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Papa Francesco: «È lecito fermare l’aggressore ingiusto»

agosto 18, 2014 Redazione

Tratto da corriere.it – Le forze miliari Usa da poco hanno cominciato a bombardare dei terroristi in Iraq, per prevenire un genocidio e proteggere il futuro delle minoranze. Santità, lei approva questo bombardamento americano Iraq? 
«Grazie della domanda così precisa. In questi casi dove c’è una aggressione ingiusta, soltanto posso dire che è lecito fermare l’aggressore ingiusto». Papa Francesco parla a una settantina di giornalisti di tutto il mondo nel volo che lo riporta a Roma dalla Corea del Sud. Risponde a tutto e senza perifrasi, com’è sua abitudine. Chiaro che gli si chieda subito degli jihadisti dell’Isis. «Sottolineo il verbo: fermare. Non dico bombardare o fare la guerra. Dico: fermarlo. I mezzi con i quali si possono fermare dovranno essere valutati. Fermare l’aggressione ingiusto è lecito. Ma dobbiamo avere memoria, pure: quante volte, sotto questa scusa di fermare l’aggressore ingiusto, le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto una bella guerra di conquista? Una sola nazione non può giudicare come si ferma questo, come si ferma un aggressore ingiusto. Dopo la Seconda guerra mondiale, sono state create le Nazioni Unite, là si deve decidere: c’è un aggressore ingiusto, come lo fermiamo? Soltanto questo, niente di più. Secondo, le minoranze. Parlano dei poveri cristiani che soffrono; i martiri, è vero, ci sono tanti martiri… Ma qui ci sono uomini e donne, minoranze religiose non tutte cristiane e tutte sono uguale davanti a Dio. Fermare l’aggressore ingiusto è un diritto che l’umanità ha. Ma è anche un diritto che ha l’aggressore di essere fermato perché non faccia del male».

Andrà a pregare in Iraq o in Kurdistan?
«Io ho incontrato poco tempo fa il governatore del Kurdistan, lui aveva un pensiero molto chiaro sulla situazione, come trovare soluzioni, ma era prima dell’inizio di quest’ultima aggressione. Sono disponibile ad andare in Iraq e credo di poterlo dire: quando con i miei collaboratori abbiamo avuto notizia di questa situazione, delle minoranze religiose e anche il problema in quel momento del Kurdistan che non poteva accogliere così tanta gente, abbiamo pensato tante cose. Abbiamo scritto prima di tutto il comunicato che ha fatto padre Lombardi. Dopo, questo comunicato è stato inviato a tutte le nunziature perché fosse trasmesso ai governi. Poi abbiamo scritto al Segretario generale delle Nazioni Unite e abbiamo deciso di mandare là un mio inviato personale, il cardinale Filoni. Alla fine abbiamo detto che se fosse stato necessario, dopo il ritorno dalla Corea, potevo andare lì, era una delle possibilità. Questa è la mia risposta: sono disponibile! In questo momento non è la cosa migliore da fare, ma sono disposto a questo».

(…)

Ma tornando ai martirii, alle sofferenze, a queste donne: questi sono i frutti della guerra. E oggi noi siamo in un mondo in guerra, dappertutto! Qualcuno mi diceva: lei sa, padre, che siamo nella Terza guerra mondiale, fatta a pezzi, a capitoli. E’ un mondo in guerra dove si fanno queste crudeltà. Vorrei fermarmi su due parole. La prima, crudeltà. Ora i bambini non contano! Una volta si parlava di una guerra convenzionale, ora questo non conta. Non dico che le guerre convenzionali siano cosa buona, no. Ma oggi va la bomba e ammazza l’innocente con il colpevole, il bambino con la donna, la mamma, ammazza tutti. Ma vogliamo fermarci a pensare un po’ al livello di crudeltà a cui siamo arrivati? E’ questo ci deve spaventare. Non è per fare paura. Il livello di crudeltà della umanità in questo momento è da spaventare un po’. L’altra parola è la tortura. Oggi la tortura è uno dei mezzi dire quasi ordinari nei comportamenti dei servizi di intelligence, dei processi giudiziari…E la tortura è un peccato contro l’umanità, un delitto contro umanità. E ai cattolici dico: torturare una persona è peccato mortale, è peccato grave. Ma è di più: è un peccato contro l’umanità. Crudeltà e tortura.

