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Come si dice dittatura Lgbt in spagnolo? In Parlamento la legge più liberticida del mondo

settembre 27, 2017 Leone Grotti

Con metodi orwelliani il ddl si propone di «combattere, prevenire, correggere e infine eliminare ogni discriminazione basata sull’identità di genere». Multe di 45 mila euro per chi sgarra

epa06060415 People participate in the rally to celebrate the 2017 World Pride in Madrid, Spain, 01 July 2017. Madrid hosts one of the most important worldwide events for the Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender (LGBT) community from 23 June to 02 July.  EPA/J.P. Gandul

Il Parlamento spagnolo ha cominciato a discutere una legge sull’uguaglianza, già ribattezzata “legge Lgbt”, che può probabilmente essere definita la più integralista e liberticida mai presentata in nessun angolo del mondo. Il disegno di legge è stato sviluppato dai partiti di sinistra Unidos Podemos, En Comú e En Marea, con la collaborazione e benedizione della Federazione spagnola lesbiche, gay, transessuali e bisessuali (Felgbt). Oltre alla promozione dell’ideologia gender in ogni istituzione statale e non, il ddl sancisce precisi obblighi e doveri in favore delle persone Lgbt, al pari di multe e sanzioni da comminare a chi non li rispetta.

«PREVENIRE, CORREGGERE, ELIMINARE». Uno degli aspetti più controversi della legge è la creazione con soldi pubblici di un organo politico, l’Agenzia di Stato per i diritti Lgbt, che si occuperà di diffondere l’ideologia gender in ambiti come scuola, sanità, media, ambienti di lavoro, attività di svago e sport. Pur essendo finanziato pubblicamente, l’organo agirà «in modo indipendente rispetto alla pubblica amministrazione» con l’obiettivo di «combattere, prevenire, correggere e infine eliminare ogni discriminazione basata su orientamento sessuale, identità di genere, espressione di genere e caratteristiche sessuali». Di questa Agenzia faranno parte le comunità Lgbt che potranno decidere come implementare le nuove politiche e quali aziende o media punire in caso di mancata adesione al dettato di legge.

IDENTITÀ DI GENERE. Corsi sull’ideologia gender saranno obbligatori in ogni singola classe di ogni singolo istituto (università comprese), dall’inizio fino alla fine del percorso scolastico. Verrà insegnato che «il genere è una categoria umana che può essere in costante evoluzione e come tale deve essere percepita come esperienza vitale, un cammino particolare nei tempi e nelle forme». Tutti gli spagnoli dovranno dunque imparare che identità di genere e identità biologica non hanno niente a che fare l’una con l’altra, perché la caratteristica dell’identità è quella di «essere percepita come tale». Se un maschio si sente una femmina, dunque, è una femmina a prescindere dalla sua anatomia e viceversa. E siccome l’identità di genere può cambiare a piacimento, e a sentimento, anche l’identità biologica deve poter essere modificata senza opposizione alcuna: per questo la legge prevede, ad esempio, che se un minorenne vuole sottoporsi a terapie ormonali e chirurgiche (che saranno sovvenzionate) per cambiare sesso, non avrà bisogno del permesso dei genitori, che non devono intromettersi nella costruzione indipendente da parte dei figli dell’identità.

LIBRI IN OGNI CITTÀ. Fondi speciali saranno allocati al mondo della cultura affinché nelle librerie di tutte le città con più di 20 mila abitanti siano presenti obbligatoriamente libri sul mondo Lgbt e sull’identità di genere. I testi verranno scelti e selezionato da un Centro nazionale per la memoria storica del movimento Lgbt che lo Stato aprirà con fondi pubblici. Ancora, campagne a favore dell’uguaglianza saranno finanziate dallo Stato e diffuse su tutti i media. La promozione dell’uguaglianza delle persone Lgbt dovrà essere fatta inoltre in ogni ambito sportivo e sanitario così come nei media tradizionali e non.

MULTE E SANZIONI. La legge prevede anche multe severe, che vanno dai tremila ai 20 mila euro, per qualunque persona od organizzazione che «esprima, utilizzando qualunque mezzo (specialmente internet), contenuti offensivi o vessatori contro le persone Lgbt o le loro famiglie sulla base di orientamento sessuale, identità di genere o caratteristiche sessuali». In particolare, verrà anche invertito l’onere della prova: solo per questo tipo di reato non sarà l’accusatore a dover dimostrare di aver ricevuto l’offesa, anzi basterà «un sospetto fondato», ma sarà il presunto offensore che dovrà dimostrare la propria innocenza «con giustificazioni oggettive, ben provate e ragionevoli».

TERAPIE DI CONVERSIONE VIETATE. L’identità, come si è detto, sarà fluida per legge ma questo non vuol dire che possa cambiare a piacimento. L’autodeterminazione regna sovrana ma non in tutte le direzioni. Verranno punite infatti le terapie di conversione, «anche quando sono espressamente richieste dai clienti». Gli psicologi o altri professionisti a cui un omosessuale chiederà di entrare in terapia per mutare il proprio orientamento sessuale verranno dunque puniti con sanzioni che vanno dai 20 mila ai 45 mila euro, oltre all’interdizione dalla pratica della professione per due anni.

MENO TASSE PER CHI ASSUME LGBT. L’inclusione delle persone Lgbt in posti di lavoro statali e non verrà promossa in modo certosino. La legge prevede infatti una riduzione delle tasse per quelle aziende che assumeranno persone che si dicono Lgbt. Non è chiaro però come questo requisito verrà verificato dal momento che l’identità di genere sarà per definizione «un modo in cui la persona si sente». Ogni azienda, inoltre, dovrà approvare un codice etico per il rispetto della diversità sul posto di lavoro.

«NUOVA RELIGIONE LIBERTICIDA». In Spagna si sono levate dappertutto proteste per il tentativo di «imporre una nuova religione ai danni della libertà di espressione, di pensiero e religiosa». In base a questa legge, infatti, ogni opinione diversa da quella propagandata dalle comunità Lgbt sarà bollata come «omofoba» e punita come illegale. «Dissentire diventerà impossibile e questo è inammissibile», ha dichiarato ad esempio il segretario generale dell’Alleanza evangelica spagnola, Jaume Llenas. Il Partito popolare, che non si è espresso sulla legge, ha detto di voler presentare numerosi emendamenti. Persino il Partito socialista, che pure l’ha lodata e sostenuta, ha detto che necessita di «alcuni miglioramenti che la rendano più coerente e legale».

Foto Ansa

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