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Bruce, Brenda, David. La tragica storia della prima vittima del dottor Money, il guru del gender

marzo 31, 2014 Emanuele Boffi

Esce in Italia con vent’anni di ritardo la terrificante verità sul caso che screditò per sempre l’inventore della teoria di genere

«La sua prima domanda non fu come o perché i genitori potessero avere preso una simile decisione, né come potesse essere accaduto un incidente di circoncisione così devastante. Lei chiese invece il suo nome di nascita. Chiese, in effetti, Chi sono?».

bruce-brenda-david-reimer-hLa casa editrice San Paolo, a quattordici anni dalla sua uscita nel 2000, ha tradotto e pubblicato As Nature Made Him. The Boy Who Was Raised as a Girl. Il titolo, in italiano, suona così: Bruce Brenda e David. Il ragazzo che fu cresciuto come una ragazza. Nelle prime tre parole è raccolto il senso della vicenda: tre nomi, un’unica persona. L’autore è un giornalista americano, John Colapinto, che trasformò in libro una sua celebre inchiesta, apparsa per la prima volta nel dicembre 1997 su Rolling Stone. Il caso, che in America ebbe una notevole risonanza, è sostanzialmente sconosciuto in Italia, ma merita di essere ripercorso. Perché è all’origine della cosiddetta teoria del gender. Un’origine tragica.

BRUCE. Il 22 agosto 1965 vennero alla luce all’ospedale St. Boniface a Winnipeg (Canada) due gemelli identici, Bruce e Brian Reimer. Entrambi avevano un problema di fimosi al pene, per la quale era necessaria una circoncisione. Operazione semplice e routinaria, alla quale i due genitori, Ron e Janet, acconsentirono senza problemi. Il 27 aprile 1966, il giorno dell’operazione, un’insolita bufera di neve si abbatté su Winnipeg. Presagio shakespeariano di quel che doveva accadere, fu il contorno atmosferico all’incidente che capitò al piccolo Bruce. Per un incredibile errore, il suo pene fu bruciato. «Si staccò a pezzetti» e «sparì completamente».

I genitori, disperati, dopo una serie di consulti medici, si affidarono a John Money, un medico che avevano sentito parlare alla tv dei miracoli della «riassegnazione sessuale» in corso al Johns Hopkins Hospital di Baltimora. Money era già allora uno dei ricercatori in sessuologia più rispettati al mondo. Eloquio brillante, intelligenza sofisticata, era l’ideatore della gender identity, basata sull’idea che l’identità di una persona non si fonda sui dati biologici della nascita, ma sugli influssi culturali e l’ambiente in cui cresce. Money, che guidava la pionieristica clinica per la chirurgia transessuale a Baltimora, fu ben felice di occuparsi del piccolo. Bruce era, infatti, la cavia che egli attendeva per dimostrare la bontà delle sue teorie. Un piccolo maschio senza pene, da trasformare in una bambina.

john-money-genderIl dottore, già allora, frequentava i salotti televisivi, portando argomenti a favore del «matrimonio aperto, del nudismo e di altre forme di cultura sessualmente disinibita». Definito dal New York Times un «agente provocatore della rivoluzione sessuale», si spese a favore del film porno Gola profonda e firmò editoriali sulla «nuova etica del sesso ludico». Spingeva i suoi pazienti a sperimentare ogni tipo di desiderio sessuale, ivi compresa la «pioggia dorata» (urinarsi addosso durante il rapporto), la coprofilia, le amputazioni, l’autostrangolamento. Per Money non erano perversioni, ma «parafilie». Nell’aprile del 1980 spiegò a Time che un’esperienza di pedofilia «non aveva necessariamente un influsso negativo sul bambino».

Quest’uomo, per tutto il corso della sua carriera, fu omaggiato e riverito, aggiudicandosi numerosi riconoscimenti e premi (oltre che corpose sovvenzioni). Fu lui l’ideatore della prima clinica per l’identità di genere, celebrata da tutte le maggiori e più importanti riviste americane e internazionali. I suoi studenti e protetti, racconta Colapinto, «hanno finito per occupare posizioni preminenti in alcune delle università, istituzioni di ricerca e riviste scientifiche più stimate negli Stati Uniti».

Fino all’incontro con Bruce, il campo d’azione di Money si era limitato agli ermafroditi. Il bambino rappresentava per lui un’occasione d’oro. Quando lo incontrarono, Ron e Janet – che all’epoca avevano solo 20 e 21 anni – ne rimasero affascinati. «Mi sembrava un dio», disse lei. Il medico spiegò loro che avrebbe potuto dare al bambino una vagina perfettamente funzionante, ma che necessitava della loro collaborazione affinché Bruce diventasse femmina. L’importante era che loro lo vestissero come una femminuccia, non gli tagliassero i capelli, lo facessero sentire una lei e non un lui. Così avrebbe avuto una vita felice.

