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Caso Cordileone. «L’obiettivo non sono io ma ciò che rappresento»

aprile 28, 2015 Benedetta Frigerio

Intervista all’arcivescovo di San Francisco, di nuovo sotto attacco perché non accetta l’ideologia gender nelle scuole cattoliche. «Andrò incontro a tutti ma non tradirò la Chiesa»

cordileone«È dura per un pastore cercare di spiegare, andare incontro a chi non capisce», provare «a cambiare anche il modo di esprimermi per riuscire a portare a tutti l’insegnamento di Cristo e, tuttavia, essere dipinti come intolleranti». È questo il peso che l’arcivescovo della diocesi di San Francisco, Salvatore Cordileone, confessa a tempi.it di portare ormai da tre mesi. Quelli in cui è diventato uno dei simboli della “guerra alla libertà religiosa” che si sta consumando negli Stati Uniti.

IL PARADOSSO. Il “caso Cordileone” era montato il 3 febbraio scorso, in seguito al rinnovo dei contratti dei professori delle scuole cattoliche, a cui si ribadiva di insegnare secondo la dottrina anche nell’ambito della morale sessuale. «Una necessità – continua l’arcivescovo – dettata dalle circostante e dalla confusione crescente». Una confusione che, in nome di una malintesa tolleranza, ha portato alcuni istituti cattolici a insegnare secondo i dettami dell’ideologia gender. «I nuovi contratti, oltre a seguire i magistero cattolico, ricalcano le linee guida della Conferenza episcopale americana e devono essere applicate da ogni diocesi». Ma è stato in seguito a questa sua ferma presa di posizione che il vescovo è stato attaccato sui media, anche da altri cattolici. «Ognuno è libero di esprimere le sue opinioni, ma se il pensiero diventa imposizione si diventa intolleranti», spiega Cordileone.

L’ATTACCO DEI CATTOLICI. L’attacco non sarebbe riuscito così bene se a ribellarsi al vescovo non fossero stati alcuni membri pro choice della Chiesa stessa. Dopo aver assoldato Sam Singer, guru della comunicazione, che aveva già chiesto le dimissioni dell’arcivescovo via twitter, i “ribelli” hanno comprato una pagina del quotidiano The Chronicle per domandarne la rimozione direttamente a papa Francesco. Fra i cento firmatari dell’appello al pontefice appaiono i nomi influenti del cattolicesimo progressista, come quello di Brian Cahill, ex direttore delle Catholic Charities locali, da sempre voce ostile all’insegnamento della Chiesa riguardo alla sessualità, o di Vlint Reilly, uomo d’affari e consulente di politici come Nancy Pelosi. «Forse il problema non sono io, ma quello che rappresento», dice Cordileone. Un nuovo bersaglio è stato identificato in padre Joseph Illo, sacerdote di cui è nota la coinvolgente attività missionaria fra i giovani, ma ha commesso l’imperdonabile “errore” di ammettere sull’altare durante le funzioni religiose solo chierichetti maschi. Così anche lui è diventato, suo malgrado, un esponente della retriva Chiesa guidata da Cordileone.

«MAI CONTRO GESU’». «Ti accusano di usare un linguaggio duro. Anche se ribadisci quello che è normale chiedere: l’obbedienza alla Chiesa nelle scuole cattoliche», continua Cordileone. Nonostante il linciaggio a mezzo stampa, però, «sto provando a far capire agli insegnanti che la dottrina non è contro l’uomo, ma al suo servizio». Di più, «aiuta i giovani a diventare santi», aveva detto l’arcivescovo ai docenti all’inizio dell’anno scolastico suscitando grande interesse. Ma il 90 per cento di loro ora è schierato contro di lui. «La campagna è così martellante, che spaventa e confonde», ammette sconsolato.
In questi mesi l’arcivescovo ha provato a rispondere alle lamentele di chi sosteneva che nelle regole per l’assunzione dei docenti fosse citato solo parte del catechismo: «Stiamo elaborando delle linee guida nuove, che includano anche altre parti del catechismo e con un’attenzione pastorale maggiore. Cerco di spiegarmi meglio, ma non posso negare l’insegnamento della Chiesa, perché andrei contro quello di Gesù a discapito di tutti, anche di chi non capisce».

IL SONDAGGIO. Non si percepisce un filo di rancore nei toni di Cordileone, che nonostante le centinaia di articoli, insulti e marce di preghiera contro di lui, ha invitato a dialogare anche i firmatari dell’appello, sebbene «di loro mi ha risposto solo uno. Devo dire che il dialogo è stato sincero e rispettoso e alla fine abbiamo pregato insieme. Ma mi accorgo che far comprendere loro la bontà della dottrina è difficilissimo». L’arcivescovo spiega che l’attacco, sebbene la risonanza mediatica faccia credere il contrario, è «circoscritto a un élite». Non a caso nei giorni scorsi la diocesi ha pubblicato un documento in cui si denuncia il «travisamento dell’insegnamento cattolico, un travisamento della natura del contratto degli insegnanti e un travisamento dello spirito dell’arcivescovo», ma sopratutto «il più grande travisamento è che i firmatari presumono di parlare per la comunità cattolica di San Francisco». E invece? «E invece il sondaggio on line per la mia rimozione è fallito: l’80 per cento dei fedeli è dalla mia parte. So che la gente comune è con me», spiega Cordileone. «Ho ricevuto centinaia di lettere di sostegno e, durante le sei visite pastorali che ho fatto in questi tre mesi, ho trovato solo conforto e nessuna critica. Tanti stanno pregando per me» anche se «sono aiutato da questo, ci sono momenti duri in cui il peso lo devi portare tu da solo. Ma so per chi lo faccio e vado avanti».

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39 Commenti

  1. Cisco scrive:

    Figuriamoci se in una città come San Francisco la lobby LGBTetc non si scaglia contro uno che ha il solo difetto di seguire l’insegnamento della Chiesa, cioè di Gesù. Arruolare cattolici adulti – che negli USA si chiamano “pro choice”, come se uno potesse scegliere nel contempo di ritenersi cattolico e credere in qualcosa di non cattolico – e’ una strategia tipica del potere, che opera per la menzogna e la divisione. Sarebbe interessante capire anche chi lo sta difendendo, in attesa che Papa Francesco dica una parola chiara – cioè misericordiosa – nel corso della prossima visita negli USA.

  2. Filippo81 scrive:

    Onore e stima al Cardinale !

  3. Leo scrive:

    Ciò che urge gli americani è chiedersi quale Dio seguono. Molti dei padri fondatori dell’America erano considerati deisti; riconoscevano Dio come Creatore, ma giungevano alla conclusione che Dio non è coinvolto nelle azioni attuali e nell’esistenza di una nazione. Thomas Jefferson, secondo presidente degli Stati Uniti e autore della Dichiarazione d’Indipendenza, scrisse: «Riteniamo queste verità come auto-evidenti: che tutti gli uomini sono creati uguali, che sono dotati dal loro Creatore di certi diritti inalienabili, e che tra questi ci sono la vita, la libertà e il perseguimento della felicità».
    Lo stesso Jefferson scrisse una sua versione della Bibbia. Dopo aver eliminato tutto l’Antico Testamento e le lettere di Paolo, modificò il Vangelo, così che non includesse più i racconti dei miracoli, ma un Cristo che fosse un buon modello di moralismo. Questa Bibbia è tuttora pubblicata e considerata lodevole dalla tradizione degli unitari. Quanta influenza ha avuto sugli Stati Uniti d’America questo approccio a Dio? Nella Bibbia di Jefferson non c’è metafisica, non ci sono miracoli, non c’è mistero. I padri fondatori degli USA crearono un’ideologia, nella quale furono allevati i cuori e le menti delle persone, in nome della libertà.
    Oggi gli statunitensi dovrebbero chiedersi : chi è questo Dio a cui chiedono di benedire l’America?

    • Sebastiano scrive:

      Il dio Dollaro, l’unico che abbiano veramente adorato.

    • Raider scrive:

      Ciò che urge fare agli americani è una cosa che non tocca dire a chi non prescrive agli islamici cosa urge loro fare e difende le tesi complottiste filo-islamiche più strampalate.
      Comunque, per l’Islam,
      – la Bibbia è stata falsificata dai rabbini;
      – quindi, che Jefferson e i suoi correligionari abbiano una Bibbia tutta per loro, è indifferente, per chi ritiene che Cristo sia il precursore di Maometto e come abbiamo letto qui dai filo-islamici,
      – che sia una recluta di Hamas e un esempio di anti-guidaismo spacciato (sempre a proposito di falsificazione) per anti-semitismo per tutti i “veri” cristiani;
      – mentre, quando i cristiani hanno – per secoli – combattuto contro gli islamici che volevano sottometterli, vai a sapere quali pensieri gentili andranno a inventarsi islamici e filo-islamici su Cristo e cristiani;
      – l’Islamismo è l’unica religione che muova in tutte le parti del mondo masse e gruppuscoli a fare guerre, guerriglie, terrorismo in nome della religione e a fare opera missionaria tramite l’immigrazione, l’uso del corpo della donna come arma demografica, l’uso delle leggi dei Paesi ospiti contro i Paesi ospiti co l’ausilio semi-divino del polticamennte corretto, mentre non ammette il principio di reciprocità: per es., per quanto riguarda la conversione dalla “religione naturale dell’umanità” a religioni che traviano le menti, come quella religione che ha il suo fondamento nel Vecchio e nel Nuovo Testamento.
      Quindi, prima di dare consigli agli altri, sarebbe meglio che chi li dispensa li rivolgesse – non gli sarà difficile – verso La Mecca.

