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Fondo Nasko solo per le donne lombarde? Carugo (Ncd): «Ogni bambino ha diritto alla vita, non conta il colore della pelle»

marzo 5, 2014 Matteo Rigamonti

Il consigliere regionale contro l’intenzione dell’assessore di aiutare solo le madri residenti da 5 anni in Lombardia. Paola Bonzi (Cav Mangiagalli): «Basta con queste critiche impastate di ideologia»

È in pericolo l’esistenza del Fondo Nasko, dal 2010 vero e proprio fiore all’occhiello delle politiche di aiuto alla vita in Lombardia e che da allora ha permesso di aiutare migliaia e migliaia di mamme a portare a termine la gravidanza. Nel 2013, per dire, sono stati 1.262 i beneficiari del fondo. Ma ora a metterne a repentaglio l’esistenza è la decisione, annunciata in giunta dall’assessore al Welfare della Regione, la leghista Maria Cristina Cantù, di voler «definire criteri più selettivi per l’accesso», ovvero di introdurre il requisito della residenza in Lombardia da almeno 5 anni per le madri. «Criteri» che, secondo Cantù, avrebbero il merito di «essere più rispondenti alle necessità dei cittadini lombardi, perché in 3 anni di sperimentazione abbiamo speso più di 18 milioni e il 75 per cento di questi soldi è finito a extracomunitari». Così, però, spiega a tempi.it il consigliere regionale di Ncd Stefano Carugo, «si impedirebbe all’80 per cento delle madri, che finora ne hanno usufruito, di poterlo fare e a 500 bambini di venire alla luce». Ancora più grave sarebbe poi l’impatto se il requisito della residenza in Lombardia venisse innalzato a 15 anni, come pubblicamente richiesto dal segretario della Lega Matteo Salvini.

IL COLORE DELLA PELLE NON CONTA. «Non importa se un bambino che nasce è bianco o nero, italiano, cingalese oppure marocchino, non importa il colore della pelle, ma quello che conta è che alla madre sia garantito il diritto di portare a termine la gravidanza, che il bambino possa nascere e così una vita in più sia salvata», prosegue Carugo, che a tempi.it assicura: «Daremo battaglia perché non vengano cambiate le regole, proprio come abbiamo fatto nel luglio scorso, quando abbiamo impedito che la dotazione di Nasko fosse dimezzata» dall’assessorato. A confortare Carugo circa le possibilità che i requisiti in base al quale i fondi sono stanziati non vengano cambiati è anche il fatto che «c’è un consenso bipartisan con le componenti cattoliche del Pd e anche alcuni consiglieri della Lega sono piuttosto imbarazzati. Scateneremo tutti».

Chi ha iniziato a far sentire la propria voce è il Centro di aiuto alla vita della clinica Mangiagalli di Milano, che da solo nel 2012 ha permesso che il 40 per cento dei fondi Nasko raggiungesse le madri che lì ne hanno fatto richiesta. Un impegno che è valso le critiche dell’assessore Cantù, quasi si trattasse di una colpa. «Noi facciamo gratuitamente un lavoro per conto di Regione Lombardia, permettendo che i fondi raggiungano le madri, che ne fanno richiesta», dichiara a tempi.it Paola Bonzi, anima del Cav Mangiagalli. «Non ci stiamo ad essere denigrati così dall’assessore; ci piacerebbe che il nostro impegno e il nostro lavoro di volontari fossero riconosciuti, invece di ricevere critiche impastate di ideologia». Ora il dibattito transiterà in commissione Sanità della giunta regionale, dove Carugo ha annunciato battaglia.

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14 Commenti

  1. Giulio Dante Guerra scrive:

    A quel che sono riuscito a capire, il criterio di assegnazione è “chi più genera, più riceve”. Se è così, la signora Cantù dovrebbe, per riequilibrare le percentuali, invitare le donne lombarde ad essere più feconde. Non dovrebbe essere difficile, una volta lo erano. Non ho sottocchio una biografia del grande scrittore lombardo Eugenio Corti, ma mi pare di ricordare che avesse un buon numero di fratelli e sorelle…

  2. leo aletti scrive:

    Tutti i neonati in Italia hanno diritto al fondo nasco (perchè nasko?) Questa non è demagogia, tutti i neonati vanno aiutati.

  3. Giannino Stoppani scrive:

    Mi si consenta una domanda:
    corrisponde al nostro concetto di “giustizia” porre sullo stesso piano colui, essendo da anni residente in un luogo, ha contribuito per i suddetti anni a sostenere uno standard di servizio pubblico pagando senza fiatare i più arzigogolati e fantasiosi balzelli imposti da quello stipendificio che correntemente viene ipocritamente definito “pubblica amministrazione”, con colui che è arrivato ieri in tempo in tempo per usufruire dei sunnominati servizi pubblici?
    Faccio un esempio: Tizio paga per ventinove anni e undici mesi un mutuo ipotecario trentennale sulla sua casa e, caritativamente, vi ospita Caio, il quale in cambio si offre di contribuire a saldare l’ultima rata del suddetto mutuo. Può dunque Caio legittimamente sostenere di essere comproprietario al cinquanta per cento dell’abitazione di cui è ospite?
    Si prega di rispondere alla suddetta domanda senza tirare in ballo l’escatologia cristiana, grazie.

    • Lela scrive:

      Signor “Gian Burrasca”, il suo discorso è logicamente ineccepibile e sono d’accordo, ma mi permetta di dire che il fondo Nasko non è la stessa cosa. Non stiamo parlando delle graduatorie negli asili nido, dell’accesso alle case popolari, parliamo di una somma di denaro che impedisce che un bambino venga ucciso. Ora, non ci sono graduatorie per questa cosa, non si sta privilegiando la donna in italia clandestina rispetto alla milanese da tre generazioni, si dà un aiuto a una donna che lo chiede, qualunque sia la sua storia. Il problema è che questo fondo viene trattato come un esborso di denaro pubblico a perdere quando invece salva delle vite. Inoltre le donne che chiedono questo aiuto sono in prevalenza immigrate povere e clandestine (faccia un giro sul blog di Paola Bonzi), cambiando le regole si negherebbe l’aiuto alle persone che più ne abbisognano, con il risultato drammatico della morte dei loro figli.

      • Terrùn scrive:

        Siamo governati da un bugiardo
        L’uscita di Maroni a un mese dall’appello del cardinale Angelo Scola a favore degli immigrati (durante in visita al consiglio regionale al quale il governatore aveva risposto: «Non lasceremo indietro nessuno»)

      • Giannino Stoppani scrive:

        Signora Lela, nonostante io sia d’accordo con Lei, ovvero che quando si tratta di salvare la pelle a qualcuno non si deve guardare tanto per il sottile, ho ugualmente posto alla cortese attenzione dei lettori una questione di principio dalla quale, a parer mio non si dovrebbe prescindere.
        Mi interessava, in particolare, approfondire la questione della differenza sostanziale tra il concetto di giustizia a cui dovrebbe essere informato uno Stato, e quello senso escatologico cristiano, dove i lavoratori della vigna del Signore assunti per poche ore ricevono la stessa paga di quelli assunti a giornata, che se, a parer mio funziona più bene quando ci si deve spartire un bene trascendente e illimitato come il paradiso, non è il massimo dell’efficienza quando si parla, ad esempio, di alloggi popolari.
        Purtroppo il tono polemico che non si può fare a meno di cogliere nei miei interventi alle mie latitudini lo si acquisisce puppando il latte materno, e di ciò chiedo venia.

        • Terrùn scrive:

          Signor Stoppani,
          il suo discorso è uguale a quello del Re del Belgio ( che ha firmato la legge sulla etaunasia) , perchè partite endrambi dalla politica e non da Cristo.
          Un politico cristiano sicuramente non sbaglia se parte dalla sua ORIGINE.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Capisco, meglio tardi che mai, di aver posto la questione nel contesto sbagliato, quindi mi merito di non essere stato compreso.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Già che ci sono, chiedo scusa anche di quel tragico “più bene”, che fa letteralmente allegare i denti.

          • Terrùn scrive:

            Io la comprendo benissimo, perchè lei come il 90% degli italiani fa un discorso populista come GRILLO,BERLUSCONI,MARONI,RENZI, che elimina l’umano di qualunque colore esso sia.

            • Giannino Stoppani scrive:

              Terrùn, vabbè che ho ammesso di meritare di essere incompreso, ma fino a un certo punto, diamine!
              La prossima volta che associ la mia persona anche uno solo di codesti cognomi ti querelo!

  4. Chiara scrive:

    Non si metterà anche Tempi a menar la solita storia “Lega razzista”…. anche perché non han mica detto “aiutiamo le madri lombarde e bianche residenti da 5 anni mentre le nere no”
    Maroni ha ragione e comunque non fa cose che si è inventato all’ultimo minuto! PRIORITA’ AI CITTADINI LOMBARDI è da sempre il suo motto e io personalmente sono d’accordo.
    E’ come per i soldi che le regioni del Nord spendono in stragrande quantità anche per i cittadini del Sud che vengono a farsi curare al Nord ma grazie e solo ai servizi pagati con i soldi dei cittadini del Nord!

    NON E’ POSSIBILE CHE IN QUALUNQUE MODO SI VENGA SCAVALCATI DA CHIUNQUE IN QUALSIASI LISTA PER ACCEDERE AD UN SERVIZIO E CHE I CITTADINI CHE DA SEMPRE PAGANO LE TASSE IN QUEL LUOGO VENGANO SEMPRE AL SECONDO POSTO!

    • Giannino Stoppani scrive:

      Ecco, io volevo appunto porre la questione se fosse giusto o meno condividere la posizione, espressa efficacemente da Chiara, secondo la quale la priorità nell’accedere a un dato servizio vada data non solo a chi ha più bisogno, ma anche a chi quel servizio lo ha pagato, ma ho capito che questo contesto, in cui si tratta di salvare vittime innocenti, è inadatto in quanto costituisce un caso limite.

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