Google+

Francia, farmacista fa appello all’obiezione di coscienza per non vendere la pillola abortiva: licenziata

dicembre 3, 2013 Leone Grotti

La vicenda di Jacqueline, che aveva chiesto a un collega di vendere al posto suo i farmaci abortivi. Un cliente ha potuto comunque ricevere il prodotto ma la denunciata per il suo diniego

L’obiezione di coscienza in Francia non è un problema che riguarda solo i sindaci che non vogliono celebrare nozze gay. La legge, infatti, vieta anche ai farmacisti di rifiutarsi di vendere pillole abortive in nome del rispetto della propria coscienza. Chi lo fa, rischia il licenziamento, come avvenuto a Jacqueline F.

LA RICHIESTA AL CAPO. La donna è stata licenziata dalla farmacia dove lavorava da due anni per aver chiesto a un cliente di rivolgersi al suo collega per comprare la pillola del giorno dopo. Jacqueline ha scritto all’associazione francese “Objection!” per raccontare la sua storia.
La donna, laureatasi due anni fa, spiega di essersi sentita sempre più a disagio all’idea di vendere farmaci abortivi andando contro la propria coscienza. Per questo ha deciso, «dopo un lungo travaglio interiore», di rivolgersi «al mio capo» per chiedergli di potersi astenere dal vendere «farmaci abortivi». Il capo si è dimostrato disponibile: «Che sorpresa, ho scoperto che anche lui viveva il mio stesso problema. (…) Quindi mi ha proposto di indirizzare verso altri miei colleghi le prescrizioni riguardanti farmaci abortivi».

PRIMA LETTERA DI RICHIAMO. Tutto è andato bene fino al luglio 2013, quando «il gruppo in cui lavoravo mi ha cambiato posto mandandomi a lavorare in un’altra farmacia». Qui le cose «si sono complicate», perché dopo le vacanze estive Jacqueline ha chiesto al suo nuovo responsabile di esentarla dalla vendita di pillole abortive. All’inizio «lui ha accettato con mia grande sorpresa» ma «è durato poco», perché dopo qualche settimana il capo è tornato «con una lettera di richiamo dicendo che un cliente si era lamentato perché non avevo voluto vendergli la pillola del giorno dopo». Jacqueline si insospettisce perché «fino a quel momento nessuno mi aveva mai chiesto la pillola del giorno dopo».

IL LICENZIAMENTO. Due settimane dopo, è arrivata una nuova lamentela contro Jacqueline all’Ordine dei farmacisti «perché avevo domandato a un mio collega di soddisfare al mio posto la richiesta di vendere la pillola del giorno dopo». Il cliente ha potuto acquistare il farmaco richiesto facendosi servire dal collega ma qualcuno ha comunque denunciato la donna, che di conseguenza è stata licenziata dal gruppo in cui lavorava. «Ora non mi resta che cercare un’altra farmacia con un altro responsabile, sperando che mi lasci lavorare secondo la mia coscienza».
Come il caso di Jacqueline dimostra, gli attentati alla libertà religiosa non riguardano solo i cristiani di Asia, Medio Oriente e Africa. Le limitazioni alla libertà religiosa, di coscienza e di espressione dei cristiani crescono anche in Europa come un recente rapporto dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa ha documentato.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

98 Commenti

  1. Paolo says:

    1) La pillola del giorno dopo non è un farmaco abortivo ma un anticoncezionale;
    2) La Sig.ra si è rifiutata di svolgere il proprio lavoro creando un disagio a clienti e danno all’attività commerciale;
    3) Assurda ancora una volta la pretesa di lavorare “secondo la propria coscienza”. La Sig.ra non è obbligata a fare la farmacista, può benissimo trovare un’altra occupazione che non preveda attività contrarie alla propria, unicamente privata e personale, ideologia. Tale discorso è ancora più valido nel caso di un pubblico ufficiale e dei doveri che si è assunto nei confronti dei propri cittadini (si veda caso dei Sindaci e dei matrimoni tra persone delle stesso sesso);
    4) Assurda la pretesa che le mansioni o gli incarichi che si è chiamati a compiere debbano essere subordinati ai criteri di un’ideologia confessionale…domando quindi un funzionario comunale che si rifiutasse di trascrivere i matrimoni celebrati i chiesa poichè contrari alla propria morale, dovrebbe essere tutelato e assecondato nella propria astensione????

    • Giovanni says:

      Può essere abortiva perché la fecondazione può già essere avvenuta. Giusto fare obiezione.
      L’unica cosa assurda è pretendere di governare le coscienze altrui (il/la farmacista ha studiato anni per aiutare a curare le persone non per sopprimere vite umane o per risolvere i problemi di continenza delle persone).
      Non è una ideologia confessionale a importi dei limiti MA LA VOCE DELLA COSCIENZA (fai questo che è bene, non far questo altro che è male).

    • Picchus says:

      Aldilà della stupidaggine che la pillola del giorno dopo non è abortiva (cavolo, non c’è neppure bisogno di essere un medico o un farmacista, come la tizia, per capire che se non fosse anche abortiva di fatto sarebbe nella maggioranza dei casi inefficace), e aldilà che non vi è stato nessun danno e nessun disagio (ma sapete almeno leggere?) è inquietante vedere la vostra fascista concezione della democrazia, per cui gli esseri umani sono solo automi che devono obbedire agli ordini. Complimenti, i criminali di Norimberga approverebbero entusiasticamente. Le persone civili molto meno.

    • Piero says:

      1. Affermi il falso, la RU486 E’ un farmaco abortivo.
      2. Ancora falso, la signora ha chiesto al titolare di essere esentata e lui l’ha assecondata, nessun disagio ai clienti e il danno all’attività commerciale magari lascialo decidere al proprietario che l’aveva esentata
      3. Certo, “ho solo applicato la legge, ho solo eseguito gli ordini”……….. vecchia storia
      4. Perchè no ?

      • Paolo says:

        Rispostina generale alle varie “obiezioni”:
        1) Nell’artcolo si parla della cosidetta “pillola del giorno dopo” farmaco anticoncezionale postcoitale-non è la RU486. Non causa quindi l’aborto che invece è regolarizzato dalla legge, anche attraverso la RU486, e al quale la donna, cittadina di uno Stato laico e civile ha tutto il diritto di accedere nei parametri fissati dalla legge;
        2) Liberissima la signora di seguire la “voce della propria coscienza” o meglio della propria ideologia sceglindo un’attività lavorativa che non presenti doveri che non siano in linea con la propria confessione religiosa. Il disagio c’è eccome sia per il cliente che ha richiesto un prodotto sia per l’attività commerciale.
        3) Vecchia storia? sì molto vecchia la pretesa di poter decidere per gli altri in virtù delle proprie e personali e private convinzioni confessionali…che non devono e possono essere il parametro su cui basare i diritti dei cittadini di uno Stato. Il suo riferimento è quantomeno assurdamente poco pertinente;
        4) Perchè no caro sig. Piero? Faccia un pensierino sul fatto che forse dovremmo essere uno Stato civile ed evoluto…si ricordi dei paesi ove vigono le teocrazie.

        • L'insegnante says:

          Rispostine di Paolo tutte sbagliate. Voto 2 bocciato.

        • Piero says:

          1. Se non è la RU486 ok.
          2. Repetita (forse) juvant :la signora ha chiesto al titolare di essere esentata e lui l’ha assecondata, nessun disagio ai clienti e il danno all’attività commerciale magari lasciamolo decidere al proprietario che l’aveva esentata.
          3. Peccato che l’opposizione all’aborto è semplicemente un’opposizione all’uccisione di un essere umano, e come tale è condivisa anche da persone non credenti e non solo da quelli che credono, (anche se fa comodo pensare così). Giusto solo per fare un esempio di non credente ‘laico’ come tanto piace a lei: Norberto Bobbio, e qui il documento, lo legga attentamente fino in fondo.
          http://www.tempi.it/la-legge-194-sullaborto-compie-35-anni-sel-dice-che-e-inapplicata-per-colpa-degli-obiettori-voi-rilegettevi-bobbio#.Up3PlOKmZcU
          Quindi è tutto perfettamente pertinente……..
          4. I paesi civili ed evoluti si vedono anche da come si occupano dei più deboli: bambini, anziani, malati, disabili e ultimamente l’occidente sta subendo una netta involuzione da questo punto di vista tendendo ad “eliminare” il problema alla radice (aborto, eutanasia etc.). I nazi stanno tornando……..

