSO attaccamento a certi beni. Esso ferisce la natura dell’uomo e attenta alla solidarietà umana. È stato definito « una parola, un atto o un desiderio contrari alla Legge eterna ». – [Sant’Agostino, Contra Faustum manichaeum, 22: PL 42, 418; San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, I-II, 71, 6].
                Nota Filomena …. Esiste una “retta coscienza”

                • filomena scrive:

                  Il problema però rimane sempre quello chi è che stabilisce la retta coscienza? Poi è ovviamente vero che non si può indottrinare le persone, tieni presente però che se un pensiero corrisponde alla maggioranza delle persone, tu puoi anche non essere d’accordo ed è giusto che tu lo possa esprimere ma di fatto in democrazia o accetti quelle leggi o te ne vai. Poi in quanto a indottrinamento la Chiesa non ha nulla da imparare visto che inizia già nell’infanzia a fare il lavaggio del cervello a partire con il catechismo per la prima comunione.

                  • Toni scrive:

                    @Filomena
                    Qui stai facendo due pesi due misure. Chiami lavaggio del cervello, per esempio, l’educazione cattolica che ho impartito ai miei figli , mentre chiami educazione alla diversità l’imporre corsi specialistici a scuola a dei bambini supportata da una possibile misura repressiva per i genitori etichettati omofobi per qualsiasi riserva possono avere verso certi “diritti” (si può dire qualche no ai gay senza essere omofobi?). In più hai l’aggravante che punti su uno stato moralizzatore mentre io, che lo preferisco fuori dalla morale individuale, probabilmente, divento un bigotto. Chi tra noi due ha una visione autoritaria?
                    La retta coscienza sicuramente si trova fuori dal coro e va oltre quello che ti introietta la società. Ed oggi la società che vuole aborto, gozzovigliare, eutanasia e chiama libertà lo spontaneismo emotivo, senza una vera volontà e ragione. E questo è il frutto del peggiore tra gli indottrinamenti.

                    • filomena scrive:

                      Non hai risposto alla domanda chi è che stabilisce la retta coscienza? E’ non è una provocazione perché se come dici chiunque sia sta fuori dal coro, quanto meno per essere credibile dovrebbe palesarsi.

                    • Toni scrive:

                      @Filomena
                      Come posso dire chi la stabilisce…?
                      La retta coscienza è quel giudizio che ci fa vedere il lecito o illecito per ciò che realmente sono (poi trovo molto più bella la definizione che da il Catechismo sulla coscienza morale) . Richiede la forza di scavare in profondità in se stessi e guardare in faccia la verità NON LASCIANDOSI CONDIZIONARE DAI PROPRI GUSTI, SENTIMENTI (si!…. addirittura), DAGLI AMICI E DAL ….CONSENSO ecc. E’ insita in ognuno di noi. La si trova in Socrate , nel Filottete e Antigone di Sofocle. San Paolo nella lettera ai Romani la riconosce nei Pagani (quando dice che i dettami della legge sono scritti nei loro cuori ecc).

                      Dubito che sia stata esaustiva come risposta e sicuramente ti spingerà in qualche sofisma. Ma per compensare in parte la mia carenza posso farti un esempio sul perché credo che la tua coscienza sia ….” incorretta”? Per contrasto forse costruisci una risposta migliore. Che ne dici?

                  • emanuel scrive:

                    cara Filomena, Chi ha creato la coscienza non ne avrà dato forse anche il retto consiglio attraverso il Suo Verbo? non potrai mai avere risposta se non incompleta e difettosa dall’umano pensiero, se non alzi lo sguardo.
                    chi cerca trova: vedi se però la tua è onesta ricerca o altro…
                    saluto

                  • Angelo scrive:

                    Signorina/signora Filomena, attualmente nell’Europa dei “suoi amici”, il giusto è stabilito dal padrone americano che a sua volta, segue il “consiglio” delle multinazionali (grosso modo le stesse che spingono la “sua” Europa verso il TTIP) . Lei, con il suo ragionamento intriso di doppi standard, sta facendo solamente del rumore sui vetri… La domanda che lei ha posto al signor Toni, almeno per quel che riguarda i bimbi delle elementari, non dovrebbe porsi in quanto a quell’età, gli scolari, dovrebbero imparar a far di conto, a leggere, scrivere e non ragionare sulle questioni di identità sessuale.
                    Sarebbe più interessante da parte sua, dato che si definisce “femminista”, darci delucidazioni sulle proteste con relative minacce fatte dagli omosessualisti e amichette femministe durante un convegno di psicologi americani negli anni ’70 durante il quale, CASUALMENTE, certe idee sull’omosessualità cambiarono di botto…
                    Nel programma digitale le hanno inserito questa nozione o il suo modello è incapace di “ricordare” tale evento?

      • giovanna scrive:

        Toh, l’omofobia non era il picchiare tutti i gay che passano per strada ? O discriminarli ? Allora il considerare le pratiche omosessuali un peccato, perlomeno pratiche da non incentivare nei bambini è omofobia ? Tana !

        • filomena scrive:

          @Giovanna
          Indottrinare i bambini a 10 anni dicendo loro che é peccato l’omosessualità e magari sciocchezze come sono comportamenti contro natura é discriminare chi ha una sessualità diversa dalla nostra. Si chiama omofobia. Aggiungo e questo però non é un dato di fatto come quello sopra, ma una mia opinione, che il concetto di peccato non dovrebbe rientrare nel vocabolario dei bambini. Altra cosa é dare loro delle regole facendogli capire che servono per il loro bene, ma la colpevolizza zio ne che deriva dal peccato é sbagliata. Se si vuole indurre un comportamento bisogna riuscire a motivare in positivo, ossia fornire una buona ragione per cui una persona si comporti in un determinato modo. Solo con il senso del dovere non si va lontano perché appena possibile il ragazzo magari di nascosto fara l’esatto contrario se non altro per reazione a una cosa che non é sua.