Il 3 luglio 1967 Bruce fu castrato dal dottor Howard Jones, un collaboratore di Money che in seguito lo abbandonò per intraprendere una professione più remunerativa. Aprì in Virginia la prima clinica americana per la fecondazione in vitro. Fu così che Bruce diventò Brenda.

bruce-brenda-e-david-colapinto-san-paoloBRENDA. Ron e Janet, almeno per i primi anni, si buttarono a capofitto nell’impresa. Ma qualcosa non funzionava. La piccola Brenda ignorava le bambole che le venivano regalate, adorava azzuffarsi coi suoi amichetti, costruiva fortini anziché pettinarsi davanti allo specchio. In bagno, faceva la pipì in piedi.

I primi anni di scuola peggiorarono notevolmente la situazione. Brenda iniziò a diventare particolarmente violenta e fu bocciata. Nel frattempo, nel 1972, Money pubblicò il libro Man & Woman, Boy & Girl, in cui mise al corrente il mondo dello straordinario «caso dei due gemelli». Il volume descriveva l’esperimento come un «assoluto successo». Era la «prova conclusiva» che «non si nasce maschi e femmine, ma lo si diventa».

Il fatto ebbe una risonanza mondiale. Sposata dal movimento femminista, l’opera trovò il plauso sulle prime pagine di Time e del New York Times Book Review, conferendo al suo autore l’indiscussa celebrità di un guru. Le sue tesi, si scrisse allora, avrebbero avuto sulla storia umana un’influenza paragonabile alla «teoria dell’evoluzione di Darwin».

Solo uno sconosciuto ricercatore di nome Milton Diamond osò sollevare perplessità sul caso. Fu ignorato. Al contrario, «il caso dei gemelli di Money fu decisivo perché venisse universalmente accettata non solo la teoria secondo la quale gli esseri umani sono alla nascita psicosessualmente plastici, ma anche la chirurgia di riassegnazione sessuale come trattamento per bambini con genitali ambigui o danneggiati. La metodica, un tempo principalmente limitata al Johns Hopkins, si diffuse ben presto e oggi viene eseguita praticamente in tutti i principali paesi».

La realtà, però, andava in un’altra direzione. Brenda continuava a comportarsi «come un maschiaccio», difendeva il fratello nelle zuffe, soffriva a stare con le amichette. Periodicamente, i due fratelli facevano delle visite nella clinica di Money per snervanti test psicologici. Durante queste sedute, ai due gemellini di sei anni erano mostrate immagini di sesso esplicite «per rafforzare la loro identità/ruolo di genere». I due fratelli erano anche obbligati a simulare atti sessuali tra loro. In un’occasione, il dottor Money «scattò loro una Polaroid».

man-woman-boy-girl-moneyPer Brenda quelle sedute – cui doveva sottoporsi anche da sola – erano una tortura. Nei suoi sogni si immaginava ventenne «con i baffi», ma temeva di dirlo ai suoi genitori, essendo sicura che li avrebbe delusi. Ron e Janet, infatti, frustrati dal comportamento della bambina, cercavano in tutti i modi di applicare i consigli di Money. Giravano nudi per casa, frequentavano campi nudisti, facevano pressioni sulla piccola perché assumesse atteggiamenti femminili. Tutto ciò li portò all’esaurimento: Janet tentò il suicidio, Ron iniziò a bere. Money, intanto, pubblicò un nuovo libro di successo (Sexual Signatures) in cui tornò a parlare di Brenda, che «stava attraversando felicemente l’infanzia come una vera femmina».

Brenda, in realtà, già a undici anni cominciò a nutrire istinti suicidi. Gli assistenti sociali e i dottori del suo paese capirono che qualcosa non andava, ma troppo scintillante era la fama di Money per metterla in ombra. Brenda trascorse l’infanzia passando da uno psicologo all’altro. All’età di dodici anni cominciò la cura con gli estrogeni per fare crescere il seno e, nell’ultima visita che ebbe nello studio del dottor Money, trovò un transessuale che le magnificò i vantaggi dell’operazione chirurgica per cambiare sesso. Brenda fuggì e disse ai genitori che, se l’avessero fatta tornare, «si sarebbe suicidata».

Anche lontana dal dottore, Brenda continuò ad avere una vita difficile. A scuola la chiamavano «gorilla» e alcuni giornalisti avevano iniziato a interessarsi a lei. Nel 1977 una troupe della Bbc si recò a Winnipeg per parlare con i suoi medici. Tutti confermarono la medesima impressione: Brenda non era la «ragazza felice» celebrata nei best seller di Money. Lo stesso dottore, contattato dalla Bbc, rifiutò di incontra i giornalisti, mettendoli alla porta. Il documentario, intitolato The First Question, andato in onda il 19 marzo 1980, passò sotto silenzio.