        • domenico says:

          Invece di dare risposte senza senso ti basta leggere i foglietti illustrativi delle varie pillole del giorno dopo come Levonelle dove è chiaramente scritto: 1) che il preciso meccanismo d’azione non è conosciuto (bella roba!); 2) che può anche impedire l’impianto modificando l’endometrio (l’impianto di cosa se non dell’ovulo fecondato?).

          • Matteo says:

            Io ho trovato questo:

            La pillola del giorno dopo, secondo gli studi più recenti, non ha effetti sull’impianto e non è quindi in alcun modo abortivo.
            L’Organizzazione mondiale della sanità ha chiarito presso il proprio sito che la pillola del giorno dopo non è in grado di impedire l’annidamento dell’ovulo fecondato nell’utero, per tale motivo, tale pillola è stata catalogata come anti-ovulatorio (impedisce il rilascio dell’ovulo dalle ovaie).

            Non prenderla come una risposta pro o contro perche’ in realta’ non ho capito cosa si intenda per “non ha effetti sull’impianto” o “impedisce il rilascio dell’ovulo dalle ovaie”; quello che so e’ che spesso nei foglietti illustrativi scrivono di piu’ per evitare cause legali.

            • michele says:

              Per fortuna, per motivi etici ovvii, non ci sono studi in vivo che possano dire se la pillola del giorno dopo abbia o no un effetto abortivo, impedendo l’impianto dell’ovulo fecondato, che secondo TUTTI i testi universitari è l’inizio di una nuova vita umana.
              Ma dato che questa pillola impedisce la gravidanza quando potrebbe essersi già instaurata dal punto di vista temporale ( è scientifico !) , per forza la ditta deve scrivere che potrebbe avere un effetto sull’impianto dell’ovulo fecondato, cioè un effetto abortivo a tutti gli effetti, perché nessuno al mondo può escluderlo.
              D’altra parte la riprova si ha con la pillola dei cinque giorni dopo, periodo in cui un ovulo fecondato sarebbe senz’altro abortito ( è matematica ! se il concepimento avviene al massimo nei 3 giorni successivi al rapporto sessuale, ovviamente cinque giorni dopo non si blocca l’ovulazione, ma proprio si elimina l’essere umano appena concepito, se c’è, al 100% ), e ancora, come nel caso di quella del giorno dopo, si parla ipocritamente di contraccezione d’emergenza !
              ma quale contraccezione ! nel primo caso è sparare nel mucchio, nel secondo morte certa dell’ essere umano eventualmente presente.

          • Paolo says:

            Ma di cosa sta parlando sig. domenico?
            Schemino semplice semplice:
            1) Inizio gravidanza = impianto nell’endometrio della parete uterina (OMS)
            2) Aborto = Interruzione della gravidanza (veda punto 1 per chiarezza);
            3) Mancato impianto = no aborto

            • Picchus says:

              schemino privo di senso. basterebbe aprire un libro di biologia per rendersi conto che l’inizio della vita individuale coincide con la fecondazione e non con l’impianto. Per cui stabilire arbitrariamente che è aborto solo dopo l’impianto è pura e semplice malafede. A questo punto si può anche stabilire che la gravidanza inizia solo all’ottavo mese per cui prima non è aborto. La pillola del giorno dopo, nel momento in cui impedisce l’impianto è intrinsecamente abortiva. Che la pillola del giorno dopo non impedisca l’impianto è quantomeno strano, visto che non è possibile sapere quando l’ovulo è stato fecondato, dal momento che questo normalmente può avvenire da quasi immediatamente a sino a un giorno dopo. Per cui se la pgd non fosse anche anti-annidamento e in generale inibente dello sviluppo dell’ovulo fecondato, perderebbe la sua efficacia già dopo pochissime ore, se non minuti. L’unico modo per non essere abortiva infatti sarebbe che impedisse solo ed esclusivamente la fecondazione dell’ovulo. Una volta fecondato, e non è dato sapere quando, tutto ciò che interrompe questo processo è di fatto un aborto.

            • L'Insegnante says:

              Schemino di Paolo tutto sbagliato nuovamente. Altro 2, bocciato.

            • domenico says:

              la cosa assurda della tua risposta Paolo è che contraddice quello che ad esempio Matteo mi ha risposto più sopra ovvero che ‘La pillola del giorno dopo, secondo gli studi più recenti, non ha effetti sull’impianto e non è quindi in alcun modo abortivo.’…

              A chi devo credere? a chi mi dice che non è abortiva perchè non impedisce l’impianto o a chi mi dice che non è abortiva perchè impedire l’impianto non sarebbe un aborto?
              ammettere che su questi argomenti non si sa niente e quindi nel dubbio applicare il sacrosanto principio di precauzione non sarebbe meglio?

              Ma Paolo, per capirci meglio, se il caso della farmacista avesse riguardato la RU486 il tuo giudizio sarebbe stato diverso?

            • Artemio says:

              Mancato impianto => morte embrionale
              Morte embrionale = aborto
              Mi sembra logico

        • Laura says:

          Se ad esempio sotto il nazismo molte più persone avessero dissentito concretamente dalle leggi malvagie dello stato (ma di coraggio ce ne voleva veramente tanto!) la storia di milioni di uomini sarebbe cambiata totalmente ed in meglio.
          Di fronte a scelte scellerate bisogna seguire la propria coscienza.

          • Paolo says:

            Gentile Sig.ra Laura…come sempre il paragone che lei porta non è per nulla pertinente con quanto riportato.
            Paragonare le violenze di una dittatura come il nazismo al diritto di acquistare un farmaco o ancora di più alla giusta rivendicazione di veder riconosciuto un proprio diritto (si veda matrimonio tra persone dello stesso sesso) è quantomai assurdo nonchè ideologico.
            Nè la sig.ra nè i sindaci contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono obbligati a svolgere le attività per le quali pretendono assurdi privilegi, possono trovare altro in piena libertà.
            Al contempo non è accettabile che cittadini subiscano un danno o si vedano discriminati in virtù delle convinzioni, prettamente personali e private, di questi signori.
            Ripeto la domanda: sarebbe disposta a difendere strenuamente un funzionario pubblico che si rifiutasse di registrare i matrimoni avvenuti in chiesa, poichè per la sua coscienza non sono validi, volendo mantenere al contempo la propria posizione lavorativa???

            • Giorgio says:

              Gentile Laura, non si stupisca, evidentemente per Paolo anche lo Zyklon B è un farmaco da vendere senza obiezioni di coscienza.

        • Giorgio says:

          Rispostine alle obiezioncine
          1) La farmacista in quanto tale non ha avuto bisogno di cercare su wikipedia se la pillola è abortiva oppure no.
          2) Del disagio di chi è disposto ad uccidere un innocente uno stato che si dice civile se ne può fregare altamente
          3) Se un barista può anzi deve rifiutarsi di vendere alcol ad un ubriaco, non si capisce perché una farmacista debba vendere un veleno ad un cliente perché così dice una legge basata su un’ideologia omicida del cazzo.
          4) I lavoratori, in quanto uomini, non sono macchinari che si possono programmare per svolgere qualsiasi funzione, ma esseri pensanti con le proprie idee, conoscenze e convinzioni. Lo stato che non tiene conto di questa loro prerogativa si chiama TOTALITARIO, e non certamente civile.

        • Artemio says:

          Visto che nelle cronache c’è spesso un rimpasto di termini, chiedo: se invece si fosse trattato della “pillola dei 5 giorni dopo”? In fondo è proprio dalla Francia che è sbocciata e diffusa questa nuova pasticca. Quella farmacista si rifiutava in sostanza di vendere una pillola appartenente alla stessa famiglia chimica della RU486 (antiprogestinico). Mi sembra sufficiente per dire no e ribadire che si indossa il camice bianco per curare e mai per eliminare.
          E poi, andiamo una volta tanto alla radice di certe pretese: se una donna rimane incinta, è responsabile lei o i presìdi sanitari che non le hanno fornito i metodi? Se so prima di non trovarlo, sto attenta e mi do una calmatina una volta tanto. E se proprio il metodo le venisse fornito (ogni metodo ha il suo margine di fallimento) e fallisse? Bene se fosse un minimo responsabile, dovrebbe metterlo in conto e accettarlo. Ma dubito assai. Del resto, quando vi è la pretesa che airbag+cinture ci salvino sempre la pelle, anche uscendo di strada durante bravate notturne al volante….ecco i risultati
          Quindi suvvia, non dichiariamo vittima chi del tutto vittima non è. Con queste logiche, di persone de-responsabilizzate ne stiamo generando a fiumi.

