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Eutanasia: il metodo studiato dal New Hampshire per fare morire di nascosto i pazienti di fame e sete

marzo 12, 2013 Leone Grotti

Una legge sta per cambiare il modulo del consenso informato: rifiutando i “trattamenti che mantengono in vita”, legati al fine vita, si rifiutano anche “alimentazione e idratazione artificiale”. Le proteste dei disabili.

Lo Stato americano del New Hampshire vuole ridefinire alimentazione e idratazione nella legge statale per facilitare l’introduzione dell’eutanasia. Diane Coleman, tra i responsabili del gruppo che si batte per i diritti dei disabili “Not Dead Yet” (Non ancora morti), ha scritto al Parlamento del New Hampshire «per raccomandare di respingere la nuova legge SB 170».

CONSENSO INFORMATO A RISCHIO. Scrive Diane Coleman: «La nostra organizzazione si batte affinché il diritto di rifiutare un trattamento medico sia regolato dalla legge sul “consenso informato”. Vi scrivo questa lettera perché la legge SB 170 mina il “consenso informato” per quanto riguarda alimentazione e idratazione artificiali».

ALIMENTAZIONE E IDRATAZIONE. L’attuale legge del New Hampshire prevede che un paziente possa rifiutare i trattamenti medici, anche quelli inseriti nella categoria “trattamenti che mantengono in vita”, come ad esempio essere attaccati a una macchina per respirare. È sufficiente che di fianco alla voce “Life-sustaining treatment” il paziente faccia una croce sul no nel modulo. Questa categoria, però, non include l’idratazione e l’alimentazione artificiali, a cui il modulo del consenso informato riserva una voce a parte denominata “alimentazione e idratazione artificiale”. Se il paziente non li desidera può mettere una croce sul “no”. Ora il governo ha deciso che la voce “alimentazione e idratazione artificiale” sarà incorporata senza che i pazienti lo sappiano in quella “trattamenti che mantengono in vita”. Rifiutando questi ci si condanna anche a morire di fame e di sete.

EUTANASIA NASCOSTA. Da qui la protesta dell’associazione di disabili “Not Dead Yet”, che teme che si moltiplichino all’insaputa dei pazienti casi come quelli di Eluana Englaro e Terri Schiavo, anche in caso di situazione cliniche non gravi. Il governo si è giustificato affermando che chi vuole può specificare di desiderare alimentazione e idratazione, scrivendolo in uno spazio bianco in fondo al modulo del consenso denominato “richieste aggiuntive”. «Forse il vero problema» scrive Diane Coleman, «è che i medici hanno problemi a convincere le persone a scegliere di rinunciare all’alimentazione e all’idratazione artificiali», se questo fosse «l’unico modo per morire». Inoltre la «legge attuale non ha mai danneggiato nessuno, quindi chiediamo che la legge SB 170 venga respinta».

DISTINZIONE LOGICA. Per Coleman mantenere la distinzione tra le voci “Life-sustaining treatment” e “alimentazione e idratazione artificiale” è importante per quattro motivi: «Primo, tutti hanno bisogno di cibo e liquidi per vivere» ma idratazione e alimentazione artificiali servono anche a garantire una deglutizione orale sicura nel caso di patologie non letali. Non è quindi un’operazione legata al fine vita e a un’immagine di agonia come i “Life-sustaining treatment”. «Secondo, molte delle persone che hanno bisogno di nutrirsi artificialmente sono disabili (…) e la protezione di questo gruppo è soggetta a diverse leggi per prevenire la discriminazione». «Terzo, molte persone con prognosi incerta devono la loro vita all’alimentazione artificiale temporanea e poi guariscono, ma rimuoverla potrebbe impedire la guarigione e anche portare alla morte». «Quarto, molte persone hanno bisogno dell’aiuto di un’altra persone per nutrirsi oralmente e potrebbe non esserci uno staff sufficiente a garantirlo a tutti i pazienti. In molti reparti, è solo questo il motivo per cui alcuni pazienti vengono nutriti artificialmente». L’unico motivo per cancellare questa distinzione, rendendo tutto più confuso, sembra essere l’introduzione mascherata dell’eutanasia anche per chi non la vuole.

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