Google+

L’emergenza migranti diventa spaventosa. E l’Europa che fa? Ci prepara «la più grande delle beffe»

maggio 27, 2016 Redazione

Si profila uno scenario da «record negativo» per il 2016. C’è anche un rischio reale di «infiltrazioni via mare dell’Is». Ma Bruxelles si prende gioco dell’Italia

immigrati-naufragio-ansaSono state 4 mila le persone soccorse nel Canale di Sicilia solo ieri. In un unico giorno, «più di 20 operazioni» di salvataggio sono state coordinate dalla Guardia costiera italiana. Ci è voluta la collaborazioni di tutte le missioni europee in corso nel Mediterraneo. Decine le navi impiegate, di ogni bandiera possibile. E potrebbero essere comunque addirittura «centinaia» le vittime dei diversi naufragi sfuggiti al monitoraggio o individuati troppo tardi. Le cronache dei quotidiani di oggi sono piene di testimonianze drammatiche e racconti eroici. E intanto su Repubblica appare un articolo di “scenario” che lascia presagire come l’emergenza non si riassorbirà affatto nelle prossime settimane. Al contrario.

«NUMERI IMPRESSIONANTI». Scrivono Vladimiro Polchi e Fabio Tonacci che «il 2016 per l’Italia potrebbe diventare l’anno dei record. Tutti negativi». Innanzitutto perché si prevede «il più alto numero di sbarchi mai registrato». Senza contare i 4 mila immigrati salvati ieri, infatti, dall’inizio del 2016 «sono arrivati 40.495 migranti». Secondo Repubblica «l’impennata degli ultimi giorni ha riportato il conteggio ai livelli del 2015, quando si toccarono i 153.842 sbarchi». Ma potrebbe andare peggio dell’anno scorso, visto che «in base alle stime del Viminale a fine 2016 si potrebbe raggiungere la quota record di 20o mila». Rifugiati siriani e iracheni? «Pochissimi». Per lo più si tratterà di persone in arrivo dall’Africa subsahariana. Il 90 per cento del flusso, scrive il quotidiano romano, passa per la Libia, ma anche «dall’Egitto le partenze stanno aumentando e i numeri sono impressionanti».

CENTRI IN TILT. Altro record negativo previsto per il 2016 da Repubblica è quello riguarda «la più grave congestione delle strutture di accoglienza». Strutture che rischiano di «andare in tilt durante l’estate. Anche perché la solidarietà degli altri Paesi Ue finora ha prodotto poco e niente». Citando sempre le valutazioni del ministero dell’Interno, i due giornalisti autori dell’articolo informano che in totale, per i centri del nostro paese, «il limite di emergenza è intorno ai 160 mila» ospiti, «e ci sono le condizioni per lo sfondamento in tempi brevi», dal momento che attualmente di ospiti ce ne sono già 115.548. Mentre sono pochi gli irregolari che l’Italia è riuscita a rimpatriare (appena 4 mila nel 2015) «e il Piano Juncker, che prevedeva la redistribuzione in Europa di 39.600 persone in due anni», è semplicemente «fermo», come del resto abbiamo già scritto più volte. Da settembre solo 615 immigrati sono stati ricollocati dal nostro paese.

I BARCONI DEL JIHAD. Terzo record 2016: «Il più elevato rischio di infiltrazioni via mare dell’Is», scrive Repubblica. La polizia, secondo il quotidiano, a tutt’oggi «non ha trovato prove certe dell’uso sistematico dei barconi da parte dei jihadisti per infiltrarsi in Europa». Episodi inquietanti però sono stati segnalati da un’inchiesta della Cnn. Il network americano ha sentito il comandante della polizia di Misurata, in Libia, che ha detto: «Abbiamo visto miliziani dello Stato islamico imbarcarsi insieme alle loro famiglie». Inoltre un trafficante di immigrati ha raccontato che «un barcone con 40 membri dell’Is ha provato a salpare dalle coste libiche due settimane fa».

