Google+

«Suvvia, una canna non ha mai ucciso nessuno». Ah sì? Intervista a Claudio Risè

ottobre 26, 2011 Laura Borselli

Processa le merendine e tollera la cultura dello spinello innocuo. È l’Italia che vive in un sogno a cui nessuno crede più. Ripubblichiamo un’intervista uscita su Tempi n.22/2007

In Italia si torna a parlare di legalizzazione delle droghe leggere. Riproponiamo una nostra intervista apparsa su Tempi nel 2007

«Suvvia, una canna non ha mai ucciso nessuno». Le infinite variazioni di una frase da bar si possono leggere sui giornali, sentire alla tv persino sulle bocche dei politici. «Perché parlare di cannabis e del fatto che fa male, come dimostrano i più recenti studi scientifici, fa paura, è un tabù». Lo sa bene Claudio Risé, psicologo e psicoanalista che per aver dato alle stampe Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita si è visto ricoprire di insulti e minacce. Perché viviamo in un paese in cui si processano, anche giustamente, le merendine dei bambini e i modelli femminili proposti dalla moda, ma si continua a chiudere gli occhi sul quella che le Nazioni Unite definiscono «la droga illecita più prodotta e consumata» e gravemente dannosa sia a livello fisico che psichico, come documenta ampiamente il libro dello psicoanalista milanese.

«La leggenda rosa», spiega Risé, è che la marijuana sia la droga che aiuta a prendere la vita come viene, la droga «di quelli che fanno l’amore e non la guerra». Ma l’aura poetica che decenni di mistificazioni e incoscienza hanno prodotto intorno a questa sostanza si dissolve di fronte ai risultati degli studi più recenti. Se n’è accorto anche il britannico Independent, che dopo anni di campagne antiproibizioniste ha fatto una brusca marcia indietro. Il fatto è innanzitutto che lo spinello di ieri era molto diverso da quello che si trova in commercio oggi. Lo spiega a Tempi Claudio Risé: in pochi anni la concentrazione di tetracannabinolo (Thc, il principio attivo) nei prodotti a base di cannabis è passata dal 2 al 20 per cento. Il World Drug Report 2006 dell’Onu avverte: «I trafficanti hanno notevolmente investito negli ultimi anni per aumentare la potenza – e con ciò la capacità attrattiva sul mercato – della cannabis. Il risultato è stato devastante: oggi le caratteristiche della cannabis non sono molto diverse da quelle delle altre droghe vegetali come eroina e cocaina». Prodotti nuovi come i cosiddetti skunk e new skunk rappresentano un mercato totalmente nuovo, di cui, sottolinea Risé «i vecchi fans della cannabis non posseggono informazioni attendibili».

riseMezza Europa corre ai ripari
Nel 2002 nel corso di un Simposio internazionale in Svezia è stato dimostrato che il Thc influenza negativamente le funzioni di apprendimento, memoria, umore ed emozioni, così come lo sviluppo di euforia e apatia e il mantenimento delle difese immunitarie. La relazione mostrava inoltre come la dipendenza da Thc, non comune tra i consumatori casuali, diventa invece significativa negli utilizzatori cronici. L’anno scorso la rivista Neurology ha pubblicato uno studio secondo cui i fumatori di spinello vanno incontro a deficit cognitivi e di memoria, rallentamento delle capacità di riflessione e ridotta espressività del linguaggio. E mentre si moltiplicano i dati allarmanti, in Europa sono sempre di più e più giovani le persone che chiedono aiuto per patologie legate all’uso di prodotti a base di cannabis. La liberale Olanda è preoccupata per l’escalation e un Rapporto nazionale sulla relazione tra spinelli e patologia psichiatriche nota che «fra il 1994 e il 2004 il numero dei pazienti visitati per la prima volta per cannabis è passato da 1.950 a 5.500. Ma tra il 2003 e il 2004 l’aumento è stato del 22 per cento. Nello stesso anno i ricoveri in ospedale per dipendenza e abuso di cannabis come seconda diagnosi è aumentato del 31 per cento». Il risultato è che i nostri vicini di casa, dalla Germania, alla Francia fino alla Svizzera e alla Spagna corrono ai ripari, promuovendo campagne informative, rivolte soprattutto ai più giovani. Infatti mentre dilaga l’uso di cannabis, diminuisce, insieme al costo della sostanza sul mercato, l’età di coloro che ne fanno uso. Con il rischio, tutt’altro che astratto, di passare facilmente ad altre droghe. È un mix che chiede di correre ai ripari, anche se spesso significa chiudere la stalla quando i buoi sono scappati. Confrontando le ultime Relazione annuali al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze si scopre che tra il 1999 e il 2005 i consumatori di cannabis nel nostro paese sono raddoppiati; mentre la percezione del rischio relativo all’uso di sostanze illegali diminuisce a vista d’occhio, cosa che non accade negli altri paesi europei.

Insomma: in Italia si fuma di più e con sempre meno consapevolezza dei rischi che si corrono. Nonostante questo tutto tace. Di cannabis si è parlato quando il ministro della Salute Livia Turco ha raddoppiato i limiti quantitativi consentiti per uso personale di Thc (decreto poi annullato dal Tar del Lazio) e poche settimane fa, in occasione di tragici fatti di cronaca. Dopo un incidente nel vercellese, in cui restano uccisi due bambini, nel sangue del conducente vengono trovate tracce di cannabis; su YouTube finisce un filmato in cui un professore rolla in classe una canna insieme ai suoi studenti; un ragazzino di Paderno Dugnano (Mi) muore sul banco di scuola dieci minuti dopo aver fumato uno spinello. Ognuno di questi fatti è una storia a sé e non si presta a facili semplificazioni, tuttavia questa concatenazione tragica ha acceso un riflettore. «Queste vicende, insieme alla clamorosa presa di posizione dell’Independent, hanno certo avuto qualche effetto», sottolinea ancora Claudio Risé. «Ma attenzione, non c’è bisogno solo di fatti così espliciti. Leggiamo sempre più spesso di violenza cieca e immotivata negli stadi, di episodi gravissimi di bullismo a scuola e ci dimentichiamo che proprio quelli sono i luoghi in cui più facilmente si può comprare marijuana».

Secondo un opuscolo dell’Office of National Drug Control statunitense, la cannabis è una delle droghe il cui consumo è più frequentemente associato a fatti di violenza. E il pericolo è maggiore perché spesso chi assume cannabis vive in un ambiente che non considera pericoloso quel gesto. Ecco, l’Italia è ancora uno di questi ambienti sordi, che si culla in un sogno da cui ormai tutti si sono svegliati.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

4 Commenti

  1. Jack scrive:

    Che piaga. Stiamo vicini ai ns giovani!

  2. giuliano scrive:

    anche questo flagello è sponsorizzato dalla sinistra. Le altre perle di questa gente sono Il divorzio, l’aborto, la cultura omosessuale, l’eutanasia, l’animalismo, l’ecologismo truffa, il sindacalismo selvaggio, la riduzione della donna a oggetto sessuale, l’odio diffuso dai loro giornali, ecc.. ecc.. ecc..

  3. luca scrive:

    mamma mia, che sciocchi che siete… la mariuana non uccide più dell’aspirina o del morso di un ape (shock anafilattico), l’n-esimo caso in cui vi convincete di qualcosa di totalmente anti scientifico solo perché pensate si accosti meglio alla vostra morale

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Prenderà il via dall’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola sabato 29 e domenica 30 aprile il Campionato monomarca MINI Challenge 2017, organizzato con il supporto di ACI Sport. Le sei tappe previste, da aprile a ottobre, si correranno sui più celebri circuiti italici e, chi non potrà partecipare o assistere, potrà godersi la visione in streaming su Dplay, la piattaforma on […]

L'articolo MINI Challenge, al via la nuova edizione proviene da RED Live.

Ci sono eventi che arrivano immediatamente ai fasti della cronaca e altri, non meno importanti, che vuoi per casualità, vuoi perché comunicati con meno forza, passano quasi sotto silenzio. Mentre il Salone di Shangai, tuttora in corso, celebra una miriade di modelli e versioni dedicati pressoché esclusivamente al mercato cinese, resta inspiegabilmente in secondo piano […]

L'articolo Jeep Yuntu: l’ora dell’ibrido plug-in proviene da RED Live.

LIVE I mega SUV americani restano un sogno per chi ama il genere: in Europa non ce ne sono molti ma oggi ci si può avvicinare grazie a Ford Edge. È l’ammiraglia dei SUV dell’ovale blu: con 4,81 metri di lunghezza (+ 30 centimetri rispetto alla Kuga) e la seduta a ben 70 centimetri da terra, domina il traffico. […]

L'articolo Prova Ford EDGE Sport 2.0 TdCi proviene da RED Live.

Monovolume, SUV e crossover, ma anche multispazio, sportive, ibride ed elettriche: “l’affollamento” in abitacolo è un must e proliferano le auto a sette posti. Ecco i migliori modelli sul mercato.

L'articolo Quando cinque non bastano, le migliori auto a 7 posti proviene da RED Live.

Nel mondo delle supercar c’è grande fermento per l’imminente debutto della Aston Martin Valkyrie e della Mercedes-AMG Project One, “parenti strette” delle vetture da Formula 1. Auto che, però, vuoi per il frazionamento dei propulsori, vuoi per alcune soluzioni telaistiche, non attingono tanto profondamente quanto affermato nei proclami alla tecnologia delle monoposto. Diversamente da quanto […]

L'articolo Ferrari F50: la Formula 1 sono io proviene da RED Live.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana