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Camisasca: «Sia riconosciuto alle Sentinelle in piedi il diritto inalienabile a far sentire la loro voce»

dicembre 5, 2014 Massimo Camisasca

Dopo le polemiche per la mancata concessione di un locale della parrocchia per un incontro sul gender, ecco l’intervento del vescovo

sentinelle-in-piedi-roma-1Don Paolo Cugini, vice parroco di Regina Pacis (Reggio Emilia), dopo aver pubblicato l’invito sul bollettino parrocchiale, ha annullato un incontro organizzato la sera del 3 dicembre sul ddl Scalfarotto e teoria del gender. L’incontro, promosso da alcune Sentinelle in piedi della città, aveva suscitato le rimostranze di alcuni esponenti locali del Partito democratico che si erano indignati perché locali gestiti dalla parrocchia erano stati concessi agli «omofobi». Di seguito pubblichiamo il comunicato che il vescovo della città, don Massimo Camisasca, ha reso noto ieri sera. 

Rispetto alle ultime vicende relative alla cancellazione di un incontro sul tema del gender che avrebbe dovuto svolgersi nella Parrocchia di Regina Pacis, essendosi alzate in proposito molte e contraddittorie voci, avverto come mio dovere di vescovo la necessità di un chiarimento.

Innanzitutto ritengo che la decisione presa da don Paolo Cugini sia stata frutto di una valutazione coscienziosa della situazione in ordine al bene dei fedeli. Certamente egli, in futuro, saprà esprimere al popolo cui è mandato la voce della Chiesa e della ragione relativamente ai temi in questione.

Detto questo e senza entrare nel merito dei metodi e degli statuti, non posso non rilevare come molte delle convinzioni che le Sentinelle in piedi, con umile forza e in modo pacifico, vogliono portare all’attenzione pubblica sono le stesse che anche io, come uomo e come vescovo di questa diocesi, ho più volte sottolineato e che ho riassunto nella nota sul gender (pubblicata nello scorso aprile) e nell’ultimo Discorso alla città, in occasione della festa di san Prospero: la famiglia nasce dall’incontro tra un uomo e una donna; i figli non sono un diritto, né di singoli, né di coppie, ma un dono da accogliere e rispettare; i bambini hanno il diritto ad una madre e ad un padre e i genitori, – con il sostegno degli amici, dei parenti e delle istituzioni pubbliche – devono essere messi nelle condizioni di poter educare liberamente i propri figli.

Questi convincimenti non nascono da una posizione confessionale, ma sono patrimonio comune dell’esperienza umana, fondata sulla ragione. È per questo che anche la Chiesa, da sempre avvocata dell’uomo, si impegna a difenderli. Sono convinzioni che papa Francesco ha espresso più volte dall’inizio del suo pontificato.

Desidero perciò esprimere la mia gratitudine e il sostegno della Chiesa per la testimonianza di tanti uomini e tante donne, soprattutto di tanti giovani, appartenenti a fedi e storie diverse – facenti capo ad associazioni laiche o religiose, circoli culturali, ecc… – che si espongono in prima persona a difesa del bene dell’umanità.

Accolgo con rispetto e attenzione, perché portatore di una dignità umana uguale alla mia, chi ha posizioni differenti, qualunque sia la sua cultura, il suo credo, il suo orientamento sessuale: ognuno deve avere la possibilità di esprimere, nel rispetto degli altri, ciò di cui è convinto. Proprio in virtù di questo principio di libertà, occorre che da parte di tutti sia riconosciuto anche alle Sentinelle in piedi il diritto inalienabile a far sentire la loro voce.

+ Massimo Camisasca

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19 Commenti

  1. Giuseppe scrive:

    Grazie a mons. Camisasca per il coraggio (ce ne vuole, di questi tempi e su questi argomenti) la prontezza, la chiarezza e lo stile dell’intervento.
    Adesso, con Negri, Caffarra, Crepaldi siamo a ben quattro vescovi italiani che mostrano di avere gli attributi giusti per intervenire [Scola mi sembra ancora non sufficientemente chiaro in proposito].
    Speriamo che, prima o poi, si muova qualcuno degli altri duecento!
    Quanto al viceparroco in questione, è evidente la lavata di capo che si è preso dal suo vescovo, seppure espressa con grande finezza [vedi il secondo capoverso della nota sopra riportata]. Mi auguro che abbia capito che ad un prete cattolico non è chiesto di essere politicamente corretto, ma di educare e sostenere la fede delle sue pecorelle, anche se ciò non è sorretto dall’applauso del mondo.

