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Il Sinodo e quell’intellighènzia così laica da diventare clericale

Dall’intervista a Gianni Vattimo, pubblicata su Il Mattino in data 7 ottobre 2014

Domanda: Che genere di ostacoli crede che impediscano la revisione di alcuni dogmi in tema di famiglia e di sessualità?
Vattimo: Sono convinto che la Chiesa si scontri soprattutto con certe giustificazioni metafisiche dell’agire umano. Pretese che, guardandosi attorno, quasi più nessun cattolico praticante prende in considerazione.

Domanda: Crede che il Sinodo riuscirà a discutere di tutte le questioni che solleva?
Vattimo: Ritengo che questo Sinodo sia interessante proprio per i temi annunciati, ma la Chiesa dovrebbe scrollarsi di dosso un po’ di incrostazioni metafisiche di derivazione aristotelica. La difesa dei poteri temporali influisce molto ostacolando il rinnovamento.

Domanda: In che senso?
Vattimo: La Chiesa si sviluppò dopo il crollo dell’impero romano. La sua storia è parallela allo sviluppo contemporaneo delle diverse istituzioni storiche con cui ha abitato e che contribuiva a difendere e perpetuare. Una restrizione da superare.

«L’affermazione che la Chiesa [con la Riforma gregoriana 1075 d.C. ndr] sia stata il primo Stato moderno necessita dunque di una precisazione. La Rivoluzione pontificia gettò le fondamenta per la successiva nascita dello Stato laico moderno, privando gli imperatori e i re della competenza spirituale che avevano in precedenza esercitato. Inoltre lo Stato laico, al momento della sua nascita, aveva una costituzione simile a quella della Chiesa…».
(Harold J. Berman – Diritto e Rivoluzione – pag. 130, il Mulino, 2007)

Ora ci pare che Vattimo, e tanta intellighènzia con lui, voglia che la Chiesa confermi, e se possibile autorizzi anche nelle decisioni del Sinodo, la riappropriazione da parte dello Stato moderno o, meglio, delle organizzazioni sovranazionali, di quella che Berman chiama competenza spirituale per definire una nuova antropologia, con incrostazioni metafisico- tecnocratiche, a partire dalla teoria del gender fino alla riproduzione stessa dell’essere vivente per il tramite della tecnologia.

È triste che il pensiero laico occidentale si sia fatto clericale.

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1 Commenti

  1. Giulio Dante Guerra scrive:

    Giustissimo quel che hanno scritto gli autori dell’articolo. In effetti molti dei “problemi della Chiesa”, di cui straparlano, in occasione del sinodo, giornali e TV, appaiono, alla luce del più semplice buonsenso, parecchio pretestuosi. Prendiamo, p.es., la “comunione ai divorziati risposati”. Non mi intendo di statistiche, quindi ignoro quanti mai possano essere i/le divorziati/e risposati/e, che desiderano SINCERAMENTE accostarsi all’eucarestia; ma tutti/e quelli/e, che mi è capitato di conoscere personalmente, erano tutte persone che alla Messa c’erano state, l’ultima volta in vita loro, con il/la primo/a coniuge in occasione del battesimo del/la figlio/a, rigorosamente unico/a.

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