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«Dalma non andrà alle Olimpiadi perché una donna saudita non ha alcun diritto»

giugno 30, 2012 Souad Sbai

L’opinione di Souad Sbai, giornalista e politica italiana di origine marocchina, sulla vicenda di Dalma Rushdi Malhas

Ieri tempi.it vi ha raccontato la storia della campionessa saudita di equitazione Dalma Rushdi Malhas, al centro di un caso politico-sportivo. Oggi vi proponiamo l’opinione sulla vicenda di Souad Sbai, giornalista e politica italiana di origine marocchina.

È stato tutto progettato e voluto. Sarebbe assurdo che l’Arabia Saudita permettesse alle donne di partecipare alle Olimpiadi quando non gli è concesso nemmeno di uscire di casa senza un tutor. La condizione della donna saudita, come quella afghana o iraniana, è di una creatura senza alcun diritto. Serva di dei minori che non ha deciso di servire, non le è concesso di testimoniare, non può pitturarsi le unghie (pena la mozzatura delle mani), non può nemmeno prendere un taxi per andare in ospedale. Una delle poche donne che si è ribellata alla sua condizione, durante le doglie del parto, è uscita di casa da sola per chiedere di essere portata in ospedale ed è morta perché nessuno le ha voluto dare ascolto.

Si parla tanto oggi di “democrazia” in Libia, ma bisogna ricordare che le donne libiche hanno tutto un altro statuto di libertà rispetto a quelle di altri stati. Vergognoso è il silenzio della comunità internazionale. Le Nazioni Unite dovrebbero farsi sentire, ma il petrolio vale più di una vita umana.

Non mi sorprende che il Cio non abbia eseguito la squalifica prevista, perché nessuno difende le donne se rischia di perdere il proprio potere. Ancor più assurdo è che lascino che l’Arabia Saudita partecipi al G20 quando è il primo paese che non rispetta i diritti umani. Che mondo andrà a crearsi se le decisioni fondamentali sono prese da uomini che ripudiano e picchiano le proprie donne secondo il loro umore?

Non ci sono stati veri cambiamenti in questi ultimi anni, la situazione continua a peggiorare. In Arabia, in Afghanistan e in Iran, non c’è più respiro. Quando è stato l’ultimo articolo scritto sulle donne afgane? Nessuno ne scrive perché loro non fanno notizia, perché continuano il loro supplizio senza fiatare. L’unica vera rinascita la conquistano quelle ragazze che hanno la possibilità di fuggire dal paese all’esterno, che possono finalmente lavorare senza essere schiave, smettere di nascondersi dietro ad un velo che le separa dal resto del mondo.

Non è stata la vittoria delle donne, era il minimo indispensabile per soddisfare una commissione inefficace come il Cio, era la conquista della giovane atleta Dalma Rushdi Malhas che ha avuto la fortuna di nascere negli Stati Uniti e di crescere in Europa, lontano dalle costrizioni domestiche di un paese che anche nella partecipazione alle Olimpiadi vede un affare di soli uomini, come sempre.

(testo raccolto da Sara Caspani) 

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