 

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44 Commenti

  1. BIASINI scrive:

    “Sottolineo il verbo: fermare. Non dico bombardare o fare la guerra. Dico: fermarlo.” Scusate ma non capisco. C’è qualcuno che mi vuole illuminare?. Caro Papa Bergoglio, Le chiedo di fare come San Leone Magno che andò incontro, con il Santissimo, ad Attila ed alle sue schiere. Così sarà credibile. Le sue parole risuonano, certo contro la Sua volontà, come una tragica beffa per coloro che sono crocefissi, mutilati, schiavizzati, rapiti e uccisi dai novelli attila.

    • Andrea (uno dei tanti) scrive:

      E’ una risposta ipocrita, nemmeni il Vaticano sa che pesci pigliare.

      O, meglio, lo sanno ma non possono dirlo.

      Papa Giovanni Paolo II ingenuamente pensava bastasse una conferenza di pace per convincere Saddam nel 91 a restituire il Kwait: Formigoni faceva finta di credergli e volava a Bagdad per farsi il suo personale spot.

      Da allora poco è cambiato.

      A parole si pensa che basti una messa cantata e buona volontà, basta rileggersi gli articoli apologetici di Tempi sul viaggio in libano di Benedetto XVI.

      Nella pratica tale viaggio ha dato risultati nulli.

      Bisogna sparare e, purtroppo, ammazzare, sei vuoi “fermare” dei tagliagole.

      • Charlie scrive:

        Non è una risposta ipocrita.

        E’ una risposta prudente per tre motivi:
        1°) Perchè, a prescindere da ogni situazione concreta, la Chiesa Cattolica non può mai tollerare l’odio e la vendetta in risposta a un’offesa.
        2°) Perchè mira a non scatenare ulteriormente la follìa dei tagliagole.
        3°) Perchè spera, soprattutto, che qualcuno che i tagliagole ascoltano, possa indurli a moderare le loro efferatezze o addirittura indurli a smettere.

        Se un Papa è prudente rischia di passare per ipocrita o imbelle.
        Se un Papa spinge moltissimo a favore di un interveno umanitario rischia di passare per un irresponsabile o un guerrafondaio.

        E’ difficile agire bene in una situazione così deteriorata.

        Una cosa è certa: non si può più tacere sulla responsabilità dei tagliagole.
        Sono islamisti.
        Questo va detto forte e chiaro.

        • BIASINI scrive:

          Scusi sig. Charlie: i punti 2 e 3 sono puramente ipotetici, delle pie illusioni o se vuole delle pie speranze, mentre gli indifesi sono torturati ed uccisi e a ben vedere, pure presi in giro.
          Il punto 1 fa del Papa di Lepanto, mi pare San Pio V, (il cui agire a Lepanto fu “convalidato” dal miracolo delle campane, ben attestato storicamente) e di Marco D’Aviano, l’artefice della alleanza di Vienna beatificato da Giovanni Paolo II, e di tutti coloro che sono morti per seguirli, dei corpi estranei alla Chiesa, anzi, dei soggetti dei quali è meglio tacere.
          Vede, caro sig. Charlie è molto bello fare i pacifisti da salotto o da telecamere o anche, detto volgarmente, fare i froci con……..lascio a Lei riempire lo spazio. Che sia difficile agir bene in un situazione così deteriorata è ovvio. Ma il punto in discussione non è questo. E’ invece negata da Bergoglio la liceità dell’uso della forza guerriera per un giusto motivo e per proteggere gli innocenti. Questo è contrario all’insegnamento tradizionale della Chiesa. Che i tagliagole siano islamisti risulta a me, a lei e ad altri, salvo che a Bergoglio che non li ha mai menzionati.

          • Charlie scrive:

            Non era mia intenzione fare sfoggio di pacifismo. Mr Biasini, perchè non penso di appartenere alla categoria.