    • domenico says:

      ti è chiaramente sfuggita la parte dell’articolo in cui si spiega che la ragazza aveva avuto l’autorizzazione del suo responsabile.

  2. Valerio says:

    hanno fatto bene a licenziarla. la farmacista invasata non deve esercitare le sue superstizioni a sfondo religioso in giro per la francia. se vuole seguire i suoi dogmi, che lo faccia in chiesa o a casa sua. al lavoro NO! VIVE LA FRANCE

    • Piero says:

      Oh oui, vive la guillotin…..

    • domenico says:

      sì Valerio, esattamente quello che si diceva contro i medici cattolici che si rifiutavano di portare avanti i programmi eugenetici nell’Europa e negli Stati Uniti degli inizi del secolo scorso. Si rifiutavano ad esempio di sterilizzare le donne nelle prigioni? allora dovevano essere licenziati perchè dovevano rispettare le leggi di quegli stati.

      • Valerio says:

        Visto che citi esempi del passato, racconta anche di quando i medici cattolici diagnosticavano la presenza del maligno nelle persone affette di depressione o altre malattie mentali. Già che ci sei, elenca anche le cure applicate a questi soggetti.

        • domenico says:

          mi piacerebbe vedere un referto scritto da un ‘medico cattolico’ in cui si diagnostica la presenza del maligno… Ti assicuro che se studiassi la storia della psichiatria soprattutto quella positivista dell’800 e dei primi decenni del 900 di orrori fatti in nome della scienza e della ‘salute’ ne troveresti quanti ne vuoi fatti da medici che sono tutto fuorché cattolici.

          Comunque ti ho fatto un esempio del passato e ora te ne faccio uno moderno: secondo il tuo ragionamento sarebbe giusto licenziare un medico pubblico impiegato dello Stato del Texas che si rifiutasse di portare avanti le legali procedure per la pena di morte di un detenuto regolarmente condannato a morte.

      • picchus says:

        E vuoi mettere quando i cristiani si rifiutavano di fare sacrifici agli dei, causando così terremoti, innondazioni e incendi? Perché ovviamente gli dei si offendevano, per cui giustamente i cristiani venivano dati in pasto ai leoni e gli dei erano contenti. Vabbè, giustamente per la concezione fascista della democrazia e del vivere sociale che mostrano alcuni qui dentro.

        • Ilythia says:

          Quella del rifiuto del sacrificio da parte dei cristiani, è una questione di libertà religiosa; non mi sembra che consegnare farmaci sia un atto di culto. Se poi uno si riconosce in una religione che nega i diritti degli altri, non può pretendere che lo stato gli conceda a lui singolo individuo il potere di sospendere o rendere impossibile l’attuazione del diritto di un altro individuo. Perché il farmacista che non dispensa farmaci non danneggia lo stato, ma un singolo altro individuo determinato.

      • Ilythia says:

        L’obiezione di coscienza è degenerata, in passato fu usata davvero per impedire soprusi contro persone, umani senzienti, oggi, al contrario, viene usata dai nemici delle libertà individuali per perpetrare soprusi sulle persone, impedendo loro, in questo caso, di sottrarsi all’inizio di una gestazione indesiderata, con il pretesto ridicolo di tutelare un genoma umano in forma di un grappolo di cellule in divisione. Che finezza di coscienza!

        • Picchus says:

          Questa tua Ilythia è proprio l’essenza del razzismo e della discriminazione, ritenere che degli esseri umani non abbiano diritti solo perché di aspetto diverso e che pertanto possono essere uccisi. Anche io vorrei sottrarmi a un indesiderato vicino che rovina la mia vita: che dici, posso ucciderlo e dire che tanto era un semplice genoma umano sotto forma di cellule divise? L’aborto è un atto di violenta e fascista discriminazione che ha come risultato l’uccisione della vittima. Se tu non hai la finezza di coscienza per rendertene conto, pazienza, non avrai nemmeno la finezza per prendertela se paragoniamo la tua posizione a quella dei nazisti.

          • Ilithya says:

            Per esserci un uomo ci deve come minimo essere un corpo umano, volendo sorvolare sull’attività cerebrale o corticale, in un gruppo di cellule embrionarie non c’è neppure un inizio di corpo umano, il genoma è solo un insieme di aminoacidi che contengono istruzioni per la formazione di un corpo che però in quel momento non esiste. Se prendere atto di questi fatti è razzismo, vuol dire che sta mutando anche il significato usuale delle parole, non solo i genomi adesso sono già organismi realizzati, prima,ancora di essersi costituiti , ma anche le,parole stanno evolvendo in modi paradossali

            • giovanna says:

              Così, per curiosità, cara Ilythia, mi diresti secondo te quelle cellule a quale regno appartengono? escluderei il regno vegetale, non sono di una carota. Credo che anche tu possa convenire che non parliamo di un gattino . rimane solo l’ipotesi che si tratti di vita umana, una nuova vita umana, unica e diversa dalla vita dei genitori che l’hanno generata: per intenderci non un organo della madre, come la cistifellea che antiscientificamente nominò la squallida Bonino, no, proprio una nuova persona.
              Lo sai che anche tu, cara Ilythia, all’albore della tua comparsa della terra sei stata quelle cellule? e se tua madre ti avesse abortito, non avrebbe un organo in meno o un cagnolino in meno, no, non avrebbe proprio la fantastica e unica Ilythia, unica al mondo, che ha cominciato la propria avventura da quelle due cellule, che erano sempre lei.
              Se non ci fosse stata l’unione di quelle due cellule, che ha generato un essere umano che prima non c’era, tu non ci saresti : sono stadi della vita, età della vita , della vita umana in questo caso.E comunque, non hai specificato quale sarebbe il grandioso e inequivocabile momento in cui quelle cellule diventano un uomo : la scienza dice che sono un uomo fin dall’inizio del concepimento, che la natura non fa salti, tu a che età concederesti di vivere?

        • Piero says:

          “Grappolo di cellule in divisione”, che finezza di espressione !! E dimmi, quando il “grappolo di cellule in divisione” deve essere considerato un essere umano ? A tre mesi dal concepimento ? A sei mesi? Appena è nato ? A un anno di vita ? Dimmi, dimmi, sono curioso ……..

          • Edo says:

            Caro Piero e caro Picchus, non sentite anche voi un silenzio assordante da parte di Ilythia e Valerio?

            • Picchus says:

              Caro Edo, sinceramente, ognuno non solo è libero o meno di rispondere, ma soprattutto non è tenuto a stare qui 24h a farlo. Per cui da eventuali non risposte non deduco nulla. Magari semplicemente avevano altri impegni. Tuttavia mi è sufficiente ciò che hanno scritto senza dovermi lambiccare sul perché non scrivono, per il momento, altro 😉

  3. Antonio says:

    non c’è da stupirsi,l’andazzo è questo. Soprattutto in una discarica laicista quale è divenuta la francia.

  4. Andrew says:

    Certi utenti di questi forum sono solo odio, disperazione e morte, é la sorte (autovoluta) di chi si allontana da Dio.

  5. celso says:

    Se un salumiere assume un commesso mussulmano che quando è ora di vendere il salame si rifiuta di farlo perchè non può toccare la carne impura del maiale, il salumiere ha due possibilità:
    1) esenta il commesso da questo particolare tipo di servizio e ci pensa lui (così ha fatto il primo farmacista);
    2) lo licenzia perchè in salumeria certi servizi vanno svolti (così ha fatto il secondo farmacista).
    E’ solo un problema commerciale.
    Sono sicuro che la farmacista in questione, circondata da quest’ alone di vittima dell’intolleranza laicista, relativista, illuministica e sessantottina, nonchè paladina della lotta incessante contro la cultura della morte, il nichilismo, la plutocrazia giudaico-massonica e il Gruppo Bilderberg, troverà senz’altro un altro ottimo posto di lavoro. Magari grazie alla potente organizzazione ciellina.

