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Colorado. La legalizzazione della cannabis doveva sconfiggere la criminalità, invece ne ha creata di nuova

gennaio 31, 2014 Redazione

La legge non permette alle banche di prendere soldi derivati dalla vendita di droghe, e i venditori sono costretti ad arrangiarsi con depositi segreti. Diventando un campo fertile per la criminalità

Colorado, un mese dopo l’apertura alla vendita libera della marijuana a scopi ricreativi, nello Stato americano ci si inizia a porre i primi interrogativi a causa di alcune conseguenze non preventivate. È quanto messo in risalto da un’inchiesta pubblicata dal Time, che racconta dei problemi creati dai “pot merchants”: per le leggi federali la cannabis è considerata una droga al pari di eroina ed ecstasy, e a chi la commercia, quindi, è vietato spostare capitali utilizzando carte di credito o conti bancari. Le operazioni, spesso particolarmente danarose, obbligano così i trafficanti di marijuana a girare con valigette e soldi in contanti, «spesso più simili a criminali che a capitalisti».

«SIAMO UNA FORTEZZA». Il viaggio di Time parte da Medicine Man, un negozio tra i più noti di Denver nella vendita della droga, dove i clienti fanno pazientemente la coda per acquistare prodotti di ogni genere: infusi, cioccolate, biscotti, pastiglie, tutto ovviamente a base di “maria”. E dove il proprietario Andy Williams passeggia fiero tra i corridoi dei suoi giardini di cannabis, sicuro di «costruire una vetrina per il mondo». Chi però commercia e fa affari con questi prodotti è costretto ad affittare magazzini segreti dove stipare i propri soldi, pagando i dipendenti con buste zeppe di contanti. Per evitare i furti e non dare punti di riferimento a malintenzionati, i negozi cambiano con frequenza le abitudini di consegna e ritiro dei soldi, si assumono autisti che possano fungere da “esca”, si usano guardie armate per preservare i propri traffici. «Siamo in una piccola fortezza», dice Williams, che spiega come anche solo fare i conti a fine giornata è un’impresa: i soldi vanno contati più volte spruzzandovi sopra uno spray che elimini l’odore di cannabis, per poi metterli in borse di plastica e spedirli con mezzi blindati in camere di sicurezza. Tutti problemi che già la vendita a scopi medici aveva messo in risalto e che ora, con l’apertura del mercato libero, sono cresciuti esponenzialmente.

IL PROPRIETARIO RAPITO E TORTURATO. Numerosi i fatti di cronaca da segnalare. Lo scorso luglio, il proprietario di un dispensario medico di marijuana è stato ucciso dopo quella che pareva essere una rapina a Bakersfield. L’anno prima, il settore era stato sconvolto dal rapimento di un altro uomo: tre persone lo avevano sequestrato nell’Orange County, California, torturandolo e portandolo poi in un’area deserta dove erano sicuri tenesse nascosti i soldi. Tutti rischi che i legislatori del Colorado non sanno come affrontare: la legalizzazione della cannabis era volta a portare questa sostanza «fuori dall’ombra e dentro ai negozi». Ma il problema dei soldi è sfuggito di mano: «La nostra posizione è che questi sono traffici legittimi riconosciuti dallo Stato», spiega al Time Jack Finlaw, consigliere del Governatore Hickenlooper. «Dovranno essere regolate, seguendo le regole e generando opportunità economiche. Noi pensiamo che debbano avere accesso alle banche allo stesso modo di ogni altra piccola azienda».

LA RISPOSTA DI WASHINGTON. A Denver si attende che arrivi qualche soluzione da Washington, dove bisognerebbe affrontare in sedi istituzionali il blocco delle banche. Ma è difficile trovare una conciliazione, poiché aprire conti correnti e carte di credito a questi traffici è un rischio che tante compagnie non vogliono prendersi. «Ma se il dilemma dei soldi non va a posto», chiude il Time, «molte delle ragioni più popolari della legalizzazione della droga evaporeranno. I fornitori di maria hanno ansiosamente accettato tasse alte e gravosi regolamenti in cambio di una legittimazione politica».

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5 Commenti

  1. luca scrive:

    scusate mi sembra che avete scritto un articolo sulla necessità di permettere ai commercianti di cannabis di usare banche e similari!

  2. Giovanni scrive:

    titolo leggermente fuorviante

  3. Armando scrive:

    E quale è la nuova criminalità dalla legalizzazione? I rapinatori? Ahahah ma per favore cambiate titolo va

  4. Armando scrive:

    E quale è la nuova criminalità dalla legalizzazione? I rapinatori? Ahahah ma per favore cambiate titolo

  5. Vincenzo scrive:

    Ma vergognatevi, che articolo è? State parlando di una criminalità totalmente diversa rispetto a quella a cui potrebbe far pensare il titolo dell’articolo. Se i proprietari dei negozi incorrono in questi disagi è solo ed esclusivamente colpa delle discrepanze legislative, cosa c’entra la legalizzazione in quanto tale? Perchè non andate a vedere la situazione agli angoli delle strade o nelle carceri? Io dico che è migliorata rispetto al passato. Finitela con questa informazione pilotata.

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