Solo pochi giorni prima, il 14 marzo, Ron aveva rivelato alla figlia la sua storia. Come annota Colapinto, Brenda «si sentì sollevata» perché finalmente capì «di non essere pazza». La prima domanda che fece al padre fu: «Qual era il mio nome?».

bruce-brenda-david-reimerDAVID. Brenda decise di tornare al suo sesso biologico. Scelse di chiamarsi David perché questo è il nome «del re uccisore di giganti della Bibbia», il bambino che combatte e sconfigge il poderoso Golia. Iniziò a fare iniezioni di testosterone, gli crebbero i primi peli sulle guance, a sedici anni si sottopose al primo intervento per la creazione del pene. Attendendo la maggiore età, visse nascosto per due anni nella cantina di casa. A diciotto anni entrò in possesso del denaro assegnatogli come risarcimento dal St. Boniface Hospital, acquistò un furgone equipaggiato coi migliori comfort, che fu battezzato secondo lo scopo che avrebbe dovuto avere: «Il carretto da scopata».

Non andò così. David non aveva capacità di erezione e la cosa circolò fra gli amici. Tentò di nuovo il suicidio, per due volte. A ventidue anni si sottopose a una nuova falloplastica e, due anni dopo, ebbe il suo primo rapporto sessuale. Ma era ancora profondamente infelice.

Colapinto racconta che nell’estate 1988 David fece «qualcosa che non avevo mai fatto prima. Finii per pregare. Dissi: “Tu sai che ho avuto una vita terribile. Non ho intenzione di lamentarmi con Te, perché tu devi avere una qualche idea del perché mi stai facendo passare tutte queste cose. Ma potrei essere un bravo marito, se me ne fosse data la possibilità”».

Due mesi dopo conobbe Jane, una ragazza madre che aveva avuto tre figli da tre uomini diversi. Si innamorarono. David vendette l’inutilizzato carretto da scopata e comprò un anello di diamanti. Il 22 settembre 1990 si sposarono.

MONEY. Milton Diamond, il ricercatore che per primo aveva contestato Money, inferse un duro colpo alla sua credibilità. Quest’ultimo, sebbene non parlasse più del caso dei due gemelli, perseguiva nel sostenere le tesi sul gender che continuarono a valergli cospicui finanziamenti, anche pubblici. Ma nel 1994, Diamond, dopo aver incontrato David, scrisse un articolo per svelare come fosse andato a finire il “caso dei due gemelli”. La tesi del testo era che, sebbene l’educazione abbia un ruolo importante nel contribuire a plasmare l’identità, essa è frutto del dato biologico assegnato dalla natura. Diamond impiegò due anni per trovare una rivista che accettasse il testo. Quando apparve, fu una bomba. David concesse alcune interviste in tv con il viso oscurato. Poi accettò la richiesta di incontrare Colapinto per la semplice ragione che lavorava per Rolling Stone e a David piaceva il rock’ n’ roll.

Per Money – «Hot Love Doctor», come lo chiamavano i giornali – iniziò il declino. Al Johns Hopkins fu nominato direttore di psichiatria Paul McHugh, un fiero cattolico che fece condurre un’indagine su cinquanta transessuali curati alla clinica per l’identità sessuale della Johns Hopkins a partire dalla sua fondazione nel 1966. Nessuno di loro ne aveva tratto giovamento. La clinica fu chiusa, la comunità transgender protestò inutilmente. Ancora nel 1997 Money ottenne un riconoscimento come «uno dei più grandi ricercatori del secolo in campo sessuale». Si spense il 7 luglio 2006 a Towson.

I REIMER. I demoni non smisero di perseguitare la famiglia Reimer. Solo Ron, dopo un periodo di difficoltà legato all’alcol, riuscì a riprendere in mano le redini della sua vita. Janet continuò a soffrire di profonde crisi depressive. Brian passò attraverso fallimenti matrimoniali, droghe, alcol. Si suicidò nel 2002. David, dopo la morte del fratello, non fu più lo stesso. L’azienda dove lavorava chiuse, bisticciò con la moglie. Il 4 maggio 2004 guidò fino a un parcheggio desolato e puntò il fucile alla testa. Aveva 38 anni.


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59 Commenti

  1. alex scrive:

    Mamma mia

    • beppe scrive:

      alex, qui c’è bisogno pure del papà e dei santi in compagnia. ma tranquillo, adesso arriva filomena ….