    • Giorgio says:

      Paragone grossolanamente e puerilmente fuorviante.
      La professione del farmacista ha una precisa deontologia professionale alla quale aderisce a priori chi vuol esercitare tale mestiere.
      In Italia, ad esempio, il farmacista è tenuto ad un giuramento, la cui formula, al capo II recita:
      (giuro) “DI DIFENDERE IL VALORE DELLA VITA CON LA TUTELA DELLA SALUTE FISICA E PSICHICA DELLE PERSONE E IL SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA COME FINI ESCLUSIVI DELLA PROFESSIONE, AD ESSI ISPIRANDO OGNI MIO ATTO PROFESSIONALE CON RESPONSABILITÀ
      E COSTANTE IMPEGNO SCIENTIFICO, CULTURALE E SOCIALE AFFERMANDO IL PRINCIPIO ETICO DELL’UMANA SOLIDARIETÀ”.
      Con la pillola del giorno dopo, che è abortiva, il farmacista può ritenere di venir meno a questa parte del suo giuramento.
      Se i salumiere islamico, quando ha preso la laurea in salumeria, ha giurato affettare e di vendere il culatello a chiunque ne faccia richiesta, allora il tuo paragone regge, altrimenti è una…

      • Ilythia says:

        Hai omesso il primo articolo del giuramento: esercitare la professione nel rispetto delle leggi e dei regolamenti. Il farmacista non può decidere lui quali farmaci devono essere venduti e quali no.
        Inoltre nel punto che citi non si parla di tutela della vita in sé considerata, ma di vita della persona umana dotata non solo di una sfera fisica, ma anche psichica, quindi non certo di cellule uovo fecondate e di embrioni.

        • Edo says:

          Caro/a Ilythia, perché non rispondi alla domanda di Piero. Te la incollo, per comodità:

          “Grappolo di cellule in divisione”, che finezza di espressione !! E dimmi, quando il “grappolo di cellule in divisione” deve essere considerato un essere umano ? A tre mesi dal concepimento ? A sei mesi? Appena è nato ? A un anno di vita ? Dimmi, dimmi, sono curioso ……..

          Attendo anch’io una tua risposta.

        • Giorgio says:

          Caro mio, ti dico una cosa che, in quanto seguace di certe scuole di pensiero, ti sembrerà inusitata:
          non tutti agiscono sempre e costantemente in mala fede come sembra che accada sistematicamente a certi onnipresenti commentatori da tre palle un soldo e a quei mascalzoni dei loro referenti ideologici.
          In questo caso Io ho omesso di riportare il primo capo del giuramento solo per evitare di tediare il lettore con un barboso copia incolla e soprattutto perché è inutile riportarlo, visto e considerato che nel sunnominato giuramento il rispetto per la vita umana indiscutibilmente c’è, come hai avuto modo di verificare anche tu con la tua ricercuccia.
          Infatti basta che nel giuramento del farmacista ci sia il rispetto per la vita umana perché costui si senta nel pieno diritto di ricorrere all’obiezione di coscienza ogni qualvolta sorga un conflitto tra il suddetto rispetto per la vita e le leggi di uno stato democraticamente omicida.
          Infine, consentimi di metterti a parte di una cosa nodale:
          la tua largamente infondata opinione su cosa debba essere o non essere considerato “vita umana” non conta un fico secco, sia inteso rispettosamente parlando, eh?!

    • domenico says:

      guarda Celso se io assumo un dipendente musulmano già sò dall’inizio che avrò con lui questo problema relativo alla carne di maiale e quindi prima di assumerlo, se lo voglio assumere, ci metteremo d’accordo.

      Immagina invece il caso di un dipendente del salumiere che dopo essere stato assunto diviene musulmano e si rifiutasse di toccare la carne di maiale.
      Ecco allora stai sicuro che se il salumiere lo volesse licenziare non ci riuscirebbe perchè il tribunale del lavoro sicuramente lo obbligherebbe a tenerlo con l’indicazione di metterlo a svolgere compiti in cui non ci sia contatto con la carne di maiale…

      • domenico says:

        solo in un caso il salumiere lo potrebbe licenziare: se la sua bottega vendesse SOLO carne di maiale. Ma finché la ditta può organizzarsi in modo da permettere al dipendente musulmano di lavorare senza entrare in contatto con la carne di maiale il licenziamento sarebbe ingiustificato e quindi sarebbe revocato.
        E mi risulta che le farmacie vendano tantissime altre cose oltre alle pillole del giorno dopo.

    • domenico says:

      è passato un pò di tempo ma quando oggi ho letto la notizia mi è tornata in mente questa discussione:
      guarda un pò cosa sta accadendo in Inghilterra…
      “Marks & Spencer says its Muslim staff do not have to sell pork or alcohol to customers ”

      http://www.telegraph.co.uk/finance/newsbysector/retailandconsumer/10532782/Muslim-staff-at-Marks-and-Spencer-can-refuse-to-sell-alcohol-and-pork.html

      Come si vede se si vuole si può.

  6. francesco 2 says:

    non possiamo lasciare la scelta se vendere o no un determinato farmaco alla “coscienza” dei singoli. se hai una farmacia allora vendi i farmaci che lo stato ha approvato. non faccio l’ufficiale dell’esercito se non voglio usare una pistola, chiaro no?

    • Giorgio says:

      Sì, è chiaro che non sai di cosa parli.

    • alberto says:

      Carino l’esempio del salumiere musulmano…Al mercato di piazza Vittorio di Roma, quartiere multietnico e multiculturale, un macellaio italiano ha messo su due banchi, in uno vende carne bovina e ci lavora un musulmano, in un altro vende carne suina e pollame e ci lavora un induista. E’ semplice…i laicisti si fanno troppi problemi soprattutto quando qualcuno non la pensa come loro.

      • Antonio says:

        già,loro sono tanto tanto colti, sensibili, intellettuali, tolleranti e aperti di mente… se la pensi come loro, ovvio. Se poi sentono parlare di valori cristiani (gli islamici vanno rispettati perchè sai quelli si arrabbiano facilmente) gli viene l’itterizia, non sopportano nemmeno un Crocifisso appeso ad una parete o ad un collo. E allora diventano peggiori dei nazisti.

    • AndreaB says:

      Buonasera,
      non credo sia facilmente contestabile che un buon farmaco dovrebbe essere utilizzato per curare le malattie o per alleviarne i sintomi. Se la pillola abortiva è considerata un buon farmaco, allora significa che la società in cui viviamo considera la gravidanza come una malattia… Questo credo sia quantomeno sconcertante.

      E’ invece perfettamente assecondabile l’idea che lei ha espresso, in merito al fatto che una persona che oppone un ‘obbiezione di coscienza debba valutare seriamente la possibilità di abbandonare il lavoro dalla quale è scaturita… Ma esclusivamente in casi nei quali il lavoro consista in prevalenza nelle attività che la persona obbietta.

      Sembra pacifico che ora non ci si trovi in questa situazione, in quanto l’attività di un farmacista non consiste prevalentemente nella vendita di pillole abortive.

      Dal punto di vista umano poi, ci troviamo di fronte ad una persona che ha perso il lavoro perchè ha assecondato la coscienza secondo la quale, vendere una pillola abortiva significa favorire un omicidio. E’ sicuramente stata una persona coerente e aggiungerei degna di fiducia, in quanto si è preoccupata, secondo la sua coscienza, del bene di persone che non conosce nemmeno. Non l’ha fatto per soldi o per convenienze personali, anzi ha pagato di tasca propria. Credo dovremmo comportarci tutti in maniera più umana verso di lei e verso gli altri. Dovremmo imparare un po’ di più ad immedesimarci prima di esprimere con leggerezza dei gravi giudizi, che in fin dei conti a noi non costano niente.

  7. Ilythia says:

    In Francia non permettono che l’obiezione di coscienza venga usata per l’azione politica individuale di boicottaggio dei diritti civili altrui. Una cosa è rifiutarsi di praticare materialmente un aborto, altra cosa rifiutarsi di consegnare al cliente i farmaci che sono in vendita nella farmacia di cui si è dipendenti, sabotandone il servizio all’utenza. Una persona con una coscienza così delicata accetti proposte di lavoro solo in farmacie a gestione cattolica. Anche se ci sarebbero perplessità anche sul punto se la gestione di un servizio di pubblica necessità diretto a tutti i cittadini possa selezionare i prodotti da vendere su base etico-religiosa.

    • Edo says:

      Caro/a Ilythia, perché non rispondi alla domanda di Piero. Te la incollo, per comodità:

      “Grappolo di cellule in divisione”, che finezza di espressione !! E dimmi, quando il “grappolo di cellule in divisione” deve essere considerato un essere umano ? A tre mesi dal concepimento ? A sei mesi? Appena è nato ? A un anno di vita ? Dimmi, dimmi, sono curioso ……..