    • yoyo scrive:

      Gli americani non erano tutti deisti neanche allora. Sempre a fare di tutta un erba un fascio.

  4. Maurizio scrive:

    Eccellenza,grazie della testimonianza di fedeltà a Gesù ed al Magistero della Chiesa.Il cristianesimo fai da te é proprio l’espressione più evidente di quella autoreferenzialita di cui parlava il Papa il 7 marzo scorso all’incontro con CL…a riprova che non parlava solo a Cl,ma si riferiva ad una tentazioni che é spesso realtà in vari strati e realtà della Chiesa. Il centro della vita é Cristo (e la sua Chiesa fondata su Pietro)non la mia,nostra,idea di Cristo e della Chiesa.

  5. Aldorisio scrive:

    @ Leo

    Secondo i padri fondatori degli USA deisti Dio non è diventato carne. Mentre continua a esserci molto orgoglio per loro nella separazione tra Stato e Chiesa, dovrebbero chiedersi quanto siano diventati insensibili di fronte alla lunga linea di persone che parlano e scrivono Bibbie riguardo a un Dio che non è diventato carne.

    • yoyo scrive:

      Anche il Dio degli illuministi europei era così. È la corrente filosofica, non il popolo.

    • yoyo scrive:

      Era così anche per gli illuministi europei. E il fenomeno che denunci è falso.

    • Raider scrive:

      Secondo l’Islam, cui questi dementi guardano come al modello perfetto di Cristianesimo e faro di civiltà, Cristo non è morto in croce, ma solo un suo ‘avatar’ ha subito questa ignominia. Le declinazioni del protestantesimo sono tante, la libertà di professarle – io le combatto tutte: ma sul piano dialettico, teologico, attraverso il confronto, la persuasione: che, del resto, può molto meno dell’esempio dei Santi e della Grazia di Dio – è un diritto e una conqusita della civiltà cristiana: nessuno metterà a morte o minaccerà la libertà di credere di un altro essere umano. Nell’Islamistan, invece, pensano che diventare cristiani, converitrsi al cattolicesimo sia un peccato da castigare su questa terra con ogni mezzo.
      Parlate di questo, pecorelle del gregge di Maometto.

  6. Yusuf%$£ scrive:

    “Il dio Dollaro, l’unico che abbiano veramente adorato.”

    E credo che quello che sta succedendo ora negli USA sia una conseguenza di questa idolatria.

    Nel silenzio assordante dei media di regime, che non possono macchiare l’immagine degli Stati Uniti in ripresa, la realtà è che l’esplosione sociale ed etnica, già da noi preannunciata in altri nostri articoli, si fa sempre più grave.

    E dopo le rivolte di Ferguson, per la morte di un ragazzo nero che poi si sono diffuse a macchia d’olio in diverse città statunitensi, dopo i diversi episodi violenti contro la Casa Bianca e il Congresso, sabato 25 aprile è il Maryland e precisamente la città di Baltimora ad essere travolta dai manifestanti di colore che hanno letteralmente devastato la città, distrutto auto della polizia, auto private, saccheggiato e distrutto vetrine dei negozi e picchiato e intimidito bianchi. Direi non proprio la perfetta immagine di un paese in ripresa e crescita.

    • yoyo scrive:

      Anche tu sei idolatra, a modo tuo.

    • Raider scrive:

      Quello che succede è che il Pen Club, istituzione mondanissima, chicchissima, perlopiù, di atei a tutta prova e di Pensiero Unico dominante, la créme degli scrittori americani, sta boicottando il Premio che dovrebbe essere assegnato alla memoria dei vignettisti di Charlie Hebdo, a sua volta, boicottato da disegnatori e giornalisti che non vogliono rimetterci la testa e da redattori che hanno annunciato che restano, ma non scherzeranno più con l’Islam.
      La fine della libertà di satira è una conseguenza della libertà negata di abiurare l’Islam; e la premessa alla perdita di tutte le altre libertà. Ma di questo, i nichilisti del Pen Club, gli islamici e gli islamofili, multinick e altri che attingono alla scaracchiosa lingua araba, non si curano. Infami e vigliacchi gli uni quanto gli altri.

  7. Leo scrive:

    @Yusuf%$£

    Gli USA si stanno rivelando un’altra casa costruita sulla sabbia. Ed ora stanno esplodendo, speriamo senza vittime.
    E la “crescita” USA , riguarda soltanto gli utili di pochi miliardari e finanzieri e assolutamente non la maggioranza della popolazione. Una mancata ripresa, quella americana, che si abbatte in primis sulla minoranza di colore, da sempre economicamente più povera rispetto e ai bianchi ed ora, complice la crisi mondiale, decisamente in difficoltà e che quindi riversa la propria rabbia e il proprio malcontento per l’atteggiamento razzista della polizia che non si fa scrupoli ad uccidere neri disarmati ( fenomeno stranamente in crescita e che potrebbe farci sospettare una volontà precisa che mira alla strategia della tensione).