      • Diamante scrive:

        il caso in questione dimostra solo che è falso l’assunto “si può determinare il genere di una persona attraverso una educazione appropriata”. non dimostra assolutamente che il genere di una persona dipenda soltanto e sempre dal suo genoma e che non ci sia una componente soggettiva. E quindi ha ragione Filomena, alla fine questo caso insegna gli effetti devastanti del voler imporre, attraverso l’educazione, un genere che il bambino non sente come quello proprio. Vale anche quando il bambino è maschio geneticamente, ma psichicamente si sente femmina. inoltre le teorie del gender oggi non sostengono assolutamente che bisogna imporre un determinato genere con l’educazione, semplicemente che bisogna rispettare l’inclinazione naturale di ogni persona, al di là del suo sesso genetico e corporeo. Se una persona pur avendo un corpo maschile si sente donna, è inutile educarlo da maschio nella speranza che cambi.

  2. alex scrive:

    Cmq l’ideologia, chiamandosi ideologia, e’ allergica alla realta’, bellissimo articolo ma purtroppo il pensiero dominante detta legge. Ciononostante combattiamo, mostrando con la nostra vita che chi vive secondo questa schiavitu’ e’ prima di tutto infelice. Poi anche facendoci sentire. Cmq quel dottore si sara’
    gia’ presentato, carico delle sue opere, al cospetto dell’Onnipotente

    • VivalItalia scrive:

      Povera gente che Dio abbia pietà di noi.

      • Francesco B scrive:

        Sottoscrivo. Che Dio abbia pietà di voi.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Giusto, per non aver preso certa gentaglia a calci nel sedere finiremo tutti diritti nel girone degli ignavi.

          • Ellas scrive:

            Dove sei Filomena? Vieni a difendere Money, Kinsey e tutti gli altri psico-sessuali.

            E’ così che si sentiranno i bambini da gransi, perchè il desiderio di un bambino non è maturo come può esserlo quello di un adulto. E’ molto raro, proprio come è raro che un bambino da grande faccia il lavoro che ha scelto da una vita.

            Ma tanto per il gender si fa tutto, vero?

            E qui c’è un altro fatto: la circoncisione. E’ avvenuto questo fatto, e per non far vedere che un errore è stato compiuto come negligenza sanitaria e religiosa, hanno distrutto 2 vite. Quella dei due fratelli.

            conoscevo la storia. Questo povero ragazzo non ha trovato pace neanche da grande. Alla fine non sapeva se essere maschio o femmina.
            Anch’io non lo so, ma non certo perchè mi hanno costretto, lui sì. Poveretto. :-(

          • Francesco B scrive:

            No, degli omicidi
            Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
            Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
            Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. 26In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!

            • Giannino Stoppani scrive:

              Allora ci vedremo all’inferno mio caro, visto che il girone degli omicidi non è poi così lontano da quello dei sodomiti.

              • Francesco B scrive:

                Tu vai pure dove ti senti.

                • Giannino Stoppani scrive:

                  Io andrò dove Lui mi manderà e tu pure.
                  Nel frattempo, se vuoi, un’ idea di dove mandarti io ce l’avrei.

                  • Francesco B scrive:

                    No, non voglio, non mi interessa. A me interessa solo il giudizio di Dio. Tu sei solo un pezzo della mia croce, croce di cui farei volentieri a meno. Ma dalla croce non si può scendere.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      E allora se ci tieni al Giudizio di Dio, ti conviene non giudicare il tuo prossimo.

                    • Francesco B scrive:

                      “E allora se ci tieni al Giudizio di Dio, ti conviene non giudicare il tuo prossimo.”

                      Tipo scriverectutti giorni articoli volti a discreditare senza fondamento un gruppo di persone? Tipo moltiplicare i commenti in un sito riversando tutto il proprio mal di vivere sempre a discapito delle suddette persone?

                      Vedo che non hai il senso della proprorzione

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Per come la vedo io, invece, sei proprio tu che riversi il tuo “mal di vivere” commentando su questo sito.
                      Come la mettiamo?!

  3. Francesca scrive:

    Sapevo di questo caso, perchè sta sui libri di psicologia, anche se non si racconta tutto, sul mio libro di psicologia universitario ci si ferma a quando da adolescente sente attrazione per le ragazze e non per i ragazzi.
    Ma tanto stanno cambiando i testi universitari per allinearli con quello che vogliono loro.
    Per non parlare di certi seminari di psicologia del comportamento sessuale in cui è venuto a parlare uno che ci invitava a farci legare…e altro ancora.
    A Psicologia la gran parte del pubblico è femminile.
    Saluti!