          • Veritario scrive:

            Quindi, Filomena, confermi quello che andiamo sostenendo da tempo, e cioè che ritenere (giustamente) la pratica (non la semplice tendenza) un peccato, la tendenza omosessuale oggettivamente disordinata, il rapporto omosessuale come contrario alla legge morale naturale, ritenere il matrimonio come istituto per sua natura riferito ai rapporti tra uomo e donna, ritenere che i bambini necessitino di papà e mamma, confermi quindi in definitiva che tutto questo – come pure insegnare il catechismo ai propri figli, come hai aggiunto tu – secondo la lobby omosessualista costituisce omofobia e pertanto dovrà essere puniti con tre anni di carcere e la rieducazione presso l’Arcigay una volta che verrà approvato il ddl Scalfarotto? Lo confermi?

            Molto, molto interessante…

            • filomena scrive:

              Che si tratti di omofobia discriminare le persone perché si ritiene non appartengano a un presunta morale naturale è del tutto evidente e non è una mia idea ma un dato di fatto. Per quanto riguarda la proposta di legge contro l’omofobia le pene previste si riferiscono soprattutto alla violenza e comunque sono graduali. Infine quello che ho affermato dopo la parola aggiungo, è solo una mia opinione e mi risulta essere legittima quanto la tua che insegni ai tuoi figli una morale che non condivido

    • emanuel scrive:

      bisogna proprio dire che Dio è sulla bocca dei lattanti (come sta scritto) e “se taceranno questi, grideranno le pietre”… grande Cisco!

  2. Daniele Arboscelli scrive:

    Mi sembri si stia parlando di un fatto abbastanza surreale… Detto questo, di fatti oltre il surreale ne accadono tutti i giorni senza problemi, quindi non e’ certo impossibile.

    Ma anche solo il fatto di includere prostituzione in una lezione di educazione sessuale non quadra. Sarebbe come spiegare l’anatomia di pesci parlando di vescica natatoria e linea laterale, per poi concludere il tutto con quanto costa la sogliola in pescheria.

    Ho letto l’articolo originale ( qui riassunto in italiano ) e anche in francese sono omessi il nome dell’insegnante, della scuola, del comune e anche del sindaco. Se posso capire che i nomi di insegnanti e di scuola non siano stati comunicati perche’ la persona che scrive non vuole esporsi, non specificare il nome di sindaco ( personaggio pubblico ) e comune e’ sicuramente strano.

    Altra cosa, nell’articolo francese si parla di alcuni bambini che pur di non ascoltare si sono tappati le orecchie ( … en dessinant ou *en se bouchant les oreilles* … ). Vista che chiunque sia andato a scuola ha imparato a non ascoltare l’insegnante senza dare nell’occhio per non essere disturbato, perche’ dei bambini avrebbero dovuto fare gesti cosi’ plateali cosi’ da essere ripresi, invece che farsi i fatti propri come durante ogni altra lezione?

    Piu’ che un fatto di cronaca immagino che questo articolo possa essere preso come un “ho sentito dire che…, ma on mi ricordo quando e’ successo, e chi era presente, e dove e’ capitato”.

    Infine, trovo saggia la decisione di Tempi.it di non pubblicare foto stock di bambina che piange, come invece accade nel sito francese.

    • mirella scrive:

      forse, molto semplicemente, si trattava di un piccolo comune di provincia. Pubblicare il nome di sindaco e comune avrebbe automaticamente significato rendere noto il nome dell’insegnante di religione che aveva scritto la lettera!

  3. Bifocale scrive:

    Ma che bella storiellina, assolutamente surreale, e rigorosamente anonima…complimenti all’attendibilità delle fonti e credibilità delle affermazioni. L’articoletto quotidiano di allarmismo sui gay come minaccia per i bambini e la società tutta è servito.

  4. Omo-XEROX scrive:

    Ma che storia surreale.
    Sono omessi i nomi dei protagonisti e già questo è un fatto sospetto e omertoso che neanche nei Promessi Sposi.
    Che strano poi che dei bambini delle elementari ostentino il loro ingiustificabile sdegno tappandosi le orecchie verso chi gli propone nozioni e termini aderenti alla realtà quotidiana.
    Eh già, questa è la solita palata di fango sul mondo dei militanti LGBT che è fatto di gente ammodo che si guarda bene dal turbare le persone sensibili sfilando per le strade in tanga mostrando le tette siliconate al vento o mostrando cartelli col papa in mutande.

    • Q.B. scrive:

      Ma che storia surreale. Nessuno che tocca le terga di un altro e nemmeno un preservativo lasciato a bordo strada. E poi che mi fai, mi citi proprio quel tomo omofobo e bigotto dove è veicolato uno stereotipo eteronormativo secondo cui i promessi sposi possono essere solo un uomo e una donna e non c’è nemmeno una scena lesbo! Non dirlo a scalfar8 che mi incrimina pure il Manzoni.

      Vi prego, ditemi che siete un’astrazione: non può esistere gente con la testa così !

