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Sinodo sulla famiglia. L’indissolubilità del matrimonio che «non tutti possono capire»

settembre 22, 2014 Redazione

espresso-papa-francesco-sinodo-famiglia-sessoIn un commento lanciato oggi in prima pagina dal Corriere della Sera Vittorio Messori parla dell’«inquietudine» che si sta diffondendo in parte del mondo cattolico mano a mano che si avvicina il 5 ottobre, data di inizio del Sinodo dedicato alla famiglia. Inquietudine – spiega Messori – che «nasce dal fatto che verranno affrontate anche, se non soprattutto, le “situazioni difficili e irregolari”» delle famiglie, mentre il coro dei giornali e di non pochi osservatori prevede (auspica) grandi riforme in senso “progressista” della dottrina della Chiesa. Vedi, da ultimo, l’Espresso che nella copertina dell’ultimo numero attribuisce a papa Francesco l’intenzione di «superare antichi tabù» e di avviare «un’altra rivoluzione».

LE RIVOLUZIONI NON SI ANNUNCIANO. Tanta parte della stampa annuncia con sorprendente certezza l’arrivo di un sì alla Comunione per i divorziati risposati e di incredibili aperture sui temi legati al sesso, comprese le unioni gay. Tuttavia, fa notare Messori, «chi conosce la storia sa che anche la storia della Chiesa segue una costante: nessuna rivoluzione autentica è mai preannunciata, gli sconvolgimenti veri sono sempre imprevisti, chi grida alla “svolta storica” è smentito da fatti assai meno traumatici di quelli annunciati. (…) Ovviamente è del tutto possibile che noi pure siamo smentiti, ma per ora ci sembra probabile che i documenti finali del Sinodo si limitino a seguire linee assai consuete, in particolare per i membri della Compagnia di Gesù: conferma della bellezza degli ideali, ma appello a un duttile pragmatismo che tenga conto della realtà degli uomini e dei tempi. Un uso sapiente, poi, dell’arte del compromesso con il – peraltro meritorio – rifiuto tutto cattolico dell’aut-aut e la scelta dell’et-et».

LA SITUAZIONE DEI CATTOLICI. Interessante in particolare la parte finale del commento di Messori, dove il giornalista e scrittore cattolico ricorda «una situazione spesso sottovalutata» quando si parla di famiglia e dintorni. E cioè che «fra le tre religioni monoteiste, il cristianesimo è la sola nella quale sia prescritta la monogamia. (…) Di più: tra le confessioni cristiane, il cattolicesimo è la sola nella quale viga l’indissolubilità totale del matrimonio e, dunque, il divieto di accedere a seconde nozze religiose per i divorziati», tanto è vero che non sarebbe corretto «parlare di “annullamento del matrimonio” da parte dei tribunali ecclesiastici romani: in realtà si tratta di una constatazione dell’inesistenza, sin dall’inizio, di un matrimonio autentico».

LE PAROLE DI GESÙ. Perché è importante sottolineare queste cose? Perché, continua Messori, «il cattolico è il solo cui sia chiesta fedeltà sine glossa alle parole perentorie di Gesù: “L’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà alla moglie e i due saranno una carne sola. Quello che Dio ha congiunto, l’uomo non separi”. Sono parole tanto esigenti – e praticamente uniche, lo si diceva, nella storia religiosa – da provocare la reazione dei discepoli, abituati alla facilità del ripudio: “Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi”. La risposta del Cristo andrebbe meditata maggiormente da molti cattolici, perché siano consapevoli di essere chiamati a una obbedienza che è, umanamente, un peso e al contempo un privilegio: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Chi può capire, capisca”. Parola di Vangelo. Il dibattito al Sinodo sarà tra uomini di fede, consapevoli di non essere padroni ma servi della Scrittura e in grado di “capire”. Ricordarlo può ridare fiducia al credente inquieto».

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2 Commenti

  1. piero scrive:

    L’espresso titola: “il sesso secondo Francesco”. Peccato che il sesso sia stato pensato e progettato da qualcun Altro, quindi, qualora Papa Francesco uscisse di senno e si conformasse alla mondanità desiderata dall’espresso, dovremmo comunque render conto all’Altro. Con buona pace dell’espresso non credo proprio che il Papa voglia sbugiardare Gesù Cristo.

  2. Quercia scrive:

    “La misericordia non toglie la giustizia, va oltre ma presuppone la giustizia. Non significa ammorbidire i comandamenti del Signore, sarebbe un grave fraintendimento. La misericordia è essa stessa un comandamento, spesso molto duro: ci dice che si devono amare i nostri nemici. È molto esigente, non un cristianesimo a buon mercato”

    Card. Kasper

    http://www.corriere.it/cronache/14_settembre_25/cardinale-kasper-per-sacerdoti-finito-tempo-protezioni-97d4fa3e-446c-11e4-a9f2-f9125b43127e.shtml

    Beh..a meno che questa “opinione” non venga usata a targhe alterne fa molto ben sperare per il prossimo sinodo.
    Almeno, il cardinale più rappresentato (che poi sarebbe da verificare quanto lo sia realmente) come progressista/laicista/lassista/eccecc, dice chiaramente che “La misericordia non toglie la giustizia, va oltre ma presuppone la giustizia. Non significa ammorbidire i comandamenti del Signore, sarebbe un grave fraintendimento.”
    Ovviamente sperando che questo sia un convincimento vero e costante e non che a seconda dei casi, la verità possa essere “superata”, nascondendosi dietro una falsa misericordia.

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