  4. filomena scrive:

    Certo che voi ve le cantate e ve le suonate. Era ovvio fin dall’inizio che la storia sarebbe finita come è finita. Non si può decidere al posto di un altro a che sesso deve appartenere e questo vale anche quando una persona nasce di un sesso ma si sente di appartenere a quello opposto, come nel caso delle terapie riparati e o come quando si voleva correggere i mancini perché la sinistra era la mano del diavolo. Oggi gli interventi di transessualismo vengono fatti solo ovviamente in chi si sente di appartenere al sesso opposto e non si accetta così come è esteriormente.
    In questo caso il ragazzo si sentiva maschio ed era un maschio, il cambio di sesso è stato eseguito per rimediare ad errore medico quindi non poteva che finire così.

    • Giorgio scrive:

      Da un pezzo non postavo su questo sito, ma vedo che gli argomenti anticattolici son sempre gli stessi, quindi tu sei lo stesso “buontempone” dell’altra volta o siete tutti vittime di un clamoroso caso di lavaggio del cervello collettivo.
      Oltre, naturalmente, al solito uso sofistico delle Sacre Scritture che farebbe invidia ai farisei (che rimproveravano il Signore di aver guarito un cieco di sabato) ricompare ciclicamente la solita baggianata della “mano del diavolo”.
      Prova a scrivere con pennino, calamaio e inchiostro dei tempi che furono con la mano sinistra e poi mi sapete dire il bel risultato!
      Riguardo all’articolo, si narra il tipico esempio di perversione applicata alla scienza e viceversa.
      Fa ribrezzo che ci sia qualcuno che abbia qualcosa da ridire.
      Ah, già, dimenticavo, tu probabilmente sei quel solito “buontempone”.

      • Francesco B scrive:

        Io non uso in maniera sofistica le scritture. Le medito, come è normale per ogni cattolico. Ma voi… non seguite il papa, e i suoi inviti,….non leggete le scritture, che vedo non vi intepellano minimamente….ma cosa siete? Una setta?

        • Giorgio scrive:

          Non sei forse tu quello che giudica gli altri invocando pietà per loro invece che per se stesso? Non se forse tu peccatore come gli altri? E’ forse questo l’invito che ti fa il papa?
          No ti viene il dubbio di essere tu, invece, ad appartenere alla setta dei sepolcri imbiancati?

          • Francesco B scrive:

            Ho capito solo che mi hai dato del sepolcro imbiancato, ma il resto…..boh?!

            • Giorgio scrive:

              Che fai, invochi l’infermità mentale?
              Se vuoi seguire il Signore e il papa, non giudicare gli altri invocando la pietà per loro parlando a vanvera di sette, ma pensa piuttosto ai peccati tuoi.

              • Francesco B scrive:

                Fate lo stesso voi! Cosa è questa valanga di articoli, commenti, conferenze, libri, manifestazioni se non un enorme giudizio? Pagliuzza trave.

                • Giorgio scrive:

                  Ohè, sveglia!
                  Qui si da conto di un esperimento terribile che è stato fatto usando un bambino come cavia!
                  Se per devi citare il Vangelo non parlare a vanvera di travi e pagliuzze, parla piuttosto di gente che dovrebbe gettarsi in mare con una pietra da mulino al collo!

                  • Francesco B scrive:

                    Giorgio, ve lo stiamo spiegando da anni. Questo medico eterosessuale, lo sottolineo mica che vedete anche in questo la lobby gay, ha fatto cattiva scienza perché accecato dalle proprie teorie.

                    Non ha guardato ciò che è, ma visto ciò che voleva vedere.

                    Ciò che è, è che nessuno può cambiare chi sei, il tuo modo di amare, di percepirti, di essere.

                    Come quel bambino è rimasto ciò che era, anche se educato e cresciuto come femmina, lo stesso noi gay, nonostane immersi in una cultura etero, con modelli etero, con film, fiabe, genitori, ruoli tutti etero….noi rimaniamo ciò che siamo.

                    E molte volte siamo confusi come quel ragazzo, perché tutto ci ha spinto in una direzione ma noi sentiamo altro. E quindi lottiamo una vita intera per capirci e riappropriarci di noi stessi.

                    E alcune volte, alcuni di noi, sono depressi e non ce la fanno ad andare avanti e….ci siamo capiti.