  5. Q.B. scrive:

    Come diceva quel Tale, una macina al collo e un bel tuffo in mare sarebbe nulla rispetto a che quello che ci aspetta …

  6. luca scrive:

    ok ragazzi, ma è possibile che questo sito scriva delle boiate del genere?
    ma è inventato di sana pianta in una maniera talmente ovvia che è da imbecilli crederci.
    intanto già il pretesto, un insegnante di religione che interviene proprio per impedire un atto di discriminazione sessuale, che comodo nel contesto di questa lettera.

    lasciamo perdere di commentare il resto perché dinamiche e parole usate rendono perfettamente chiara la falsità della vicenda. però posso dire una cosa, se mai dei bambini di 10 anni trovassero disgustoso un bambino che si veste da donna e usassero parole come omosessuale come offesa è ovvio che quello che voi definite “educazione al gender” e che io definisco “educazione” dovrebbe essere insegnata da molto prima…

  7. luca scrive:

    poi diciamoci il vero i bambini riguardo il sesso sono molto curiosi a quell’età. figuriamoci se si tappano le orecchie. si sa benissimo che se c’è un bambino nell’arco di un km non si deve parlare di sesso neanche con doppi sensi perché puoi star sicuro che lui sente e capisce!!!

    parliamo della storia dell’insegnate di religione che traumatizzava i bambini con racconti terrificanti dell’inferno e di come toccarsi “li” fa piangere la madonna lacrime di sangue e del terrore che questo genera sui bambini… ma anche in questo, i bambini amano le storie truci, figuriamoci se si tappano le orecchie…

    a Bolsena ogni anno fanno una festa per una santa locale trucidata (poveretta) perché non voleva sposare un non cristiano (o forse preferiva la compagnia delle donne e la storia poi l’ha camuffata in santa).
    cmq, nella festa vengono ripercorsi i martiri subiti dalla poveretta. Per 2 minuiti che spiegano le virtù della giovane seguono 2 ore di descrizione dettagliata delle torture.
    Vi assicuro, tutti vogliono solo vedere le torture.

  8. Giovanni Cattivo scrive:

    Ho già letto anni fa una lettera simile. La scrisse un’insegnate di religione del mio liceo al Provveditore.
    I fatti acceduti erano questi: visto che ogni anno comparivano sulle porte di un paio di classi i fiocchi rosa e azzurri e come studenti avevamo presentato in consiglio di istituto la proposta di un corso informativo su contraccezione e prevenzione delle mts. Approvato con un voto contrario. Ma in collegio docenti i profesori bigotti fecero il diavolo a quattro e, per quieto vivere il Preside, che non era un cuor di leone, sospese il programma.

    Decidemmo per protesta di distribuire un opuscolo nelle classi quinte e quarte, un ciclostilato di una diecina di pagine, che usava un disegno del Manneken-Pis per spiegare come si mette correttamente il preservativo e delle figure come quelle che usate nella foto di questo articolo per spiegare il rischio dei vari tipi di rapporto. In copertina una delle donnine di Milo Manara. Qualche copia finì nelle mani dei ragazzi delle classi inferiori e una fu trovata nei bagni. I bigotti si misero a strillare che favorivano l’autoerotismo tra i quattordicenni, diffendevamo la lussuria tra le ragazze più grandi e violavamo il sacrosanto diritto dei genitori a far si che i loro pargoli scoprissero l’esistenza della fellatio dai fumetti di Vampirella e Jacula che l’edicola di fronte a scuola vendeva in abbondanza,

    Ne discutemmo in assemblea e la prof bigota si prese tante critiche e pernacchie da scoppiare platealmente a piangere.

    • Q.B. scrive:

      Giancattivo alterna momenti di lucidità a raptus di creatività letteraria. Anche se manca un po’ di tecnica, nel complesso sono storielle ricche di incidenti e personaggi. Si fanno leggere insomma.

      • luca scrive:

        Q.B. taci che lo sappiamo tutti che non sai leggere

        • Q.B. scrive:

          Azz lucà, m’hai sgamato, in realtà so er pagnotta, borgataro de torpignattara, ‘gnorante e trucido. Menomale che ce stai te a migliorà er livello culturale in sta tana de pervertiti. A Lu’ sei l’idolo de tutti noantri ‘gnoranti, facce sogna’ …

    • Tutto e lecito scrive:

      Giovanni sono d’accordo con te. Viviamo in un paese oscurantista.
      Perché far giocare i bambini con giocattoli quando possono farsi sane scopate?
      Pensa che bello quando mio figlio di 7 anni mi dirà orgoglioso : Papà ho scopato tutte le mie compagne!!
      Io ovvio sarei fiero di lui, gli direi di stare attento e di non discriminare; un colpetto ai compagni maschietti si può dare… basta usare il preservativo (spero che nelle lezioni gli insegnino a metterlo!!)
      A 10 anni farà la sua prima orgia, allora io lo invidierò un po ( le mie compagne giocavano con le bambole che sfiga).
      Avendo varietà di genere ( bisogna incoraggiarli all’affettività) avrà più possibilità di accoppiamento ( sarà un individuo meno frustrato). A 50 anni ( non prima che si deve godere la vita!!!!) potrà ,attraverso l’amore di una donna povera ma di gran cuor,e utilizzare il suo utero e farsi il bambino dei suoi sogni ( lui , mio figlio, assomiglia alla famiglia di mia moglie e avessi avuto l’opportunità di selezionarlo credetemi ora non sarei qui parlare a di lui).
      Che dire speriamo che questi bigotti lascino fare a tutti quello che uno si aggrada.
      Non ci resta che sperare
      Viva l’uomo e la sua libertà

      • luca scrive:

        infatti, molto meglio invece farlo crescere pensando che se si tocca commette un atroce peccato e che se è gay è un abominio e sarebbe molto meglio che morisse.
        molto meglio che scopra l’autoerotismo a 25 anni e che poi si roda dai sensi di colpa.
        molto meglio che viva come un alienato in una realtà dove l’omosessualità esiste, che a lui piaccia o no.
        molto meglio che sia un frustrato che pensi che godere sia una colpa e che odi per il resto della sua vita tutti quelli che lo fanno.
        molto meglio invece che imparare che vive in una società pluralistica che sia portato in una parrocchia dove un prete abuserà di lui, e che quando viene a raccontarlo a voi genitori gli diate del bugiardo e del bambino sporco per aver avuto certe idee.
        molto meglio che quando tale prete verrà denunciato da uno di questi genitori “tristemente moderni” , invece di finire in galera, sia spostato in un’altra comunità, sempre di bambini, dove i genitori epurati dalle diavolerie moderne lo difendano a spada tratta e gli lascino fare quello che vuole con i figli… infondo è un uomo retto!

