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Ferrara: «Sull’abuso della carcerazione preventiva parlano i fatti»

agosto 9, 2012 Redazione

Nel suo editoriale di oggi il direttore del Foglio plaude l’intervista del Corriere a Simone: «Hanno deciso di rompere il muro di silenzio»

Si sorprende Giuliano Ferrara per l’intervista ad Antonio Simone pubblicata ieri sul Corriere della Sera. E nel suo editoriale di oggi sul Foglio riprende alcuni stralci dell’articolo di Simona Ravizza: «Dopo quattro mesi di carcerazione preventiva largamente al di là delle necessità cautelari, dopo 44 lettere, alcune intime e belle, spedite dalla cella al sito del settimanale Tempi e a questo giornale, in cui un detenuto libero ha il coraggio di dire: “Sono istigato continuamente a dire il falso (cioè che ho corrotto qualcuno) (…)” anche il maggiore quotidiano nazionale ha lodevolmente deciso di rompere il muro di silenzio».

Ferrara plaude l’iniziativa «d’informazione garantista» del Corriere di dare voce a questa storia, esempio più che di malagiustizia dell’abuso che si opera in Italia della carcerazione preventiva. «E in particolare – continua il direttore – dalla magistratura di rito ambrosiano che, spesso oltre i limiti del dettato di legge e della logica inquirente, abusa di tale misura. Vizio antico in Italia, se Alessandro Manzoni nella “Colonna infame” concludeva: “Non cercavano una verità, ma volevano una confessione”».

Queste accuse dirette nell’articolo non ci sono, evidenzia Ferrara, perché l’intervista della Ravizza «è piana e cronistica, senza commento, perché a volte bastano i fatti». Quelli che racconta Simone nelle sue risposte dove parla della carcerazione preventiva «Come forma di tortura». «Questo spazio di garantismo fa onore al Corriere – chiude Ferrara – dopo mesi di una campagna martellante in cui i protagonisti della vicenda, che possono subire come tutti indagine e processo ma non meritano come tutti la gogna e una prigionia senza giudizio, sono umiliati da resoconti di procura e titolazioni corrive con l’accusa».

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11 Commenti

  1. Luigi Frigerio scrive:

    Il Corriere ha promosso una campagna diffamatoria contro Formigoni, pubblicando anche spezzoni di interrogatori avvenuti nel carcere di san vittore. Questi interrogatori avrebbero dovuto restare segretati. Invece sono stati distorti ad usum delphini. Tempi ha confutato subito queste propalazioni uscite dal circuito mediatico-giudiziario milanese. Vorrei solo dire: timeo danaos et dona ferentes! Per il caro Antonio invece tanti auguri e in bocca al lupo!!! Luigi Frigerio

  2. viccrep scrive:

    di fronte a queste palesi accuse di simone, cosa fa il ministro della giustizia, cosa fa il csm, cosa fa il capo dello stato.
    Tutti tacciono che vergogna!!!!!!!!!!!

  3. david scrive:

    Il “santo-subito” nelle sue risposte (penso anch’io che non c’è bisogno di commento della cronista!!!) dice:
    “Ho sempre avuto società rapportate al business che seguivo (CIOE’ DI COPERTURA OFF SHORE), ordinate secondo le leggi dei rispettivi Paesi. Se il principio della pianificazione o ottimizzazione fiscale fosse reato, si dovrebbero arrestare i consigli di amministrazione di quattro quinti delle società quotate in borsa. Banche in primis, ECT ECT.”
    CHE MORALITA’ DA OTTIMO CIELLINO! COME DIRE:”FACCIO COME FAN TUTTI, NON ME NE FREGA NIENTE DELLA POVERA GENTE CHE NON PUO’ FARE COME ME E DEVE PAGARE FINO ALL’ULTIMO CENTESIMO!!!!!”
    A COSA SERVE LA SCUOLA DI COMUNITA’ ??????? FORSE INSEGNA CHE L’IMPORTANTE E’ NON COMMETTERE REATI???? E CHISSENEFREGA DEL RAPPORTO DEL PARTICOLARE (ME STESSO) CON IL TUTTO (CIOE’ CON I MIEI FRATELLI, CON IL POPOLO CHE NON HA LE MIE POSSIBILITA’!!!!!!!!)?????
    “ho lavorato nel settore immobiliare fuori dall’Italia (Praga, Cile, Israele, Caraibi, Argentina) poi mi sono interessato di sviluppo sanitario” E NON SPIEGA PER NULLA LE SUE MANSIONI, NE’ COSA FACEVA CONCRETAMENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    SIMONE DICE CHE ERA ESPERTO “in progetti innovativi in campo sanitario ed immobiliare. Ricordo solo che i progetti andati in porto hanno sempre prodotto un considerevole risparmio pubblico. Sia in Lombardia sia in Sicilia ciò che abbiamo realizzato ha fatto risparmiare centinaia e centinaia di milioni di euro alle amministrazioni regionali. Daccò, sul versante immobiliare, trovava in me un realizzatore di molti dei suoi progetti che seguiva in giro per il mondo e mi pagava a successo o con quote delle società operanti o con soldi” E SPIEGARE NEL DETTAGLIO QUESTI PROGETTI????? O FORSE PENSA CHE NESSUNO (COME PENSA IL CELESTE) E’ INTERESSATO AI DETTAGLI ???????
    MA DEVO RENDERE ATTO CHE FINALMENTE (!!!!!!!!!!!!!!!) UNA CONFESSIONE IL SANTO-SUBITO L’HA FATTA: “sono deluso di me stesso per la leggerezza avuta nel non rendere esplicite nelle forme di legge italiane le fatturazioni dei compensi che oggi sembrano il mistero da svelare” A ME CHE ERO CIELLINO MI DICEVANO CHE OGNI CRISTIANO DEL MOVIMENTO SI CONFIDA CON I SUOI AMICI AUTOREVOLI MA ORA SCOPRO CHE C’E’ CHI TENEVA ALL’OSCURO I SUOI AMICI (CHE PER C.L. EQUIVALGONO A GESU’ CRISTO) DEL PROPRIO OPERATO NEL LAVORO: ALTRIMENTI NON RIESCO A CREDERE CHE NESSUNO (NEANCHE’ IL COMMERCIALISTA PEREGO’ O ALTRI ESPERTI DI C.L.) ABBIA CONSIGLIATO A SIMONE DI NON FATTURARE I SUOI COMPENSI NELLE FORME DI LEGGE ITALIANE!!!!!
    P.S. E CONTINUA IL DIVIETO NEL SITO CHE IMPEDISCE DI COMMENTARE ARTICOLI E LETTERE SCRITTI DAL SANTO-SUBITO!!!!!!!!!