                    • giovanna scrive:

                      Caro Francesco B, tu sei un uomo ! Non sei un gay, non sei un omosessuale, prima di tutto, ma sei un uomo !
                      Non voglio entrare nel merito del cambiamento dell’omosessualità , di un uomo con cellule e ormoni maschili dalla punta dei capelli alla punta dei piedi, che non prova attrazione per le donne, ma l’affermazione che nessuno può cambiare, bé è smentita dalle tante persone guarite dall’anoressia, dalla bulimia, dalla depressione, dalle nevrosi più varie…e anche dalle tante persone che hanno riconosciuto e superato l’origine psicologica della loro omosessualità.
                      Poi, caro Francesco B., mi sembra evidente che l’aria che tira per giustificare quest’ideologia del gender, che uno è quello che si sente, tiri in mezzo anche bambini innocenti e figli innocenti e donne innocenti e uomini innocenti.Cioè, per giustificare che l’essere omosessuale è una passeggiata di salute, una cosa normalissima, si cerca di confedere le acque anche di non ha questo problema, nella fattispecie in nostri figli, i nostri bambini. Suppongo che tu sia contrarissimo a quei famosi e striscianti libretti unar , vero ?

                    • Giorgio scrive:

                      Ecco, bravo, rimani pure “ciò che sei”, ma se vuoi davvero inquadrare la tua “condizione” nel Vangelo, invece che guardare alle travi o alle pagliuzze degli altri, impara ad invocare misericordia per te stesso riconoscendo quello che sei: un peccatore.

      • filomena scrive:

        Ma scusa oltre a dire che ovviamente è un caso di malasanità ho evidenziato per correttezza che è ugualmente un errore all’incontrario forzare una perona ad identificarsi in un sesso solo perché rappresentato esteriormente ma non vissuto come tale.

        • giovanna scrive:

          Certo che ci vuole un bel pelo sullo stomaco a chiamare “caso di malasanità” l’uso di un bambino, l’aver rovinato completamente la sua vita , oltre a quella di tutta la sua famiglia, per forzare una teoria assurda, quella che il genere lo decidiamo noi, e fare soldi a palate, non solo il dottore malefico , ma tutto il circo di cliniche che ci gira intorno, tutt’oggi.
          Ho scritto più volte che dietro a certe affermazioni sinceramente risibili e tristissime non c’è un problema di fede o non fede, ma proprio di umanità, ora posso aggiungere che c’è anche un problema di intelligenza ! Capisco sempre di più che l’ideologia offusca la razionalità.

          • Ellas scrive:

            Giovanna il caso è duplice: primo è malasanità perchè a compiere il taglio è stato un assistente, un sostituto non molto esperto; secondo è uno schifo perchè dopo questo fatto i genitori non hanno denunciato la cosa, e hanno seguito il dottor Money.

            Questi genitori sono pecoroni, Filomena.

            E pecoroni quelli come gli lgbt che vogliono assoggettare tutti alle loro idee. Meglio in galera che seguace. Sì, come tutte le sette, le lobby lgbt vogliono punire chi non è d’accordo. Quel Nicholas, in Francia si è fatto qualche giorno di galera. Oggi dov’è che finisci dentro per aver protestato contro il cristiansesimo? Ci sono prese per i fondelli ovunque, dai videoclip ai programmi tv, ai libri e nella vita.

            Informati. Sui libri trovi pure le bestemmie, ma le tolgono? Assolutamente no.

      • filomena scrive:

        E cosa ti aspettevi tutti pecoroni?

      • Paolo scrive:

        L’unica cosa che fa ribrezzo sono i tanti omosessuali e transessuali che vivono male la propria natura causa i condizionamenti ideologici e fasulli delle ideologie religiose.

        • Giorgio scrive:

          Dunque tu sei d’accordo, caro buontempone, nel usare un bambino come cavia per dimostrare una teoria del cacchio?
          E bravo il mio emulo di Mengele!

    • Alex scrive:

      Avanti cosi’, sempre pronta a difendere l’indifendibile. Il giorno che ti senti Filomeno avvisaci, mi raccomando. Vale quanto ho detto prima sull’ideologia.

      • Paolo scrive:

        E invece Filomena ha perfettamente centrato il punto…soprattutto per quanto concerne il fatto che ve la cantate e ve la suonate.
        Oppure per par condicio dovremmo citare le tantissime persone che dopo il cambio di sesso hanno ritrovato se stessi?
        Il punto è che nessuno deve imporre ad un altro un sesso o un orientamento che non sentono proprio… Guarda caso mi viene in mente qualcuno che invece ci vorrebbe tutti eterosessuali dediti alla riproduzione perchè il resto è “peccato”.
        Prevengo obiezioni facinorose sul caso dei pochi “ex gay” che tanto straparlano…la differenza, ed è enorme, è che i signori in questione non sentono attrazione verso il sesso opposto ma semplicemente, a causa di condizionamenti, rifiutano la propria natura. A differenza di chi o vive in maniere tranquilla e serena il proprio orientamento oppure, attraverso un percorso difficile, vuole ottenere un corpo che sia in armonia con quello che sente.