      Attendo anch’io una tua risposta.

      • giovanna says:

        a me ha colpito anche la frase dell’impareggiabile Ilythia: una cosa è rifiutarsi di praticare materialmente l’aborto e una cosa consegnare farmaci abortivi ! come dire, un conto è far assumere un veleno, altro venderlo all’assassino che di sicuro lo userà a scopo abortivo ! complimenti per la logica, veramente stringente !
        Che questi farmaci siano abortivi non lo decide altri se non la scienza e la scienza afferma che sono abortivi nel meccanismo di azione e comunque noto una crepa nei tuoi freddissimi e disumani ragionamenti, quando affermi che comprendi l’opposizione a praticare un aborto, all’eliminazione di un essere umano nel ventre della mamma, il posto più sicuro al mondo per lui.

        • Ily says:

          Non è chimicamente corretto definire veleno sostanze come il levonorgestel o l’ulipristal acetato, non sono sostanze tossiche né per le cellule embrionarie,né per qualsiasi altra forma di vita. Questi ormoni agiscono non sull’embrione, a cui non farebbero nulla, ma sull’utero della donna con azione anti proliferativa, impediscono cioè la crescita della mucosa uterina, proteggendo l’utero dall’inizio di una gravidanza. Come quando tutti voi mettete il filo spinato sui cancelli delle vostre case per evitare l’ingresso di ospiti indesiderati.

          • giovanna says:

            eh no, cara ily, l’esempio giusto sarebbe: come quelli che mettono una bomba che esplode quando si suona il campanello !
            l’essere umano col norlevo ci crepa !
            un essere umano che c’era e a cui viene impedito di vivere !
            certo che se tu riesci a scrivere con nonchalance ” proteggendo l’utero dall’inizio di una gravidanza “….puoi scrivere qualsiasi cosa !
            e per cosa ci starebbe a fare un utero in una donna, se non per portare a termine una gravidanza, per dare alla luce un bambino ?
            non vado oltre, cara ily, perché si capisce che proprio tutta tutta non ci stai.

      • Ilithya says:

        Non prima che sia presente un organismo umano pienamente attuato nelle sue funzioni di base, il che coincide con la 22 settimana, epoca da cui è possibile per il feto vivere in maniera biologicamente indipendente fuori dall ‘utero

        • AndreaB says:

          Buonasera Ilithya,
          Il giorno non inizia forse all’alba con un primo barlume di sole? Una fiamma ardente non nasce forse da una semplice scintilla? Una stupenda farfalla non nasce forse da un piccolo bruco?
          Poi di cose se ne possono dire tante. Lei ha ipotizzato che la vita inizi quando “l’organismo umano è pienamente attuato nelle sue funzioni di base”… Perchè? Un’altro potrebbe ipotizzare che la vita umana inizi quando l’essere inizia a provare dolore, l’aborto in questo caso farebbe soffrire e non è giusto che un essere umano soffra. Un altro ancora potrebbe dire che la vita umana parte quando il cuore inizia a battere, un altro ancora quando si forma il cervello. Tutte supposizioni che non reggono di fronte ad una semplice constatazione: senza il seme dell’uomo che penetra nell’ovulo della donna non può esistere un nuovo essere umano. Senza l’essere umano non esiste la vita: la vita di una persona inizia quindi da quel momento, è una semplice conseguenza logica elementare. Dal punto di vista scientifico si potrebbe ragionevolmente dire che la vita umana si forma quando si forma il genoma umano?
          Ma al di fuori di tutti questi pensieri, è più umano che una futura mamma venga aiutata a far nascere il suo bambino e ad amarlo, con ogni tipo di supporto, medico, morale, economico e perchè no, spirituale, piuttosto che aiutarla ad ucciderlo, ad eliminare la nuova vita che è in lei? Torniamo alla semplicità, ragioniamo con amore e non con egoismo. Riscopriamo una coscienza a favore della vita e smettiamo di tutelare la morte.

        • Piero says:

          Dunque la 22° settimana, cioè dopo 154 giorni dal concepimento.
          Quindi stai seriamente affermando che alle 23:59:59 del 154° giorno dal concepimento non c’è essere umano, mentre alle 00:00:01 del 155° giorno c’è un essere umano ? E genio, mi spieghi scientificamente cosa è accaduto in quei 2 secondi ? Ma fammi il piacere….. queste sono ,le vostre evidenze scientifiche, semplicemente ridicoli…..

      • ily says:

        Ho risposto sopra, quando è presente un corpo umano pienamente realizzato nelle,sue componenti

        • giovanna says:

          Scusa, Ily, ma quando è il momento preciso in cui quel bambino ha diritto a vivere?
          Cioè, 22 settimane o quando il suo corpo è pienamente realizzato nelle sue componenti, mi sembra un pò vago ! pensa, a 21 settimane e 30 gg si può uccidere, a 22 settimane no !
          dai, è ridicolo ! è sempre lo stesso bambino ! è o non è una vita umana? possiamo decidere noi di una vita umana ?

  8. Mario says:

    Qua come al solito non si capisce cosa sia effettivamente successo. Intanto sui siti francesi non ho trovato traccia di questa notizia, il fatto chiaramente non significa che la storia non sia vera, ma non aiuta a capire l’esatta dinamica dell’accaduto e cosa esattamente non ha voluto vendere la farmacista, se una pillola abortiva o la pillola del giorno dopo. Nel primo caso (pillova abortiva), pur non essendo favorevole alla famosa obiezione di coscienza, capisco e in certo qual modo approvo una personale obiezione di coscienza, tanto più che la farmacista aveva fatto presente i propri dubbi e sembra si fosse giunti ad un accordo che non vedo perchè non debba essere rispettato, tanto più che la confezione richiesta è stata comunque venduta da un altro farmacista sempre all’interno della medesima farmacia. Caso diverso se si è rifiutata di vendere la pillola del giorno dopo in quanto tutti sanno che non si tratta di pillola che favorisce l’aborto o se preferite l’omicidio. se nel primo caso capisco che una persona non voglia sentirsi complice nè attivamente nè moralmente di un atto che sicuramente porta all’espulsione di un embrione che è già stato fecondato, nel secondo caso si tratta di una presa di posizione assolutamente da censurare, dovrebbe infatti di rifiutarsi di vendere tutta la sequela di contraccettivi inclusi i preservativi, sinceramente mi sembra esagerato.

    • Giorgio says:

      La solita truffaldina disinformazione.
      Basta spostare l’orologio della vita in avanti e allora ecco che per incanto le pillole abortive diventano non abortive.
      TUTTI SANNO, ma fanno finta di non sapere, che vita inizia col concepimento, ovvero con la fecondazione dell’ovulo, e che qualsiasi veleno che impedisca il regolare sviluppo del feto è un “farmaco” abortivo.
      Ciò a prescindere quello che lor signori dispensatori di morte a pagamento e i loro utili idioti si affannano a raccontarci credendo di mondarsi la coscienza.

      • Mario says:

        infatti il Levonorgestrel, sostanza impiegata nella pillola del giorno dopo, che è la stessa per il contraccettivo, impedisce l’ovulazione, quindi non può avvenire nessuna fecondazione. stesso funzionamento della pillola anticoncezionale. Nel caso in cui l’ovulo, al momento dell’assunzione, risulti già fecondato, il farmaco non impedisce l’annidamento dell’ovulo e il suo sviluppo, e questo è dimostrato da numerosi studi scientifici. pertanto la verità nuda e cruda è che la pillola del giorno dopo evita il concepimento, di conseguenza non uccide alcunchè ma vedo che NON TUTTI SANNO. Se poi, come dici tu, qualsiasi veleno (e non si capisce perchè si parla di veleno visto che non uccide alcunchè, ma allora, sempre seguendo il tuo ragionamento bisognerebbe inserire nel concetto anche atti ed omissioni) che eviti il concepimento è omicidio, allora lo è anche il preservativo, addirittura il solo pensare di fare del sesso senza volere un bambino risulta essere un omicidio.

    • domenico says:

      i preservativi e la pillola impediscono la fecondazione dell’ovulo; la pillola del giorno dopo com’è scritto nei foglietti illustrativi che li accompagnano agisce anche impedendo l’impianto dell’ovulo (che se si impianta significa che è fecondato altrimenti non si potrebbe impiantare).