    • Rodolfo Casadei scrive:

      Finchè lei non si firma con nome e cognome, non ha diritto a protestare contro nessun tipo di divieto o censura.

      • david scrive:

        Io non potendo permettermi società off-shore, mi accontento di avere un nome off-shore, un nome fittizio. E comunque cosa cambia? Se scrivo Mario Rossi, andate a cercarmi nella banca dati degli ex aderenti di Cl????????
        Infine, Lei che è giornalista dovrebbe sapere che lo pseudonimo è utilizzato da sempre da pittori, scrittori e giornalisti che firmano le loro opere d’arte o i loro articoli, nascondendo la propria identità. E non è da considerarsi degno di piccole e grandi censure, a meno che gli scritti non abbiano contenuti offensivi.

        • Rodolfo Casadei scrive:

          Ci è o ci fa? Lei pretende dagli altri purezza cristallina e suprema, ma si nasconde nella più impura delle ipocrisie moralizzatrici: l’anonimato . Se ci è, la compatisco; se ci fa, la disprezzo.

          • viccrep scrive:

            a david
            il problema non è il santo subito, il problema è l’uso della carcerazione preventiva come strumento per estorcere confessioni di fatti non veri.
            E’ un metodo usato non solo con simone ma con molte migliaia di persone
            Come è possibile che persone dedicate alla giustizia usino questa forma di tortura per ottenere confessioni che giustifichino i loro castelli.
            Se poi simone ha sbagliato di suo che lo accusino e lo processino
            Mi auguro che per un qualsiasi motivo non ti tocchi di sperimentare la fine di simone di papa e di molti altri i cui nomi non conosciamo

          • david scrive:

            Voi ciellini non potete fare a meno di tirare fuori la solita parolina: moralismo. Meglio per me essere “ipocrita moralizzatore” piuttosto che “ciellino piagnucolone” come Simone. Se vi stava a cuore l’amnistia e l’uso distorto della carcerazione preventiva, avevate solo da spronare i vostri amici politici che stavano a braccetto con Berlusconi ai tempi del governo del Pdl: Lupi, Formigoni, Mauro. Ma forse il fatto è che non c’era motivo allora perchè gli imputati non erano ciellini.
            Ripeto: cosa serve dare un nome e cognome quando potrei benissimo inventarlo???? Non sapete più cosa fare pur di ergervi Voi a giudici delle condotte altrui!!!!! Io anche in questo commento non ho scritto di Simone colpevole o di Simone innocente: ho solo espresso perplessità e domande (legga bene e conti tutti i miei punti interrogativi!!!!!)

            • david scrive:

              Il mio ultimo post precedente è destinato a Rodolfo Casadei, il ciellino che da buon cristiano disprezza (e così che si devono comportare i cristiani????) disprezza chi ci fa ma purtroppo per lui io ci sono, fatto così.

            • Rodolfo Casadei scrive:

              Mi perdoni se L’ho stimata troppo: per un momento L’ho ritenuta in grado di fornire onestamente (Lei che esige onestà senza incrinature da tutti) le Sue generalità. Lei stesso ammette e avverte che di Lei non c’è mai da fidarsi. La prendo in parola.

  4. Charlie scrive:

    Vorrei esprimere tutta la mia solidarietà al dottor Simone, assicurando a lui e ai suoi cari, così duramente provati da questa orribile esperienza di tortura, la mia preghiera.
    ” Tempi ” fa benissimo a continuare la sua battaglia contro la giustizia ingiusta, iniziata non da oggi, che vede penare nelle carceri italiani tanti detenuti in attesa di giudizio.
    Purtroppo l’accecamento ideologico rende tanti non vedenti la tragica realtà.

L’Osservatore Romano

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