        • VivalItalia scrive:

          “dovremmo citare le tantissime persone che dopo il cambio di sesso hanno ritrovato se stessi?”

          Paolino la sto a pregà:

          PUÒ CITARLE???????????

          • Giorgio scrive:

            Le può anche citare, ma con quello di cui si parla qui non c’entrano nulla.
            Questo è un esperimento di una crudeltà da fare invidia a Mengele.
            E ci sono pure dei dementi che ne prendono le difese per questioni ideologiche.

            • VivalItalia scrive:

              Cheddevodì..commentando de tanto in tanto me so fatto na certezza..le domanne “ovvie”, in un dialogo con sti sputasentenze, hanno lo stesso effetto der sole con la neve da mmarzo…

        • Ellas scrive:

          Condizionamenti, Paolo? Ma se i gay non apprezzano neanche i loro disabili! Quindi sei d’accordo che non bisogna imporre. Allora perchè non ti lamenti dei bambini transgender? Non sono mica loro a scegliere le cure.

          Se tu a 5 anni volevi buttarti sotto ad un treno i tuoi genitori te lo permettevano? Io non credo.
          Scisa, ma sei un maschio e non sai che effetto possono avere su una persona gli ormoni. Niente o il finimondo. E’ un po’ come prendere degli psicofarmaci. E mischiare ormoni ad altri medicinali è anche peggio.

          E’ pazzesco che dite non bisogna imporre, ma quando uno non si sente più bene nel suo corpo di donna e vuol tornare ad essere uomo, voi vi scandalizzate. E’ scelta sua, non imporre. Se le lobby gay non gli danno aiuto che fanno? Si suicidano.

          Perchè ci sono gay crstiani che vivono meglio e quelli comunisti che se la passano male?
          Se la cercano, ecco cosa. Credono di essere perfetti, ma tanto nessuno lo è. Credono che il peccato non li tocchi. Allora qui siamo nel peccato di superbia, intanto.
          Purtroppo parecchi gay dimostrano sempre una certa arroganza verso l’altro sesso. Come se gli avessimo tirato cacca addosso.

    • Ellas scrive:

      Non si può decidere al posto di un altro a che sesso deve appartenere e questo vale anche quando una persona nasce di un sesso ma si sente di appartenere a quello opposto…

      Dici bene: quindi neanche le 2 lesbiche dovevano trasformare Tommy in Tammy, o quando quel povero ragazzo è stato obbligato a vestirsi da femmina.
      Le terapie riparative: se un gay finisce per non sentirsi più gay, non è una sua scelta andare da uno psicologo? Volete tenerli tutti lì a soffrire con loro stessi, perchè tanto le associazioni lgbt non danno aiuto ai loro disabili, quindi figurati!

      Che ne sapete di cosa vuole un adulto? Ascoltate il desiderio di un momento di un bambino che poi chiamerete Lulù, solo perchè a 5-6 anni vuol provare la femminilità. E quando si stanca? Volete capirlo o no, che sono rari i casi di desideri che si prolungano fino all’età adulta?

      Perchè non raccontate i casi di quei trans che tornano indietro? O di quei gay che hanno lasciato il loro essere gay, denunciando il mondo lgbt, e si sono pure dovuti operare al retto, che non è certo posto dove infilarci qualcosa?

      Anche buttarsi giù da una scogliera è una scelta. Che fate, lo impedite o date una spinta?

      Filomena, tu pensi al momento, ma alle conseguenze ci pensi? Ci pensi a quando poi un gay non si senti più gay e vuole tornare a essere etero? E ovviamente gente come voi dice che in realtà non era gay, anche se magari sfilava chiappe al vento sul carrozzone del gaypride.

      non potete scegliere voi cosa è giusto o cosa no. Proprio come mi dici che le donne hanno il diritto di abortire, ed io penso a come si sentiranno dopo, tu o i vari lgbt, non avete il diritto di interferire con le idee di un adulto.

      Un bambino è diverso, perchè non ha ancora ben appreso neanche le differenze tra bene e male o giusto e sbagliato. Staremo a vedere come vivranno questi baby transgender. Vedremo se saranno altri David Reimer.

    • beppe scrive:

      a filomè’, ci sei o ci fai. l’hai letto l’articolo.? è chiaro come il sole che il dottor money ha cavalcato un errore medico per dimostrare le sue tesi assurde e violente. ha violentato un corpo senza aspettare che emergesse un qualsiasi disagio esistenziale. ha usato un piccolo innocente per dimostrare le sue teorie. sei ipocrita e falsa.

