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Family Day. Il “paese reale” in piazza per difendersi dal “paese legale”

gennaio 18, 2016 Redazione

Bagnasco contro il ddl Cirinnà e a favore della manifestazione del 30 gennaio, i dubbi del Quirinale, la necessità di testimoniare pubblicamente

La manifestazione per la famiglia e contro il disegno di legge sulle unioni civili è «condivisibile». Lo ha detto ieri sera il cardinale Angelo Bagnasco a margine di un convegno. L’obiettivo della manifestazione, ha aggiunto il presidente della Conferenza episcopale italiana, «è decisamente buono perché la famiglia è il fondamento di tutta la società» e poiché «la famiglia non può essere uguagliata da nessun’altra istituzione o situazione». Il ddl Cirinnà «è una grande distrazione da parte del Parlamento rispetto ai veri problemi dell’Italia: creare posti di lavoro, dare sicurezza sociale, ristabilire il welfare».
Oggi i quotidiani riportano le perplessità del Quirinale sul ddl (qui, ad esempio, trovate uno stralcio dell’articolo apparso su Repubblica). Nulla può essere dato per scontato, ma, certamente, nei palazzi della politica qualche dubbio in più sulla necessità e urgenza di far passare il ddl sta serpeggiando. Qui di seguito vi proponiamo la lettura di un articolo a firma di Marco Invernizzi apparso su Comunità Ambrosiana.

Ho l’impressione che si stiano incartando. I sostenitori del ddl Cirinnà infatti, potrebbero essersi infilati in un cul de sac da cui è difficile uscire, in seguito a veti ed emendamenti provenienti da diverse parti politiche. Potrebbe accadere come con il ddl Scalfarotto, congelato dopo l’approvazione di un emendamento “moderato” che gli ha fatto perdere il sostegno di Sel e Cinquestelle; d’altra parte, se Renzi continuasse, come sembra fare in queste ore, a sostenere tutto il ddl Cirinna, rischierebbe di inimicarsi tutto il mondo cattolico e profamily e bloccare così il suo progetto di dare vita al partito della nazione.

Se così fosse, possiamo sperare in un congelamento del ddl che preservi il Presidente del consiglio da un fronte, fra i tanti che lo vedono esposto.

Se ne potrebbe uscire con un compromesso che separasse le unioni civili dalle adozioni, ma sarebbe comunque un male per la nazione, che vedrebbe un nuovo istituto giuridico accanto alla famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna. La famiglia ne verrebbe indebolita anche se si dimostrerebbe che in Italia sono tanti i suoi sostenitori, così come quelli disposti a fare sacrifici per difenderla.

In ogni caso verrebbe confermata la tesi che sosteniamo da sempre e cioè che in Italia esiste ancora una forte capacità di mobilitazione sui temi sensibili da parte del mondo cattolico, prolife e profamily. Questa capacità va usata e non parcheggiata. Mai come in questo momento sono necessarie le mobilitazioni nelle piazze, che dimostrano come le famiglie, e anche i giovani, si rendono conto che quello in corso è un vero e proprio scontro di civiltà fra chi vuole mettere la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna al centro della vita pubblica e chi vuole mettere in discussione, incrinare o addirittura sostituire la centralità della famiglia.

I diritti individuali non c’entrano, non lasciamoci ingannare da chi li usa per raggiungere un altro scopo. Essi sono già garantiti dalla legislazione vigente. Il diritto individuale più importante è quello che ciascuno ha di non essere manipolato da un’informazione faziosa, quasi completamente schierata contro la famiglia, come potete constatare ascoltando qualsiasi Tg o leggendo i quotidiani più importanti, a cominciare dal Corriere della sera.

E allora? Allora ci rimane la piazza. Quella dove veglieranno in silenzio le Sentinelle in piedi sabato 23 gennaio e quella del 30 gennaio, a Roma, dove a partire da mezzogiorno comincerà a sfilare un corteo decisivo per il futuro della nostra patria. Andiamo con gioia in queste piazze e riempiamole con la bellezza delle famiglie, dei bambini e della gioia di vivere.

Non è la prima volta che il “paese reale” viene chiamato in piazza per difendersi dal “paese legale“. Facciamo ancora, come nel 2007 oppure come il 20 giugno, un grande sacrificio per raccontare al mondo una verità tanto elementare quanto fondamentale. I bambini che domani saranno educati da un padre e da una madre anche grazie a questo nostro sforzo, ci ringrazieranno con tutto il cuore.

Foto Ansa


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4 Commenti

  1. Menelik scrive:

    “….a partire da mezzogiorno comincerà a sfilare un corteo decisivo per il futuro della nostra PATRIA…”
    Io ci sarò.

    • ROLLI SUSANNA scrive:

      Credi che ci conosceremo, Menelik? In fondo, in una piazza, più o meno si conoscono tutti!! :)

  2. Cisco scrive:

    Standing ovation!

  3. benigno scrive:

    Anch’io ci sarò!

    Grazie all’iniziativa di TEMPI.

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