  2. LU scrive:

    Povero don Paolo, forse dopo tutti gli anni passati in Brasile si era disabituato alle serpi nostrane.
    Prima imbrogliato dalla parrocchiana, che gli ha chiesto una sala per organizzare un incontro a tema gender nascondendogli che sarebbe stato gestito dalle sip.
    Poi sconfessato e maltrattato dal vescovo che mastica amaro, e gli ordina di dire lui dal pulpito le cose che non potranno dire le sip. Il tutto ovviamente in nome della ragione, che evidentemente il sacerdote non è in grado di esercitare da solo! E si ricordi che lui al popolo è “mandato”: a buon intenditor…

    • beppe scrive:

      caro/a LU , il messaggio che è arrivato è che ANCHE IN PARROCCHIA ARRIVA A COMANDARE IL PARTITO. basta un refolo di vento e si scatena la bufera. a nome delle SIP, TIMando in quel posto.

      • Fran'cesco scrive:

        Beppe, tra te e Lu (per tua info e’ XY), non so chi ha capito di piu’ del messaggio delle Sentinelle, se lo mandi un quel posto…

      • LU scrive:

        Il messaggio è COMANDA IL VESCOVO. Come se il ministero non venisse esercitato per virtù del sacramento del sacerdozio ma per mandato fiduciario del capo. Il quale capo non sopporta l’autonomia del sacerdote nel scegliere le modalità di trasmissione della dottrina e di esercizio della pastorale ma decide per tutti che metodo e contenuti delle sip sono buoni e vanno sostanzialmente adottati dalla chiesa tutta. In questo il vescovo non esercita un ruolo di guida ma si sovrappone ed in ultima istanza si sostituisce al ministero che deriva direttamente dal sacramento, e non tramite lui! Potremmo dire che questo vescovo sipparolo è a rischio di eresia.
        Il popolo di dio non è affidato al papa il quale, siccome non ce la fa da solo a star dietro a tutti, costruisce un sistema gerarchico di trasmissione automatica del sapere e del potere. Il popolo di dio è affidato ai sacramenti, ed alla guida dei sacerdoti che sono, appunto, consacrati. E lo sono anche quando non fanno quello che piacerebbe a Camisasca.

        • Fran'cesco scrive:

          Lu, ma di che parli????
          Dove lo vedi il sacramento?
          E – tra l’altro – hai mai sentito parlare di “obbedienza al Vescovo”?

        • Kan63 scrive:

          A parte che Dio si scrive con la lettera maiuscola (e vale soprattutto per chi fa un pippone del genere), il vescovo in questione ha fondamentalmente detto che:
          1) il parroco ha sicuramente agito in coscienza per il bene della comunitá
          2) che il parroco stesso deciderá come meglio esprimere ai suoi parrocchiani il pensiero della Chiesa su questi temi
          3) lui personalmente condivide molti contenuti delle sentinelle ed é preoccupato della violenza con cui gli viene impedito di esprimersi.
          Se poi lei ha problemi con la gerarchia ecclesiale e con la conduzione della Chiesa, o come la pensano le sentinelle o come la pensa Camisasca questa è un’altra storia ma non si inerpichi in sofismi che non hanno né capo né coda…

        • Toni scrive:

          Lucillo, l’hai sparata grossa. Poi con ” Il popolo di Dio non è affidato al papa … ” hai superato te stesso. E’ difficile pure commentare un post come il tuo.

  3. Raider scrive:

    Grande vescovo. Grand’uomo. Anche se si tratta di ribadire qualcosa che dovrebbe essere insito nella coscienza di pastori e fedeli e patrimonio comune dell’umanità.

  4. Cisco scrive:

    Grande Camisasca, ottimo esempio di amore per la verità e correzione fraterna: cosa che, purtroppo, non ho vista nella vicenda milanese.

  5. Giannino Stoppani scrive:

    La vicenda, vista superficialmente, ovvero senza approfondire “nel merito dei metodi e degli statuti”, mi ricorda Don Abbondio e il cardinale Borromeo.

  6. Filippo81 scrive:

    Onore a Don Massimo !

  7. M.R. scrive:

    Cercando una lettura approfondita, insieme a buone parole vi trovo qualche elemento dottrinale e pastorale non buono.

    • ftax scrive:

      Evitando una lettura approfondita, perchè non necessaria data l’evidenza del caso, trovo nelle tue parole qualche elemento razionale non buono…

  8. vitus1976 scrive:

    Purtroppo prendo atto che, ancora una volta, i sinistrorsi hanno perso un’ottima occasione per celare la loro arroganza e la loro ignoranza. Cosa ci sia di omofobo in un gruppo di persone che stanno in silenzio a leggere un libro è un mistero. Evidentemente questa gentaglia è abituata alle loro manifestazioni violente durante le quali cori vergognosi si alternano a lanci di molotov e sanpietrini. Mi dispiace, però, che il Parroco ed i cattolici si siano arresi a questa violenza, anziché accorrere numerosi a quella manifestazione, magari aspettando quel consigliere locale sotto casa sua….. per invitarlo a partecipare ad un confronto. (cui non avrebbe partecipato per manifesta inadeguatezza!)

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