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E gli 800 bambini gettati dalle suore nella fossa comune? Ora anche l’Associated Press dice: «Abbiamo sbagliato»

giugno 26, 2014 Emmanuele Michela

L’agenzia giornalistica fa mea culpa: «Scritto erroneamente che i bambini non erano stati battezzati, come invece dimostrano i documenti». Errori anche nel citare la ricercatrice

irlanda_scoperta_fossa_con_800_corpi_sono_i_bambini_sepolti_dalle_suor-330-0-404518Ricordate la vicenda dell’orfanotrofio irlandese di Tuam, la casa irlandese gestita dalle suore del Bon Secours dove venivano accolte ragazze madri e dove, tra il ’25 e il ’61, sono morti quasi 800 bambini? A inizio mese era su tutti i giornali, inorriditi per il terribile trattamento che questi ospiti avrebbero ricevuto, figli di donne non sposate e quindi considerati illegittimi, e addirittura, si diceva, seppelliti in una “fossa biologica” posta all’esterno della casa. Dopo che però le cronache dei giorni successivi avevano ridimensionato la storia (la fossa biologica era, molto più probabilmente, una cripta sepolcrale, mentre emergeva che l’alto tasso di mortalità dei bambini era dovuto alle pessime condizioni sanitarie dell’Irlanda dell’epoca), qualche giorno fa a fare mea culpa è stata l’Associated Press, che in una nota ha elencato gli errori in cui lei stessa è incappata.

COSA HA DETTO LA RICERCATRICE. L’agenzia giornalistica spiega di aver ripreso in maniera inesatta quanto detto dalla ricercatrice Catherine Corless, studiosa che da anni si occupa della storia della Home di Tuam e le morti di quei bambini. «L’AP ha citato una ricercatrice che diceva di credere che molti dei resti dei bambini morti erano sepolti in una fossa biologica fuori uso»; tuttavia, «la storica ha poi chiarito che senza uno scavo e un’indagine della polizia scientifica è impossibile sapere quante serie di resti la cisterna contenga, se ce n’è qualcuno». Della precisazione della Corless vi avevamo già parlato qualche settimana fa, quando la donna aveva rilasciato un’intervista all’Irish Times in cui precisava di non aver mai detto che i corpi di quei bambini fossero stati gettati in questa fossa comune, aggiungendo poi che i certificati di morte recuperati parlavano di malattie come tubercolosi, morbillo, convulsioni, bronchite e meningite.

suore_irlanda_bambini«I BAMBINI FURONO BATTEZZATI». Le correzioni dell’AP vanno avanti: «L’Associated Press ha riportato in maniera scorretta che i bambini non avevano ricevuto un battesimo cattolico; i documenti mostrano invece che molti dei bambini dell’orfanotrofio furono battezzati». E prosegue: «L’AP ha inoltre sostenuto erroneamente che l’insegnamento cattolico del tempo fosse di negare il battesimo e una sepoltura cristiana ai bambini figli delle ragazze madri; sebbene questo potrebbe essere successo nelle pratiche di allora, non era comunque l’insegnamento della Chiesa». E infine, ultimo particolare, «la storia raccontata il 3 giugno contiene un riferimento sbagliato all’anno in cui l’orfanotrofio fu aperto: era il 1925, non il 1926».

«È LA CORREZIONE PIU’ IMBARAZZANTE DELL’ANNO?». Più i giorni passano e più la storia dell’orfanotrofio di Tuam assume particolari ben diversi da quelli che aveva all’inizio, troppi di essi sono stati frutto di esagerazioni, particolari gonfiati con cinismo, conclusioni affrettate senza responsabilità. E pure l’AP, tra i primi a battere la notizia, ora è costretta a fare dietrofront, offrendo un’immagine più sobria di quanto sarebbe accaduto in quella casa gestita da suore. «Abbiamo il favorito per la correzione più imbarazzante dell’anno», titola provocatoriamente il Washington Examiner sul comunicato dell’agenzia di stampa. «Sembrerebbe che la sola cosa che l’AP non ha stracciato del suo report iniziale sia il nome dell’autore (ma non siamo nemmeno sicuri di quello)». Fuori dalle battute, accusa il giornale americano: «L’AP senza dubbio ha ingannato migliaia di lettori – lettori che probabilmente non noteranno la poco publicizzata correzione – facendo credere che un gruppo di suore irlandesi si è comportata come mostri». Secco è anche il parere di Tim Stanley, storico che scrive sul Telegraph, tra i primi a mostrare le incongruenze in questa storia: «Non facciamo errori: la casa per bambini di Tuam era un posto orribile, con terribili condizioni che riflettono l’opinione ignorantemente scarsa sui figli illegittimi che aveva il mondo cosiddetto civilizzato dell’inizio del XX secolo. Tuttavia, ciò che è accaduto non era il riflesso della dottrina cattolica, che invece si prendeva cura delle vite. E, in particolare, nel trattare la natura umana della vicenda, i racconti sarebbe dovuto essere più accurati e attenti».

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1 Commenti

  1. Orazio Pecci says:

    @ Sig. Lupo, ci vedo poco ma se il suo avatàr è Audrey Hepburn, lei ha un conflitto d’interessi
    http://en.wikipedia.org/wiki/The_Nun's_Story_(film)#mediaviewer/File:Nun_story.jpg
    Se invece è Brigitte Bardot, se ne può parlare. Resta il fatto che dal punto di vista della ricerca storica il suo commento vale “zilch”, per dirla in broccolinese.

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