BEGLI ALLEATI. Della scarsa collaborazione da parte dei paesi amici, abbiamo già detto sopra. Ma per quanto riguarda l’Europa i giornalisti di Repubblica aggiungono un ulteriore possibile presa in giro in preparazione nei confronti dell’Italia. Come è noto, attualmente il trattato di Dublino «funziona» ma «in senso negativo» per noi. In virtù di quell’accordo, infatti, «negli ultimi nove mesi Francia, Germania, Spagna e gli altri membri Ue ci hanno rimandato un migliaio di profughi fotosegnalati in Italia», ricorda Repubblica. Urge dunque una riforma, lo ammettono tutti, e una proposta è già in cantiere (è stata presentata a inizio maggio dalla Commissione di Bruxelles), ma a quanto pare «per come è articolata potrebbe diventare per l’Italia la più grande delle beffe». Il testo prevede «la ripartizione automatica di quote di richiedenti asilo tra i Paesi membri, ma lo fa in base a un parametro (“reference key”) calcolato sul Pil e sulla popolazione di ogni Stato». Ecco: secondo le simulazioni del ministero dell’Interno, fatte con il “reference key” ipotizzato dall’Europa, per il nostro paese «la ripartizione automatica scatterebbe oltre i 231 mila ospiti. Un numero che, evidentemente, non si può reggere». Chi risulterebbe favorito, invece, dal nuovo trattato? La Grecia, ma anche la Francia e la Germania.

Foto Ansa


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

6 Commenti

  1. marina scrive:

    Chi ha sempre detto che l’immigrazione attualmente in atto era un grave problema, che richiedeva decisione e una programmazione seria per essere governato, è stato spesso accusato di mancanza di umanità e di razzismo addirittura, accusa da respingere semplicemente al mittente. Quante volte abbiamo sentito affermare che siamo perfettamente in grado di affrontare la questione, che non c’è nessuna “invasione” e che anzi abbiamo assoluto bisogno di immigrati in questo paese sconclusionato! Solo adesso si comincia a parlare di enorme problema e di emergenza. Ma guarda un po’! Così, all’improvviso qualcuno comincia ad accorgersene? Forse dovremmo cominciare per tempo anche a preoccuparci della salvaguardia della civiltà europea e cristiana. Potrebbe essere utile anche alla Chiesa riscoprire il grande mons. Biffi.

    • Filippo81 scrive:

      Brava Marina,il Cardinal Biffi fu linciato moralmente dalla stampa di mezza Europa per le affermazioni relative all ‘immigrazione islamica 15 anni or sono,ma le sue parole furono più che profetiche !

  2. beppe scrive:

    diamo un nome a chi ha da subito e sempre sollevato l’allarme. e il nome è sempre e solo uno. L.ga. una nota per il ministro dell’interno, molto suscettibile, angelino. se si verifica una falla in una barca, il primo tentativo per porre rimedio, per alcune ore, è di ributtare fuori l’acqua, con qualsiasi mezzo a disposizione. ma se dopo CINQUE ANNI trovo il malcapitato che sta ancora togliendo l’acqua con un secchio….comincio ad avere dei dubbi sulle sue capacità di gestire un’emergenza.

  3. Marco scrive:

    Non sono rifugiati e nemmeno profughi: sono MIGRANTI ECONOMICI.
    Non hanno NESSUN DIRITTO A STARE IN ITALIA.
    Dovrebbero essere RIMPATRIATI e basta.

  4. underwater scrive:

    Cosa aspettiamo a mollare la UE?

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

L'articolo MV Agusta F3 e Dragster 800 RR Euro4 proviene da RED Live.

La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

L'articolo Triumph e Bajaj, insieme per le piccole proviene da RED Live.

Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

L'articolo Opel Adam Black Jack: scommessa vinta proviene da RED Live.

Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

L'articolo Beta Xtrainer 250 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana