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Catalogna. Il referendum non è andato come ve l’hanno raccontato

ottobre 2, 2017 Un italiano a Barcellona

Un italiano a Barcellona ci scrive, raccontando una giornata più tranquilla e pacifica di quanto apparso in televisione. E ricorda che non è Madrid, ma Barcellona, ad essere dalla parte del torto

epa06238031 A couple with a Catalonian flag near Spanish police in the Placa Sant Jaume, or the Town Hall Square, in Barcelona, Spain 01 October 2017. Catalonia is holding an independence referendum which has been declared illegal by the Spanish Constitutional Court.  EPA/JIM HOLLANDER

Gentile direttore,

sono un italiano che vive a Barcellona e dopo aver visto il servizio del Tg1 sul referendum e letto alcuni giornali internazionali, credo di dover fare un po’ di chiarezza su come sono andate davvero le cose. Ieri ci sono effettivamente stati degli scontri, ma, a differenza dell’immagine data da televisioni e giornali, la città non è stata messa a ferro e fuoco. Ci sono state situazioni pessime, ma solo in pochi luoghi strategici.

Il 95 per cento dei seggi ha funzionato (molto a rilento) senza nessun problema di ordine pubblico. Molti miei amici sono andati a votare e ci hanno messo delle ore, ma non hanno dovuto lottare per farlo. Io sono uscito senza problemi di casa e sono passato davanti a un seggio, fuori dal quale c’erano 200 persone in fila e due poliziotti che se ne stavano tranquilli tranquilli a controllare il traffico. Non abbiamo assistito a nessun pestaggio ingiustificato.

Anche il dato degli 800 feriti è da prendere con le pinze: alcuni hanno riportato contusioni gravi, e questo è indiscutibilmente deprecabile, ma per la quasi totalità si tratta di feriti lievi. La linea presa dal governo catalano, sostenuta anche con un comunicato ufficiale, era quella di farsi fare un certificato medico e sporgere denuncia per qualsiasi lesione. Di conseguenza, nei seggi dove si sono verificati gli scontri, anche chi aveva al massimo una pellicina strappata è stato convinto ad andare in ospedale per farsi medicare e per far salire il numero di feriti di cui Rajoy comunque dovrà rendere conto. Quello che non si dice è che negli 800 feriti ci sono anche 60 poliziotti che sicuramente non si sono picchiati da soli.

Rajoy è stato ingenuo, è riuscito a farsi fregare e passare per il cattivo di turno in tutta la Spagna, quando invece sono i catalani dalla parte del torto visto che il referendum era stato dichiarato illegale e non tutti in Catalogna sono favorevoli l’indipendenza. Solo il 40 per cento degli aventi diritto è andato a votare (2,6 milioni su 5,5) e di questi il 90 per cento ha detto sì. Hanno votato dunque per l’indipendenza solo il 36 per cento dei catalani, che vogliono decidere anche per il restante 64. E tutto per colpa di un governo che ha appena il 48 per cento dei voti in parlamento. In 48 ore dovrebbero dichiarare l’indipendenza e vediamo che cosa succederà. Nel resto della Spagna oggi Rajoy raduna il Parlamento e quasi certamente ne verranno chieste le dimissioni, ma lui difficilmente mollerà.

Foto Ansa

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