            Cerco di spiegarmi.
            Non mi è parso che il Pontefice abbia voluto negare in modo categorico l’uso della forza.
            Ma – stante la situazione politica – , a mio avviso, la teme e vorrebbe farne a meno.

            Ho detto “stante la situazione politica”.
            Infatti, mi pare di poter dire che gli accadimenti che abbiamo sotto gli occhi siano, grazie a Dio almeno per il momento, molto diversi da quelli che dovette affrontare il papa di Lepanto.
            Là se avessero divelto l’ultima diga, i musulmani avrebbero invaso l’Occidente.

            Non vedo infatti nella UE e negli USA condottieri decisi ad intervenire per un senso di giustizia, dando garanzie di questo, ma capi di stato mediocri, peregrini, cinici, pavidi, bisherelli, incapaci di tutto e del suo contrario.

            Difficile mettere in piedi una Santa Alleanza con questo “sfaccimme” di alte sfere, sicuramente molto più rappresentative dei difetti dei popoli che governano o che fingono di governare.

            E il Pontefice teme l’uso della forza proprio perchè, come diceva lei, fare i froci con il popò altrui è facile.

            Pertanto, incitare gli altri ad armarsi e a partire è rischioso perchè: ” … sotto la scusa di fermare l’aggressore ingiusto, le potenze si sono impadronite dei popoli e han fatto una bella guerra di conquista … “.

            Abbiam visto, infatti, cosa è recentemente succeduto con l’eliminazione di Gheddafi in Libia, con la pletora di apprendisti stregoni che l’hanno fortemente voluta e realizzata.

            Papa Bergoglio fa bene, quindi, ad investire l’ONU del problema.

            Resto convinto, invece che il Pontefice dovrebbe mettere molto alle strette i capi dell’Islam perchè diano un giudizio chiaro su questi massacri dei cristiani e delle altre etnie.

            • BIASINI scrive:

              Scusi sig. Charlie. perché allora tanta reticenza dal Papa? Lei stesso deve ricorrere ai “non mi è parso ” “a mio avviso” “mi pare di poter dire” per fare l’esegesi dl verbo bergogliano che, fino a prova contraria, non è il Verbo. Ripeto: il punto in questione è la negazione dell’uso della forza guerriera a determinate condizioni, ben chiarite dal Catechismo della Chiesa Cattolica. Se vuole, vado a cercarmi il numero e poi glielo comunico.

              • Charlie scrive:

                Il Papa non è stato reticente.
                Perchè il punto in questione è salvare vite umane il più possibile.
                Questo ha in testa il Santo Padre.
                Non certo l’intento di cancellare l’uso della forza previsto in via di principio dal Catechismo della Chiesa Cattolica in circostanze gravi.

                Perchè non è sempre detto che in determinate situazioni mettere in atto un principio comporti automaticamente l’ottenimento del risultato sperato.

                Faccio un esempio sciocco.
                Tratta il Verbo stesso di Dio e non una pacifica risultanza acquisita dalla riflessione della Chiesa sul Verbo di Dio, come il caso di specie dell’ingerenza umanitaria.

                Se “non è bene che l’uomo sia solo”, non è assolutamente scontato – sacerdoti a parte – che tutto il genere maschile debba per forza trovarsi moglie.

            • Gabriele scrive:

              Concordo con Charlie, il papa non ha negato la possibilità di usare anche la forza per fermare l’ISIS. Infatti non ci si può fermare alla frase “Non dico bombardare o fare la guerra” escludendo tutto il resto: perchè da tale resto si capisce che il fattore militare è una delle opzioni di cui papa Bergoglio tiene conto, tuttavia il papa chiede che l’intervento contro l’aggressore sia fatto nel modo giusto, un modo che spetta alla valutazione delle Nazioni Unite, non a lui (o ad un singolo paese auto-proclamatosi poliziotto del mondo), ma è importante evitare che diventi un pretesto per secondi fini.
              D’altronde, anche nel suo messaggio all’ONU, il papa ha invitato ha fare tutto il possibile, certo restando sempre nel diritto internazionale, e l’osservatore vaticano all’ONU, mons. Tomasi, ha notato come nel ‘tutto il possibile’ delle Nazioni Unite, ci sia anche l’uso della forza militare.
              Insomma, il papa ha chiesto di intervenire, e qualunque sarà la sua natura, tale intervento dovrà essere come l’acqua sul fuoco, non benzina.

            • Andrea UDT scrive:

              Troppo comodo dare del “pavidi, incapaci etc.” se si parla di capi di stato e ,implicitamente, del saggio prudente se a parlare è un pontefice.

              Fra afganistan e iraq gli USA hanno perso 6500 soldati.

              L’italia ha perso circa 30 soldati in Iraq e 53 soldati in Afganistan per fare quello che gli afgani e iracheni non vogliono fare per se stessi e i loro figli.

              Poi c’è il problema petrolio: senza di quello il mondo non va avanti. Non ci sarebbe nemmeno energia sufficiente per sostenere una agricoltura intensiva e i primi a crepare di fame farebbero i soliti poveracci.

              E’ bene ricordare questi fatti prima di mettere l’etichetta di “cinico incapace” sul culo degli altri.

              • Charlie scrive:

                Incapaci sono i capi dell’Europa, non in grado di affrontare autonomamente i pericoli comuni.
                Che parlano di unità e non sanno nemmeno mettere insieme le loro forze per combattere i nemici a due passi da casa loro.
                Forse non ne han nemmeno una piena comprensione.
                In compenso, come da lunga tradizione, son bravissimi a farsi del male tra loro.
                Ora con la moneta unica.
                E a far sempre affidamento sugli USA per sbrogliare le loro matasse.

                Usa che in fatto di politica estera non mi sembrano delle aquile.
                Vedasi il comportamento che han tenuto con la Libia e la Siria.
                Obama è un cinico perchè ha scelto il disimpegno dai problemi dell’Europa.
                Non pensando che ormai il mondo è una ringhiera e che domani l’Islam sarà un grosso problema anche per il suo uscio di casa.
                Molto più serio del roboante crollo delle Twin Towers.

        • Andrea UDT scrive:

          Charlie/Martinelli,

          lo è.

          Siamo passati da “guerra avventura senza ritorno” ad un “fermare” che tutti sanno che vuol dire armare i curdi, bombardare e sparare, cioè guerra.

          Curioso poi il tono del commento da parte di uno che si rammarica della mancata “guerra civile” per fermare i comunisti nell’immediato dopo guerra. ( http://www.tempi.it/sessanta-anni-fa-moriva-alcide-de-gasperi-il-piu-grande-statista-italia#.U_ROKWdO4dU )

          • Piero scrive:

            E’ chiaro che è reticente. Lo spiega bene ancora una volta Socci sulla sua pagina FB, che riporto:
            QUANDO IL CARDINALE BERGOGLIO DA BUENOS AIRES (TRAMITE PORTAVOCE) ATTACCAVA PAPA BENEDETTO XVI

            Da questa notizia si ricavano due importanti conclusioni:
            1) il card. Bergoglio, tramite il portavoce, attaccò Benedetto XVI per il magistrale discorso di Ratisbona e questo fa capire il motivo della sua reticenza attuale verso gli islamisti massacratori dell’Iraq
            2) il card. Bergoglio attaccò il Papa che già era sotto attacco da tutti e sotto minaccia dei terroristi islamici, sebbene – essendo cardinale – avesse un dovere particolare di difendere il Santo Padre.
            Faccio queste segnalazioni a tutti coloro che oggi mi lanciano anatemi dicendo: “non si critica il papa”.
            Cosa fece Bergoglio? Lui lo fece pur essendo cardinale e pur trovandosi, il Papa, sotto minaccia.

            ht*p://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/the-pope/9931030/Pope-Francis-run-in-with-Benedict-XVI-over-the-Prophet-Mohammed.html

          • Charlie scrive:

            E’ vero, Mr Andrea UDT.
            Son sempre io.
            Ma l’avevo già detto molto chiaramente in altri posts.
            Solo che mi stufo a ripeterlo sempre.
            Questi dannati o benedetti – faccia lei – aggeggi informatici hanno immagazzinato su facebook, non so come, tutti i miei primi nomi.
            Avrei preferito semplicemente “Charlie”, col cognome e la mia piccola foto miniformato tessera.
            Ma è come essere nel film “2001, Odissea nello spazio”.
            Hal ha preso il sopravvento.
            Ma quando non posto su facebook – cosa che ad ogni modo preferisco per via di poter correggere successivamente possibili imprecisioni – mi rimane ancora un po’ di potere.
            E allora mi firmo “Charlie”.

            Vengo al punto.
            Il Santo Padre è accasciatamente preoccupato degli “effetti collaterali” – termine spesso usato soprattutto quando Bush era Presidente degli USA, che rammento senza nessunissima intenzione polemica – di un intervento militare sulla popolazione inerme, cristiani e non.

            E spera – è una speranza contro ogni speranza (Rm, 4,18) – di riuscire a por fine ai massacri con un intervento diplomatico.
            Al limite, intervenendo anche personalmente.

            Anche perchè, così mi è parso di capire dalle Sue parole sopra riportate, che non riponga grande fiducia nella volontà delle potenze americane ed europee di operare un intervento coordinato capace solo di “stoppare” il conflitto.
            E di non estenderlo.

            E anch’io, come lei, penso che anche con l’ingerenza militare umanitaria più rispettosa degli intenti della Santa Sede, – che comunque non c’è – sia un miracolo che si possa solo “fermare” l’aggressore ingiusto usando i kalashnikov.

            Sia ben chiaro che il principio dell’ingerenza umanitaria in soccorso del debole angariato non decade, ma che si tratta di verificare se è opportuno metterlo in atto – o no – in ogni contingenza concreta che si presenta.

            Mi sembra invece fuori bersaglio la sua critica circa il “tono” mite – suppongo si voglia dire – da me usato in questo caso, in contraddizione – secondo lei – con quello invece risoluto sulla necessità dell’uso della forza per eliminare il Partito Comunista Italiano dalla scena politica nell’immediato dopoguerra del secondo conflitto mondiale, a seguito dei suoi numerosi eccidi su civili inermi per instaurare la dittatura del proletariato.

            L’Italia si trovava nella condizione di avere “il coltello dalla parte del manico”, come si usa dire.
            Gli accordi di Yalta avevano sancito l’ombrello di copertura anglo-americana sul nostro Paese.
            In Grecia, anch’essa sotto la stessa protezione, i comunisti furono annientati, grazie appunto all’appoggio delle due potenti nazioni anglosassoni.

            E l’Italia non aveva neppure uno stato comunista ai suoi confini, come la Jugoslavia di Tito ai confini ellenici.

  2. Q.B. scrive:

    Non ho potuto fare a meno di notare questo passaggio:

    “ai cattolici dico: torturare una persona è peccato mortale, è peccato grave. Ma è di più: è un peccato contro l’umanità”.

    Ora, il peccato mortale è peccato contro Dio e quindi non può essere mai meno grave di qualsiasi altro peccato; in questo caso il peccato contro l’umanità è un abominio agli occhi di Dio (a cui l’umanità tutta appartiene) e quindi sommo peccato nei Suoi confronti. Lo vedo solo io o nella frase si coglie un’inversione di prospettiva inquietante.

    Spero sempre si tratti di semplici gaps linguistici spagnolo-italiano, ma che sudori freddi quando succede…

    • Charlie scrive:

      Se si parla a un mondo che crede che Dio sia una favola per tener buoni i bambini, per metterlo in guardia non si può parlargli di peccato grave.
      Perchè direbbe:
      “Cos’è il peccato?”

      E allora, per fargli venire i sudori freddi, bisogna dirgli: ” … di più. Un peccato contro l’umanità”
      Allora, forse …

      • Q.B. scrive:

        @ Charlie

        GP II in Agrigento ai mafiosi non disse “un giorno vi arriverà un ordine di custodia cautelare”; gridò, anzi tuonò, “un giorno verrà il Giudizio di Dio”; poi chi ha avuto la grazia di capirlo lo ha capito.

        La Chiesa non fa politica estera nel senso tradizionale del termine, anche se il negoziato e la diplomazia sono pure strumenti che deve usare; con la sua azione, proclamando la verità e con l’arma in più della preghiera, la Chiesa deve preparare il terreno all’opera dello Spirito Santo.

        Altrimenti avrebbero ragione gli ateonzoli perché saremmo dei politicanti qualsiasi.

        • Charlie scrive:

          Toglimi una curiosità.
          Ad Agrigento mentre G. Paolo II stava parlando, i mafiosi stavan scannando cristiani e non cristiani ?

      • Piero scrive:

        E a chi crede che Dio sia una favola per tener buoni i bambini, cosa vuoi che gliene importi di fare un “peccato contro l’umanità”?
        Perchè, che succederebbe se uno lo commettesse? Gli direbbero “brutto cattivo”?

        • Charlie scrive:

          OK, Mr Piero, è normale che non gliene freghi niente.
          Ma penso sia più probabile che magari un tagliagole possa essere toccato nel cuore da un bimbo innocente che piange, che dall’idea di commettere un peccato mortale.

          • Piero scrive:

            Ma perchè dovete sempre cedere a questo sentimentalismo di maniera?
            Perchè dovrebbe fregargliene al tagliagole di un bimbo innocente, se lui stesso gli sta tagliando la gola? E perchè l’idea di commettere un “peccato contro l’umanità” (che poi cosa vorrebbe dire? Cosa sarebbe un “peccato contro l’umanità”?) lo dovrebbe far tremare, specialmente se glielo dovesse dire il Papa? Papa che se potesse ucciderebbe per primo, come simbolo dei cristiani?

            • Piero scrive:

              Dovete ?
              Con quanti crede di star parlando ?

              Mi sembra di stare parlando con te, con Michele, e Cisco. O no?
              Siete per caso uno e trino?

              Guardi che io penso sempre con la mia testa.
              Mi risulta difficile se si pensa che prima appoggi un atteggiamento del Papa, poi con lo stesso animo la marcia indietro di Bergoglio. Cioè qualsiasi cosa faccia p. Francesco, va sempre bene, è tutto “normale”.

              Non ci vedrebbe nessun ” sentimentalismo di maniera ” , se lei fosse il bambino risparmiato da un coltello.

              E dove sarebbero tutti questi bambini risparmiati dal coltello? Avanti, dimmelo.
              Mi pare che continui imperterrito il macello iracheno. O no?
              O dalla missione diplomatica vaticana si sono convertiti migliaia di miliziani isis?

              Il Papa si sta preoccupando per ” i danni collaterali ” di un intervento armato,
              Ah adesso sono i “danni collaterali”?
              Allora, prima non ci si pensava proprio, se no si offendevano gli islamici.
              Poi non si accettava di “fare le Crociate”. Mica siamo arcaici e gretti come mille anni fa, no?
              Poi si ascoltano di malavoglia i vescovi e le testimonianze di là.
              Poi si manda un cardinale (a fare che? non si sa)
              Adesso si può FERMARE, non fare la guerra, non bombardare, ma fermare l’aggressore, se è ingiusto.
              Poi, si andrà con le pistole ad acqua?
              La verità è che Bergoglio (e non solo certamente lui) non può minimamente concepire che l’Islam non sia “latte e miele” come sogna lui e tutto il cattoprogressismo imperante nella Chiesa attuale.
              Non può pensare, lui (ma non solo lui) che ha nientemeno lavato i piedi il Giovedì Santo ad una donna musulmana (cosa c’entri poi una donna, per di più musulmana, con il rito dell’istituzione dell’ Ordine Sacro cattolico, non si sa), che la religione che SOGNA sia rispettosa dei cristiani, come noi alloccamente e scioccamente siamo della loro.
              In poche parole, Bergoglio non può permettere che i suoi SOGNI cadano in frantumi.
              E quindi si tappa gli occhi e le orecchie per non vedere e non sentire.

              A contatto come è sempre stato con una pletora di poveri quand’era ancora Cardinale.
              Altra frase smielosa che non vuol dire nulla. Cosa c’entrano i poveri di Buenos Aires? E Giovanni Paolo II non li ha visti pure lui, non ci era in contatto?
              E i cristiani macellati non sono pure loro “poveri”?

              • BIASINI scrive:

                Caro sig. Piero, lasci stare questi buonisti del….. (la parola è quella usata da Charlie). La cosa che detestano di più, nei loro mielosi arzigogolamenti, è quella di essere contraddetti. Possiedono la verità, la possiedono in senso biblico, ci copulano. Vede pure lei: quando sono punti sulla coda si inalberano, ricorrono ai sofismi, fanno finta di offendersi per offendere. Scusi sig. Piero: ma come si permette? Chi è nel Vero è pure Giusto ed è anche Santo. A prescindere .

              • Piero scrive:

                Noto che ha solamente insultato, e neppure per sbaglio ha cercato di contraddirmi con argomenti razionali.
                Auguri per le sue prossime argomentazioni.

                Se volevo un papa politicamente corretto e buonista, mi accontentavo di Napolitano e Boldrini.

                • Charlie scrive:

                  Eh già, cocco bello !

                  Perchè quando tu mi metti nel mazzo dei buonisti in combutta tra loro, dandomi del “Voi”, e dici che non ragiono con la mia testa, usi tono ed argomenti razionali per contraddirmi e mi vuoi fare anche dei complimenti, vero ?

                  Invece se io avessi voluto un Presidente del Consiglio politicamente corretto e buonista, mi sarei accontentato di Mons. Luigi Negri.

                  Peccato che è occupato a fare il Vescovo.

                  Quando uno è buonista !

                  • Charlie scrive:

                    Il mio commento, qui sopra, è in attesa di moderazione.

                    E un’altro, quello a cui risponde Mr Biasini il 21.08.14 alle ore 15,39, è in attesa di apparizione ?

                  • Piero scrive:

                    Mi sembrava abbastanza ovvio che il “voi” di prima era un “voi” generico, voi che giustificate, qualunque affermazione del papa.
                    In ogni caso non ho alcun problema a scusarmi se è stata giudicata un’offesa.
                    Resta comunque il problema di come essere d’accordo con un’affermazione ed il suo contrario, indipendentemente da chi la pronunci.
                    Il fatto di usare argomentazioni retoriche, che non permettono di agire, ma solo di sperare, continua ad essere un problema.
                    Comunque la chiuderei qui.

                    • Su Connottu scrive:

                      Piero, avrebbe fatto meglio a chiuderla almeno 4 post prima, evitando di lasciar comprendere che il suo unico intento era il cazzeggio finalizzato al peto, a quanto pare.
                      Ci son cascato anch’io, amen.

                    • Charlie scrive:

                      Mi sembra abbastanza ovvio che il “voi” non è stato affatto usato in modo generico, ma mirato a inserire il sottoscritto nella compagnia cantante e salmodiante dei buonisti, cattocomunisti, sciocchi e allocchi, che io detesto con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima e con tutta la mia mente.

                      E non c’è bisogno di dimostrarlo.
                      Perchè è di una risultanza apodittica.
                      Basta leggere quel che lei ha scritto.
                      E quel che Mr Biasini ha rincarato, dandole comprensione e soccorso.

                      Quanto all’accusa di contraddirmi per affermare una cosa e il suo contrario, aspetto solo una sua dmostrazione convincente.

                      Come anche sull’uso di affermazioni retoriche inadatte ad un uso pratico.

                      Solo così la questione si chiuderebbe.
                      Altrimenti rimarrebbe sempre aperta.
                      Su posizioni assolutamente invariate e inconciliabili.