      • Mario says:

        Vedere risposta data al post precedente, la pillola del giorno dopo che è a base di Levonorgestrel, non impedisce l’impianto dell’ovulo se già fecondato, e questo in base a studi scientifici datati 2005 e presenti sul sito dell’OMS

        • giovanna says:

          caro mario, dici corbellerie.
          non è che uno può dire contemporaneamente, come è stata obbligata da studi scientifici la ditta a mettere sul foglietto illustrativo , che il norlevo impedisce l’impianto dell’ovulo fecondato ( tu sei stato un ovulo feconfdato, in quell’istante c’era già tutto mario !) e poi dire che questo si chiama contraccezione: è evidentemente un aborto !
          tanto è vero, come scritto sopra, ma si capisce che non hai letto quasi nulla, si usano gli stessi termini di contraccettivo d’emergenza per la pillola dei cinque giorni dopo ( ellaone) che è più che sicuramente un abortivo.

          • Mario says:

            Sinceramente non ho capito il senso del tuo post. dico corbellerie in cosa? il NORLEVO è il nome di un farmaco che ha come principio attivo il Levonorgestrel, che a sua volta è lo stesso principio attivo di pillole anticoncezionali. Nel caso della pillola del giorno dopo (norlevo o levonelle) è presente in quantita 10 volte maggiore rispetto alla pillola anticoncezionale. Questo farmaco agisce bloccando l’ovulazione, esattamente come fa la pillola anticoncezionale. Nel momento in cui si assume il farmaco in presenza dell’oulo già fecondato, non impedisce l’anninademento dell’ovulo e il suo susseguente sviluppo. L’aborto si ha nel momento in cui l’ovulo fecondato (a qualsiasi stadio esso sia) viene distaccato dall’endometrio. Quindi impedire una fecondazione non è aborto. Punto. Tanto meno è omicidio. L’allaone, è altro farmaco che contiene come principio attivo ulipristal acetato, e anche questo farmaco impedisce l’ovulazione o la ritarda, inoltre, sempre da studi scientifici, inibisce in maniera evidente la proliferazione delle cellule dell’endometrio, anche se non ci sono correlazioni con l’eventualità che ciò possa impedire l’annidamento dell’ovulo fecondato, ergo non si può dire nemmeno in questo caso che l’ellaone è un farmaco abortivo, al limite possiamo mettere un punto interrogativo visto che inibisce la proliferazione delle cellule dell’endometrio. Le diciture sui bugiardini che tu citi, sono riferiti a vecchi parametri, infatti la realtà è che sono tutti in revisione.

        • domenico says:

          Mario io non lmi posso basare su quello che scrivi tu ma su quello che c’è scritto sul foglietto illustrativo che è la posizione ufficiale e scientifica delle case farmaceutiche e si badi non solo in Italia. Se stanno dicendo il falso sei libero di denunciarle per false informazioni alla clientela.
          In effetti è da anni che mi chiedo perchè le varie associazioni pro-pillola del giorno dopo non la facciano. Evidentemente c’è qualcosa che non va. E’ da almeno 10 anni che sento parlare di questa famigerata revisione e siccome so che le case farmaceutiche vogliono vendere il più possibile e siccome è evidente che questa affermazione sull’annidamento dell’ovulo porta per forza a un calo delle vendite ne consegue che se le case farmaceutiche non fanno la revisione avranno i LORO buoni motivi.
          La farmacista alla cliente che chieda informazioni sul farmaco DEVE esporre quello che è scritto sul foglietto illustrativo e se una cliente chiedesse perchè sul foglietto illustrativo è scritto che la pillola del giorno dopo può impedire l’annidamento dell’ovulo NON PUO’ assolutamente permettersi di rispondere che è falso ma deve risponderle che c’è questa possibilità.

          • domenico says:

            …. l’avevo chiesto ad un altro ma la domanda è sempre valida. Saresti stato d’accordo se la farmacista si fosse rifiutata di vendere la RU486?

            • Mario says:

              Guarda il problema dei bugiardini è annoso. Abbiamo farmaci della stessa casa farmaceutica che venduti in diversi paesi dell’europa presentano diciture differenti sul foglietto illustrativo. basta fare una semplice ricerca sul Levonorgestrel per sapere come agisce, ad esempio sul sito ufficiale della Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO). Ora se una farmacista, laureata, non sa come agiscono i principi attivi dei medicinali, be scusa ma va licenziata a priori, se invece si fosse trattato della RU486, il cui principio attivo è Il mifepristone, un ormone steroideo anti-progestinico derivato dal noretindrone che inibisce lo sviluppo dell’embrione causandone il distacco dall’utero, quindi farmaco abortivo, come mi sembra di aver già scritto, avrei capito il suo gesto, tanto più che aveva fatto presente il suo dilemma, e su cui magari ci sarebbe da parlare per l’eventuale condotta farisaica.

              • giovanna says:

                senti, Mario, quello che tu hai scritto non è assolutamente corretto dal punto di vista scientifico : il tutto è stato spiegato e rispiegato nei post precedenti, se vuoi parlare da solo, vedi tu, io al tuo posto una letta me la darei.
                Solo una nota sulla cosa più grossolana: se il concepimento avviene al massimo entro i tre giorni dal rapporto sessuale, una pillola che agisce CINQUE giorni dopo è assolutamente e inconfutabilmte ABORTIVA .
                E nonostante questo viene chiamata ” contraccettivo d’emergenza “!!!!
                E qualche pollo ci casca pure !

                • giovanna says:

                  Scusa, Mario, non resisto ad evidenziare un’altra corbelleria: ma chi ti ha detto che se nel rapporto sessuale entro le 48 ore precedenti l’ovulo è stato fecondato la pillola del giorno dopo non impedisce la gravidanza ? sarebbe molto bello, ma purtroppo non è così: la pillola del giorno dopo fa effetto, nel senso che in nessun caso la gravidanza prosegue, nelle 48 ore successive e nessuno a quel punto sa se l’ovulo sia stato o meno fecondato: è uno sparare nel mucchio.

                  • Mario says:

                    Cara Giò, ci sono studi scientifici che dimostrano questo, basta cercarli, informarsi, e poi eventualmente confutare se ho detto delle corbellerie, non è difficile, si cercano su internet i due principi attivi componenti i medicinali, si leggono diversi siti, italiani e stranieri, e vedrai che è come ho scritto io, senza offesa Giò informati, poi se non ci credi non so che farci.

                    • giovanna says:

                      aaah, ma allora dillo, che cerchi su internet…wikipedia? 🙂
                      certo, i testi universitari, sono roba sorpassata….
                      prova a leggere un testo attuale di fisiologia…ne scoprirai delle belle !
                      a dire il vero pensavo che un uomo medio nel 2013 sapesse qualcosa di fecondazione e concepimento, di concetti basilari come i tempi in cui avvengono, pensavo che un uomo medio nel 2013 sapesse che CINQUE giorni dopo il rapporto il concepimento, se ci doveva essere, è bello che avvenuto ! senza dover cercare su wikipedia !
                      secondo me un diploma di scuola superiore dovrebbe dare queste basi sul corpo umano !
                      Capisco sempre di più come possano passare queste vere e proprie bufale sull’opninione pubblica, come chimare contraccezione d’emergenza un pillola che funziona CINQUE giorni dopo: contando su ignoranza crassa e presunzione !
                      E se hai solo la terza media, non ti offendere, basta un pò di umiltà e si può imparare qualcosina su come funzioniamo !
                      ( i post precedenti, che spiegano con parole semplici il come e il quando, l’hai letti ? potrebbe essere un inizio !)

                  • Mario says:

                    Non ho mai detto di sapere autonomamente, tra l’altro non ho parlato di come nascono i bambini e su come funziona il tutto, ma semplicemente ho sempre scritto e riportato notizie lette sui siti di FIGO e OMS che riguardano le molecole utilizzate per i farmaci levonelle e olleone, sui libri di fisiologia non c’è nulla di questo,io, al contrario di altri, mi informo prima di dire stupidaggini, tipo che l’UDC è un partito che ha cambiato nome, quando tutti informandosi dovrebbero sapere che è stata l’unione di ben tre partiti distinti. qua il documento che spiega come funziona studia e poi ne riparliamo http://www.cngof.asso.fr/D_TELE/081022FIGO.pdf ci sono tutti i riferimenti scientifici che non trovi sul libro di fisiologia che fa parte della medicina e non della farmacologia. Se non revisionano i bugiardini sono fatti loro, ho già spiegato il perchè. e questo è il medico http://www.mpv.org/mpv/s2magazine/AllegatiTools/744/041602ab.pdf e poi sono io il presuntuoso!

                    • giovanna says:

                      ah, spiegami allora come è possibile che una pillola sia contraccettiva dopo CINQUE giorni dall’ultimo rapporto, dato che la fecondazione avviene al massimo entro i tre giorni dal rapporto !
                      e questa è la terza volta che te lo scrivo, non occorre fisiologia, non occorre farmacologia, occorre il saper fare di conto della prima elementare!
                      certo che internet a volte manda il cervello all’ammasso !
                      addirittura su internet si trova che un bambino non ha bisogno di padre e madre, pensa te se uno non ragiona con la sua testa !
                      e non è che l’oms per mandato divino non può scrivere panzane,anzi questa è la dimostrazione che certo organismi non sono affatto sopra le parti e facilemente possono approffitare della dabbenaggine altrui.
                      la facilità di reperire le più grandi panzane non ci fa più ragionare con la nostra testa!
                      e comunque, Mario, se sei quello che biasimava Giovanardi per aver cambiato partito dalla Dc all’ Udc , quando la Dc storicamente intesa non c’era più e insisti ancora a voler avere ragione su un errore di valutazione veramente grossolano e in totale malafede, non ho alcuna speranza nemmeno di farti contare fino a cinque !!!
                      stammi bene.

                  • Mario says:

                    a) si parlava dei principi attivi dei medicinali e non di come nascono i bambini, e come detto le informazioni circa il funzionamento sono reperibili nei siti della FIGO e dell’OMS eccolo: http://www.cngof.asso.fr/D_TELE/081022FIGO.pdf
                    b) eccoti anche il link del medico: http://www.mpv.org/mpv/s2magazine/AllegatiTools/744/041602ab.pdf
                    c) per il bugiardino….be, informati è facile e piacevole

                  • Mario says:

                    cara Giò, ti ho postato il link, studiati gli studi scientifici, ce ne sono una ventina, non fare della matematica il calcolo della serva, non serve, dimostrami piuttosto, scientificamente, che gli studi sono tutti erreti. Mi auguro che tu abbia letto anche il post relativo al medico antiabortista, che forse ne sa più di me e di te. Che certi organismi non sono validi prima me lo dimostri scientificamente altrimenti sono solo parole gettate al vento tipo gli asini volano. Tralasciamo il tuoa amico giovanardi, tutti sanno che la DC non esisteva più, non è quello il punto, i punti sono altri, non fingere di guardare solo il dito che indica la luna.

                    • giovanna says:

                      Ma guarda, un articolo del 2008 , suppongo non ci sia nulla di più recente in rete, mica tutti si possono permettere simili figuracce da peracottaro ! In questo articolo del 2008 un medico (antiabortista per convenienza, fa intendere, quei medici che tanto sono disprezzati, ma quando servono alla causa, eccoli riabilitati ! ) dice che la pillola del giorno dopo non è abortiva perché non è abortiva ! Certo che come spiegazione per gli allocchi è validissima ! Che robaccia, manco una mezza spiegazione scientifica e sai perché ? Perché scientificamente nessuno al mondo può dire se nelle 48 ore successive al rapporto ci sia stato o meno l’inizio della gravidanza e siccome la pillola del giorno dopo funziona entro le 48 ore, sempre, è evidente che ci saranno dei casi in cui quella gravidanza è iniziata. Cioè, te lo ripeto per la quarta volta, la gravidanza, la fecondazione dell’ovulo, si ha entro le 72 ore al massimo: la maggior parte dei concepimenti molto prima, e questo statisticamente, per conto semplice tra la vita dell’ovulo e la vita dello spermatozoo, conto che ti risparmio perché già fai fatica a contare fino a cinque, figuriamoci.
                      Dammi retta, caro Mario, usa la tua testa, che dare del talebano per ragioni ideologiche ,disprezzando la scienza è una scorciatoia disonesta e pericolosa.
                      E guarda un pò la coincidenza, questa robaccia che hai pescato su internet potrebbe figurare a pieno titolo sul libro delle balle raccolte da Giovanardi !
                      E con la ridicola faccenda della Dc ,sono già due topiche che hai preso, coraggio, prova ancora, sarai più fortunato….

                  • Mario says:

                    L’articolo è del 2008 ma lo fa ancora oggi, basta controllare e informarsi. Gli studi che ti ho linkato sono chiari, e per quanto riguarda la pillola dei cinque giorni dopo è riportato, cosa che ho fatto anch’io, che altera la mucosa dell’endometrio e che quindi POTREBBE, anche se leggendo gli studi dice che non esiste correlazione, impedire l’annidamento. Non hai portato nessuna prova contraria a quanto da me scritto, pertanto mi spiace ma devo dirti una cosa, ora so che certi animali volano. Attenta a non cadere.

                    • giovanna says:

                      scusa, Mario , sei troppo naive, troppo esagerato con la testardaggine, troppo simpatico, non resisto: ma se la pillola dei 5 giorni dopo è abortiva e la fecondazione avviene AL MASSIMO tre giorni dopo, che studi dovrei portare per sostenere che è ABORTIVA , che impedisce l’annidamento? basta un libro delle medie !!!
                      te lo scrivo per la sesta volta: l’ovulo viene fecondato al massimo dopo tre giorni dal rapporto, se la pillola dei cinque giorni dopo evita la gravidanza, che se c’era si è già certamente instaurata, in che modo può la pillola dei 5 giorni dopo agire se non eliminando l’ovulo fecondato?
                      Cioè, o il rapporto è stato fecondo oppure non serve più bloccare l’ovulazione, perché nei 5 giorni prima o c’è già stata o non servirebbe bloccarla ai fini di una gravidanza ! Cinque giorni dopo il rapporto, puoi bloccare tutte le ovulazioni del mondo, perché se l’ovulo non è stato fecondato non lo sarà più da quel rapporto ! Ripassiamo: se c’è un effetto sulla prevenzione di una gravidanza da parte della pillola dei 5 giorni dopo può essere solo di tipo abortivo, in quanto la fecondazione avviene nei tre giorni successivi al rapporto sessuale, quindi o elimina la nuova vita umana oppure non c’era una vita: sull’ovulazione dei 5 giorni prima non ha alcun effetto ! quindi ha un effetto abortivo sull’ovulo fecondato !
                      ma tu li leggi gli interventi, capisci il contenuto, oppure scrivi totalemente a vanvera????
                      ( cioè, secondo te, dato che dopo tre giorni al massimo la fecondazione è avvenuta, in che modo agirebbe questa pillola dei cinque giorni dopo per avere un effetto non abortivo???? dato che l’ovulo fecondato a quel punto, 5 giorni dopo, o c’è o non c’è ! e lo stesso per il norlevo,48 ore dopo, solo che il calcolo è un pochino meno facile e se non capisci nemmeno 5-3, figuriamoci !)

                  • Mario says:

                    a proposito di topiche. dicevi che non esistevamo medici obiettori che prescrivevano la pilloa del giorno dopo. dimostrato la tua topica, informati anche cosa dice già dal 2004 il dr. Joe DeCook (sempre che tu sappia chi sia). Su quella dei 5 gg ho scritto ammettendo un dubbio. seconda topica (tua). Ricordiamo UDC che è stato un partito nuovo (fusione di tre partiti, non ha cambiato nome, ma proprio pelle) Terza topica (sempre tua). Giovanardi non puoi certo negare che dopo la Dc è andato nel CCD e non nell’UDC come hai scritto (due topiche insieme) Sei una topica, o meglio come già scritto, voli….brutta l’ideologia e non solo quella purtroppo…..

                    • giovanna says:

                      no, tesoro, ho chiesto dove avessi letto di un medico obiettore che prescrive la pillola del giorno dopo e affermato che se esisteva un tale medico non era degno della laurea in medicina. Infatti, in quell’intervista quel dottore si dimostra di una ignoranza senza pari e anche di essere un obiettore per comodità.
                      Di medici obiettori seri ce ne sono tantissimi, ho sbagliato nello stupirmi che ce ne fosse uno tanto ignorante da prescrivere la pillola del giorno dopo ! anche solo per la legge dei grandi numeri !
                      E giustamente ne avrai trovato un altro, addirittura nel 2004 !
                      Caro Mario, lasciatelo dire, non hai il senso del ridicolo.
                      mò basta, però.

                  • Mario says:

                    hai ragione basta, è inutile parlare con gli asini, per di più saccenti e presupponenti

                • Mario says:

                  Tu non sai leggere o non vuoi capire. Mai detto che le cose da me dette sono farina del mio sacco, ho citato FIGO e OMS eccoti il link con tutti i riferimenti scientifici, studia: http://www.cngof.asso.fr/D_TELE/081022FIGO.pdf eccoti anche il link sul medico ristudia http://www.mpv.org/mpv/s2magazine/AllegatiTools/744/041602ab.pdf poi sono io il presuntuoso!!!!! Poi fai una bella cosa, usa il pc e cercati tutta la normativa europea sui bugiardini, fallo un piccolo sforzo, studia!

              • domenico says:

                Un pastificio che scrive che il suo grano è italiano quando non lo è rischia una denuncia figuriamoci cosa rischiano le case farmaceutiche che scrivono informazioni informazioni false su questioni di salute… E quindi quando la FIGO farà una bella denuncia penale fammelo sapere.
                La farmacista poi come ti ho scritto sopra non può permettersi di smentire quanto scritto nel foglietto illustrativo ma al massimo deve rinviare la cliente per chiarimenti al suo medico.

                • domenico says:

                  tra l’altro anche nel ‘bugiardino’ inglese dicono la stessa cosa: “Levonorgestrel is also thought to alter the lining of the womb, preventing it from being prepared for a fertilised egg. ”
                  Quindi o c’è una cospirazione internazionale sui bugiardini delle pillole del giorno dopo o qui qualcuno non ci vuole dire la verità…

                  • Mario says:

                    Non esiste nessun complotto e nessun reato, esiste una legge europea sull’uso dei bugiardini decisamente complicata, quindi le case farmaceutiche evitano, fin quando potranno, di reisionare i propri foglietti illustrativi, basta leggersi la comunicazione ufficiale dell’OMS del 2005 che tratta per l’appunto il principio attio della pillola del giorno dopo, oppure non crediamo nenache all’OMS? Poi che ognuno abbia le sue idee, però ci sono medici obiettori che prescrivono tranquillamente il farmaco ritenendolo non abortivo, casomai è più abortiva la spirale, visto che essa altera la formazione dell’endometrio e di conseguenza l’impianto.

                    • giovanna says:

                      ma questa dei medici obiettori che prescriverebbero la pillola del giorno dopo dove l’hai letta? se ci fossero, non sarebbero degni della laurea in medicina ! tra l’altro, sui giornali vengono sbattuti invece i medici che non la prescrivono come se fossero distributori automatici !
                      e mi sembra che te l’abbiano già spiegato, ma repetita juvant: alla ditta di Norlevo non fa certo gioco dover scrivere nero su bianco che può esserci un effetto abortivo, ma sono costretti a scriverlo in quanto nessuno al mondo, allo stato attuale, può dimostrare che non sia così, dati i tempi e i modi della fecondazione umana.Visto che la fecondazione può avvenire anche nelle prime 48 ore dal rapporto, nessuno saprà mai se un aborto c’è stato o se c’è stata solo un’inibizione dell’ovulazione.
                      Tanto più per la pillola dei cinque giorni dopo, basta saper contare fino a 5, sottrarre i giorni in cui può avvenire la fecondazione, massimo 3, e così si ha che il bambino, se ci doveva essere, c’era di sicuro, e noi lo abbiamo eliminato con la “contraccezione d’emergenza ” !!!

                    • domenico says:

                      ma per favore Mario non ti arrampicare sugli specchi invocando famigerate leggi europee… Negli Stati Uniti e nel Canada è la stessa identica cosa come per il farmaco Alesse: ” This medication also causes changes in the mucus of the cervix, which make it difficult for sperm to penetrate and for an egg to implant.”
                      Ti ripeto: se la FIGO ha ragione, se l’OMS ha ragione, denunciatele queste case farmaceutiche.

                  • Mario says:

                    Ho postatogià (rieccolo) http://www.cngof.asso.fr/D_TELE/081022FIGO.pdf il documento con tutti gli studi effettuati sui farmaci incriminati, non c’è altro da dire. nessuno può obbligare una casa farmaceutica a cambiare milioni di bugiardini, è un costo non indifferente ed in europa c’è la direttiva 2001/83/CE, in cui tra l’altro non è previsto che sul bugiardino deve esserci l’indicazione di COME agisce il farmaco. Ogni revisione costa, ci vuole tempo e deve rientrare il tutto nella specifica legge, chi avrebbe interesse a spendere soldi quando il foglietto che ha è già stato dichiarato idoneo?

                    • domenico says:

                      mi hai postato un documento di 5 anni fa. Mi vorresti far credere che la stampa dei bugiardini tutte le case farmaceutiche del mondo l’hanno fatta almeno cinque anni fa e da allora stanno usando lo stock in magazzino? veramente questo vuoi farmi credere? su dai!

  9. claudio says:

    In alcuni di questi interventi si fa riferimento al limite che lo stato pone ai diritti e ai doveri. Nel caso specifico qualcuno sottolinea il fatto che alcune scelte secondo coscienza ledano il diritto di ottenere un prodotto o un servizio. Ci tengo a sottolineare che quasi sempre queste scelte non sono confessionali a differenza di quanto sostiene qualcuno, ma secondo coscienza!
    Lo Stato fa delle scelte che dovrebbero salvaguardare il bene di tutti o comunque dei più deboli. Nel caso specifico la farmacista non ha impedito un servizio ma ha lasciato un opzione alla cliente, che infatti non ha ricevuto danni visto che ha ottenuto il farmaco. In linea generale ritengo che dobbiamo smettere di pretendere sempre che lo stato di comporti secondo la convenienza contingente, non si capisce perché allora un cittadino non possa pretendere che sia introdotta la pena di morte per chi commette omicidio o peggio ancora la legge del taglione!!! Se io riteness di non avere avuto giustizia, perché tu Stato non lasci che sia io a farmi giustizia?

  10. Giovanni says:

    Poche balle.
    Sul lavoro uno deve fare quello per cui è pagato, se non è d’accordo cambia mestiere.
    Capisco l’obiezione di coscienza per un medico che MATERIALMENTE esegue l’aborto, ma un farmacista deve solo vendere una scatola di pillole, mica metterle lui in bocca al paziente.

    • Giorgio says:

      Che argomentazioni illuminanti!
      Secondo il tuo arguto ragionamento allora è moralmente lecito anche vendere l’eroina agli angoli delle strade!
      Sei da premio nobel!

      • giovanna says:

        ma lo sai, caro Giorgio, che quando i miei figli negli anni mi hanno chiesto come è potuto accadere lo sterminio di milioni di persone sotto il nazismo , avrei potuto far leggere loro tante frasi di questo tenore , come quella di Giovanni e di tantissimi altri ..avrebbero capito la banalità del male.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Nissan propone per il 2018 un restyling di X-Trail che rinnova senza rivoluzionare. Le forme vengono riviste e la lunghezza complessiva aumentata a vantaggio di un bagagliaio più grande. Propulsore e meccanica rimangano invariate. Andiamo a scoprirla

L'articolo Prova Nissan X-Trail 1.6 dCi 130 CVT 2WD Tekna proviene da RED Live.

Sulla breccia da 39 anni, la Classe G ha saputo resistere alle mode puntando su robustezza, affidabilità e su alcuni clienti... "importanti"

L'articolo Classe G, la storia “sporca” della off road Mercedes proviene da RED Live.

DNA OFFROAD Al Salone di Detroit 2018 la Casa della Stella ha presentato la Nuova Mercedes Classe G. Che non ha tagliato in modo brusco i ponti con il passato e – tranquilli –  non si è rammollita: a lei, le SUV moderne fanno davvero un baffo. Nel senso che la G continua ad essere […]

L'articolo Nuova Mercedes Classe G 2018: nel solco della tradizione proviene da RED Live.

Seppur presentato nel 2016, il sistema di trazione integrale della Focus RS è tutt’oggi una soluzione ingegneristica avanzata ed è raro trovarne una descrizione chiara e completa. Siete sicuri di avere capito come funziona? Leggete per scoprirlo!

L'articolo Magia elettronica! La trazione integrale della Ford Focus RS proviene da RED Live.

In attesa della prova ecco le prime informazioni sul test che ci vedrà a Valencia in sella alla nuova Ducati Panigale V4

L'articolo Ducati Panigale V4 in attesa della prova proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download