        • Tutto è leceti scrive:

          Hai ragione per questo dico che prima si incomincia meglio. Bisogna educarli alla masturbazione, ricordo che io ho dovuto imparare da solo;quanto avrei voluto un’insegnante (magari bella che non guasta mai) che mi avesse aiutato. Avrei pagato perché le mie compagne di classe la dessero a tutti e ora invece la scuola fa il lavoro. Tutto bellissimo e libero.Prima poi c’era il problema di eventuali gravidanze ora invece abbiamo la pillola del giorno dopo.e tutto passa. Se uno poi avesse sensi di colpa , indotti da una mentalità catto-borghese, c’è sempre la droga (speriamo che legalizzino tutto) per dimenticare.
          Un mondo fantastico e bello, in cui si scopa di più (il che ripeto non guasta mai).
          Io poi aggiungerei l’insegnamento per le donne della prostituzione, non c’è donna più bella e libera di una puttana. Credo che la più grande conquista della donna occidentale sia il diventare una puttana legalmente. Anche su questo siamo indietro rispetto a paesi più evoluti
          Dicono che io deliro? Io voglio che mi figlio faccia ciò che vuole con il vincolo che non sia penalmente rilevante,senza morale e nulla. La verità me la faccio in casa, non puoi applicare le tue categorie alle mie.

          Viva l’uomo la libertà e più educazione sessuale per tutti ( meglio se d’asilo)

          • luca scrive:

            in quanto a pagare le ragazzine perché “la dessero” scommetto che ti sei abbondantemente rifatto

          • Gabriele scrive:

            Wow! Che scasso, ci voleva proprio qualcuno che facesse ridere così di gusto!!

        • Toni scrive:

          Bella risposta che hai dato a “Tutto e Lecito” , non a confutare nella sua ironia, ma un continuo “molto meglio”
          Comunque sono i tuoi interventi che preferisco , ed io ti seguo da tempo e sono sempre stato un tuo estimatore. Interventi da stampare, distribuire dappertutto e che esprimono (ne sono convinto)al meglio il vero volto di quello che siete. Altro che la raccomandazione che ti fa quel pappamolla di Bifocale di “non abbassarti al loro livello” o il Bilaterale tutto ironia che ti segue nel post.
          Tu Luca sei vero …. esprimi bene nella tua immaginazione quali sono i desideri che ti mobilitano…. punto, non come quelle parodie gay che passano in tv come debolucci e vittime del mondo cattivo.

        • Antonio scrive:

          il retto è campo vostro, luridi degenerati. Avete rovinato tutto.

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Perchè aspettare così tanto? Io ho fatto la mia prima orgia a 5 anni, eravamo in 22, spegnevamo la luce e ‘ndo cojo cojo.
        Per la riproduzione aspetto quando trapienteranno un utero umano in una cicogna, sono sempre stato un inguaribile romantico.

    • Ale scrive:

      @Giovanni Cattivo: E’ migrata in Francia la tua professoressa bigotta ad insegnare religione?! Io invece ho avuto una professoressa che ci ha imposto di guardare il film “l’Esorcista” .. Io ho guardato l’anatomia della mie ginocchia per tutto il film. Ero minorenne e mi risulta che la signora non abbia neanche chiesto autorizzazione a consigli di classe o genitori o preside.. Poi esistono le telecamere quindi perché non riprendere le lezioni della tizia per poi condannarla se i termini usati fossero stati non consoni?!

  9. Tulio Lantanide scrive:

    a parte i deliri di “Tutto è lecito” che c’entrano nulla con l’articolo (ma che fissa con la sessualità dei bambini, andiamo, è patologico!), la posizione di Daniele, Luca, e Giovanni Pessimo (scherzetto!) mi sembrano le più corrette. nemmeno su “il Giornale” si permetterebbero di citare un articolo di un sito monomaniacale che non contiene nessun elemento verificabile.
    mi sono letto con vero divertimento qualche pippardone di Vigi Gender. se volete che Tempi si avvicini alle ridicole posizioni del fortunatamente defunto sito Pontifex continuate pure a pigliare notizie farlocche da pubblicazioni internet che più che altro scrivono solo di ossessioni personali. ve ne potrei citare molte nella galassia cattodestrorsa ma sono sicuro che le conoscete bene, quindi mi risparmio la fatica.

    P.S.un sincero complimento ad Amicone per la grazia del suo triplo carpiato con avvitamento all’indietro che ha dovuto fare quando il Berlusca si è speso per la parità dei diritti civili per i gay (cosa che mi ha fatto venir voglia di sottopormi ad una terapia riparativa, ma questo non c’entra), dimostrando ancora una volta che i diritti non negoziabili sono semplicemente vendibili.
    ad maiora!

    • Omo-XEROX scrive:

      Mi complimento per il suo commento veramente a proposito.
      Neanche sui siti neonazisti si pubblicano certe scemenze chiaramente inventate ad arte per fare disinformazione terroristica contro i diritti civili.
      Si prenda esempio dalla professionalità giornalistica del sito di Arcigay, dove ogni fatto è riportato in modo obiettivo e riscontrabile al cento per cento.
      Dove sono documentati ineccepibilmente i casi di bullismo e di suicidio sofferti dalla comunità LGBT.
      Basta poi con l’oscurantismo cattolico del senso di colpa connesso alla sfera sessuale, alle fasce protette.
      Via libera ai preservativi col logo di Peppa Pig!
      Come diceva il compianto Mario Mieli in “Elementi di critica omosessuale” (1977):
      “noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, si, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega”.
      Sia data finalmente applicazione a questi sacrosanti principi, per una società più libera.