    • Raider scrive:

      Le idiozie a getto continuo e i crescendo non si fermano: Maometto, il Corano, l’islamismo vengoon dal deserto e anno desertificato le culture che ano sottomesso non appena lo slancio guerriero si è esaurito e le risorse di popoli e nazioni non islamici sono state consumate. Ma sulla sabbia, per islamici e islamofili, sono costruite le fondamenta delle civiltà che nulla hanno a che fare con l’Islam, la religione naturale dell’umanità”… Su una patacca così manifesta e colossale sono costruite tutte le falsità di questa religione e dei dhimmi che la servono: e non a caso, islamici e filo-islamici sono afflitti da paranoia complottista e vittimismo fasullo, per cui le violenze di cui l’Islam ha fatto l’arma vincente sono state commesse da altri, lo sono o la saranno, in ottemperaza alla nota frottola dell”‘Islam, religione di pace.” Così, violenti sono i cristiani che anno combattuto contro l’Islam persecoli per non farsi sottomettere: e tutti i cristiani morti e sottomessi dagli islamici sono stati masscrati, sottomessi, opressi, discriminati, perseguitati non dagli islamici, ma da cristiani o meglio ancora, ebrei o meglio ancora e ancora, cristiani e ebrei sotto etite spoglie islamiche.
      Questo, tanto perché le baggianate che i mentecatto-islamisti propinano non debbono mai mancare neppure in questo blog. Tutto il resto, l’idolatria del dollaro, l’idolatria del petrolio o del petroldollaro e altre idolatrie, sono chiacchiere a tempo perso. E perciò, materia prima per gli islamofili sedicenti cristiani più degi altri e dongiussaniani meglio di tutti che idolatrano la mistificazione, la dissimulazione (taqyya) e la menzogna sacralizzate nell’Islam.

  8. Yu&&Suf scrive:

    @Leo

    La situazione negli USA si fa sempre più grave e segue la tragica direzione che porta alla guerra civile purtroppo coinvolgendo molti innocenti ed anzi prime vittime di quel regime.
    Ed a questa già grave situazione, si aggiunge la strana operazione chiamata Jade Helm, esercitazioni militari sul suolo degli Stati Uniti, che partirà dal 15 luglio e finirà il 15 settembre. I militari dovranno mischiarsi tra la popolazione e individuare sacche ostili al governo federale, interrogare la popolazione ed eventualmente deportare attivisti politici nemici in campi di concentramento temporanei dove saranno “rieducati”.

    • Raider scrive:

      Gli uccelli del malaugurio dichiarano moribondi gli U.S.A. dalla crisi del ’29. In ogni caso, il modello occidentale e capitalista vince ovunque, alternative non se ne sono viste, al momento, solo correttivi: e questo mette in crisi le identità ideologiche fragili e dai nervi vulnerabili, quand’anche confessionalmente dissimulate – leggi: Islam. I detti fasulli fra filo-islamici mostrano come i nemici dell’Occidente confodano paranoicamente desideri e realtà.
      NO ALL’ISLAM!
      NO ALL’ISLAMIZZAZIONE DELL’OCCIDENTE!

  9. Aldorisio scrive:

    @Yu&&Suf

    Ho sentito già di questa operazione Jade Helm : sembra che siano già stati individuati gli stati che nell’esercitazione saranno considerati ostili, come il Texas e il sud della California, scenario abbastanza realistico considerando le forti velleità secessionistiche texane e la forte concentrazione ispanica in California.

    • Raider scrive:

      I complottisti islamofili, solerti nel seminare zizzania e intervenire su emergenze varie e solite paranoie, si guardano bene dal dire una sola cosa non solo riguardo gender, immigrazione (perché gli U.S.A. mostrano come il melting pot non possa funzionare di fronte a un’immigrazione oltre le capacità di assorbire flussi e spinte disegregatrici: dovrebbe essere un monito per tutti, ma, evidentemente, non per chi vuole l’islamizzazione dell’Europa), non dicono una sola parola su quello che nell’Islamistan è la regola, il divieto di convertirsi al Cristianesimo e di predicare il Vangelo. Vengono su “Tempi.it” solo per intasare uno dei pochi spazi di dibattito che non possono oscurare perché qui è consentito esprimersi contro l’islamizzazione e il genderismo, alleato fidato di islamici e islamofili, i complici in nome del polticaemente corretto nell’instaurare, prima di quella coranica, la sharya del Pensiero Unico.
      NO ALL’ISLAM!
      NO ALL’ISLAMIZZZIONE DELL’OCCIDENTE!

  10. %%Yu%%Suf scrive:

    Sempre riguardo a questa operazione non sembra che ci siano precedenti di alcun tipo, e forse l’esercitazione militare Jade Helm 15 potrebbe essere la prima nel suo genere nella quale membri del corpo militare degli Stati Uniti si mischieranno alla popolazione civile. A coordinare l’operazione sarà lo United States Special Operations Command, ovvero il commando delle operazioni speciali degli Stati Uniti che ha stabilito che questa esercitazione si terrà in sette stati americani: Texas, New Mexico, Arizona, California, Nevada, Utah and Colorado. Le manovre inizieranno la prossima estate dal 15 luglio e termineranno il 15 settembre. e secondo il documento declassificato pubblicato dal Commando delle operazioni militari, è un “allenamento militare realistico che si interessa di operazioni di guerra non convenzionali”. In questo tipo di esercitazione è previsto che i militari si infiltrino tra i civili che dovranno segnalare alle forze militari che partecipano all’operazione ( Berretti Verdi, Navy Seals, Marines, 82ª Divisione aviotrasportata) qualsiasi attività sospetta che abbia luogo sul territorio federale degli stati. Secondo la mappa pubblicata dal Commando, gli Stati interessati sono contrassegnati con dei colori ( blu, marrone, rosso, celeste) per connotarne l’ostilità, la neutralità, o l’amicizia nei confronti di questo tipo di operazione.

    • Raider scrive:

      Sempre riguardo “Chi non sa farsi i fatti propri, si fa quelli degli altri”, il solito multinick filo- e probabilete, cripto-islamico insiste sul tema non libero delle paranoie sviluppate attigendo palle e palloni ai siti eanazioe delle case-madri iraniane e di Hamas, con tutta la dovizia di particolari inutili per daergli il brivido della precisione. Così, i filo-islamici possono scantonare dalle questioni su cui i loro fornitori ufficiali di previsioni, illlusioni, allucinazioni a sfondo iettatorio oltre che paranaoico non gli hanno fatto ancora pervenire la versione vidimata dagli strateghi dell’islamizzazione della blogosfera, preliminare a quella dell’Europa.
      NO A EURABIA!

  11. Aldorisio scrive:

    @%%Yu%%Suf

    La battuta finale di tutta la storia è che il governatore del Texas, Greg Abbott, ha ordinato alla Guardia dello Stato del Texas di sorvegliare le esercitazioni Jade Helm.
    Questo sicuramente indica “una grave falla” di Jade Helm, con il governatore del Texas che ora contrappone la Guardia texana all’US Special Operations Command, temendo che il governo federale, eventualmente assieme a Wal-Mart, utilizzi le forze speciali per raccogliere informazioni sul modo di occupare lo Stato.
    Quando si dice la fiducia……

    • Raider scrive:

      No, quando si dice dove andate tutti quanti a grattarvi la testa, fino in Texas, battendola sempre sullo stesso tasto, morte guerra abbasso l’Occidente, pur di non sfruculiare nelle teste fasciate di imam e ayatollah. Come fa quello che filo-yusufeggia, senza nulla da spifferare sulla sorte che l’Islam riserva per es., ai sufi, per restare alle yusuferie: mentre l’altro – cioè, lo stesso, quello che si maschera con i nickname di repertorio per sentirsi in maggioranza rispetto a se stesso – viene a rifere della “falle” di esercitazioni su cui viene aggiornato dai centri di intelligence di cui si fida paranoicamente, occupandosi di altro e occupando altro, pur di non occuparsi della fallacia che lo tiene in pugno.
      Tanto perché sia chiaro come di Cordileone e lotta al nichilismo occidentale, cui i filo-islamici sono perfettamente funzionali, non gli importa un bel nulla. Quello che gli interessa è la vittoria dell’Islam.
      NO ALL’ISLAM!
      NO ALL’ISLAMIZZAZIONE DELL’OCCIDENTE!

  12. Yus&&&uf&&& scrive:

    @Aldorisio

    Ciò che viene perpetrata contro il popolo americano è praticamente una dissimulazione completa di tutto ciò che si suppone di più caro e che lo porterà alla distruzione definitiva. Un massacro nazionale delle infrastrutture, dei diritti di protezione personali, dei mezzi di sussistenza e della sicurezza alimentare, non è un gioco, ma è già in corso.
    Jade Helm 15 è una esercitazione militare approvata dal governo americano e perpetrata sulla propria popolazione in completa violazione non solo del Posse Comitatus Act del 1878 , ma è un affronto complessivo ad ogni libertà civile sancita dalla Costituzione degli Stati Uniti e di cui si suppone abbracci l’intento mantendone attiva la Dichiarazione dei Diritti .
    Occupando il proprio territorio sovrano con l’esercito, una nazione difende il suo popolo poiché il governo è stato istituito un governo a tal fine, mentre oggi con queste esercitazioni può rivelarsi un nemico dichiarato.

    • Raider scrive:

      Massì, dilettatevi, filo-islamici con queste dissertazioni paranoiche, gli islamici che proprio in Texas sparano su chi prende in giro Islam e Maometto dimostrano che c’è poco da campare in aria, che si fa pesante grazie ai multinick come quelli che venite a parlare d’altro, mentre i vostri assassini di fiducia riducono al silenzio ogni voce che osi levarsi in difesa di quella libertà di pensiero, di parola, di critica che nell’Islamistan è soltanto un prodotto del Cristianesimo, dell’Europa, dell’Occidente.

  13. Fok%%Hauld scrive:

    @Aldorisio & Yusuf

    Mi unisco se permettete ad ingrossare il numero delle vostre identità !! (troppo forte il troll :-))) !!!

    Riguardo all’operazione Jade Helm 15 aggiungo che appunto non è una semplice esercitazione. Ma è il preludio che serve a condizionare gli americani da un maggiore controllo, diminuiscono le libertà personali con uno stadio di sorveglianza in metastasi, e qualcosa di molto peggio nel prossimo futuro. Vien messo a nudo che molti cadranno e per questo motivo si ritirano per paura e obbedienza a falsi nuovi ordini, illegittimamente imposti dai controlli fascisti sostenuti con la forza bruta.

    • Raider scrive:

      In effetti, il troll filo-islamico qui sopra a fare il cretino riesce benissimo da solo, non c’è da dubitarne, anche se deve modificare il suo nickname perché deve a tutti i costi dimostrare che non è meno paranoico dei complottisti suoi accoliti, con cui condivide siti di rifornimento bufale, linguaggio unforme da bollettino diramato dalle centrali islamiche e dhimmitudine.
      Ora, ci manca pure che negli U.S.A. diminuiscano le libertà personali… Nell’islamistan non sanno manco che sono, né le libertà né le persone. E nulla e nessuno potrebbe dimostrare meglio che è così meglio dei filo-islamici mistificatori che cambiano nikcname e identità virtuale: ma non escono lo stesso dalle paranoie in cui sono finiti passando da una menzogna all’altra.

  14. Kopfin%%kollen%% scrive:

    DI BILL QUIGLEY

    counterpunch.org

    Sei scioccato dai disordini di Baltimora? Quello invece che è più scioccante è la vita quotidiana in questa città, che conta 622.000 abitanti, di cui il 63 per cento è afro-americano. Ecco alcuni fatti che raccontano un pò di storia.

    1: Se sei un nero Baltimora hai 5/6 volte più probabilità di essere arrestato per possesso di marijuana rispetto a un bianco, anche se il consumo di marijuana tra le razze è simile. Infatti, la contea di Baltimora ha il quinto tasso di arresto più alto per possesso di marijuana in tutti gli Stati Uniti.

    2: Oltre 5,7 milioni dollari sono stati spesi a Baltimora a partire dal 2011 in oltre 100 azioni legali per brutalità da parte della polizia. Le vittime di queste gravi brutalità da parte della polizia erano per lo più persone di colore e comprendono una donna incinta, una di 65 anni, bambini, e una vecchia nonna di 87 anni.

    3: I bambini bianchi nati a Baltimora hanno sei anni in più di aspettativa di vita rispetto ai bambini afro-americani di questa città.

    4: Gli afro-americani a Baltimora hanno otto volte più probabilità di morire per le complicazioni di HIV/AIDS rispetto ai bianchi e due probabilità in più sempre rispetto ai bianchi di morire di diabete .

    5: In città la disoccupazione è all’8,4 per cento. La maggior parte delle stime collocano il tasso di disoccupazione nella comunità afro-americana come doppia rispetto alla comunità bianca. Il tasso nazionale di disoccupazione, per i bianchi è del 4,7 per cento, per i neri è 10.1.

    6: I bambini afro-americani a Baltimora hanno nove volte più probabilità di morire prima di aver raggiunto l’anno di età rispetto ai loro coetanei bianchi.

    7: C’è una differenza di 20 anni nell’aspettativa di vita tra coloro che vivono nel quartiere più benestante di Baltimora rispetto a coloro che vivono a solo sei miglia di distanza ma nella zona più povera.

    8: 148.000 persone, ovvero il 23,8 per cento delle persone a Baltimora, vive al di sotto del livello ufficiale di povertà.

    9: IL 56,4 per cento degli studenti di Baltimora possiede il diploma di scuola superiore. Il tasso nazionale è di circa l’80 per cento.

    10: IL 92 per cento degli arresti per possesso di marijuana a Baltimora sono afro-americani, una delle più alte disparità razziali in tutti gli Stati Uniti.

    Bill Quigley

    • Raider scrive:

      Tutti i dati riportati dal copincollista paranoico 24 ore su 24 e fisiologicamente bugiardo sono materia di dibattito in un Paese come gli U.S.A.
      Quello che è fuori discussione perchè gli islamofili non hanno alcun interesse a discutere quel che non gli è permesso fare senza smascherarsi nella loro totale subordinazione all’Islam, è che nell’Islamistan un dibattito libero, per esempio, solo per fare un esempio, non sanno che sia. E il trattamento riservato a chi apre un contraddittorio, da quelle parti, è di aprire a fil di lama chi esprime un’opinione non conforme.
      Tutti questi – pochi, in realtà: pochi – mistificatori e truffatori sedicenti cristiani in pro di Maometto dimostrano perfettamente, intervenendo qui, come intendere l’lslam per quello che è: sono tutti jihadisti che usano il web come i loro amici e referenti usano la violenza armata, la sharya, i tribunali degli Stati islamici contro i cristiani e le alte minoranze. E quando fosse mai instaurassero Eurabia, allora, sioti come questo non esiterebbero neppure: e chi gli risponde sul musetto colpo su colpo lo eliminerebero come gli islamici hanno sempre fatto.

    • Focauld scrive:

      Tutti i dati da te riportati non tengono conto della fede cieca ed assoluta di qualcuno nelle sorti e progressive dell’uccidente :-))) !!!!!

      • Raider scrive:

        La fede cieca allo stato di natura islamofila del complottista n°2 in ordine di entrata in questo blog, bensì primo degli altri nel delirio, è un dato che dispensa dal ricorso a elementi statistici di qualunque genere per fare del fanatico qui sopra quello che, in assoluto, è, da solo, fasullo quanti tutti gli altri: e perciò, ogni volta che si parla di “Islam, religione di pace”, ripete guerra guerra guerra, uccidere e per essere all’altezza delle tradizioni islamiche, spara scempiaggini del suo sacco alternate alle menzogne che raccatta in giro.

  15. Yusuf&&% scrive:

    Il dispiegamento di forze visto a Baltimora ricorda quello avvenuto lo scorso novembre a Ferguson, nel Missouri, dopo l’esplosione della rabbia popolare a causa dell’annuncio della decisione di un Grand Jury di non incriminare il poliziotto reponsabile della morte del 18enne di colore, Michael Brown.

    A distanza di pochi mesi, la polizia americana ha ucciso altre 500 persone e, soprattutto, è stata registrata una nuova clamorosa esplosione del gravissimo malessere sociale che attraversa gli Stati Uniti, accolta ancora una volta con metodi repressivi e violenti da una classe dirigente sempre più lontana dai problemi della grande maggioranza della popolazione.

    Di fronte alle manifestazioni di rabbia non solo per la condotta della polizia e l’impunità di cui godono i suoi membri, ma anche e soprattutto per le condizioni di povertà e degrado sociale con cui milioni di persone sono costrette a fare i conti, i vertici politici della città di Baltimora, dello stato del Maryland e dello stesso governo federale hanno fatto quadrato, riservando denunce e disprezzo verso coloro che sono scesi nelle strade per protestare.

    Il sindaco democratico e di colore della città, Stephanie Rawlings-Blake, nel corso di una conferenza stampa tenuta lunedì aveva bollato come “teppisti” i manifestanti, salvo poi pentirsi e chiedere scusa ai suoi concittadini. La stessa definizione di “teppisti” è stata però utilizzata da molti in questi giorni, non solo tra i politici, come il governatore repubblicano del Maryland Larry Hogan, ma anche tra i commentatori dei media “mainstream”.

    Lo stesso presidente Obama, nel corso di un vertice con il premier giapponese Abe all’insegna del militarismo, ha avuto soltanto parole di condanna per gli abitanti di Baltimora che protestavano contro la polizia. Obama ha affermato che coloro che hanno fatto ricorso a metodi violenti “non hanno scuse” per un comportamento che “sottrae lavoro e opportunità agli abitanti di quest’area”.

    La reazione dei politici americani ai fatti di Baltimora è dunque prevedibilmente caratterizzata dal completo disinteresse per le condizioni di forte disagio e sopraffazione in cui sono costretti a vivere ampi strati della popolazione negli Stati Uniti.

    • Raider scrive:

      Non solo le ossessioni, il copincolla e i siti di riferimento sono gli stessi, oltre al i cambi nei turni di sorveglianza dei siti da occupare in attesa di tacitarli nella prospettiva di Eurabia, anche il linguaggio, il modo, i clichè sia ideologici che fraseologici di esprimersi sono pressochè identici e sovrapponibili: il gioco a nascondere dei sedicenti cristiani in grazia di Maometto è il modo più eloquente per dimostrarne la malafede alla radice.
      Tanto che perfino il fatto che tre poliziotti dei sei incriminati di Baltimora fossero negri o neri o afro-americani o di colore o come meglio viene a ritoccare con photoshop lessicale politicamente corretto il non altrimenti emendabile dato razziale, deve essere distorto in modo da evitare di considerare come le proteste sono, innanzi tutto, dirette contro violenze e abusi della polizia, accusata, nel caso, di responsabilità, comunque, da accertare anche in questo caso.
      Quanto ai problemi dell’integrazione, occorrerebbe riflettere in maniera meno strumentale, al di fuori della retorica di rito e delle speculazioni di contorno, specie se le polemiche sono alimentate dai multinick che sostengono regimi shariatici e dhimmitudine: ma, appunto, una discussione libera è più di quanto nè l’Islam né gli islamici né i loro sostenitori più fanatici di Maometto potranno mai ammettere.

