Google+

«Voglio la luna!». La vita è una lotta tra l’effimero carico di dolore e l’Infinito

settembre 6, 2016 Aldo Trento

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Le scrivo mosso da un bisogno. Il bisogno di star di fronte alla sofferenza di mia madre e mia. Il dolore di mia madre è tanto fisico quanto morale. Da 4 anni combatte una logorante guerra contro un tumore. La prospettiva fornita dai medici esclude la completa guarigione, a meno di un miracolo. L’obiettivo è quello di contrastare, rallentare, il tumore. In altre parole, la prospettiva è quella di una battaglia che si protrarrà per anni sperando in un “pareggio”. Domani mattina si sottoporrà al primo di quattro interventi ai polmoni. Come poterle stare accanto senza soccombere alla sofferenza? 
Giacomo

Solo quando il dolore fisico o morale è vissuto come un sì a Gesú nasce il desiderio e, per uno ammalato di spondilite, la forza di alzare gli occhi al cielo e fissare la luna in una serata come questa dell’“inverno tropicale”, mentre soffia un dolce venticello che viene dal sud del mondo. È mezzanotte, ho salutato Gesù, esposto nella cappella dell’ospedale dove veglia sui suoi figli che sopra di Lui stanno lottando con la morte e, uscendo nel giardino, nonostante la molestia della spondilite, ho alzato il volto verso un cielo bellissimo come sono i cieli da queste parti in questo periodo. E mi è venuto in mente il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia di Leopardi e il Caligola di Camus: «Voglio la luna». Che pace, che letizia nel mio cuore! Vivo in una valle di lacrime, per cui il cielo, la luna sono più belli, perché le domande del mio cuore diventano più acute rincorrendosi una dietro all’altra, come le nubi che passano a fianco o di fronte alla luna, a volte coprendola totalmente per alcuni istanti per tornare poi a mostrare la sua luce, suscitando nel cuore di chi la guarda un desiderio immenso di infinito.

«Voglio la luna», diceva Caligola, cioè voglio l’impossibile perché a questo anela il cuore pellegrino dell’uomo in questa valle di lacrime, e non è il dolore a impedire questa spinta all’impossibile. Può darsi che in certi momenti, come sembra farci capire l’amico della lettera, le nuvole coprano il grido che sale dal nostro cuore ferito dal dolore, cercando nell’Infinito una risposta. La vita dell’uomo è una battaglia continua fra l’effimero carico di dolore e l’Infinito. Lo dico partendo dalla mia esperienza quotidiana, dalla modalità con cui vivo il mio dolore, la mia malattia e quella dei miei figli la cui vita è una lotta incessante con la morte, con questo mistero che permetterà al cuore di andare molto più in là della luna, in quel “luogo” Infinito dove finalmente vedrà il Suo volto. Siamo fatti per quel volto, come ci ricorda il poeta Giuseppe Ungaretti: «Chiuso fra cose mortali. (Anche il cielo stellato finirà). Perché bramo Dio?».

Ma se non bramassi Dio, che sarebbe di me in quei giorni in cui il dolore fisico o morale sembrano capaci di silenziare questa brama spingendomi ad abbassare lo sguardo sulle mie ferite che diventano così una prigione? Non un trampolino che mi lancia verso l’impossibile, ma una prigione. Questa è la mia lotta quotidiana: il dolore come ponte o il dolore come abisso di disperazione. Una lotta impossibile da sostenere da soli. Per questo l’impossibile, l’Infinito si è fatto possibile, si è fatto finito, assumendo la nostra condizione umana, come ci ricorda il Vangelo di San Giovanni: il Verbo, il Logos che era fin dal principio, si è fatto carne abitando con noi e fra di noi. Senza l’incontro con questa Presenza, con questo avvenimento, non si giustifica il nostro dolore. È Gesù che per primo assunse su di sé, fino a morire sulla croce, il nostro dolore. Ed è guardando a Lui che il mio dolore si riempie di significato. Ma cosa significa guardare a Lui e come fissare il Suo volto quando la tentazione è quella di abbassare gli occhi sulla nostra sofferenza?

Ancora una volta non posso non ritornare all’abbraccio e alla compagnia che il servo di Dio Luigi Giussani mi ha donato. Un abbraccio, una compagnia che mi segue sostenendomi nel cammino, giorno dopo giorno. Una compagnia che mi vuole bene e alla quale mi sento libero di consegnare tutto di me. Mi sento, come disse moltissimi anni fa ad un’amica che aveva perso suo marito, libero di piangere. Una compagnia, un’amicizia come quella di Gesù con Lazzaro, Marta e Maria. Che bello: la luna, l’impossibile si è fatto abbraccio, si è fatto amicizia!
paldo.trento@gmail.com

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

3 Commenti

  1. Lady scrive:

    Una compagnia con cui non si fa altro che lamentarsi.
    Eh su diciamolo con molta libertà.

  2. Mary scrive:

    Ma non tutte le compagnie sono così

  3. Gazz.34487 scrive:

    Pur non essendo io un buon cristiano, la lettura non mi è parsa un lamento. Ma mi riprometto (e ne consiglio) la rilettura./// La sensazione istintiva e diretta che ho percepito riferisce invece che il bimbo ritratto nella foto possa, in tutto e per tutto, ritenersi FIGLIO di chi lo sta amorevolmente baciando nella compagnia presente di un PADRE. Ma tutto può essere….un’attenta rilettura inverte i ruoli e la presenza nella compagnia.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Arriva in gruppo tra gli ultimi, guarda tutti dritto negli occhi, mostra i muscoli e fa subito la voce grossa. E no, non è un bullo. Parliamo, piuttosto, della SUV Volkswagen T-Roc. Destinata a scendere in lizza nel segmento di mercato più frizzante, combattuto e attraente del momento, vale a dire quello delle sport utility […]

L'articolo Prova Volkswagen T-Roc proviene da RED Live.

In KTM hanno le idee chiare: il futuro della mobilità è elettrico. Ecco perché la nuova KTM Freeride E-XC, rinnovata da cima a fondo, è solamente un punto di partenza

L'articolo KTM Freeride E-XC, l’enduro green proviene da RED Live.

Prima erano una cosa sola. Ora sono divise. O meglio, in futuro avranno specializzazioni e target diversi. Volvo e Polestar, quest’ultima sino a ieri divisione ad alte prestazioni del brand svedese, si sono separate e vivranno di luce propria. Polestar, oltretutto, cambierà pelle, passando dall’elaborazione ufficiale dei modelli della Casa nordica alla realizzazione di vetture […]

L'articolo Polestar 1: il nuovo mondo proviene da RED Live.

Il progetto Émonda è nato per dimostrare che Trek era non solo in grado di costruire la bicicletta di serie più leggera al mondo, ma di renderla anche capace di offrire elevate performance. I confini della ricerca sembrano essere fatti perché li si possa superare e ciò che è successo con il MY 2018 lo dimostra: […]

L'articolo Nuova Trek Émonda 2018, la leggerezza non ha limiti proviene da RED Live.

La sfida che attende la nuova Seat Arona, al debutto tra le SUV compatte, ricorda quella di Kung Fu Panda contro le “Leggende Leggendarie”. Una outsider dalle dimensioni contenute, agile, scattante e con tante frecce al proprio arco che affronta senza alcun timore reverenziale i “mostri sacri” della categoria. Forte di una vitalità, sia estetica […]

L'articolo Prova Seat Arona proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download