      • Tulio Lantanide scrive:

        come dicevo, siete in fissa con la sessualità infantile, che qui c’entra tra il poco e il niente.
        come volevasi dimostrare gli unici siti che hanno ripreso questa strabufala non verificabile sono del livello di losaipuntoeu. ma che bella compagnia. contenti voi.

        ti prego di non darmi del lei visto che nella tua risposta non c’è traccia del rispetto che si deve ad un interlocutore all’interno di un dibattito civile.

        P.S. visto che riesci a leggere Mario Mieli senza addormentarti prova a recuperare “il risveglio dei faraoni”, così capisci che era fuori come un balcone e la smetti di citarlo come “omosessuale tipo”. come se ne esistesse uno.

        • Toni scrive:

          Era “fuori”, forse, ma gli dedicano le sedi. Qualcosa deve significare anche rispetto al “tipo”.

          Non so se l’articolo sia una bufala o meno, certo è dagli interventi in questa ed altre discussioni una giusta indirizzata alla “sessualità infantile” è una cosa che si vuole impartire, …. impartirla in un certo modo, e farlo a prescindere dai genitori.

          • Tulio Lantanide scrive:

            gentile Toni,
            abbiamo già avuto modo di confrontarci e penso tu sia una persona civile.
            io non so se sia meglio lasciare l’educazione sessuale alla famiglia o se un corso di affettività a scuola sia più consono perchè non sono un pedagogo.
            dalla mia esperienza con i bambini, figli di amici oppure i miei nipoti, che frequento, vedo che ogni bambino ha una risposta sua: alcuni molto interessati all’argomento sesso altri per nulla. ho notato però che qualsiasi cosa gli si dica non danno alcun giudizio e incamerano informazioni, per poi farsi una visione propria del rapporto con i corpi degli altri.
            per come la vedo io una informativa scolastica parallela all’educazione famigliare non dovrebbe essere una cosa negativa. dico questo perchè sono sicuro che boiate come quelle raccontate nell’articolo semplicemente non possono succedere. a scuola, in Francia, per i professori di ginnastica è proibito toccare gli alunni per paura di denunce di palpeggiamenti (vedi il bel film “La classe”, che ne tratta in una scena). e poi gli farebbero gli indottrinamenti gender? siamo alla fantascienza estrema, a parer mio. e mi permetto di dire che se è successo davvero il preside dovrebbe cambiare mestiere, assieme alla maestra che non ha mandato a stendere la probabilmente immaginaria militante LGBT.

            per quanto riguarda Mieli mi permetto di suggerirti di considerare un paio di considerazioni: nel 1977 l’omosessualità era una cosa dirompente se portata alla luce, e chiunque ne voleva essere il portavoce poteva avere una certa visibilità perchè era un territorio inesplorato dalla cultura ufficiale. il saggio sull’omosessualità pubblicato da Einaudi, casa editrice orientata a sinistra (quella sinistra che aveva espulso Pasolini da PCI), è stato il primo dei saggi italiani sull’argomento. sicuramente ci potevano essere scelte migliori, ma era il ’77 e l’Italia sembrava ad un passo da una rivoluzione sociale (e io ero un quattordicenne fieramente PUNK!, anche se non c’entra nulla). per cui secondo me si può perdonare Einaudi e anche il povero Mieli che di problemini suoi ne aveva a carrettate.
            secondariamente, anche a me sembra che intitolare delle sedi a Mieli non sia una buona idea, ma penso si voglia rifarsi ad uno dei pionieri della visibilità dei gay in un paese che aveva rimosso l’argomento più che al discutibile teorizzatore di pratiche repellenti o inaccettabili (che sono comunque una parte minima del saggio).
            peraltro nessuno troverebbe discutibile intitolare un cineforum a Charles Chaplin o a Roman Polansky, entrambi registi di livello altissimo e noti pedofili (ma etero, anche se non credo che c’entri).
            piacere di risentirti.

            • Tulio Lantanide scrive:

              scusami per il considerare le considerazioni che mi è scappato e me ne vergogno

              • Alvaro il Laido scrive:

                Che tu provi ancora vergogna per qualcosa è buon segno.
                Una prece.

              • Toni scrive:

                @ Tulio Lantanide
                Non sono in linea di principio contrario ad una educazione sessuale a scuola, ma non condivido iniziative se incontrollate, portate avanti da incompetenti , fuori da ogni controllo, con semplicismo, irresponsabilità, e spesso senza rispetto della sensibilità dell’alunno ed ignorando “il diritto” educativo della famiglia.
                Ammetto che temo iniziative provenienti da burocrazie statali mirate ad espropriare le persone della propria autonomia morale inculcandogli, magari già da piccolo, il “come deve essere”. Non amo un mondo in cui i nostri sentimenti devono riflettere esattamente quelli della società, con dei pensieri circoscritti nel “corretto” al punto da non poter concepire diversi comportamenti.
                Concordo che non è stata una buona idea dedicare una sede a Mieli.
                Trovo che nessuno ha da ridire nell’intitolare dei cineforum su Chaplin e Polanski probabilmente perché non c’è rapporto tra la loro opera e la loro pedofilia. Stessa cosa…. non può dirsi di Mieli. Ma lasciamo in pace.
                Ti saluto ed … alla prossima

        • Omo-XEROX scrive:

          Considerando nel vostro componimento io sarei compreso in un generico “voi” devo desumere che Vostra Eccellenza predilige questa forma di cortesia al borghesissimo “lei”?
          Capisco benissimo, io, che non è di per sé malvagia la nostalgia per certi fasti e certa dialettica e io che amo con passione la libertina libertà lgbt non fatico ad accontentarVi subito Eccellenza.
          Del resto me ne dovevo accorgere dal Vostro imperativo categorico che segna come vile menzogna propagandistica ogni riga vergata fuori dalle veline del Minculpop che il ventennio in camicia nera è rimasto nel vostro cuore
          Mario Mieli, come ricorda il signor Toni, non sarà l’omosessuale tipo, ma è pur sempre l’ideologo del movimento LGBT italico, tanto è vero che è a lui medesimo che è dedicata la Casa del Fascio omosessuale di Roma.
          Ma quel che è più importante è che l’indottrinamento dei fanciulli per farne dei novelli figli della lupa lesbotransex è tutta farina del suo sacco.
          O forse ce ne dobbiamo vergognare per la sua innocente abitudine di mangiare escrementi?

          • luca scrive:

            a me se maro mieli mangia escrementi o no non frega nulla… ognuno mangiasse ciò che vuole basta che lascia libero me di mangiare ci che voglio.
            per quanto riguarda l’indottrinamento, ogni gay del giorno d’oggi è stato cresciuto “indottrinato” dalla visione esclusivamente etero del mondo, quindi tale indottrinamento evidentemente non ha funzionato… ergo? ergo, l’indottrinamento come lo chimi tu può insegnarti il rispetto di chi è diverso da te ma non può certo modificare la tua sessualità, altrimenti i gay non esisterebbero.

            • Omo-XEROX scrive:

              Il punto è che il fanciullo è soggetto agli stereotipi di genere imposti dalla società patriarcale medioevale che purtroppo è ancora oggi maggioritaria (figurarsi nel 1977)!
              Per questo i bambini vanno “indottrinati” alla libertà come in sostanza diceva Mieli.
              Io francamente trovo indegno tutto questo voler prendere le distanze da Mieli per calcoli pusillanimi di opportunità politica contingente.
              Bisogna averlo fino in fondo il coraggio della nostra idea rivoluzionaria di società!

          • Tulio Lantanide scrive:

            il Voi era ovviamente riferito alla somma dei commenti di stampo Tempista a proposito dell’omosessualità.
            da gente come te, come ho già detto, preferisco la più diretta seconda persona singolare. meno rispettosa, come il contenuto dei vostri post. non tuoi, vostri.

            di quello che dici del Mario Mieli non me ne frega nulla, ho già detto quello che ne penso io e credo che possa bastare, per quanto mi riguarda. a Roma si dice: sti*azzi. (ideologo del movimento LGBT italico? ma cosa ti fumi?)

            per il resto della mail trovo una grande assonanza con il senso dell’umorismo (riprovevole) di Giannino Stoppani, nonchè lo stesso stile: evitare di rispondere sugli argomenti e buttare tutto in caciara, di solito facendo finta di capire al contrario le argomentazioni portate.
            se non sei tu hai studiato alla stessa scuola di troll da guardia che sono in questo sito, se sei tu cambia nick se vuoi che ti risponda perchè questo avrà lo stesso trattamento del precedente. cioè non ti rispondo più, per cui trolleggia a piacere.

            • Omo-Xerox scrive:

              Ricapitolando.
              Il miei commenti sono stati da Voi arbitrariamente catalogati come di “stampo tempista”
              poiché quello che scrivo io Vi ricorda nello stile quello di un’altro che Voi definite “troll da guardia” perciò, per tale arbitrario accostamento, Voi avete preso la decisione di non rispondere…
              Mario Mieli non fu ideologo del movimento LGBT italiano e chi lo afferma ha fumato qualcosa.
              Eccellenza, siete sicuro che sia io a buttarla in caciara?

  10. Maria scrive:

    Risposta d Ernesto Coimbra. Potrebbe anche essere che la maggior parte degli insegnanti italiani sia imbecille. Comunque lo deve dimostrare nel momento in cui afferma tale enormità. Non mi sembra la dichiarazione di un genio se fa di tutt’erba un fascio. Detto questo, la famiglia DEVE vigilare e proteggere i bambini. Non sempre accade. Vogliamo parlare di quando sono gli insegnanti a dover proteggere anche dai familiari?
    Ogni tipo di ideologia “forzata” mi sconvolge perchè, in genere, tendono ad essere camuffate e manipolatrici.
    E’ la mia opinione e voglio che sia rispettata come io rispetto gli altri!
    Non capisco perchè a certe persone non basta fare a casa propria i comodi suoi e voglia convincere tutti ad un plauso generale.
    Addirittura vogliono l’approvazione di minori in fasi di crescita delicatissime.
    Per quanto riguarda i bambini a me affidati sono e sarò molto attenta acchè quando darò spiegazioni, su qualsiasi argomento non ne restino turbati. Si può fare educazione sessuale-affettiva con parole soppesate, riferendo conoscenze, senza indottrinare e tenendo conto delle sensibilità di chi ascolta. Maria, Insegnante scuola Primaria.

  11. Valeria scrive:

    Non so se quanto scritto sia vero o no, ma francamente mi sembra quantomeno plausibile. Io non vorrei che qualcuno andasse da mio figlio di dieci anni per parlargli di sessualità. Lasciamo che i bambini rimangano bambini il più a lungo possibile e che siano i genitori a decidere come e quando parlare di questi temi. I bambini non maturano tutti allo stesso modo e nello stesso momento, non ha senso prevedere un programma ministeriale, valido per tutti.

  12. Simona scrive:

    E’ assurdo, mi sembra un film comic/horror.
    Per fortuna i bambini, ancora non deturpati dall’ideologia imposta, riescono a riconoscere ciò che è normale (l’eterosessualità) da ciò che invece è contronatura (l’omosessualità).