          • Su Connottu scrive:

            Charlie, credo abbia ragione Piero.
            L’unica cosa che può toccare il cuore di questi maiali è la canna di un fucile carico infilata in bocca o nel didietro. A quel punto vedi come diventa ragionevole il califfo.
            Le parole del papa dovrebbero, innanzitutto, far sobbalzare la coscienza e lo sguardo dei cristiani occidentali, sempre più bovinamente ricurvi sul proprio rassicurante ombelico.
            E certo che se queste parole, in base al provincialissimo ragionamento di voler piacere per forza a tutti, pescano dal lessico dei timbri ONU anziché dal vangelo, non si va molto lontano.

            • Charlie scrive:

              Caro Su C.,

              come dicevo a Mr Piero, il problemi di un intervento armato sono i “danni collaterali”.
              Se i tagliagole fossero tutti da soli asserragliati in un bunker, credi che avrei obiezioni sulla proposta da te espressa per convicere il califfo alla ragionevolezza ?

              • Charlie scrive:

                Caro Su C.,

                scusami di questa correzione fraterna.
                Ma l’unica cosa che potrebbe efficacemente toccare il cuore di quei rispettabili signori, che tu hai indebitamente paragonato ai suini che ci fanno tanto bene, non sarebbe nemmeno un fucile puntato negli orifizi da te illustrati.
                Ma solo un proiettile.

      • Piero scrive:

        ma perchè i commenti spariscono?

        • Charlie scrive:

          Vorrei saperlo anch’io.
          Soprattutto per sapere chi ringraziare per questo comportamento democratico.
          E sapere anche perchè – a meno che non digito il testo dell’Ave Maria – spesso trovo la prefazione: “Il tuo commento è in attesa di moderazione”.

          • Su Connottu scrive:

            Io mi son trovato nella stessa situazione dalla volta che ho incolpato la legge 180 per le uscite di Giovanni Cattivo

        • BIASINI scrive:

          Caro sig. Piero, lasci stare questi buonisti del….. (la parola è quella usata da Charlie). La cosa che detestano di più, nei loro mielosi arzigogolamenti, è quella di essere contraddetti. Possiedono la verità, la possiedono in senso biblico, ci copulano. Vede pure lei: quando sono punti sulla coda si inalberano, ricorrono ai sofismi, fanno finta di offendersi per offendere. Scusi sig. Piero: ma come si permette? Chi è nel Vero è pure Giusto ed è anche Santo. A prescindere .

    • Su Connottu scrive:

      Q.B.,
      anche quando sento parlare mons. Galantino mi sforzo di pensare a gap linguistici tra pugliese e italiano.
      Ma lo sconforto sopraggiunge ugualmente…

      • Charlie scrive:

        Soprattutto guardando la sua faccia inespressiva.
        Sia quando parla che quando tace.

        • Su Connottu scrive:

          Forse è più espressivo quando dorme.

          • Charlie scrive:

            Magari dormisse più spesso, coricandosi presto e svegliandosi tardi.
            E poi il sonno distende le rughe.
            E se la notte, come si dice, porta consiglio, rischierebbe di dire cose più sensate con una faccia espressiva.

            • Charlie scrive:

              E una faccia espressiva che si accompagna alla recita di una preghiera – il santo Rosario, ad esempio – in qualunque luogo preferito dall’orante, è molto gradita al Signore e alla Sua dolce e cara nostra Madre.

              • Su Connottu scrive:

                Completamente d’accordo

                • Q.B. scrive:

                  Mi allineo sulla cosa più saggia e vera mai detta fin qui: il Santo Rosario è una preghiera molto gradita al Signore e alla Sua e nostra cara dolce Madre.

                  Non dimentichiamo Chi guida la storia e se anche il Suo amministratore delegato in terra dovesse perdere il lume della ragione o peggio, sappiamo per fede che anche lo scenario più catastrofico sarebbe nulla.

                  “mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perchè dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte”. (2Cor 12,7-10)

  3. Livio scrive:

    fa male sentire parlare il Papa come un politicante qualsiasi di casa nostra, quando si sentirà tuonare contro la violenza che ha un nome e un cognome ben preciso?

  4. Livio scrive:

    il bello è che quando si tratta del corruttore, piccolo o grande che si voglia, addirittura sento dire che non è perdonabile.. mi sono perso qualcosa?

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

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