      • filomena scrive:

        Forse non hai capito, guarda che io ho detto la stessa cosa che sostieni tu. L’errore medico è stato appunto quello di far cambiate sesso a una persona che non ne aveva bisogno.
        Inoltre anche nei casi dove questa necessità è reale l’intervento viene eseguito dopo un percorso ben definito per accertare il problema di identità e comunque om età adulta quindi i bambini non c’entrano nulla. Se in passato è successo questo va condannato ma penalmente visto che le leggi lo prevedono.

        • domenico scrive:

          falsissimo…
          In Australia hanno fatto il cambio di sesso ad un bambino di 10 anni. In Argentina ad uno di 6. Uno negli Stati Uniti a 4 anni! Se cerchi su google ne trovi altri perchè il cambio di sesso nei bambini è in aumento.
          Adesso dicci che anche questi sono esempi di malasanità.

  5. Giova scrive:

    Assurdo imporre oggi l’ideologia Gender, opinabile, radicale, non scientifica, ai nostri bambini con i libretti dell’UNAR e la legge Scalfarotto. I promotori non possono circuire così i figli di cristiani e musulmani senza il consenso dei genitori. E’ uno spaventoso esperimento che provocherà reazioni

  6. flora scrive:

    Basta satira, ironia, insulti vari. Chi elegge a proprio catechismo il proprio io, valeva dire” voglio essere come voglio in nome della mia libertà” non si chiede come può imporre per legge ( vedi legge scalfarotto) un pensiero unico dominante dove a pensarla diversamente si può fijire in galera e tra un po’ i figli verranno tolti ai genitori per educarli in una nuova, strana “comune”? Pensate che non avverrà questo fra pochi decenni? Forse anche meno!

    • Ellas scrive:

      Flora, questa cosa infida sta già avvenendo e sai che cosa? In Trento (e forse non solo lì), gli assistenti sociali non vanno a fare i controlli alle coppie gay. Probabilmente sarà come per Colin Cannon, che quando venne fuori la sua storia dichiarò gli abusi da parte dei suoi “genitori”, e poi che gli assistenti sociali non dichiaravano il vero. Facevano finta di non vedere.

      E’ orribile! Addio infanzia.

  7. gianni scrive:

    Un pazzo è stato tra i padri dell’ideologia gender e siamo qui a discutere ancora?
    Sto Money è stato un deficiente scellerato. Punto. Su tutto.
    È che gli piaceva imporre le sue idee: al ragazzo ha imposto il sesso, a tutti gli altri ha imposto la sua ideologia merdosa.
    Mavammocc…

  8. Marino scrive:

    è una storia singola. Molte altre potrebbero essere raccontate. Ragazzi che si sentono ragazze e che sono obbligati dalla società maschilista, estremista e fondamentalista a rimanere del proprio sesso. ragazze che si sentono ragazzi che non possono intraprendere il transito a causa di mentalità ristrette e orribili. Una storia che va raccontata, certo, ma non esaltata per annichilire e distruggere le ideologie di genere che, molte persone, neppure conoscono. La trovo una chiara operazione atta ad attaccare tutto ciò che si discosta dal pensiero comune. Non a caso non si attacca solo il professore che ha causato tanta sofferenza, si attaccano le femministe, il nudismo, le persone glbt. Ma inutile parlare, del resto non mi aspetto certo che una casa editrice come San Paolo riesca a “leggere” certi argomenti in modo sereno e obiettivo.

  9. andrea scrive:

    Ho letto il libro. Straziante, commovente, non credo che dimenticherò mai questa vicenda. E la bellezza di questo libro è che stato fonte di dibattito con familiari, amici, conoscenti.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Debutta in Brasile la nuova generazione della SUV americana di medie dimensioni. Attinge allo stile dell’ammiraglia Jeep, non rinuncia a una discreta propensione all’off road e può contare su di una ricca dotazione multimediale e di sicurezza. In Europa nel 2017.

La concept car Trezor mostra al Salone di Parigi come potrebbero essere le Renault sportive di domani: elettriche, connesse e a guida anche autonoma

Lo step da 120 cv del 1.6 td Fiat è ora abbinabile alla trasmissione a doppia frizione DCT a 6 rapporti. La nuova dotazione, proposta al probabile prezzo di 1.900 euro, è dedicata alla famiglia Tipo e alla crossover 500X.

Per la nuova stagione i tecnici si concentrati soprattutto sulle prestazioni del motore. Grazie al lavoro di sviluppo, il grosso monocilindrici guadagna 6 cv e 3 Nm.

La compatta elettrica francese adotta un nuovo pacco batterie da 41 kWh che porta a 400 km l’autonomia. Debuttano il ricercato allestimento Bose e i servizi Z.E. Trip e Z.E. Pass per semplificare la ricarica presso le colonnine pubbliche. Prezzi da 25.000 euro.

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