    Ma ci rendiamo conto di quello che sta succedendo in questa Europa che dovrebbe essere il faro della civiltà e della dignità umana?

  13. DiceMan scrive:

    Questi lgbt sono talmente bigotti e ottusi che, come emerge dal racconto, tutta sta caciara gli si ritorcerà contro. Ovviamente sarà sempre colpa degli altri ☺ sono degli autistici dei diritti individuali e della sragione

    • luca scrive:

      spero proprio per voi che capiate e vediate le molteplici ragioni per cui questo articolo non solo non è obiettivo ma soprattutto giornalisticamente e intellettualmente una cavolata pazzesca!
      neanche uno dei primi filmetti Disney era così pieno di luoghi comuni, e banalità idealizzate. sarebbe stato lo stesso tacciare gli omosessuali di aver ucciso la mamma del povero bamby per poterlo adottare lol

      • Raider scrive:

        L’articolo riferisce un fatto di cronaca minuta, ma, forse, proprio per questo significativo di una deriva che vede al centro l’infanzia come obiettivo della propaganda gender. C’è molta romanzeria rosa e molto Disney nella promozione dell’ideologia gay che va in onda a tamburo battente. Forse, il punto non è questo, ma, per fortuna, ecco chi propone la metafora della madre uccisa, che non è proprio così banale.

  14. luca scrive:

    hanno recentemente reso noti i risultati della più grande ricerca del genere condotta non da una associazione gblt o da un privato ma un università, nello specifico, l’università di Melbourne, che mette in luce come i figli nelle coppie gay sono addirittura più sani ed affettivamente equilibrati degli altri…
    purtroppo questo sito cancella sistematicamente i miei tentativi di darvi il link o almeno la chiave di ricerca per google

    • luca scrive:

      per chi fosse interessato alla verità scientifica e non solo a sproloqui e illazioni può usare questa chiave di ricerca, anche titolo dell’articolo scientifico… speriamo che questa vota la redazione non decida di censurare!!!

      “Parent-reported measures of child health and wellbeing in same-sex parent families: a cross-sectional survey”

      • Carlo scrive:

        Ma davvero credi che secoli di storia e osservazioni scientifiche e poi dalla nascita della psicoanalisi alla psicologia fino ad oggi possano farci credere che i bambini che crescono in condizioni tanto strane siano 100% più sani e felici di quelli che crescono in comuni famiglie con papà e mamma?

        Guarda bene se la ricerca non è distorta! Basata su interviste, non longitudinale, non bilanciata nel campione, senza gruppo di controllo ben bilanciato, quali sarebbero gli indicatori scelti per quantificare “sani e felici”.

        Se ce la fai leggi questo stralcio in inglese…postato da Lopez su

        http://englishmanif.blogspot.it/2014/06/la-joie-de-vivre-39-fathers-day-for.html

        Did my reunion with my father make up for lost time? No. It wasn’t lost time. It was new time. It was a relationship that became something profoundly important for me, even transformative, something that allowed me to understand all of who I was and why I had to turn away from the hurtful self-medicating behaviors that had filled the void in the past.

        Yet though I love what my relationship with my Dad has become, the void wasn’t really filled. It’s still a void for those first 27 years, when there was no dad, because my mom was a lesbian and she didn’t really want a dad in her life — or in mine.

        Therein lies the rub for the boy raised by lesbians. You grow up seeing a loving relationship between two women who have defined themselves against what you are, and against the man who gave you life. Father’s Day becomes a black hole of time, a day you get through, trying to listen to everyone’s stories about their dads without rolling your eyes. The happy ending that concluded my journey through a fatherless life is something I treasure and am grateful for. But I grieve for the many boys raised by lesbians who will never have the fortuitous twists that allowed me to reunite with Dad: the cancer, the empty room in his house, graduate school, my own inexplicable decision to send my brother home and call Dad instead.

        If there is any day on which I feel the importance of opposing same-sex parenting, it’s Father’s Day by far. Lesbian moms should feel deep shame on this day, because they have done something terrible and cruel to their children by forcing them to grow up with a gaping void that their peers never feel. There are children whose fathers die, of course, but most often, these children have a tombstone to visit and their widowed mothers will sit them down and tell them sentimental tales about what their father was like.

        Alcuni psicologi oggi sostengono che l’omosessualità sia una variante della sessualità umana, tutti gli altri di opinione opposta sono perseguitati dalle cupole di alcuni Ordini.
        Dal punto di vista scientifico evoluzionistico ed etologico è evidente che l’omosessualità in natura non esiste, esistono bensì comportamenti volti ad indicare l’appartenenza al branco e il proprio status (tu sei mio amico, qui comando io).
        Poichè tra uomo e animali inferiori c’è un gran salto di qualità, poiché l’essere umano impiega molti anni prima di divenire adulto, impara fin dalla più tenera età a essere se stesso, identificandosi con il genitore dello stesso sesso e imparando dai genitori tutto ciò che gli serve per rapportarsi col mondo.
        Al confronto i leoni hanno vita facile: devono più che altro imparare tecniche di caccia!
        Maschi e femmine sono geneticamente diversi e ciò implica differenze evidenti anche a livello cerebrale (mai sentito dire che l’area del linguaggio è più estesa nelle donne????).

        Il punto è che il rancore verso il genitore è più forte di ogni logica argomentazione.
        Il rancore verso il genitore con cui non si vuol avere niente a che spartire è un sentimento molto serio che ammorberà tutta la vita di chi lo prova.