  16. Betty scrive:

    USA : Usura, Sterminio, Annichilimento. Prego Dio che la loro caduta non provochi sangue innocente e per la conversione delle anime più bisognose della Sua Misericordia.

    • yoyo scrive:

      Pregalo piuttosto di deporre questi tristi ed infimi pregiudizi.

    • Raider scrive:

      Sì, le beghine pseudo-cristiane – e che bel nickame americano! – a tutto vantaggio dell’islamizzazione dell’Occidente pregano, eccome se pregano!, Allah perché consenta che la Umma mondiale si instauri al più presto: e vedete un po’ se le anime più bisognose di misericordia sono quelle islamiche, macchè! E ci mancherebbe che la riscrittura di acronimi e sigle, forma di quell’onnipotenza del pensiero di cu i paranoici si dilettano, gliene suggerisce qualcuno per I.S.L.A.M.: eppure, sarebbe facile. Ma, in questo caso, gli oranti verso La Mecca si autocensurano: non sia mai gli finisce come s’è visto nel tour Paris-Texas, poi, che scriverebbero mai di loro i filo-islamici loro degni compari?

  17. Angelo scrive:

    Le manifestazioni di Baltimora, così come quelle di Ferguson, sono il sintomo di una realtà sociale pronta a esplodere sotto le pressioni di un processo che da decenni ha prodotto regressione e povertà, frutto di dinamiche economiche, favorite dalla classe al potere, che hanno fatto della società americana una delle più inique tra i paesi sviluppati.

    La deindustrializzazione forzata che ha interessato vaste aree degli Stati Uniti si è accompagnata alla finanziarizzazione dell’economia, con il conseguente trasferimento della ricchezza dai lavoratori e dalla classe media a una ristretta élite parassitaria. A questa evoluzione ha contribuito in maniera decisiva l’amministrazione Obama, dal momento che negli anni seguiti alla crisi del 2008 praticamente tutto l’aumento di ricchezza prodotto negli USA è andato a beneficio dell’1% situato al vertice della piramide sociale.

    Il quartiere di Baltimora in cui è cresciuto Freddie Gray – Sandtown-Winchester – è una sorta di emblema del dramma vissuto da intere comunità nelle ex aree industriali degli Stati Uniti. Qui, più della metà della popolazione tra i 16 e i 64 anni risulta senza lavoro e il reddito medio annuo pro-capite è al di sotto della soglia ufficiale di povertà. Inoltre, il livello di degrado è confermato dal fatto che tra un quarto e un terzo degli edifici di Sandtown è a tutt’oggi disabitato.

    Nonostante queste condizioni, per Obama e il resto della classe politica USA non esistono “scuse” o “ragioni” dietro all’esplosione della rabbia degli abitanti di Baltimora. La loro indifferenza è tanto più spietata alla luce del fatto che, al contrario, le “scuse” continuano ad abbondare per le politiche repressive e violente del governo e delle forze di polizia.

    • Raider scrive:

      Almeno, anziché abbandonarsi a invettive, copincollage e dietrologie a uso filo-islamista, un tentativo di discutere del merito e in modo serio. Ci si può trovare d’accordo o meno, naturalmente, ma la de-industrializzazione si associa alla de-localizzazione, insieme a altri fenomeni che conseguono le scelte globaliste: fra queste: de-natalità, decrescita felice, felicissima immigrazione…
      Col che, siamo al punto di partenza del discorso: integrare gente che affluisce di continuo non dovrebbe essere più facile che integrare una minoranza che si trovava negli U.S.A. ben prima ancora che essi fossero un Paese indipendente. Ma, dati i tassi demografici suicidi dell’Occidente e quelli ancora in atto nel Terzo Mondo
      – a proposito, i negri, quasi tutti confinati in Afrcia a dispetto del “nomadismo” che hanno inventato apposta per farci invadere senza darci neppure il diritto di portestare e di opporci, erano, negli anni Trenta del XX secolo, meno del dieci per ceto della popolazione mondiale: i bianchi, il 33%. Oggi, i bianchi saimo meno del 10% -:,
      il conto è presto fatto: il problema non si pone, la sostituzione di popolazione è la soluzione ideale, procedendo più in fretta di ogni velleità integrazionista, contestata dai nuovi arrivati, che tengono a mantenere una identità in via di affermazione, come pure dai dhimmi multiculturalisti – non solo dai filo-islamici, sia chiaro -, uniti nel polticamente corretto – vedi l’esemplare vigliaccheria dei Pennuti pulcinini e pulcinella americani del Pen Club alla notizia del premio alla memoria dei vignettisti assassinati di Carlie Hebdo.

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