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Dario Fo cerca pubblicità e denuncia: «Io censurato dalla Chiesa». Ma il Vaticano lo impallina

novembre 1, 2013 Redazione

A una settimana dal debutto della piece tratta da un libro di Franca Rame, il comico accusa la Santa Sede: «Ci ha negato il palco dell’Auditorium». Ma la Sala Stampa vaticana: «Uscita strumentale, meglio non fare lo spettacolo»

Dario Fo debutterà il 7 novembre a Genova con lo spettacolo In fuga dal Senato, tratto dal libro di Chiarelettere in cui la sua compagna Franca Rame racconta la sua vita tra gli eletti di Palazzo Madama tra il 2006 e il 2008. Manca dunque una settimana. Bisogna rinforzare le iniziative promozionali. Niente di più efficace di una bella denuncia di censura, tanto meglio se da parte della perfida Chiesa cattolica.

TIRATO IN BALLO IL PAPA. In effetti è proprio una censura quella che il comico premio Nobel sostiene di aver subito. Lo spettacolo in questione doveva andare in scena il prossimo 18 gennaio all’Auditorium della Conciliazione di Roma, e invece, accusa Fo, che sarebbe stato avvertito via lettera dal direttore della società che organizza l’evento, «abbiamo saputo che la Santa Sede, proprietaria di quel locale dove abbiamo recitato altre volte a partire da Mistero Buffo, ci vieta di procedere con la rappresentazione del testo. Hanno dichiarato “niente palcoscenico per Dario Fo e Franca Rame”». Ovviamente l’attore non perde l’occasione per fare un poco di morale al Vaticano: «Per la Santa Sede questo stop equivale a un autogol, con decisioni come queste non fanno che confondere i credenti», ha scritto in una lettera aperta. Senza dimenticare un accenno a papa Francesco, «simbolo del rinnovamento della Chiesa», che uscirebbe danneggiato da «un’istituzione che vuole tornare a tutti i costi al buio del Medioevo». Tanto più che nel testo della piece Franca Rame scrive «le stesse cose che sostiene il Pontefice». Niente meno.

«NON NE SAPPIAMO NULLA». Ora, bisogna sapere che, spiega sempre il Corriere, «l’autorizzazione per gli spettacoli» presso la struttura «è materia dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica», e che «il suo presidente, il cardinale Domenico Calcagno, è all’oscuro di tutto: “Di questo episodio non so niente, nessuno mi ha chiesto nulla”». Tra l’altro – si legge ancora sul Corriere della Sera – «la gestione dell’Auditorium è affidata con un contratto a una società privata che verifica con le istituzioni vaticane la congruità degli spettacoli da mettere in scena». Che sia partita da qui la presunta censura, magari scaturita da un eccesso di zelo? Chissà, forse con una telefonatina di verifica Fo avrebbe potuto chiarire l’arcano a se stesso e a tutti noi. Ma evidentemente non ne ha avuto il tempo: manca solo una settimana alla prima e tocca pensare a piazzare il prodotto.

«LIBERE SCELTE». Per altro Valerio Toniolo, amministratore delegato dell’Auditorium della Conciliazione, ha risposto che non è vero niente: «Come fa Dario Fo a dire che il suo spettacolo è stato censurato? Lui stesso dice che in passato è stato ospite dell’Auditorium». In realtà, spiega Toniolo, «lo spettacolo non è stato annullato perché non era mai stata data una conferma»: del resto, se il premio Nobel lo consente, si tratta di «libere scelte» visto che «stavamo decidendo quali attività svolgere» e «le nostre scelte di programmazione erano altre».

«MEGLIO NON FARE LO SHOW». In ogni caso, oggi è arrivata anche la replica del direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, il quale, interpellato dai giornalisti, ha dichiarato innanzitutto che nessuna autorità della Santa Sede era al corrente di richieste, «né alla Presidenza dell’APSA, proprietaria dell’Auditorium, né in Segreteria di Stato, né ai Consigli della Cultura o delle Comunicazioni Sociali». Non solo. La “voce” del Vaticano ha anche aggiunto: «Dopo queste uscite mediatiche, che cercano di mettere in mezzo il Vaticano e il Papa in modo non corretto e forse addirittura strumentale, penso proprio che sia meglio che lo spettacolo non si faccia all’Auditorium». Amen.

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20 Commenti

  1. Cisco scrive:

    L'(ex) fascista Dario Fo che accusa il Vaticano di una finta censura e tirando per la tonaca il papa: mistero buffo.

  2. Bifocale scrive:

    Dario Fo è un bugiardo.

    • Antony scrive:

      Che morto di fame!! Raccontare balle per attirare l’attenzione, significa che non lo c…a nessuno e ben gli stà!!!

  3. GLS scrive:

    La vita e il teatro di Dario Fo sono stati tutti sotto il segno della militanza anticattolica, spesso in modo rozzo. Non mi interessa qui la sua militanza nella Rsi, lo spieghi al proprio pubblico giacobino di sinistra..
    Personalmente ritengo l’autore di Morte accidentale di un anarchico uno dei “cattivi maestri” di un’intera generazione, lo spiego spesso ai ragazzi, ricostruendo il clima di odio che porto’ all’assassinio del Commissario Calabresi negli anni ’70. Altro che premio Nobel!
    Quando poi, per un teatro negato – saranno liberi di fare quello che gli pare? – si invoca il ritorno al “buio” Medioevo, si fornisce ulteriore prova di ignoranza.
    Signori, ora va in scena il vero Cacciaballe..

  4. domenico scrive:

    “con decisioni come queste non fanno che confondere i credenti”…. io sono uno di quelli che credono in quello che diceva duemila anni fa un ragazzo di trent’anni… IO SONO LA VIA, LA VERITA’, LA VITA- decisioni come queste mi aiutano a credere- ciao Dario

  5. Enrico scrive:

    Il Nobel dei rosiconi. E’ buffo sì, ma nessun mistero. Come dice una vecchia canzone che lui conosce bene “felice come un papa e pirla come un re, ah bè sì bè cunta sù….

  6. giovanni scrive:

    Che paura!!!! La Chiesa secondo dario fo vuole farci ripiombare nel medio evo. dario fo ma va a cagher!!!!

  7. giovanni scrive:

    Rispondere con pacatezza ad un simile buffone, mette in risalto la grande tolleranza della Chiesa

  8. Remoq scrive:

    Nel frattempo la censura vera, quella omosessualista, impedisce a Cerrelli, vicepresidente dei giuristi cattolici, di parlare a Domenica in…La Lobby omofascista ormai dilaga.

  9. donatella scrive:

    Dario Fo avrà anche lui qualche difetto, ma noi che ci diciamo cristiani quante brutte parole sappiamo dire…che brutti commenti…

    • Giorgio scrive:

      Donatella, il tuo intervento moralista potevi pure lasciarlo in anticamera. Se quelli di Dario Fo li chiami “qualche difetto”, perchè allora ti scandalizzi per le risposte e i vari commenti?
      Facciamo in modo che nessuno lanci la prima pietra…

    • peppe scrive:

      signur Donatella copriti gli occhiietti…..

  10. angelo scrive:

    Fò in un paese serio con una magistratura seria sarebbe in galera (o magari agli arresti domiciliari vista l’ età) .
    Ricodo che quando il Macao ha occupato la torre galfa, lui era sotto a battere le mani ai ladri. Come del resto ha sempre fatto per tutti i furti di immobili dei centri (a)sociali.
    Pura apologia di reato e istigazione a delinquere, reiterata indefinitamente. Altro che il Berlusca!
    Perfetto che la Santa Sede non dia spazio a chi esalta l’ illegalità.
    Se l’ avessero fatto sarebbero stati passibili di molto maggiore reprimenda.
    Come se avessero difeso un prete pedofilo….

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