        Auguri quindi,
        Carlo

        • luca scrive:

          ma stai scherzando?
          vuoi mettere la serietà di una ricerca scientifica, condotta su un grande campione statistico, pubblicata da un università prestigiosa come quella di Melbourne con una singola esperienza (che certo non costituisce un campione statistico) pubblicata su un sito che ha come sfondo l’immagine della manif pour tous?
          io mica ti ho dato il link ad una storia di una singola persona pubblicata sul sito dell’arcigay, ti ho dato il link ad una serissima ricerca condotta da una ancor più seria università. ora se ti fa comodo far finta di non capire la differenza…

    • Giannino Stoppani scrive:

      Balle sesquipedali che hanno validità scientifica solo in un mondo dominato da una dittatura mediatica.
      Lo studio che citi si basa sulle dichiarazioni espresse da un campione di soggetti raccolti su base volontaria e non casuale.
      Come chiedere agli abbonati dello stadio comunale di Firenze se la Juve ruba gli scudetti.
      Se uno è ideologicamente orientato in un certo verso ci mette un secondo a fabbricarsi uno studio che arriva alle conclusioni desiderate.
      Fai il piacere.

      • Fran'cesco scrive:

        E questa e’ “la piu’ grande ricerca del genere”, figurati le altre…
        si parla di 300 persone coinvolte, che si siano dimenticati qualche zero???

        • luca scrive:

          a parte che uno studio del genere che coinvolge 300 famiglie (non persone), non è affatto un piccolo studio.
          infondo voi a sostegno delle vostre “teorie” portate poche storie, raccolte non si sa dove e non documentate e/o documentabili. mai raccolte in maniera sistematica e con la serietà di una prestigiosa università.
          ma si dai, è il sole che gira attorno alla terra, chi se ne frega di quello che dicono le università

          • Fran'cesco scrive:

            O cavolo, a scuola mi hanno insegnato che la traduzione di “parent” e’ genitore, non famiglia… vabbe’ andro’ a studiare a Melbourne.
            Se la tua Prestigiosa Universita’ fa un sondaggio e tira le conseguenze dall’altra parte del globo dovremmo credere a loro? A una storiella che manco Repubblica osa pubblicare?

            • Giannino Stoppani scrive:

              Considerando che Al Gore si è cuccato il premio Nobel per aver prodotto “autorevoli studi scientifiche” che dimostravano che tutta la calotta polare si sarebbe squagliata entro la fine di questa estate (2014)…

            • giovanna scrive:

              Veramente Francesco nella home-page di oggi di Repubblica è proprio pubblicato questo studio farlocco ! Con tanto di commento che la non suddivisione dei ruoli in femminile e maschile facilita la vita di questi bambini ! Cioè, questi bambini , venduti e comprati, privati di una mamma o di un papà, costretti a vivere con due uomini o due donne, sarebbero addirittura più felici dei bambini non comprati e non venduti, cresciuti con la loro mamma e il loro papà ! Naturalmente non è citato da nessuna parte come si è giunti a questa conclusione ,cioè intervistando i compratori che magnificano la loro merce !
              Certo che alla fine questi metodi sono rozzi, rozzissimi, possibile che non si riesca a smascherarli ? Voglio dire, che un Luca possa parlare di questa robaccia ci sta pure, conosciamo il bassissimo livello culturale del soggetto, ma che Repubblica possa pubblicare impunemente..è veramente strano.
              Cioè, prima mi dico che è strano, poi penso che in quasi tutto il mondo è permesso di uccidere i figli nel grembo materno…ma di che mi posso stupire ancora ?

          • Fran'cesco scrive:

            … senza contare che il “sondaggio” e’ stato pubblicato da un libero editore (cioe’ gratuito) e non dalla Prestigiosa Universita’ di Melbourne.
            Cioe’, se non lo sai, esistono dottorandi, dottoroni e affini che si danno da fare per pubblicare a piu’ non posso ed essere cosi’ “visibili” al mondo scientifico.
            Altri esempi di ricerche pubblicate:

            “Infezioni di Coxiella burnetii in bovini, ovini, caprini e alci svedesi”
            “Comportamento in immersione dello squalo in pericolo”

  15. Fiorangela scrive:

    Ma la Franica è ormai morta, quelli che vi abitano non centrano nulla coi francesi. E’ gente che tira a campare permettendo tutto a tutti. Non preoccupatevi che il risevglio delle loro coscenze sarà Terrinile !!!!!!!!!!!!!!!!!

  16. cirillo scrive:

    È violenza bella e buona sottoporre dei bambini a queste SCONCERIE sessuali.. Non ho figli piccoli, altrimenti non so che farei!!!! Che schifo e che abusi.. da vergognarsi!!!

  17. FRANCESE scrive:

    UN PO DI SENSO CRITICO, COME SI FA A CREDERE CHE LO STATO FRANCESE POSSA AUTORIZZARE QUESTE COSE A SCUOLA…LEGGETEVI IL PROGRAMMA “ABCD POUR L’EGALITE ENTRE FILLES ET GARCONS” DELL’ANNO SCORSO. LEGERETE CHE NON C’E TRACCIA DI EDUCAZIONE SESSUALE ETC. SONO GLI OPPOSITORI DEL PROGRAMMA CHE FANNO CIRCOLARE QUESTE ASSURDITA!!!!!!

    • Bifocale scrive:

      Lascia perdere, su questo sito con le assurdità spacciate per Verità Assolute ci campano. Ma almeno, finchè non ci censurano del tutto, noi siamo qui a vegliare e denunciare le balle omofobiche intrise di odio che quotidianamente sparano.

      • Alvaro il Laido scrive:

        E se lo dici tu…

      • Toni scrive:

        Tranquillo ….. questo sito non ti censura …. diversamente da come vorresti fare tu … la sempre vittima di omofobi intrisi d’odio.
        C’è un “no” che ti si può dire senza diventare omofobo?

  18. Desideria scrive:

    TEMPI: Un giornale da chiudere..

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

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Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

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La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

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Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

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Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

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